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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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Potenza, tenta violenza sessuale ad una 11enne: arrestato

Potenza, 18 feb. – (Adnkronos) – I militari della compagnia di Melfi hanno arrestato un 39enne residente in un Comune nell’area dell’Alto Bradano per tentata violenza sessuale ed atti sessuali ai danni di una minorenne. Ieri sera i genitori di una bimba di 11 anni hanno riferito che la figlia, poco prima, era stata oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di un loro conoscente. I militari hanno acquisito gli elementi essenziali per il prosieguo delle indagini ed hanno rintracciato immediatamente il presunto responsabile, accompagnandolo in caserma.

L’uomo, resosi conto della gravita’ di quanto appena commesso, ha collaborato permettendo una ricostruzione dei fatti. Ieri pomeriggio, come gia’ accaduto altre volte, la bambina si era recata a casa di una coetanea per fare i compiti. Giunta l’ora di rientrare, il padre dell’amichetta si offriva di accompagnarla a casa. Durante il tragitto l’uomo ha fermato la marcia del mezzo in una zona isolata e si e’ denudato, abbassando i pantaloni. La ragazzina, presa dal panico, e’ uscita di corsa dall’auto ed ha raggiunto a piedi la sua abitazione dove ha raccontato tutto ai genitori, in lacrime. Completata la ricostruzione, l’uomo e’ stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato presso la propria abitazione, in attesa delle decisioni della Procura di Potenza.

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La ragazza stuprata: “Mi volevano uccidere”

“Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere”. Ha detto così la ragazza di 21 anni che è stata brutalmente aggredita 1 vicino la discoteca ‘Guernica’ di Pizzoli, in provincia dell’Aquila, la notte tra sabato e domenica scorsi 2. Originaria di Tivoli, la ragazza si è confidata con i suoi familiari. In queste ore sta cercando di ricostruire quanto accaduto. L’avvocato Enrico Maria Gallinaro la assiste e cerca di proteggerla da questa “orribile vicenda che l’ha fatta diventare un oggetto”, ha detto il penalista. 

L’avvocato ha aggiunto: “la natura e la gravità delle lesioni riportate dalla giovane rendono il quadro indiziario estremamente grave. La mia assistita è stata abbandonata semi nuda e gravemente ferita, alle tre del mattino, in un parcheggio, nella neve e nel ghiaccio. E’ stato un miracolo che si sia riuscita a salvare”. Ma “ringrazio, a nome di chi vuole veramente bene alla mia assistita, i medici dell’ospedale dell’Aquila, il pubblico ministero, i carabinieri. Tutti stanno cercando di avere il massimo rispetto”, ha detto Gallinaro invitando “gli organi di stampa al massimo rispetto”.

 Oggi è stata dissequestrata l’auto del giovane militare aquilano coivolto insieme ad altre tre persone nello stupro. Dei quattro, tre, due campani e un aquilano, sono militari del 33esimo reggimento artiglieria Acqui, mentre la quarta è una giovane, forse fidanzata dell’aquilano. Nel provvedimento si evidenzia che gli investigatori hanno terminato di rilevare le tracce, di sangue e biologiche, per ricostruire il fatto e stabilire se sia avvenuto o meno nell’auto. I quattro sono stati infatti fermati dal gestore del locale e dai buttafuri che avevano trovato la ragazza seminuda e infreddolita. 

Nella mattinata di oggi i carabinieri hanno continuato un nuovo giro di interrogatori, sentendo per la seconda volta, dopo domenica, i militari che avrebbero una posizione meno grave:il campano e l’aquilano di stanza al 33/mo reggimento artiglieria Acqui. I due sostanzialmente hanno ribadito di non avere avuto a che fare con l’aggressione.Non si sa se sarà interrogato anche il terzo militare indagato, della provincia di Avellino.

 E’ su quest’ultimo che si riversano i sospetti più gravi. L’uomo era stato bloccato con la camicia e una mano sporca di sangue dal gestore del locale e dai buttafuori subito dopo il ritrovamento fuori dalla discoteca della giovane svenuta in mezzo alla neve e insanguinata. Dai primi risultati degli esami del Ris di Roma è emerso che il sangue è della giovane studentessa, come le tracce biologiche trovate su camicia, mano e braccialetto da polso del 21enne militare, iscritto sul registro degli indagati da ieri.

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Violenza sessuale: abuso’ di ragazza disabile, condannato

(ANSA) – RAVENNA, 18 FEB – Ha violentato una giovane disabile e con gravi problemi cognitivi attirandola in casa con la scusa di darle un regalo, un mattino nel quale la ragazza era scesa da sola in giardino con il cane. E’ il quadro accusatorio che ieri mattina e’ costato a Ravenna la condanna (con rito abbreviato) a tre anni di carcere per un pensionato ravennate ultrasettantenne finora incensurato, vicino di casa della ragazza. La Procura aveva chiesto cinque anni. Il Gup ha anche condannato l’uomo a risarcire in separata sede la ragazza.


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Padre Fedele Bisceglia: 9 anni e 3 mesi la condanna per stupro di una suora.

Il Giustiziere degli Angeli

Si è riacceso il clamore attorno al caso dell’irascibile padre Bisceglia! Pochi giorni orsono il primo grado del processo a suo carico si è concluso con una condanna a 9 anni e 3 mesi per violenza sessuale ai danni di una suora (oltre alla condanna a 6 anni e 3 mesi per il suo fido segretario Antonio Gaudio).

Ma soprattutto il clamore è dato dalle sue rumorose esternazioni! A nulla è valsa neanche la costante presenza dei suoi sostenitori con la maglietta bianca con la scritta sull’innocenza dell’ex “don” per calmarlo dopo la lettura della sentenza. All’uscita dal Tribunale, vestito con saio bianco e rosso in viso, ha inveito contro le monache presenti venute a sostenere la loro consorella e contro tutti: giudici, preti, avvocati e chi più ne ha più ne metta! “Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti perchè è stato condannato un innocente. Nei miei confronti è stata commessa un’enorme ingiustizia. Hanno trionfato la menzogna e la calunnia. Pentitevi tutti perchè per tutti voi un giorno, per il male che mi avete fatto, si spalancheranno le porte dell’inferno.” Eppure solo qualche giorno prima della sentenza, con una missiva, diceva alla suora che lo ha accusato: Cara Sorella, siamo figli di Dio e quindi bisognosi di reciproco rispetto. Desidero e voglio tramutare la rabbia in amore fraterno e sincero. Ecco perché ti offro il mio incondizionato perdono. Spesso ho avuto rabbia, non rancore e mai odio. Inoltre voglio benedire il collegio giudicante, il PM, i tuoi e i miei avvocati, i testi che hanno deposto il falso, tutti.

Il 23 giugno del 2006 l’arresto dell’ormai ex frate francescano (è stato sospeso a divinis ed allontanato dall’ordine dei frati cappuccini) e del suo segretario fece un grande scalpore. La suora, suor Tania Alesci, denuncia di essere stata violentata all’interno della struttura “l’Oasi Francescana di Cosenza”, (struttura voluta dallo stesso padre Fedele per dare ospitalità ai poveri ed agli immigrati). La suora racconta nella sua sofferta denuncia: la prima volta, mi fece entrare nella sua stanza con la forza. Erano poche ore prima che padre Fedele partisse per l’Africa. La seconda, il giorno successivo al suo rientro. La terza, ricordo che era il giorno prima del suo onomastico. La quarta era il compleanno di mia madre. Per un paio di volte i violentatori pagarono dei soldi, 160 mila e 100 mila euro. Il giorno della seconda violenza nella stanza erano in tre. La suora fu picchiata e sulla violenza fu girato un video, scattate foto. Del terzo episodio la donna ricorda: Padre Fedele mi legò i polsi alla sponda di ferro del letto con dei lacci emostatici perché così non mi sarebbero rimasti i segni. Sono stata bendata. Non ho visto la persona che mi ha violentata. Poi l’ultima offesa: È stato sul lettino ginecologico dello studio medico.

Ci sono state poi altre donne, tutte di nazionalità straniera, che hanno raccontato di come Bisceglia otteneva i loro favori sessuali in cambio del permesso di soggiorno e, all’occorrenza quando opponevano resistenza, con minacce di ogni genere!

Per lei, la suora che ha fatto condannare padre Fedele Bisceglia, si è trattato di una battaglia sostenuta per tutte le donne vittime di violenze.

Padre Fedele Bisceglia è sempre stato noto ai più per la presenza in TV come ultras del Cosenza ma nessuno sospettava la sua doppia vita. Da rileggere QUI alcune intercettazioni telefoniche che lui sminuisce come “innocenti conversazioni scherzose”.

Il giorno seguente il frate si è presentato davanti alle porte del Tribunale di Cosenza deponendo sulle scale un mazzo di crisantemi con una scritta: Avete ucciso la giustizia a Cosenza. Ve lo ricordero’ finche’ vivrò!

 


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431 anni di carcere per Phillip Garrido: rapì, segregò e violentò Jaycee per 18anni.

Il Giustiziere degli Angeli


Ho deciso di non essere qui oggi perchè mi rifiuto di sprecare un altro secondo della mia vita in vostra presenza. Ho preferito farvi leggere queste righe da mia madre. Phillip Garrido, sei sbagliato. Non sono mai riuscita a dirtelo, ma ora ho la libertà e ti dico che sei un bugiardo e tutte le tue cosiddette teorie sono sbagliate. Tutto quello che mi hai fatto era sbagliato e spero che un giorno te ne renderai conto. Quello che tu e Nancy avete fatto è stato riprovevole. Non c’è nessun Dio nell’universo che possa perdonare le vostre azioni. A te, Phillip, dico che sono sempre stata un oggetto del tuo divertimento. Ho odiato ogni secondo di quei 18 anni a causa tua e delle perversione sessuali in cui mi hai coinvolto. A te, Nancy, non ho nulla da dire. Entrambi potete risparmiare le vostre scuse e le vostre parole vuote. Per tutti i crimini che avete commesso, spero che avrete tante notte insonni così come le ho avute io. Sì, ripenso a tutti quegli anni e sono arrabbiata perchè avete rubato la mia vita e quella della mia famiglia. Fortunatamente ora sto bene e non vivo più in un incubo. Ho una famiglia meravigliosa e splendidi amici che mi circondano. Questo non potrete più togliermelo.

Questa lettera è stata scritta da Jaycee Lee Dugard ai suoi due aguzzini: Phillip Garrido e la sua degna moglie Nancy rapirono Jaycee quando aveva solo 11 anni. L’hanno tenuta segregata per 18 lunghi anni sottoponendola ad indicibili violenze, soprattutto quelle sessuali di Garrido. Jaycee non ha voluto partecipare all’udienza di condanna dei suoi due aguzzini ed ha fatto leggere in aula la lettera da sua madre. Oggi Jaycee vive in località segreta insieme alle sue due figlie adolescenti nate dalla violenza.

Sono stati condannati ieri nel tribunale di Placerville, in California: 431 anni di carcere per Phillip, il principale responsabile di tutto quello che è successo, mentre per sua moglie Nancy è stata stabilita una pena che va dai 36 anni di carcere all’ergastolo.

QUESTO LINK riporta ad un articolo di questo blog sul caso.


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Abusi sessuali su minori: pranoterapia come scusa per le violenze!

Il Giustiziere degli Angeli

L.S., pensionato ed ex bidello di una scuola di Sutri, fu arrestato il 4.giugno del 2008 con l’accusa di abusi sessuali su sei minorenni. (LINK)

L.S. avrebbe fatto credere loro di “avere il potere” di farle diventare più magre, più alte, più belle, di guarirle dalle malattie e “ricaricarle di energia”: il tutto con abbracci, baci, palpeggiamenti nelle parti intime e, in due casi, rapporti sessuali completi. L’ex bidello, difeso dagli avvocati Carlo Urani e Giosuè Bruno Naso, si professa ovviamente innocente e la difesa cerca tra i racconti delle vittime le “contraddizioni”. Il 28 febbraio, in audizione protetta al Tribunale di Viterbo, si è svolto l’incidente probatorio per le sei ragazze! E tre di loro hanno reso la loro testimonianza raccontando, in un caso, anche delle minacce paventate dal sedicente pranoterapeuta! Non è stato facile e privo di imbarazzo per loro tornare a raccontare quanto accaduto all’epoca dei fatti: due di loro avevano poco più di 14 anni. Ieri, 27 aprile, il racconto di una delle vittime riporta: “Mi aveva detto che, se avessi avuto rapporti orali con lui, sarei diventata più alta”. Il racconto coincide in molti punti con quanto dichiarato dalle tre vittime già ascoltate in precedenza ma sento che le piccole incongruenze saranno terreno aspro di battaglia per gli avvocati difensori che vorranno screditare le ragazze con ogni mezzo! Il 29 giugno saranno in aula altre due ragazze che dovranno così “cristallizzare” i loro racconti su quanto accadeva loro nell’appartamento del “pranoterapeuta-guaritore”!


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Controllare un pedofilo in libertà costa troppo!!

Il Giustiziere degli Angeli

Tempo di vacanze, tempo di sole e mare! Ma questo evidentemente non è tempo di riposo per una cronaca dell’orrore che in questi giorni ci ha comunque raccontato di violenze sessuali, di abusi su bambini, di badanti impazzite che picchiano gli anziani a loro affidati, di omicidi di donne e mogli alle prese con uomini impazziti diventati assassini. Intanto io, come tanti, in vacanza non ci vado ma (scioccamente) ho pensato che sotto il sole di Agosto non potesse accadere così tanto “male”. Mi tengo stretta le mie certezze, la mia famiglia, e mi occupo di loro e per loro rendendogli ogni giorno almeno un sorriso. Ma poi vengo qui e leggo e mi si contorce lo stomaco! Questa piattaforma di WordPress ogni giorno mi fornisce delle informazioni circa le visite al mio blog stilando sia una lista degli articoli letti che dei termini di ricerca che qualcuno digita nel web. Questo fa sì che ogni giorno leggo quali sono lo schifo di ricerche che i “soggetti pedofili” fanno. Vi basti sapere che questa notte qualcuno cercava “bambine bionde” e tralascio il resto! Si muovono sul web come serpi striscianti ed io maledico ogni giorno la loro lorda esistenza. Questa mattina hanno arrestato un nigeriano a Vicenza che ha abusato sessualmente di una bambina di 6 anni (LINK articolo Unione Sarda) e (qualche giorno fà) è toccato ad un uomo bellinzonese accusato anch’esso dello stesso reato (LINK articolo Ticinolibero). Nell’appena passato 4 agosto è stata la volta di un padre che costringeva suo figlio di appena 5 anni a subire rapporti orali (LINK articolo Ansa). Appunto non solo mancati assurdi ed efferati omicidi (LINK-1 IlGiornale & LINK-2 Ansa ), violenze sessuali (LINK-3 ResetItalia) e tentate violenze scampate (LINK-4 Ansa).

Intanto apprendo anche che (leggendo CrimeBlog e il TheSun) che in Inghilterra sono alle prese con un problema economico! spendono circa 200mila euro al mese per controllare un pericoloso pedofilo appena uscito dal carcere e l’elevato costo li ha indotti a diradare i controlli…

Anthony Knowles, ha 49anni ed  un record di 34 anni di abuso di giovani: vive vicino tre scuole e un parco! E’ stato in carcere per abusi sessuali su bambini dai 18mesi ai 9 anni ma adesso, seppur con misure restrittive, è libero! Dovrebbe essere rinchiuso per sempre secondo il mio parere soprattutto perchè è un pedofilo recidivo e pericoloso che potrebbe in futuro decidere di abusare di altri bambini ed eliminarli per non dover finire di nuovo dietro le sbarre. Quale può essere una soluzione alternativa? di certo un elenco pubblico, accessibile a tutti, che indichi i pedofili che sono liberi mettendo così in guardia le famiglie da eventuali reali pericoli per i loro piccoli. Basta mettere la testa sotto la sabbia, siano marchiati a vita per quante anime di piccoli angeli hanno ucciso!


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Evelyn Moreiro: quale ed a quando la verità sulla sua morte?

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro, 19 anni, sogni ingenui e sogni grandi. Un viso dolce, pulito, che parlava di bontà ed altruismo ma che nel profondo dei suoi grandi occhi nascondeva dei segreti, dei dolori incancellabili che cercavano conforto nell’amore di qualcuno. Da quando e da dove partono queste scie grige e nere che ne segnano la strada forse non lo sapremo mai: lei non può più parlarci e noi non possiamo più renderle quello stesso altruismo per aiutarla. Doveva essere una ragazza dalle mille capacità se è così ben riuscita a non far trasparire la tempesta che l’agitava, se è riuscita a guardare avanti così a lungo dopo che (come scrisse lei stessa nel suo diario) subì delle violenze sessuali da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio. Furono quei momenti che spezzarono i suoi sogni? O qualcos’altro, qualche altro motivo, la spingeva già allora a rifugiarsi nella fuga? Perché sentiva il bisogno di allontanarsi ed isolarsi? Da quella prima violenza erano passati quasi quattro anni e lei era andata avanti, aveva la famiglia, gli affetti, la scuola, gli amici e nuovi amori! Quali sono allora gli altri accadimenti che la sprofondarono nel buio? Sappiamo che Evelyn amava scrivere i suoi pensieri in un diario e questo potrebbe raccontare molto altro di lei, soprattutto dei tempi che precedono la sua morte. Come tutti i giovani usava il computer ed il telefonino ed anche in questi si potrebbe trovare il filo di Arianna che conduce alla verità. A distanza di mesi solo oggi appaiono strani ed importanti gli elementi che furono rinvenuti in quel luogo dove trovò la morte, una casa di “accoglienza” di Viterbo dove lei cercò conforto e protezione e che invece “accolse” il suo ultimo respiro di vita. Io non sono certa che il destino di ognuno di noi sia scritto nelle stelle e neanche sempre nel nostro libero arbitrio ma spesso nelle mani della casualità di altri che attraversano il nostro cammino! Cara Evelyn, sorridi alla fallibilità degli uomini che non videro ed attendi con pazienza, dal luogo in cui ora vivi, che si mettano le parole di “verità e giustizia” sul tuo cuore e su quello di tutti quelli che ti hanno amato.

Viterbo – L’esito degli esami tossicologici non sarà disponibile prima del 20 agosto – Evelyn, si attendono i risultati dell’autopsia

Viterbo – 4 agosto 2010 – ore 1,50

Caso Evelyn, attesa per gli esami tossicologici.

Non sono ancora arrivati i risultati dell’autopsia eseguita sulla salma di Evelyn Moreiro, la 19enne di origini sudamericane trovata morta nel novembre scorso, in una casa di accoglienza di Viterbo.

Prima di avere un quadro completo sulla morte della ragazza, gli inquirenti aspettano di avere in mano l’esito degli esami tossicologici eseguiti sul cadavere della giovane il 16 luglio scorso, all’ospedale di Montefiascone.

Proprio quel giorno il pm Massimiliano Siddi autorizzò la riesumazione del cadavere della ragazza per eseguire l’autopsia, affidando l’incarico al medico legale Ricci.

Gli accertamenti irripetibili dovranno servire a fugare ogni dubbio sulla dinamica della morte di Evelyn.

Le precedenti ricostruzioni, infatti, non convincono il pm Siddi. A trovare il corpo della 19enne, la mattina del 27 novembre 2009, fu una delle religiose della casa di accoglienza dove Evelyn aveva trascorso la notte e dove fu trovata cadavere. Da quel momento in poi, per mesi, l’ipotesi principale è stata quella del suicidio e, in particolare, dell’impiccagione.

Ma alcuni indizi trovati dagli investigatori (come la sciarpa strappata e il biglietto accanto al corpo di Evelyn) hanno portato a una brusca virata delle indagini, suggerendo agli inquirenti la pista dell’omicidio. Da qui l’autopsia, sull’esito della quale il medico legale non si pronuncerà prima del 20 agosto, quando, con tutta probabilità, i risultati degli esami tossicologici arriveranno sulla scrivania del pm.

Solo allora sarà possibile capire se Evelyn si sia impiccata o se, al contrario, sia stata uccisa da un misterioso assassino, tutt’ora a piede libero.

Link Articolo Originale


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Suicidio Evelyn Moreiro: forse non è stato un suicidio! Riesumato il corpo della ragazza per l’autopsia!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nella morte di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riuscivo a capacitarmi e la tesi del suicidio non mi tornava proprio. Come sono solita fare mi sono posta nel tempo tante domande ma non ho potuto renderle pubbliche per ovvi motivi. Tutto riparte pochi mesi fa dal diario di Evelyn, ritrovato di alcune pagine ed inviato alla famiglia Moreiro da Alessandro, caro amico della ragazza. Se non fosse stato per quelle pagine la morte di Evelyn sarebbe rimasta per sempre un “suicidio per amore!”. In quelle pagine Evelyn raccontava la violenza (due episodi in verità) subita per mano di un ragazzo, E.P., abitante a Rignano Flaminio, della paura di essere incinta e di una psicologa a cui chiese supporto. Lei aveva all’epoca solo 16 anni e credo abbia spinto affinchè le ferite dell’animo si rimarginassero per tornare a vivere serenamente, con la scuola, tanti amici ed un amore, A.O., a cui lei si stava dedicando. E’ certo che tutto quello che ci è dato di sapere esce sui giornali e le domande che io mi ponevo non le ho trovate scritte dalle penne dei giornalisti che hanno riportato solo quanto gli veniva svelato o loro opinioni. Invece ci sono sempre delle domande che uno DEVE porsi davanti ad una morte violenta soprattutto quando la protagonista è una giovane donna che ha diritto più di ogni altro di essere ascoltata. Ora gli inquirenti hanno deciso di indagare a fondo e riaprire quel fascicolo con su scritto “suicidio” perché “ora” gli elementi da valutare sono tanti. Ed ecco la decisione di riesumare Evelyn affinchè un’autopsia faccia parlare la protagonista unica di questo dolore. Me lo ero chiesto: è stata fatta l’autopsia sul corpo di Evy? Evidentemente la risposta è NO ed invece sarebbe stato importantissimo capire sin da subito cosa era successo in quella stanza della casa di accoglienza delle suore. Un’autopsia avrebbe potuto svelare non solo un’eventuale gravidanza (e prego Dio che non sia così…) ma anche se ci fossero nel suo sangue sostanze da renderla incosciente, o anche se c’erano segni di una qualche colluttazione, o se in quella stanza ci fossero tracce di qualcuno che lì da lei entrò. E poi il 4 giugno appena passato, su un quotidiano, trovai questo titolo: L’ultimo messaggio di Evelyn su Facebook – Un accorato post indirizzato all’ultimo amore prima che la disperazione la portasse a togliersi la vita. Di questo messaggio il giornale indica che è stato scritto il giorno prima della sua morte, il 26 novembre 2009 alle 14:10. Da quale computer si è collegata la ragazza? Era nel convento o è uscita? Nel titolo il giornale dà la certezza che fosse indirizzato ad A.O. il suo ultimo fidanzatino ma nell’articolo si dice che il destinatario del messaggio è nei segreti che Evelyn si è portata nella tomba? Dubbi o certezze? Il messaggio su FB leggiamolo: Gli occhi non mentono e lo sai, se guardi indietro ti accorgi che niente è stato inutile, se ami lascia andare e aspetta… io lo farò dimostrando che non sono quella che credi ma sono quella che ami. Ed il giornale scrive che con queste parole Evelyn “voleva dire e dimostrare a qualcuno di essere una ragazza solare, dolce, quella per cui era conosciuta e quella per cui il mittente di questo messaggio la amava”. Appunto, mi dico, questo è un messaggio che proprio non ha in sé intenzioni suicidarie. “io lo farò dimostrando… che sono quella che ami”, ed in queste parole c’è una proiezione verso il futuro… non verso una morte cha annulla tutto. “se ami aspetta… aspettami!”. Qualcuno ha risposto a questo messaggio? Magari sul telefonino o chiamandola? O andando direttamente da lei?

Ora gli inquirenti vogliono chiarire alcuni elementi che non tornano: un biglietto lasciato da Evelyn che non appare scritto da lei, una penna per scriverlo che non è in quel luogo, una sciarpa strappata… Ora questi elementi appaiono importanti, purtroppo solo ora dopo un silenzio ed un dolore strappati all’oblio solo da quelle “pagine” che raccontavano di Evelyn. Spero che le domande che si pongono ora gli inquirenti siano tante, a 360 gradi, e che se una mano ha posto fine alla vita di questa splendida ragazza venga assicurata per sempre alla giustizia.

Per ora la verità è quella della sua morte: lei, così come tante altre giovani donne, ha lasciato un posto vuoto in questa società sempre più pronta a gettarsi nella cronaca vestita di rosa e non nell’oscurità di certi segreti che spesso armano mani assassine.

La magistratura ha disposto la riesumazione del corpo della ragazza trovata morta in una casa di accoglienza. Evelyn, si pensa all’omicidio.

Viterbo – 16 luglio 2010 – ore 14,30

- Svolta nelle indagini sul caso di Evelyn Moreiro.

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Stupro Montalto di Castro: è stata una ragazzata! Una mannaia su quelle parole.

Il Giustiziere degli Angeli

Stupro Montalto, sospesa messa in prova – Martedì riprende il processo al “branco”

Decisione Cassazione dopo ricorso della vittima, offesa in tv da parenti e concittadini degli 8 imputati: «Fu una ragazzata»

VITERBO (3 luglio) – Riprenderà martedì, davanti al Gup Debora Tripiccione, il processo agli otto ragazzi di Montalto di Castro accusati di stupro ai danni di una quindicenne, la notte tra il 31 marzo e il 1° aprile 2007. E’ la conseguenza della decisione della Corte di Cassazione di accogliere il ricorso della procura generale del tribunale dei minori di Roma contro la messa in prova” concessa agli otto. Il procedimento era stato sospeso in fase di udienza preliminare nel maggio 2009.

Lo stupro? Una ragazzata. L’intervento della procura generale era stato sollecitato dall’avvocato della famiglia della ragazzadopo che, durante la trasmissione Domenica 5 del 25 ottobre 2009, un gruppo di compaesani degli imputati insultarono pesantemente la vittima dello stupro e difesero con veemenza gli stupratori, peraltro rei confessi. Il genitore di uno degli stupratori arrivò a definire il gesto del figlio «solo una ragazzata». Il legale, segnalò alla procura generale che il clima di solidarietà, al limite della complicità verso gli indagati non era idoneo a favorire il loro ravvedimento e il loro recupero sociale. Tesi accolta dai magistrati e confermata dalla Cassazione.

La messa in prova prevede la sospensione del processo a carico di minori e il loro affidamento ai servizi sociali dell’amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei loro confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Alla fine del periodo, in questo caso fissato in 28 mesi, se l’esito viene giudicato positivo, il reato viene dichiarato estinto.

Nel 2007 si abbattè una bufera sul sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, che decise di pagare le spese legali ad alcuni degli imputati. Il comune prestò infatti 5 mila euro a testa ad alcuni degli otto ragazzi, allora tra i 15 e i 17 anni. Carai finì sotto accusa anche all’interno del costituendo Pd.

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Don Pierino Gelmini a processo il 29 marzo 2011.

Il Giustiziere degli Angeli

LINK ARTICOLI D’ARCHIVIO su Don Gelmini

DON GELMINI A PROCESSO, CENTRODESTRA LO DIFENDE.

Don Pierino Gelmini sarà processato per avere molestato sessualmente 12 giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro, ad Amelia. Episodi avvenuti, ritiene l’accusa, per circa dieci anni all’interno delle strutture di Mulino Silla, come la stanza del silenzio dove vengono accolti i tossicodipendenti che cominciano il percorso di recupero, o nella casetta nel bosco. Lui, il sacerdote che ha chiesto e ottenuto due anni fa di essere ridotto allo stato laicale per difendersi al meglio, ha sempre respinto le accuse ma oggi il gup di Terni lo ha rinviato a giudizio.

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Suicidio Evelyn Moreiro: nel diario la violenza, sui giornali i suoi amici! Le indagini passano al Tribunale dei minori.

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nel suicidio di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riesco a capacitarmi del suo suicidio (se tale è stato!) mettendo insieme gli elementi che man mano scorrono sulle righe dei quotidiani prima e di un unico quotidiano nelle ultime settimane. Come sono solita fare mi pongo allora tante domande che cercano una risposta così come, di certo, lo stà facendo da tempo la sua famiglia e chi le era vicino.

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Suicidio Evelyn Moreiro – Don Giosy: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi.

Il Giustiziere degli Angeli

Proprio in questo (LINK ) articolo vi parlavo di come la stampa ha trattato il caso del suicidio di Evelyn Moreiro ma, soprattutto, di come ha trattato i giovani, amici di Evelyn, che stanno aiutando la verità a venire alla luce. Ed oggi scopro con piacere che un’altra voce si è levata a favore dei ragazzi, quella di Don Giosy Cento. Sposo nel totale quanto il parroco dichiara alla fine dell’articolo perché è esattamente il mio stesso pensiero: NON SPORCHIAMO I GIOVANI, GUARDIAMO PRIMA NOI STESSI!

(ho riscritto per intero l’articolo, comprese le virgole ed i punti, in quanto la testata giornalistica non lo mette on-line. Nella foto la scannerizzazione dell’articolo stesso. Al seguente link invece trovate tutti gli articoli su Evelyn –  LINK )


Evelyn, prima che morisse era una ragazza dolce e solare e specialmente altruista – queste le parole dette dal Sig. Moreiro, più volte raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano”. Ad averne la conferma della sua personalità, sono state anche le frasi spese riguardo la ragazza, dal parroco Don Giosy Cento, con la sua associazione giovanile “Ragazzi del Cielo – Ragazzi della Terra” del quale il sacerdote è il fondatore. Il suo gruppo è dedicato interamente a tutti quei ragazzi che per incidenti, malattie o scelte di vita sbagliate se ne vanno troppo presto. Un punto di supporto per tutti quei giovani che sono ancora qui e per quei genitori che purtroppo hanno perso i loro figli, precocemente o in maniera atroce come è successo ai Moreiro. Il gruppo di Don Giosy proprio per trattare queste tristi ma vere realtà, circa un anno fa si è recato alla scuola della ragazza, all’IPSIA di Acquapendente per un’assemblea scolastica di oltre centocinquanta studenti. Ma tra questi c’era anche lei Evelyn, colei che a soli diciannove anni ha deciso di togliersi la vita suicidandosi, impiccandosi con una sciarpa. Don Giosy però non è entrato nello specifico in contatto con lei tra la folla di una riunione scolastica, ma solo dopo il triste evento, ha incontrato la famiglia Moreiro, per confortarla e starle vicino. A riguardo il parroco ci dice: “Mi sembra che in tutte queste situazioni viene fuori un volto dei giovani che non è reale, perché hanno dei sentimenti e dei valori nascosti molto alti e nobili, ma sono “fregati” da questo tipo di mondo che gli adulti inconsapevolmente hanno costruito. Dico questo non per illudermi ma per la conoscenza che ho personalmente di molti giovani in Italia e nel mondo. Concludo dicendo una frase secca ma vera: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi”.


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Evelyn Moreiro suicida a 19 anni – I giornalisti e la campagna denigratoria ai danni di chi le voleva bene!

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro

SUICIDIO – con questa parola fù chiuso il caso di Evelyn Moreiro trovata impiccata in un centro di accoglienza di Viterbo ( a lato di questo blog trovate il box che contiene gli articoli che riguardano il suo caso). Lunedì 26 aprile se ne è occupato il programma “Chi l’ha Visto?” con un’intervista al ragazzo che ha spedito le pagine del diario della ragazza alla famiglia: Alessandro. Lui ha 20anni, come avrebbe avuto oggi Evy se non si fosse tolta la vita, ed era un buon amico di lei. Proprio qui in questo blog si chiedeva cosa fare, se andare avanti e mostrarsi per far sì che la verità sui motivi per la morte di Evy fosse svelata. Per poco che conta la mia opinione io gli ho consigliato di andare avanti perchè non era giusto minimizzare la morte della sua amica con “la fragilità di una ragazza che si è tolta la vita per essere stata lasciata dal fidanzatino” e perchè la famiglia di lei, per lenire almeno in parte il proprio dolore, aveva bisogno della verità. E la responsabilità morale di questo suicidio è scritta da Evelyn nelle pagine del suo diario: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio!

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Ragazza suicida a Viterbo: domani 26 aprile su Chi l’ha Visto.

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro, 19 anni, si uccise a Viterbo lo scorso Novembre. La sua morte fu da subito archiviata con la dicitura fredda di SUICIDIO dovuta ad uno stato depressivo legato all’abbandono del fidanzato. Ma la verità sulle vere motivazioni del suo terribile gesto doveva venire alla luce dal suo diario che racconta l’onta della violenza sessuale. Infatti le sue mani hanno scritto che, ad appena 16 anni, ha subito due stupri da un (identificato) ragazzo di Rignano Flaminio e questo diario è nelle mani di un/una amico/a che ne ha inviate alcune pagine alla famiglia. Le indagini, affidate per competenza di territorio al Tribunale di Tivoli, sono state riaperte e speriamo che il responsabile del suicidio di Evelyn venga affidato alla giustizia quanto prima. La pagina di Facebook di Evelyn Moreiro è ancora lì, ferma ormai da tempo, ed ha tanti nomi che lei considerava amici! 360 amici che forse sanno molto di più del silenzio che ha avvolto la sua morte. Lei scriveva “carpe diem!!!”, cogli l’attimo, ma il dolore degli stupri proprio in un attimo le aveva calpestato la dignità e l’anima. Coraggio ragazzi, amici di Evelyn, rendetele questa dignità raccontando ciò che sapete, avete saputo o pensato di questa ragazza, una di voi e come voi, che nella solitudine di un dolore troppo grande ha lasciato vuoto un banco di scuola ed un posto nella vita.

Domani sera, rai tre alle 21:10 circa, la trasmissione Chi l’ha Visto si occuperà di Evelyn Moreiro ed ognuno di quanti l’hanno conosciuta potranno dare il proprio contributo alla verità.

19enne suicida – Forse qualcuno per paura non ha detto tutto quello che sapeva

Verranno ascoltati gli amici di Evelyn

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Ragazza suicida a Viterbo – Il padre: sò chi ha ucciso mia figlia Evelyn.

Il Giustiziere degli Angeli

La ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso ha un nome: Evelyn Moreiro. E grazie ai genitori ora abbiamo anche una foto del dolce viso di questa ragazza che, anche io, spero aiuti chi la conosceva e/o chi ricorda qualcosa su di lei, a farsi avanti con la famiglia e gli inquirenti per arrivare alla verità sul suo suicidio. Dal suo diario, recapitato su un cd alla famiglia, ci sono i racconti degli stupri subiti da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio e c’è anche il suo nome. Lei aveva avuto la forza di sopravvivere alle violenze solo per poco tempo… poi la morte. Aiutare Evelyn e la sua famiglia ad avere giustizia è un atto dovuto da una società civile… avrebbe potuto essere vostra figlia, vostra sorella! Ha ragione il papà quando dice NON PUO’ ESSERCI UN’ALTRA EVELYN.

19enne suicida – Parla il padre della ragazza che si è impiccata lo scorso 27 novembre dopo essere stata violentata due volte

“So chi ha ucciso mia figlia Evelyn”

“Non vogliamo che ci sia un’altra Evelyn”.

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Ragazza suicida a Viterbo – I genitori “c’è un muro di omertà e paura”…

Il Giustiziere degli Angeli

Un anonimo interlocutore chiama la famiglia di E.M. (Evelyn Moreiro), la ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre del 2009, e dice di avere il diario della ragazza. E, giustamente, ci si chiede il perchè di tanta attesa nel farsi avanti! Ma c’è anche il dolore ancor più grande dei genitori che, oltre a scoprire che la causa del suicidio della figlia è dovuto ad uno stupro da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio (dove gli stessi hanno vissuto per del tempo), si sentono stupiti ed increduli di fronte al muro di omertà che tiene le bocche chiuse a chi potrebbe fornire notizie utili alla scoperta della verità. Una verità ancora più cupa quella che ha avvolto per sempre Evelyn ma che ha forse un sapore meno amaro sotto certi aspetti umani. Forse il gesto di questa ragazza di fronte alla violenza subita sarebbe compreso più profondamente da quanti hanno pensato che il suo gesto fosse dovuto ad una depressione dopo essere stata lasciata dal fidanzato. Un motivo quest’ultimo troppo “frivolo” e liquidato immediatamente. Il dolore degli stupri subiti hanno devastato Evelyn che ha preferito la morte a quel ricordo che non le ha dato respiro, che l’ha fatta sentire sola, impaurita, incapace di affrontare una vita, una qualsiasi come tante. Questo stupratore ignobile ha scolpito con le sue mani la parola “morte” nell’animo di Evelyn ed io lo condanno allo stesso marchio.

Sono vicina alla famiglia di Evelyn e la abbraccio con il cuore pregando affinchè il responsabile paghi a vita le sue colpe.

Suicida a Viterbo dopo stupri, anonimo chiama genitori: ho documenti

ROMA (23 aprile) – «Sono in possesso di tutti i documenti di vostra figlia». È quanto ha detto al telefono una persona anonima, maschio, molto probabilmente giovane, ai genitori di Evelyn Moreiro, la ragazza di 19 anni, sudamericana, residente a Montefiascone, in provincia di Viterbo, che nel novembre 2009 si impiccò in una casa d’accoglienza. I genitori intanto denucniano: sulla tragica storia di nostra figlia c’è un muro di omertà.

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Ragazza suicida a Viterbo: un anonimo telefona ai genitori!

Il Giustiziere degli Angeli


L’avvocato e la famiglia della ragazza suicidatasi il 27 novembre scorso a Viterbo avevano lanciato un appello: chiunque sa qualcosa parli! Ed un anonimo, sabato 17 aprile, ha telefonato alla famiglia a Montefiascone dichiarando di essere in possesso dell’originale del diario della ragazza.  Un diario che racconta della violenza subita per mano di un ragazzo di Rignano Flaminio di cui lei stessa scrive anche il nome. Persona comunque ben identificata e conosciuta ai genitori di E.M. in quanto lei aveva raccontato delle minacce che lui le rivolgeva. Purtroppo lei ebbe il coraggio di dire solo questo alla propria famiglia e non fece menzione degli stupri avvenuti nella casa dell’orco a Rignano Flaminio e nei bagni pubblici di Viterbo. Le indagini sul caso saranno condotte dai magistrati della Procura di Tivoli, competente per territorio, e non è escluso che lo “stupratore rignanese” venga ascoltato nelle prossime ore in quanto è stata formalizzata da parte dei famigliari un esposto-denuncia presso la procura menzionata. I genitori, nel frattempo, avrebbero preso contatto  con il sacerdote del Murialdo a cui la giovane fece le sue ultime confidenze e la psicologa di Villa Buon Respiro, alla quale avrebbe detto di temere una gravidanza. Ma è molto importante che, se la persona che ha telefonato alla famiglia dicendo di possedere il diario, se non è un mitomane, potrebbe rivelare altri importanti tasselli e divenire un testimone importantissimo. La ragazza, oltre ad affidargli i suoi scritti, potrebbe infatti avergli rivelato dei particolari decisivi per ricostruire quanto è accaduto. Ed io mi appello proprio a questa persona affinchè, senza timore e con molta coscienza civile, si faccia avanti perchè sia la vittima che i propri famigliari abbiano giustizia.


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Ragazza suicida a Viterbo: chiunque sa qualcosa parli.

Il Giustiziere degli Angeli

E.M., la ragazza diciannovenne suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso, chiede giustizia. Lo fà attraverso la sua famiglia e l’avvocato che si stà occupando del suo caso. Dopo alcune indagini la morte di questa ragazza era stata archiviata come suicidio ma il vero motivo del suo malessere di vita è stato rivelato dal suo diario che qualcuno, che ne è in possesso, ha scannerizzato ed inviato anonimamente alla famiglia: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio. L’appello dei famigliari, tramite l’avvocato Angelo Di Silvio, è rivolto a chiunque sappia o abbia visto qualcosa. E questo stesso appello lo rivolgo anche io a tutti voi affinchè il responsabile venga affidato alla giustizia e afinchè questa ragazza possa aver pace almeno in cielo!


19enne suicida – L’avvocato della famiglia lancia un appello: “Chiunque sa, parli” – In particolare il legale invita a farsi avanti una psicologa a cui la giovane disperata si era rivolta –  La ragazza fu violentata nei bagni pubblici.

“Chiunque sappia qualcosa ce lo dica. Ci aiuti a fare luce su questo caso”.

Così Angelo Di Silvio, l’avvocato dei genitori della 19enne di origini sudamericane che si era impiccata lo scorso 27 novembre in una stanza della casa di accoglienza nel quartiere Cappuccini a Viterbo.

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La violenza sessuale dietro il suicidio di una ragazza 19enne a Viterbo – Il suo aguzzino vive a Rignano Flaminio.

Il Giustiziere degli Angeli


Una ragazza di 19 anni di origini sudamericane, E.M., fù trovata impiccata nel convento dei Cappuccini di Viterbo presso le suore che le avevano dato ospitalità per la notte. Era il 27 novembre 2009 quando la ragazza ha deciso di uccidersi ed il giorno seguente è stata trovata dalle suore stesse. Si era allontanata da casa, dai suo genitori che vivevano a Montefiascone, senza dire una parola portandosi dietro solo un malessere profondo di cui nessuno conosceva la causa. Nessun biglietto vicino al suo corpo che potesse far comprendere il “Male” che la divorava e tutti avevano pensato che la depressione fosse nata con l’abbandono del fidanzato con cui stava da pochi mesi. Aveva confidato prima al parroco e poi ad una suora di sentirsi stanca, amareggiata e delusa ma la giovane aveva un segreto pesante come un macigno che non aveva mai raccontato. Ma oggi, a distanza di 5 mesi dal suo gesto estremo, una mano anonima (lasciandolo nella cassetta postale) ha fatto pervenire alla famiglia un cd-rom con le pagine in formato multimediale del diario della ragazza! Dalla lettura delle pagine è emersa una triste verità: per ben due volte E.M. è stata oggetto di violenza sessuale da parte di un ragazzo residente a Rignano Flaminio. Anche la stessa ragazza aveva vissuto nel paese di Rignano Flaminio (n.d.a. quello noto per i casi di abusi nell’asilo Olga Rovere per cui inizierà il processo a fine maggio) con la famiglia fino a quando non si era trasferita prima a Canepina e poi a Montefiascone. Ecco cosa scrive nel suo diario:

17 gennaio 2006 – “in meno di 5 minuti mi sono ritrovata nuda nel letto con lui. Avevo un paio di jeans, sotto un paio di calze perchè faceva troppo freddo, un maglioncino ed una canottiera sotto. Le calze le ho buttate perchè erano tutte strappate e il maglione si è rotto nella manica destra. I lividi sulle gambe e sulle braccia sono rimasti per un po’. Il ricordo di quel giorno, le lenzuola sporche di sangue, sapere che non aveva usato il preservativo e che c’era il rischio di rimanere incinta di quell’essere… cosa che ho cercato di dimenticare. Cose che nessuno sà”.

Lei ha taciuto la violenza di quella sera forse per timore e vergogna mentre i genitori, preoccupati vedendola tardare per il rientro, si erano rivolti ai carabinieri per cercarla. Ma la violenza sessuale si è ripetuta, i primi giorni di febbraio del 2006, quando la ragazza, a fronte delle continue minacce del giovane, del quale aveva molta paura, lo incontra nuovamente, questa volta a Viterbo, dopo la scuola. Di questo E.M. scrive: “ricordo che mi sentivo debole, avevo un po’ di influenza. Sono andata in bagno, ad uno dei bagni pubblici, avevo vomitato ed è entrato. Si è ripetuta la stessa scena, questa volta è stata molto peggiore della prima, sempre senza usare nulla. Sono tornata a casa che ancora tremavo. Da quel giorno ho detto basta. Ho raccontato ai miei che mi minacciava, ma nient’altro. Avevo un ritardo nel ciclo, la psicologa di Villa Buon Respiro mi ha detto di comprare un test di gravidanza che lo avremo fatto insieme, ma lei credeva che io fossi stata d’accordo a fare sesso. Fortunatamente era apparsa solo una riga rossa. Era negativo.

I genitori di E.M. ora sanno quale male aveva segnato profondamente la loro figlia ed hanno sporto denuncia contro questo balordo di Rignano Flaminio perchè non faccia più male a nessuno. Aveva solo 16 anni ed era una ragazzina che si stava affacciando alla vita; dopo le violenze e le minacce ha vissuto nel dolore e nel terrore fino a quando non ha retto più ed ha posto fine alla sua esistenza. Spero che questo essere ignobile sia punito per la violenza ed il suicidio di questa giovane!

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