La stampa locale torna a scrivere su Don Roberto Berti (caso ignorato dalla stampa nazionale) il parroco sotto inchiesta a Firenze per abusi su minori!!
NostalgiaToscana.it
Firenze, ancora ombre sulla condotta di Don Roberto, parroco accusato di abusi su minori.
Lunedi 30 Giugno 2008
Firenze - Ancora ombre sulla condotta di don Roberto Berti, il parroco finito sott’inchiesta ecclesiastica a Firenze per presunti abusi su minori. Il procedimento aperto nei suoi confronti ha in parte rotto quel muro di omertà e tabù che sembra aver accompagnato le abitudini del sacerdote per quasi vent’anni. E dopo Ginestra le voci, i dubbi, le accuse serpeggiano anche a San Mauro a Signa, il paese della Piana abbandonato poche settimane fa, ufficialmente per motivi di salute. Secondo il quotidiano il Firenze che prosegue la sua inchiesta, un paese spaccato, diviso tra chi difende a spada tratta il parroco 52enne e chi invece, forte delle testimonianze di presunte vittime di abusi, può dire l’avevo detto.
Avrete sicuramente letto la notizia che arriva da oltre oceano, precisamente dal Texas, dove è stato scoperto un “asilo degli orrori”. Un orrore inimmaginabile da dove sono stati tratti in salvo dei bambini che venivano drogati, stuprati di fronte ad un pubblico di adulti almeno una volta la settimana. Già due persone sono state condannate all’ERGASTOLO si attende l’inizio del processo contro una terza persona (?) accusata di abusi su minori aggravato! E partecipava anche un recidivo condannato nel 1990!! e se l’ergastolo per questi reati ci fosse anche da noi??
I piccoli si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas -
L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti. Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi».
Blitz delle «Iene» in casa del musicista pescarese: ho sbagliato, chiedo scusa
PESCARA. «Chiedo scusa, ho fatto una grande stupidaggine». Si pente in tv, davanti alle «Iene» che lo riprendono con una telecamera nascosta, il violinista di Montesilvano accusato di pedopornografia proprio dopo l’inchiesta delle Iene riportata un mese fa dal Centro. «E’ stato bloccato in tempo», ribatte nella stessa trasmissione il dirigente della Mobile di Pesaro Andrea Massimo Zeloni.
Il musicista ha ammesso agli inquirenti che cercava tramite Internet bambine sotto i dieci anni e nel frattempo si è dimesso da tutte le sue attività di insegnamento perché, rivela, «ho fatto una s… e ne sto pagando le conseguenze». Lo dice davanti alla telecamera nascosta di Luigi Pelazza, la “iena” di Italia 1 che si è occupato del caso fin dall’inizio, con la puntata andata in onda lo scorso 15 novembre.
Il servizio di lunedì sera inizia mostrando i titoli dell’articolo del Centro e, subito dopo, fa un resoconto sulla vicenda fino a quando Pelazza ha raggiunto, la scorsa settimana, la sua abitazione a Montesilvano, nei pressi della strada parco, per capire quali fossero i reali motivi di quelle attenzioni verso i bambini.
«Io non ho alcun interesse in quel senso», dice l’insegnante quasi come volesse depistare il giornalista, «ma non posso parlare perché c’è un procedimento in corso».
E nel frattempo la situazione giudiziaria di «Niccolò Paganini», questo il nome in codice del presunto pedofilo, è peggiorata.
Dalla perquisizione nella sua abitazione, avvenuta in concomitanza con la prima puntata delle Iene, i periti informatici hanno tirato fuori dal computer dell’accusato molti filmati pedopornografici appena cancellati.
Una prova importante che pesa come un macigno quando gli inquirenti trovano anche altre immagini, definite “ambigue”, sulla telecamera di «Paganini».
Nella videocassetta sarebbe inciso un filmato amatoriale inquietante, dove vengono effettuati zoom sulle mutandine di alcune bambine che passeggiavano sotto casa sua.
«Ho solo fatto delle prove con la telecamera nuova», cerca di giustificarsi il violinista.
L’inchiesta, quella giudiziaria, è portata avanti dal capo della squadra Mobile di Pesaro, il vice questore Andrea Massimo Zeloni: «Nel personal computer», chiarisce l’investigaatore, «abbiamo scoperto immagini a carattere decisamente pedopornografico con rapporti tra minori anche di natura orale».
Quanto alle bambine riprese con la telecamera, Zeloni precisa: «C’erano immagini in atteggiamenti ingenuamente equivoci mentre giocavano lungo la strada».
Anche se «Paganini» ha ammesso di essere lui il responsabile, non ammette di avere tendenze pedofile.
«Non l’ha ammesso», ribatte Zeloni, «ma ha preso atto della sua condizione e sicuramente aderirà a un programma di natura socio-sanitaria e psicologica».