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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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La Polizia preleva un bimbo davanti scuola come fosse un pericoloso boss. Guarda il video completo

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(DIRE) Roma, 10 ott. – Stamattina a Cittadella (Padova) un bambino di dieci anni, al centro di una causa di affidamento, e’ stato prelevato con la forza da scuola per essere collocato in una casa famiglia. Tre persone si sono presentate in classe intimando ai compagni di classe del piccolo Leonardo di uscire dall’aula. Una volta rimasto solo, Leonardo e’ stato prelevato con la forza, nonostante si tenesse disperatamente avvinghiato al suo banco, piangendo.

Poi e’ stato trascinato per la strada, urlante da una serie di persone tra cui il padre, gli assistenti sociali, e alcuni poliziotti guidati da un consulente tecnico d’ufficio che aveva diagnosticato in lui una malattia rifiutata dalla comunita’ scientifica internazionale, la PAS (Sindrome da Alienazione Parentale).

La famiglia del piccolo Leonardo, assistita l’avvocato Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia sporgera’ denuncia per le modalita’ disumane usate con il bambino, il quale chiedeva disperatamente aiuto senza che l’azione violenta si interrompesse. Domani mattina alle 8.30 i genitori dei compagni di classe di Leonardo manifesteranno davanti alla scuola elementare Cornaro di Cittadella (Padova).

Nelle cause di separazione i casi di prelevamento dei minori contesi con l’uso della forza sono molto piu’ diffusi di quello che si pensa. Ha fatto scalpore qualche giorno fa il video delle quattro sorelle prelevate in Australia e trasferite in Italia dal padre che ne aveva ottenuto l’affidamento, eppure anche in Italia con i bambini l’uso della forza viene spesso preferito all’ascolto delle loro problematiche o ansie.

Il piccolo Leonardo viveva con la mamma e vedeva il padre in incontri protetti. Rifiutava di vederlo da solo, presso la sua abitazione o altrove, in quanto nelle precedenti frequentazioni riferisva di aver subito maltrattamenti psicologici di vario tipo.Tutto cio’ e’ andato avanti finche’ un consulente tecnico d’Ufficio non ha diagnosticato in lui una pseudo patologia, la PAS, che proprio alla fine di settembre 2012 l ‘Apa (American psychiatric association), ovvero l’associazione americana i cui membri sono specializzati in diagnosi, trattamento, prevenzione e ricerca di malattie mentali, ha escluso dal DSM-5 (ovvero l’edizione aggiornata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

Nonostante questo, si continua a ritenere “malati” i minori che hanno problemi di relazione con il padre (piu’ raramente con la madre), e invece di approfondire le cause del disagio e risolverle, si preferisce renderli “orfani” di entrambi i genitori collocandoli in case famiglia e sottraendo loro tutte le sicurezze acquisite: la mamma , i nonni, la scuola, i compagni, lo sport. Sul tema della sottrazione dei minori alla famiglia, e sulle diagnosi di PAS sono state presentate anche numerose interrogazioni parlamentari. (Com/Wel/ Dire) 20:05 10-10-12

LINK AL VIDEO COMPLETO

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Abusi all’Asilo di Rignano Flaminio: chiesti 12 anni di reclusione per ogni imputato!!

Dodici anni di reclusione per ciascuno dei cinque imputati nel processo per i presunti abusi su almeno 21 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. È la richiesta del pm Marco Mansi nella requisitoria del processo che vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello (marito della Del meglio) e la bidella Cristina Lunerti.

A vario titolo e a seconda delle posizioni, gli imputati sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il pm Mansi, nel sollecitare la condanna dei cinque imputati, ha chiesto anche la trasmissione degli atti per procedere contro altre due maestre, contro un testimone e anche contro Kelum De Silva Weramuni, il benzinaio cingalese la cui posizione era stata archiviata nel corso delle indagini. Il rappresentante della pubblica accusa ha ricostruito tutti i passaggi dell’inchiesta che ha portato all’odierno processo, focalizzando anche e soprattutto la sua attenzione sui contenuti dell’attività tecnica che i medici hanno compiuto su alcuni dei bambini nel corso del lungo incidente probatorio per acquisire agli atti processuali le testimonianze dei piccoli. Continua a leggere

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Abusi sessuali in asilo del Comune Aperta inchiesta su una dipendente

MILANO – Abusi sessuali in una scuola materna comunale. Il Tribunale di Milano ha aperto un’inchiesta che vede come vittime due minori, una bimba e un maschietto e che ha come indagata una donna, all’epoca dei fatti dipendente della scuola stessa. Il 31 gennaio scorso si è svolto l’incidente probatorio sotto la guida del pm Luca Gaglio e del gip Chiara Valori, durante il quale sono state confermate le circostanze degli abusi e sono emersi ulteriori particolari agghiaccianti. La prima denuncia è del 2 agosto. Una coppia di genitori milanesi si presenta nella caserma di carabinieri più vicina a casa, allarmata dalle confidenze che la loro figlia, di soli quattro anni, ha appena fatto, due giorni dopo che si è concluso il centro estivo organizzato dalla scuola materna frequentata. Carezze molto spinte, minacce, abusi che si svolgono nelle aule della scuola, dove ogni mamma è convinta che il proprio piccolo sia al sicuro. Un racconto tristissimo e terrificante nel suo squallore, che i genitori mettono nero su bianco davanti ai carabinieri per proteggere la propria figlia e tutelare anche gli altri piccoli iscritti alla materna. Continua a leggere

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“Quel prete abusò di me” La testimonianza choc.

Ricevo dall’associazione Onlus “La Caramella Buona”

Palermo, 23 febbraio 2012

PEDOFILIA ECCLESIALE: LA CARAMELLA BUONA DENUNCIA ALTRO CASO.

RIVELAZIONE SCOTTANTI SU “S” la storia di abusi nella Chiesa in provincia di Catania

Prima, per dodici anni, ha dovuto affrontare la psicoterapia. Anni e anni di colloqui su un lettino per lavarsi di dosso l’orrore. Poi, dopo aver letto su un giornale di un’associazione, “La Caramella Buona onlus”, che si occupa di denunciare le storie di abusi sui bambini, ha deciso di raccontare la sua storia: le molestie subite da un prete quando era minorenne. Infine, un giorno dell’anno scorso, ha preso il coraggio a due mani e ha affrontato il suo carnefice registrando una conversazione nella quale il sacerdote ammette i rapporti sessuali. È la storia raccontata in un servizio di Andrea Cottone nel prossimo numero di “S”, in edicola da sabato: la storia di Salvo (il nome è di fantasia) e del prete della diocesi di Acireale che ha abusato di lui quando era ancora minorenne. Un caso non isolato. Continua a leggere

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Potenza, tenta violenza sessuale ad una 11enne: arrestato

Potenza, 18 feb. – (Adnkronos) – I militari della compagnia di Melfi hanno arrestato un 39enne residente in un Comune nell’area dell’Alto Bradano per tentata violenza sessuale ed atti sessuali ai danni di una minorenne. Ieri sera i genitori di una bimba di 11 anni hanno riferito che la figlia, poco prima, era stata oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di un loro conoscente. I militari hanno acquisito gli elementi essenziali per il prosieguo delle indagini ed hanno rintracciato immediatamente il presunto responsabile, accompagnandolo in caserma.

L’uomo, resosi conto della gravita’ di quanto appena commesso, ha collaborato permettendo una ricostruzione dei fatti. Ieri pomeriggio, come gia’ accaduto altre volte, la bambina si era recata a casa di una coetanea per fare i compiti. Giunta l’ora di rientrare, il padre dell’amichetta si offriva di accompagnarla a casa. Durante il tragitto l’uomo ha fermato la marcia del mezzo in una zona isolata e si e’ denudato, abbassando i pantaloni. La ragazzina, presa dal panico, e’ uscita di corsa dall’auto ed ha raggiunto a piedi la sua abitazione dove ha raccontato tutto ai genitori, in lacrime. Completata la ricostruzione, l’uomo e’ stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato presso la propria abitazione, in attesa delle decisioni della Procura di Potenza.


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Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


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Rignano Flaminio: riparte da zero il processo per abusi sui bambini dell’asilo.

Il Giustiziere degli Angeli

La notizia è stata battuta da molte agenzie pochi minuti fa: riparte da zero il processo a Tivoli per gli abusi su 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere dell’anno scolastico 2005/2006. Poche settimane fa ci giungeva notizia (LINK) del fatto che una componente del collegio giudicante (Marzia Minutillo Turtur) è stata richiamata dal CSM per un “importante e delicatissimo” incarico: partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura! Gli avvocati che difendono gli indagati oggi potevano comunque dirsi “disposti ad utilizzare e salvare quanto fino ad ora fatto in udienza”….invece gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno (difensori dei coniugi Scancarello) hanno detto NO: ricominciamo da capo facendo di nuovo testimoniare le famiglie dei piccoli! Stranamente gli altri avvocati degli indagati non sono d’accordo con lo Studio Coppi e vorrebbero invece procedere celermente verso la fine del processo. Dico “stranamente” in quanto, generalmente, in questo tipo di processi in cui gli accusati sono più d’uno, gli avvocati difensori tendono ad adottare la stessa strategia. Socialmente certo la posizione degli Scancarello è ben diversa da quella degli altri: loro si sono trasferiti immediatamente a Roma e non vivono più nel paese dei “Guelfi e Ghibellini” dove la divisione tra innocentisti e colpevolisti pesa invece sul quotidiano delle altre maestre! I genitori dei bambini che erano in attesa della decisione di oggi davanti al Tribunale, intanto dichiaravano di prevedere (nel caso in cui si stabilisse di riiniziare da capo il processo) un sit-in di protesta permanente davanti a Palazzo dei Marescialli, sede del CSM. Appoggio la loro protesta ma non mi faccio illusioni: questa è l’Italia che abbiamo contribuito a fare anche noi e dove le proteste dei cittadini sono solo un fastidioso rumore!

 

Rignano/ Divergenze tra le difese ma processo parte da zero

Il processo in corso a Tivoli, per gli abusi sessuali compiuti sui 19 bimbi che nell’anno scolastico 2005-06 frequentarono la scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, ripartira’ da zero. La circostanza era nota da diverse settimane ma oggi il tribunale ha comunicato ufficialmente alle parti che il collegio e’ precario da quando il giudice Marzia Minutillo Turtur e’ stato messo fuori ruolo dal Csm per poter seguire i lavori della commissione di esame al concorso in magistratura. Preso atto del problema, tutti gli avvocati delle parti in causa si sono detti disposti a utilizzare (e a salvare) quanto fatto finora in udienza, ad eccezione di Roberto Borgogno che, assieme a Franco Coppi, difende i coniugi Patrizia Del Meglio (maestra) e Gianfranco Scancarello (autore televisivo). Per Borgogno, data la delicatezza e la complessita’ della materia che ha praticamente diviso a meta’ un paese tra innocentisti e colpevolisti, e’ doveroso che il nuovo giudice ascolti ‘dal vivo’ quanto hanno sinora raccontato nelle varie udienze a porte chiuse i genitori dei bimbi coinvolti nelle presunte violenze. Quella di oggi, di fatto, segna la prima, vera, divergenza tra gli avvocati delle difese da quando ha preso il via l’inchiesta. L’auspicio del presidente Mario Frigenti e’ che, entro il 13 luglio, data della prossima udienza, un nuovo magistrato possa essere assegnato dal Csm cosi’ da poter formulare un nuovo calendario e formalizzare la rinnovazione dibattimentale attraverso una nuova convocazione dei genitori fin qui ascoltati. Contrariamente alle previsioni piu’ nere della vigilia, il mancato consenso dell’avvocato Borgogno fara’ slittare di pochi mesi il processo che era cominciato nel settembre dello scorso anno. Oltre ai coniugi Scancarello-Del Meglio sono sul banco degli imputati anche le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e la bidella Cristina Lunerti. Violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza, sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali.

(LINK)


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Asilo Abba di Brescia: assolto il bidello accusato di abusi sui bambini.

Il Giustiziere degli Angeli

Correva l’anno 2002! Processi – condanne, processi – assoluzioni, ri-processi e sono passati quasi 10 anni dai fatti contestati. Ieri l’assoluzione per il bidello accusato di abusi sessuali su quattro bimbi dell’asilo Abba di Brescia: la procura generale ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e l’assoluzione di ieri non è definitiva. “Quanto e come ha pesato nel giudizio l’assoluzione nell’altro asilo bresciano Sorelli?” qualcuno si domanda. E poi “era stata chiesta una perizia psico-diagnostica sulla bambina (ora ragazza) che aveva mosso le prime accuse, ma il perito incaricato aveva stabilito che non era possibile stabilire se dieci anni fa la piccola fosse stata in grado di testimoniare”. Vorrei solo capire “se e come” si è stabilita la testimonianza dei bambini. Vorrei capire cosa hanno stabilito le perizie sui piccoli, cosa hanno raccontato con le loro parole, cosa è stato stabilito dalle perizie medico-legali… Ma immagino che i bambini siano stati etichettati come “bugiardi” o come bambini programmati da “genitori ansiosi” con dei falsi ricordi. Questa è la verità di un processo! La verità dei fatti risiede in luoghi segreti e, nè con condanne nè con assoluzioni, a noi ci sarà mai data di sapere…. la sanno solo loro.

Milano, assolto il bidello ”Nessun abuso all’Abba”

Assolto perchè il fatto non sussiste. I giudici della terza sezione della corte d’appello di Milano hanno assolto il bidello accusato di aver abusato di quattro bambini che frequentavano la scuola materna comunale «Abba» dell’Oltremella. Per i giudici milanesi nella scuola materna non c’è stato alcun abuso, il bidello non è l’«orco» che per l’accusa meritava una condanna a 15 anni. IL VERDETTO è stato pronunciato ieri pomeriggio, poco dopo le 15, dopo un paio d’ore di camera di consiglio. Ad attendere la sentenza i difensori del bidello, gli avvocati Patrizia Scalvi, Maria Grazia Lanzanova e Guglielmo Gullotta, mentre l’imputato – provato da un iter giudiziario che si protrae da quasi dieci anni – non se l’è sentita di raggiungere la corte d’appello nel tribunale di Milano e ha preferito attendere a casa l’esito dell’ennesimo processo d’appello. Erano da poco trascorse le 15 quando il telefono ha squillato a casa del bidello: la moglie e la figlia sono sobbalzate, per tutti questi anni hanno fatto coraggio al loro caro, hanno fermamente creduto nella sua innocenza. È stata la signora ad afferrare per prima il ricevitore. E subito è scoppiata in lacrime. «TI HANNO ASSOLTO» ha urlato al marito che a sua volta si è commosso. La notizia ha subito fatto il giro dei parenti, dei fratelli del bidello che non gli hanno mai negato il loro sostegno e che per tutto il tempo dell’inchiesta e dei processi hanno cercato di mettere in evidenza le contraddizioni delle indagini, l’assoluta mancanza di prove. Ieri per tutti è stata una vittoria. Anche se la procura generale ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e l’assoluzione di ieri non è definitiva. L’avvocato Patrizia Scalvi confida che il processo di ieri sia l’ultimo: «Spero che questa assoluzione sia l’ultima pronuncia dei giudici su una vicenda incredibile». L’INCUBO per il bidello dell’«Abba» aveva preso il via nel 2002: il 22 marzo gli uomini della squadra Mobile avevano bussato alla porta di casa e l’avevano portato via in manette. Destinazione Canton Mombello, cella di isolamento per le accuse infamanti. L’inchiesta che aveva portato all’arresto del bidello aveva preso il via quando la mamma di una bambina, che frequentava una sezione della scuola materna dell’Oltremella, aveva sporto denuncia preoccupata per i comportamenti anomali della piccola. Il bidello era finito tra i sospettati: piccolo, con capelli e baffi scuri, occhiali fumè per nascondere un problema a un occhio, doveva aver colpito negativamente alcuni dei bambini che frequentavano la scuola. A peggiorare la situazione del bidello aveva contribuito anche il difficile rapporto che si era creato nell’ambiente di lavoro. Il dipendente comunale era spesso oggetto di critiche da parte delle insegnanti, gli contestavano esecuzioni di lavoro non perfette. Lo stesso bidello non amava lavorare all’asilo e aveva chiesto più volte, ma senza successo, di essere trasferito ai servizi cimiteriali. SUL BANCO degli imputati il bidello era finito insieme alla coordinatrice scolastica e a due ausiliarie. In primo grado, il 3 dicembre del 2004, il bidello era stato condannato a 15 anni, una delle ausiliarie a 10 anni e 6 mesi, mentre le altre due imputate erano state assolte. In appello – il primo – la pena del bidello era stata ridotta a 13 anni, mentre l’ausiliaria era stata assolta. Era venuta a cadere l’accusa di abusi di gruppo sui bambini dell’asilo, il bidello era rimasto l’unico «mostro» dell’inchiesta. Nel settembre 2007 la Cassazione aveva accolto il ricorso dei difensori e disposto un nuovo appello. Il bidello era ricomparso davanti ai giudici della corte d’appello di Brescia (una sezione diversa da quella del primo appello) ed era stato assolto. La procura generale aveva presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione. Nel maggio del 2010 i giudici romani avevano accolto il ricorso della procura generale disponendo un nuovo appello. Il terzo. Appello a Milano per il bidello, quindi, non essendoci altre sezioni disponibili nella corte d’appello di Brescia.

IL PROCESSO MILANESE era iniziato con un immediato rinvio lo scorso ottobre. A febbraio le parti erano tornate in aula: era stata chiesta una perizia psico-diagnostica sulla bambina (ora ragazza) che aveva mosso le prime accuse, ma il perito incaricato aveva stabilito che non era possibile stabilire se dieci anni fa la piccola fosse stata in grado di testimoniare. Il 24 maggio il pg aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. Ieri l’assoluzione, la seconda in appello. Dopo dieci anni di profondo incubo. LINK


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Pedofilia: 11 indagati nell’asilo di Coperchia – 20 i bambini coinvolti -

Il Giustiziere degli Angeli

Per caso, leggendo da altri attentissimi blogger della rete, leggo questa notizia! Scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano (SA): 11 indagati per abusi sessuali sui bambini dell’asilo. Ecco, già le sento le voci venire da quelli che insistono sui falsi abusi, ricordi indotti, testimonianze a reticolo, influenza, tbc e mononucleosi! Già! perchè ogni volta si parla di “contagio collettivo” come se essere vittime della pedofilia è come avere un raffreddore, magari pure con un febbrone che dà le allucinazioni che ti fanno vedere i mostri. E stiamo pure attenti a non scivolare perchè con tutte queste “bolle di sapone” il pavimento diventa uno schifo!

In questo “bellissimo e tranquillissimo asilo” lo scorso anno fù arrestato il bidello, tale Antonio A., già conosciuto per gli stessi reati precedentemente. Ma si sà: se uno è un pedofilo ma è anche bidello bisogna mantenergli il posto di lavoro a contatto con i bambini! (leggi qui).

L’articolo che leggerete di seguito finisce con questa frase: alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. NO CARI SIGNORI, NON E’ COSI’. Dopo il caso Rignano Flaminio, il Ministro Fioroni emanò una circolare (la n.72 del 19 dicembre 2006) secondo la quale “il personale della scuola anche soltanto indagato per reati gravi deve essere sospeso a scopo cautelare”. (leggi QUI). Qualcuno tra i blogger ha già provveduto ad informare le autorità competenti di Coperchia affinchè la circolare venga applicata.

Undici indagati per gli abusi all’asilo di Pellezzano 

La denuncia partì dai genitori dei bambini che ora frequentano un’altra scuola. Lo scorso anno fu arrestato il bidello. Tra gli indagati anche il dirigente scolastico 

di Fiorella Loffredo 

Nuovo terremoto nella scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano, dove l’anno scorso venne arrestato, e poi scarcerato, un bidello, originario di Siano, accusato di pornografia minorile e violenza sessuale su minori. Nel mirino del pubblico ministero Cristina Giusti, sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Salerno, ora sono finite altre dieci persone – tra bidelli, maestre, bibliotecari e applicati di segreteria prestanti servizio alla stessa scuola – che venerdì scorso sono stati raggiunte da informazioni di garanzia in seguito alla richiesta di incidente probatorio inoltrata al giudice per le indagini preliminari Elisabetta Boccassini dallo stesso pm salernitano. L’accusa mossa agli undici, tra i quali c’è anche il primo accusato della vicenda, ossia il bidello Antonio A., è quella di violenza sessuale, reato continuato e aggravato da violenza di gruppo. 

Tra gli indagati anche la nonna di una delle piccole vittime dei presunti abusi e un dirigente del plesso. Ancora da stabilire la data in cui si svolgerá l’incidente probatorio durante il quale alcuni dei venti bambini ritenuti parte offesa saranno chiamati a dare una loro versione dei fatti che si svolgevano tra le mura scolastiche, forse anche in stanze deputate proprio a quelli che i bambini finora ascoltati, in più di un’occasione, hanno definito “giochi belli e giochi brutti”. I primi, stando alle prime testimonianze, vedevano il coinvolgimento dei soli minori, nei secondi sembra invece che il ruolo degli adulti fosse predominante. 

I bambini chiamati a deporre, molti dei quali attualmente seguiti dai servizi psicologici per l’infanzia dell’A sl, dovranno chiarire alcuni punti sui cui il magistrato Giusti vuole fare chiarezza, primo fra tutti quali e quanti fossero gli adulti coinvolti, o al corrente, dei cosiddetti “giochi”. 

Per farlo potranno avvalersi anche dei linguaggi più a loro consoni come i disegni e a loro disposizione saranno messe bambole o giocattoli di varia forma con i quali potranno simulare le eventuali violenze subite. I fatti che ora vengono contestati a ben undici persone risalgono al gennaio del 2010 quando una coppia di genitori, notando degli arrossamenti sul corpicino del loro bimbo di 4 anni affidato alle cure delle maestre della scuola di Coperchia, diedero l’allarme facendo partire le indagini, condotte dai carabinieri di Mercato San Severino, al comando del capitano Rosario Basile, che a maggio dello stesso anno portarono all’arresto del bidello 45enne originario di Siano, accusato anche di aver fotografato le sue piccole vittime durante gli abusi.

Il sospetto che potessero esserci altre vittime all’interno della scuola, spinse gli inquirenti a chiedere la collaborazione del dirigente scolastico, anch’egli ora raggiunto da avviso di garanzia. Nell’aprile del 2010 vi fu anche una perquisizione nella scuola e anche la casa del bidello venne messa a soqquadro dai carabinieri che portarono via cellulari e computer. L’attivitá investigativa è stata poi condotta attraverso sofisticati strumenti tecnici e l’a cquisizione delle testimonianze delle piccole vittime che avrebbero descritto gli abusi subiti con dovizia di particolari, mostrando – sostennero all’epoca gli investigatori – «un patrimonio conoscitivo della sfera sessuale che normalmente non appartiene a bambini così piccoli». Ora la questione diventa ancora più inquietante in quanto, stando alle ulteriori indagini svolte, ci potrebbe essere il coinvolgimento di altri soggetti che, con ruoli diversi, avrebbero partecipato alle violenze denunciate.

All’incidente probatorio seguiranno ulteriori perizie psicologiche sui minori, anche collegiali, per stabilire la veridicitá dei racconti anche in base alle eventuali contraddizioni che potrebbero emergere dagli interrogatori. Quel che è certo è che un’intera comunitá è ora sotto shoc.

Raccontano alcuni testimoni che venerdì, quando sono stati notificati gli ulteriori avvisi di garanzia dai carabinieri di Mercato San Severino, nella scuola è scoppiato il caos. In quanto alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. (01 giugno 2011)

LINK ARTICOLO ORIGINALE


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L’ABUSO: SABATO 14 MAGGIO 2011 SAVONA

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo da “ufficiostampa@crimesandthevatican.eu” e riporto:

SABATO 14 MAGGIO 2011 AUDITORIUM DI VILLA CAMBIASO

VIA Torino 20-22 R SAVONA

L’ABUSO

Vi ricordiamo l’incontro che si terrà sabato 14 a Savona.

Un incontro fortemente voluto dalle vittime savonesi e dalle associazioni nazionali, che vogliono dare il loro contributo attraverso l’informazione, per fare in modo che questi orrori non accadano più.

Oggi più che mai è importante fare informazione e prevenzione, molte le famiglie costrette a lasciare spesso, esempio per problemi di lavoro, i loro figli nelle mani di estranei.

Tutelarli è un dovere !!!

Tratteremo diversi casi italiani compreso quello savonese, che non riguarda solo il clero. Li metteremo a confronto con i protagonisti per capire meglio come funziona LA GIOSTRA DELLA PEDOFILIA, cosa è successo non solo a Savona e quali sono troppo spesso i modi che i pedofili utilizzano per avvicinare la preda. Quali sono i passaggi che spesso sfuggono ai nostri occhi.

Dalle vittime, giovani e meno giovani capiremo quali siano le conseguenze, anche a trauma superato.

Vi aspettiamo numerosi e se volete aiutarci, divulgate ai vostri contatti questa mail, cerchiamo di ricordare i valori di civiltà che forse stanno venendo troppo a mancare, ultimamente non esiste più una cultura di tutela per i minori, coloro che saranno il nostro futuro, coloro ai quali per ora, tocca a noi dare un futuro.


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Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


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Pedofilo recidivo? NO GRAZIE! diciamo basta!

Il Giustiziere degli Angeli

Eppure leggo tanto, tanti libri, tanti articoli…. tanto tanto tanto!

A mia memoria un “pedofilo guarito” non ve ne è!! Ma gli si danno miti condanne, non sono seguiti dopo lo sconto della (misera! sich!) pena e la popolazione è all’oscuro sui nomi e volti dei pedofili che ruotano attorno ai loro bambini. Ed allora, proprio perchè non guariscono e la galera gli ha fatto fare solo una gitarella fuori porta un pò più lunga di una settimana, ci ricascano. Vanno in giro in cerca di prede nuove, vanno a cercare nuove vittime delle loro schifose aberrazioni.


Ed eccolo un altro recidivo: si chiama Umberto Grottoli, originario di Taranto, arrestato oggi a Modena e messo subito ai domiciliari (non sia mai che la galera lo intristisca troppo!)

ADESCAVA  11ENNI SU FB: PEDOFILO PRESO A MODENA.

MODENA – Si presentava davanti scuola o li contattava su Facebook: così un 46enne di Soliera (Modena) tentava di adescare ragazzini di una prima media di Modena. Ma i genitori hanno segnalato il fatto alla giustizia e un padre si è pure improvvisato detective fotografando le mosse dell’uomo, che ha un precedente passato in giudicato per molestie a ragazzini. Nei giorni scorsi, nell’ ambito di una inchiesta della Procura distrettuale di Bologna (competente per i reati di pedofilia) coordinata dal Pm Laura Sola, gli agenti della Polizia Postale di Modena hanno perquisito la casa dell’uomo trovando nel computer 400 file di immagini a contenuto pedo-pornografico. Per l’uomo, Umberto Grottoli, così sono scattate le manette per detenzione di materiale pedo-pornografico. Le indagini proseguono ma da quello che risulta questa volta la pronta reazione dei genitori, che fecero la prima segnalazione nel marzo 2010 visto che l’uomo si aggirava attorno alla scuola, ha evitato che Grottolli ripetesse quello che aveva commesso a fine anni ’90. Allora venne condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione con l’accusa di aver molestato sessualmente almeno nove ragazzini di età compresa fra i 9 e gli 11 anni. Secondo quanto appurarono le indagini di vigili urbani e carabinieri, Grottoli, originario di Taranto, li aveva adescati al parco XXII Aprile di Modena e poi li aveva invitati a salire nella sua abitazione dove aveva l’abitudine di proiettare anche film pornografici. Le accuse allora erano di violenza sessuale, corruzione di minori e atti sessuali con minorenni. Il nuovo arresto in flagranza è stato convalidato dal Gip di Modena, su richiesta del Pm Luca Tampieri. Il Gip ha poi disposto la trasmissione degli atti a Bologna per competenza distrettuale. Grottoli è agli arresti domiciliari con il divieto di utilizzo del computer e di comunicare con l’esterno.

LINK LEGGO.IT


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PEDOFILI GIARDINIERI ? A QUESTO PUNTO PERCHE’ NO BIDELLI? Assurda proposta di un carcere salernitano

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo e riporto quanto l’associazione “La Caramella Buona” mi segnala!

Comunicato stampa 8 aprile 2011

PEDOFILI GIARDINIERI ? A QUESTO PUNTO PERCHE’ NO BIDELLI?

Assurda proposta di un carcere salernitano

Da alcuni giorni si parla di un progetto pilota tra il carcere di Vallo della Lucania e il Comune di Castelnuovo Cilento volto al reintegro di detenuti accusati di reati a sfondo sessuale presso gli spazi verdi pubblici. Si tratta quindi di stupratori e pedofili che, a dire della Direttrice del Carcere Maria Rosaria Casaburo e del Sindaco Eros Lamaida necessitano di una possibilità di reinserimento nella società “al di là del crimine commesso “, pertanto si è pensato bene di affidare ad alcuni di loro la manutenzione del verde cittadino e delle strade comunali.

 

“Abbiamo ricevuto proteste da parte di alcune mamme – spiega Roberto Mirabile, presidente de La Caramella Buona Onlus associazione impegnata contro la pedofilia da 14 anni – lamentele che reputiamo assolutamente condivisibili: con i nostri legali assistiamo le vittime di violenza sessuale nei tribunali e conosciamo bene, oltre la gravità del crimine, un aspetto che tutti si ostinano ancora a sottovalutare: la recidiva! Non possiamo e non vogliamo accettare iniziative simili – prosegue Mirabile – che possano favorire anche solo un leggero contatto tra un pedofilo e un bambino o tra un maniaco e una donna. Come tutti i detenuti avranno il loro reinserimento ma che avvenga lontano dai nostri bambini!”

 

La Caramella Buona, prima ed unica Onlus in Italia riconosciuta parte civile e difensiva in importanti processi penali a carico di pedofili seriali, non ci sta; per crimini di questo genere esiste l’interdizione perpetua dai luoghi di lavoro frequentati dai minori e progetti simili oltre a rappresentare un controsenso risuonano come una sorta di beffa in quanto non solo la possibilità del reintegro lascia perplessi ma anche la destinazione pensata: spazi verdi, giardini, strade… ci ritroveremo pedofili e stupratori anche nelle scuole a fare i bidelli?

 

“ Chiederemo spiegazioni e approfondimenti a chi di dovere – conclude Mirabile – nella speranza di scovare in tale progetto una logica e un buon senso al momento assenti.”



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Psico-setta Arkeon: si suicida lo psicologo che aveva denunciato!!

Il Giustiziere degli Angeli

Altri articoli su ARKEON

Arkeon: si suicida uno dei testi

Era un rinomato psicologo genovese, il primo che aveva denunciato la setta di Carlo Moccia.Sempre più arduo il lavoro dei PM nel processo contro la psicosetta a Bari

Si è tolto la vita con un colpo di pistola nel suo studio di Genova il dottor Carlo Fornesi, uno dei testi che verranno ascoltati nei prossimi giorni dai PM del tribunale di Bari in merito al processo sulla psicosetta Arkeon. Noto psicologo del capoluogo ligure, nonché “maestro” della setta pseudo-religiosa di Carlo Moccia, Fornesi era stato il primo a denunciare Arkeon e, insieme ad una ex discepola e alla psicologa Lorita Tinelli (parte civile nel processo nonché consigliere nazionale del Gruppo di ricerca socio religiosa), nei mesi scorsi aveva ricevuto oltre un centinaio di denunce da altrettanti membri della setta, più un atto di citazione con richiesta di oltre quattro milioni di euro di danni. Calunniato e diffamato nella rete informatica, dai blog creati da alcuni membri di Arkeon e dai suoi sostenitori, lasciato dalla moglie (anch’essa adepta di Arkeon) che era stata indotta a sposarlo durante la sua “militanza” nella setta, lo psicologo 43enne – che soffriva da un po’ di tempo di una forte depressione causata , pensano in molti, principalmente dal recente divorzio – non ha retto a tutto quanto e due giorni fa ha deciso di farla finita. Complice una giustizia troppo lenta, stretta evidentemente nelle maglie di una burocrazia processuale che stravolge i tempi necessari al raggiungimento della verità, un testi chiave nel processo è morto e con lui finiscono nella tomba anche i segreti che avrebbero potuto fare luce sulle pressioni psicologiche e sul “lavaggio del cervello” che subiva chi entrava in contatto con Arkeon Sarà ancora più arduo per i PM condurre ora l’impianto accusatorio contro una rete di individui (sono centinaia i membri di Arkeon) che si muovono all’unisono governati dall’assoggettamento psicologico a cui venivano sottoposti e resi burattini nelle mani di esperti burattinai. Doveva aver provato ribrezzo verso il suo ruolo di “maestro” burattinaio il Fornesi; doveva aver capito di essersi spinto troppo oltre, che l’uomo non può essere padrone di un altro uomo e non può comandarne le decisioni attraverso delle tecniche psicologiche mirate a distruggere l’autostima o a ridare autostima ad individui deboli psicologicamente, per poi farsene idoli: erigersi a salvatori della coscienza, dei, maestri della mente altrui. Doveva aver compreso questa verità lo psicologo genovese, perché aveva per primo denunciato e svelato la macchina manipolatrice che esisteva dietro la misteriosa parola Arkeon. Non è però riuscito a sostenere il peso delle pressioni, delle tante calunnie che sulla rete informatica altri discepoli della setta gettavano su di lui, stimato professionista della città di Genova. Poi quel matrimonio: manipolato come tutto il resto. Ora lo psicologo si rendeva conto di essere anch’egli una vittima, schiacciata tra gli ingranaggi della macchina Arkeon. Fornesi aveva incontrato sua moglie durante le “sedute” di Arkeon. Carlo Moccia (il capo di tutto, colui che poneva il suo ritratto a fianco alle icone di Gesù e si proclamava semi dio) aveva decretato che erano la coppia perfetta e si erano sposati proprio durante una di queste sedute, consacrati da membri della Chiesa anch’essi assoggettati al potere della setta. Ma fuori da Arkeon la moglie gli aveva confessato che non l’avrebbe mai sposato se egli non fosse stato un “maestro” e che il loro non era vero amore. Non ha resistito anche a questo Fornesi. L’amore per il figlio di sei anni a cui, chi lo conosce e gli voleva bene afferma, egli teneva tanto, non è riuscito a fermare l’estrema decisione di porre fine alla propria vit Fornesi, lo si è detto, era uno psicologo e psicoterapeuta molto stimato a Genova. Ma per organizzare i corsi di Arkeon si era indebitato sino al collo. Come affermano persone a lui vicine, non aveva più i soldi necessari a pagarsi gli avvocati per difendersi dagli attacchi giuridici del Moccia e dei suoi legali. Era un uomo distrutto su tutti i fronti: quello psicologico, morale, affettivo ed anche economico. Dopo la sua morte, sale la pressione sugli altri testi che si apprestano a parlare ai giudici. La paura più grande è che il processo cada in prescrizione, seconda solo alla paura di subire violenze di ogni tipo da parte delle centinaia di membri che ancora oggi continuano a minacciare di morte chiunque metta i bastoni tra gli ingranaggi della macchina trita-menti di Arkeon.

Mirko Misceo

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Don Ruggero Conti: richiesti 18 anni di reclusione per abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

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Pedofilia, il pm chiede 18 anni per don Ruggero Conti. Fu arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni.

Condannare a 18 anni di reclusione e a pagare una multa pari a 50mila euro don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni. Lo ha chiesto il pm Francesco Scavo ai giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale davanti ai quali si celebra il processo.

 

Violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile aggravate sono i reati contestati al sacerdote. Nel corso della requisitoria il pm ha sottolineato come, tenendo ferma la presunzione di innocenza, “ci troviamo di fronte a condotte che se vere sono di una gravità inaudita. Le condotte così come descritte nel capo di imputazione – ha detto – denotano una serialità, una spiccata propensione all’abuso e comportamenti compiuti con dolo”.

Una condotta, ha aggiunto, “insidiosa e insistente” e a chi sostiene che sia tutto un complotto il magistrato ha replicato: “Davvero dobbiamo pensare che persone così diverse tra loro abbiano messo insieme un tale disegno criminoso? Le dichiarazioni dei ragazzi sono precise e riferiscono di abusi compiuti con lo stesso modus. Esaminando i loro racconti dobbiamo ricordarci come si ragiona a dieci-dodici anni: in quei momenti un bambino ha paura e non sa cosa fare”.

La vicenda culminò il 30 giugno 2008 quando il sacerdote fu arrestato mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi. Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare, sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti.

Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione. Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione. Il processo, nel corso del quale molti parrocchiani hanno testimoniato a favore del sacerdote, è stato aggiornato al 7 febbraio per la prosecuzione della discussione.

“Da radicale non auguro a nessuno di finire nelle disumane carceri italiane” afferma Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che rappresenta la parte civile a nome del Comune nel processo che vede imputato il sacerdote.Credo, comunque, che nel processo siano emerse prove molto forti a carico di Don Ruggero. Il 7 febbraio preciseremo con l’avvocato Elisabetta Valeri le conclusioni a nome del Comune”. “Spero che in Vaticano – conclude – abbiano finalmente compreso che ostacolare la giustizia italiana, con un atteggiamento omertoso rispetto ai casi di pedofilia è un grave errore, non solo per le future vittime ma per la chiesa stessa”.

(01 febbraio 2011) LINK ARTICOLO REPUBBLICA.IT

 


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Rignano Flaminio/Pedofilia: i genitori dei piccoli ripercorrono l’orrore!

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, 17 gennaio 2011, sono stati ascoltati in udienza cinque genitori dei piccoli alunni dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Un’udienza, come le precedenti, feroce nel suo dipanarsi tra l’orrore e lo sgomento che causa la parola “pedofilia”. Sette ore, tanto è durato il percorso buio che i genitori hanno fatto ripercorrendo i racconti dei propri figli e chi di noi non ha mai vissuto in prima persona questo “delitto”, non potrà MAI neanche lontanamente sentire quanto dolore ne consegue! Riprendo dall’ordinanza di custodia cautelare dell’aprile 2007 (la trovate facilmente nel web!):

..Continua in casa a simulare l’amplesso sessuale dicendo che è obbligata a farlo altrimenti la uccidono e che loro (i genitori) non possono guardare quel “gioco” insegnatole dalla maestra P. e dagli altri “grandi”: è un segreto ed ha paura che li possano uccidere (“mamma queste cose le dico solo a te e deve rimanere un segreto da non dire neanche a papà altrimenti ci uccidono”, perché- così l’hanno minacciata -i “grandi” ripetendole che “loro sono tanti e forti”)…


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Abusi sui bambini all’asilo: quando finirà l’incubo?

Il Giustiziere degli Angeli

Il bambino è stanco, la notte ha avuto gli incubi, ha sognato l’asilo brutto! E sa già che domani tornerà lì dove i colori vivaci delle mura stridono come gessetti sulla lavagna. I bambini, i suoi compagni dell’asilo, non giocheranno, non sorrideranno, non proveranno a disegnare con linee incerte faccine che sorridono e sole alto a scaldare le cime delle montagne. Lui ed i suoi compagni staranno lì, fermi, in silenzio, come piccoli soldati sull’attenti pronti a ricevere ordini dai superiori. Le maestre sono il loro incubo peggiore! Ad ogni movimento, ad ogni pianto, ad ogni malessere reagiscono con schiaffi, calci ed offese verbali che i bambini subiscono. Lui, una volta che aveva mal di pancia e piangeva forte, è stato chiuso in bagno al buio, per ore ed ha tanto pensato e voluto che il suo papà, alto e forte, venisse a liberarlo!… ma non è accaduto. Un giorno invece una sua amichetta ha vomitato sul pavimento e la “maestra-strega” l’ha costretta a rimangiarsi tutto! Un altro amichetto è stato legato ad una sedia con lo scotch e, poiché piangeva tanto, gli hanno messo il nastro anche sulla bocca. Le “maestre” sono cattive ed il bambino non capisce perché! A casa riceve amore da tutti ma lui a volte fa i capricci: forse – pensa – i miei genitori mi portano all’asilo perché impari a non farne mai? Il bambino spinge sui piedi, alza le braccia, si allunga per guardarsi nello specchio sperando di crescere presto così non andrà mai più “nell’asilo delle maestre-streghe”.

Questo mio piccolo racconto nasce di getto dopo aver letto degli ennesimi casi di maltrattamenti negli asili. Provo, ma riuscendoci forse solo in parte, ad immedesimarmi in questi bambini capitati nelle mani di aguzzine senza sentimenti: maestre-streghe! Queste (o questi) sono esseri compressi nel loro bisogno di superiorità, di potere e, non potendo sfogare la propria rabbia per il loro fallimento interiore, si sfogano sui bambini. Continua a leggere


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Pedofilia: maestro d’asilo abusa di piccoli innocenti!

Il Giustiziere degli Angeli

Non sappiamo quanti casi accadono negli asili, non sappiamo perchè magari altri passano sotto silenzio o perchè non ci sono denunce e solo vittime e genitori silenziosi che, per paura o per vergogna, spostano i bambini in altri asili sperando che possano dimenticare. Quello che più fà male di questa altra, ennesima, storia di abusi su tanti bambini dell’asilo è che le denunce di alcuni genitori furono ignorate senza approfondire quanto i bambini raccontavano. Ci voleva un giro di pedopornografia internazionale per fermare quest’essere schifoso, per scoprire che abusava dei bambini degli asili per cui lavorava, tra le 30 e le 50 vittime fino a quattro anni di età delle sue perversioni! Accade in Olanda dove questo 27enne è stato arrestato insieme a suo marito e ad una altro uomo che lavorava negli asili. L’orrore di questi abusi è volato oltreoceano e si teme che sia un giro che coinvolge molte altre figure. Non c’è molto altro da dire poichè la cruda realtà sconvolge già per il numero e l’età dei bambini coinvolti se non farsi una sola domanda: ma gli asili sono sicuri per i nostri figli?

“Abusi su decine di bimbi negli asili”. Arrestato un maestro, choc in Olanda. In manette un 27enne di origini lettoni.  Trovato materiale video pedopornografico, la polizia sospetta una rete internazionale

AMSTERDAM  - Avrebbe abusato di decine di bimbi negli asili nido in cui lavorava e nelle case dove veniva ingaggiato come babysitter, attività che pubblicizzava anche via internet. Questo il terribile sospetto che ad Amsterdam ha portato all’arresto di un ventisettenne di origini lettoni. Continua a leggere


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Sacerdote suicida per la vergogna! Molestava sessualmente chi aveva bisogno di conforto ma…

Il Giustiziere degli Angeli

Francamente, poichè sono due giorni che questa notizia campeggia in home-page di “Leggo” visto che continua ad essere commentata, vorrei che qualcuno mi spiegasse il ragionamento del vescovo…

…Il vescovo ha invitato a riflettere sul potere di chi «si permette di scrivere di tutto e di tutti senza pensare alla loro sofferenza» e lo ha fatto durante l’omelia per il funerale del sacerdote suicidatosi dopo la messa in onda del servizio delle “Iene” che lo vedeva protagonista di molestie (pesanti molestie) verso ragazzi che si rivolgevano a lui per una parola di conforto. Sino ad oggi io non sapevo il nome di tale sconcio sacerdote ma, ora che se ne è andato nel mondo dei più, se ne viene a conoscenza: Don Sergio Recanati. Spiace sempre sapere della morte di qualcuno, comunque, ma spero che quando il Vescovo ha parlato di vittime abbia pensato anche a quelle che hanno subito le molestie perchè anche quella dell’anima è morte!

La basilica del santuario di Caravaggio, in provincia di Bergamo e diocesi di Cremona, era gremita oggi per il funerale di don Sergio Recanati, il sacerdote originario di Masano (Bergamo) che si è tolto la vita domenica mattina, gettandosi sotto un treno. Il prete alcuni mesi fa era finito nel mirino della trasmissione tv ‘Le Ienè con l’accusa di aver molestato due ragazzi fingendo di fornire loro un supporto spirituale. La messa funebre è stata celebrata dal vescovo di Cremona Dante Lafranconi, alla presenza di una novantina di sacerdoti. Seduti fra i banchi, in prima fila, gli anziani genitori e i familiari. Dietro di loro ha preso posto molta gente comune, arrivata da Caravaggio e dalle sue frazioni e dai paesi limitrofi del Cremonese e della Bergamasca come Misano, Vailate, Arzago, Capralba e Rivolta d’Adda. Don Sergio era molto conosciuto ed apprezzato da tutti per la sua gentilezza. Ordinato prete nel giugno del 1983, era stato vicario ad Arzago, Vailate e Castelleone, in provincia di Cremona e dal 1992 svolgeva il servizio di sacerdote cooperatore al santuario di Caravaggio. «La misericordia del Signore – ha detto nell’omelia il vescovo di Cremona – ha il potere di riscattare le nostre colpe. Gli uomini giudicano, Dio perdona. È in questo passaggio che si esprime in tutta la sua verità il mistero di Dio che visita il genere umano. Un cristiano non teme di chiedere perdono, perchè alla radice sa di poterlo trovare». Non è mancato un riferimento ai mass media. Don Sergio comparve in un video della trasmissione di Mediaset ‘Le Ienè che lo riguardava nel quale faceva avances a un attore che si fingeva minorenne bisognoso di aiuto. Nonostante le immagini avessero mostrato un sacerdote con il volto oscurato e la voce camuffata molti lo riconobbero. Il vescovo ha invitato a riflettere sul potere di chi «si permette di scrivere di tutto e di tutti senza pensare alla loro sofferenza».

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Molestie sessuali su minori: suicida il prete dello scandalo!

Il Giustiziere degli Angeli

Pone fine alla sua vita il sacerdote smascherato dalla trasmissione “Le Iene” ad Aprile di quest’anno e che fu rimosso! QUI SOTTO I VIDEO DELLA TRASMISSIONE

PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici. ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

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