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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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Potenza, tenta violenza sessuale ad una 11enne: arrestato

Potenza, 18 feb. – (Adnkronos) – I militari della compagnia di Melfi hanno arrestato un 39enne residente in un Comune nell’area dell’Alto Bradano per tentata violenza sessuale ed atti sessuali ai danni di una minorenne. Ieri sera i genitori di una bimba di 11 anni hanno riferito che la figlia, poco prima, era stata oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di un loro conoscente. I militari hanno acquisito gli elementi essenziali per il prosieguo delle indagini ed hanno rintracciato immediatamente il presunto responsabile, accompagnandolo in caserma.

L’uomo, resosi conto della gravita’ di quanto appena commesso, ha collaborato permettendo una ricostruzione dei fatti. Ieri pomeriggio, come gia’ accaduto altre volte, la bambina si era recata a casa di una coetanea per fare i compiti. Giunta l’ora di rientrare, il padre dell’amichetta si offriva di accompagnarla a casa. Durante il tragitto l’uomo ha fermato la marcia del mezzo in una zona isolata e si e’ denudato, abbassando i pantaloni. La ragazzina, presa dal panico, e’ uscita di corsa dall’auto ed ha raggiunto a piedi la sua abitazione dove ha raccontato tutto ai genitori, in lacrime. Completata la ricostruzione, l’uomo e’ stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato presso la propria abitazione, in attesa delle decisioni della Procura di Potenza.

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La ragazza stuprata: “Mi volevano uccidere”

“Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere”. Ha detto così la ragazza di 21 anni che è stata brutalmente aggredita 1 vicino la discoteca ‘Guernica’ di Pizzoli, in provincia dell’Aquila, la notte tra sabato e domenica scorsi 2. Originaria di Tivoli, la ragazza si è confidata con i suoi familiari. In queste ore sta cercando di ricostruire quanto accaduto. L’avvocato Enrico Maria Gallinaro la assiste e cerca di proteggerla da questa “orribile vicenda che l’ha fatta diventare un oggetto”, ha detto il penalista. 

L’avvocato ha aggiunto: “la natura e la gravità delle lesioni riportate dalla giovane rendono il quadro indiziario estremamente grave. La mia assistita è stata abbandonata semi nuda e gravemente ferita, alle tre del mattino, in un parcheggio, nella neve e nel ghiaccio. E’ stato un miracolo che si sia riuscita a salvare”. Ma “ringrazio, a nome di chi vuole veramente bene alla mia assistita, i medici dell’ospedale dell’Aquila, il pubblico ministero, i carabinieri. Tutti stanno cercando di avere il massimo rispetto”, ha detto Gallinaro invitando “gli organi di stampa al massimo rispetto”.

 Oggi è stata dissequestrata l’auto del giovane militare aquilano coivolto insieme ad altre tre persone nello stupro. Dei quattro, tre, due campani e un aquilano, sono militari del 33esimo reggimento artiglieria Acqui, mentre la quarta è una giovane, forse fidanzata dell’aquilano. Nel provvedimento si evidenzia che gli investigatori hanno terminato di rilevare le tracce, di sangue e biologiche, per ricostruire il fatto e stabilire se sia avvenuto o meno nell’auto. I quattro sono stati infatti fermati dal gestore del locale e dai buttafuri che avevano trovato la ragazza seminuda e infreddolita. 

Nella mattinata di oggi i carabinieri hanno continuato un nuovo giro di interrogatori, sentendo per la seconda volta, dopo domenica, i militari che avrebbero una posizione meno grave:il campano e l’aquilano di stanza al 33/mo reggimento artiglieria Acqui. I due sostanzialmente hanno ribadito di non avere avuto a che fare con l’aggressione.Non si sa se sarà interrogato anche il terzo militare indagato, della provincia di Avellino.

 E’ su quest’ultimo che si riversano i sospetti più gravi. L’uomo era stato bloccato con la camicia e una mano sporca di sangue dal gestore del locale e dai buttafuori subito dopo il ritrovamento fuori dalla discoteca della giovane svenuta in mezzo alla neve e insanguinata. Dai primi risultati degli esami del Ris di Roma è emerso che il sangue è della giovane studentessa, come le tracce biologiche trovate su camicia, mano e braccialetto da polso del 21enne militare, iscritto sul registro degli indagati da ieri.

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Violenza sessuale: abuso’ di ragazza disabile, condannato

(ANSA) – RAVENNA, 18 FEB – Ha violentato una giovane disabile e con gravi problemi cognitivi attirandola in casa con la scusa di darle un regalo, un mattino nel quale la ragazza era scesa da sola in giardino con il cane. E’ il quadro accusatorio che ieri mattina e’ costato a Ravenna la condanna (con rito abbreviato) a tre anni di carcere per un pensionato ravennate ultrasettantenne finora incensurato, vicino di casa della ragazza. La Procura aveva chiesto cinque anni. Il Gup ha anche condannato l’uomo a risarcire in separata sede la ragazza.


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Padre Fedele Bisceglia: 9 anni e 3 mesi la condanna per stupro di una suora.

Il Giustiziere degli Angeli

Si è riacceso il clamore attorno al caso dell’irascibile padre Bisceglia! Pochi giorni orsono il primo grado del processo a suo carico si è concluso con una condanna a 9 anni e 3 mesi per violenza sessuale ai danni di una suora (oltre alla condanna a 6 anni e 3 mesi per il suo fido segretario Antonio Gaudio).

Ma soprattutto il clamore è dato dalle sue rumorose esternazioni! A nulla è valsa neanche la costante presenza dei suoi sostenitori con la maglietta bianca con la scritta sull’innocenza dell’ex “don” per calmarlo dopo la lettura della sentenza. All’uscita dal Tribunale, vestito con saio bianco e rosso in viso, ha inveito contro le monache presenti venute a sostenere la loro consorella e contro tutti: giudici, preti, avvocati e chi più ne ha più ne metta! “Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti perchè è stato condannato un innocente. Nei miei confronti è stata commessa un’enorme ingiustizia. Hanno trionfato la menzogna e la calunnia. Pentitevi tutti perchè per tutti voi un giorno, per il male che mi avete fatto, si spalancheranno le porte dell’inferno.” Eppure solo qualche giorno prima della sentenza, con una missiva, diceva alla suora che lo ha accusato: Cara Sorella, siamo figli di Dio e quindi bisognosi di reciproco rispetto. Desidero e voglio tramutare la rabbia in amore fraterno e sincero. Ecco perché ti offro il mio incondizionato perdono. Spesso ho avuto rabbia, non rancore e mai odio. Inoltre voglio benedire il collegio giudicante, il PM, i tuoi e i miei avvocati, i testi che hanno deposto il falso, tutti.

Il 23 giugno del 2006 l’arresto dell’ormai ex frate francescano (è stato sospeso a divinis ed allontanato dall’ordine dei frati cappuccini) e del suo segretario fece un grande scalpore. La suora, suor Tania Alesci, denuncia di essere stata violentata all’interno della struttura “l’Oasi Francescana di Cosenza”, (struttura voluta dallo stesso padre Fedele per dare ospitalità ai poveri ed agli immigrati). La suora racconta nella sua sofferta denuncia: la prima volta, mi fece entrare nella sua stanza con la forza. Erano poche ore prima che padre Fedele partisse per l’Africa. La seconda, il giorno successivo al suo rientro. La terza, ricordo che era il giorno prima del suo onomastico. La quarta era il compleanno di mia madre. Per un paio di volte i violentatori pagarono dei soldi, 160 mila e 100 mila euro. Il giorno della seconda violenza nella stanza erano in tre. La suora fu picchiata e sulla violenza fu girato un video, scattate foto. Del terzo episodio la donna ricorda: Padre Fedele mi legò i polsi alla sponda di ferro del letto con dei lacci emostatici perché così non mi sarebbero rimasti i segni. Sono stata bendata. Non ho visto la persona che mi ha violentata. Poi l’ultima offesa: È stato sul lettino ginecologico dello studio medico.

Ci sono state poi altre donne, tutte di nazionalità straniera, che hanno raccontato di come Bisceglia otteneva i loro favori sessuali in cambio del permesso di soggiorno e, all’occorrenza quando opponevano resistenza, con minacce di ogni genere!

Per lei, la suora che ha fatto condannare padre Fedele Bisceglia, si è trattato di una battaglia sostenuta per tutte le donne vittime di violenze.

Padre Fedele Bisceglia è sempre stato noto ai più per la presenza in TV come ultras del Cosenza ma nessuno sospettava la sua doppia vita. Da rileggere QUI alcune intercettazioni telefoniche che lui sminuisce come “innocenti conversazioni scherzose”.

Il giorno seguente il frate si è presentato davanti alle porte del Tribunale di Cosenza deponendo sulle scale un mazzo di crisantemi con una scritta: Avete ucciso la giustizia a Cosenza. Ve lo ricordero’ finche’ vivrò!

 


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431 anni di carcere per Phillip Garrido: rapì, segregò e violentò Jaycee per 18anni.

Il Giustiziere degli Angeli


Ho deciso di non essere qui oggi perchè mi rifiuto di sprecare un altro secondo della mia vita in vostra presenza. Ho preferito farvi leggere queste righe da mia madre. Phillip Garrido, sei sbagliato. Non sono mai riuscita a dirtelo, ma ora ho la libertà e ti dico che sei un bugiardo e tutte le tue cosiddette teorie sono sbagliate. Tutto quello che mi hai fatto era sbagliato e spero che un giorno te ne renderai conto. Quello che tu e Nancy avete fatto è stato riprovevole. Non c’è nessun Dio nell’universo che possa perdonare le vostre azioni. A te, Phillip, dico che sono sempre stata un oggetto del tuo divertimento. Ho odiato ogni secondo di quei 18 anni a causa tua e delle perversione sessuali in cui mi hai coinvolto. A te, Nancy, non ho nulla da dire. Entrambi potete risparmiare le vostre scuse e le vostre parole vuote. Per tutti i crimini che avete commesso, spero che avrete tante notte insonni così come le ho avute io. Sì, ripenso a tutti quegli anni e sono arrabbiata perchè avete rubato la mia vita e quella della mia famiglia. Fortunatamente ora sto bene e non vivo più in un incubo. Ho una famiglia meravigliosa e splendidi amici che mi circondano. Questo non potrete più togliermelo.

Questa lettera è stata scritta da Jaycee Lee Dugard ai suoi due aguzzini: Phillip Garrido e la sua degna moglie Nancy rapirono Jaycee quando aveva solo 11 anni. L’hanno tenuta segregata per 18 lunghi anni sottoponendola ad indicibili violenze, soprattutto quelle sessuali di Garrido. Jaycee non ha voluto partecipare all’udienza di condanna dei suoi due aguzzini ed ha fatto leggere in aula la lettera da sua madre. Oggi Jaycee vive in località segreta insieme alle sue due figlie adolescenti nate dalla violenza.

Sono stati condannati ieri nel tribunale di Placerville, in California: 431 anni di carcere per Phillip, il principale responsabile di tutto quello che è successo, mentre per sua moglie Nancy è stata stabilita una pena che va dai 36 anni di carcere all’ergastolo.

QUESTO LINK riporta ad un articolo di questo blog sul caso.


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Abusi sessuali su minori: pranoterapia come scusa per le violenze!

Il Giustiziere degli Angeli

L.S., pensionato ed ex bidello di una scuola di Sutri, fu arrestato il 4.giugno del 2008 con l’accusa di abusi sessuali su sei minorenni. (LINK)

L.S. avrebbe fatto credere loro di “avere il potere” di farle diventare più magre, più alte, più belle, di guarirle dalle malattie e “ricaricarle di energia”: il tutto con abbracci, baci, palpeggiamenti nelle parti intime e, in due casi, rapporti sessuali completi. L’ex bidello, difeso dagli avvocati Carlo Urani e Giosuè Bruno Naso, si professa ovviamente innocente e la difesa cerca tra i racconti delle vittime le “contraddizioni”. Il 28 febbraio, in audizione protetta al Tribunale di Viterbo, si è svolto l’incidente probatorio per le sei ragazze! E tre di loro hanno reso la loro testimonianza raccontando, in un caso, anche delle minacce paventate dal sedicente pranoterapeuta! Non è stato facile e privo di imbarazzo per loro tornare a raccontare quanto accaduto all’epoca dei fatti: due di loro avevano poco più di 14 anni. Ieri, 27 aprile, il racconto di una delle vittime riporta: “Mi aveva detto che, se avessi avuto rapporti orali con lui, sarei diventata più alta”. Il racconto coincide in molti punti con quanto dichiarato dalle tre vittime già ascoltate in precedenza ma sento che le piccole incongruenze saranno terreno aspro di battaglia per gli avvocati difensori che vorranno screditare le ragazze con ogni mezzo! Il 29 giugno saranno in aula altre due ragazze che dovranno così “cristallizzare” i loro racconti su quanto accadeva loro nell’appartamento del “pranoterapeuta-guaritore”!


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Controllare un pedofilo in libertà costa troppo!!

Il Giustiziere degli Angeli

Tempo di vacanze, tempo di sole e mare! Ma questo evidentemente non è tempo di riposo per una cronaca dell’orrore che in questi giorni ci ha comunque raccontato di violenze sessuali, di abusi su bambini, di badanti impazzite che picchiano gli anziani a loro affidati, di omicidi di donne e mogli alle prese con uomini impazziti diventati assassini. Intanto io, come tanti, in vacanza non ci vado ma (scioccamente) ho pensato che sotto il sole di Agosto non potesse accadere così tanto “male”. Mi tengo stretta le mie certezze, la mia famiglia, e mi occupo di loro e per loro rendendogli ogni giorno almeno un sorriso. Ma poi vengo qui e leggo e mi si contorce lo stomaco! Questa piattaforma di WordPress ogni giorno mi fornisce delle informazioni circa le visite al mio blog stilando sia una lista degli articoli letti che dei termini di ricerca che qualcuno digita nel web. Questo fa sì che ogni giorno leggo quali sono lo schifo di ricerche che i “soggetti pedofili” fanno. Vi basti sapere che questa notte qualcuno cercava “bambine bionde” e tralascio il resto! Si muovono sul web come serpi striscianti ed io maledico ogni giorno la loro lorda esistenza. Questa mattina hanno arrestato un nigeriano a Vicenza che ha abusato sessualmente di una bambina di 6 anni (LINK articolo Unione Sarda) e (qualche giorno fà) è toccato ad un uomo bellinzonese accusato anch’esso dello stesso reato (LINK articolo Ticinolibero). Nell’appena passato 4 agosto è stata la volta di un padre che costringeva suo figlio di appena 5 anni a subire rapporti orali (LINK articolo Ansa). Appunto non solo mancati assurdi ed efferati omicidi (LINK-1 IlGiornale & LINK-2 Ansa ), violenze sessuali (LINK-3 ResetItalia) e tentate violenze scampate (LINK-4 Ansa).

Intanto apprendo anche che (leggendo CrimeBlog e il TheSun) che in Inghilterra sono alle prese con un problema economico! spendono circa 200mila euro al mese per controllare un pericoloso pedofilo appena uscito dal carcere e l’elevato costo li ha indotti a diradare i controlli…

Anthony Knowles, ha 49anni ed  un record di 34 anni di abuso di giovani: vive vicino tre scuole e un parco! E’ stato in carcere per abusi sessuali su bambini dai 18mesi ai 9 anni ma adesso, seppur con misure restrittive, è libero! Dovrebbe essere rinchiuso per sempre secondo il mio parere soprattutto perchè è un pedofilo recidivo e pericoloso che potrebbe in futuro decidere di abusare di altri bambini ed eliminarli per non dover finire di nuovo dietro le sbarre. Quale può essere una soluzione alternativa? di certo un elenco pubblico, accessibile a tutti, che indichi i pedofili che sono liberi mettendo così in guardia le famiglie da eventuali reali pericoli per i loro piccoli. Basta mettere la testa sotto la sabbia, siano marchiati a vita per quante anime di piccoli angeli hanno ucciso!

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