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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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Rignano, presunti abusi alla materna Il Pg chiede due condanne e 3 assoluzioni

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Due condanne e tre assoluzioni: il Pg Giancarlo Amato ha chiesto ai giudici della III Corte d’appello di Roma di riformare così la sentenza di assoluzione in primo grado sulla vicenda dei presunti abusi sessuali denunciati dai genitori dei bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. Il rappresentante dell’accusa ha chiesto 7 anni di carcere per la bidella Cristina Lunerti e 6 anni e 10 mesi per la maestra Patrizia Del Meglio (per entrambe rispetto solo a 5 dei 15 bambini coinvolti).
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Rignano: abusi su bimbi, al via processo d’appello a Roma.

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(AGI) – Roma, 12 dic. – Con la relazione introduttiva del giudice ‘a latere’ ha preso il via davanti alla terza sezione penale della corte d’appello di Roma il processo sui presunti abusi sessuali compiuti su una ventina di bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-06. La procura di Tivoli e alcuni legali di parte civile, in rappresentanza dei genitori, si sono rivolti ai giudici d’appello per contestare l’assoluzione, con formula piena, della maestre Marina Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, del marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello e della bidella Cristina Lunerti, scagionati il 28 maggio 2012 da accuse che andavano dalla violenza sessuale di gruppo ai maltrattamenti, dal sequestro di persona agli atti osceni con l’aggravante delle sevizie e della crudelta’. Il giudizio di secondo grado entrera’ nel vivo il 29 gennaio prossimo quando il collegio, presieduto da Ernesto Mineo, dovra’ sciogliere la riserva su alcune richieste istruttorie avanzate dalle parti.
Tra tutte, spiccano quelle di sentire in udienza il collegio di periti che, durante la fase delle indagini preliminari, ebbero i colloqui con i venti minori e l’allora consulente della procura che fece l’analisi tricologica sui bimbi individuando sui capelli di un paio di minori la presenza di tracce di benzodiazepine.

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Rignano Flaminio: il 12 dicembre inizia il processo d’appello.

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La terza Corte d’Appello di Roma prenderà in esame a cominciare dal 12 dicembre prossimo il processo di secondo grado per le presunte violenze sessuali che tra il 2005 e il 2006 avrebbero subito i bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. A rivolgersi ai giudici di secondo grado per contestare l’assoluzione, con formula piena, delle 5 persone processate (le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Candida Magalotti nonché la bidella Cristina Lunerti e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello, autore di testi televisivi), sono stati il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e l’avvocato Carlo Taormina, per alcune delle parti civili.

 

Il nostro ordinamento giuridico (vale la pena ricordarlo) prevede ben TRE gradi di giudizio e, sino a quando questi non si sono conclusi, si è sia INNOCENTI sia COLPEVOLI almeno per quanto riguarda la legge. Ben altra cosa ovviamente è la convinzione personale delle persone  che ultimamente mi sono permessa di lasciar esprimere liberamente anche qui. Tant’è che troverete due commenti (presumibilmente della stessa persona) a cui però voglio dire una piccola cosa: se si vuole rivolgere a persone adulte come Lei faccia come crede ma non si permetta di offendere dei bambini perché può solo dimostrare il suo livello di povertà morale e sociale e non ci fa una bella figura.

Per quanto attiene ai “calci in culo” che Lei cita Le dedico questa bellissima foto antica che ricorda a tanti la propria infanzia dove si aspettavano i giostrai per fare appunto un giro su queste spettacolari giostre per acchiappare il nastro e farsi ancora un giro gratis.

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Abusi Asilo Abba di Brescia: confermata condanna al bidello.

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Abusi all’Abba, una nuova condanna. Tredici anni al bidello accusato di aver abusato di alcuni bimbi.

«Un calvario. Un calvario senza fine». I familiari del bidello bresciano condannato ieri in appello a Milano a tredici anni per abusi su alcuni bambini della scuola materna comunale Abba non trovano un’altra espressione per descrivere gli ultimi undici anni della loro vita. E non accettano il verdetto di ieri, perché speravano che il loro calvario potesse finalmente finire, speravano che il loro caro potesse riprendere una vita normale, dopo una lunga detenzione, gli arresti domiciliari e anche un arresto per evasione.

Perché quando nel 2202 la polizia portò il bidello in prigione, con l’accusa di aver toccato e abusato, nascondendosi in alcuni locali dell’asilo, alcuni bambini della scuola dove faceva il custode, la moglie, la figlia e i fratelli accusarono il colpo, ma non dubitarono mai. «È innocente» hanno sempre sostenuto i familiari del bidello. Lo fecero anche pubblicamente, contestando punto su punto le accuse che venivano mosse dalla procura. «Dicono di aver trovato materiale pedopornografico in acsa ? lo difese la moglie ? ma si trattava di una cassetta sul kamasutra allegata in una rivista per famiglie, nulla di pornografico, nè tanto meno di pedofilo».

E anche ieri i familiari non hanno vacillato, ma la condanna inflitta dai giudici milanesi riporta il processo indietro di otto anni, quando venne condannato in appello la prima volta. Fa ripiombare a quel freddo dicembre del 2004 quando i giudici della prima sezione penale di Brescia (era presidente allora Enrico Fischetti) condannarono il bidello a 15 anni di reclusione. E con lui il verdetto colpì anche un’altra bidella. Poi il primo processo in appello e lo sconto di due anni: tredici anni di pena.La stessa di ieri, otto anni dopo e dopo due processi d’appello terminati con l’assoluzione «perchè il fatto non sussiste», scrissero i giudici nel giugno del 2011, ma rispediti al «mittente» dalla Cassazione.

E il 19 giugno scorso l’accusa ha chiesto ai giudici milanesi una condanna a tredici anni per il bidello difeso dagli avvocati Patrizia Scalvi, Maria Grazia Lanzanova e Guglielmo Gulotta. Ieri, dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici hanno accolto la richiesta del procuratore gerale: 13 anni. Fra 90 giorni le motivazioni. E un nuovo ricorso in appello. Il calvario continua. Sia per l’imputato che per le presunte vittime.

Fonte: Il Corriere

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Maestra condannata: legava i bambini con lo scotch.

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Con l’accusa di aver utilizzato del nastro adesivo per pacchi per immobilizzare i bambini nella scuola materna ‘Maurizio Poggiali’ di Roma una maestra, Maria Teresa Carrarini, è stata condannata a due anni e due mesi. Una delle mamme: “Finalmente è stata fatta giustizia” 

Roma, 9 luglio 2013 – Con l’accusa di aver utilizzato del nastro adesivo per pacchi per immobilizzare ibambini nella scuola materna ‘Maurizio Poggiali’ di Roma una maestra, Maria Teresa Carrarini, è stata condannata a due anni e due mesi di reclusione dal giudice monocratico di Roma. L’accusa aveva chiesto una condanna piu’ pesante, a due anni e otto mesi di reclusione. Alla maestra si contestano episodi di maltrattamenti ai danni di nove bambini, mentre per altri tre casi il tribunale ha assolto con la formula ‘il fatto non sussiste’.

I fatti risalgono al 2006 quando emersero gli episodi di maltrattamento nei confronti dei bambini con una serie di esposti presentati dai genitori, il primo dell’associazione telefono azzurro. I bambini avevano raccontato a casa le punizioni subite dalla maestra che utilizzava lo scotch per immobilizzarli. In alcuni casi i genitori avevano notato arrossamenti sulla pelle dei piccoli. Il Nastro adesivo era stato poi rinvenuto, in gran quantita’, dagli investigatori nella casa della maestra e in un armadietto della scuola. La maestra Carrarini, difesa dall’avvocato Alessandro Vannucci, ha sempre respinto le accuse e non era presente in aula al momento della sentenza.

Grande soddisfazione per la sentenza di condanna è stata espressa dai legali di parte civile e da alcuni genitori delle vittime di maltrattamenti. Il giudice monocratico ha condannato la maestra Carrarini arisarcire il danno subito alle vittime che sarà quantificato successivamente in sede civile. “Finalmente è stata fatta giustizia - ha commentato una delle mamme presenti in aula – per noi è una grande emozione. speriamo che queste cose non accadano più ad altri bambini. Le istituzioni alle quali ci siamo rivolti ci hanno dato ragione”. “E’ stato un processo lungo e faticoso – ha detto uno dei legali di parte civile, l’avvocato Fabio Vetrella – sia dal punto di vista giuridico che emotivo. Oggi i bambini stanno bene, sono stati assistiti dalle famiglie e hanno avuto un supporto psicologico, pero’ quando passano davanti alla ‘Poggiali’ dicono ancora che ‘quella e’ la scuola brutta’”.

PEDOFILIA: VESCOVO FANO, SOLIDALE CON VITTIMA ABUSI


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Pedofilia: torna libero don Ruggeri.

PEDOFILIA: VESCOVO FANO, SOLIDALE CON VITTIMA ABUSI

(ANSA) – PESARO, 18 DIC – Don Giangiacomo Ruggeri, il parroco di Orciano, 43 anni, arrestato il 13 luglio scorso dalla polizia per atti sessuali su una 13enne in spiaggia a Fano, torna libero. L’avvocato difensore Gianluca Sposito ha ottenuto dal tribunale del Riesame di Ancona la scarcerazione con parere positivo del pm. Dopo essere finito in carcere e poi, ad agosto, agli arresti domiciliari in un convento, ora il sacerdote ha solo l’obbligo di dimora a Perugia, dove lavorera’ nella biblioteca della diocesi.

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Rignano Flaminio: i racconti dei bambini sono stati contaminati.

Le agenzie di stampa informano sulle motivazioni della sentenza che ha portato alla assoluzione degli indagati per abusi sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Sono state scritte 322 pagine di motivazioni che hanno impegnato i giudici 6 mesi poichè in 3 mesi non erano riusciti ad articolare in toto quanto li ha portati alla decisione di assolvere.

Bambini “contaminati” dai loro stessi genitori che gli hanno fatto raccontare quanto “non è accaduto”. E ancora non sappiamo quanto pensano gli stessi giudici di quanti (tanti) hanno periziato questi bambini diagnosticando “stress post-traumatico da abuso sessuale”. Non sappiamo più come stanno questi bimbi, se hanno ancora gli incubi, se sono tutt’ora in cura presso specialisti dell’età evolutiva.

Sappiamo solo ad oggi che c’è il sapore disgustoso di un’accusa (informale?) verso i genitori di questi bambini tacciati di aver imbeccato e condizionato i propri figli facendogli raccontare falsità.

Mi dissocio da questi giudici, mantengo il mio pensiero.

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Rignano, i giudici: «Denunce contaminate»
Rese note le motivazioni che assolsero le cinque maestre.

Molte delle denunce presentate dai genitori dei bambini di Rignano e che hanno portato al processo e poi all’assoluzione di cinque persone per i presunti abusi su almeno 19 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sono «frutto di una forte contaminazione» da parte dei genitori. È il tema principale della sentenza con la quale il Tribunale di Tivoli ha assolto i 5 imputati, e le cui motivazioni sono state pubblicate lunedì 26 novembre.

TUTTI ASSOLTI A MAGGIO. Era il 28 maggio scorso, quando il Tribunale di Tivoli assolse le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e la bidella Cristina Lunerti, sotto processo per accuse terribili, contestate a vario titolo e a seconda delle posizioni: violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica.
Tutti reati che si riteneva commessi tra il 2005 e il 2006 con sevizie e crudeltà.
Lunedì, 26 Novembre 2012

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Pedofilia – Sesso con una bambina di 7 anni: in carcere un 46enne

abuso_minori 2Imperia – La figlia della sua ex convivente aveva soltanto 7 anni quando lui cominciò a molestarla sessualmente. Ma l’uomo continuò poi ad abusare di lei per 8 anni, dal 2001 al 2009, quando finalmente la ragazzina trovò il coraggio di raccontare tutto alla madre. In particolare l’uomo costringeva la bambina a guardare con lui dei film pornografici, obbligandola a masturbarlo durante la visione. 

Per questo un imperiese 46enne è stato condannato oggi dal Tribunale di Imperia a 4 anni di carcere per violenza sessuale su minore, oltre a 30.000 € di provvisionale

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Pedofilia: 5 anni all’ex seminarista Alfano.

bambinatriste(AGI) – Genova 5 lug. – Cinque anni di reclusione e 15mila euro di multa. Questa la pena inflitta stamani a Emanuele Alfano, l’ex seminarista amico e confidente di don Riccardo Seppia finito nell’inchiesta che ha coinvolto il sacerdote gia’ condannato a 9 anni e sei mesi per violenza sessuale su minore, cessione di stupefacenti e induzione alla prostituzione minorile. Alfano e’ stato processato per induzione alla prostituzione minorile, favoreggiamento della prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Per i primi due reati i giudici del collegio del tribunale di Genova lo hanno condannato mentre lo hanno assolto per il terzo.
  L’accusa e’ stata sostenuta dal pm Stefano Puppo, la difesa dall’avvocato Alberto Lapeschi.

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Abusi asilo Rignano Flaminio: assolti tutti gli imputati.

(AGI) – Roma, 28 mag. – Il tribunale di Tivoli ha assolto con la piu’ ampia delle formule le tre maestre, una bidella e un autore televisivo per le vicenda legata ai presunti abusi sessuali che sarebbero stati compiuti su 21 bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-06.

I GIUDICI: IL FATTO NON SUSSISTE

Il collegio, presieduto da Mario Frigenti, dopo oltre 9 ore di camera di consiglio, ha deciso che nei confronti delle maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, del marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello, e della bidella Cristina Lunerti il fatto contestato “non sussiste”.

GENITORI URLANO IN AULA DURANTE LA LETTURA DELLA SENTENZA

Urla in aula contro i giudici da parte dei genitori che si trovavano nel tribunale di Tivoli alla lettura della sentenza.
  I genitori dei bambini, presenti in aula come parti civili, hanno urlato contro i giudici prendendo poi a calci e pugni la porta dell’aula. “Siamo molto amareggiati per questa sentenza, perche’ significa che i giudici non hanno dato credito alla vicenda. Leggeremo le motivazioni. I giudici si sono presi 90 giorni di tempo. Certo non ci fermeremo qui”.

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Abusi sessuali su minore: condannato il finto pranoterapeuta.

VITERBO – Sette anni e sei mesi di carcere, interdizione dai pubblici uffici, risarcimento per un totale di 120mila euro per le vittime. Terminata questo pomeriggio l’udienza conclusiva del processo abbreviato contro un sedicente pranoterapeuta, finito in carcere con le accuse di violenza sessuale su minori, violenza privata e minacce. La scorsa udienza il gup Salvatore Fanti aveva disposto il rinvio a seguito della presentazione del certificato medico da parte del difensore di parte civile Silvio Pascali. Sono nove le parti civili che si sono costituite nel processo. Oltre alle sette ragazzine abusate, i genitori delle due figliastre dell’imputato.

Il 65enne originario di Latina e residente Monterosi, in libertà dopo un anno per l’assenza di elementi indiziari sufficienti, avrebbe vantato poteri magici che gli avrebbero permesso di guarire ogni tipo di malattia, e di poter effettuare cure estetiche miracolose; Dal 2002 al settembre 2007 si sarebbe approfittato delle sette ragazzine, tutte minorenni, tra cui le figlie della compagna, che vivevano in casa con lui, minacciandole di uccidere la madre e loro padre se avessero raccontato ciò che succedeva tra le mura domestiche.

Leggi gli articoli relativi al caso:

Violenza su minorenni: arrestato pensionato a Viterbo! Si fingeva guaritore massaggiando le parti intime delle vittime!!

Abusi sessuali su minori: pranoterapia come scusa per le violenze!

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Abusi all’Asilo di Rignano Flaminio: chiesti 12 anni di reclusione per ogni imputato!!

Dodici anni di reclusione per ciascuno dei cinque imputati nel processo per i presunti abusi su almeno 21 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. È la richiesta del pm Marco Mansi nella requisitoria del processo che vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e la bidella Cristina Lunerti.

A vario titolo e a seconda delle posizioni, gli imputati sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il pm Mansi, nel sollecitare la condanna dei cinque imputati, ha chiesto anche la trasmissione degli atti per procedere contro altre due maestre, contro un testimone e anche contro Kelum De Silva Weramuni, il benzinaio cingalese la cui posizione era stata archiviata nel corso delle indagini. Il rappresentante della pubblica accusa ha ricostruito tutti i passaggi dell’inchiesta che ha portato all’odierno processo, focalizzando anche e soprattutto la sua attenzione sui contenuti dell’attività tecnica che i medici hanno compiuto su alcuni dei bambini nel corso del lungo incidente probatorio per acquisire agli atti processuali le testimonianze dei piccoli.

«Ci sono i racconti dei bambini, agghiaccianti, le perizie, e i riscontri sui luoghi dove sono stati portati», ha detto nella sua requisitoria il pm Mansi. «La responsabilità degli imputati è provata. Sono loro gli orchi cattivissimi indicati dai piccoli. Vanno condannati».

Il pm nei giorni aveva calato anche quello che riteneva il suo ultimo asso (in un primo tempo scartato in aula per un presunto vizio di forma): l’audizione in cui il professor Marcello Chiarotti – docente alla Cattolica e responsabile del Laboratorio di Tossicologia Forense dell’università, uno dei massimi esperti nel campo delle analisi tricologiche – ha ricostruito che, a distanza di tempo, sui capelli di due bambini sono state trovate tracce di benzodiazepine, annoverate proprio da Chiarotti tra le “rape drugs” cioè droghe da stupro.

«Le richieste di condanna erano scontate. E ci consolano, la nostra battaglia ha portato a un primo risultato», ha detto la mamma di uno dei piccoli «Perché i bambini conoscevano le abitazioni degli imputati? Tanti oggetti tenuti in casa e addirittura particolari fisici che sono stati riscontrati? Ed ancora: perché i bambini hanno descritto una palestra che per stessa ammissione delle insegnanti era chiusa a chiave? Perché hanno disegnato e raccontato di una scala a chiocciola? Ed i camminamenti che portano all’uscita sul retro della scuola… Di quella uscita e della palestra non sapevamo nulla neppure noi genitori. Altro che psicosi collettiva».

Si tornerà in aula il 16 e il 23 aprile con la parola alle parti civili. Dal 30, in poi, parleranno i difensori degli imputati. 

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Don Seppia: richiesti 11 anni di carcere

Don Riccardo Seppia. Tentata violenza sessuale su minore pluriaggravata, plurima offerta di droga anche a minorenni, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico: questi sono i capi di accusa a cui il parroco di Sestri Ponente, arrestato lo scorso maggio, dovrà rispondere nel processo con rito abbreviato come da lui stesso richiesto. Undici anni e otto mesi di carcere è stata la richiesta del pm Stefano Puppo, che martedì 14 febbraio ha pronunciato la sua requisitoria davanti al gup Roberta Bossi al processo con rito abbreviato di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal maggio scorso.

A raccontare delle singolari “attenzioni” del parroco di Sestri fu un chierichetto di 15 anni, una delle presunte vittime, durante l’incidente probatorio. Due gli episodi: il primo in sacrestia, con un energico abbraccio da dietro; il secondo in parrocchia, mentre il giovane si stava confessando, con una carezza sulla gamba. Anche un altro ragazzino, un albanese di 16 anni, era stato sentito dai carabinieri del Nas di Milano, coordinati dal pm Stefano Puppo. “Avevamo deciso di vederci, per avere un rapporto sessuale.

Ma per tre volte don Seppia ha disdetto gli incontri. Mi aveva offerto i soldi e poi la cocaina. Ma io volevo solo i soldi. Poi però, ogni volta che dovevamo vederci, mi diceva che aveva troppi impegni e così l’incontro è saltato”. Ad inchiodare don Seppia erano state, oltre alle testimonianze, anche le intercettazioni. Telefonate a spacciatori a cui chiedeva “ragazzini dal collo tenero”, e poi gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano, in cui l’ex sacerdote raccontava le sue fantasie sessuali con i ragazzini. L’inchiesta era partita da Milano. I militari avevano iniziato a indagare su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali. E nella rete degli investigatori era finito anche don Seppia, frequentatore di quei luoghi e consumatore di cocaina.

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Tenta di abusare di una bimba bloccato da tre pescatori

Tenta di abusare di una bimba di 7 anni ma viene bloccato da un gruppo di pescatori e “salvato” dai carabinieri da un pestaggio. E’ accaduto a Portici.

I militari della locale stazione hanno sottoposto a fermo per tentata violenza sessuale aggravata su una minore di 7 anni un 32enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri sono intervenuti nella zona portuale del Granatello perché tre pescatori li avevano chiamati dicendo di aver sventato una violenza sessuale ai danni di una minore che era in loro compagnia.

I tre avevano notato un individuo che portava per mano una bambina verso un casotto abbandonato nella zona del Granatello, e, insospettiti dall’atteggiamento, si erano avvicinati sorprendendo l’uomo in atteggiamento che non dava adito a dubbi: stava tentando di abusare della bambina.

Grazie all’intervento dei tre pescatori l’uomo è scappato mentre la minorenne, rimasta con i pescatori, è stata portata a piazza San Pasquale, dove sono intervenuti i carabinieri che l’hanno riaffidata alla madre. A seguito di veloci verifiche è stato accertato che la bambina, temporaneamente a casa dei nonni materni, era stata portata a una festa di compleanno insieme ad altre due minori dall’uomo, vicino di casa dei nonni della piccola, e da sua moglie, una baby sitter, e che durante la festa l’uomo, con una scusa, era riuscito a portare via la minore dicendo che voleva riportarla a casa dei nonni, conducendola invece nel casotto nella zona del Granatello e tentando di abusarne.

La descrizione data dei tre pescatori e i veloci accertamenti effettuati dai militari hanno consentito di identificare e individuare subito il 32enne, che è stato trovato nella sua abitazione di Portici e portato in caserma con non poche difficoltà. E’ stato infatti sottratto dai militari a un sicuro pestaggio perché una folla inferocita stazionava sotto la sua abitazione inveendo e apostrofandolo in vario modo. L’uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale.

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Asilo Vallo della Lucania: i bambini sono stati creduti! Otto anni a suor Soledad.

Asilo Vallo della Lucania: i bambini sono stati creduti! Otto anni a suor Soledad.

 

«I nostri bambini avevano ragione». Queste le uniche parole pronunciate dai genitori degli alunni dell’istituto Santa Teresa. Ieri sera per la monaca peruviana è arrivata la sentenza di condanna ad otto anni, un anno e quattro mesi per le altre due suore imputate, assoluzione invece per il giovane fotografo e il muratore. A pronunciare la sentenza nella tarda serata di ieri il presidente del tribunale di Vallo della Lucania Elisabetta Garzo.
 

Suor Soledad è stata condannata per molestie sessuali sui piccoli alunni dell’istituto religioso di Vallo, le altre due suore avrebbero favorito la novizia con posizioni di comodo. La sentenza è arrivata dopo una lunga giornata di attesa. In mattinata si è svolta l’arringa degli avvocati Guglielmo Gulotta e Gaetano Di Vietri difensori di due degli imputati. Poi nel pomeriggio intorno alle 15.30 il collegio giudicante, terminata la discussione, si è ritirato in camera di consiglio per deliberare. Solo dopo sei ore di attesa in un’aula gremita e densa di tensione tra l’emozione generale il presidente Garzo ha pronunciato la sentenza.

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Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


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Rignano Flaminio: il processo si svolgerà regolarmente!

Il Giustiziere degli Angeli

Il processo per abusi sessuali sui 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgerà regolarmente. Con un provvedimento d’urgenza il CSM ha revocato lo spostamento della componente del collegio giudicante Marzia Minutillo Turtur. 

Rignano Flaminio/ Vietti, processo si svolgera’ regolarmenteMartedi, 5 Luglio 2011 – 21:05

Il processo sui presunti abusi sessuali ai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgera’ regolarmente e non dovra’ ripartire da zero cosi’ come si era ipotizzato per la collocazione fuori ruolo, per consentire di far parte della commissione per il concorso in Magistratura, di uno dei giudici del Collegio, Marzia Minutillo Turtur. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti revocato la decisione di mettere ‘fuori ruolo’ il giudice. “E’ difficile avere il quadro delle esigenze dei processi di ogni magistrato – ha detto il vice presidente del Csm, Michele Vietti, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1 – della loro qualita’ e quantita’. Quando ci siamo resi conto che per i fatti di Rignano il processo rischiava di ricominciare da capo il comitato di presidenza del Csm ha chiesto alla Commissione di restituire questo magistrato al suo processo”.

LINK Affari Italiani


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Pediatra e Pedofilo: la perversione di un professionista qualunque!

Il Giustiziere degli Angeli

Arrestato pediatra in flagranza di reato: le telecamere nascoste lo hanno fermato.

Tre “P”: Pediatra Pedofilo Perverso. Noi ne possiamo opporre solo una: Prevenzione!

Eppure, ancora una volta, questa storia ci riporta tra le righe della cronaca ad un fatto che disattende la nostra “P”! Già, perché circa 10 anni addietro c’era già stata una segnalazione circa comportamenti anomali su quest’uomo, Domenico Mattiello, ma tutto fù archiviato: era il 2002. Mattiello visitava i suoi piccoli pazienti nel suo studio ma anche in alcune scuole materne ed auto filmava i suoi abusi. Proprio da alcuni genitori dei piccoli iscritti all’asilo sono partite delle segnalazioni ed ha avuto inizio l’indagine che ha permesso di cogliere il “Pediatra” in flagranza: con una telecamera nascosta nell’asilo nido di Cariolato gli agenti hanno potuto vedere e fermarlo per tempo. Ad oggi non sappiamo ancora quanti bambini nel corso degli anni sono stati oggetto delle “Perversioni” di Domenico Mattiello che spesso visitava i piccoli in assenza dell’assistente sia negli asili che presso lo studio: bastava che dicesse ai genitori o all’assistente che doveva parlare da solo con la bambina!

Non è facile certo vivere la condizione di genitore o di persona stando sempre sul “chi và là”! Anche a me è capitato di sentirmi dare della “mamma ansiosa che fa oltremodo danni psicologici ai propri figli” ma vi evito la mia risposta. Ma non dobbiamo cadere in queste trappole! Non ci deve interessare la considerazione negativa che alcuni danno alle nostre preoccupazioni: i nostri figli vanno protetti da questi Perversi e tutte le categorie di quanti hanno a che fare con i bambini vanno guardate a vista. Nelle scuole abbiamo casi di pedofili tra i bidelli, gli insegnanti, i presidi. Negli oratori abbiamo pedofili tra i sacerdoti e le suore. Nello sport abbiamo insegnanti di pallone, volley, tennis, nuoto, arti marziali. Mi scuseranno alcune categorie se me ne dimentico, vero?

Non faccio altro che pensare a questi bambini come se fossero un barattolo di miele per attirare l’orso! Siamo ridotti a fare dei nostri bambini delle “esche” per prendere, come si dice a Roma, “er gatto cor sorcio n’bocca”! e questo non solo alla mancata nostra “P” di “Prevenzione” ma anche grazie a quella cultura del negazionismo alimentata da quanti “non credono ai racconti dei bambini” e li marchiano a fuoco come dei “piccoli bugiardi”. Io ai bambini credo e continuerò a farlo.

Per quanto riguarda Mattiello c’è da segnalare che ha confessato ma che ha anche detto «Non so cosa mi sia preso nell’ultimo periodo. Non capisco cosa mi sia successo», si è giustificato il professionista chiarendo di non aver agito in modo consapevole e calcolato ma sotto la spinta incontrollata di impulsi che sono nati improvvisamente dentro di lui. Attendiamo la perizia informatica disposta su cellulare, pc e videocamera. Spero che presto in Italia cambi qualcosa e che Mattiello e gli altri pedofili abbiano la stessa pena riservata in Delaware al suo collega Earl Bradley: fine pena MAI. Sono troppi i “recidivi” in libertà!!!

 Arresto Mattiello

“Visitava anche da solo”

L’indagine archiviata

Pediatra pedofilo Earl Bradley


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Pedofilia Rignano Flaminio: le prove dei bambini.

Il Giustiziere degli Angeli 

Stà andando avanti il processo sul caso di abusi dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nel Tribunale di Tivoli sfilano nel tempo le testimonianze dei genitori dei piccoli alunni che oltre 4 anni fà fecero scattare le denunce contro tre maestre (Silvana Magalotti, Padtrizia Del Meglio, Marisa Pucci), una bidella (Cristina Lunerti) e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello. Proprio quest’ultimo viene riconosciuto su un settimanale da uno dei bambini che lo ha indicato come “il diavolo…il bastardo coi ricci e i baffi, che ci fa il gioco delle punturine e ci mette in gabbia”.


“È lui il diavolo con i baffi” – Le prove dei bimbi in aula.

Rignano Flaminio. La tredicesima udienza dura meno del previsto. Due dei quattro genitori attesi disertano. Multati con 200 euro.

«È questo il diavolo». Col suo piccolo indice accusatorio da bimbo di appena 4 anni, mise due volte all’indice prima «il bastardo coi ricci e i baffi, che ci fa il gioco delle punturine e ci mette in gabbia», riconosciuto in una foto di un settimanale. Poi additò una delle presunte «case dei mostri», descrivendola fin nei minimi particolari prima di guidare gli inquirenti nel ritrovamento «della palla lasciata dalla mia amichetta: sta lì, sotto quel cespuglio». E proprio intorno a quella palla da gioco, e la foto indicata che ritrae uno dei 5 imputati del processo sui presunti abusi sessuali ai danni dei 21 alunni dell’asilo di Rignano Flaminio, che ieri è ruotata l’intera, tredicesima udienza del dibattimento in corso al Tribunale di Tivoli. Una seduta durata stavolta solo meno di 5 ore, perché due dei 4 genitori attesi per l’audizione non si sono presentati: per loro il collegio ha comminato una multa di 200 euro ciascuno. Ma gli altri due, il padre e la madre del bimbo sinora risultato più loquace, hanno raccontato lo sconcerto di quell’inattesa tirata piena d’ira che il loro figlio fece sfogliando distrattamente un settimanale che girava per casa. «Lì c’era un’intervista più la foto di due degli imputati e mio figlio – ha raccontato in aula la madre, assistita dall’avvocato Pietro Nicotera – cominciò a urlare indicando quello che più volte aveva definito come il “diavolo con i ricci e i baffi”, insieme alla descrizione dei vari giochi subiti». Un racconto però contestato in toto da uno dei difensori, l’avvocato Roberto Borgogno, che ha polemicamente abbandonato l’aula dopo un vivace scambio con la testimone e i legali di parte civile sull’assoluta mancanza dei due episodi citati nell’audizione all’interno del fascicolo delle denunce presentate a suo tempo. «I miei assistiti indicarono gli episodi agli inquirenti – replica l’avvocato Nicotera – ma non potevano essere contenuti nelle denunce, presentate nell’ottobre del 2006, mentre le foto dell’intervista uscirono in edicola dopo la scarcerazione degli indagati, nel maggio del 2007». E anche il riconoscimento di una delle presunte «case dei mostri» è più recente: «si tratta di un casale a Valle Reale, individuato nell’ambito del nuovo filone d’inchiesta – conclude Nicotera – è in quel sopralluogo che il bambino ha accompagnato i carabinieri illustrando i vari ambienti, fino all’episodio emblematico di quella palla indicata sotto quel cespuglio e trovata dagli inquirenti». La prossima udienza fissata dal presidente Mario Frigenti per il 6 giugno.

LINK ARTICOLOLO IL TEMPO


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Abusi sessuali su minori: pranoterapia come scusa per le violenze!

Il Giustiziere degli Angeli

L.S., pensionato ed ex bidello di una scuola di Sutri, fu arrestato il 4.giugno del 2008 con l’accusa di abusi sessuali su sei minorenni. (LINK)

L.S. avrebbe fatto credere loro di “avere il potere” di farle diventare più magre, più alte, più belle, di guarirle dalle malattie e “ricaricarle di energia”: il tutto con abbracci, baci, palpeggiamenti nelle parti intime e, in due casi, rapporti sessuali completi. L’ex bidello, difeso dagli avvocati Carlo Urani e Giosuè Bruno Naso, si professa ovviamente innocente e la difesa cerca tra i racconti delle vittime le “contraddizioni”. Il 28 febbraio, in audizione protetta al Tribunale di Viterbo, si è svolto l’incidente probatorio per le sei ragazze! E tre di loro hanno reso la loro testimonianza raccontando, in un caso, anche delle minacce paventate dal sedicente pranoterapeuta! Non è stato facile e privo di imbarazzo per loro tornare a raccontare quanto accaduto all’epoca dei fatti: due di loro avevano poco più di 14 anni. Ieri, 27 aprile, il racconto di una delle vittime riporta: “Mi aveva detto che, se avessi avuto rapporti orali con lui, sarei diventata più alta”. Il racconto coincide in molti punti con quanto dichiarato dalle tre vittime già ascoltate in precedenza ma sento che le piccole incongruenze saranno terreno aspro di battaglia per gli avvocati difensori che vorranno screditare le ragazze con ogni mezzo! Il 29 giugno saranno in aula altre due ragazze che dovranno così “cristallizzare” i loro racconti su quanto accadeva loro nell’appartamento del “pranoterapeuta-guaritore”!

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