Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza -

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Denise Pipitone: interrogata Anna Corona

“Il cellulare era con me, non l’ho dato a nessuno, e non mi sono spostata da Mazara del Vallo”. é stata la risposta secca di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, la venticinquenne accusata di avere avuto un ruolo nel sequestro della piccola Denise Pipitone (sua sorella per parte di padre), avvenuto il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo.

La teste, deponendo dinanzi al Tribunale di Marsala, è stata ascoltata in merito a presunti spostamenti effettuati in diverse zone delle provincie di Trapani e Palermo, proprio il giorno che seguì la scomparsa della bambina. Continua a leggere


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Denise Pipitone: nel giorno del suo decimo compleanno in Tribunale…

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, nel giorno del decimo compleanno della piccola Denise Pipitone (a cui giungono da me e da ogni parte del mondo milioni di auguri) si è tenuta udienza per il processo per rapimento della piccola. Il processo è a carico di Jessica Pulizzi e del suo ex Gaspare Galeb. Denise non aveva neanche quattro anni quando scomparve e da allora su di lei non ci sono state più notizie certe. La madre, Piera Maggio, ha sempre dimostrato una tenacia che non ha eguali cercando di riportare a casa la piccola pensandola sempre viva ma lontana. Una costanza ed un coraggio che ogni giorno deve alzare la voce e lo sguardo per non farsi schiacciare da quanti l’hanno ferita e da quanti non l’hanno supportata ed aiutata in questa immensa tragedia. Giustamente (mi associo completamente alle sue parole) condanna Jessica Pulizzi e sua madre Anna Corona a prescindere dalla loro colpevolezza nel rapimento di Denise. Le due donne hanno sempre scelto la via del silenzio, il famoso “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, che non aiuta né nella ricerca della verità né nella dimostrazione della loro non-colpevolezza. Queste le sue parole: A Denise in questo giorno posso dire solo che mi manca un mondo e che non vorrei essere qui senza di lei, mentre a chi è indagato dico che Piera Maggio li ha già condannati, perchè in questi sei anni non hanno chiarito la loro posizione, nascondono tanto. E durante l’udienza la tensione è salita quando a voce alta Piera Maggio ha chiesto alla Corte di far smettere Jessica Pulizzi dal fissarla ossessivamente con malanimità. Anche qui, cosa aggiungere? Guardo la faccia di Jessica e…. mi avvalgo della facoltà di non rispondere!


Denise, udienza rinviata tensioni fra madre e Jessica Il 20 dicembre saranno ascoltati cinque testi, tra cui Antonino Pipitone, marito di Piera Maggio, Giacoma Russo e Maria Francesca Arena. Continua a leggere


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Denise Pipitone: ancora errori nell’indagine sulla scomparsa della piccola.

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri sera ho seguito la trasmissione “Chi l’ha Visto” che, ancora una volta (giustamente), ha trattato il caso della scomparsa della piccola Denise Pipitone. Sappiamo già che sono venuti alla luce, negli ultimi mesi, elementi importanti quali le tracce dello spostamento del telefonino in uso ad Anna Corona (ora indagata ufficialmente) nella notte del rapimento di Denise. Le tracce dell’utenza portano a Carini, distante due ore dal luogo della scomparsa e le intercettazioni sono inquietanti. Anna Corona è la madre di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, rinviata a giudizio nei giorni scorsi con l’accusa di sequestro di minore e, in un casolare vicino Carini, risiedono alcuni parenti delle due donne. Per questo, su richiesta dell’avvocato Frazzita, si disponeva un soprallugo nel casolare atto a stabilire se vi fossero tracce del passaggio della piccola Denise.  Il servizio della trasmissione di ieri sera partiva proprio davanti al cancello del casolare dove la giornalista ci informava che la mattina seguente (oggi) si sarebbero recati gli inquirenti a cercare le tracce di Denise. Mi sembrava strano, ed a molti altri penso, che dentro la proprietà vi fosse un cane che continuava ad abbaiare e che non ci fosse nessun cartello che indicava la “proprietà posta sotto sequestro giudiziario”. Infatti la telefonata in trasmissione dell’avvocato Frazzita e di Piera Maggio, con toni molto alterati, chiariscono subito che siamo di nuovo di fronte ad uno scandaloso comportamento della giustizia italiana che non solo avverte all’ultimo momento l’avvocato e la madre di Denise ma non si preoccupa nemmeno di “congelare il luogo” dove potrebbe essere stata portata Denise. E’ lecito farsi domande? è lecito chiedersi come mai sembra manchi la volontà di stabilire cosa è successo alla bambina? è lecito incazzarsi?


A Villagrazia di Carini la prigione di Denise?

Una casa di campagna a Villagrazia di Carini, nel Palermitano, potrebbe essere stata la ”prigione” della piccola Denise Pipitone, la bimba scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo mentre giocava davanti casa. Il casolare, dove stamattina avrebbe dovuto svolgersi un accertamento tecnico irripetibile, è stato mostrato ieri sera dalle telecamere della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”.

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Denise Pipitone: sviluppi delle indagini.

Il Giustiziere degli Angeli

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TRACCIA SU UN TELEFONINO – DENISE A BORDO DI UN’AUTO?

«Nei confronti di Denise è stato perpetrato un atto abominevole, che non ha nessuna giustificazione. Da cinque anni mi batto per riavere mia figlia e per avere giustizia, che ancora non vedo». Lo ha detto Piera Maggio, la mamma della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo (Trapani) il primo settembre del 2004. «Voglio essere ascoltata – ha detto mamma Piera a “Pomeriggio Cinque” trasmissione di Canale 5 -, la burocrazia e la magistratura hanno tempi troppo lunghi». «A quattro anni dal sequestro della mia bambina – ha proseguito – è emerso dall’analisi dei tabulati telefonici che nella notte tra il primo e il 2 settembre una persona si è spostata in macchina dalla provincia di Trapani a quella di Palermo e a bordo aveva sicuramente Denise. Insieme al mio avvocato abbiamo chiesto un’ispezione presso la Procura dei minori di Palermo, che ascoltò Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise indagata per concorso in sequestro all’epoca dei fatti ancora minorenne. Per due anni nei confronti di questa persona non si è proceduto. Ecco, io voglio che qualcuno mi spieghi il perchè di questi ritardi». «La verità – ha proseguito – sta in questi atti. Spero che i magistrati la tirino fuori e che Jessica sia giudicata. Come mi immagino mia figlia oggi – ha concluso Piera Maggio -? Immagino una bimba che vive in piena serenità, una bambina intelligente, biricchina e meravigliosa. Sarei anche disposta a rinunciare a riaverla se sapessi che sta bene».

LA TRACCIA TROVATA DAGLI INQUIRENTI Emergono nuove piste nell’indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba rapita a Mazara del Vallo l’1 settembre del 2004. Una delle persone sospettate del sequestro la notte tra l’1 e il 2 settembre si sarebbe spostata dalla cittadina Trapanese in una città dell’hinterland palermitano. La circostanza troverebbe riscontro dalla traccia lasciata dal suo cellulare, collegato ad un ponte radio nei pressi di Palermo. Dalle intercettazioni disposte dalla Procura dopo la scomparsa di Denise sarebbe inoltre emerso che il proprietario del telefonino, la notte della scomparsa, avrebbe fatto cenno alla bambina in alcune conversazioni. Il fatto è emerso in quanto i dati dell’operatore telefonico sono stati sottoposti solo di recente ad una analisi specifica da parte del prof. Roberto Cusani, ordinario di Telecomunicazioni presso l’Università «La Sapienza» di Roma. L’esperto ha calcolato il tragitto effettuato dal cellulare della persona sospettata nella notte tra l’uno e il due settembre. Il telefonino si sarebbe acceso alle 6.15 in una città nelle vicinanze di Palermo, alle 6.18 in una città della provincia di Trapani e alle 6.25 in un ponte radio nella periferia di Trapani. Il consulente della Procura aveva ritenuto catalogabile questa anomalia come effetto «Peter Pan» (un fenomeno secondo il quale il segnale risulterebbe ubicato in più posti diversi contemporaneamente, n.d.r.), ma il prof. Cusani ha appurato che tali dati sarebbero stati generati da un automatismo del gestore telefonico: il numero posto sotto controllo era stato cercato da un’altra utenza, e non essendo stato raggiungibile, l’operatore avrebbe attivato un meccanismo di ricerca del cellulare nei luoghi in cui l’utenza era transitata per effettuare la consueta notifica di un sms. Queste considerazioni determinerebbero quindi che non vi è stato uno spostamento inverosimilmente veloce del cellulare tra zone molto distanti, bensì una ricerca dello stesso nelle ultime celle in cui era stato collegato.

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