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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Padre Fedele Bisceglia: 9 anni e 3 mesi la condanna per stupro di una suora.

Il Giustiziere degli Angeli

Si è riacceso il clamore attorno al caso dell’irascibile padre Bisceglia! Pochi giorni orsono il primo grado del processo a suo carico si è concluso con una condanna a 9 anni e 3 mesi per violenza sessuale ai danni di una suora (oltre alla condanna a 6 anni e 3 mesi per il suo fido segretario Antonio Gaudio).

Ma soprattutto il clamore è dato dalle sue rumorose esternazioni! A nulla è valsa neanche la costante presenza dei suoi sostenitori con la maglietta bianca con la scritta sull’innocenza dell’ex “don” per calmarlo dopo la lettura della sentenza. All’uscita dal Tribunale, vestito con saio bianco e rosso in viso, ha inveito contro le monache presenti venute a sostenere la loro consorella e contro tutti: giudici, preti, avvocati e chi più ne ha più ne metta! “Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti perchè è stato condannato un innocente. Nei miei confronti è stata commessa un’enorme ingiustizia. Hanno trionfato la menzogna e la calunnia. Pentitevi tutti perchè per tutti voi un giorno, per il male che mi avete fatto, si spalancheranno le porte dell’inferno.” Eppure solo qualche giorno prima della sentenza, con una missiva, diceva alla suora che lo ha accusato: Cara Sorella, siamo figli di Dio e quindi bisognosi di reciproco rispetto. Desidero e voglio tramutare la rabbia in amore fraterno e sincero. Ecco perché ti offro il mio incondizionato perdono. Spesso ho avuto rabbia, non rancore e mai odio. Inoltre voglio benedire il collegio giudicante, il PM, i tuoi e i miei avvocati, i testi che hanno deposto il falso, tutti.

Il 23 giugno del 2006 l’arresto dell’ormai ex frate francescano (è stato sospeso a divinis ed allontanato dall’ordine dei frati cappuccini) e del suo segretario fece un grande scalpore. La suora, suor Tania Alesci, denuncia di essere stata violentata all’interno della struttura “l’Oasi Francescana di Cosenza”, (struttura voluta dallo stesso padre Fedele per dare ospitalità ai poveri ed agli immigrati). La suora racconta nella sua sofferta denuncia: la prima volta, mi fece entrare nella sua stanza con la forza. Erano poche ore prima che padre Fedele partisse per l’Africa. La seconda, il giorno successivo al suo rientro. La terza, ricordo che era il giorno prima del suo onomastico. La quarta era il compleanno di mia madre. Per un paio di volte i violentatori pagarono dei soldi, 160 mila e 100 mila euro. Il giorno della seconda violenza nella stanza erano in tre. La suora fu picchiata e sulla violenza fu girato un video, scattate foto. Del terzo episodio la donna ricorda: Padre Fedele mi legò i polsi alla sponda di ferro del letto con dei lacci emostatici perché così non mi sarebbero rimasti i segni. Sono stata bendata. Non ho visto la persona che mi ha violentata. Poi l’ultima offesa: È stato sul lettino ginecologico dello studio medico.

Ci sono state poi altre donne, tutte di nazionalità straniera, che hanno raccontato di come Bisceglia otteneva i loro favori sessuali in cambio del permesso di soggiorno e, all’occorrenza quando opponevano resistenza, con minacce di ogni genere!

Per lei, la suora che ha fatto condannare padre Fedele Bisceglia, si è trattato di una battaglia sostenuta per tutte le donne vittime di violenze.

Padre Fedele Bisceglia è sempre stato noto ai più per la presenza in TV come ultras del Cosenza ma nessuno sospettava la sua doppia vita. Da rileggere QUI alcune intercettazioni telefoniche che lui sminuisce come “innocenti conversazioni scherzose”.

Il giorno seguente il frate si è presentato davanti alle porte del Tribunale di Cosenza deponendo sulle scale un mazzo di crisantemi con una scritta: Avete ucciso la giustizia a Cosenza. Ve lo ricordero’ finche’ vivrò!

 


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Stupro Montalto di Castro: è stata una ragazzata! Una mannaia su quelle parole.

Il Giustiziere degli Angeli

Stupro Montalto, sospesa messa in prova – Martedì riprende il processo al “branco”

Decisione Cassazione dopo ricorso della vittima, offesa in tv da parenti e concittadini degli 8 imputati: «Fu una ragazzata»

VITERBO (3 luglio) – Riprenderà martedì, davanti al Gup Debora Tripiccione, il processo agli otto ragazzi di Montalto di Castro accusati di stupro ai danni di una quindicenne, la notte tra il 31 marzo e il 1° aprile 2007. E’ la conseguenza della decisione della Corte di Cassazione di accogliere il ricorso della procura generale del tribunale dei minori di Roma contro la messa in prova” concessa agli otto. Il procedimento era stato sospeso in fase di udienza preliminare nel maggio 2009.

Lo stupro? Una ragazzata. L’intervento della procura generale era stato sollecitato dall’avvocato della famiglia della ragazzadopo che, durante la trasmissione Domenica 5 del 25 ottobre 2009, un gruppo di compaesani degli imputati insultarono pesantemente la vittima dello stupro e difesero con veemenza gli stupratori, peraltro rei confessi. Il genitore di uno degli stupratori arrivò a definire il gesto del figlio «solo una ragazzata». Il legale, segnalò alla procura generale che il clima di solidarietà, al limite della complicità verso gli indagati non era idoneo a favorire il loro ravvedimento e il loro recupero sociale. Tesi accolta dai magistrati e confermata dalla Cassazione.

La messa in prova prevede la sospensione del processo a carico di minori e il loro affidamento ai servizi sociali dell’amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei loro confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Alla fine del periodo, in questo caso fissato in 28 mesi, se l’esito viene giudicato positivo, il reato viene dichiarato estinto.

Nel 2007 si abbattè una bufera sul sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, che decise di pagare le spese legali ad alcuni degli imputati. Il comune prestò infatti 5 mila euro a testa ad alcuni degli otto ragazzi, allora tra i 15 e i 17 anni. Carai finì sotto accusa anche all’interno del costituendo Pd.

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Omicidio Federica Squarise: nel 2011 l’inizio del processo al suo carnefice.

Il Giustiziere degli Angeli

Era di non molto tempo addietro la notizia che sarebbe potuto accadere di veder liberato l’assassino di Federica Squarise. Dopo le pressioni della famiglia il Giudice spagnolo, Don Josè Sanchez Ruiz, ha deciso di tenere “El Gordo” ancora in carcere per 24 mesi in attesa anche che inizi finalmente il processo contro questo assassino reo-confesso. Intanto gli amici di Federica hanno creato una Onlus in ricordo e che si occupa attivamente anche di violenza alle donne. L’associazione serve anche a reperire i fondi necessari alla famiglia per farsi rappresentare legalmente in Spagna in quanto non è stato loro concesso il gratuito patrocinio. Di seguito l’articolo sull’intervento del Ministero italiano che sollecita un iter più breve per il processo (e la condanna) dove troverete anche i riferimenti per poter contribuire alla raccolta fondi della Onlus in ricordo di Federica Squarise.

Questo invece il SITO: http://www.perfedericaonlus.org/


Federica, si muove il ministero «Chiediamo il processo subito»

Nel secondo anniversario dalla morte si attivano le istituzioni. Casellati: attraverso l’ambasciata stiamo esortando l’accelerazione dell’iter a carico del reo confesso.

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Don Luciano Massaferro: dato alle fiamme lo striscione dei suoi supporters.

Il Giustiziere degli Angeli

Dopo la molotov scagliata contro l’abitazione della Scuderi dell’asilo Cip & Ciop (vedi LINK) anche nel caso di Don Luciano Massaferro, accusato di abusi sessuali su una 12enne, il fuoco diventa protagonista. Dalla foto si capisce perchè??

Lo striscione “Don Lu siamo con te” è stato affisso da giorni all’ingresso della parrocchia di San Vincenzo di Alassio dai supporters del sacerdote che, certi della sua innocenza e di conseguenza delle menzogne della ragazzina, manifestano in ogni dove la loro vicinanza all’accusato.

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Suicidio Evelyn Moreiro: nel diario la violenza, sui giornali i suoi amici! Le indagini passano al Tribunale dei minori.

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nel suicidio di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riesco a capacitarmi del suo suicidio (se tale è stato!) mettendo insieme gli elementi che man mano scorrono sulle righe dei quotidiani prima e di un unico quotidiano nelle ultime settimane. Come sono solita fare mi pongo allora tante domande che cercano una risposta così come, di certo, lo stà facendo da tempo la sua famiglia e chi le era vicino.

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Asilo Cip & Ciop: le imputate non si presentano in aula ma hanno la “faccia” di offrire un risarcimento di mille euro a bambino..

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto solo integralmente quanto la giornalista riferisce! C’è bisogno di aggiungere altro?


Cip e Ciop: le maestre “offrono” mille euro a bambino picchiato. “Risarcimento” che offende.

Ricordate le violenze sui bambini dell’asilo nido Cip e Ciop di Pistoia? Ricordate quella bambina seduta sul seggiolone ingozzata a forza e presa per i capelli dalla “educatrice” perché non voleva mangiare?

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Luca Delfino: premiati dopo tre anni i poliziotti che lo arrestarono!

Il Giustiziere degli Angeli

Arrestarono il killer: medaglia tre anni dopo.

In Italia, si sa, i tempi della burocrazia sono quelli che sono e anche per gli encomi bisogna prendere il ticket e mettersi in coda. L’attesa dei due poliziotti che arrestarono Luca Delfino è durata quasi tre anni, ma ieri, quando sono stati chiamati al palco d’onore per ricevere l’attestato firmato dal capo della polizia Manganelli dalle mani del questore Mauriello, l’emozione si è rivelata forte, più forte di quanto l’assistente capo Giampaolo Borea e il collega Ivano Rebella, anche lui assistente, ancora la sera prima avessero messo in conto.

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