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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Operazione contro la pedofilia on-line. Perquisizioni e sequestri in mezza Italia.

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Il Giustiziere degli Angeli

RaiNews 24 – Operazione anti pedofilia, 32 perquisizioni e sequestri in 10 regioni
L’indagine e’ durata un anno e mezzo – Decine di perquisizioni domiciliari in diverse regioni italiane nei confronti di 32 persone responsabili di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico; copioso il materiale sequestrato e tutt’ora al vaglio degli inquirenti. Le operazioni sono state condotte dalla polizia delle comunicazioni di Bologna.

I pedofili sono stati intercettati, grazie ad una delicata attivita’ sottocopertura operata dagli investigatori, mentre si scambiavano il materiale all’interno di alcune chat su internet. Le regioni italiane interessate, oltre l’Emilia Romagna, sono in tutto 12: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.Si chiamava C6 (Ci sei) la chat usata sul portale Virgilio per gli scambi di materiale pedopornografico scoperta dalla Polizia delle Comunicazioni di Bologna: 32 in totale gli indagati, persone di tutte le eta’ e di professioni diverse, in Emilia Romagna – tra Bologna, Modena, Parma – e in un lungo elenco di regioni italiane: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Marche, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Molise e Sicilia.

La novita’, inattesa dagli stessi inquirenti, sta nel materiale sequestrato: numerosi i filmati amatoriali, girati con web cam o con il telefonino, di bambini o ragazzini intenti a masturbarsi, che si ipotizza possano stati girati da loro stessi, in cambio magari di una ricarica telefonica. Una realta’ sconcertante, venuta fuori da alcuni computer sequestrati ieri e gia’ perquisiti dagli inquirenti, che credevano invece di trovare normali scambi di materiale videoprodotto e circolante su internet. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore di Modena Mirco Miccolini, nasce proprio un anno e mezzo fa sotto la Ghirlandina, dall’arresto – a cui e’ poi seguita la condanna in tribunale – di un uomo per adescamento di minori. Seguendo i suoi movimenti su internet – grazie ad intercettazioni telematiche – sono stati visti e seguiti i personaggi che con lui interagivano. Si e’anche scoperto che molti si connettevano ad internet tramite cellulare pensando cosi’ di non essere rintracciati. Adesso si pensa di identificare anche i minori che stavano al gioco.

 

 

La poliziotta: ma sono sempre gli adulti a condurre il gioco
di Maria Lombardi
ROMA (23 settembre) – «Una ragazzina può anche usare atteggiamenti erotici, può essere ammiccante, ma è una maschera che indossa senza sapere quello che fa. Si difende, imitando gli adulti». Maschere che consentono agli adolescenti di esplorare il mondo, e il loro mondo è il web. «Dapprima sono incontri schermati dalla tecnologia», spiega Elvira D’Amato, responsabile del centro nazionale contrasto pedofilia on line della polizia postale. «I minori nella rete si sentono protetti da ogni rischio, il pericolo è che poi questi incontri nelle chat man mano si umanizzano e diventano sempre più intimi».
E’ vero che sempre più ragazzine adescano sulle chat o sui social network uomini più grandi?
«Bisogna fare attenzione ai termini che si usano. L’adescamento è sempre impari data la differenza di età. La Cassazione ha qualificato come prostituzione anche l’invio di una foto che mostra una parte del corpo in cambio di una ricarica telefonica. Ma la legge non punisce la ragazzina. Insomma, il gioco non è mai nelle mani degli adolescenti, anche se a volte può sembrare così. Certo, ci sono anche casi limite, come quello della tredicenne che ricattava il pedofilo: se non mi fai la ricarica del telefonino, gli diceva, ti denuncio. Ma si tratta, appunto, di un caso».

Cosa accade allora?
«Gli adolescenti usano la rete per esibirsi, per mettersi in mostra. Usano nomi fasulli, e così si sentono al sicuro, ma poi svelano completamente il loro corpo, danno indicazioni ben precise sulla loro identità: frequento questa scuola, ho questi amici, vado in questi locali. Pur mantenendo l’anonimato, pian piano si svestono. E allora cominciano a crearsi le complicità, si cercano le affinità. Dall’altra parte ci può essere il quarantenne che finge di avere vent’anni o anche di essere un coetaneo. Vinte le resistenze iniziali, si inizia a parlare di sesso, a scambiarsi foto porno, a conoscersi e spogliarsi davanti alla web-cam. Dalla fase della complicità, si passa così alla fase dell’omertà: non parlarne con nessuno, questo è un nostro segreto».

Con quale frequenza dal contatto virtuale si passa a quello reale?
«Svelandosi gli adolescenti si espongono al pericolo dell’incontro reale che non è nelle loro capacità nè interpretare, né gestire. E’ frequente che si passi dalla conversazione nella chat all’appuntamento, direi che c’è una escalation in questo senso. I rapporti on-line creano dipendenza, a volte diventano ossessivi, il più grande domina sempre. Spesso gli adescatori, una volta che hanno catturato l’attenzione e suscitato la curiosità anche sessuale degli adolescenti, diventano martellanti, arrivano a fare anche dieci telefonate al giorno. Ma al tempo stesso sono rassicuranti, fanno sì che l’incontro avvenga con naturalezza senza che i ragazzi temano nulla. Noi ci fermiamo qui, interveniamo per far sì che l’incontro non si realizzi».

I genitori possono far qualcosa?
«Non possono censusare i figli e impedire loro di usare il pc, ma di sicuro devono vigilare e chiedere: cosa stai facendo? Con chi chatti? Cosa hai messo nel tuo blog?».

 

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5 thoughts on “Operazione contro la pedofilia on-line. Perquisizioni e sequestri in mezza Italia.

  1. ciao, ti segnalo su Il Mattino cronaca di Salerno di oggi, pag. 47
    Violentò la figliastra: dodici anni di carcere….un dramma talmente crudo che ha segnato anche i magistrati e l’avvocato della difesa …violenze sessuali perpetuate anche quotidianamente e che dureranno 14 anni….la madre sapeva!!!….

    …per quanto tempo ancora, i nostri figli dovranno subire il silenzio omertoso degli adulti???…

  2. Mio Dio, ho letto l’articolo sul mattino. Allucinante. Mi chiedo come possa una “”madre”” rimanere fredda davanti alle grida di sua figlia, non proteggerla e aiutarla quando gli chiede aiuto. Che razza di gelo ha nel cuore, merita solo di morire con sofferenze atroci. Ha lasciato che la sua bimba, la sua vita venissero calpestate, violentate dal maiale che dormiva con lei. Ha preferito un lurido verme schifoso al sangue del suo sangue, è molto più colpevole di lui, non ha salvato la figlia.
    Se non vi dispiace, lo posto.

  3. @spunz – sempre prezioso il tuo aiuto.

  4. @herta – Devi postare sempre questi casi mia cara perchè penso che qualche bambino può essere salvato se l’attenzione è più alta. Ha ragione Spunz sull’omertà di certi adulti: davanti a certi orrori non si può tacere.

  5. Pingback: Dietro la maxi-operazione di pedofilia on-line c’è il coraggio di una mamma. « -Il Giustiziere degli Angeli-

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