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Rignano, presunti abusi alla materna Il Pg chiede due condanne e 3 assoluzioni

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Due condanne e tre assoluzioni: il Pg Giancarlo Amato ha chiesto ai giudici della III Corte d’appello di Roma di riformare così la sentenza di assoluzione in primo grado sulla vicenda dei presunti abusi sessuali denunciati dai genitori dei bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. Il rappresentante dell’accusa ha chiesto 7 anni di carcere per la bidella Cristina Lunerti e 6 anni e 10 mesi per la maestra Patrizia Del Meglio (per entrambe rispetto solo a 5 dei 15 bambini coinvolti).
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Rignano Flaminio: il 12 dicembre inizia il processo d’appello.

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La terza Corte d’Appello di Roma prenderà in esame a cominciare dal 12 dicembre prossimo il processo di secondo grado per le presunte violenze sessuali che tra il 2005 e il 2006 avrebbero subito i bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. A rivolgersi ai giudici di secondo grado per contestare l’assoluzione, con formula piena, delle 5 persone processate (le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Candida Magalotti nonché la bidella Cristina Lunerti e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello, autore di testi televisivi), sono stati il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e l’avvocato Carlo Taormina, per alcune delle parti civili.

 

Il nostro ordinamento giuridico (vale la pena ricordarlo) prevede ben TRE gradi di giudizio e, sino a quando questi non si sono conclusi, si è sia INNOCENTI sia COLPEVOLI almeno per quanto riguarda la legge. Ben altra cosa ovviamente è la convinzione personale delle persone  che ultimamente mi sono permessa di lasciar esprimere liberamente anche qui. Tant’è che troverete due commenti (presumibilmente della stessa persona) a cui però voglio dire una piccola cosa: se si vuole rivolgere a persone adulte come Lei faccia come crede ma non si permetta di offendere dei bambini perché può solo dimostrare il suo livello di povertà morale e sociale e non ci fa una bella figura.

Per quanto attiene ai “calci in culo” che Lei cita Le dedico questa bellissima foto antica che ricorda a tanti la propria infanzia dove si aspettavano i giostrai per fare appunto un giro su queste spettacolari giostre per acchiappare il nastro e farsi ancora un giro gratis.

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Abusi asilo Rignano Flaminio: assolti tutti gli imputati.

(AGI) – Roma, 28 mag. – Il tribunale di Tivoli ha assolto con la piu’ ampia delle formule le tre maestre, una bidella e un autore televisivo per le vicenda legata ai presunti abusi sessuali che sarebbero stati compiuti su 21 bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-06.

I GIUDICI: IL FATTO NON SUSSISTE

Il collegio, presieduto da Mario Frigenti, dopo oltre 9 ore di camera di consiglio, ha deciso che nei confronti delle maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, del marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello, e della bidella Cristina Lunerti il fatto contestato “non sussiste”.

GENITORI URLANO IN AULA DURANTE LA LETTURA DELLA SENTENZA

Urla in aula contro i giudici da parte dei genitori che si trovavano nel tribunale di Tivoli alla lettura della sentenza.
  I genitori dei bambini, presenti in aula come parti civili, hanno urlato contro i giudici prendendo poi a calci e pugni la porta dell’aula. “Siamo molto amareggiati per questa sentenza, perche’ significa che i giudici non hanno dato credito alla vicenda. Leggeremo le motivazioni. I giudici si sono presi 90 giorni di tempo. Certo non ci fermeremo qui”.


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Rignano Flaminio: il processo si svolgerà regolarmente!

Il Giustiziere degli Angeli

Il processo per abusi sessuali sui 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgerà regolarmente. Con un provvedimento d’urgenza il CSM ha revocato lo spostamento della componente del collegio giudicante Marzia Minutillo Turtur. 

Rignano Flaminio/ Vietti, processo si svolgera’ regolarmenteMartedi, 5 Luglio 2011 – 21:05

Il processo sui presunti abusi sessuali ai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgera’ regolarmente e non dovra’ ripartire da zero cosi’ come si era ipotizzato per la collocazione fuori ruolo, per consentire di far parte della commissione per il concorso in Magistratura, di uno dei giudici del Collegio, Marzia Minutillo Turtur. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti revocato la decisione di mettere ‘fuori ruolo’ il giudice. “E’ difficile avere il quadro delle esigenze dei processi di ogni magistrato – ha detto il vice presidente del Csm, Michele Vietti, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1 – della loro qualita’ e quantita’. Quando ci siamo resi conto che per i fatti di Rignano il processo rischiava di ricominciare da capo il comitato di presidenza del Csm ha chiesto alla Commissione di restituire questo magistrato al suo processo”.

LINK Affari Italiani


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Rignano Flaminio: il processo da rifare?

Il Giustiziere degli Angeli

Processo per (presunti) abusi sui bambini della Olga Rovere. Salta il collegio dei togati perché uno dei componenti deve sostenere un concorso in magistratura. Così ricomincerà dall’inizio l’iter in aula della vicenda della scuola materna Olga Rovere.
La notizia era già stata battuta la scorsa settimana sulle pagine del “Il Messaggero” passando un pò in sordina! Ma da ieri è stata ripresa da giornali e TV in modo molto più forte: è accaduto altro? Evidentemente l’insistenza di certe voci si è fatta più forte e forse è iniziata la “caccia” al perchè stia accadendo tutto questo!
Come cittadina questa ipotesi mi fà ribrezzo e mi chiedo come potrebbe, nella eventualità sia tutto da rifare, la “magistratura” pretendere il rispetto di noi comuni mortali. Qui si tratta di “bambini” e non di “calcioscommesse”, “truffe allo stato”, “evasione fiscale” etc. Non possiamo permettere che le persone coinvolte in questa vicenda vedano allungare così tanto i tempi, neanche gli indagati che spero si oppongano fortemente a questa “farsa” visto che hanno spesso dichiarato, per bocca dei loro avvocati, di voler procedere velocemente verso la fine di tutto questo.
La prescrizione del “reato di abusi sessuali su minori” accade dopo che sono passati 10anni dai fatti. Questo in Italia: nella vicina Svizzera tale reato non và MAI in prescrizione! Non posso non ricordare che ci sono stati dei processi per gli stessi reati in cui il diluirsi dei tempi hanno portato alla “prescrizione del reato”! (vedi processo a carico, ad esempio, ad un sacerdote di Catanzaro: il collegio giudicante cambiò per ben 6 volte e non si arrivò neanche al 1°grado – PRESCRITTO IL REATO – la vittima (che all’epoca dei fatti aveva TRE anni) non ottenne giustizia!).
Forse anche lo stesso giudice (Marzia Minutillo Turtur) dovrebbe opporsi a questo trasferimento pensando a tutto quello che sino ad oggi ha ascoltato e visto in quella fredda aula del Tribunale di Tivoli.
Spero veramente che su tutti prevalga la coscienza di esseri umani.

Rignano, tutto da rifare il processo per gli abusi.
Salta il collegio dei togati perché uno dei componenti deve sostenere un concorso in magistratura. Così ricomincerà dall’inizio l’iter in aula della vicenda della scuola materna Olga Rovere e delle maestre sospettate di pedofilia in corso al Tribunale di Tivoli. L’intero fascicolo passerà a un altro collegio ma, non essendoci persone detenute, non ci sarà alcuna corsia preferenziale per il nuovo procedimento
I carabinieri davanti alla “Olga Rovere” di Rignano

Tutto da rifare il processo per i presunti abusi alla scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, in corso al Tribunale di Tivoli. Secondo quanto si è appreso, uno dei componenti il collegio giudicante, la dottoressa Marzia Minutillo Turtur, nei giorni scorsi è stata collocata fuori ruolo dal Csm per consentirle di partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura. E rientrerà presumibilmente fra due anni.

‘Salta’ quindi il collegio composto insieme con il presidente Mario Frigenti e con il giudice Barbara Callari (a sua volta ‘prestata’ dalla sede giudiziaria romana), che non potrà essere più formato.

Il processo di primo grado vede imputate cinque persone. Si tratta delle maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, dell’autore tv Gianfranco Scancarello e della bidella Cristina Lunerti. A vario titolo e a seconda delle posizioni sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza.

Secondo quanto si è appreso, l’intero fascicolo processuale, insieme con gli altri 210 che erano in carico al tribunale collegiale nel quale risultava fino a qualche giorno fa componente Marzia Minutillo Turtur, passerà al ruolo del primo collegio, presieduto sempre da Mario Frigenti. Non riguardando l’inchiesta persone in stato di detenzione, non ci sarà alcuna corsia preferenziale per il suo svolgimento.

A rigor di logica, comunque, in caso di creazione – a dire il vero, da voci raccolte, la cosa si ritiene molto improbabile – di un nuovo collegio sarebbe da escludere che le difese acconsentiranno di ‘salvare’ l’attività dibattimentale finora svolta.

Secondo quanto si è appreso, il tribunale di Tivoli avrebbe fatto un tentativo in extremis per risolvere la questione, chiedendo la revoca del ‘fuori ruolo’ del giudice o chiedendo al Csm di inviare un nuovo magistrato. Allo stato, però, resta solo il fatto che già dalla prossima udienza, fissata per il 4 luglio, il collegio non può essere più formato.

“Questo non ci preoccupa – spiega l’avvocato di parte civile di alcune delle famiglie dei bimbi, Franco Merlino – Basta che ci sia il consenso di tutte le parti, difensori degli imputati e difensori di parte civile, e il processo va avanti”. In caso contrario, “bisognerà risentire tutti i testimoni” ma Merlino è ottimista: “i legali degli imputati hanno sempre detto che hanno interesse a svolgere il processo rapidamente. In ogni caso vedremo nella prossima udienza, il 4 luglio”.

LINK REPUBBLICA.IT


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Pedofilia Rignano Flaminio: le prove dei bambini.

Il Giustiziere degli Angeli 

Stà andando avanti il processo sul caso di abusi dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nel Tribunale di Tivoli sfilano nel tempo le testimonianze dei genitori dei piccoli alunni che oltre 4 anni fà fecero scattare le denunce contro tre maestre (Silvana Magalotti, Padtrizia Del Meglio, Marisa Pucci), una bidella (Cristina Lunerti) e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello. Proprio quest’ultimo viene riconosciuto su un settimanale da uno dei bambini che lo ha indicato come “il diavolo…il bastardo coi ricci e i baffi, che ci fa il gioco delle punturine e ci mette in gabbia”.


“È lui il diavolo con i baffi” – Le prove dei bimbi in aula.

Rignano Flaminio. La tredicesima udienza dura meno del previsto. Due dei quattro genitori attesi disertano. Multati con 200 euro.

«È questo il diavolo». Col suo piccolo indice accusatorio da bimbo di appena 4 anni, mise due volte all’indice prima «il bastardo coi ricci e i baffi, che ci fa il gioco delle punturine e ci mette in gabbia», riconosciuto in una foto di un settimanale. Poi additò una delle presunte «case dei mostri», descrivendola fin nei minimi particolari prima di guidare gli inquirenti nel ritrovamento «della palla lasciata dalla mia amichetta: sta lì, sotto quel cespuglio». E proprio intorno a quella palla da gioco, e la foto indicata che ritrae uno dei 5 imputati del processo sui presunti abusi sessuali ai danni dei 21 alunni dell’asilo di Rignano Flaminio, che ieri è ruotata l’intera, tredicesima udienza del dibattimento in corso al Tribunale di Tivoli. Una seduta durata stavolta solo meno di 5 ore, perché due dei 4 genitori attesi per l’audizione non si sono presentati: per loro il collegio ha comminato una multa di 200 euro ciascuno. Ma gli altri due, il padre e la madre del bimbo sinora risultato più loquace, hanno raccontato lo sconcerto di quell’inattesa tirata piena d’ira che il loro figlio fece sfogliando distrattamente un settimanale che girava per casa. «Lì c’era un’intervista più la foto di due degli imputati e mio figlio – ha raccontato in aula la madre, assistita dall’avvocato Pietro Nicotera – cominciò a urlare indicando quello che più volte aveva definito come il “diavolo con i ricci e i baffi”, insieme alla descrizione dei vari giochi subiti». Un racconto però contestato in toto da uno dei difensori, l’avvocato Roberto Borgogno, che ha polemicamente abbandonato l’aula dopo un vivace scambio con la testimone e i legali di parte civile sull’assoluta mancanza dei due episodi citati nell’audizione all’interno del fascicolo delle denunce presentate a suo tempo. «I miei assistiti indicarono gli episodi agli inquirenti – replica l’avvocato Nicotera – ma non potevano essere contenuti nelle denunce, presentate nell’ottobre del 2006, mentre le foto dell’intervista uscirono in edicola dopo la scarcerazione degli indagati, nel maggio del 2007». E anche il riconoscimento di una delle presunte «case dei mostri» è più recente: «si tratta di un casale a Valle Reale, individuato nell’ambito del nuovo filone d’inchiesta – conclude Nicotera – è in quel sopralluogo che il bambino ha accompagnato i carabinieri illustrando i vari ambienti, fino all’episodio emblematico di quella palla indicata sotto quel cespuglio e trovata dagli inquirenti». La prossima udienza fissata dal presidente Mario Frigenti per il 6 giugno.

LINK ARTICOLOLO IL TEMPO


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Rignano Flaminio/Pedofilia: i genitori dei piccoli ripercorrono l’orrore!

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, 17 gennaio 2011, sono stati ascoltati in udienza cinque genitori dei piccoli alunni dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Un’udienza, come le precedenti, feroce nel suo dipanarsi tra l’orrore e lo sgomento che causa la parola “pedofilia”. Sette ore, tanto è durato il percorso buio che i genitori hanno fatto ripercorrendo i racconti dei propri figli e chi di noi non ha mai vissuto in prima persona questo “delitto”, non potrà MAI neanche lontanamente sentire quanto dolore ne consegue! Riprendo dall’ordinanza di custodia cautelare dell’aprile 2007 (la trovate facilmente nel web!):

..Continua in casa a simulare l’amplesso sessuale dicendo che è obbligata a farlo altrimenti la uccidono e che loro (i genitori) non possono guardare quel “gioco” insegnatole dalla maestra P. e dagli altri “grandi”: è un segreto ed ha paura che li possano uccidere (“mamma queste cose le dico solo a te e deve rimanere un segreto da non dire neanche a papà altrimenti ci uccidono”, perché- così l’hanno minacciata -i “grandi” ripetendole che “loro sono tanti e forti”)…


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Pedofilia Asilo Rignano Flaminio: ieri ascoltati alcuni genitori dei piccoli.

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, 20 dicembre, si è tenuta una nuova udienza per il processo sui presunti abusi sessuali sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nonostante i genitori dei bambini abbiano in questi quattro anni abbiano dimostrato di saper reggere emotivamente lo stato dei propri piccoli, di aver pazientato davanti ad altri genitori che improvvisamente si sono rifiutati di far giocare tra loro i bambini, di aver mandato giù il prete che apertamente si è schierato da parte degli accusati… ieri (così come in altre occasioni) si sono registrati momenti di tensione nell’aula del Tribunale di Tivoli. Non ci vuole molta fantasia in fondo per capire che gli avvocati che difendono “maestre & Co.” usino proprio le armi dello sbeffeggiamento, delle domande atte a confondere i testi, delle loro frasi allusive sulla stabilità emotiva e morale dei genitori. Ma ce l’anno fatta finora e di sicuro non si lasceranno massacrare da questi avvocati che, seppur con carriere così altisonanti, sono uomini e donne come loro! Per ora le udienze sono finite per riprendere dal 17 gennaio in poi. Ora è il momento per queste famiglie di sciogliere la tensione e per riunirsi attorno all’albero di Natale addobbato insieme alle piccole mani dei loro bambini. Io auguro loro ancora e per sempre momenti di serenità! Un bacio grande grande a tutti i piccoli angeli di Rignano Flaminio. Articoli sull’asilo Olga Rovere QUI


Martedì 21 Dicembre 2010 IlMessaggero di Roma pg.42 cronaca

di SIMONA BOENZI

«Aspettiamo questo momento da quattro anni. Finalmente possiamo raccontare quanto accaduto ai nostri figli». Grande soddisfazione ieri da parte dei cinque genitori che hanno potuto prendere la parola al processo sui presunti abusi agli alunni della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Con l’udienza di ieri si chiude l’ascolto del primo gruppo di genitori che nel 2006 denunciarono i fatti. Qualche momento di tensione in aula tra Roberto Borgogno, legale di Gianfranco Scancarello e alcune delle mamme e papà chiamati a deporre davanti al collegio giudicante presieduto da Mario Frigenti e dal pm Marco Mansi. «L’incalzare delle domande – ha spiegato Arianna Di Biagio, vice presidente dell’associazione genitori – ha aumentato lo stato emotivo dei testi, creando qualche lieve contraddizione».

Unica imputata presente la maestra Marisa Pucci difesa dall’avvocato Salustri, delle altre insegnanti c’erano invece i rispettivi legali, Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti, Giulia Camilletti, avvocato della bidella Cristina Lunerti. «Il processo sta prendendo piede in maniera estremamente positiva – ha commentato Antonio Cardamone difensore di parte civile – finora i racconti dei genitori ascoltati sono stati estremamente precisi, dai cambiamenti notati sui bambini, fino agli atteggiamenti “sessualizzati” che si andavano manifestando di volta in volta sino al decisivo racconto nel luglio del 2006 di una bambina di quattro anni che ha dato il via a quello che oggi è divenuto uno dei processi più discussi che la storia giudiziaria abbia mai avuto».

«Con le deposizioni di oggi si iniziano a delineare i profili di quelli che saranno individuati come i responsabili dei fatti accaduti ai bambini della scuola Olga Rovere – ha spiegato l’avvocato Carlo Taormina – il caso Rignano è stato falsamente tacciato come un’inchiesta opinabile, fondata su un’istruttoria lacunosa e tutte le accuse sono state formulate sulla base delle denunce dei genitori. Da oggi tutto il fango gettato su questo processo verrà rimosso». Prossima udienza il 17 gennaio.

 


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Abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio: prima udienza del processo!

Il Giustiziere degli Angeli

Ha avuto corso l’altro ieri (22/9) la prima udienza per il processo sugli “abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio”. “PRESUNTI ABUSI”, per carità! Che bisogna sempre rispettare la “presunzione di innocenza” mica quella di “colpevolezza”!!

Sappiamo dalle fonti giornalistiche che in questi quattro anni si sono accavallate molte polemiche tra le parti e che, tra colpi di carte e parole cariche di veleni, i bambini sono stati sottoposti (oltre alle cure terapeutiche che tali traumi richiedono) a incidenti probatori, racconti e riconoscimenti di percorsi e case al pari di “collaboratori di giustizia” di alto calibro!

In questo ed in altri blog trovate “quasi” tutti i racconti (LINK) degli orrori fatti dai piccoli alunni che sono man mano approdati nelle aule protette del Tribunale di Tivoli e vi invito a rileggerli ogni volta poiché, anche se qualcuno li ritiene indotti/fantasiosi/imprecisi (ci mancava che tenessero un diario dei Pokemon o di HelloKitty per segnarsi i giorni e le ore), è bene mettere un punto fermo sulle loro “testimonianze” che certi bollano come “false”. Continua a leggere


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Pedofilia Rignano Flaminio: chiesto il sopralluogo di una villa sospetto teatro di abusi!

Il Giustiziere degli Angeli

A giugno di quest’anno si rendeva noto ai media di un nuovo nome nel registro degli indagati per abusi sessuali su bambini dell’asilo Olga Rovere:

Rignano, indagata una slovena – Nuova inchiesta grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Deticek Jasna èaccusata di sottrazione di persona incapace, sequestro, violenza privata e abbandono.

Una nuova inchiesta, ancora per reati di pedofilia e pedopornografia, scuote Rignano Flaminio, il paese alle porte di Roma che dal 2006 vive come incubo un’inchiesta analoga “esplosa” nella scuola materna “Olga Rovere” e nella quale sono coinvolte, come imputate, tre maestre d’asilo, una bidella e un produttore televisivo, marito di una delle insegnanti. Lo rivela il settimanale “OGGI”, in edicola domani. Secondo il settimanale, la seconda inchiesta vede indagata una donna slovena, Deticek Jasna che e’ riuscita a fuggire da Rignano e rifugiarsi a Maribor, nel suo Paese, poco prima che il suo nome finisse sul registro degli indagati. E’ accusata di sottrazione di persona incapace, sequestro di persona,violenza privata e abbandono di incapace. La lussuosa villa con piscina e 2 mila metri quadrati di giardino dove abitava, a 10 chilometri da Rignano, è stata perquisita dai carabinieri, “setacciata” dal Ris e poi messa sotto sequestro per “accertamenti urgenti”. La nuova inchiesta è nata grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Hanno raccontato ai loro genitori di conoscere quella villa perche’ qualcuno ce li aveva portati in orari in cui avrebbero dovuto essere a scuola. I carabinieri hanno raccolto la denuncia dei genitori e l’hanno trasmessa al magistrato. Le confessioni dei bambini sarebbero molto dettagliate: hanno raccontato particolari della casa e della piscina che non avrebbero mai potuto conoscere se non ci fossero stati. E hanno aggiunto che in quella casa incontravano persone adulte. (Il Tempo)

Ora, dall’avvocato di una bambina, è stato richiesto il sopralluogo della villa che potrebbe portare a nuovi elementi a carico di quanti accusati:

Pedofilia, chiesto sopralluogo nella villa di Rignano Flaminio – Si tratta dell’abitazione di Deticek Jasna, la donna slovena indagata nell’ambito dell’inchiesta-bis sugli abusi sessuali nella scuola Olga Rovere e oggi irreperebile. Secondo il legale di uno dei bambini avrebbe a che fare con il “castello cattivo” o “la casa degli orchi” descritti dalle piccole vittime.Potrebbe nascondere dettagli preziosi e utili alle indagini la villa alle porte di Rignano Flaminio, attualmente sotto sequestro, frequentata per un lungo periodo da Deticek Jasna, una donna slovena resasi irreperibile dopo essere stata iscritta sul registro degli indagati della procura di Tivoli per sequestro di persona, violenza privata e sottrazione di minori in concorso con ignoti nell’ambito del procedimento-bis sugli abusi sessuali compiuti su decine di bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ dal 2001 al 2006. A sostenerlo è l’avvocato Pietro Nicotera che, in qualità di difensore di parte offesa per conto di un bimbo, ha presentato nei giorni scorsi al pm di Tivoli, Maria Domenica Perna, e all’ufficio gip una richiesta di autorizzazione ad accedere ai luoghi oggetto di indagine. In particolare, il legale, che ha nominato tre consulenti tecnici (la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone e gli investigatori privati Oscar Candian e Simone Bonifazi), ha chiesto il via libera per entrare nella villa, “ritenuta luogo di consumazione di gravi reati nei confronti di minori”, per poter prendere “visione dello stato dei luoghi e delle cose nonché per eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici e audiovisivi”. L’auspicio del penalista è che dagli accertamenti legati alle sue indagini difensive, regolarmente previste dalla legge, “possano emergere elementi utili per il processo già in corso che prenderà il via il 22 settembre prossimo, dal momento che i bambini individuati sino a oggi come parti offese dal pm Perna (ben otto) compaiono anche tra le parti offese del processo principale”, concluso dal pm Marco Mansi”. Il processo in tribunale, al momento, vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, il marito di quest’ultima, lo sceneggiatore tv Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lunerti, accusati, a vario titolo, delle violenze compiute su una ventina di minori. Da qualche mese, però, la procura di Tivoli ha messo sotto inchiesta questa donna slovena che, secondo gli investigatori, ha vissuto per diverso tempo in una elegante villa con piscina nella frazione di Montelarco, a una decina di chilometri da Rignano, finita sotto sequestro e setacciata dai carabinieri del Ris dopo la dettagliata descrizione fatta da alcuni bambini, già sentiti in incidente probatorio come vittime degli abusi nell’ambito del filone principale di indagine. Quella donna, che lì viveva con la figlia (ormai maggiorenne), sarebbe fuggita via, forse a Maribor, prima di finire nel mirino della magistratura. Adesso anche le parti civili, a cominciare dall’avvocato Nicotera, vogliono capire se quella villa abbia a che fare effettivamente con il “castello cattivo” o “la casa degli orchi”, come denunciato ai genitori dalle piccole vittime. (La Repubblica)


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Evelyn Moreiro: quale ed a quando la verità sulla sua morte?

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro, 19 anni, sogni ingenui e sogni grandi. Un viso dolce, pulito, che parlava di bontà ed altruismo ma che nel profondo dei suoi grandi occhi nascondeva dei segreti, dei dolori incancellabili che cercavano conforto nell’amore di qualcuno. Da quando e da dove partono queste scie grige e nere che ne segnano la strada forse non lo sapremo mai: lei non può più parlarci e noi non possiamo più renderle quello stesso altruismo per aiutarla. Doveva essere una ragazza dalle mille capacità se è così ben riuscita a non far trasparire la tempesta che l’agitava, se è riuscita a guardare avanti così a lungo dopo che (come scrisse lei stessa nel suo diario) subì delle violenze sessuali da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio. Furono quei momenti che spezzarono i suoi sogni? O qualcos’altro, qualche altro motivo, la spingeva già allora a rifugiarsi nella fuga? Perché sentiva il bisogno di allontanarsi ed isolarsi? Da quella prima violenza erano passati quasi quattro anni e lei era andata avanti, aveva la famiglia, gli affetti, la scuola, gli amici e nuovi amori! Quali sono allora gli altri accadimenti che la sprofondarono nel buio? Sappiamo che Evelyn amava scrivere i suoi pensieri in un diario e questo potrebbe raccontare molto altro di lei, soprattutto dei tempi che precedono la sua morte. Come tutti i giovani usava il computer ed il telefonino ed anche in questi si potrebbe trovare il filo di Arianna che conduce alla verità. A distanza di mesi solo oggi appaiono strani ed importanti gli elementi che furono rinvenuti in quel luogo dove trovò la morte, una casa di “accoglienza” di Viterbo dove lei cercò conforto e protezione e che invece “accolse” il suo ultimo respiro di vita. Io non sono certa che il destino di ognuno di noi sia scritto nelle stelle e neanche sempre nel nostro libero arbitrio ma spesso nelle mani della casualità di altri che attraversano il nostro cammino! Cara Evelyn, sorridi alla fallibilità degli uomini che non videro ed attendi con pazienza, dal luogo in cui ora vivi, che si mettano le parole di “verità e giustizia” sul tuo cuore e su quello di tutti quelli che ti hanno amato.

Viterbo – L’esito degli esami tossicologici non sarà disponibile prima del 20 agosto – Evelyn, si attendono i risultati dell’autopsia

Viterbo – 4 agosto 2010 – ore 1,50

Caso Evelyn, attesa per gli esami tossicologici.

Non sono ancora arrivati i risultati dell’autopsia eseguita sulla salma di Evelyn Moreiro, la 19enne di origini sudamericane trovata morta nel novembre scorso, in una casa di accoglienza di Viterbo.

Prima di avere un quadro completo sulla morte della ragazza, gli inquirenti aspettano di avere in mano l’esito degli esami tossicologici eseguiti sul cadavere della giovane il 16 luglio scorso, all’ospedale di Montefiascone.

Proprio quel giorno il pm Massimiliano Siddi autorizzò la riesumazione del cadavere della ragazza per eseguire l’autopsia, affidando l’incarico al medico legale Ricci.

Gli accertamenti irripetibili dovranno servire a fugare ogni dubbio sulla dinamica della morte di Evelyn.

Le precedenti ricostruzioni, infatti, non convincono il pm Siddi. A trovare il corpo della 19enne, la mattina del 27 novembre 2009, fu una delle religiose della casa di accoglienza dove Evelyn aveva trascorso la notte e dove fu trovata cadavere. Da quel momento in poi, per mesi, l’ipotesi principale è stata quella del suicidio e, in particolare, dell’impiccagione.

Ma alcuni indizi trovati dagli investigatori (come la sciarpa strappata e il biglietto accanto al corpo di Evelyn) hanno portato a una brusca virata delle indagini, suggerendo agli inquirenti la pista dell’omicidio. Da qui l’autopsia, sull’esito della quale il medico legale non si pronuncerà prima del 20 agosto, quando, con tutta probabilità, i risultati degli esami tossicologici arriveranno sulla scrivania del pm.

Solo allora sarà possibile capire se Evelyn si sia impiccata o se, al contrario, sia stata uccisa da un misterioso assassino, tutt’ora a piede libero.

Link Articolo Originale


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Rignano Flaminio: al processo per abusi sui bambini dell’asilo citato in giudizio anche il Comune.

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano Flaminio: al processo per abusi sui bambini dell’asilo citato in giudizio anche il Comune.

Il Sindaco di Rignano Flaminio - Ottavio Coletta

Sabato 24 Luglio 2010 – Il Messaggero – Interni pagina 12 – di GIULIO DE SANTIS

ROMA – Nel processo sui presunti abusi sessuali avvenuti nella scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, accanto ai cinque imputati siederà anche il sindaco della cittadina alle porte di Roma. Lo ha stabilito il giudice Mario Frigenti, presidente del collegio giudicante del tribunale di Tivoli, autorizzando la citazione in giudizio del Comune chiesta dall’avvocato Pietro Nicotera, rappresentante di una delle parti civile. Di conseguenza, qualora gli imputati venissero condannati, il comune di Rignano potrebbe dover essere costretto a pagare un consistente risarcimento danni alle 21 parti offese. Gli imputati, accusati di violenze su minori negli anni scolastici 2001-2002 e 2005-2006, sono tre maestre della scuola Olga Rovere, una bidella ed il marito di una delle insegnanti. Diversi i motivi che hanno spinto il legale a chiedere ed ottenere la citazione dell’ente comunale nella veste di responsabile civile. In primo luogo, secondo il difensore, il Comune, proprietario della scuola, non avrebbe predisposto gli accorgimenti tecnici necessari ad impedire i presunti abusi contestati agli imputati. Inoltre va considerato che, come sottolinea la parte civile, l’identità di alcuni presunti violentatori è ancora ignota. Tra questi potrebbero esserci addetti alle pulizie o alla mensa che dipendono dall’amministrazione comunale, la quale pertanto sarebbe responsabile dei loro comportamenti. Infine, l’avvocato Nicotera, rileva che almeno in due occasione i dipendenti dell’amministrazione, avrebbero visto verificarsi episodi anomali all’esterno dell’asilo senza tuttavia segnalarli all’autorità competente. Come ad esempio accadde con due vigilesse, che vedendo i bambini fuori dalla scuola in orario scolastico, non si accertarono se davvero fossero in gita scolastica, come dissero le maestre.


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Rignano Flaminio, nuova inchiesta pedofilia nel paese dell’asilo degli orrori

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano Flaminio, nuova inchiesta pedofilia nel paese dell’asilo degli orrori

Lo rivela il settimanale «Oggi»: indagata una slovena fuggita dall’Italia, è la proprietaria di una villa dove venivano portati i piccoli in orari di scuola.

ROMA – Una nuova inchiesta, ancora per reati di pedofilia e pedopornografia, a Rignano Flaminio, il paese alle porte di Roma dal 2006 al centro del caso di abusi su bambini all’interno della scuola materna Olga Rovere e nella quale sono coinvolte, come imputate, tre maestre d`asilo, una bidella e un produttore televisivo, marito di una delle insegnanti. Lo rivela il settimanale Oggi, in edicola mercoledì.

La scuola Olga Rovere a Rignano Flaminio (Proto)UN’ALTRA INDAGATA – La seconda inchiesta, sostiene il settimanale, vede indagata una donna slovena, Deticek Jasna che è riuscita a fuggire da Rignano e rifugiarsi a Maribor, nel suo Paese, poco prima che il suo nome finisse sul registro degli indagati. Sarebbe accusata di sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza privata e abbandono di incapace. La lussuosa villa con piscina e 2mila metri quadrati di giardino dove abitava, a 10 chilometri da Rignano, è stata perquisita dai carabinieri, setacciata dal Ris e poi messa sotto sequestro per accertamenti urgenti. La nuova inchiesta sarebbe nata grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Hanno raccontato ai loro genitori di conoscere quella villa perché qualcuno ce li aveva portati in orari in cui avrebbero dovuto essere a scuola. I carabinieri hanno raccolto la denuncia dei genitori e l’hanno trasmessa al magistrato. Le confessioni dei bambini sarebbero molto dettagliate: hanno raccontato particolari della casa e della piscina che non avrebbero mai potuto conoscere se non ci fossero stati. E hanno aggiunto che in quella casa incontravano persone adulte.

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Suicidio Evelyn Moreiro: nel diario la violenza, sui giornali i suoi amici! Le indagini passano al Tribunale dei minori.

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nel suicidio di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riesco a capacitarmi del suo suicidio (se tale è stato!) mettendo insieme gli elementi che man mano scorrono sulle righe dei quotidiani prima e di un unico quotidiano nelle ultime settimane. Come sono solita fare mi pongo allora tante domande che cercano una risposta così come, di certo, lo stà facendo da tempo la sua famiglia e chi le era vicino.

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Abusi asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio – Domani prima tappa del processo ai cinque imputati

Il Giustiziere degli Angeli

Di certo tutti hanno memoria del caso di abusi sui bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Un caso che ha scosso le coscienze di tutti, colpevolisti e non, e che di certo rimarrà nella mente delle famiglie e dei minori coinvolti. A distanza di oltre tre anni dalle denunce e dal blitz dei carabinieri presso l’Asilo si stà per affrontare la fase forse meno traumatica in quanto ognuno si è formato la propria opinione e si attende solo che vengano chiarite le responsabilità degli adulti coinvolti. I bambini hanno già affrontato gli orchi e gli incubi, hanno ricordato e raccontato, ed ora vengono curati per guarire dalle ferite dell’anima. Non mi voglio dilungare su questo ma mi preme ripetere che il mio affetto, la mia comprensione ed i miei abbracci pieni di coccole vanno a loro.

Voglio invece soffermarmi un po’ su quanto è uscito su alcuni giornali in questi giorni. Giovedì scorso (20.5) è arrivato in edicola Sette, settimanale in allegato al quotidiano “Corriere della Sera”, dove Gianfranco Scancarello (uno degli indagati per abusi su questi bambini) ha rilasciato a Giancarlo Dotto una lunga intervista dal titolo “Io, Presunto Pedofilo, vi racconto il mio inferno”. Unico “mostro” tra tante “streghe” accusato dai bambini di essere l’uomo “dai capelli ricci molto cattivo che li aspettava nel castello cattivissimo” e che si sente una vittima che “ogni giorno fa a botte con l’identikit che gli hanno cucito addosso!”. Scancarello che, nella trasmissione di Bonolis con fare minaccioso disse “Può capitare a tutti! La mattina ti alzi, ti danno del pedofilo e ti ritrovi in galera”… più un messaggio a chi doveva ascoltare che una dichiarazione di un uomo sereno della sua innocenza mi è sembrato! Mah, solo una mia opinione, dettata magari da un’impellente bisogno di sonni tranquilli che da altro!

“Tutte le mattine mi sveglio dentro un incubo! Con la paura che qualche psicopatico mi aggredisca per strada. Paura di tutto, anche della mia ombra!”. E’ un uomo di spettacolo Scancarello e si fa avanti (non a nome di tutti però!), gestisce le sue parole, le sue espressioni e le sue mimiche facciali mentre si fa riprendere in quattro scatti fotografici degni di una star dove, una sola volta, compare l’ombra di una testa più bassa di lui, sulla sua spalla… forse un’avatar! Ed invece dovrebbe parlare con la sua ombra, Gianfranco! Dovrebbe dirle che non ne ha paura come quando ha sfidato le famiglie dei bambini davanti al Tribunale per scatenarne la reazione che, ovvio, ci fù! Suvvia non presti altro spettacolo con altre guardie del corpo, il mondo non è pieno di “psicopatici” con le statuette del Duomo di Milano in mano come lei vuol farci credere. “La verità non ha paura!” è lo slogan degli indagati di Rignano Flaminio e allora lei non ne abbia! Forse ora si dovrebbe preoccupare di quanto stà per richiedere l’avvocato Pietro Nicotera che assite due delle parti civili nel processo: il sequestro conservativo dei beni dell’autore televisivo Gianfranco Scancarello in quanto unico tra gli imputati a non essere garantito, in caso di condanna, al risarcimento dei danni dal Ministero dell’Istruzione. “Presunto” ha sposato la tesi del contagio collettivo, usata a piene mani dal fronte di chi vede “pedofili innocenti” ovunque e cita i soli casi in cui non si è giunti a condanna dimenticando volutamente quelli dove i bambini e le famiglie sono stati giudicati credibili e i pedofili incarcerati. “Presunto” , oltre a dichiarare che “sentir parlare l’avvocato Coppi (suo difensore) nell’udienza preliminare è come veder volteggiare Carla Fracci”, dice anche che non deve dare a nessuno giustificazioni su come possano permettersi un avvocato di tale calibro quale è Coppi. Dimentica “Presunto” che l’11 gennaio 2008 proprio loro rinunciarono all’acquisizione dei 50 dvd contenenti gli incidenti probatori dei bambini perché il costo di circa 13mila euro era troppo esoso per le loro tasche di semi-indigenti? Và beh, lasciamo volteggiare Coppi-Fracci e distraiamoci da tutto ciò.

Domani inizia la prima udienza del processo e si intuisce già che non sarà un dibattimento come gli altri, ma saranno udienze ad alto tasso di polemica, perché mai come in questo caso giudiziario i fronti sono così opposti: innocentisti da una parte, colpevolisti dall’altra. Che si tratti di una causa di grosso interesse sociale e pubblico sembra averlo stabilito anche il presidente del Tribunale di Tivoli che ha fatto collocare due maxi schermi, uno nella biblioteca e l’altro all’ingresso del Tribunale, perché «tutti devono poter seguire queste udienze». Sebbene è facile immaginare che le telecamere si spegneranno quando gli argomenti si faranno più scabrosi o verranno proiettate le testimonianze dei bambini in aula.

Aspettiamo di conoscere quale sarà la giornata di domani me intanto si può ripassare il caso Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio su questo LINK



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Suicidio Evelyn Moreiro – Don Giosy: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi.

Il Giustiziere degli Angeli

Proprio in questo (LINK ) articolo vi parlavo di come la stampa ha trattato il caso del suicidio di Evelyn Moreiro ma, soprattutto, di come ha trattato i giovani, amici di Evelyn, che stanno aiutando la verità a venire alla luce. Ed oggi scopro con piacere che un’altra voce si è levata a favore dei ragazzi, quella di Don Giosy Cento. Sposo nel totale quanto il parroco dichiara alla fine dell’articolo perché è esattamente il mio stesso pensiero: NON SPORCHIAMO I GIOVANI, GUARDIAMO PRIMA NOI STESSI!

(ho riscritto per intero l’articolo, comprese le virgole ed i punti, in quanto la testata giornalistica non lo mette on-line. Nella foto la scannerizzazione dell’articolo stesso. Al seguente link invece trovate tutti gli articoli su Evelyn –  LINK )


Evelyn, prima che morisse era una ragazza dolce e solare e specialmente altruista – queste le parole dette dal Sig. Moreiro, più volte raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano”. Ad averne la conferma della sua personalità, sono state anche le frasi spese riguardo la ragazza, dal parroco Don Giosy Cento, con la sua associazione giovanile “Ragazzi del Cielo – Ragazzi della Terra” del quale il sacerdote è il fondatore. Il suo gruppo è dedicato interamente a tutti quei ragazzi che per incidenti, malattie o scelte di vita sbagliate se ne vanno troppo presto. Un punto di supporto per tutti quei giovani che sono ancora qui e per quei genitori che purtroppo hanno perso i loro figli, precocemente o in maniera atroce come è successo ai Moreiro. Il gruppo di Don Giosy proprio per trattare queste tristi ma vere realtà, circa un anno fa si è recato alla scuola della ragazza, all’IPSIA di Acquapendente per un’assemblea scolastica di oltre centocinquanta studenti. Ma tra questi c’era anche lei Evelyn, colei che a soli diciannove anni ha deciso di togliersi la vita suicidandosi, impiccandosi con una sciarpa. Don Giosy però non è entrato nello specifico in contatto con lei tra la folla di una riunione scolastica, ma solo dopo il triste evento, ha incontrato la famiglia Moreiro, per confortarla e starle vicino. A riguardo il parroco ci dice: “Mi sembra che in tutte queste situazioni viene fuori un volto dei giovani che non è reale, perché hanno dei sentimenti e dei valori nascosti molto alti e nobili, ma sono “fregati” da questo tipo di mondo che gli adulti inconsapevolmente hanno costruito. Dico questo non per illudermi ma per la conoscenza che ho personalmente di molti giovani in Italia e nel mondo. Concludo dicendo una frase secca ma vera: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi”.


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Evelyn Moreiro suicida a 19 anni – I giornalisti e la campagna denigratoria ai danni di chi le voleva bene!

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro

SUICIDIO – con questa parola fù chiuso il caso di Evelyn Moreiro trovata impiccata in un centro di accoglienza di Viterbo ( a lato di questo blog trovate il box che contiene gli articoli che riguardano il suo caso). Lunedì 26 aprile se ne è occupato il programma “Chi l’ha Visto?” con un’intervista al ragazzo che ha spedito le pagine del diario della ragazza alla famiglia: Alessandro. Lui ha 20anni, come avrebbe avuto oggi Evy se non si fosse tolta la vita, ed era un buon amico di lei. Proprio qui in questo blog si chiedeva cosa fare, se andare avanti e mostrarsi per far sì che la verità sui motivi per la morte di Evy fosse svelata. Per poco che conta la mia opinione io gli ho consigliato di andare avanti perchè non era giusto minimizzare la morte della sua amica con “la fragilità di una ragazza che si è tolta la vita per essere stata lasciata dal fidanzatino” e perchè la famiglia di lei, per lenire almeno in parte il proprio dolore, aveva bisogno della verità. E la responsabilità morale di questo suicidio è scritta da Evelyn nelle pagine del suo diario: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio!

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Ragazza suicida a Viterbo: domani 26 aprile su Chi l’ha Visto.

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro, 19 anni, si uccise a Viterbo lo scorso Novembre. La sua morte fu da subito archiviata con la dicitura fredda di SUICIDIO dovuta ad uno stato depressivo legato all’abbandono del fidanzato. Ma la verità sulle vere motivazioni del suo terribile gesto doveva venire alla luce dal suo diario che racconta l’onta della violenza sessuale. Infatti le sue mani hanno scritto che, ad appena 16 anni, ha subito due stupri da un (identificato) ragazzo di Rignano Flaminio e questo diario è nelle mani di un/una amico/a che ne ha inviate alcune pagine alla famiglia. Le indagini, affidate per competenza di territorio al Tribunale di Tivoli, sono state riaperte e speriamo che il responsabile del suicidio di Evelyn venga affidato alla giustizia quanto prima. La pagina di Facebook di Evelyn Moreiro è ancora lì, ferma ormai da tempo, ed ha tanti nomi che lei considerava amici! 360 amici che forse sanno molto di più del silenzio che ha avvolto la sua morte. Lei scriveva “carpe diem!!!”, cogli l’attimo, ma il dolore degli stupri proprio in un attimo le aveva calpestato la dignità e l’anima. Coraggio ragazzi, amici di Evelyn, rendetele questa dignità raccontando ciò che sapete, avete saputo o pensato di questa ragazza, una di voi e come voi, che nella solitudine di un dolore troppo grande ha lasciato vuoto un banco di scuola ed un posto nella vita.

Domani sera, rai tre alle 21:10 circa, la trasmissione Chi l’ha Visto si occuperà di Evelyn Moreiro ed ognuno di quanti l’hanno conosciuta potranno dare il proprio contributo alla verità.

19enne suicida – Forse qualcuno per paura non ha detto tutto quello che sapeva

Verranno ascoltati gli amici di Evelyn

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Ragazza suicida a Viterbo – Il padre: sò chi ha ucciso mia figlia Evelyn.

Il Giustiziere degli Angeli

La ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso ha un nome: Evelyn Moreiro. E grazie ai genitori ora abbiamo anche una foto del dolce viso di questa ragazza che, anche io, spero aiuti chi la conosceva e/o chi ricorda qualcosa su di lei, a farsi avanti con la famiglia e gli inquirenti per arrivare alla verità sul suo suicidio. Dal suo diario, recapitato su un cd alla famiglia, ci sono i racconti degli stupri subiti da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio e c’è anche il suo nome. Lei aveva avuto la forza di sopravvivere alle violenze solo per poco tempo… poi la morte. Aiutare Evelyn e la sua famiglia ad avere giustizia è un atto dovuto da una società civile… avrebbe potuto essere vostra figlia, vostra sorella! Ha ragione il papà quando dice NON PUO’ ESSERCI UN’ALTRA EVELYN.

19enne suicida – Parla il padre della ragazza che si è impiccata lo scorso 27 novembre dopo essere stata violentata due volte

“So chi ha ucciso mia figlia Evelyn”

“Non vogliamo che ci sia un’altra Evelyn”.

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Ragazza suicida a Viterbo – I genitori “c’è un muro di omertà e paura”…

Il Giustiziere degli Angeli

Un anonimo interlocutore chiama la famiglia di E.M. (Evelyn Moreiro), la ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre del 2009, e dice di avere il diario della ragazza. E, giustamente, ci si chiede il perchè di tanta attesa nel farsi avanti! Ma c’è anche il dolore ancor più grande dei genitori che, oltre a scoprire che la causa del suicidio della figlia è dovuto ad uno stupro da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio (dove gli stessi hanno vissuto per del tempo), si sentono stupiti ed increduli di fronte al muro di omertà che tiene le bocche chiuse a chi potrebbe fornire notizie utili alla scoperta della verità. Una verità ancora più cupa quella che ha avvolto per sempre Evelyn ma che ha forse un sapore meno amaro sotto certi aspetti umani. Forse il gesto di questa ragazza di fronte alla violenza subita sarebbe compreso più profondamente da quanti hanno pensato che il suo gesto fosse dovuto ad una depressione dopo essere stata lasciata dal fidanzato. Un motivo quest’ultimo troppo “frivolo” e liquidato immediatamente. Il dolore degli stupri subiti hanno devastato Evelyn che ha preferito la morte a quel ricordo che non le ha dato respiro, che l’ha fatta sentire sola, impaurita, incapace di affrontare una vita, una qualsiasi come tante. Questo stupratore ignobile ha scolpito con le sue mani la parola “morte” nell’animo di Evelyn ed io lo condanno allo stesso marchio.

Sono vicina alla famiglia di Evelyn e la abbraccio con il cuore pregando affinchè il responsabile paghi a vita le sue colpe.

Suicida a Viterbo dopo stupri, anonimo chiama genitori: ho documenti

ROMA (23 aprile) – «Sono in possesso di tutti i documenti di vostra figlia». È quanto ha detto al telefono una persona anonima, maschio, molto probabilmente giovane, ai genitori di Evelyn Moreiro, la ragazza di 19 anni, sudamericana, residente a Montefiascone, in provincia di Viterbo, che nel novembre 2009 si impiccò in una casa d’accoglienza. I genitori intanto denucniano: sulla tragica storia di nostra figlia c’è un muro di omertà.

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