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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Maria Antonietta Multari riceve una multa elevata sei mesi dopo che fu uccisa da Luca Delfino.

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Il Giustiziere degli Angeli

Ancora dolore a carico della famiglia di Maria Antonietta. Lei è stata uccisa da Luca Delfino il 10 agosto del 2007 con 40 coltellate ma, una solerte compagnia di assicurazione, le chiede un risarcimento danni per un incidente avvenuto a febbraio 2008 a Salerno. Magari fosse che Maria Antonietta potesse ancora vivere ed andare incontro alle banali casualità della vita; la sua famiglia e noi tutti lo vorremmo.

Chissà se sapremo se questo è stato uno scherzo del destino, se è stata invece la volontà di qualcuno che crede alle parole di Delfino che dichiara che “lei è viva e la nascondono da me!”…

Chissà se dobbiamo credere che i fantasmi esistono e circolano in auto liberamente come in quel film “Christine – la macchina infernale” (e da subito mi scuso con la famiglia ma queste notizie fanno tanta rabbia). Magari potremmo pregare affinchè questi fantasmi prendano provvedimenti più giusti verso chi uccide e strupra, verso chi arma le guerre, verso chi stà distruggendo ciò che abbiamo. CHRISTINE, aiutaci tu.

la macchina infernale

la macchina infernale

Deve risarcire un danno per un incidente stradale commesso a Salerno a febbraio 2008, a oltre sei mesi dal suo assassinio: protagonista dell’incredibile vicenda è Maria Antonietta Multari, la giovane donna di Vallecrosia uccisa per strada a Sanremo il 10 agosto 2007 dall’ex fidanzato, Luca Delfino.In base alla richiesta di risarcimento dell’assicurazione, Antonella (come la chiamavano gli amici) dovrebbe pagare 2400 euro per un incidente provocato dalla Fiat 600 a lei intestata.

A riferirlo sono stati i genitori – Rosa Tripodi e Rocco Multari – a margine di una festa della Croce Azzurra di Vallecrosia, durante la quale una nuova ambulanza è stata intitolata proprio ad Antonella Multari: «È davvero assurdo – hanno affermato i genitori – o qualcuno lo ha fatto apposta, oppure si tratta di un caso di targa clonata, visto che l’auto intestata ad Antonella non è mai stata toccata».

Il Secolo XIX 31.8.08

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