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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Pedofilia / Don Ruggero Conti: vittime credibili. Le motivazioni della sentenza di condanna!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti (lo chiamiamo ancora Don solo per far capire di chi si tratta) è stato condannato a Roma a 15 anni e 4 mesi di reclusione per abusi sessuali su minori. QUESTO IL LINK CHE RIPORTA AD ARTICOLI SUL CASO.

Le motivazioni della sentenza di condanna parlano di una puntuale “sincera e sofferta” attendibilità dei ragazzi vittime del sacerdote e che non è stata dimostrata “nessuna tesi di complotto”.

Pedofila, Don Ruggero Conti per i giudici “vittime credibili”

Secondo il tribunale le accuse nei confronti del parroco sono fondate. A una ragazza disse: “Dormirai con me”. Il difensore di uno dei giovani: “Citeremo in giudizio Vaticano e diocesi. Chiederemo un risarcimento di 5 milioni di euro”

La chiesa a Selva Candida dove Don Conti è stato accusato di pedofilia da alcuni minori

La condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione inflitta a Don Ruggero Conti, il parroco romano accusato di violenza sessuale sui minori, si ”fonda sulla immediata, diretta, coerente, sincera e partecipata narrazione compiuta in dibattimento dalle vittime” che ha dato al tribunale la possibilità ”di valutare il loro atteggiamento emozionale, indicativo di una sincerità sofferta e partecipata, mostrato al suo cospetto”. E’ quanto scrivono nelle motivazioni della sentenza, giunta il 3 marzo scorso, i giudici della sesta sezione penale di Roma. L’uomo è accusato di aver abusato alcuni minori che frequentavano la parrocchia di Selva Candida in un periodo che va dal 1998 al 2008.

Il tribunale, presieduto da Francesca Russo, afferma inoltre che ”la tesi del complotto ordito dal vice parroco Don Brichetto e dai catechisti, con il coinvolgimento dei ragazzi ex frequentatori della parrocchia, è rimasta indimostrata: molte delle vittime e dei giovani parrocchiani hanno dichiarato addirittura di non conoscersi fra di loro e qualcuno di non ha neppure mai avuto contatti con don Brichetto”. Per i giudici ”piuttosto l’input alle indagini appare plausibile che possa essere stato soltanto occasionalmente originato da invidie e piccoli contrasti di potere interno (organizzativo e gestionale prima ancora che pastorale) via via maturati negli ambienti di quella parrocchia”. Nelle motivazioni, inoltre, si afferma che ”la personalità del Conti è stata abbondantemente delineata dai testi introdotti da accusa e difesa, giudicata compatibile, nei suoi tratti caratterizzanti, con la concreta, continuata, annosa ripetizione di quelle condotte nel lunghissimo lasso temporale coperto dalla compiuta istruttoria dibattimentale”.

 E ancora. Nelle motivazioni della sentenza i giudici fanno riferimento ai ”numerosi dvd che riprendono le vacanze estive in montagna organizzata da Ruggero Conti. Lui stesso, circondato dai giovani partecipanti ma anche da adulti, collaboratori e genitori, afferma scherzosamente di voler essere chiamato ‘imperatore’ perché ‘modestamente gli piace essere adultato”. Nella sentenza inoltre si sottolinea che ”a una ragazza alla quale deve essere inflitta una penitenza, al termine di un gioco di gruppo scherzosamente, don Conti dice ‘dice ‘mangerai e dormirai sempre con me”’. Per il tribunale ”il tratto che ne emerge è quello di una figura preminente per l’indiscusso ruolo spirituale rivestito all’interno della comunità, di una personalità seducente e affabile, accogliente e rassicurante, di un organizzatore inappuntabile in grado di richiamare, nella partecipazione alle attività comunitarie, tutti i parrocchiani, giovani e giovanissimi compresi, attraverso iniziative (come i pernottamenti nella privata abitazione e la visione collettiva dei film anche in ore serali) davvero inusuali per una tradizionale parrocchia romana”.

L’avvocato di una delle vittime. ”Citeremo in giudizio sia il Vaticano che la diocesi di Santa Rufina, che era a perfetta conoscenza dei fatti già dal 2006 e non ha fatto nulla. Siamo pronti a chiedere un risarcimento per i danni di 5 milioni di euro”. E’ quanto afferma l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di una vittima di abusi da parte di Don Ruggero Conti, commentando le motivazioni della sentenza con cui l’ex parroco è stato condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi di reclusione. Per il penalista dalla Chiesa ”sono arrivate solo belle parole. Di fronte a un prete che ha ripetutamente violentato minori di 14 anni, non ha fatto alcun gesto per chiedere scusa ai ragazzi e stargli vicino. Nel processo – ha concluso Gallo – sembravano loro alla sbarra, sembravano loro gli imputati: ora vogliamo giustizia”. 

(27 maggio 2011) LINK REPUBBLICA


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Pedofilia e sacerdoti: arrestato don Seppia!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Riccardo Seppia, 51 anni, parroco della chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente. L’arresto avviene ieri dopo una serie di intercettazioni telefoniche ritenute dagli inquirenti inequivocaboli: abusi sessuali su minori e cessione di droga! Il Cardinal Bagnasco anticipa l’arresto ed avverte i fedeli di quanto stà per accadere! Non mancano neanche questa volta, da parte di alcune pecorelle, parole di difesa per il sacerdote di turno!

Non fà nessuna differenza se questo tipo di aberranti abusi vengono commessi da sacerdoti o da altri soggetti; non li rende più o meno gravi perchè le vittime sono comunque dei bambini e dei ragazzi a cui noi tutti dobbiamo pensare. Suonano le campane di allarme ormai da tempo e rimbombano continue quando leggiamo che dall’inizio del 2011 i siti pedofili on-line sono 335mila di cui 7304 nel mese di Aprile (LINK). Le notizie di arresti (o denunce) per abusi sessuali sui minori o per detenzione di materiale pedopornografico sono giornaliere, senza nessuna sosta, e passano quasi in sordina se non fosse per i numerosi blogger che si occupano di diffonderli: me compresa! Ma quando qualcuno dalle poltrone della politica si accorge della diffusione di tali notizie e non ha altro da fare, insorge e ci chiama “terroristi” mettendoci alla stregua di chi uccide e non di chi vuole salvare i bambini dalle mani di orchi in giacca e cravatta o abito talare. Va bene lo stesso, chiamateci terroristi! ma noi continueremo a mettere in guardia la società dai pericoli che corrono i bambini.


GENOVA, ARRESTATO PARROCO PER ABUSI E DROGA.

GENOVA – La vicenda di don Riccardo Seppia, parroco di Genova-Sestri Ponente arrestato con un’accusa di pedofilia ai danni di un sedicenne, ma forse anche di altri ragazzi, apparentemente non molto diversa da altre simili emerse negli ultimi anni, ha avuto un lato inedito. L’ arresto improvviso del sacerdote, seguito ad intercettazioni telefoniche secondo gli inquirenti «inequivocabili», ha infatti indotto l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiane, cardinale Angelo Bagnasco, ad annullare tutti i suoi impegni, per recarsi presso la comunità, e tamponare immediatamente la ‘ferità con una messa, ribadendo la sua fiducia nella magistratura.

Prima ancora che si diffondesse la notizia, Bagnasco ha deciso di andare di persona a comunicare alla comunità cattolica, e non solo, quanto avvenuto. Secondo quanto raccontano i fedeli, il parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente era forse troppo allegro e amava divertirsi. Ma anche vederlo in discoteca – come sembra sia accaduto a qualcuno – poteva essere interpretata – osservano altri nella comunità – come una ‘modernà versione dell’ apostolato. Si può stare vicino ai giovani in molti modi, anche condividendo l’ambiente nel quale questi vivono. Ma le accuse di pedofilia ai danni di un sedicenne e di cessione di droga non possono essere equivocate come esperienza spirituale. «Sgomento, vergogna e totale disapprovazione se le accuse dovessero dimostrarsi vere» – ha detto l’arcivescovo nell’omelia di oggi pomeriggio nella chiesa di Santo Spirito. «Non è soltanto questa comunità ad essere ferita ma tutta la chiesa di Genova – ha aggiunto – ribadisco la mia fiducia nella magistratura». «Questa santa messa – ha proseguito – è per voi e per le vostre famiglie e per chi è stato eventualmente colpito, affinch‚ la ferita dello scandalo sia sanata».

Prima della messa delle 18, che ha richiamato tanti fedeli della zona, un altro sacerdote ha letto il messaggio del cardinale, in cui si denunciavano le accuse: «Comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti». E contestualmente si esprimevano – se confermate le accuse – «sgomento, vergogna e totale disapprovazione». A don Riccardo, da oggi chiuso in isolamento nel carcere di Marassi, sono arrivati i carabinieri del Nas di Milano che, nell’ambito di un’altra inchiesta, seguendo un filone su un presunto traffico di cocaina nel capoluogo ligure con minorenni come protagonisti, sono incappati nel sedicenne che il sacerdote frequentava. Quando sono stati sicuri che i rapporti tra i due non potevano essere equivocati – e forse anche del parroco con altri ragazzi – sono intervenuti. Trasmessi gli atti dalla procura milanese a quella di Genova, il Gip Annalisa Giacalone si è affrettata ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare, motivata dal pericolo della reiterazione del reato.

 ARRESTO PARROCO SPACCA COMUNITÀ Il brusio diventa voce alta alla fine della messa officiata dal cardinale Angelo Bagnasco. I fedeli della chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente si riuniscono a piccoli gruppi per commentare quanto successo. Le più accese nel difendere il parroco arrestato per abusi su un minore e cessione di stupefacenti sono le donne anziane. «Don Riccardo è un angelo. È una bravissima persona. Quelle accuse non sono vere, non possono essere vere», continuano a ripetere con toni sempre più alti, tanto che il sacrestano è costretto a ricordare al microfono che la «chiesa è un luogo di culto: andate fuori a parlare». La notizia dell’arresto di don Riccardo Seppia, sacerdote di 51 anni finito in manette, ha spaccato la comunità cattolica. Contrapposti agli «innocentisti», sono i fedeli più giovani, che sottolineano di avere da tempo abbandonato la parrocchia di Santo Spirito per quella di San Nicola, proprio perchè «don Riccardo non piaceva come prete, lo sapevano tutti quello che combinava», racconta Antonella. La comunità ha capito che qualcosa stava accadendo quando, come in un film, sono arrivate «macchine dei carabinieri da tutti i lati, sembrava una retata. Hanno circondato la chiesa – ripete Anna, mentre aspetta la madre fuori dalla chiesa – e poi lo hanno arrestato. All’inizio non pensavamo si potesse trattare di don Riccardo. Poi abbiamo ricollegato». Ricollegato quell’ azione alle voci che da tempo circolavano sul prete. «Ogni tanto – spiega un fedele di 45 anni, appoggiato al cofano di auto fuori dalla chiesa – qualcuno mi diceva che don Riccardo era andato in discoteca, che aveva una vita notturna un pò strana. Ma io non l’ho mai visto con i miei occhi. E quindi non ci ho mai creduto. Ho anche chiesto alle mie figlie se avessero sentito o saputo e loro mi hanno detto di no. Quindi per me la vicenda era chiusa». A unire di nuovo i fedeli, anche se solo per qualche ora, sono l’inaspettato arrivo e le parole dell’arcivescovo della città e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che ha sopito i malumori e messo tutti d’accordo sull’importanza della fede, oltre il caso specifico. E più di un pensiero lo ha dedicato alla comunità e, specificamente, alle famiglie delle «eventuali vittime». Il segnale è stato forte, avvertito dai parrocchiani sgomenti e increduli per quanto era successo. Poi, fuori dalla chiesa, di nuovo disaccordo: «Ma che droga e droga – sbotta Isabella Dardano, fedele di vecchia data – don Riccardo è un gioiello. Organizzava sempre qualcosa per noi anziani o per i più giovani. Giovedì siamo andati in gita al Santuario del Gazzo, abbiamo organizzato un pranzo. Era il suo compleanno, gli abbiamo fatto anche un regalino. Non è possibile che sia coinvolto in queste cose». La Curia ha sospeso il parroco, in via cautelativa, in attesa che si accerti la verità. Ma l’attività liturgica sarà garantita e domani saranno regolarmente celebrate tutte le messe in programma: due funzioni in mattinata e un battesimo.

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Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

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Pedofilia/Don Rugero Conti: nomi e cognomi su mancanze e responsabilità!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dalla “La Caramella Buona” una lettera aperta del Presidente Roberto Mirabile sul caso Don Ruggero Conti e ve la riporto integralmente!

PEDOFILIA/(DON) RUGGERO CONTI CONDANNATO: ROBERTO MIRABILE

” ECCO NOMI E COGNOMI SU MANCANZE E RESPONSABILITA'”

Con una lettera aperta Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus rende note gravi responsabilità sul caso.

Il processo penale a carico di don Ruggero Conti – chiamarlo ancora “don” mi viene naturale, quasi una forma di rispetto per l’abito immeritatamente indossato dal signor Conti – ha rappresentato un enorme impegno da parte dell’Associazione La Caramella Buona Onlus. Per circa due anni siamo stati costantemente presenti, anche per oltre nove ore consecutive, in quell’aula del Tribunale di Roma dove il 3 marzo scorso i Giudici hanno ridato dignità alle numerose vittime dell’ex parroco di Selva Candida. Continua a leggere


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Pedofilia: Don Luciano Massaferro condannato! Sette anni e otto mesi

Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro (Don Lù per gli “amici”) è stato condannato oggi a 7 anni e 8 mesi per abusi sessuali su una chierichetta minorenne… Leggo alcune esternazioni di suoi supporter su un giornale on-line e non commento:

“No, questa è una brutta notizia, abbiamo pregato tanto per lui”

“Come è andata? Lo hanno condannato? No, che brutta cosa. Avevo pregato tanto per lui. Io voglio bene ai preti”

“Don Luciano è una brava persona, non credo che abbia commesso quelle cose che ho letto sui giornali. Adesso sarà a pezzi, avrà l’anima in pena. Bisogna capirlo”.

Don Luciano Massaferro

Sette anni e otto mesi di reclusione, 190 mila euro di risarcimento alla vittima e alla madre, interdizione perpetua dai pubblici uffici e quindi interdizione perpetua a fini educativi. È la condanna inflitta questo pomeriggio dal tribunale di Savona, dopo circa due ore di camera di Consiglio, a don Luciano Massaferro, 46 anni, parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio, accusato di molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni.

Massaferro aveva cercato in queste settimane di ricostruirsi una sorta di normalità, riprendendo gli studi, celebrando messa e cercando di vivere nel modo più simile possibile a come accadeva prima dell’arresto avvenuto nel dicembre del 2009. Una ricerca della normalità che è passata anche attraverso il semi isolamento che si era imposto di concerto con gli avvocati.

Le tappe della vicenda giudiziaria. Don Luciano Massaferro, parroco della chiesa di San Vincenzo, è stato dieci mesi in carcere e quattro agli arresti domiciliari. Il caso è scoppiato in maniera dirompente il 29 dicembre 2009, quando gli agenti della squadra mobile lo arrestarono. Ad accusarlo le parole di una chierichetta di 12 anni, che aveva raccontato prima alla famiglia, poi agli inquirenti, di avere ricevuto “attenzioni” poco evangeliche da parte del sacerdote mentre lo assisteva durante il giro delle benedizioni delle abitazioni.

Un’accusa da cui Massaferro si è sempre proclamato estraneo, e che ha diviso l’opinione pubblica. La maggioranza dei parrocchiani e degli amici alassini ha sempre difeso don Massaferro, credendo senza riserve nella sua innocenza ed organizzando veglie, fiaccolate, manifestazioni ed uno spazio sulla rete telematica per sostenere la causa del sacerdote. Lo striscione con la scritta “Don Lù siamo con te” che ha aperto tutti i cortei campeggia ancora sulla facciata della chiesa, e il sito internet è sempre visitatissimo e zeppo di nuovi messaggi.

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Don Ruggero Conti: richiesti 18 anni di reclusione per abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

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Pedofilia, il pm chiede 18 anni per don Ruggero Conti. Fu arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni.

Condannare a 18 anni di reclusione e a pagare una multa pari a 50mila euro don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni. Lo ha chiesto il pm Francesco Scavo ai giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale davanti ai quali si celebra il processo.

 

Violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile aggravate sono i reati contestati al sacerdote. Nel corso della requisitoria il pm ha sottolineato come, tenendo ferma la presunzione di innocenza, “ci troviamo di fronte a condotte che se vere sono di una gravità inaudita. Le condotte così come descritte nel capo di imputazione – ha detto – denotano una serialità, una spiccata propensione all’abuso e comportamenti compiuti con dolo”.

Una condotta, ha aggiunto, “insidiosa e insistente” e a chi sostiene che sia tutto un complotto il magistrato ha replicato: “Davvero dobbiamo pensare che persone così diverse tra loro abbiano messo insieme un tale disegno criminoso? Le dichiarazioni dei ragazzi sono precise e riferiscono di abusi compiuti con lo stesso modus. Esaminando i loro racconti dobbiamo ricordarci come si ragiona a dieci-dodici anni: in quei momenti un bambino ha paura e non sa cosa fare”.

La vicenda culminò il 30 giugno 2008 quando il sacerdote fu arrestato mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi. Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare, sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti.

Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione. Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione. Il processo, nel corso del quale molti parrocchiani hanno testimoniato a favore del sacerdote, è stato aggiornato al 7 febbraio per la prosecuzione della discussione.

“Da radicale non auguro a nessuno di finire nelle disumane carceri italiane” afferma Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che rappresenta la parte civile a nome del Comune nel processo che vede imputato il sacerdote.Credo, comunque, che nel processo siano emerse prove molto forti a carico di Don Ruggero. Il 7 febbraio preciseremo con l’avvocato Elisabetta Valeri le conclusioni a nome del Comune”. “Spero che in Vaticano – conclude – abbiano finalmente compreso che ostacolare la giustizia italiana, con un atteggiamento omertoso rispetto ai casi di pedofilia è un grave errore, non solo per le future vittime ma per la chiesa stessa”.

(01 febbraio 2011) LINK ARTICOLO REPUBBLICA.IT

 


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Sacerdote suicida per la vergogna! Molestava sessualmente chi aveva bisogno di conforto ma…

Il Giustiziere degli Angeli

Francamente, poichè sono due giorni che questa notizia campeggia in home-page di “Leggo” visto che continua ad essere commentata, vorrei che qualcuno mi spiegasse il ragionamento del vescovo…

…Il vescovo ha invitato a riflettere sul potere di chi «si permette di scrivere di tutto e di tutti senza pensare alla loro sofferenza» e lo ha fatto durante l’omelia per il funerale del sacerdote suicidatosi dopo la messa in onda del servizio delle “Iene” che lo vedeva protagonista di molestie (pesanti molestie) verso ragazzi che si rivolgevano a lui per una parola di conforto. Sino ad oggi io non sapevo il nome di tale sconcio sacerdote ma, ora che se ne è andato nel mondo dei più, se ne viene a conoscenza: Don Sergio Recanati. Spiace sempre sapere della morte di qualcuno, comunque, ma spero che quando il Vescovo ha parlato di vittime abbia pensato anche a quelle che hanno subito le molestie perchè anche quella dell’anima è morte!

La basilica del santuario di Caravaggio, in provincia di Bergamo e diocesi di Cremona, era gremita oggi per il funerale di don Sergio Recanati, il sacerdote originario di Masano (Bergamo) che si è tolto la vita domenica mattina, gettandosi sotto un treno. Il prete alcuni mesi fa era finito nel mirino della trasmissione tv ‘Le Ienè con l’accusa di aver molestato due ragazzi fingendo di fornire loro un supporto spirituale. La messa funebre è stata celebrata dal vescovo di Cremona Dante Lafranconi, alla presenza di una novantina di sacerdoti. Seduti fra i banchi, in prima fila, gli anziani genitori e i familiari. Dietro di loro ha preso posto molta gente comune, arrivata da Caravaggio e dalle sue frazioni e dai paesi limitrofi del Cremonese e della Bergamasca come Misano, Vailate, Arzago, Capralba e Rivolta d’Adda. Don Sergio era molto conosciuto ed apprezzato da tutti per la sua gentilezza. Ordinato prete nel giugno del 1983, era stato vicario ad Arzago, Vailate e Castelleone, in provincia di Cremona e dal 1992 svolgeva il servizio di sacerdote cooperatore al santuario di Caravaggio. «La misericordia del Signore – ha detto nell’omelia il vescovo di Cremona – ha il potere di riscattare le nostre colpe. Gli uomini giudicano, Dio perdona. È in questo passaggio che si esprime in tutta la sua verità il mistero di Dio che visita il genere umano. Un cristiano non teme di chiedere perdono, perchè alla radice sa di poterlo trovare». Non è mancato un riferimento ai mass media. Don Sergio comparve in un video della trasmissione di Mediaset ‘Le Ienè che lo riguardava nel quale faceva avances a un attore che si fingeva minorenne bisognoso di aiuto. Nonostante le immagini avessero mostrato un sacerdote con il volto oscurato e la voce camuffata molti lo riconobbero. Il vescovo ha invitato a riflettere sul potere di chi «si permette di scrivere di tutto e di tutti senza pensare alla loro sofferenza».

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Molestie sessuali su minori: suicida il prete dello scandalo!

Il Giustiziere degli Angeli

Pone fine alla sua vita il sacerdote smascherato dalla trasmissione “Le Iene” ad Aprile di quest’anno e che fu rimosso! QUI SOTTO I VIDEO DELLA TRASMISSIONE

PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici. ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

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Prete pedofilo salvato… con la “prescrizione”! La bambina aveva solo tre anni…

Il Giustiziere degli Angeli

Non riuscirò mai a darmi pace su come finiscono certe storie.

Era il 15 luglio di quest’anno quando, attraverso i giornali, ci rendevano noto un processo a carico di un certo sacerdote (solo le iniziali A.G.S.M) di Soverato, in provincia di Catanzaro. Si lesse che il pubblico ministero Carlo Villani chiese SEI anni di reclusione per il “don” per atti di libidine violenta su una minorenne (bambina di tre anni) che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il religioso non avrebbe solo baciato la piccola sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per portarla verso le sue parti intime. In un’altra occasione sempre il prete, essendo la bambina al letto ammalata, ha spostato le coperte e messo una mano sotto il suo pigiamino per toccarle le parti intime.

In questi lunghi anni però il collegio giudicante è cambiato per ben SEI VOLTE e quindi si è arrivati alla sentenza di primo grado di ieri con la “PRESCRZIONE DEL REATO”. Questo la dice lunga su come siamo messi in questa nostra nazione: siamo un paese del QUARTO MONDO.

Catanzaro. Prete accusato di pedofilia: interviene la prescrizione Catanzaro. La lunghezza di un processo, tanto per cambiare, ha dato luogo ad una sentenza di non luogo a procedere. Questa volta non si conoscerà la verità in relazione ad un caso di pedofilia. Sul banco degli imputati il prete 75enne di una parrocchia dell’area periferica di Catanzaro, accusato di aver commesso in tre distinti episodi atti di libidine ai danni di una bimba di tre anni. Una vicenda che risale al periodo a cavallo tra il 1995 ed il 1996 ed il cui processo che ne è seguito, grazie alle continue interruzioni dovute all’avvicendamento dei giudici della Corte, si è protratto per otto anni. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carlo Villani aveva richiesto una pena pari a 6 anni di carcere. I legali del prete, gli avvocati Rosario Chiariano e Sergio Rotundo, hanno caldeggiato, al contrario la sua assoluta innocenza. Furono i genitori della piccola a presentarsi dai magistrati per denunciare il parroco.

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Pedofilia: Don Ruggero Conti nel centro di un complotto? Ci spieghi perchè!

Il Giustiziere degli Angeli

Per leggere gli articoli del blog su questo caso cliccare qui sotto:

DON RUGGERO CONTI: il caso

Pedofilia, don Conti in tribunale – “Accuse costruite contro di me”

Il sacerdote arrestato nel 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi 10 anni di 7 bambini respinge le accuse. L’associazione da parte della vittime chiama in causa il vescovo Reali

“Accuse costruite abilmente contro di me”. Così don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, ha risposto alle domande del pubblico ministero Francesco Scavo nel corso dell’udienza del processo in cui il sacerdote è accusato di violenza sessuale. “Respingo tutte le accuse che sono state costruite contro di me da don Claudio Brichetto” (viceparroco all’epoca dei fatti, ndr.) e da alcuni parrocchiani, ha affermato Conti. Il sacerdote avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008 quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma. Continua a leggere


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Pedofilia: Don Domenico Pezzini è troppo furbo e potrebbe reiterare il reato!

Il Giustiziere degli Angeli

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I giudici del riesame: Don Pezzini furbo può fare altri reati


DON DOMENICO Pezzini, il sacerdote di 73 anni originario di Borghetto Lodigiano, appartenente alla Diocesi di Lodi ma da sempre legato alle realtà milanese

DON DOMENICO Pezzini, il sacerdote di 73 anni originario di Borghetto Lodigiano, appartenente alla Diocesi di Lodi ma da sempre legato alle realtà milanese, arrestato a fine maggio con l’accusa di avere abusato per circa tre anni di un ragazzino straniero, avrebbe usato «l’astuzia di accreditarsi agli occhi dei genitori del giovane e degli operatori sociali come animato da propositi di aiuto».

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Pedofilia: Don Marco Baresi condannato anche in appello. FreeDON delusi!!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Marco Baresi è stato condannato anche in appello: SETTE anni e SEI mesi per abusi sessuali su un ragazzino e detenzione di materiale pedopornografico (180 file scaricati da e-mule). I suoi “amici” erano in aula ad ascoltare la sentenza (lui no) abbigliati da quella maglietta gadget con su scritto FreeDON. Sono rimasti delusi, si aspettavano una assoluzione, ed hanno espresso parole schifate verso la “giustizia italiana”. La Curia diocesana apprende la notizia con “tristezza” e pensa che Don Baresi potrà ancora dimostrare la propria innocenza!  Nel contempo, il vescovo Luciano Monari, prepara una lettera indirizzata ai sacerdoti bresciani affinchè superino questa prova con la “fede”! Insomma niente cambia sotto il sole! l’abitino nero col colletto bianco è sostenuto da mani amorevoli e sempre presenti… le vittime diventano sempre più trasparenti, invisibili, senza voce! A me fà schifo questa società che nega a priori la presenza di un orco al loro fianco per mantenere se stessa candida!

La delusione degli amici all’uscita dal Tribunale

Abusi e file hard al Seminario – Condannato l’ex vicerettore

IL PROCESSO DI SECONDO GRADO. Nessuno sconto in appello per don Marco Baresi accusato da un ragazzo. Confermata la sentenza dei giudici di primo grado: 7 anni e 6 mesi. Per i giudici il prete ha avuto rapporti sessuali con un 14enne.

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Don Luciano Massaferro: la famiglia della bambina vuole solo giustizia.

Il Giustiziere degli Angeli

Ha avuto oggi inizio il processo contro Don Luciano Massaferro, il sacerdote alassino accusato di aver abusato di una bambina di 12 anni. La cronaca di questa giornata è riportata in vari articoli da diversi giornali e quindi potrete leggerverla quì sotto linkata. Ma quello che mi preme dire invece è che trovo veramente stucchevole che i giornali continuino a scrivere “don lù”, nomignolo affibbiatogli dai suoi supporters che si presenteranno in 90 a testimoniare a suo favore in Tribunale. I nomignoli sono sempre stati e sono un sinonimo di dolcezza che si dà ai bambini, non alle persone adulte e quì proprio non è comunque il caso: si cariano i denti con queste caramelle!! Io lo chiamo Don Luciano Massaferro solo perchè  negli articoli sia ben identificato aspettando….


La prima udienza del processo contro don Luciano Massaferro è stata sospesa per trenta minuti. Giusto il tempo di convocare il perito, farlo giurare e conferirgli l’incarico per la fase del dibattimento sulle perizie effettuate.

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Don Luciano Massaferro: il 27 luglio il via al processo ma intanto… nuova fiaccolata dei suoi supporters.

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Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta.

È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne. La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

LINK ARTICOLO originale


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Francesco Zanardi – Anamnesi di una vittima… della pedofilia!

Il Giustiziere degli Angeli

Torna a scrivermi Francesco Zanardi e pubblico interamente il quanto affinchè il disgusto verso la pedofilia ed i pedofili vi prenda lo stomaco e vi spinga ad agire. Grazie Francesco!


Questo documento in formato web corredato di filmati è disponibile all’indirizzo:

Anamnesi di una vittima

«Mai avere una relazione con bambini ricchi»

« Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo [...] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure [...] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia… saremo felici per sempre [...] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai. »

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Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti e Monsignor Gino Reali ed i loro complici silenzi.

Il Giustiziere degli Angeli


Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera.

Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

“Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

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Incontro fra le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti.

Il Giustiziere degli Angeli

NOI VITTIME DEI PRETI PEDOFILI


Incontro fra le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti

In Italia è la prima occasione per incontrarsi fra le vittime ( e i loro familiari) che hanno subito violenza sessuale da parte di consacrati della chiesa cattolica o di altre chiese.

Ci si potrà confrontare sulle problematiche psicologiche, legali e sociali legate alla pedofilia ecclesiale.

Verona – Sabato 25 Settembre 2010

Programma

Ore 9,30 confronto

Anch’io ho subito violenza dal prete.

I partecipanti all’incontro si raccontano la loro storia

Ore 14.30 confronto

Difficile muoverci in una società clericale.

Come costruire un collegamento fra le vittime di abusi dei preti


L’incontro è riservato alle vittime di abusi da parte di religiosi.

E’ gradita l’iscrizione.

Per contatti: lacolpa@libero.it


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Don Luciano Massaferro: gli amici e i suoi computer, i suoi parrocchiani in preghiera, amica investigatrice sulla bambina!

Il Giustiziere degli Angeli

In procura si sono svolti altri cinque interrogatori protetti su altrettante bambine ma non si hanno notizie su quale siano state le risposte. Intanto Don Massaferro resta in carcere per la possibile “reiterazione del reato e per evitare l’occultamento di prove” ed i SUOI fedi-fedeli si sono riuniti di nuovo in “veglia di preghiera pro-sacerdote”. Non ci sono notizie circa la risposta del tecnico che stà scandagliando il QUARTO computer che il Don aveva affidato ad un amico e di cui aveva fortemente negato l’esistenza. Ma, oltre ad essere un Don tecnologicamente molto avanzato (anche con un account personale su Facebook), il sacerdote si sarebbe servito anche di un appoggio “umano” per avere notizie fresche su quanto già prima del suo arresto circolava in paese: insomma una sorta di “spia”. E questa era una donna, dipendente del Comune di Alassio. Ecco quanto spunta quindi oggi, ecco l’ennesima dimostrazione di quanto gli adulti hanno le gambe corte come le bugie, ecco come dietro le quinte agiscono…. e qui mi fermo! Intanto gli avvocati difensori del sacerdote hanno richiesto la copia del cd contenente la testimonianza della bambina: vogliamo scommettere che proveranno ad invalidare la perizia con qualche “super-tecnicismo”? Accetto solo dai 10euro in su!

Dipendente del Comune interrogata dagli inquirenti

28 gennaio 2010

Una dipendente del comune di Alassio è diventata una testimone importante nell’inchiesta che ha portato don Luciano Massaferro, 45 anni, parroco delle chiese di San Vincenzo e San Giovanni, in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della giovane parrocchiana.

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Don Luciano Massaferro resta in carcere: questa la decisione del riesame.

Il Giustiziere degli Angeli

Il Tribunale del riesame di Genova ha deciso:

Don Lù resta in carcere ed oggi è anche il suo 45° compleanno!!

LINK ARTICOLI PRECEDENTI

(AGI) – Genova, 18 gen. – Resta in carcere don Luciano Massaferro, 45 anni, il sacerdote di Alassio arrestato con l’accusa di pedofilia lo scorso 29 dicembre. Lo hanno stabilito i giudici del tribunale del riesame di Genova a cui avevano fatto ricorso i legali del parroco delle chiese di San Vincenzo e di San Giovanni Battista di Alassio. Don Luciano Massaferro e’ accusato dalla Procura di Savona di aver abusato di una bambina di 11 anni che ha riferito delle violenze in prima persona e che e’ stata giudicata attendibile dai periti. Il sacerdote e’ rinchiuso nella casa circondariale di Chiavari.

(AGI) Cli/Mom/ge/sim

Alassio: don Massaferro resta in carcere, istanza respinta.

Resta in carcere per decisione del Tribunale del Riesame di Genova don Luciano Massaferro, il sacerdote che dal 29 dicembre è in carcere a Chiavari con l’accusa di violenza sessuale su minore. Oggi il prete compie 45 anni. E’ stata quindi rigettata l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati Alessandro Chirivì e Mauro Ronco. I giudici avrebbero ritenuto attendebile la testimonianza della ragazzina di 11 anni che aveva raccontato di essere stata molestata in tre circostanze diverse dal parroco di Alassio. A questo punto i legali non potranno far altro che rivolgersi alla Cassazione perchè la loro istanza venga accolta.

Don Luciano Massaferro era stato arrestato poco dopo Natale dalla squadra mobile della questura di Savona su ordine della Procura della Repubblica. L’inchiesta era stata avviata dai sostituto procuratori Alessandra Coccoli e dal collega Giovanni Battista Ferro dopo aver ricevuto una segnalazione dagli psicologi che avevano ascoltato la bambina, una chierichetta di don Luciano. In tutto questo periodo di tempo tra i parrocchiani quindi su Facebook è continuata una pioggia di messaggi per sostenere il sacardote che davanti ai magistrati savonesi ha sempre proclamato la sua innocenza.

Savona.news


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Pedofilia e Chiesa: l’elenco dei sacerdoti condannati è lungo da leggere e reso ancor più indigesto da…

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia e Chiesa: l’elenco dei sacerdoti condannati è lungo da leggere e reso ancor più indigesto da…?

dalle dichiarazioni sull’Avvenire rese dalla diocesi di Alassio contro l’operato della procura di Savona che ha tratto in arresto Don Luciano Massaferro, accusato di abusi sessuali su una ragazzina di 11anni. Leggo e riporto questo articolo scritto su savonanewsda Mario Molinari (consiglio di leggere anche questo altro articolo).

E di questo articolo ringrazio veramente Mario Molinari che ha dato così voce ai nostri tanti pensieri in merito a queste esternazioni ecclesiali che sono proprio fuori luogo contro chi, alla ricerca della verità, sta dalla parte del bene, comunque e con equidistanza.


I Presunti innocenti e l’esercizio della Buona Fede.

L’omicida di Borghetto ha confessato ma la presunzione di innocenza vale anche per lui. Approfondirne ora profilo e “ragioni” è come dar la stura al mostro della porta accanto, ottusa quanto utile per suscitare curiosità morbosa, e soprattutto per fare copie / ascolti.

Stacco.

Mercoledì 30 dicembre all’indomani dell’arresto di don Luciano Massaferro, accusato di molestie nei confronti di una minorenne, Savonanews.it pubblicava una nota intitolata: “CAUTELA E TRASPARENZA”, che cominciava così:

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