Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –

Abusi su minori: 12anni di reclusione al maiale. La madre della bambina sapeva e taceva.

5 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Una storia allucinante. Ancora una bambina vittima di un essere perverso, ignobile, senza nessun appellativo abbastanza brutto da rendere l’idea. Ancora grazie all’amico Spunz che segnala le notizie. Mai evitare di raccontarle perchè tutti dobbiamo sapere che tanti bambini e ragazzi sono in pericolo, anche i nostri: non succede sempre e solo altrove. Mi associo al pensiero di Herta per quanto riguarda il destino della madre (fanc il termine perchè non lo è veramente) e speriamo di avere ragguagli sulla pena che verrà inflitta a tale bestia!

Violentò la figliastra: dodici anni di carcere

SALVATORE DE NAPOLI Roccapiemonte. Condannato a 12 anni di reclusione per avere ripetutamente violentato per quattordici anni la figliastra. Una vicenda da brividi quella su cui si è dovuta esprimere il giudice dell’udienza preliminare Donatella Mancini del tribunale di Nocera Inferiore. Una dramma talmente crudo che ha segnato anche i magistrati e l’avvocato della difesa all’uscita dall’udienza preliminare.

La decisione del Gup ha portato alla luce anche un altro aspetto tragico di questa vicenda: la mamma della ragazza sapeva tutto e non ha mai denunciato il marito e per questo il giudice ha pensato che potesse aver concorso nel reato di violenza carnale per omessa tutela della figlia. L’inchiesta del pm Roberto Lenza ha ricostruito una storia incredibile. Un uomo sposa una ragazza, madre di una figlia avuta da una precedente relazione. Quasi da subito, appena iniziata la convivenza con la donna e la figlia, il patrigno ha riversato le sue morbose attenzioni sulla bambina fino a diventare violenze sessuali perpetuate anche quotidianamente e che dureranno 14 anni. Di tanto in tanto il patrigno faceva dei regalini alla ragazza per cercare di tenerla buona. La vittima, però, non voleva sottostare alle attenzioni del patrigno, a quelle violenze che scavavano un solco profondo nella sua anima. In più occasioni la ragazza si era rivolta alla madre per chiedere un aiuto che non ha trovato. La vittima urlava, urlava quando il padre abusava di lei ma la madre non ha fatto nulla di concreto per evitare che queste nefandezze continuassero. La paura della pubblica opinione, il timore di vedere il proprio uomo finire in carcere, la speranza che le violenze potessero finire: chissà quali saranno stati i fattori che hanno frenato quella mamma nel denunciare il marito orco. Poi un giorno la ragazza ha trovato il coraggio di raccontare ai carabinieri quanto le accadeva e i militari arresteranno il patrigno mentre, con la promessa di darle qualcosa di soldi (qualche decina di euro), cercava di rabbonirla e di non farsi denunciare. La necessità di non far risalire all’identità della vittima non permette di dilungarsi in altri particolari agghiaccianti di questa vicenda che a raccontarla turba anche il cronista di nera più avvezzo ad affrontare tragedie varie. La pena di 12 anni inflitta è certamente pesante (il pm ne aveva chiesti 18), soprattutto se si tiene conto che a questa si giunge dopo aver decurtato un terzo da quella stabilita, avendo l’imputato chiesto il giudizio con il rito abbreviato. La pena è simile quasi a quella per un omicidio, giustamente, visto che in casi del genere a morire è l’innocenza e l’equilibrio psicologico della giovanissima vittima che mai potranno resuscitare. Al patrigno orco non sono state concesse le attenuanti generiche e proprio per vedersele riconosciute che l’imputato potrebbe presentare appello avverso la sentenza del Gup, nella speranza così di una diminuzione della pena di un altro terzo, arrivando a una condanna attorno agli otto anni di reclusione. «Vista la gravità indiziaria emergente dagli atti processuali a carico del mio assistito -afferma l’avvocato Enrico Bisogno, difensore dell’imputato- possiamo ritenere equa la decisione del giudice. Crediamo, però, che vista l’ammissione dei fatti resa dal mio assistito durante il processo, questi possa beneficiare delle attenuanti generiche nel giudizio di appello».
26.9.2008 IlMattino (cronaca Salerno)

Annunci

5 thoughts on “Abusi su minori: 12anni di reclusione al maiale. La madre della bambina sapeva e taceva.

  1. visto che l’ha violentata per 14 anni e in media quotidianamente, io farei un calcolo delle volte che ha abusato della ragazina e per ogni volta dare un solo anno di galera… altro che attenuanti e sconti. Purtroppo ho notato che questi maiali si prendono “una vacanza” a spese della comunità di massimo 12 anni riducibili per buona condotta… Poi escono e ricominciano! ma che cacchio di giustizia è?

  2. e la madre l hanno lasciata libera? a lei l ergastolo dovevano dare visto che e stata zitta

  3. @ermanno – ancora non viene detto della madre (?) ma spero come te che le diano il massimo della pena. Spero che la notizia appena postata possa dare una punta di ottimismo a tutti noi.

  4. @giovanni – lo notiamo tutti che questa giustizia è più malata di quanto ci dicono: spesso a discapito di nuovi bambini vittime di questi esseri.

  5. Queste sono persone che meritano lo stesso trattamento, non si deve pensare di perdonare o di inserirlo di nuovo dentro alla società. Ricordatevi che questo è uno squilibrato che non si è fermato neanche davanti ad una ragazzina. Il carcere a vita gli servirà sicuramente, senza attenuanti, e servirà anche ad altri male-intenzionati: giudice poteva essere tua figlia, fai il tuo dovere e non deluderci grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...