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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia: il cerchio si stringe attorno al dominicano accusato di abusi su minore.

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Il Giustiziere degli Angeli

Quà non ho capito una cosa! Siccome lui se ne và di sua spontanea volontà dalla casa dove avrebbe abusato della bambina, il giudice decide di non operare con nessuna misura restrittiva perchè andando in un altra città non può reiterare il reato. Intanto che se ne stà dove gli pare non è possibile che cerchi altre bambine? Sono rimbambita io o ho capito bene??

L’orco se n’è andato di casa. Cacciato anche dalla moglie che non ne voleva più sapere di quel marito sospettato di aver abusato di una bimba di 10 anni, figlia di un’amica di famiglia. Ma probabilmente questo suo allontanamento lo ha salvato, almeno per ora, da qualsiasi provvedimento restrittivo della sua libertà. Prima di procedere, il Pm Claudia Merlino, titolare dell’inchiesta svolta dalla polizia municipale, attende infatti l’esito dell’incidente probatorio fissato per il 7 ottobre quando il giudice per le indagini preliminari ascolterà la piccola in audizione protetta.

Uno psicologo medierà le domande formulate da giudice, avvocato difensore e pubblico ministero presenti in un’altra stanza.

La bimba dovrà raccontare cos’è successo quel pomeriggio di inizio estate in un appartamento del quartiere umbertino. Ovvero dovrà avere la forza di ripercorrere ogni momento drammatico della violenza. L’uomo, un dominicano di 53 anni era stato ospitato assieme alla moglie dalla mamma della bambina. Erano amici di famiglia prima ancora del loro sbarco in Italia. La giovane mamma, rimasta vedova in primavera del marito italiano aveva cercato nella coppia più anziana un po’ di affetto per scacciare l’ombra della solitudine. Purtroppo l’uomo si rivelò tutt’altro che amico e addirittura abusò della bambina.

La piccola mostrò segni di insofferenza, apatia, irritabilità. Per qualche tempo la mamma non ci diede peso, ma quando la figlia si confidò con uno zio, la donna decise di passare all’azione e di piazzare una videocamera nascosta in un angolo della casa. A un certo punto, però l’apparecchio si bloccò proprio durante l’approccio alla bambina. Le immagini rimaste impresse sulla videocassetta inoltre sono piuttosto scure, ma lasciano intendere alcuni gesti piuttosto spinti da parte dell’uomo indagato. Si scorge un braccio vicino alle sue parti intime che si muove in modo ritmico mentre si avvicina con il volto a quello della bambina.

Gli inquirenti hanno pure provato a far schiarire le immagini, ma senza alcun risultato di rilievo. Così il pm ha deciso di non emettere alcuna misura cautelare nei confronti dell’indagato che già di sua spontanea volontà ha deciso di lasciare la città facendo venir meno la possibilità della reiterazione del reato. Probabilmente la procura cerca di raccogliere più prove possibili contro l’indagato per poi passare all’azione emettendo provvedimenti cautelari nei suoi confronti.

Quindi, ai fini dell’inchiesta, sarà molto importante l’esito dell’incidente probatorio del 7 ottobre quando la bimba dovrà i suoi rapporti con l’uomo accusato di pedofilia. E soprattutto rivelare cosa stesse eventualmente subendo quando la telecamera li riprendeva di nascosto.

Il Secolo XIX – La Spezia

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