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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Bambini scomparsi, uccisi, violentati, maltrattati sempre più nella cronaca.

Il Giustiziere degli Angeli

Come un frantoio 24h maciniamo, ci cibiamo e digeriamo notizie in cui bambini e ragazzi sono sempre più, senza colpa, protagonisti della cronaca! La misura di quanto possiamo ascoltare e vedere da tempo ha travalicato i confini eppure andiamo avanti, senza sosta, occupandoci di quanto ci riguarda direttamente nel quotidiano o di manciate di gossip che a tutti noi non dà nessun valore aggiunto. Siamo sempre più uomini e donne fallibili, pieni di errori ed orrori che non arginiamo in nessun modo se non con l’indignazione ed il dolore di un attimo… ed i nostri piccoli sono in pericolo sempre di più. Sappiamo certamente che negli asili nido di mezza Italia i “nostri” bambini sono stati vessati, maltrattati, schiaffeggiati, violentati eppure nessuna voce dai poderosi palazzi della politica ci ha informato su quali provvedimenti verranno presi affinchè nulla di questo accada più. Anzi, un esempio su tutti è la proposta di Alemanno: non costruiremo più asili nido; costano troppo! Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Questo significa che noi, anche applicando il principio di sussidiarieta’, non faremo piu’ asili nido comunali se non in situazioni particolari e punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale. Questo non per risparmiare ma per abbatter le liste d’attesa: in due anni siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa per 5mila bambini”. Caro Alemanno, e chi lo controlla il personale dell’asilo privato? Lei? Chiunque può aprirlo e senza nessuna competenza, anche un pedofilo in libertà!

Aggiungiamo oggi poi l’ennesimo caso di un omicidio suicidio! Ha ammazzato la ex moglie ed il bambino di due anni, poi si è sparato. Eccolo nella foto sotto, Marcello Pistone! Doveva stare in carcere ma invece era libero di uccidere.

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Yara Gambirasio: ricerche senza sosta della 13enne!

Il Giustiziere degli Angeli

Dal 29 novembre non si hanno più notizie di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra scomparsa dopo l’uscita dalla palestra dove si allenava ogni giorno. A casa, chiusi in un dolore cupo, ci sono i genitori della piccola e ci sono tre fratelli (Gioele, Natan e Kebà) che la tristezza stà avvolgendo in una spirale di paura di ora in ora: paura che Yara non torni mai più. Scartata l’ipotesi dell’allontanamento volontario e quella del rapimento a scopo estorsivo rimane solo, per gli inquirenti,  l’ipotesi di un’interesse malato di un’essere spregevole: un pedofilo! Quello che vive alla porta accanto e che non riconosci da particolari ma che anzi, sempre, inganna tutti con una personalità timida, amorevole, invisibile e silenzioso! Oppure quello che, per la fame del suo predare, percorre chilometri alla ricerca di una vittima da sacrificare sul suo (o loro?) altare della perversione! Forse io penso anche a qualcos’altro nella voragine dell’inferno in cui certi (dis)umani trascinano le loro prede ma scaccio questi pensieri con la speranza che Yara torni a casa dai suoi affetti.

Le ricerche sono state da subito capillari e senza sosta, affiancate da nuove tecnologie e da unità cinofile venute finanche dalla vicina Svizzera. Da ieri sono sulle tracce di Yara anche Bo ed Emma, due cani eccezionalmente capaci di trovare tracce ematiche infinetesimali e resti umani. Vincenzo Scavongelli e Giacomo Micheli i loro addestratori (H.B.D.D.).


Per trovare Yara gli investigatori reclutano Emma e Bo

Con i loro istruttori di Rosignano i cani saranno a Brembate di Sopra, nel Bergamasco, per aiutare gli investigatori a trovare , la tredicenne ginnasta scomparsa da una settimana.

ROSIGNANO. Quel sottilissimo filo di speranza che resta è legato anche a loro. Ma è una missione davvero difficile quella in cui sono stati chiamati Emma e Bo i due segugi del Hbdd ((Human blood detection dogs), la squadra di punta dell’unità cinofila che viene addestrata al campo macerie di Rosignano per scovare tracce e resti umani.

Stamani, coi loro istruttori, Emma e Bo saranno a Brembate di Sopra, nel Bergamasco, per aiutare gli investigatori a trovare Yara Gambriasio, la tredicenne ginnasta scomparsa da una settimana dopo essere stata alla seduta di allenamenti non lontano da casa. Yara sembra essersi volatilizzata nel nulla e le speranze di trovarla in vita, man mano che passa il tempo, si affievoliscono. Poche, frammentarie, tutte da verificare le indicazioni e le testimonianze (alcune rese e poi smentite) sugli ultimi momenti in cui sarebbe stata vista la ragazzina. E è andato a vuoto anche il tentativo fatto da Joker, un segugio svizzero messo a disposizione dalla polizia cantonale, che 74 volte su 100 ha fatto centro nelle sue «ricerche molecolari», ma che stavolta – a parte fiutare a lungo in un cantiere edile vicino ad un supermercato – non ha portato a risultati.Ecco allora che da stamani i due cani saranno al lavoro a Brembate, a disposizione dei carabinieri. Emma e Bo fanno parte Gruppo Cinofilo Livornese e del Centro di addestramento di Rosignano. Emma è un meticcio di spinone di Hannover, Bo è un segugio di razza Dra. Hanno quattro anni e insieme agli istruttori Vincenzo Scavongelli, 29 anni e Giacomo Micheli (31) costituiscono una squadra affiatata di un progetto nato quasi per caso sette anni fa quando Micheli, che è addestratore nel cento di Rosignano (dove si allenano anche i cani da macerie, utilissimi per trovare le persone dopo i terremoti), conosce Vincenzo e la sua cagnolina Emma. Entrambi ci sanno fare con gli animali e questi due segugi dimostrano di avere un fiuto davvero speciale. Si dimostrano capaci di seguire tracce di odori, di ritrovare oggetti. Riconoscono il sangue umano e sanno individuarlo anche se contaminato da altre tracce organiche e non. Oggi gli addestratori di Rosignano collaborano con l’Università di Pisa, il Ris, il Centro cinofilo dell’Esercito e l’Istituto di medicina legale di Pisa. Hanno già partecipato ad alcune importanti e in certi casi disperate operazioni: dalla mattanza di Gradoli, nel Viterbese, quando madre e figlia (Tatiana ed Elena Ceoban) furono trovate massacrate in casa, omicidio per cui è in carcere il compagno di Tatiana. Ma hanno fiutato indizi anche nella villetta della Mazzanta dove fu trovata morta Felicia Wentel, prostituta rumena, caso ancora irrisolto. Infine hanno perquisito uno dei cascinali dove si è sospettato potesse essere tenuta nascosta la piccola Denise Pipitone. Quello di oggi è un altro drammatico caso di sparizione di una ragazzina minorenne che sta tenendo fra l’ansia e la disperazione una famiglia e scuote la comunità della cittadina bergamasca.

LINK Il Tirreno



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Unità cinofile alla ricerca degli assassini: ecco la squadra degli HBDD!

Il Giustiziere degli Angeli


Il migliore amico dell’uomo? Il cane! Sembra la solita frase fatta ma sappiamo che non sempre è così. Lo sappiamo dalla cronaca che a volte (quando i casi diventano di largo e pubblico dominio soprattutto grazie alla rete web) ci riferisce di orrendi comportamenti dell’uomo sui nostri amici a quattro zampe. Sappiamo e ci interessiamo ben poco, dandogli poco risalto, di quanto invece i cani vengono utilizzati per la sicurezza delle nostre vite. E questa loro prerogativa dipende da quanto l’uomo sappia amarli ed indirizzarli a capire quanta importanza riveste il reciproco amore. Per caso questo blog viene in contatto con delle persone che, con il loro amore e la loro professionalità, addestrano questi pelosi amici alla ricerca di qualcosa che possa risolvere casi di omicidio o scomparsa: gli umani sono Giacomo Micheli e Vincenzo Scavongeli; gli splendidi animali si chiamano Bo ed Emma! Leggete….

Lo spinone Bo risolve un giallo – Il cane di Rosignano trova l’arma del delitto Lorenzon – 15.ott.2010

ROSIGNANO. Se c’è stata una svolta per l’omicidio Lorenzon, l’uomo trovato morto il 24 settembre 2009 nell’auto in un canale d’irrigazione di Maccarese (vicino Roma), lo si deve ad un cane di Rosignano. Si chiama Bo, è un meticcio di Spinone di Hannover che con la compagna Emma fa parte della Human Blood Detection Dog, la squadra di investigatori a 4 zampe specializzati nel fiutare tracce di sangue e sostanze organiche. Una squadra che si allena al campo macerie di Rosignano con gli addestratori Giacomo Micheli e Vincenzo Scavongelli. Lo Spinone Bo, nei giorni scorsi, nel corso di una perlustrazione con le forze dell’ordine del luogo, ha trovato in un terreno di un coltivatore amico della vittima quella che secondo gli inquirenti sarebbe l’arma del delitto, un tubo idraulico: prova che ha consentito l’arresto per omicidio premeditato di tale Sandro Zorzi, 39 anni. Si tratta di un altro importante successo degli «investigatori a 4 zampe» rosignanesi che – coi loro istruttori – stanno ormai guadagnando la fama come vere e proprie star. Hanno già infatti partecipato ad importani operazioni: dalla ricerca della piccola Denise Pipitone al giallo di casa nostra dell’omicidio di Felicia Wentel alla Mazzanta. E oltre a pagine sui quotidiani sono stati dedicati loro anche spazi importanti sulle tv.


Questo caso dimostra senza ombra di dubbio quanto sia stato importante il lavoro di questi cani che, sin dai primi mesi di vita, vengono addestrati nel rintracciare quello che sia all’uomo che alle nuove tecnologie, sfugge. Già, perché al loro olfatto non si scappa! Inutile tentare di mascherare il sangue umano con varechina, profumo o sangue animale. Loro sono addestrati anche per questo. Le interferenze olfattive non li disturbano. Con una percentuale del 90% di successo, riuscirebbero a scovare un millilitro di sangue umano anche in dieci litri d’acqua. Collaborano fattivamente da alcuni anni con i R.i.s di Parma, con la sezione investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Livorno e con l’Università di Pisa.

Troverete sul loro sito Human Blood Detection Dog Link HBDD) tutto quello che è possibile sapere sui casi a cui partecipano attivamente e un Forum di discussione (aperto solo da ieri) a cui possiamo collaborare ed a cui vi invito ad iscrivervi numerosi: io ci sono già!


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Mauro Romano: dopo 33 anni dalla sua scomparsa un testimone di quel giorno!

Il Giustiziere degli Angeli

Novità sulla scomparsa di Mauro Romano. Gli altri articoli del blog sulla scomparsa del piccolo Mauro QUIQUI.

RACALE (14 novembre) – L’autore del misterioso messaggio su Mauro Romano si è fatto avanti. Ieri pomeriggio ha incontrato i genitori del bambino scomparso 33 anni fa a Racale. E, prima che gli accertamenti avviati dalla polizia postale lo individuassero, ha preferito uscire dall’anonimato e raccontare a Gianni Natale Romano e Bianca Colaianni quanto accaduto il pomeriggio del 21 giugno del 1977 quando Mauro scomparve.  Continua a leggere


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Scomparsa di Mauro Romano: la verità nella coscienza di uno e tanti!

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri sera la trasmissione Quarto Grado si è occupata del caso di scomparsa di Mauro Romano da Racale, entroterra di Puglia. Mauro era un bimbetto vivace dagli occhi vispi ed i capelli biondi. Era un bambino abituato a giocare per strada ma solo a pochi metri dalla sua casa, con i suoi amichetti sotto l’occhio comunque vigile della sua famiglia. Ma in una manciata di minuti, come nell’attuale caso di Sarah Scazzi scomparsa ad Avetrana, Mauro scompare, diventa un suono lontano di palla calciata tra i piedi. Mauro, così come è stato raccontato ieri sera in trasmissione, era andato con la cugina più grande ad annaffiare le piante in una casa e, dopo essere tornato, ha deciso che gli stivali erano troppo pesanti e caldi per poter continuare a giocare. Si allontana solo di pochi metri per andare a mettere i sandali, più consoni ai suoi piedini in quella calda giornata di Giugno a Racale. In quei pochi metri, in quei pochi minuti, Mauro viene risucchiato nel vuoto, senza poter calzare quei sandali, e di lui non vi è più traccia da ormai 33 anni. Questo mio blog si associa al desiderio della famiglia di trovare la verità e, seppure elementi danno delle indicazioni precise, qui non si vuole lanciare nessun atto di accusa contro alcuno. Continua a leggere


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Bambini scomparsi: si riaprono le indagini dopo 33 anni dalla scomparsa di Mauro Romano. Ecco perchè solo ora!

Il Giustiziere degli Angeli

Il 21 giugno 1977 scompare, a Racale nel salento, un bimbo di soli 6 anni: era Mauro Romano. Ora la Procura di Lecce riapre le indagini su questa misteriosa e tragica scomparsa. Quando il procuratore capo, Cataldo Motta, ha ascoltato le parole della madre del piccolo (<Viviamo solo per sapere la verità su nostro figlio>)  non ha potuto non sentirsi egli stesso un padre, un uomo, una persona che “vuole la verità” ed ha deciso di riaprire le indagini affidandole ad un magistrato di comprovata abilità e puntigliosità: Giuseppe Capoccia.


Mauro era un bambino solare, vivace, testardo e viveva con l’innocente convinzione, tipica dell’età, che degli adulti ci si poteva fidare. Ma di certo è proprio un adulto che si nasconde dietro la sua sparizione e, forse, uno di quegli adulti che qui siamo abituati a chiamare “orchi”, quelli che abusano dei bambini per saziare la loro infamità sulla loro carne. Ed anche qui, in questo mistero da svelare, una traccia del 1998 portava al nome di una persona molto vicina alla famiglia del piccolo, un uomo che frequentava quella casa e che faceva salire il bambino e suo fratello sulla sua Vespa blu “per fargli fare un giro in paese”! Un testimone (deceduto in un incidente stradale circa 10anni fà) disse di aver visto qul giorno quell’uomo far salire Mauro sulla sua Vespa e che il motivo era da ricercare nel denaro promessogli da qualcuno per avere il bambino! Forse ora finalmente quell’uomo sarà ascoltato, forse si comincerà ad aggomitolare quel filo che porta alla verità. Una verità dove, ancora una volta, connivenza ed omertà hanno avuto la meglio sul “sapere”, sul conoscere il destino di un bambino di soli sei anni. Ma come posso scrivervi ciò che provo di fronte alle dichiarazioni di una madre che ha perduto suo figlio senza offendere nessuna sensibilità religiosa? La metto giù così come la leggo dai due unici giornali che ne parlano… I genitori di Mauro erano e sono Testimoni di Geova. Nonostante quella testimonianza ricevuta ed i forti sospetti sull’uomo con la Vespa, essi non sporsero denuncia in quanto anche lui faceva parte della stessa congregazione. Queste le loro parole “Non sporgemmo denuncia – scrivono i coniugi Romano – perché la nostra religione non lo permetteva e non lo permette. La nostra religione, infatti, non consente ad un fratello di portare in giudizio un altro fratello della stessa religione. Quel vincolo oggi però è caduto: quell’uomo non fa più parte della congregazione”.

Vi prego di perdonarmi se non capisco, se non condivido il pensiero di nessuna religione quando non si occupa dei propri figli fino in fondo, proteggendoli da ogni male… anche da quello che si annida nelle stesse fila di preghiera. Lo scriviamo ogni giorno in migliaia di righe, lo gridiamo nelle piazze, lo stracciamo dai fogli insulsi della politica: L’INNOCENZA NON SI TOCCA. Abbiamo visto quanti volti e quanti abiti nascondono gli orchi-pedofili, sono ovunque si abbia facile accesso ai bambini e se una dottrina religiosa o di comunità non spazza via dal proprio interno il male… allora si rende complice del crimine più orribile. Mi rivolgo ora al paese di Racale ed a tutta la comunità: qualsiasi cosa sappiate, pensiate o sospettate sulla scomparsa di Mauro ditela agli inquirenti: è importante per tutti.

Lecce, dopo 33 anni riaperta inchiesta su bimbo scomparso.

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Estelle Mouzin scomparsa a 9 anni nel 2003 – il mostro di Marcinelle nell’indagine.

Il Giustiziere degli Angeli

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Estelle Mouzin è scomparsa nel 2003 in Francia, a Guermantes, mentre faceva ritorno da scuola. Pochi giorni prima della sua sparizione un suo compagno di scuola fu vittima di un tentativo di rapimento da parte di una persona con gli occhiali e i capelli grigi  al volante di un furgone bianco. Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann, trova dei particolari nei reperti sequestrati a casa di Michele Fourniret, il mostro di Marcinelle. E questi reperti portano alla scomparsa di Estelle Mouzin! Sono dei lacci bianchi e dei guanti neri (lei indossava degli scarponi con lacci doppi bianchi al momento della scomparsa e dei guanti neri!).  Questa non è la prima volta che l’ombra di Fourniret aleggia sulla cartella Mouzin Estelle. Anche alcune immagini di notiziari televisivi  relativi al caso e foto della ragazza erano state trovate sul portatile di Fourniret. Ma quest’ultimo ha protestato la sua innocenza.  Ha anche un alibi per il giorno del 9 gennaio 2003. Ha detto che quel giorno telefonò a un parente stretto dalla sua casa in Belgio. Una telefonata quel giorno ci fù effettivamente ma è impossibile dimostrare che Fourniret era in effetti al ricevitore.

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