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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Abusi su minori: il parroco accusato rimane al suo posto.

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Il Giustiziere degli Angeli

La presunzione di innocenza è un diritto costituzionale di ognuno di noi ma non si dovrebbe però precludere neanche il contrario. Anche in questo caso il sacerdote accusato non viene rimosso (non spostato per carità) e questo atteggiamento preclude comunque l’accesso nella Casa di Dio a chi preferisce aspettare le indagini della magistratura: solo quelle stabiliranno l’innocenza o la colpevolezza dell’accusato.

Chiesa diroccata

Chiesa diroccata

Il direttore del Bearzi: il sacerdote resterà al suo posto
Messaggero Veneto – 11 settembre 2008 pagina 04 sezione: UDINE

Il sacerdote dell’istituto salesiano Bearzi indagato per violenza sessuale ai danni di un minorenne resterà al suo posto. Lo ha riferito ieri il direttore della comunità, don Dino Marcon: «Svolgerà le funzioni di sempre. Per il resto, aspetteremo serenamente che la giustizia faccia il suo corso. E non parleremo più di questa vicenda». In via Don Bosco, dove martedì circa 2mila persone hanno testimoniato la loro solidarietà ai religiosi partecipando a un momento di preghiera, cala il silenzio. «Appena si è diffusa la notizia – ha spiegato don Marcon – abbiamo prontamente fornito informazioni e chiarimenti a tutti. Abbiamo anche voluto dare un segno concreto di solidarietà con la veglia di martedì, alla quale hanno partecipato tantissime persone. A tutte loro, già l’altra sera, è andato il nostro ringraziamento. Ma adesso basta, sono passati diversi giorni e non vogliamo più dire nulla. Lo faremo solo quando la vicenda sarà definitivamente conclusa. Solo allora potremo riparlarne». Insomma, tra le mura dell’istituto salesiano c’è tanta voglia di tornare alla normalità. Ora che il nuovo anno scolastico è alle porte, infatti, c’è molto da fare per i circa venti salesiani impegnati nell’insegnamento e anche per il resto del personale. Chi lavora in via Don Bosco, però, ammette che ancora si sentono gli effetti di quanto è emerso la scorsa settimana, quando i carabinieri su ordine della Procura hanno perquisito gli uffici degli educatori e l’alloggio del sacerdote di circa sessant’anni. L’attività degli investigatori, coordinati dai pm Matteo Tripani e Lorenzo Del Giudice, è cominciata a marzo, quando un ragazzo di 27 anni ha denunciato episodi di abuso che, a suo dire, sarebbero avvenuti tra il 1995 (quando aveva 14 anni) e il 1999. In quegli anni il giovane è stato ospite della Casa-famiglia del Bearzi, struttura di accoglienza alla quale vengono affidati, anche dai tribunali, minorenni che per qualche motivo non possono essere seguiti dalle loro famiglie. I militari del Nucleo investigativo hanno ascoltato il ragazzo in più occasioni. Durante la perquisizione di giovedì scorso non hanno sequestrato nulla, ma hanno ritenuto ugualmente positivo il sopralluogo. Dalle rivelazioni del giovane, inoltre, è nato anche un altro filone di indagine, del tutto indipendente, che riguarda il mondo della prostituzione giovanile minorile in Friuli. In questo contesto sono indagate due persone. Sul caso del Bearzi, il portavoce dell’ispettore nazionale dei salesiani si limitano a dire: «La magistratura deve fare il suo lavoro, non possiamo far altro che confermare quanto già dichiarato dal direttore, don Marcon».

INTANTO I GENITORI DELL’AGESC, PUR ESPRIMENDO SOLIDARIETA’ AL BEARZI, NON ESPRIMONO CONDANNA NE’ SOLIDARIETA’ AL SACERDOTE ACCUSATO IN ATTESA CHE LA MAGISTRATURA FACCIA IL SUO CORSO. QUESTO MI SEMBRA L’ATTEGGIAMENTO GIUSTO.

«Piena solidarietà e stima all’istituto»
Messaggero Veneto – 11 settembre 2008 pagina 04 sezione: UDINE

«La più completa solidarietà con l’istituzione salesiana e una radicata e inesauribile stima nei confronti dei religiosi». Così, con una lettera aperta, l’associazione dei genitori delle scuole cattoliche (Agesc) ha ritenuto di far conoscere la propria posizione riguardo alle accuse di presunta pedofilia che hanno coinvolto un religioso dell’istituto Bearzi. Il direttivo regionale dell’Agesc, presieduto da Elena Rossi, si è riunito proprio per discutere su questo fatto, dopo aver sentito al riguardo numerosi genitori di alunni iscritti a scuole non statali e cattoliche. Al sodalizio, che oltre a fare da interlocutore tra le varie scuole cattoliche e le forze politiche e istituzionali, organizza corsi di formazione e incontri-dibattito aperti a tutti, fanno riferimento circa 500 iscritti tra le province di Udine e di Pordenone. Da oltre un decennio è presente anche all’interno dell’istituto Bearzi, con il quale collabora in varie forme. «Abbiamo voluto incontrarci non appena appreso dagli organi di stampa dell’accusa formulata nei confronti del salesiano – spiega la presidente Rossi -. Abbiamo riflettuto sulla vicenda in sè e sui riflessi e potrà avere sull’istituzione salesiana e sul Bearzi in particolare». I genitori dell’Agesc non esprimono condanna, nè solidarietà al religioso coinvolto. «Non sta a noi entrare nel merito della vicenda e non intendiamo interferire in alcun modo con la magistratura – precisano i genitori -. Ovviamente confidiamo che l’accusa venga smontata e che tutto sia trattato con il dovuto rispetto. Ma quello che ci dispiace è il coinvolgimento di una realtà come il Bearzi e la conseguente ricaduta che finirà per gravare sugli stessi ragazzi che vi fanno riferimento, sia per le varie scuole, sia per la casa-famiglia, sia per le molteplici altre iniziative realizzate dall’istituto diocesano, non ultimo il centro estivo». «Sappiamo di ragazzi in forte difficoltà e disagio – aggiunge Elena Rossi – che sono riusciti a recuperare grazie a un grande lavoro effettuato all’interno del Bearzi. E tutti noi genitori che hanno figli che frequentano l’istituto, li lasciano nella più totale fiducia, anzi gratitudine nei confronti di chi li segue con grande abnegazione e dedizione». «L’Agesc – si legge nella lettera aperta – formula l’auspicio che la vicenda venga definita in tempi rapidi, restituendo piena serenità all’opera educativa e alle persone coinvolte; auspica altresì che alle notizie attinenti accuse non dimostrate, specialmente se concernenti istituzioni di grande carattere meritorio, venga attribuita una proporzionale rilevanza, senza distorsive e dannose esagerazioni».

 

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