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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Abusi su minorenne: la ragazza non ha fatto resistenza ma non aveva la faccia di chi vuole fare sesso!!

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Il Giustiziere degli Angeli

Atti sessuali con minorenne, violenza carnale, pornografia, somministrazione di sostanze pericolose alla minore, minacce… etc etc. Eppure lui si difende e viene difeso! e si cerca una giustificazione anche qui scomodando la psicoanalisi nella definizione del “border-line”, nella vita “tormentata” del soggetto e nell’abuso di alcol e droghe! Vittima una 15enne soggiogata, segregata, seviziata con un passato anch’essa molto difficile che non la fà scappare per tempo dalla spirale di violenza a cui dall’uomo viene sottoposta. “Misteri della mente” scrive il giudice ma a quell’età, scrivo io, una mente già devastata da problematiche che nessun “Angelo” dovrebbe sapere, spinta probabilmente dal distorto pensiero che un uomo più grande che la accoglie (seppur in questo modo) sia quello che le dà l’amore che manca, offuscata ancor più dall’uso di droghe… la sua “mente” non è poi così tanto un “mistero”. Un uomo di 47 anni che conduce la sua vita in quel modo, che approfitta di una ragazzina e la trascina in un baratro…. che ca..o di “mente” è???

Ubriacone

Ticino. Alla sbarra 47 enne accusato di abusi su minore
Luglio 15, 2008 · Corriere del Ticino
L’uomo, a processo da ieri alle Criminali di Lugano, avrebbe costretto una minorenne a soddisfare ogni ge­nere di appetito. Rapporti sessuali consensuali secondo l’imputato, ma non per la vittima 15.enne
«Contesto la tesi dell’abuso. La ragazza era partecipe, non ha fat­to alcuna resistenza». È destina­to a giocarsi tutto nell’area nebu­losa tra la violenza carnale e il rap­porto consensuale, il processo apertosi ieri davanti alla Corte del­le Assise Criminali di Lugano, pre­sieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will. Alla sbarra un 47.enne italiano accusato di atti sessuali con fanciulli, violenza carnale, coazione sessuale, por­nografia e somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose.

I fatti risalgono al 2006 quando la vittima aveva tra i 15 e i 16 anni. L’uomo, che da tempo viveva e la­vorava nel Luganese, l’aveva co­nosciuta per caso instaurando con lei un rapporto d’amicizia de­stinato a sconfinare nei territori banditi da codice penale.
Due gli episodi cardine intorno a cui ruota l’atto d’accusa. Il primo risale al mese di marzo, quando a seguito di una lite in un bar che aveva coinvolto la giovane vitti­ma, il 47.enne in preda ai fumi dell’alcol e della marijuana andò a prenderla per poi condurla nel proprio appartamento. Qui si sa­rebbe consumato un primo ten­tativo di violenza.

Un rapporto morboso
I due, come detto, si frequentava­no da tempo. L’adolescente, con un difficile trascorso alle spalle, si recava dal conoscente due o tre volte la settimana, nell’illusione, secondo quando emerso nelle prime fasi del dibattimento, di fuggire dalla quotidianità. La si­tuazione sarebbe tuttavia dege­nera­ta e il primo approccio a con­notazione sessuale si tradusse ben presto in violenza. «Ammetto – ha corretto il tiro l’imputato dopo es­sere stato sollecitato dalla presi­dente della Corte – che la giovane durante l’atto carnale non avesse la faccia di chi voglia fare del ses­so ». Un atteggiamento «passivo» attribuito dal 47.enne ad inespe­rienza e che lo avrebbe spinto an­che a sottoporre la vittima a una serie di maltrattamenti.

Sevizie che («misteri della mente», secon­do la giudice), non impedirono al­la 16. enne di innamorarsi dell’im­pu­tato dando così vita a una rela­zione ai limiti della segregazione, fatta di botte, pressioni psicologi­che, consumo reciproco di stupefacenti e rapporti sessuali di ogni genere. I retroscena del legame sono stati scandagliati fin nei par­ticolari più crudi, facendo emer­gere una spirale morbosa dege­nerata in quello che è forse l’epi­sodio più cruento contemplato nell’atto d’accusa. Una notte di «ordinaria follia» che nel luglio 2007 avrebbe spinto la vittima a recarsi in polizia.

Personalità «border line»
«Non stiamo trattando un caso di pedofilia, ma ci troviamo ai li­miti della psicosi». Così il peri­to, dottor, Dario Mari, nel delineare la personalità del 47.enne (difeso dall’avvocato Mauro Trentini) e riconoscendo una scemata imputabilità di grado lieve. Un quadro psicologico, de­finito in gergo medico «border line», ai confini della patologia, esacerbato da tormentate espe­rienze emotive e abusi di alcol e canapa. Il dibattimento prose­guirà in giornata con l’audizio­ne della vittima, la requisitoria del procuratore Moreno Capel­la e le arringhe di difesa e parte civile.
Corriere del Ticino

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One thought on “Abusi su minorenne: la ragazza non ha fatto resistenza ma non aveva la faccia di chi vuole fare sesso!!

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