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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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ANCORA MINACCE AI MAGISTRATI DI ROMA E A LA CARAMELLA BUONA

ANCORA MINACCE AI MAGISTRATI DI ROMA E A LA CARAMELLA BUONA : INDAGA LA DIGOS PER IL DELIRANTE SOSTEGNO A FAVORE DI UN CONDANNATO PER PEDOFILIA

“Vogliamo avvisare tutti che faremo giustizia presto se Caramella Buona non rinuncia al ricorso contro Don Ruggero, unica vera vittima …”

Comincia così la nuova missiva, prontamente sequestrata dalla Digos reggiana, arrivata nei giorni scorsi a Roberto Mirabile, Presidente de La Caramella Buona Onlus associazione impegnata nella lotta alla pedofilia da oltre 14 anni; questa volta però i soliti ignoti hanno osato oltre lasciando la lettera e diverse copie direttamente nella cassetta postale dell’abitazione privata di Mirabile a Reggio Emilia e di altri residenti.

Questo vile gesto non è che l’ennesimo di una lunga serie: proiettili, telefonate, incursioni nella sede della Onlus, ora addirittura a casa. Il contenuto ripetute pesanti minacce di morte, anche al pubblico ministero romano Lombardo Scavo e a Roberto Mirabile e sostegno per i pedofili fino ad ora fatti condannare dall’Associazione, in particolare, una difesa insistente a favore di Ruggero Conti, ex parroco di Roma: nel processo conclusosi in primo appello il 3 marzo scorso con una condanna al carcere a 15 anni e 4 mesi, La Caramella Buona era stata riconosciuta parte civile e difensiva di due delle vittime tramite l’Avv. Nino Marazzita.

Termina così la missiva: “Vogliamo che il morto che cammina rinuncia al processo noi siamo molto vicini e non avremo più pietà. Da Roma a Legnano siamo uniti e forti per sostenere Don Ruggero. Giustizia divina colpirà i bastardi”.

“Mai questi vigliacchi erano arrivati fino a casa – la dichiarazione di Mirabile – quindi questa volta ho chiesto direttamente l’intervento del Questore, che si è attivato immediatamente con gli uomini del dirigente Digos dottor Di Cicco. Niente vittimismo, ma ora ritengo molto grave avvicinarsi a casa e addirittura coinvolgere i vicini”.

Anche noi de La Caramella Buona siamo uniti e forti ma sempre e solo al fianco delle vittime di pedofilia e violenza, dei magistrati e delle forze dell’ordine, la differenza? Noi continuiamo a farlo a viso aperto e soprattutto a testa alta, nelle strade, nei Tribunali e dove occorre verità e giustizia. La Caramella Buona siamo noi tutti, perché nessuno dalla mente sana e dalla coscienza pulita può schierarsi contro l’Infanzia, ad eccezione dei pedofili e dei loro complici.

Immediati i messaggi di solidarietà e soprattutto l’intervento della Questura, tra l’altro nella zona pare fossero istallate delle telecamere.



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Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


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Pedofilia / Don Ruggero Conti: vittime credibili. Le motivazioni della sentenza di condanna!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti (lo chiamiamo ancora Don solo per far capire di chi si tratta) è stato condannato a Roma a 15 anni e 4 mesi di reclusione per abusi sessuali su minori. QUESTO IL LINK CHE RIPORTA AD ARTICOLI SUL CASO.

Le motivazioni della sentenza di condanna parlano di una puntuale “sincera e sofferta” attendibilità dei ragazzi vittime del sacerdote e che non è stata dimostrata “nessuna tesi di complotto”.

Pedofila, Don Ruggero Conti per i giudici “vittime credibili”

Secondo il tribunale le accuse nei confronti del parroco sono fondate. A una ragazza disse: “Dormirai con me”. Il difensore di uno dei giovani: “Citeremo in giudizio Vaticano e diocesi. Chiederemo un risarcimento di 5 milioni di euro”

La chiesa a Selva Candida dove Don Conti è stato accusato di pedofilia da alcuni minori

La condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione inflitta a Don Ruggero Conti, il parroco romano accusato di violenza sessuale sui minori, si ”fonda sulla immediata, diretta, coerente, sincera e partecipata narrazione compiuta in dibattimento dalle vittime” che ha dato al tribunale la possibilità ”di valutare il loro atteggiamento emozionale, indicativo di una sincerità sofferta e partecipata, mostrato al suo cospetto”. E’ quanto scrivono nelle motivazioni della sentenza, giunta il 3 marzo scorso, i giudici della sesta sezione penale di Roma. L’uomo è accusato di aver abusato alcuni minori che frequentavano la parrocchia di Selva Candida in un periodo che va dal 1998 al 2008.

Il tribunale, presieduto da Francesca Russo, afferma inoltre che ”la tesi del complotto ordito dal vice parroco Don Brichetto e dai catechisti, con il coinvolgimento dei ragazzi ex frequentatori della parrocchia, è rimasta indimostrata: molte delle vittime e dei giovani parrocchiani hanno dichiarato addirittura di non conoscersi fra di loro e qualcuno di non ha neppure mai avuto contatti con don Brichetto”. Per i giudici ”piuttosto l’input alle indagini appare plausibile che possa essere stato soltanto occasionalmente originato da invidie e piccoli contrasti di potere interno (organizzativo e gestionale prima ancora che pastorale) via via maturati negli ambienti di quella parrocchia”. Nelle motivazioni, inoltre, si afferma che ”la personalità del Conti è stata abbondantemente delineata dai testi introdotti da accusa e difesa, giudicata compatibile, nei suoi tratti caratterizzanti, con la concreta, continuata, annosa ripetizione di quelle condotte nel lunghissimo lasso temporale coperto dalla compiuta istruttoria dibattimentale”.

 E ancora. Nelle motivazioni della sentenza i giudici fanno riferimento ai ”numerosi dvd che riprendono le vacanze estive in montagna organizzata da Ruggero Conti. Lui stesso, circondato dai giovani partecipanti ma anche da adulti, collaboratori e genitori, afferma scherzosamente di voler essere chiamato ‘imperatore’ perché ‘modestamente gli piace essere adultato”. Nella sentenza inoltre si sottolinea che ”a una ragazza alla quale deve essere inflitta una penitenza, al termine di un gioco di gruppo scherzosamente, don Conti dice ‘dice ‘mangerai e dormirai sempre con me”’. Per il tribunale ”il tratto che ne emerge è quello di una figura preminente per l’indiscusso ruolo spirituale rivestito all’interno della comunità, di una personalità seducente e affabile, accogliente e rassicurante, di un organizzatore inappuntabile in grado di richiamare, nella partecipazione alle attività comunitarie, tutti i parrocchiani, giovani e giovanissimi compresi, attraverso iniziative (come i pernottamenti nella privata abitazione e la visione collettiva dei film anche in ore serali) davvero inusuali per una tradizionale parrocchia romana”.

L’avvocato di una delle vittime. ”Citeremo in giudizio sia il Vaticano che la diocesi di Santa Rufina, che era a perfetta conoscenza dei fatti già dal 2006 e non ha fatto nulla. Siamo pronti a chiedere un risarcimento per i danni di 5 milioni di euro”. E’ quanto afferma l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di una vittima di abusi da parte di Don Ruggero Conti, commentando le motivazioni della sentenza con cui l’ex parroco è stato condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi di reclusione. Per il penalista dalla Chiesa ”sono arrivate solo belle parole. Di fronte a un prete che ha ripetutamente violentato minori di 14 anni, non ha fatto alcun gesto per chiedere scusa ai ragazzi e stargli vicino. Nel processo – ha concluso Gallo – sembravano loro alla sbarra, sembravano loro gli imputati: ora vogliamo giustizia”. 

(27 maggio 2011) LINK REPUBBLICA


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Pedofilia/Don Rugero Conti: nomi e cognomi su mancanze e responsabilità!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dalla “La Caramella Buona” una lettera aperta del Presidente Roberto Mirabile sul caso Don Ruggero Conti e ve la riporto integralmente!

PEDOFILIA/(DON) RUGGERO CONTI CONDANNATO: ROBERTO MIRABILE

” ECCO NOMI E COGNOMI SU MANCANZE E RESPONSABILITA'”

Con una lettera aperta Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus rende note gravi responsabilità sul caso.

Il processo penale a carico di don Ruggero Conti – chiamarlo ancora “don” mi viene naturale, quasi una forma di rispetto per l’abito immeritatamente indossato dal signor Conti – ha rappresentato un enorme impegno da parte dell’Associazione La Caramella Buona Onlus. Per circa due anni siamo stati costantemente presenti, anche per oltre nove ore consecutive, in quell’aula del Tribunale di Roma dove il 3 marzo scorso i Giudici hanno ridato dignità alle numerose vittime dell’ex parroco di Selva Candida. Continua a leggere


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Don Ruggero Conti: richiesti 18 anni di reclusione per abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

LEGGI QUI GLI ARTICOLI DI ARCHIVIO DEL BLOG


Pedofilia, il pm chiede 18 anni per don Ruggero Conti. Fu arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni.

Condannare a 18 anni di reclusione e a pagare una multa pari a 50mila euro don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni. Lo ha chiesto il pm Francesco Scavo ai giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale davanti ai quali si celebra il processo.

 

Violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile aggravate sono i reati contestati al sacerdote. Nel corso della requisitoria il pm ha sottolineato come, tenendo ferma la presunzione di innocenza, “ci troviamo di fronte a condotte che se vere sono di una gravità inaudita. Le condotte così come descritte nel capo di imputazione – ha detto – denotano una serialità, una spiccata propensione all’abuso e comportamenti compiuti con dolo”.

Una condotta, ha aggiunto, “insidiosa e insistente” e a chi sostiene che sia tutto un complotto il magistrato ha replicato: “Davvero dobbiamo pensare che persone così diverse tra loro abbiano messo insieme un tale disegno criminoso? Le dichiarazioni dei ragazzi sono precise e riferiscono di abusi compiuti con lo stesso modus. Esaminando i loro racconti dobbiamo ricordarci come si ragiona a dieci-dodici anni: in quei momenti un bambino ha paura e non sa cosa fare”.

La vicenda culminò il 30 giugno 2008 quando il sacerdote fu arrestato mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi. Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare, sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti.

Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione. Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione. Il processo, nel corso del quale molti parrocchiani hanno testimoniato a favore del sacerdote, è stato aggiornato al 7 febbraio per la prosecuzione della discussione.

“Da radicale non auguro a nessuno di finire nelle disumane carceri italiane” afferma Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che rappresenta la parte civile a nome del Comune nel processo che vede imputato il sacerdote.Credo, comunque, che nel processo siano emerse prove molto forti a carico di Don Ruggero. Il 7 febbraio preciseremo con l’avvocato Elisabetta Valeri le conclusioni a nome del Comune”. “Spero che in Vaticano – conclude – abbiano finalmente compreso che ostacolare la giustizia italiana, con un atteggiamento omertoso rispetto ai casi di pedofilia è un grave errore, non solo per le future vittime ma per la chiesa stessa”.

(01 febbraio 2011) LINK ARTICOLO REPUBBLICA.IT

 


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Pedofilia: Don Ruggero Conti nel centro di un complotto? Ci spieghi perchè!

Il Giustiziere degli Angeli

Per leggere gli articoli del blog su questo caso cliccare qui sotto:

DON RUGGERO CONTI: il caso

Pedofilia, don Conti in tribunale – “Accuse costruite contro di me”

Il sacerdote arrestato nel 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi 10 anni di 7 bambini respinge le accuse. L’associazione da parte della vittime chiama in causa il vescovo Reali

“Accuse costruite abilmente contro di me”. Così don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, ha risposto alle domande del pubblico ministero Francesco Scavo nel corso dell’udienza del processo in cui il sacerdote è accusato di violenza sessuale. “Respingo tutte le accuse che sono state costruite contro di me da don Claudio Brichetto” (viceparroco all’epoca dei fatti, ndr.) e da alcuni parrocchiani, ha affermato Conti. Il sacerdote avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008 quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma. Continua a leggere


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PEDOFILIA/CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dall’Ufficio Stampa della Caramella Buona, che ringrazio pubblicamente, il seguente comunicato:

Comunicato stampa del 21 maggio 2010

PEDOFILIA/CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Mons Reali: “Non avvisai nessuno dei miei superiori”

“Quel morto che cammina di Mirabile”,riporta così l’ignobile missiva spedita al Presidente del Tribunale Di Fiore e alla Gazzetta di Reggio Emilia dove La Caramella Buona ha sede nazionale. All’interno l’ennesimo proiettile.

La Digos e Carabinieri indagano, il tutto mentre l’udienza a Roma cominciava.

Tensione alle stelle ieri durante l’undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma. Duro lo scontro tra l’accusa e la difesa, ancor più duro l’affondo dell’Avv. Nino Marazzita al Vescovo Gino Reali chiamato finalmente a testimoniare:”Voglio capire perchè lei non ha agito, perchè, nonostante come ha appena ammesso reputasse attendibili i ragazzi venuti da lei, non ha fatto niente!” “Non so”, “Sa,la parrocchia è grande” “Le voci possono essere tante”. Queste le risposte di Mons Reali.

Imbarazzante, scoraggiante ma soprattutto irritante: ieri si è appreso che il Vescovo Reali non solo NON avvisò l’organo competente sulle gravi informazioni di cui era venuto a conoscenza già nel 2006, non solo NON allontanò il parroco, ma nello stesso anno si preoccupò di rinnovare l’incarico a don Conti affinchè potesse restare a Selva Candida per altri 9 anni!

“Sono costernato e amareggiato, ma sempre più convinto della nostra posizione” dichiara Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona Onlus “Per don Ruggero si mette male, sono i fatti a parlare. Insieme all’Avv. Marazzita procederemo contro il Vescovo Reali per favoreggiamento, basta omertà!”

Ancora una volta La Caramella Buona è vittima di deliranti messaggi, ancora una volta i pedofili riescono a prendere parola. I Vescovi non denunciano, i parrocchiani piangono, La Caramella Buona riceve proiettili. Chi da fastidio alla pedofilia? Intanto Istituzioni e politica pare stiano sottovalutando il crimine devastante della pedofilia.


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Pedofilia e Chiesa: al processo su Don Conti testimonia Mons.Gino Reali. Intanto una lettera minatoria giunge al Tribunale…

Il Giustiziere degli Angeli

(ANSA)-ROMA, 20 MAG- Lettera di minacce contro la testimonianza di monsignor Gino Reali al processo nei confronti di don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali. La lettera, con un proiettile e la minaccia di far saltare il tribunale, e’ arrivata al presidente del tribunale capitolino Paolo De Fiore e indirizzata anche al pm Francesco Scavo, titolare del procedimento. La testimonianza del vescovo si e’ regolarmente svolta nel processo.

Processo Don Conti, il vescovo testimone «Dieci denunce, non avvertii nessuno»

In aula monsignor Reali, testimone nel processo per pedofilia all’ex parroco: gli dissi di essere più prudente. I legali dei ragazzi molestati: è favoreggiamento.

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Pedofilia e Chiesa: si sapeva che Don Ruggero abusava dei ragazzi…

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia, le accuse a don Ruggero e i silenzi del vescovo Reali

«Sono a conoscenza di una ipotetica violenza sessuale subita da tale….per averlo appreso dalla sorella dell’interessato circa 5 o sei anni fa. La sorella mi disse che suo fratello (un ragazzo di 13 anni, n.d.r.) durante il campo estivo aveva accusato Don Ruggero Conti di avergli messo le mani addosso per molestarlo. I genitori venivano a conoscenza dell’accaduto e non credendo al figlio lo obbligarono a chiedere scusa a don Ruggero in parrocchia. Successivamente, concordavo di accompagnare questo ragazzo dal Vescovo Monsignor Gino Reali. …I genitori si erano ricreduti sul racconto del figlio.

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Don Ruggero Conti: domani sul banco dei testimoni Mons.Gino Reali

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo e riporto da La Caramella Buona (LINK al SITO)

Comunicato Stampa del 19 maggio 2010

PROCESSO DON CONTI/IL VESCOVO REALI SUL BANCO DEI TESTIMONI: FINALMENTE LA VERITA’

Prevista per domani la testimonianza davanti alla Corte del Vescovo di don Conti

Domani alle ore 12 presso la sesta sezione penale del Tribunale di Roma a Piazzale Clodio avrà luogo l’undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti parroco di Selva Candida a Roma accusato di pedofilia.

Udienza cruciale che vedrà sul banco dei testimoni l’emblematica figura del Vescovo di Porto Santa Ruffina Mons. Gino Reali chiamato a rispondere su eventuali responsabilità nel caso don Conti, definito nell’ultima udienza “il suo braccio destro”.

“Finalmente conosceremo la verità: – dichiara Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus riconosciuta parte civile e difensiva nel processo – nessuno mosse un dito difronte voci insistenti su don Conti nonostante lettere scritte dai ragazzi e appuntamenti presso la Santa Sede. – Prosegue Mirabile – Se Mons. Reali, venuto a conoscenza dei fatti in tempi non sospetti, informò i suoi superiori allora qualcuno dovrà rispondere a tempo debito ma se, diversamente da quanto avrebbe dovuto, egli abbia omesso di riferire a chi di competenza la grave condotta del prete il nostro Avvocato Nino Marazzita ne richiederà l’incriminazione per favoreggiamento”.

Screditata dalle false dichiarazioni di un contraddittorio Mons Scicluna, promotore di giustizia del Sant’Uffizio e attaccata, ovviamente, dall’imputato don Conti, La Caramella Buona forte della sua serietà e coerenza, assicura, non ci saranno sconti per nessuno e rinnova l’appello al Papa di essere ascoltata poichè sempre più numerose sono le segnalazioni alla Onlus di abusi da parte di sacerdoti italiani.


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Pedofilia e Vaticano: SPUNTANO LETTERE DI DENUNCIA ANCHE IN ITALIA!

il Giustiziere degli Angeli

Ricevo da La Caramella Buona Onlus

Comunicato stampa del 22 aprile

PEDOFILIA E VATICANO: SPUNTANO LETTERE ANCHE IN ITALIA

Nuovo attacco da New York alla Santa Sede, pronte anche le vittime italiane

“Continuano ad arrivarci segnalazioni da parte di vittime italiane di sacerdoti pedofili risalenti, alcune, solo a pochi anni fa. Mi rivolgo nuovamente al Santo Padre affinchè faccia lo stesso passo di Malta ma questa volta in Italia, a Roma”.

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Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti e Monsignor Gino Reali ed i loro complici silenzi.

Il Giustiziere degli Angeli


Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera.

Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

“Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

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Don Ruggero Conti: monsignor Reali ha taciuto gli abusi.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti, ex parroco di Selva Candida, è accusato di pedofilia. Sette i ragazzi che accusano e le loro testimonianze sono dure come macigni. Proprio in questi giorni assistiamo a rivelazione sugli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti da un lato all’altro del mondo ma, soprattutto, veniamo ancora a conoscenza dell’uso ripetuto dell’omertà di sacerdoti che sanno e tacciono. Anche nel caso di Roma su Don Ruggero Conti abbiamo monsignor Gino Reali che sapeva ed ha taciuto gli abusi che il sacerdote perpetrava da anni: risponderà di favoreggiamento!

LINK Articoli su Don Ruggero Conti

IL PROCEDIMENTO CONTRO L’EX PARROCO DI SELVA CANDIDA, ACCUSATO DI PEDOFILIA

Processo a Don Ruggero Conti, chiesta incriminazione per il vescovo.

L’avvocato Marazzita: grave la posizione di monsignor Reali che sapeva degli abusi sui ragazzi e non fece nulla.

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Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti dice che stà male e che i giudici si ostinano a tenerlo in carcere. Cattivi cristiani senza cuore o giudici che applicano le leggi?

Il Giustiziere degli Angeli

Per i vecchi articoli riguardanti il caso segui QUESTO LINK

Don Ruggero contro i giudici: «Malato, ma in carcere»

Udienza movimenta, giovedì pomeriggio, al processo contro don Ruggero Conti. Il parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, finito in carcere il 30 giugno del 2008 con l’accusa di aver abusato sette ragazzini che frequentavano la sua chiesa, si è sentito male in aula, come era accaduto nel corso dell’udienza precedente. Proprio nel giorno in cui il suo legale, Fabio Marini, ha presentato in Procura un esposto in cui il religioso denuncia i giudici che si sono occupati della sua vicenda dal 7 agosto del 2009 sino al 24 novembre del 2009.

Secondo il prete si ostinerebbero a tenerlo in carcere, dove è tornato lo scorso marzo dopo un periodo agli arresti domiciliari per effetto del decreto legge sulla sicurezza, nonostante sia stato dichiarato dai medici del carcere di Regina Coeli «incompatibile con la detenzione» a causa di una grave ipertensione. Anche giovedì, prima che i giudici cominciassero ad ascoltare la testimonianza di due dei giovani che l’accusano, la pressione di don Ruggero è saltata alle stelle, tanto da costringerlo ad abbandonare l’aula. Il processo è andato avanti lo stesso e il giudice ha disposto che il religioso fosse ricoverato in una struttura sanitaria protetta di Viterbo. Le due presunte vittime degli abusi hanno sostanzialmente confermato le accuse.

Nella denuncia il religioso ripercorre la sua «storia carceraria». È luglio scorso quando due periti nominati dal Tribunale lo visitano e stabiliscono che soltanto il suo ritorno ai domiciliari avrebbe scongiurato il rischio di ulteriori complicanze, ecludendo il ricovero presso strutture cliniche penitenziarie. Il 19 agosto, su richiesta del Tribunale, è il carcere stesso a dire che il detenuto non poteva più rimanere in cella. Ciò nononstante i giudici dispongono il ricovero di don Ruggero presso una struttura ospedaliera. Il 22 agosto il prete viene portato all’ospedale Santo Spirito. E anche qui il responso è lo stesso: incompatibilità con l’isolamento e la permanenza in condizioni di restrizione a causa di un persistente stato depressivo. Due giorni più tardi don Ruggero viene trasferito e visitato nel reparto di medicina protetta del Pertini. Nella loro relazione i medici segnalano la necessità che fosse trasferito. Lì rimane fino ad ottobre quando, si legge nella denuncia, senza che il suo quadro clinico fosse migliorato, il religioso torna a Regina Coeli. Nella denuncia il prete chiede l’acquisizione e il sequestro delle cartelle cliniche e di valutare il comportamento dei giudici che hanno trattato il suo caso.

Secondo il pm Francesco Scavo il sacerdote avrebbe abusato tra il ’98 e il 2008 di sette ragazzini che gli erano stati affidati durante i campi scuola o le vacanze.

IlGiornale


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Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.

Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze  –  Articolo

L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.


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Abusi sessuali e pedofilia in parrocchia. Le IENE vanno a caccia dei sacerdoti abusatori.

Il Giustiziere degli Angeli

Ho visto martedì scorso la puntata e le immagini sono veramente scioccanti. Non ci sono molti commenti da fare.

Ma il seguito di questa sera sarà il racconto di un ragazzo che, quando era minorenne, subì abusi 10 anni fa dallo stesso sacerdote.

TV: A ‘LE IENE’ INTERVISTA A GIOVANE ABUSATO DA UN FRATE

Roma, 26 ott. – (Adnkronos) – Un’intervista realizzata a un ragazzo della provincia di Napoli che dieci anni fa, quando era ancora minorenne, fu vittima delle molestie da parte di un parroco in una comunita’ religiosa vicino a casa sua, sara’ al centro della puntata di domani de ‘Le Iene Show’, in onda domani alle 21.10 su Italia1. Al timone del programma, l’ormai collaudato trio composto da Luca e Paolo e Ilary Blasi.

Si tratta dello stesso frate francescano recentemente sospeso dal ministero sacerdotale, spogliato del suo saio francescano e mandato in una comunita’ per il recupero della sua persona, in seguito a un servizio precedente delle Iene (andato in onda il 13 ottobre) che mostrava gli abusi subiti da un ragazzo rimasto senza lavoro e in cerca di un conforto spirituale. Il giovane, dopo aver visto il servizio delle Iene, ha riconosciuto il frate in questione e ha deciso di mandare una mail alla redazione del programma di Italia 1 per raccontare, dopo quasi dieci anni di silenzio, le molestie subite quando aveva 16 anni. Nel racconto, ricco di particolari, il giovane sostiene di essersi confidato ai tempi con il suo parroco, anch’egli frate, convinto che lui riferisse tutto ai superiori dell’ordine di appartenenza.

Le Iene si chiedono quindi come sia possibile che un parroco che ha abusato di un minorenne sia stato libero per altri dieci anni di ripetere questo tipo di molestie con indosso un abito religioso. Giulio Golia, per avere spiegazioni in merito, si e’ recato dal parroco che dieci anni fa era stato informato dei fatti. Nel corso della puntata inoltre andra’ in onda un’esclusiva intervista realizzata alla soubrette argentina Belen Rodriguez, che parlera’ a ruota libera della sua vita privata e non solo.

Intanto continuiamo a seguire il caso di Don Ruggero Conti di Roma, accusato di abusi sessuali su minori.

Pedofilia/ Caramella buona: nuovo teste accusa Don Ruggero Conti

APCOM)26 ott- Domani, martedì 27, si terrà una nuova udienza del processo a carico di Don Ruggero Conti, l’ex parroco di Roma accusato di pedofilia. Il tribunale sarà praticamente blindato, visto che verranno ascoltati dei ragazzi presunte vittime, fra i quali un minorenne e a causa delle recenti gravi minacce di morte pervenute al pubblico ministero Francesco Scavo, al presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile e al consigliere comunale Mario Staderini.

Nuove accuse intanto sono state raccolte proprio dall’associazione antipedofilia a Reggio Emilia: nei giorni scorsi, un uomo si è rivolto a La Caramella Buona denunciando abusi sessuali di cui sarebbe stato vittima, da parte di Don Ruggero Conti, ben trenta anni fa nel milanese. “Spero che in tribunale non ci sia il solito clima pesantissimo delle precedenti udienze – dichiara in una nota Roberto Mirabile – dobbiamo assicurare ai ragazzi che testimonieranno la maggiore serenità possibile: questo processo si sta facendo particolarmente difficile anche per le pressioni continue – sguardi e commenti per niente civili – a cui si è sottoposti in aula, da parte di alcuni sostenitori dell’imputato”.


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Pedofilia: iniziato il processo contro Don Ruggero Conti. Polemiche sulla non costituzione di parte civile da parte del comune di Roma.

Il Giustiziere degli Angeli

Al via il processo verso Don Ruggero Conti (Link) accusato di atti sessuali su minori su almeno 7 ragazzini. Come al solito, come ad ogni processo verso accusati di pedofilia che hanno avuto a che fare con molti bambini e ragazzi, si presentano delegazioni e comitati a dare il loro conforto all’accusato: sin da subito innocente! E, come al solito, le vittime se ne stanno in silenzio, in disparte con molti macigni di dolore a cui aggiungere l’accusa degli sconosciuti che gli danno dei bugiardi sobillatori e sobillati. Ed anche in questo processo spuntano le magliette di incoraggiamento verso l’imputato (da ricordare la maglietta con scritto “Free Don” al processo contro Don Marco Baresi (Link) condannato a maggio a 7anni e mezzo in primo grado) con su scritto “Don Ruggero, ti vogliamo bene”.

INIZIATO IL RITO IMMEDIATO CONTRO IL SACERDOTE EX GARANTE PER LA FAMIGLIA DI ALEMANNO

Processo a don Conti, il sindaco: siamo parte civile. Ma una lettera lo smentisce – In un documento, Alemanno nega l’atto del Comune contro il sacerdote accusato di pedofilia.

Una lettera. Per dire che no, il Comune di Roma non ha alcuna intenzione di costituirsi parte civile nel processo contro Don Ruggero Conti e i suoi abusi sui ragazzini della sua parrocchia a Selva Candida. E per dire no pure a quel Mario Staderini, dei Radicali, ex consigliere comunale, che da libero cittadino ha voluto costituirsi parte civile in vece del Campidoglio. Così come previsto dall’art. 9 dello Statuto comunale. Firmato Gianni Alemanno, sindaco di Roma, 4 giugno 2009.

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Abusi su minori: Don Ruggero Conti chiede il giudizio abbreviato

Il Giustiziere degli AngeliIn questo blog potrete trovare gli articoli riguardanti Don Ruggero Conti (della parrocchia di Roma Selva Candida), finito in carcere il 30.giugno.2008 con l’accusa di “abusi sessuali su minori continuati ed aggravati nel corso di 10 anni”. Don Ruggero fù scarcerato e messo agli arresti domiciliari ma, con l’approvazione del nuovo decreto sulla sicurezza, il 18.marzo di quest’anno è stato di nuovo messo in carcere. La difesa chiede ora che sia giudicato con il rito abbreviato!

Pedofilia, sacerdote chiede giudizio immediato
E’ stata la stessa difesa del sacerdote a chiedere l’accesso a tale rito. Il prete è stato arrestato lo scorso giugno per abusi su minori.

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Pedofilia: Don Ruggero conti rinviato a giudizio.

Il Giustiziere degli Angeli

Abusi su ragazzi in parrocchia, chiesto il rinvio per don Ruggero. Il sacerdote accusato di dieci anni di sevizie


ROMA – Prostituzione minorile e atti sessuali su minori. Per questi reati la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di abuso, avvenuti tra il 1998 e il 2008, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Il pm Francesco Scavo ha ricostruito, nell’atto d’accusa, una serie di vicende che coinvolgono sette ragazzi.

A don Ruggero, ex garante delle politiche per le periferie e per la famiglia del sindaco di Roma Gianni Alemanno è contestato il fatto di aver approfittato di una «persona a lui affidata per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto». Nel settembre scorso, dopo che il riesame aveva rigettato una istanza della difesa, il gip Andrea Vardaro ha concesso a don Ruggero gli arresti domiciliari. In seguito alla nuova legge varata dal governo sugli stupri il pm, che si era opposto alla attenuazione della misura cautelare, potrebbe presto fare richiesta al gip per una nuova ordinanza.

Secondo il capo d’imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le vacanze estive e quelle di Pasqua e di Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia viene attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d’abbigliamento. In un caso, era stata proprio la madre della giovane vittima a rivolgersi a Don Ruggero «affinchè si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre», in un momento di «difficoltà economiche anche in conseguenza del decesso» del familiare. . In base alla ricostruzione dell’accusa, il ragazzino, «in ripetute occasioni (quantificabili in circa trenta/quaranta volte) e in cambio di denaro (dai 10 ai 30 euro in media per ogni singola prestazione) o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)», avrebbe compiuto atti sessuali. Da qui la contestazione di prostituzione minorile. Gli altri abusi che, per il pm, configurano quest’ultimo reato, riguardano anche un altro ragazzo che spesso il sacerdote invitava nella propria abitazione «a fermarsi per la notte». Per quanto riguarda gli altri minori (le vittime sono tutte maschi e anche di età inferiore ai 14 anni), don Ruggero approfittava dei momenti più disparati per abusare di loro, come durante una medicazione dopo che un ragazzino aveva riportato delle lesioni durante un litigio o nel corso dei campi estivi organizzati a Santa Caterina Valfurva.


17 marzo 2009 Corriere della Sera


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Pedofilia e chiesa: interrogato il superiore di Don Ruggero Conti.

Il Giustiziere degli Angeli

Il caso di Don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma accusato di aver abusato di una decina di minori, si è nel tempo allargato con l’accusa verso un altro parroco operante fino al 2005 ad Aranova. Il sostituto procuratore Scavo, che si stà occupando dell’inchiesta, prima di chiudere le indagini ha interrogato il superiore dei due parroci, monsignor Gino Reali, come persona informata dei fatti. Dopo aver seguito per anni i casi di abusi perpetrati dal clero ai danni di minori, dopo che gli Usa hanno citato in giudizio direttamente il Vaticano per gli abusi dei preti d’oltreoceano, dopo esserci immersi fino alla testa dell’omertà della chiesa… leggiamo la domanda rivolta a Reali: «Perché non ha ascoltato le testimonianze dei ragazzi che raccontavano di aver subito violenza da don Ruggero. E perché quel sacerdote venne lasciato in contatto con altri minori?». La risposta è ovvia: in chiesa si coprono sempre le malefatte dei sacerdoti.

PS per leggere tutti gli articoli sul caso tra le categori di questo blog digitate su “Don Ruggero Conti”.

Repubblica.it Preti pedofili, interrogato il vescovo
Monsignor Reali dal pm. Trasferimenti, ma niente denunce
di Marino Bisso
«Perché non ha ascoltato le testimonianze dei ragazzi che raccontavano di aver subito violenza da don Ruggero. E perché quel sacerdote venne lasciato in contatto con altri minori?». Per due ore, monsignor Gino Reali ha risposto alle domande del sostituto procuratore Francesco Scavo che coordina l´inchiesta su due sacerdoti accusati di pedofilia e che ora si accinge a chiudere le indagini e chiedere il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti.

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