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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia: restano in carcere l’equadoregno ed il pescarese accusati di abusi su minori.

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Il Giustiziere degli Angeli

VIOLENZE SUI MINORI – Pedofilia, dal Gip un doppio no! “Devono rimanere in cella”
Rimane in cercere N.L.B.J., il ventenne pedofilo arrestato a Gubbio con l’accusa di violenza sessuale su due cugine e una sorellastra di 7 e 11 anni. Stesso provvedimento anche per il pescarese di 42 anni, residente a Terni, accusato di abusi nei confronti della figlia di 8 anni che si sarebbero verificati sulla spiaggia di Città Sant’Angelo
Perugia, 19 agosto 2008 – Rimane in cella N.L.B.J., il pedofilo arrestato dalla polizia una settimana fa nell’Eugubino perché, come lui stesso ha ammesso, violentava le due cuginette di 7 e 11 anni e la sorella di 11 anni. Vuole vederci chiaro il gip Paolo Micheli, che a questo punto attende di acquisire la documentazione medica e la cartella clinica del carcere (compresi i referti specialistici) prima di concedere all’ecuadoregno di 21 anni gli arresti domiciliari nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Monteluce. Un provvedimento che il difensore del falegname, Ubaldo Minelli (nella foto), non ha esitato a definire “prudente e ben ponderato”.

Nel frattempo il dottor Marco Grignani, del reparto di Psichiatria, sembrerebbe aver espresso parere favorevole sull’accoglimento del ragazzo, che chiede di essere “seguito e curato”. Il pedofilo, preoccupato per il trattamento che solitamente viene riservato ai detenuti che varcano la soglia del carcere con il più infamante biglietto da visita, è in una cella singola ma col terrore di diventare bersaglio di violenze.

Ha già avuto un colloquio con uno psicologo, la cui relazione sarà allegata agli incartamenti richiesti da Micheli. Entro questa settimana verrà acquisita l’intera documentazione. La madre di N.L.B.J. – “che vive un dramma nel dramma” per le sorti de figlio pedofilo arrestato e per la figlioletta che è stata vittima dei suoi abusi – ha portato a Minelli un centinaio di firme raccolte tra i suoi connazionali che vivono a Gubbio: chiedono che venga fatta giustizia per le oscenità che ha commesso, ma anche la possibilità di farlo seguire e curare.

Intanto rimane in cella il pescarese di 42 anni, residente a Terni con la famiglia, accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia di 8 anni. Abusi che si sarebbero verificati il 10 sulla spiaggia di Città Sant’Angelo (Pescara), in mezzo ai bagnanti. A decidere per il mantenimento della misura cautelare in carcere è stato il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pescara, Maria Gabriella Tascone, che ha così rigettato l’istanza che era stata presentata dai legali dell’uomo.

I difensori Vittorio La Piscopia e Stefano Teti, che riconducono la vicenda a un “errore di interpretazione” determinato dal fatto che le figliolette, di 8 e 4 anni, con cui l’uomo trascorreva il pomeriggio al mare erano senza costume, annunciano che per ottenere la scarcerazione ricorreranno adesso al Tribunale del Riesame dell’Aquila. Di equivoco aveva parlato senza mezzi termini anche l’indagato nel corso dell’interrogatorio. Le manette nei confronti dell’uomo, che respinge ogni addebito, erano scattate mercoledì.

A sporgere denuncia e a testimoniare contro di lui, sopreso in atteggiamenti definiti ‘inequivocabili’, era stata una coppia di bagnanti. Sul posto era quindi intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri. Nel corso degli accertamenti sul caso gli inquirenti hanno anche sequestrato un computer nell’abitazione ternana della famiglia, che si trovava nello località di mare per trascorrere un periodo di vacanza. L’uomo sarebbe anche difeso strenuamente dalla moglie.

Fonte: La Nazione 

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