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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Abusi su minori: un 14enne abusa di un bimbo di nove anni.

2 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

SEGNALATO DALL’AMICO SPUNZ l’ennesima storia di violenza.

Fonte: il mattino cronaca di Salerno

Dramma tra Scafati e Angri. La scoperta dopo una visita medica, scatta l’inchiesta
Abusi su un bimbo di nove anni

Un 14enne, parente della vittima, il presunto responsabile delle violenze sessuali

Abusi sessuali di un 14enne su un bimbo di cinque anni più piccolo, quindi di nove anni. Amici di giochi, lontani parenti. La violenza risalirebbe a due mesi fa, solo l’altro ieri sera, in una stanza del pronto soccorso dell’ospedale Mauro Scarlato di Scafati, il dramma avrebbe preso consistenza. Lo scenario in cui è maturato il presunto abuso è una zona degradata, il rione Fondo Messina di Angri.

Ci sono i prefabbricati e i ragazzi del posto sono soliti trascorrere il tempo libero giocando a pallone. Sembra che il più piccolino avesse tentato di raccontare ai genitori il perché del suo disagio, ma non era stato mai creduto. Addirittura sembra che il giorno della presunta violenza, il bambino fosse rientrato a casa con gli slip macchiati di sangue ma nessuno, né il padre né la madre, avrebbe dato peso a quel particolare. Un confronto tra le famiglie, imparentate tra loro, era bastato a fugare i dubbi. A pensarla diversamente uno zio dei bambini che avrebbe dato peso alla storia. Dal controllo all’ospedale sarebbe emerso l’elemento inquietante: una vistosa lacerazione nella zona anale del bimbo più piccolo.

di DANIELA FAIELLA  Scafati. Abusi sessuali tra, e su, minori. Lui, il presunto violentatore, ha solo 14 anni. La vittima è di cinque anni più piccolo. Amici di giochi, anzi lontani parenti. La violenza risalirebbe a due mesi fa ma solo l’altro ieri sera, in una stanza del pronto soccorso dell’ospedale Mauro Scarlato di Scafati, il dramma avrebbe preso consistenza, spazzando via quell’omertoso alone di silenzio che l’aveva tenuto nascosto per settimane. Lo scenario in cui è maturato il presunto abuso è una zona degradata, il rione Fondo Messina di Angri. Li ci sono i prefabbricati e li i ragazzi del posto sono soliti trascorrere il tempo libero giocando a pallone. È li che abitano Antonio e Mario (nomi di fantasia), 14 e 9 anni. Mario, da settimane, non voleva più uscire dal suo prefabbricato per giocare con gli altri bambini. Sembra avesse tentato di raccontare ai genitori il perché del suo disagio ma non era stato mai creduto. Aveva più volte cercato di spiegare alla mamma ed al papà che Antonio, suo lontano parente, lo aveva costretto un giorno a seguirlo in un prefabbricato abbandonato, distante dagli altri, e a fare un “gioco strano”. Addirittura sembra che quel giorno, il giorno della presunta violenza, il bambino fosse rientrato a casa con gli slip macchiati di sangue ma nessuno, né il padre né la madre, avrebbe dato peso a quel particolare. Un confronto tra le famiglie, imparentate tra loro, era bastato a fugare i dubbi e a far ritenere quella storia raccontata da Mario come frutto della sua immaginazione. A pensarla diversamente uno zio di entrambi i bambini, l’unico che avrebbe dato peso a quel racconto incredibile. Sarebbe stato lui, preoccupato per Mario, ad insistere affinché le due famiglie approfondissero quella “questione”. Così, giovedì pomeriggio, le due mamme, accompagnate da altri parenti ed insieme ai due bambini, si sono recate al pronto soccorso dell’ospedale di Scafati per sottoporre Mario ad una visita medica. Proprio da quel controllo sarebbe emerso l’elemento inquietante, una vistosa lacerazione nella zona anale che ha indotto i sanitari del Mauro Scarlato ad ipotizzare una violenza e a chiedere, pertanto, l’intervento dei carabinieri. Nel referto medico si formula la diagnosi di una lesione ma anche di fronte a quell’attestazione della pediatra di turno le due famiglie avrebbero mantenuto un atteggiamento di incredulità. Le forze dell’ordine sono state subito allertate. Al pronto soccorso sono giunti prima i carabinieri della tenenza locale, poi i vigili urbani, successivamente i carabinieri della stazione di Angri ai quali è spettato il compito di informare il sostituto procuratore di turno presso il Tribunale dei minorenni di Salerno, Pierina Consoli, che ha aperto un fascicolo sul caso disponendo le prime procedure dell’attività investigativa. I militari di Angri, coordinati dal comandante Egidio Valcaccia, hanno acquisito la cartella clinica di Mario contenente quel referto inquietante. Poi hanno convocato in caserma le famiglie dei due bambini per formalizzare la loro versione dei fatti.

 

 

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2 thoughts on “Abusi su minori: un 14enne abusa di un bimbo di nove anni.

  1. il Mattino/salerno 21 settembre 2008

    «Mi ha costretto a fare un gioco proibito»

    DANIELA FAIELLA Angri. Potrebbe riservare nuovi inquietanti sviluppi, già a partire da domani, l’inchiesta scattata venerdì sul presunto abuso sessuale che Mario (nome di fantasia), un bambino di appena 9 anni di Angri, avrebbe subìto da un amico e parente di 5 anni più grande. I carabinieri della stazione di Angri hanno trasmesso, venerdì sera, al sostituto procuratore di turno del tribunale per i minorenni di Salerno, Pierina Consoli, tutta la documentazione relativa alla triste vicenda: la cartella clinica di Mario, con il referto che attesta la presenza di una lesione cicatrizzata nella zona anale, e le testimonianze dei genitori di entrambi i bambini, dei familiari, di quanti hanno potuto fornire elementi utili per ricostruire i fatti. Già domani il magistrato inquirente potrebbe convocare nuovamente a Salerno le due famiglie, ascoltare i due ragazzini e disporre inoltre l’intervento di assistenti sociali e personale esperto, che saranno incaricati di seguire sotto il profilo psicologico i due minori e di esaminare da vicino i rispettivi nuclei familiari, vissuti da sempre in quella zona della periferia angrese di Fondo Messina, occupata dai prefabbricati. Priorità massima sarà sicuramente garantita ai due piccoli protagonisti dell’inquietante vicenda, Mario, l’abusato, ed il presunto violentatore 14enne, che chiameremo Antonio. Compagni di giochi, tra l’altro imparentati, entrambi vittime di una società perversa, segnata spesso dall’ignoranza, dalla paura, ed oggi costretti ad affrontare e superare un disagio più grande di loro che li segnerà per la vita. Non è indagato Antonio perché quando, circa due mesi fa, sarebbe avvenuto l’abuso non aveva ancora compiuto i 14 anni. Sarebbe stato lui, quel giorno, secondo la versione di Mario, a costringere quest’ultimo a seguirlo in un prefabbricato abbandonato di Fondo Messina per fare quel “gioco proibito”. Lo ha raccontato più volte il piccolo di 9 anni, sia ai genitori, che sembra non avessero mai dato peso a quella incredibile storia, sia ai medici del pronto soccorso del Mauro Scarlato di Scafati dove le mamme dei due bambini si sono recate, giovedì pomeriggio, perché convinte da uno zio in comune ad approfondire quella “questione” sottoponendo il piccolo Mario ad un controllo medico. Intanto un nuovo inquietante elemento emergerebbe dalla testimonianza che uno dei familiari ha fornito rispetto alla vicenda raccontando che Antonio, proprio nel corridoio del pronto soccorso dell’ospedale di Scafati, esasperato dalle continue domande, avrebbe ammesso di aver fatto “quel gioco” con Mario. «Non portatemi in galera, vi prego», avrebbe detto mentre, in una stanza, lontano da lui, la pediatra di turno stava visitando il suo amichetto e parente. Una versione non confermata, successivamente, né da Mario né dagli altri parenti e familiari che, giovedì pomeriggio, erano al pronto soccorso del Mauro Scarlato in attesa del responso della pediatra. Un responso che nessuno si aspettava e che ha indotto gli stessi medici ad ipotizzare una violenza sessuale e a richiedere, pertanto, subito l’intervento dei carabinieri. «È una storia incredibile, assurda – commentava ieri mattina la signora Rosalba, residente proprio nelle vicinanze di Fondo Messina ad Angri – Che colpa hanno questi ragazzini? Penso siano solo vittime di un ambiente familiare e sociale gretto, degradato, inadeguato. Oggi non è facile crescere ed educare i figli, soprattutto quando si è costretti a vivere in condizioni disagiate ma i genitori hanno l’obbligo di garantire ai propri figli di crescere in un ambiente familiare sano e sereno, seguendoli, assistendoli costantemente, e le istituzioni devono svolgere un’azione di controllo per prevenire drammi del genere, intervenendo laddove risulti necessario, prima che sia troppo tardi».

  2. Sempre grazie a te Spunz per la collaborazione.

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