Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza -


Lascia un commento

Padre Fedele Bisceglia: 9 anni e 3 mesi la condanna per stupro di una suora.

Il Giustiziere degli Angeli

Si è riacceso il clamore attorno al caso dell’irascibile padre Bisceglia! Pochi giorni orsono il primo grado del processo a suo carico si è concluso con una condanna a 9 anni e 3 mesi per violenza sessuale ai danni di una suora (oltre alla condanna a 6 anni e 3 mesi per il suo fido segretario Antonio Gaudio).

Ma soprattutto il clamore è dato dalle sue rumorose esternazioni! A nulla è valsa neanche la costante presenza dei suoi sostenitori con la maglietta bianca con la scritta sull’innocenza dell’ex “don” per calmarlo dopo la lettura della sentenza. All’uscita dal Tribunale, vestito con saio bianco e rosso in viso, ha inveito contro le monache presenti venute a sostenere la loro consorella e contro tutti: giudici, preti, avvocati e chi più ne ha più ne metta! “Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti perchè è stato condannato un innocente. Nei miei confronti è stata commessa un’enorme ingiustizia. Hanno trionfato la menzogna e la calunnia. Pentitevi tutti perchè per tutti voi un giorno, per il male che mi avete fatto, si spalancheranno le porte dell’inferno.” Eppure solo qualche giorno prima della sentenza, con una missiva, diceva alla suora che lo ha accusato: Cara Sorella, siamo figli di Dio e quindi bisognosi di reciproco rispetto. Desidero e voglio tramutare la rabbia in amore fraterno e sincero. Ecco perché ti offro il mio incondizionato perdono. Spesso ho avuto rabbia, non rancore e mai odio. Inoltre voglio benedire il collegio giudicante, il PM, i tuoi e i miei avvocati, i testi che hanno deposto il falso, tutti.

Il 23 giugno del 2006 l’arresto dell’ormai ex frate francescano (è stato sospeso a divinis ed allontanato dall’ordine dei frati cappuccini) e del suo segretario fece un grande scalpore. La suora, suor Tania Alesci, denuncia di essere stata violentata all’interno della struttura “l’Oasi Francescana di Cosenza”, (struttura voluta dallo stesso padre Fedele per dare ospitalità ai poveri ed agli immigrati). La suora racconta nella sua sofferta denuncia: la prima volta, mi fece entrare nella sua stanza con la forza. Erano poche ore prima che padre Fedele partisse per l’Africa. La seconda, il giorno successivo al suo rientro. La terza, ricordo che era il giorno prima del suo onomastico. La quarta era il compleanno di mia madre. Per un paio di volte i violentatori pagarono dei soldi, 160 mila e 100 mila euro. Il giorno della seconda violenza nella stanza erano in tre. La suora fu picchiata e sulla violenza fu girato un video, scattate foto. Del terzo episodio la donna ricorda: Padre Fedele mi legò i polsi alla sponda di ferro del letto con dei lacci emostatici perché così non mi sarebbero rimasti i segni. Sono stata bendata. Non ho visto la persona che mi ha violentata. Poi l’ultima offesa: È stato sul lettino ginecologico dello studio medico.

Ci sono state poi altre donne, tutte di nazionalità straniera, che hanno raccontato di come Bisceglia otteneva i loro favori sessuali in cambio del permesso di soggiorno e, all’occorrenza quando opponevano resistenza, con minacce di ogni genere!

Per lei, la suora che ha fatto condannare padre Fedele Bisceglia, si è trattato di una battaglia sostenuta per tutte le donne vittime di violenze.

Padre Fedele Bisceglia è sempre stato noto ai più per la presenza in TV come ultras del Cosenza ma nessuno sospettava la sua doppia vita. Da rileggere QUI alcune intercettazioni telefoniche che lui sminuisce come “innocenti conversazioni scherzose”.

Il giorno seguente il frate si è presentato davanti alle porte del Tribunale di Cosenza deponendo sulle scale un mazzo di crisantemi con una scritta: Avete ucciso la giustizia a Cosenza. Ve lo ricordero’ finche’ vivrò!

 


Lascia un commento

Stupro Montalto di Castro: è stata una ragazzata! Una mannaia su quelle parole.

Il Giustiziere degli Angeli

Stupro Montalto, sospesa messa in prova – Martedì riprende il processo al “branco”

Decisione Cassazione dopo ricorso della vittima, offesa in tv da parenti e concittadini degli 8 imputati: «Fu una ragazzata»

VITERBO (3 luglio) – Riprenderà martedì, davanti al Gup Debora Tripiccione, il processo agli otto ragazzi di Montalto di Castro accusati di stupro ai danni di una quindicenne, la notte tra il 31 marzo e il 1° aprile 2007. E’ la conseguenza della decisione della Corte di Cassazione di accogliere il ricorso della procura generale del tribunale dei minori di Roma contro la messa in prova” concessa agli otto. Il procedimento era stato sospeso in fase di udienza preliminare nel maggio 2009.

Lo stupro? Una ragazzata. L’intervento della procura generale era stato sollecitato dall’avvocato della famiglia della ragazzadopo che, durante la trasmissione Domenica 5 del 25 ottobre 2009, un gruppo di compaesani degli imputati insultarono pesantemente la vittima dello stupro e difesero con veemenza gli stupratori, peraltro rei confessi. Il genitore di uno degli stupratori arrivò a definire il gesto del figlio «solo una ragazzata». Il legale, segnalò alla procura generale che il clima di solidarietà, al limite della complicità verso gli indagati non era idoneo a favorire il loro ravvedimento e il loro recupero sociale. Tesi accolta dai magistrati e confermata dalla Cassazione.

La messa in prova prevede la sospensione del processo a carico di minori e il loro affidamento ai servizi sociali dell’amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei loro confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Alla fine del periodo, in questo caso fissato in 28 mesi, se l’esito viene giudicato positivo, il reato viene dichiarato estinto.

Nel 2007 si abbattè una bufera sul sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, che decise di pagare le spese legali ad alcuni degli imputati. Il comune prestò infatti 5 mila euro a testa ad alcuni degli otto ragazzi, allora tra i 15 e i 17 anni. Carai finì sotto accusa anche all’interno del costituendo Pd.

LINK ARTICOLO originale


Lascia un commento

Omicidio Federica Squarise: nel 2011 l’inizio del processo al suo carnefice.

Il Giustiziere degli Angeli

Era di non molto tempo addietro la notizia che sarebbe potuto accadere di veder liberato l’assassino di Federica Squarise. Dopo le pressioni della famiglia il Giudice spagnolo, Don Josè Sanchez Ruiz, ha deciso di tenere “El Gordo” ancora in carcere per 24 mesi in attesa anche che inizi finalmente il processo contro questo assassino reo-confesso. Intanto gli amici di Federica hanno creato una Onlus in ricordo e che si occupa attivamente anche di violenza alle donne. L’associazione serve anche a reperire i fondi necessari alla famiglia per farsi rappresentare legalmente in Spagna in quanto non è stato loro concesso il gratuito patrocinio. Di seguito l’articolo sull’intervento del Ministero italiano che sollecita un iter più breve per il processo (e la condanna) dove troverete anche i riferimenti per poter contribuire alla raccolta fondi della Onlus in ricordo di Federica Squarise.

Questo invece il SITO: http://www.perfedericaonlus.org/


Federica, si muove il ministero «Chiediamo il processo subito»

Nel secondo anniversario dalla morte si attivano le istituzioni. Casellati: attraverso l’ambasciata stiamo esortando l’accelerazione dell’iter a carico del reo confesso.

Continua a leggere


2 commenti

Don Luciano Massaferro: dato alle fiamme lo striscione dei suoi supporters.

Il Giustiziere degli Angeli

Dopo la molotov scagliata contro l’abitazione della Scuderi dell’asilo Cip & Ciop (vedi LINK) anche nel caso di Don Luciano Massaferro, accusato di abusi sessuali su una 12enne, il fuoco diventa protagonista. Dalla foto si capisce perchè??

Lo striscione “Don Lu siamo con te” è stato affisso da giorni all’ingresso della parrocchia di San Vincenzo di Alassio dai supporters del sacerdote che, certi della sua innocenza e di conseguenza delle menzogne della ragazzina, manifestano in ogni dove la loro vicinanza all’accusato.

Continua a leggere


2 commenti

Suicidio Evelyn Moreiro: nel diario la violenza, sui giornali i suoi amici! Le indagini passano al Tribunale dei minori.

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nel suicidio di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riesco a capacitarmi del suo suicidio (se tale è stato!) mettendo insieme gli elementi che man mano scorrono sulle righe dei quotidiani prima e di un unico quotidiano nelle ultime settimane. Come sono solita fare mi pongo allora tante domande che cercano una risposta così come, di certo, lo stà facendo da tempo la sua famiglia e chi le era vicino.

Continua a leggere


1 commento

Asilo Cip & Ciop: le imputate non si presentano in aula ma hanno la “faccia” di offrire un risarcimento di mille euro a bambino..

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto solo integralmente quanto la giornalista riferisce! C’è bisogno di aggiungere altro?


Cip e Ciop: le maestre “offrono” mille euro a bambino picchiato. “Risarcimento” che offende.

Ricordate le violenze sui bambini dell’asilo nido Cip e Ciop di Pistoia? Ricordate quella bambina seduta sul seggiolone ingozzata a forza e presa per i capelli dalla “educatrice” perché non voleva mangiare?

Continua a leggere


Lascia un commento

Luca Delfino: premiati dopo tre anni i poliziotti che lo arrestarono!

Il Giustiziere degli Angeli

Arrestarono il killer: medaglia tre anni dopo.

In Italia, si sa, i tempi della burocrazia sono quelli che sono e anche per gli encomi bisogna prendere il ticket e mettersi in coda. L’attesa dei due poliziotti che arrestarono Luca Delfino è durata quasi tre anni, ma ieri, quando sono stati chiamati al palco d’onore per ricevere l’attestato firmato dal capo della polizia Manganelli dalle mani del questore Mauriello, l’emozione si è rivelata forte, più forte di quanto l’assistente capo Giampaolo Borea e il collega Ivano Rebella, anche lui assistente, ancora la sera prima avessero messo in conto.

Continua a leggere


2 commenti

Omicidio donne: una guerra a colpi di coltello e di pistola… Liti e separazioni finiscono in tragedia

Il Giustiziere degli Angeli

Omicidio donne: una guerra a colpi di coltello e di pistola… Liti e separazioni finiscono in tragedia e tante, troppe donne ci rimettono la vita e lasciano orfani i propri figli!

Lite si trasforma in tragedia: spara al figlio e poi si uccide

Uccide la moglie con 30 coltellate davanti all’assistente sociale

Uccide la moglie sparandole e poi scappa con la figlioletta di due anni: arrestato!


Lascia un commento

Suicidio Evelyn Moreiro – Don Giosy: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi.

Il Giustiziere degli Angeli

Proprio in questo (LINK ) articolo vi parlavo di come la stampa ha trattato il caso del suicidio di Evelyn Moreiro ma, soprattutto, di come ha trattato i giovani, amici di Evelyn, che stanno aiutando la verità a venire alla luce. Ed oggi scopro con piacere che un’altra voce si è levata a favore dei ragazzi, quella di Don Giosy Cento. Sposo nel totale quanto il parroco dichiara alla fine dell’articolo perché è esattamente il mio stesso pensiero: NON SPORCHIAMO I GIOVANI, GUARDIAMO PRIMA NOI STESSI!

(ho riscritto per intero l’articolo, comprese le virgole ed i punti, in quanto la testata giornalistica non lo mette on-line. Nella foto la scannerizzazione dell’articolo stesso. Al seguente link invece trovate tutti gli articoli su Evelyn –  LINK )


Evelyn, prima che morisse era una ragazza dolce e solare e specialmente altruista – queste le parole dette dal Sig. Moreiro, più volte raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano”. Ad averne la conferma della sua personalità, sono state anche le frasi spese riguardo la ragazza, dal parroco Don Giosy Cento, con la sua associazione giovanile “Ragazzi del Cielo – Ragazzi della Terra” del quale il sacerdote è il fondatore. Il suo gruppo è dedicato interamente a tutti quei ragazzi che per incidenti, malattie o scelte di vita sbagliate se ne vanno troppo presto. Un punto di supporto per tutti quei giovani che sono ancora qui e per quei genitori che purtroppo hanno perso i loro figli, precocemente o in maniera atroce come è successo ai Moreiro. Il gruppo di Don Giosy proprio per trattare queste tristi ma vere realtà, circa un anno fa si è recato alla scuola della ragazza, all’IPSIA di Acquapendente per un’assemblea scolastica di oltre centocinquanta studenti. Ma tra questi c’era anche lei Evelyn, colei che a soli diciannove anni ha deciso di togliersi la vita suicidandosi, impiccandosi con una sciarpa. Don Giosy però non è entrato nello specifico in contatto con lei tra la folla di una riunione scolastica, ma solo dopo il triste evento, ha incontrato la famiglia Moreiro, per confortarla e starle vicino. A riguardo il parroco ci dice: “Mi sembra che in tutte queste situazioni viene fuori un volto dei giovani che non è reale, perché hanno dei sentimenti e dei valori nascosti molto alti e nobili, ma sono “fregati” da questo tipo di mondo che gli adulti inconsapevolmente hanno costruito. Dico questo non per illudermi ma per la conoscenza che ho personalmente di molti giovani in Italia e nel mondo. Concludo dicendo una frase secca ma vera: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi”.


1 commento

Evelyn Moreiro suicida a 19 anni – I giornalisti e la campagna denigratoria ai danni di chi le voleva bene!

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro

SUICIDIO – con questa parola fù chiuso il caso di Evelyn Moreiro trovata impiccata in un centro di accoglienza di Viterbo ( a lato di questo blog trovate il box che contiene gli articoli che riguardano il suo caso). Lunedì 26 aprile se ne è occupato il programma “Chi l’ha Visto?” con un’intervista al ragazzo che ha spedito le pagine del diario della ragazza alla famiglia: Alessandro. Lui ha 20anni, come avrebbe avuto oggi Evy se non si fosse tolta la vita, ed era un buon amico di lei. Proprio qui in questo blog si chiedeva cosa fare, se andare avanti e mostrarsi per far sì che la verità sui motivi per la morte di Evy fosse svelata. Per poco che conta la mia opinione io gli ho consigliato di andare avanti perchè non era giusto minimizzare la morte della sua amica con “la fragilità di una ragazza che si è tolta la vita per essere stata lasciata dal fidanzatino” e perchè la famiglia di lei, per lenire almeno in parte il proprio dolore, aveva bisogno della verità. E la responsabilità morale di questo suicidio è scritta da Evelyn nelle pagine del suo diario: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio!

Continua a leggere


15 commenti

Video choc: badante picchia l’anziana signora malata…

Il Giustiziere degli Angeli

Ho sentito questa notizia questa mattina al TG ed ho visto il video di quanto questa “badante orrenda” faceva passare alla signora anziana di cui avrebbe dovuto aver cura. Sicuramente ho tante parole da rivolgere a questa…. ma non voglio scopriate il lato più scurrile di me! Guardate il video e giudicate voi quale pena è abbastanza per una simile bestia. Un abbraccio pieno di amore và invece all’anziana signora vittima di quest’essere vergognoso non appartenente al genere umano!

Anziana torturata dalla badante

Una storia degna di un film dell’orrore, una storia che non avremmo mai voluto raccontare. Come si fa ad infierire sul corpo di una donna di ottanta anni malata di Alzheimer?

Continua a leggere


2 commenti

Ragazza suicida a Viterbo: domani 26 aprile su Chi l’ha Visto.

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro, 19 anni, si uccise a Viterbo lo scorso Novembre. La sua morte fu da subito archiviata con la dicitura fredda di SUICIDIO dovuta ad uno stato depressivo legato all’abbandono del fidanzato. Ma la verità sulle vere motivazioni del suo terribile gesto doveva venire alla luce dal suo diario che racconta l’onta della violenza sessuale. Infatti le sue mani hanno scritto che, ad appena 16 anni, ha subito due stupri da un (identificato) ragazzo di Rignano Flaminio e questo diario è nelle mani di un/una amico/a che ne ha inviate alcune pagine alla famiglia. Le indagini, affidate per competenza di territorio al Tribunale di Tivoli, sono state riaperte e speriamo che il responsabile del suicidio di Evelyn venga affidato alla giustizia quanto prima. La pagina di Facebook di Evelyn Moreiro è ancora lì, ferma ormai da tempo, ed ha tanti nomi che lei considerava amici! 360 amici che forse sanno molto di più del silenzio che ha avvolto la sua morte. Lei scriveva “carpe diem!!!”, cogli l’attimo, ma il dolore degli stupri proprio in un attimo le aveva calpestato la dignità e l’anima. Coraggio ragazzi, amici di Evelyn, rendetele questa dignità raccontando ciò che sapete, avete saputo o pensato di questa ragazza, una di voi e come voi, che nella solitudine di un dolore troppo grande ha lasciato vuoto un banco di scuola ed un posto nella vita.

Domani sera, rai tre alle 21:10 circa, la trasmissione Chi l’ha Visto si occuperà di Evelyn Moreiro ed ognuno di quanti l’hanno conosciuta potranno dare il proprio contributo alla verità.

19enne suicida – Forse qualcuno per paura non ha detto tutto quello che sapeva

Verranno ascoltati gli amici di Evelyn

Continua a leggere


5 commenti

Ragazza suicida a Viterbo – Il padre: sò chi ha ucciso mia figlia Evelyn.

Il Giustiziere degli Angeli

La ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso ha un nome: Evelyn Moreiro. E grazie ai genitori ora abbiamo anche una foto del dolce viso di questa ragazza che, anche io, spero aiuti chi la conosceva e/o chi ricorda qualcosa su di lei, a farsi avanti con la famiglia e gli inquirenti per arrivare alla verità sul suo suicidio. Dal suo diario, recapitato su un cd alla famiglia, ci sono i racconti degli stupri subiti da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio e c’è anche il suo nome. Lei aveva avuto la forza di sopravvivere alle violenze solo per poco tempo… poi la morte. Aiutare Evelyn e la sua famiglia ad avere giustizia è un atto dovuto da una società civile… avrebbe potuto essere vostra figlia, vostra sorella! Ha ragione il papà quando dice NON PUO’ ESSERCI UN’ALTRA EVELYN.

19enne suicida – Parla il padre della ragazza che si è impiccata lo scorso 27 novembre dopo essere stata violentata due volte

“So chi ha ucciso mia figlia Evelyn”

“Non vogliamo che ci sia un’altra Evelyn”.

Continua a leggere


2 commenti

Ragazza suicida a Viterbo – I genitori “c’è un muro di omertà e paura”…

Il Giustiziere degli Angeli

Un anonimo interlocutore chiama la famiglia di E.M. (Evelyn Moreiro), la ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre del 2009, e dice di avere il diario della ragazza. E, giustamente, ci si chiede il perchè di tanta attesa nel farsi avanti! Ma c’è anche il dolore ancor più grande dei genitori che, oltre a scoprire che la causa del suicidio della figlia è dovuto ad uno stupro da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio (dove gli stessi hanno vissuto per del tempo), si sentono stupiti ed increduli di fronte al muro di omertà che tiene le bocche chiuse a chi potrebbe fornire notizie utili alla scoperta della verità. Una verità ancora più cupa quella che ha avvolto per sempre Evelyn ma che ha forse un sapore meno amaro sotto certi aspetti umani. Forse il gesto di questa ragazza di fronte alla violenza subita sarebbe compreso più profondamente da quanti hanno pensato che il suo gesto fosse dovuto ad una depressione dopo essere stata lasciata dal fidanzato. Un motivo quest’ultimo troppo “frivolo” e liquidato immediatamente. Il dolore degli stupri subiti hanno devastato Evelyn che ha preferito la morte a quel ricordo che non le ha dato respiro, che l’ha fatta sentire sola, impaurita, incapace di affrontare una vita, una qualsiasi come tante. Questo stupratore ignobile ha scolpito con le sue mani la parola “morte” nell’animo di Evelyn ed io lo condanno allo stesso marchio.

Sono vicina alla famiglia di Evelyn e la abbraccio con il cuore pregando affinchè il responsabile paghi a vita le sue colpe.

Suicida a Viterbo dopo stupri, anonimo chiama genitori: ho documenti

ROMA (23 aprile) – «Sono in possesso di tutti i documenti di vostra figlia». È quanto ha detto al telefono una persona anonima, maschio, molto probabilmente giovane, ai genitori di Evelyn Moreiro, la ragazza di 19 anni, sudamericana, residente a Montefiascone, in provincia di Viterbo, che nel novembre 2009 si impiccò in una casa d’accoglienza. I genitori intanto denucniano: sulla tragica storia di nostra figlia c’è un muro di omertà.

Continua a leggere


Lascia un commento

Ragazza suicida a Viterbo: chiunque sa qualcosa parli.

Il Giustiziere degli Angeli

E.M., la ragazza diciannovenne suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso, chiede giustizia. Lo fà attraverso la sua famiglia e l’avvocato che si stà occupando del suo caso. Dopo alcune indagini la morte di questa ragazza era stata archiviata come suicidio ma il vero motivo del suo malessere di vita è stato rivelato dal suo diario che qualcuno, che ne è in possesso, ha scannerizzato ed inviato anonimamente alla famiglia: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio. L’appello dei famigliari, tramite l’avvocato Angelo Di Silvio, è rivolto a chiunque sappia o abbia visto qualcosa. E questo stesso appello lo rivolgo anche io a tutti voi affinchè il responsabile venga affidato alla giustizia e afinchè questa ragazza possa aver pace almeno in cielo!


19enne suicida – L’avvocato della famiglia lancia un appello: “Chiunque sa, parli” – In particolare il legale invita a farsi avanti una psicologa a cui la giovane disperata si era rivolta –  La ragazza fu violentata nei bagni pubblici.

“Chiunque sappia qualcosa ce lo dica. Ci aiuti a fare luce su questo caso”.

Così Angelo Di Silvio, l’avvocato dei genitori della 19enne di origini sudamericane che si era impiccata lo scorso 27 novembre in una stanza della casa di accoglienza nel quartiere Cappuccini a Viterbo.

Continua a leggere


Lascia un commento

Luca Delfino: iniziato il processo per l’omicidio di Luciana Biggi.

Il Giustiziere degli Angeli

Antonella Multari e Luciana Biggi, due donne accomunate da un destino atroce! Due donne che si sono trovate sul cammino di Luca Delfino e che con lui hanno avuto una relazione… due donne uccise barbaramente. Per l’omicidio di Antonella (MariaAntonietta) Multari Luca Delfino è stato condannato ad oltre 16 anni di carcere, per quello di Luciana Biggi è iniziato il processo. Il “semi-infermo” di mente Luca Delfino continua a far parlare di se e, con quella barba lunga e gli occhi spiritati, esprime bene quanto vuol far credere. Antonella e Luciana non ci sono più! fiori strappati dalla terra troppo presto a cui la giustizia è e sarà negata per sempre.

Torna in Assise l’uomo già condannato per l’assassinio di un’altra fidanzata – Il dibattimento arenato sull’eccezione della difesa. Prossima udienza a maggio.

Delfino in aula per l’omicidio della sua ex – Barba lunga, sguardo assente – Luca Delfino arriva a Palazzo di giustizia.

Continua a leggere


4 commenti

Massacro del Circeo: Angelo Izzo e Donatella Papi a nozze…

Il Giustiziere degli Angeli


In questi 2 link articoli ne avevo già parlato e quindi trovo doveroso aggiornare la notizia (anche se ha più il sapore amaro di una storia di pazzia dei protagonisti) dell’imminente matrimonio tra Angelo Izzo, (massacratore del Circeo e Ferrazzano) e Donatella Papi (giornalista).

Continua a leggere


3 commenti

Pedofilia: Andrea Tiloca, diacono e bidello di Rueglio, condannato a sette anni e mezzo.

Il Giustiziere degli Angeli

Anche oggi la notizia di una condanna per pedofilia. Anche oggi la notizia di 7anni e sei mesi di reclusione. Anche oggi la notizia non ci rende contenti perchè faremmo volentieri a meno di aver certezza che dei bambini sono stati oggetti di carne per qualcuno. E sapendo quanto durerà l’inferno per questi bambini, non sentiamo che giustizia è fatta con sette anni di carcere. Leggendo poi che un prete ha alzato la sua voce per difendere un pedofilo fà ancora più male: don Arnaldo Bigio doveva fare solo il prete e non il giudice ed aveva il dovere di pensare ai bambini. Ora cosà farà questo “Don” di turno? alzerà la sua voce ancora contro le vittime? Che razza di Chiesa è diventata questa? Da notare inoltre, in fondo all’articolo, che anche in questo caso non è mancata la “passeggiata romantica a lume di candela” (fiaccolata) ancora in favore dell’accusato. Che schifo!!

E’ stato condannato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di cinque minori
Pedofilia, 7 anni al bidello di Vico
IVREA 03/12/2008 – E’ stato condannato a sette anni e mezzo di reclusione con l’accusa….

Continua a leggere


2 commenti

Abusi su minore: padre-padrone molto religioso condannato a sette anni

Il Giustiziere degli Angeli

Da questo articolo traggo una frase che riporta il mio pensiero su quanto ho scritto nell’articolo precedente: ancora una volta una storia che racconta le profondità di una provincia che ogni volta si ricorda di non conoscersi del tutto. Nessuno di noi può affermare di conoscere del tutto una persona e quindi nessuno deve fare il Ponzio Pilato o ci troveremo molte mani in meno in questa società!

VIOLENZA – Botte e abusi alla figlioletta – Sessantenne condannato a 7 anni
Il tribunale collegiale ha emesso una dura sentenza di condanna per un sessantenne residente nella zona nord della provincia, accusato di maltrattamenti in famiglia e atti sessuali sulla figlia. La vittima è una bambina che dall’età di cinque anni, e per tutti i sei successivi, ha vissuto l’incubo di un padre padrone che la picchiava.

Continua a leggere


1 commento

Abusi su minori: i supporters di Pino La Monica manifestano ancora con un’altra fiaccolata. E le vittime e le loro famiglie stanno in silenzio.

Il Giustiziere degli Angeli

Continuano a chiedere autorizzazioni (e le ottengono pure!!) gli amici di Pino La Monica per manifestare con passeggiate a lume di candela la loro convinzione sull’innocenza dello stesso. Dopo sole 24 ore dall’arresto di Pino si è costituito questo comitato (velocissimi gli amici a giudicarlo innocente in così poco tempo!) che da tempo si prodiga per attestare in ogni modo la propria solidarietà all’accusato. Le bambine che accusano sono 11 (undici) e sono state tutte dichiarate attendibili ed idonee a testimoniare dal perito Nizzoli incaricato dal Tribunale di Reggio Emilia. E, guarda caso, anche qui le perizie sono state contestate dai difensori di Pino che le ritengono incomplete e quindi inattendibili. Non stà a me, ad un blog, ad un sito o ad un gruppo di amici pro o contro giudicare un accusato ma a persone competenti che stabiliscano quale è la verità. Naturalmente ribadisco che difficilmente, a mio parere, bambini, ragazzi/e e famiglie si alzano al mattino con l’intento di distruggere una persona per bene soprattutto con la consapevolezza che una accusa, di qualsiasi genere sia, porta a lunghi processi, interrogatori e perizie che causano danno anche a se ed ai propri cari. Ma è il tempo di dire “basta!” alla pedofilia, è il tempo di non dire più “dimentica”! ed è anche il tempo di fermare gli orchi affinchè non ci siano altre vittime e chiunque, in una società civile, se sa o ha subito deve parlare. Nessuno, neanche gli amici di Pino, possono avere certezza dell’innocenza di qualcuno e, fino a quando la verità non sarà stabilita, bisogna saper aspettare e rispettare sia chi è accusato sia chi accusa. Se penso che dietro ad imposte chiuse ci possono essere delle vittime di abusi che seguono con lo sguardo manifestanti che si dimenticano del loro dolore capisco anche quanti sono rimasti in silenzio subendo e soffrendo al pensiero… <tanto non mi crederanno>. L’amicizia è un nobile sentimento ma anche dopo 20anni si può scoprire che non è ben riposto: dietro la porta chiusa non potremmo mai sapere cosa si nasconde! Manifestiamo il nostro dissenso contro quanto colpisce la società intera, contro la mafia, contro decreti aberranti, contro le morti sul lavoro e/o a scuola.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 41 follower