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Rapito e ucciso a 18 mesi: al processo per il rapimento e l’uccisione di Tommy le richieste dell’accusa contro Alessi e Conserva

6 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi la requisitoria finale del processo contro Mario Alessi ed Antonella Conserva per il rapimento e l’uccisione di Tommaso Onofri.

Antonella Conserva, accusata di essere la donna che avrebbe dovuto tenere ‘in custodia’  il bambino rapito e ucciso nel marzo di due anni fa nel parmense, questa mattina davanti alla Corte d’assise ha dichiarato la propria assoluta innocenza, chiedendo alla Corte presieduta da Eleonora Fiengo, di assolverla. “Ripeto con forza che sono innocente, Salvatore Raimondi mi accusa per evitare l’ergastolo, è stato lui a tirare via dal seggiolone il bambino; le sue menzogne – continua – stanno per venire fuori una dopo l’altra. Sono in carcere senza colpa, solo per essere la compagna di Alessi. Mi hanno strappato mio figlio e buttato in carcere senza colpa, sono in confusione mentale da due anni, da quando non posso fare la madre”.

C’è la madre di Tommy che comunque mai più potrà esserlo, per sempre! Con quale nome potremo mai indicare persone così spregevoli che hanno pianificato il rapimento e l’assassinio di un bambino? “è stato ucciso, massacrato, perché sono dei balordi”. Non ha trovato altre parole Silverio Piro, il pm che insieme a Lucia Mussi, oggi ha tenuto la requisitoria finale del processo, chiedendo per Mario Alessi la pena dell’ergastolo e per Antonella Conserva, trenta anni di reclusione! già BALORDI che hanno avuto la fredda determinazione di uccidere un innocente, nel modo atroce che ormai sappiamo e che mai dimenticheremo. Spero che a fine mese venga resa giustizia a questo “Angioletto” confermando le richieste dell’accusa.

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6 thoughts on “Rapito e ucciso a 18 mesi: al processo per il rapimento e l’uccisione di Tommy le richieste dell’accusa contro Alessi e Conserva

  1. chi ha amazzato il piccolo tommy onofri,una banda di bastardi con una sottocultura barbarica e assassina gente con una mente infantile e odiosa . La condanna che hanno avuto e ‘ un regalo per loro che hanno massacrato un piccolo bambino che mai piu’ la vita gli sorridera , questi assassini sub umani dovrebbero essere stati condannati a carcere per sempre non uno ma 10 ergastoli e farli tutti in galera finche’ i loro corpi marcissero dopo gli anni di vita che ancora gli rimangono da vivere , marcissero in carcere e il loro lezzo cadaverico puzzasse per tutti i dieci ergastoli da scontare

  2. Una truce storia di cronaca nera che ha caratterizzato una delle più cupe indagini del 2008.
    In perfetta sintonia per quanto è stato scritto, vorrei però tuttavia ricordare una persona che nel presente articolo non è stato nemmeno menzionato: Paolo Onofri, padre di Tommaso.
    Il fato con la famiglia Onofri non è stato benevolo, basta pensare che è da circa dieci mesi che il signor Paolo, dopo un infarto, giace in coma irreversibile su di un letto di ospedale.
    Perchè nessuno ricorda lo stress emotivo che dovette subire quest’uomo, quando venne indagato in materia di “pedopornografia”?
    Perchè nessuno lo ricorda?
    Ebbene, la giustizia deve riconoscere il danno morale che ha subito quest’uomo: un danno morale che di certo non lo riporterà in vita, ma che magari farà riflettere molti illustri magistrati.
    Il giustizialismo può portare tante volte a scelte superficiali e limitare la visuale degli “eventi”.
    La giustizia deve basarsi sulla garanzia dei diritti, non sulla lama di una ghigliottina, anche perchè altrimenti potrebbe causare altrettanti danni.
    Ricordiamo il signor Paolo e tutta la famiglia Onofri nelle nostre preghiere.

  3. Grazie Giorgio per avermi dato lo spunto invece di dire che seguo con vivo interesse le notizie che riportano lo stato del signor Onofri. Di fronte a certi tragici eventi dobbiamo tutti noi fare tanti passi indietro e ricordare che siamo polvere nel vento.

  4. Son io che devo ringraziare Lei, per le sue parole così cariche di sentimento…
    A me hanno rincuorato molto!
    Speriamo che possano far bene a chi si sente “Dio in terra” e padrone delle “vite spezzate altrui”…

    Che Dio la Benedica,
    MammaDolce!

    Giorgio Campanari

  5. Veramente Paolo Onofri ha patteggiato (dichiarandosi colpevole) una condanna a 6 mesi – pena sospesa – per detenzione di materiale pedopornografico.
    La Cassazione confermò la definitività della condanna circa un anno fa.

  6. Cara Juliette, il suo cinismo è disarmante e “bacchettone”: lo sanno tutti che quel materiale era finito nel pc di Paolo Onofri, per un disperato tentativo dello stesso, di cercare notizie inerenti il figlio.
    E comunque sia è questa la vera notizia. Come scrive Lei, sembra che Paolo Onofri amava vedere queste nefandezze. Lui dichiarò di avere guardato quel materiale ma solo per il fine sopra menzionato(ecco la sua responsabilità). Ma lei signora Juliette se scrive queste cose, getta benzina sul fuoco, discreditando ancora la figura di Paolo, un genitore disperato e innamorato soltanto del suo piccolo Tommaso e della sua famiglia.
    Se lei pensa che i giudici abbiano fatto il loro dovere a condannare quest’uomo, allora Lei avrebbe dovuto vivere ai tempi di Robespierre…
    Non vorrei tamburellare più questi sterili commenti: saremmo scorretti ed indelicati nei confronti di Paolo…Grazie.
    Giorgio Campanari

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