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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Abusi su minori: Alessandro Riva, sarà confermata la condanna?

Il Giustiziere degli Angeli

Alessandro Riva è stato condannato a novembre-2008 a 9 anni di reclusione poi ridotti in appello a 6 anni ad ottobre-2009 per abusi sessuali su cinque bambine di dieci anni amichette della figlioletta. Il critico d’arte, nonostante si proclamasse innocente, non è stato creduto dai Giudici che hanno invece creduto alle bambine. In un trafiletto sul Corriere della Sera ci informano prima della sua condanna definitiva e poi smentiscono!


MINORI MOLESTATI -Riva, confermata condanna a 6 anni

Confermata in Cassazione la condanna a sei anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su minori per il critico d’ arte Alessandro Riva. Riva, scrittore, giornalista e in passato collaboratore dell’ assessorato alla cultura di Milano, era stato arrestato nel 2007 per aver molestato alcuni bambini. In primo grado era stato condannato a 9 anni.

Pagina 11 (27 novembre 2010) – Corriere della Sera

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MINORI MOLESTATE - Riva, il 2 dicembre la Cassazione

Si terrà il due dicembre in Cassazione il processo ad Alessandro Riva, il critico d’ arte condannato in appello a Milano per presunti abusi su minorenni. I giudici (che non hanno ancora emesso la sentenza, come riferito ieri per errore) dovranno valutare se confermare o ribaltare (come chiede la difesa) il verdetto di secondo grado.

Pagina 9 (28 novembre 2010) – Corriere della Sera

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Pedofilia: condannati due “baby sitter” attempati. Nove anni di carcere!

Il Giustiziere degli Angeli

Bimba violentata, il verdetto: inflitti 18 anni ai due baby sitter.


Coppia di Dueville ritenuta colpevole degli abusi sessuali. I giudici di Corte d’appello hanno condannato marito e moglie a 9 anni di reclusione ciascuno e ad un forte risarcimento danni.

Vicenza. È la pena più pesante mai emessa per violenza sessuale nei confronti di una donna vicentina: 9 anni di carcere. La sentenza dei giudici d’appello di Venezia ha completamente ribaltato il verdetto assolutorio dei giudici di Vicenza, che l’avevano ritenuta non responsabile degli abusi. La baby sitter Maria Luigia Peruzzo, 56 anni, di Dueville, dove risiede in via Molinetto, è stata ritenuta colpevole di avere partecipato alle violenze sessuali durate un paio d’anni, assieme al marito Guido Rigon, contro la bambina che era stata loro affidata dai genitori. I giudici l’hanno condannata anche al pagamento di un forte risarcimento danni. La stessa pena era stata inflitta nel giugno 2008 dal tribunale di Vicenza, che all’epoca però l’aveva assolta, al marito Rigon, 60 anni. Al quale sono stati confermati i 9 anni di carcere. La corte, dunque, ha accolto in pieno il ricorso del procuratore generale di Venezia che ha parlato di una vicenda ignominiosa, terribile quanto a modalità e conseguenze sulla psiche della minorenne. È una storia allucinante, ha insistito l’inquirente, venuta fuori quando i genitori, che risiedono nell’Alto Vicentino, avevano iniziato a notare un profondo cambiamento nella bambina. Era diventata silenziosa, scontrosa, abulica. I chiari sintomi, come era emerso dopo una prima visita specialistica in un centro del Nord Italia, di abusi sessuali proseguiti nel tempo. La madre aveva iniziato ad allarmarsi quando aveva trovato delle strane macchie di sangue su un indumento intimo della figlioletta. La denuncia alla squadra mobile della questura aveva dato il via alle indagini che avevano portato in carcere l’uomo nel corso del 2004. A coordinare le indagini era stato il pm Giorgio Falcone (ora in servizio alla procura di Padova) che al processo di primo grado conclusosi il 18 giugno 2008 aveva sollecitato 7 anni di carcere per l’uomo e 4 per la donna. A suo avviso la baby sitter aveva avuto non solo un concorso morale col marito, ma avrebbe partecipato ai giochi a sfondo erotico. «Il suo coinvolgimento è pieno», disse rimarcando la richiesta di condanna. Il tribunale, invece, da un lato aveva ritenuto responsabile l’uomo infiggendogli 9 anni di reclusione, ma dall’altro aveva assolto la donna sostenendo che non era emersa la prova piena della sua partecipazione ai rapporti sessuali avuti dal marito con la vittima. Sulla stessa linea di Falcone si erano mossi gli avvocati Girolamo Coffari e Maria Tardino per conto dei genitori della minore. «È un verdetto che fa giustizia», ha detto l’avv. Coffari. È stata una lunga battaglia giudiziaria che, come succede in queste drammatiche vicende, si chiuderà in Cassazione, dove i difensori di Rigon e Peruzzo dello studio Rando di Schio sperano di ribaltare il pesante verdetto d’appello. Secondo i giudicanti la baby sitter avrebbe avuto non solo un ruolo di copertura a sostegno delle malefatte sessuali del marito, ma lei stessa avrebbe avuto un ruolo attivo negli abusi Le pene diventeranno esecutive solo se saranno confermate in Cassazione a Roma. In quel caso i coniugi, che beneficiano di 3 anni di indulto perché i fatti sono del 2001, entreranno in carcere.

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Film consigliati dal blog di MammaDolce

Il Giustiziere degli Angeli

Anima Nera

Enrico Russo è un amministratore di condomini, all’apparenza distinto e rispettabile, ma ha un lato oscuro terribile: è un pedofilo. Adesca bambini, li violenta e li massacra. Da tempo sulle sue tracce ci sono una psichiatra, la dottoressa Polito, e il commissario Masciandaro. Un giorno Enrico incontra Andrea, un bambino di 7 anni, che fa scattare in lui qualcosa di nuovo. Vorrebbe essere per lui il padre che non ha mai avuto e cercare di recuperare la purezza che gli è stata negata quando era piccolo. Ma la sua devianza riemerge. E per un puro caso gli investigatori riescono a trovare una traccia che li porterà sulla giusta strada…ma riusciranno ad arrivare in tempo e a salvare l’ultima vittima?

USCITA CINEMA: 29/08/2008

REGIA: Raffaele Verzillo

SCENEGGIATURA: Raffaele Verzillo, Pier Francesco Corona

ATTORI: Antonio Friello, Giada Desideri, Luca Ward, Domenico Fortunato, Eljana Nikolova Popova, Enzo Castaldo, Ettore Belmondo, Nela Lucic, Marco Simeoli, Bruno Governale, Luigi Santoro, Elisabetta Cavallotti, Luis Molteni, Valerio Santoro, Loredana Giordano


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Pedofilia: confessa e resta in carcere l’arbitro varesino.

Il Giustiziere degli Angeli


Pedofilia, l’arbitro resta in carcere – “Sì, ho incontrato quel ragazzino”

VARESE E’ comparso davanti al gip di Varese Cristina Marzagalli il settantenne varesino accusato di aver abusato sessualmente di almeno quattro minorenni. Un uomo con un piano per l’accusa: prometteva “diventerai una star”, in cambio di favori sessuali da ragazzini.

In sede di udienza di convalida l’uomo, che in gioventù allenava ragazzi del settore giovanile di squadre calcistiche della zona e che prima dell’arresto militava come arbitro, ha parlato per oltre un’ora. Ammettendo uno soltanto dei quattro episodi contestatigli del pm varesino Massimo Barlado. Il fatto risale all’8 giugno 2010 quando il settantenne, denunciato dalla cognata, era già sotto inchiesta. L’episodio, del resto, non avrebbe potuto smentirlo: la squadra mobile di Varese ha registrato con intercettazione ambientale il fatto documentandolo al di là di ogni ragionevole dubbio. L’arbitro, però, precisa che quella fu l’unica volta; con lui un quindicenne, e si limitò a palpeggiamenti. Mai l’anziano, nel corso dell’inchiesta, avrebbe consumato un rapporto completo con una delle vittime. Gli altri episodi contestati il settantenne li ha negati con fervore: fu solo quella volta, l’8 giugno scorso, e con un quindicenne curioso.

L’anziano avrebbe fornito spiegazioni anche su quella telefonata intercettata dalla cognata. Quella conversazione dai toni assolutamente intimi con un ragazzino che ha spinto la familiare a denunciarlo come pedofilo. L’uomo avrebbe asserito davanti al gip che quella volta era al telefono sempre con lo stesso quindicenne con il quale la mobile l’ha intercettato in auto l’8 giugno scorso.

In ogni caso, trattandosi di un minore, le cose cambiano poco. La procura sta ora vagliando il modus operandi del settantenne. Da sempre l’uomo avrebbe bazzicato l’ambiente del calcio giovanile, mettendo a punto nel tempo una strategia efficace per agire. Ai ragazzini prometteva “un provino in una squadra importante”. “Ti porto a Milanello”, diceva al ragazzino con il quale era al telefono quando la cognata l’ha denunciato dopo aver sentito chiare offerte sessuali in cambio “del provino”. Questo era il piano: l’uomo lusingava il ragazzino di turno come se si trattasse di un ragazzo di vita alla Pasolini. Millantava di avere conoscenze “in alto” in ambito calcistico, prometteva “provini con i grandi club”, “Ti faccio giocare in una grande squadra”, garantiva ai ragazzini.

Poi, dopo averne conquistato la fiducia con lusinghe da serie A, li incuriosiva. Ai minorenni chiedeva se avevano mai avuto esperienze sessuali, mostrava loro filmati hot, fumetti hard, riviste per adulti. Chiedeva gusti e fantasie sino a giungere alla richiesta di sesso. Tutto in fiducia, tutto in famiglia, tutto sognando una serie A, dove forse gli abusati avrebbero finalmente trovato delle Veline invece di un settantenne molto espansivo. Al termine dell’interrogatorio il difensore ha chiesto la scarcerazione o, in subordine, gli arresti domiciliari per l’anziano. La procura potrebbe esprimere parere negativo al fatto. Simona Carnaghi

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Pedofilia: arrestato arbitro di calcio giovanile. Adescava i bambini con promesse…

Il Giustiziere degli Angeli

Si, appunto… e poi mi dicono che sono una madre esagerata! Col freddo pungente, col caldo soffocante o agli allenamenti o alle partitelle all’oratorio IO NON MI SCHIODO: sono una madre partecipativa che ama il pallone!!

Queste persone di merda che adescano i bambini sono ovunque!!!

Varese, adescava minori. Arbitro di calcio in carcere.

VARESE Avrebbe adescato alcuni minorenni con la promessa di provini per importanti squadre di calcio, costringendoli poi a subire violenze sessuali. Per questo un uomo di 70 anni, arbitro amatoriale di squadre giovanili per il Csi, è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Varese con l’accusa di abusi sessuali aggravati ai danni di minori.

Le indagini sono partite dalla denuncia della cognata, che casualmente ha ascoltato una conversazione al telefono con un ragazzino di 15 anni, durante la quale il presunto pedofilo, fra espliciti riferimenti sessuali, prometteva un provino a Milanello.

Gli agenti di polizia hanno documentato così il successivo incontro e, intercettando le telefonate, hanno ricostruito la tecnica che l’uomo usava per adescare i ragazzi. L’arbitro, approfittando della sua attività, sceglieva le vittime negli ambienti del calcio giovanile, avvicinando i minorenni più suggestionabili. Avrebbe abusato almeno di quattro minorenni e di un ragazzo ora maggiorenne ma che, al momento degli episodi, aveva appena 10 anni. Le vittime hanno raccontato di essere state avvicinate dall’uomo, che prometteva di realizzare il loro sogno di giocare in una grossa squadra, e di essere state costrette a subire rapporti sessuali e a guardare materiale pornografico.

Il tutto nell’auto dell’indagato o in luoghi appartati in zona luna park o stazioni. Il settantenne ora si trova in carcere.

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Condannato per pedofilia: Alessandro Riva lavora ancora nell’arte?? e c’è chi risponde “fatti i cazzi tuoi!”.

Il Giustiziere degli Angeli

Per queste puntuali e precise notizie su Alessandro Riva devo qui pubblicamente ringraziare il mio lettore Leo: grazie, grazie, grazie e grazie. Poichè non tutti leggono i commenti lasciati su questo blog, mi affretto a scrivere quanto ci resoconta Leo di modo che a tutti sia visibile lo scandalo che si stà perpetrando. Alessandro Riva è stato condannato a novembre-2008 a 9 anni di reclusione poi ridotti in appello a 6 anni ad ottobre-2009 per abusi sessuali su cinque bambine di dieci anni amichette della figlioletta. Poco tempo addietro si riparlava di lui in quest’altro articolo in quanto organizzatore di una mostra d’arte contemporanea a Milano. Ma il nostro amico Leo ci rendeva noto che lo stesso Riva sarebbe stato giudice per un’altra mostra d’arte presso il Comune di Cento (Ferrara) e ci invitava così a scrivere il nostro sdegno al comune stesso:

E’ confermato: l’11 luglio si inaugurerà una mostra curata dal pedofilo Riva a Cento di Ferrara. Mandiamo email di protesta al sindaco Flavio Tuzet (sindaco@comune.cento.fe.it) ed alla giunta (giunta@comune.cento.fe.it) urlando il nostro sdegno!


Evidentemente le mail sono giunte a destinazione e, riferisce Leo, il Comune di Cento ha detto di non aver niente a che fare col soggetto Alessandro Riva. Ma l’assessore alla cultura del comune di Cento, Daniele Biancardi, evidentemente non ha gradito e si è espresso via mail a Leo scrivendogli

FATTI I CAZZI TUOI

E’ evidente che questo tipo di “cultura” non và a braccetto con l’intelligenza, la buona educazione e, quanto scrive Leo, ha sempre più il sapore di una sacrosanta verità: Dobbiamo continuare uniti e determinati a denunciare qualunque situazione tipo quella oggetto di questi ultimi post: il silenzio alimenta l’omertà e il perverso sistema d’interessi, collusioni, coperture e quant’altro che protegge ed anzi rafforza criminali conclamati! Rispondo e volentieri anche io alla mail dichiarando: date spazio a persone integerrime nelle mostre d’arte e vedrete che noi ci faremo i cazzi nostri. NOI siamo sempre dalla parte delle vittime di certa feccia umana. Grazie!!

leo74 PERMALINK

26 giugno 2010 2:39 pm

Com’era auspicabile il Comune di Cento ha provveduto a diramare una comunicazione con la quale asserisce di non avere nulla a che fare col soggetto indicato. Peccato che precedentemente sia stato diramato un bollettino stampa nel quale lo si indicava chiaramente, vedasi questa segnalazione: LEGGI QUI

In compenso ho ricevuto oggi una sintetica email dall’assessore alla Cultura del Comune di Cento, tal Daniele Biancardi (biancardi.d@comune.cento.fe.it), che letteralmente recita: “Fatti i cazzi tuoi”. Email che ho immediatamente provveduto ad inviare, completa di report che ne certifica la provenienza, la data e l’ora dell’invio, a chi di dovere.

Questa sintetica email, più stupida e inopportuna che volgare o maleducata, sta a rappresentare che evidentemente le nostre proteste al Sindaco di Cento ed alla sua Giunta, formata evidentemente anche da persone dotate di buon senso e morale, ha infastidito e rotto le uova nel paniere di qualcuno che pensava, nel silenzio più totale e mosso certamente da interessi che vanno oltre l’arte e la Cultura, di riuscire a far finta di nulla davanti ad un pedofilo condannato.

Dobbiamo continuare uniti e determinati a denunciare qualunque situazione tipo quella oggetto di questi ultimi post: il silenzio alimenta l’omertà e il perverso sistema d’interessi, collusioni, coperture e quant’altro che protegge ed anzi rafforza criminali conclamati.


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Estelle Mouzin scomparsa a 9 anni nel 2003 – il mostro di Marcinelle nell’indagine.

Il Giustiziere degli Angeli

Archivio Articoli su ESTELLE

Estelle Mouzin è scomparsa nel 2003 in Francia, a Guermantes, mentre faceva ritorno da scuola. Pochi giorni prima della sua sparizione un suo compagno di scuola fu vittima di un tentativo di rapimento da parte di una persona con gli occhiali e i capelli grigi  al volante di un furgone bianco. Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann, trova dei particolari nei reperti sequestrati a casa di Michele Fourniret, il mostro di Marcinelle. E questi reperti portano alla scomparsa di Estelle Mouzin! Sono dei lacci bianchi e dei guanti neri (lei indossava degli scarponi con lacci doppi bianchi al momento della scomparsa e dei guanti neri!).  Questa non è la prima volta che l’ombra di Fourniret aleggia sulla cartella Mouzin Estelle. Anche alcune immagini di notiziari televisivi  relativi al caso e foto della ragazza erano state trovate sul portatile di Fourniret. Ma quest’ultimo ha protestato la sua innocenza.  Ha anche un alibi per il giorno del 9 gennaio 2003. Ha detto che quel giorno telefonò a un parente stretto dalla sua casa in Belgio. Una telefonata quel giorno ci fù effettivamente ma è impossibile dimostrare che Fourniret era in effetti al ricevitore.


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Estelle Mouzin: un’altra vittima di Fourniret? Bambini scomparsi ed indagini fantasma!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono tanti bambini che scompaiono nel mondo e tantissimi non vengono più ritrovati. A volte si scopre che, dietro la scomparsa, c’è un singolo individuo che ne abusa e ne decreta la morte. A volte si è scoperto che dal momento del rapimento sono stati segregati per decenni per essere usati come giocattoli da adulti deviati. Spesso questi bambini vengono rapiti e venduti per il fiorente mercato milionario della pedopornografia fino a quando, ormai non più utilizzabili, vengono gettati via come spazzatura.

Proprio in questi giorni si è riaperto il caso di Ottavia De Luise, bambina scomparsa a Montemurro di Potenza il 12 maggio 1975, grazie all’interessamento di Gildo Claps, fratello di Elisa ritrovata dopo 17anni uccisa e sepolta nella chiesa della SS Trinità di Potenza. Nel caso di Ottavia ha fatto ribollire il sangue a molti la relazione delle indagini sulla sua scomparsa (indagini fatte su un metro quadro mi vien da dire): la bambina (12anni al momento della scomparsa) si concedeva con favori sessuali ad anziani del luogo per piccole some di denaro. E le indagini, nonostante le segnalazioni, non andarono avanti come se quella relazione basata sui chiacchiericci del paese che bollava una bambina come “prostituta” fosse una sentenza del “chissenefrega che fine ha fatto”. Ma, una mano conosciuta, ha scritto due anni fa una lettera alla famiglia di Ottavia: è stata violentata, uccisa e sepolta in “quella cascina” da quell’uomo! Ora sono stati ritrovati, proprio lì, dei resti in un pozzo e bisognerà accertare se sono quelli della piccola Ottavia.

E questo grazie al contributo dato dalla famiglia di Elisa Claps e di “Chi l’ha Visto?” (LINK CASO ELISA).

Dietro queste scomparse ci sono genitori, fratelli, zii e nonni che non si danno pace, che convivono con un dolore che nemmeno lontanamente noi possiamo sfiorare. Rimanere nell’oblio del non sapere credo sia la cosa più orribile possa capitare ad un familiare di uno scomparso: che sia vivo o morto l’importante è averne certezza! A volte accade quello che io definisco un miracolo! A volte si incontrano persone capaci ed umanamente vicine che si prendono carico di far riaprire le indagini alla ricerca della verità ed è in ciò che è stato trascurato che forse si trova il filo che conduce alla soluzione.

Questo stà accadendo in Francia dove il 9 gennaio del 2003, a ritorno da scuola a Guermantes, scomparve una bambina di 9 anni: Estelle Mouzin (LINK CASO ESTELLE). Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann viene così definita dalla stampa francese: datele qualsiasi procedura che “vegeta” nell’ufficio di un giudice istruttore sopraffatto dal lavoro e lei troverà un particolare, qualcosa di trascurato che potrebbe portare alla soluzione del caso. Solo lei può rintracciarlo, lei “un segugio giudiziario”!

Proprio questa donna sembra abbia trovato un dettaglio importantissimo per la soluzione del giallo della scomparsa di Estelle! Tra le cose sequestrate a casa del mostro di Marcinelle, Michel Fourniret (LINK ARTICOLO), pare ci sia un accessorio appartenuto alla bambina. Dopo sette anni c’è una pista da seguire. Conosciamo tutti l’orrenda pagina scritta da Fourniret e sua moglie che rapivano bambine, le abusavano e le uccidevano. Ma pare anche che lavorassero su commissione di altri che li pagavano per procurargli bambine indicando l’età e altri dettagli preferiti.

Che dietro la scomparsa di minori ci sia il singolo e/o l’organizzazione non importa! E’ necessario indagare sin nei minimi dettagli per arrivare alla verità ed attivare soluzioni immediate affinchè questo non accada mai.

Ogni bambino scomparso, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro.


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Famiglia di pedofili abusa degli stessi loro figli/nipoti. Bancario pedofilo arrestato in Thailandia.

Il Giustiziere degli Angeli

Il primo caso è lontano da noi. Accade in Kansas ma tutti i chilometri che lo separano dall’Italia non diminuiscono il dolore che si prova davanti a storie di bambini abusati dai pedofili.

pedofili_kansascity

LINK Articolo

 

I cinque uomini che vedete in foto si chiamano Jared Leroy Mohler, David A. Mohler, Burrell Edward Mohler Sr., Burrell Edward Mohler Jr. e Roland Neil Mohler, hanno rispettivamente 48, 52, 77, 53 e 47 anni e come potete facilmente intuire sono tutti parenti: quello al centro è il padre e gli altri sono i suoi figli.

I cinque sono stati arrestati in queste ore con l’accusa di aver violentato per anni sei bambini, figli e nipoti, coinvolgendoli in una serie di atroci rituali, da finti matrimoni tra loro a sodomia violenta – è questa una delle accuse – arrivando a far abortire una di loro all’età di appena 11 anni.

Tre di loro erano anche pastori laici della chiesa della “Community of Christ“, nelle campagne poco distanti da Kansas City.

Gli investigatori, che al momento stanno setacciando l’area alla ricerca di possibili cadaveri, sono convinti che le vittime degli abusi siano molte di più di quelle fin’ora trovate e a questo proposito hanno chiesto l’aiuto dell’intera comunità.

I cinque arrestati si trovano nel carcere della contea di Lafayette e il giudice ha stabilito per loro una cauzione che va dai 30mila ai 75mila dollari.

Al momento non sono stati rivelati i dettagli delle indagini che hanno portato all’arresto. Ne sapremo di più nei prossimi giorni.

L’altra storia riguarda invece un cittadino svizzero, un bancario, arrestato in Thailandia per pedofilia.

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Bancario pedofilo arrestato in Thailandia, parla un conoscente.

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Il racconto di un conoscente rivela alcuni inquietanti dettagli: “Dopo la pensione voleva trasferirsi definitivamente in Thailandia. Oggi, purtroppo, sappiamo che dietro a questo suo sogno c’era ben altro“.

ZUGO – “Diceva sempre che il suo sogno era quello di trasferirsi definitivamente in Thailandia, dopo aver raggiunto la pensione. Mai avremmo intuito che dietro le sue parole si nascondesse una simile verità. Sono sconcertato“. A parlare è un conoscente del bancario di Zurigo arrestato ieri e accusato di pesanti atti di pedofilia in Thailandia. L’uomo, un personaggio distinto, sulla cinquantina, stando ad alcune fonti, sarebbe stato licenziato da UBS, causa riduzioni del personale, circa un mese fa. “Ha un dottorato in filosofia – riprende il conoscente -è un uomo colto. Parlava sempre di letteratura, di arte e di teatro… E poi era un estroso. Si vestiva in modo stravagante. Era un originale, un uomo stranissimo”. I suoi viaggi erano cosa nota a colleghi e amici. “Sì – conferma il nostro interlocutore -. Si sapeva che aveva la passione per l’Asia. Non sapevamo, però, che avesse purtroppo, anche quella per i bambini“.

L’arresto è avvenuto ieri alle 16.30 ora locale, in Svizzera erano circa le 10.30. La notizia del suo arresto è stata confermata a Berna dall’Ufficio federale di polizia, che non ha però voluto rivelare altri particolari della vicenda. Si tratta di un operatore di banca 55enne candidatosi due volte senza successo per il Gran Consiglio di Zugo.

La polizia di Phuket aveva notato che l’interessato riceveva costantemente ospiti nella sua camera di albergo, ragazzi fra i 10 e i 15 anni. Le forze dell’ordine lo hanno tenuto sotto controllo per un mese: una volta accumulate prove sufficienti gli agenti sono poi passati all’azione. Le manette sono scattate ieri alle 16.30 ora locale. Le vittime del pedofilo sarebbero – secondo il quotidiano Blick che ha riferito oggi della vicenda – circa una dozzina.



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Pedofilia – Docenti, educatori, maestri. Insegnanti che non hanno imparato che i bambini non si toccano.

Il Giustiziere degli Angeli

La cronaca che riguarda bambini abusati da adulti sconvolge tutti ma pare durare solo l’attimo in cui si ha tempo per leggere il giornale. Cosa si stà facendo per proteggere i nostri Angeli? Poco o niente. Le leggi si inaspriscono ma non credo che basti. Bisogna essere certi, certissimi, che le persone che insegnano nelle scuole, che professano le religioni, che hanno a che fare con gruppi di piccoli siano persone sane che mai e poi mai abbiano delle pulsioni di questo orribile genere verso i bambini. Io non sò come ma sò che non basta fare quei ridicoli test (nelle scuole) dove si domanda: farebbe mai del male ad un bambino? non possiamo pensare che una maestra o maestro possa rispondere che “si, farei del male ad un bambino e ne abuserei in ogni modo!”. Svegliaaaa

TGCOM – Pedofilia, arrestato un educatore – A capo centri giovanili Padova e Trento.Il responsabile di una struttura di accoglienza per minori in difficoltà, da lui gestita nel Padovano fino al 2007, è stato arrestato dai carabinieri di Padova con l’accusa di aver abusato sessualmente per almeno 4 volte di giovanissimi ospiti. Giovanni Piovan, 36 anni, nel frattempo aveva avviato una nuova struttura a Transacqua (Trento), nella valle del Primiero. L’indagine è partita dalle denunce di alcuni ex ospiti dei centri.

Pedofilia: condannato don Turturro – Ex parroco di Borgo Vecchio a Palermo accusato da due 14enni

(ANSA) – PALERMO, 17 LUG – Don Turturro, ex parroco del quartiere Borgo Vecchio di Palermo, accusato di abusi sessuali da due 14enni, e’ stato condannato a 6 anni. Il sacerdote, noto per le sue battaglie antimafia, dovra’ anche risarcire 50mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva alle vittime, costituitesi parti civili. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna del sacerdote a nove anni.

Corriere di Viterbo – E’ un professore universitario viterbese, ora cinquantenne. Un fisico, che insegna in una università del centro Italia. Finito sott’inhchiesta, per abusi sessuali su minori, è stato destinatario, da parte della Procura, di una richiesta di rinvio a giudizio, con tanto di fissazione dell’udienza preliminare. Quattro le bambine, dell’età media di dieci anni, che, secondo la versione accusatoria, sarebbero state destinatarie delle sue attenzioni. Bambine interrogate, ovviamente, con tutti i filtri che si rendono necessari in questi casi. La perizia che, delle bambine, avrebbe dovuto giudicare l’attendibilità, è stata positiva. il racconto delle piccole, è stato detto, è credibile. L’uomo, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto, delle piccole, oggetto di interesse sessuale quando queste, in epoche e circostanze diverse, erano ospiti della sua casa a Viterbo, essendo amiche e coetanee della figlioletta. Figlioletta che – va sottolineato – non è coinvolta in questa storia. L’uomo, in varie occasioni, avrebbe commesso, sulle piccole, atti a sfondo sessuale, tali da non concretare una violenza fisica ma, secondo l’accusa, sessuale. L’inchiesta, per la sua delicatezza, è stata sempre condotta in segreto, con particolari garanzie per evitare l’identificazione delle minori. Ad assistere il professore, uno studio legale romano. Delle quattro bambine, una sola, tramite l’avvocato Massimo Pistilli, è parte civile. Le altre, invece, non hanno ritenuto di entrare come parti civili nel processo. Una prima udienza preliminare, a quanto si è appreso, è stata rinviata: se ne riparlerà in autunno. Il professore, come detto, è viterbese, ma non insegna in città. Contro l’uomo, nonostante la pesantezza delle accuse, si è proceduto a piede libero. Nessuna misura cautelare, dunque, è stata adottata nei suoi confronti. L’uomo, adesso, dovrà cercare di dimostrare la sua innocenza e l’infondatezza delle accuse. Contro di lui, il racconto, che sarebbe sostanzialmente convergente e sovrapponibile, delle quattro bambine.

AGI) – Palermo, 22 lug. – Condanne a 10 anni e 8 mesi e a 6 anni di carcere per un uomo e una donna arrestati a Palermo nel dicembre scorso dalla polizia per una squallida storia di abusi su due fratelli che all’epoca dei fatti, un paio di anni fa, erano minori di 10 anni. In carcere, in seguito alla decisione del Tribunale, sono finiti un 68enne, nonno materno delle vittime, e una 23enne, sorella del convivente della madre dei piccoli. Devono rispondere di violenza sessuale. Le indagini erano state condotte dai poliziotti della sezione Reati in danno di minori e sessuali della Squadra mobile. Lo scorso dicembre era stato arrestato l’uomo, nonno delle vittime, e la donna, rintracciata alla stazione ferroviaria di Sant’Agata di Militello, in fuga su un treno per il nord-Italia. L’indagine e’ partita dalla segnalazione delle condizioni di estremo degrado in cui versava il nucleo familiare, composto, oltre che dai due minori, dalla madre, dal suo convivente, dalla sorella di quest’ultimo, finita in carcere, e dal nonno materno. I poliziotti avevano accertato che i ragazzini non frequentavano la scuola. Il Tribunale aveva cosi’ disposto il ricovero dei minori in comunita’ dove erano emersi i segni di disagio e la grave pressione psicologica che i parenti, dall’esterno continuavano ad esercitare su di loro. Nel corso delle audizioni, dinanzi al consulente tecnico della procura, i minori avevano descritto le violenze subite, alle quali si erano come assuefatti, e il loro impiego per furti nelle bancarelle dei mercati rionali.


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Pedofilia: 12enne abusato nel centro di Napoli

Il Giustiziere degli Angeli

Vaffa blog. Lo chiamerei così questo mio. Vaffa ai pedofili, vaffa a chi li protegge, vaffa alle leggi che poco fanno, vaffa al loro partito, vaffa al mondo che usa ed abusa dei bambini… insomma VAFFA!

PEDOFILIA: VIOLENZA SU RAGAZZINO 12 ANNI IN CENTRO A NAPOLI

NAPOLI – Tra gli altri bambini ricoverati come lui all’ospedale Santobono di Napoli oggi gioca e scherza come nulla fosse ma D., 12 anni, difficilmente dimenticherà la barbarie alla quale è andato incontro ieri sera: picchiato e violentato in un vicolo buio di Napoli, nessuno nei paraggi a raccogliere la sua richiesta di aiuto. Ora la squadra mobile dà la caccia ad un uomo, probabilmente un italiano, tra i 40 e i 50 anni, capelli e barba brizzolati, descritto dalla piccola vittima come “alto e sporco”.

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Pedofilia: condannati per le violenze su una delle sorelline di Amandola.

Il Giustiziere degli Angeli

Violenza su una delle sorelline di Amandola: condannati tre indiani.
Tre dei sette indiani accusati di aver abusato sessualmente e ripetutamente di una delle tre sorelline residenti ad Amandola e di induzione alla prostituzione, sono stati condannati dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ascoli, Alessandra Panichi
Amandola (Fermo), 10 ottobre 2008 – Tre dei sette indiani accusati di aver abusato sessualmente e ripetutamente di una delle tre sorelline residenti ad Amandola e di induzione alla prostituzione, sono stati condannati dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ascoli, Alessandra Panichi. La sentenza è arrivata nel pomeriggio di ieri ed ha accolto le richieste avanzate dal pubblico ministero, Umberto Monti, nella sua requisitoria. Assititi dall’avvocato Andrea Albanesi, K.S. e J.S. sono stati condannati rispettivamente a cinque anni e due mesi di reclusione e quattro anni e quattro mesi. Quattro anni e otto mesi, invece, per G.S., assistito dall’avvocato Rosalinda Paolini. “Pur trattandosi di una violenza sessuale di gruppo su minori aggravata – ha spiegato l’avvocato Albanesi – è stata valutata l’attendibilità della bambina con altri elementi che hanno permesso di ricostruire i fatti”. Gli imputati, tutti presenti in aula, sono stati condannati anche a risarcire le parti civili costituite: la ragazza e il padre. Quella esplosa ad Amandola è una vicenda molto delicata e complessa, che con le tre condanne di ieri ha vissuto un altro momento decisivo. Gli arresti scattarono nell’estate di un anno fa, in seguito ad una serie di indagini condotte dai carabinieri che portarono alla scoperta di un vero e proprio giro di pedofilia. Saranno definite tra un paio di settimane, invece, le posizione di altri indiani finiti nel mirino della giustizia.

Emanuela Astolfi – Il Resto del Carlino


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Pedofilia: a Londra il maggiordomo di Elisabetta II, a Bari il maestro di musica.

Il Giustiziere degli Angeli

1) GB: EX MAGGIORDOMO ELISABETTA II AMMETTE ABUSI A MINORI

2) Puglia/ Bari, abusi sessuali su minori: arrestato maestro musica

No alla pedofilia

No alla pedofilia

 

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Pedofilia: condannati dopo 15 anni gli orchi di tre fratellini. FNC

Il Giustiziere degli Angeli

FNC – STN – MRD (uso il linguaggio dei giovani!). Sempre pochi però gli anni di carcere per certe bestie e basta con questo schifo del patteggiamento: ai genitori andava il carcere a vitaaaaaaaaaaaaaaaaa.

Condannati dopo gli abusi su tre fratellini
Quindici anni. Tanto c’è voluto per mettere la parola fine su un caso di pedofilia che all’inizio degli anni Novanta aveva sconvolto il comprensorio ceramico. Oltre dieci anni per cercare di ridare alle vittime di quegli orrori un pizzico di serenità che potrà consentire loro di ricominciare da capo. In carcere sono finiti due uomini accusati di «reati sessuali in danno di minori». Venerdì mattina, la Mobile, insieme ai carabinieri di Castelnovo Monti, ha così eseguito l’ordine di carcerazione a carico dei due «orchi». Inutile il tentativo di fuga di uno dei due pedofili.
In carcere sono finiti Enrico Valestri, 73 anni e William Vivi 41 anni.
Per entrambi la procura generale della Corte d’Appello di Bologna ha emesso un provvedimento di carcerazione scrivendo la parola fine a una storia dolorosa. La Corte di Cassazione ha quindi comminato ai due «orchi» rispettivamente sette e dieci anni di reclusione.
LE INDAGINI. I fatti risalgono all’inizio degli anni Novanta quando tre ragazzini – due maschietti e una bambina, tutti al di sotto dei 14 anni – erano stati «venduti» dai rispettivi genitori a un gruppo di pedofili, tre dei quali avevano un rapporto di amicizia con il padre dei bimbi. A Casalgrande, nella casa di William Vivi – che allora viveva insieme all’anziana madre – i ragazzini avevano subito violenze sessuali per almeno tre anni, dal 1993 al 1996. L’accordo per poter abusare di quei ragazzini era molto semplice: i genitori, per spingere i loro figli a prostituirsi, ricevevano in cambio denaro. Necessario per continuare a dare sfogo alle loro abitudini, in particolare per avere le risorse da «investire» nell’alcol.
LA DENUNCIA. A scoprire quello che stavano vivendo quei tre fratellini erano stati prima i genitori affidatari – perché nel frattempo i ragazzini erano stati «tolti» ai rispettivi genitori a causa dei continui maltrattamenti – poi gli assistenti sociali del Comune di Casalgrande che avevano intuito che c’era qualcosa di strano negli atteggiamenti di quei tre bambini.
LA RINASCITA. Da quegli orrori vissuti nel silenzio e nel dolore, sono passati quindici anni e ora i tre ragazzi che avevano vissuto quell’inferno, dopo aver passato diversi anni in un istituto protetto, hanno ripreso in mano la loro vita. C’è chi ha proseguito gli studi, chi ha iniziato a lavorare, ma tutti, soprattutto dopo la certezza che i loro aguzzini sono finiti in carcere, stanno cercando di ricominciare.
LA SVOLTA. A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore Giampiero Nascimbeni che fin dall’inizio di questa vicenda aveva descritto la realtà in cui vivevano i tre ragazzini come «ai margini della civiltà».
Durante le indagini nei guai erano finiti anche i genitori dei tre ragazzini che avevano però patteggiato la loro pena: 5 anni al padre e 2 alla madre.
Nelle maglie degli investigatori era finita anche una terza persona, condannata in primo grado ad otto anni di reclusione, ma per i giudici è stato impossibile giudicarla perché morta in un incidente stradale».
(28 settembre 2008)

La Gazzetta di Reggio


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Pedofilia e chiesa: ancora orribili abusi sessuali su minori in Australia

Il Giustiziere degli Angeli

Ancora una volta dalla terra dei canguri si deve riportare notizia di abusi sessuali ai danni di minori  in una scuola cattolica. Il tutto sul caso lo riprendo dal sito http://laici.forumcommunity.net

Canguro

Canguro

 

Australia, altri due arresti nella scuola Cattolica di Bathurst

BATHURST: Secondo quanto reso noto dalla polizia, un confratello Cattolico di 66 anni e un ex insegnante di 63, sarebbero stati arrestati questa mattina a seguito di un’indagine su un presunto circolo di pedofili scoperto nella scuola Cattolica maschile di Bathurst.

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Pedofilia: lo scandaloso e schifoso manuale online dei pedofili.

Il Giustiziere degli Angeli

Non sembra esistere fine allo schifo della pedofilia on-line. Non è possibile che non si riescano a beccare quelle dita che scrivono certe nefandezze per tagliarle una ad una. Non è possibile che non si riesca a fermare questa guerra contro i nostri figli.

Pedofilia/ Online la guida per fare sesso con i bambini. La denuncia choc di Meter
Venerdí 05.09.2008 13:41 Affari Italiani
Un nuovo sito per la promozione della pedofilia è spuntato in Rete, con tanto di sezione dedicata alle Faq (le domande frequenti) in cui si spiegano le regole per fare sesso con i bambini. La denuncia parte dall’associazione Meter, guidata da Don Fortunato Di Noto, che da anni lotta per contrastare la pedofilia.

Il portale, spiegano da Meter, è ordinato e diviso in sezioni plurilingue e parte con una premessa generale: mancando una “terminologia che identifichi entrambe le parti in una relazione adulto-minore”, i pedofili “hanno iniziato a usare il termine amaros per riferirsi all’attrazione tra i partner di una relazione adulto-minore e amarso per riferirsi a entrambi gli individui che costituiscono questa relazione”.

Che cosa significano i due acronimi? “Amaros- spiega il portale- sta per Attraction between minors and adults that is romantic or sexual (Attrazione tra minori e adulti che sia romantica o sessuale), mentre Amarso sta per Adult or minor attracted romantically or sexually to the other (Adulto o minore attratto romanticamente o sessualmente dall’altro)”.

E c’è anche un logo formato da due triangoli blu e rosa, a indicare maschio e femmina “per indicare- spiega il sito- l’unità di scopi tra uomini, donne, ragazzi e ragazze coinvolti nella lotta per l’accettazione degli amarsi”. Ma la parte più sconcertante del sito sono le Faq (le famose Frequently asked questions, domande frequenti), per scoprire e ottenere consigli sulle relazioni con i bambini.Un esempio? Se volete fare sesso con una bambina, dice il portale, “ci sono molti rischi per le bambine che iniziano a fare sesso prima che arrivino alla puberta’”. Molti di carattere “fisico”. Tant’e’ che ci sono consigli su come utilizzare il sesso orale come via “alternativa”.

Dura la reazione di Don Fortunato Di Noto secondo cui “i pedofili non si fermano e quest’estate sono state moltissime le segnalazioni e denunce alla polizia postale. I pedofili- continua- per eludere i controlli cambiano la parola pedofilia e tutti i significati. Braccati si adeguano e vivono. Come al solito è tutto allocato in Olanda, ma con una nutrita sezione in italiano”, osserva. E’ un fenomeno inarrestabile- chiude- e siamo tutti responsabili di questo”.

 


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Pedofilia: la Caramella Buona ringrazia i blogger della rete!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo quest’oggi questa mail dall’Ufficio Stampa dell’associazione La Carmella Buona a seguire l’articolo qui pubblicato circa le minacce ricevute dal presidente Mirabile:

Buongiorno,

ci teniamo a ringraziarla di cuore per l’attenzione prestata al nostro comunicato stampa e l’impegno preso nel trasmetterlo verso più canali d’informazione.

In tantissimi ci hanno espresso solidarietà e a tal proposito abbiamo allestito una pagina di ringraziamento sul nostro sito citando anche il suo blog, sempre attento su argomenti che da oltre 11 anni La Caramella Buona si impegna a trattare. Spero sia cosa gradita!

Ed in allegato il link che riporta alla pagina di ringraziamento che potrete leggere cliccando qui: caramellabuona

Questa è stata la mia risposta: 

I miei ringraziamenti invece vanno a voi, a tutti voi della Caramella Buona. I bambini hanno bisogno dell’apporto di tutti e quanto noi blog possiamo sul web è pochissimo a confronto col vostro impegno. Siamo ancora poche voci a riportare queste notizie ma prego ogni giorno affinchè siano sempre di più: bisogna abbattere la vergogna, l’omertà, il silenzio acuto di grida innocenti per far sì che questi atroci crimini finiscano. Io sono con voi e, dove perdo qualche notizia, vi prego di farmela avere e sarò felice, SEMPRE, di dare una mano. A voi ed a Mirabile tutta la mia solidarietà e rispetto.
 


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Pedopornografia: in GB gestiva archivio di immagini per pedofili.

Il Giustiziere degli Angeli

Gran Bretagna: gestiva archivio di immagini pedopornografiche, condannato a 45 mesi di carcere
Sono 350 i sospetti pedofili scoperti dalla polizia ingleseAveva in casa quasi 250mila foto pedopornografiche quando è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere. Philip Thompson, inglese di 27 anni, è stato arrestato a seguito della più grande operazione contro la pedofilia sul web dalle autorità inglesi.

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Pedofilia: restano in carcere l’equadoregno ed il pescarese accusati di abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

VIOLENZE SUI MINORI – Pedofilia, dal Gip un doppio no! “Devono rimanere in cella”
Rimane in cercere N.L.B.J., il ventenne pedofilo arrestato a Gubbio con l’accusa di violenza sessuale su due cugine e una sorellastra di 7 e 11 anni. Stesso provvedimento anche per il pescarese di 42 anni, residente a Terni, accusato di abusi nei confronti della figlia di 8 anni che si sarebbero verificati sulla spiaggia di Città Sant’Angelo
Perugia, 19 agosto 2008 – Rimane in cella N.L.B.J., il pedofilo arrestato dalla polizia una settimana fa nell’Eugubino perché, come lui stesso ha ammesso, violentava le due cuginette di 7 e 11 anni e la sorella di 11 anni. Vuole vederci chiaro il gip Paolo Micheli, che a questo punto attende di acquisire la documentazione medica e la cartella clinica del carcere (compresi i referti specialistici) prima di concedere all’ecuadoregno di 21 anni gli arresti domiciliari nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Monteluce. Un provvedimento che il difensore del falegname, Ubaldo Minelli (nella foto), non ha esitato a definire “prudente e ben ponderato”.

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Pedofili belgi ordinarono il rapimento della piccola Maddie.

Il Giustiziere degli Angeli

La piccola Madeleine McCann è sparita il 3 maggio del 2007 mentre era in vacanza a Praia de Luz, nella regione di Algarve, in Portogallo. Il 21 luglio scorso La Procura Generale della Repubblica portoghese ha archiviato l’inchiesta e gli unici tre indagati – i genitori della bambina, Gerry e Kate McCann, e un britannico Robert Murat – sono stati prosciolti. Ieri, dalle carte dell’indagine, si apprende che in Olanda una commessa ha riferito di aver parlato in un negozio con una bambina (accompagnata da un uomo ed una donna) che le ha detto di chiamarsi Maddie e che era stata portata via dalle vacanze! Gli inquirenti non hanno valutato ne seguito questa pista e tantomeno hanno avvertito i genitori della piccola. Oggi una nuova sconcertante notizia!! Un informatore di Scotland Yard aveva raccontato agli investigatori britannici che una foto della bimba di tre anni fu scattata in Portogallo da una persona legata ad una banda di pedofili belgi, qualche giorno prima della scomparsa, e mostrata ad un “acquirente”. Maddie era adatta ed è stata rapita. Ma in che cavolo di mondo stiamo vivendo?? Ma come è possibile che in questa indagine siano stati trascurati degli elementi così importanti?? Riportate a casa questa bambinaaaaaaaaaaaaaaaaa

Maddie McCann

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