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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Abusi su minore: la testimone racconta.

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Il Giustiziere degli Angeli

Questa è la testimonianza della ragazza che ha denunciato il 47enne del Ticino per abusi su minore, violenza, minacce etc etc… E lui che diceva: contesto la tesi dell’abuso. La ragazza era partecipe, non ha fatto alcuna resistenza!! Con superalcolici, spinelli e minacce di morte la ragazzina poteva opporre resistenza?? Forse bisognerebbe imbavagliare certi soggetti per non sentire queste cacchiate da frequentatore assiduo di “osterie e spacciatori” odiatore di se e del mondo che strupra!

‘La ragazza è credibile’, chiesti 7 anni

La testimonianza della vittima al processo per violenza sessuale: ‘Quell’uomo mi ha violentata’

 Sette anni di carcere, già comprensivi della riduzione di un quarto di pena attestata dalla lieve scemata responsa­bilità riconosciuta all’imputa­to dalla perizia psichiatrica. È questa la proposta di con­danna formulata ieri dalla pubblica accusa, sostenuta dal procuratore pubblico Mo­reno Capella, nei confronti di un 47enne a processo da lu­nedì e accusato di aver ripetu­tamente abusato sessualmen­te di una ragazza quando lei era una minore di quindici anni e fino a oltre il compi­mento dei suoi sedici anni. Il magistrato, ripercorrendo la grave vicenda, ha chiesto alla Corte delle assise criminali la conferma integrale dell’atto d’accusa. Un atto d’accusa co­stellato da atti contro l’inte­grità sessuale: ripetuti atti sessuali con fanciulli, violen­za carnale, coazione. E ancora pornografia e somministra­zione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute. Reati sostanzialmente ammessi dal­l’imputato, il quale non ha tuttavia mancato di sminuir­ne la gravità. E ieri nel già lungo elenco, la pubblica ac­cusa ha aggiunto altri capi d’imputazione, tra cui le ‘ vie di fatto’. Questo dopo che il 47enne ha ammesso di aver ri­petutamente picchiato la ra­gazza, con una frequenza di « almeno una sberla alla setti­mana negli ultimi sei mesi » .
E ieri il peso di questa nuo­va vicenda è approdato in aula con la testimonianza resa dalla vittima, che ha con­fermato le violenze subìte dall’uomo. « Io non volevo fare l’amore, ma lui era rabbioso. Aveva problemi sessuali e si arrabbiava con me e mi tirava schiaffi. Mi dava ordini e io ero obbligata ad eseguirli » . Al termine della testimonianza, avvenuta in una stanza sepa­rata e con il collegamento au­dio, la vittima ha voluto usci­re dal tribunale attraversando l’aula e vedere dunque il 47enne sul banco degli impu­tati. I loro sguardi si sono in­crociati per pochi secondi.
« Spero che questa persona mi lasci in pace e lasci in pace le altre persone » – aveva detto pochi istanti prima in chiusu­ra della sua audizione.
Alla Corte è poi stato mo­strato il video della prima e toccante testimonianza resa dalla ragazza agli inquirenti poche ore dopo la fuga dall’ap­partamento dell’uomo in cui sono avvenute le violenze. La giovane ha spiegato, in evi­dente stato di sofferenza, del­l’esistenza di un ‘ patto di na­tura sessuale’ escogitato dal­l’uomo che consisteva nell’ot­tenere rapporti sessuali in tutte le posizioni per venti giorni consecutivi. E solo se questo patto fosse stato man­tenuto, la ragazza poteva riot­tenere la libertà, altrimenti sarebbe stata ‘ prigioniera’ op­pure il 47enne avrebbe ucciso i suoi familiari. Nel video il racconto della vittima è ricol­mo di sentimenti di paura, propri di chi ha visto venir meno la propria libertà d’azio­ne e di scelta. Quell’uomo « si faceva sempre più opprimente, finché un giorno è impazzito e mi ha violentata. Mi ha fatto molto male » – ha detto la ra­gazza in un pianto sommesso. La giovane – ha spiegato la pubblica accusa durante la re­quisitoria – vedeva nel 47enne un padre, una figura che le è mancata, anche a causa del di­vorzio dei genitori, un motivo di grandi sofferenze e traumi. E la debolezza e la solitudine della ragazza sono stati per il 47enne unicamente un’agevo­lazione per poter sfogare le proprie gravi violenze sessua­li, attirando la giovane nel proprio appartamento con la somministrazione di superal­colici e spinelli. Una condi­zione che conoscerà pure un incomprensibile innamora­mento della ragazza per l’uo­mo, nonostante le ripetute violenze subìte.
« La vittima è credibile e nei suoi diversi racconti non vi sono contraddizioni » – ha sot­tolineato il procuratore pub­blico Moreno Capella a soste­gno dell’impianto accusato­rio.
« La colpa dell’imputato è grave per il movente teso uni­camente a soddisfare i propri bisogni sessuali e per le moda­lità, la violenza » – ha detto il magistrato, sottolineando come « episodi di questo tipo non possono essere tollerati in un paese che si vuole civile » .
Stamane il processo ripren­derà con gli interventi dell’av­vocato di parte civile, Ettore Vismara e dell’avvocato di di­fesa, Mauro Trentini. La sen­tenza dovrebbe giungere in giornata.

 

Fonte: laregione.ch

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