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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


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Pedofilia / Don Ruggero Conti: vittime credibili. Le motivazioni della sentenza di condanna!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti (lo chiamiamo ancora Don solo per far capire di chi si tratta) è stato condannato a Roma a 15 anni e 4 mesi di reclusione per abusi sessuali su minori. QUESTO IL LINK CHE RIPORTA AD ARTICOLI SUL CASO.

Le motivazioni della sentenza di condanna parlano di una puntuale “sincera e sofferta” attendibilità dei ragazzi vittime del sacerdote e che non è stata dimostrata “nessuna tesi di complotto”.

Pedofila, Don Ruggero Conti per i giudici “vittime credibili”

Secondo il tribunale le accuse nei confronti del parroco sono fondate. A una ragazza disse: “Dormirai con me”. Il difensore di uno dei giovani: “Citeremo in giudizio Vaticano e diocesi. Chiederemo un risarcimento di 5 milioni di euro”

La chiesa a Selva Candida dove Don Conti è stato accusato di pedofilia da alcuni minori

La condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione inflitta a Don Ruggero Conti, il parroco romano accusato di violenza sessuale sui minori, si ”fonda sulla immediata, diretta, coerente, sincera e partecipata narrazione compiuta in dibattimento dalle vittime” che ha dato al tribunale la possibilità ”di valutare il loro atteggiamento emozionale, indicativo di una sincerità sofferta e partecipata, mostrato al suo cospetto”. E’ quanto scrivono nelle motivazioni della sentenza, giunta il 3 marzo scorso, i giudici della sesta sezione penale di Roma. L’uomo è accusato di aver abusato alcuni minori che frequentavano la parrocchia di Selva Candida in un periodo che va dal 1998 al 2008.

Il tribunale, presieduto da Francesca Russo, afferma inoltre che ”la tesi del complotto ordito dal vice parroco Don Brichetto e dai catechisti, con il coinvolgimento dei ragazzi ex frequentatori della parrocchia, è rimasta indimostrata: molte delle vittime e dei giovani parrocchiani hanno dichiarato addirittura di non conoscersi fra di loro e qualcuno di non ha neppure mai avuto contatti con don Brichetto”. Per i giudici ”piuttosto l’input alle indagini appare plausibile che possa essere stato soltanto occasionalmente originato da invidie e piccoli contrasti di potere interno (organizzativo e gestionale prima ancora che pastorale) via via maturati negli ambienti di quella parrocchia”. Nelle motivazioni, inoltre, si afferma che ”la personalità del Conti è stata abbondantemente delineata dai testi introdotti da accusa e difesa, giudicata compatibile, nei suoi tratti caratterizzanti, con la concreta, continuata, annosa ripetizione di quelle condotte nel lunghissimo lasso temporale coperto dalla compiuta istruttoria dibattimentale”.

 E ancora. Nelle motivazioni della sentenza i giudici fanno riferimento ai ”numerosi dvd che riprendono le vacanze estive in montagna organizzata da Ruggero Conti. Lui stesso, circondato dai giovani partecipanti ma anche da adulti, collaboratori e genitori, afferma scherzosamente di voler essere chiamato ‘imperatore’ perché ‘modestamente gli piace essere adultato”. Nella sentenza inoltre si sottolinea che ”a una ragazza alla quale deve essere inflitta una penitenza, al termine di un gioco di gruppo scherzosamente, don Conti dice ‘dice ‘mangerai e dormirai sempre con me”’. Per il tribunale ”il tratto che ne emerge è quello di una figura preminente per l’indiscusso ruolo spirituale rivestito all’interno della comunità, di una personalità seducente e affabile, accogliente e rassicurante, di un organizzatore inappuntabile in grado di richiamare, nella partecipazione alle attività comunitarie, tutti i parrocchiani, giovani e giovanissimi compresi, attraverso iniziative (come i pernottamenti nella privata abitazione e la visione collettiva dei film anche in ore serali) davvero inusuali per una tradizionale parrocchia romana”.

L’avvocato di una delle vittime. ”Citeremo in giudizio sia il Vaticano che la diocesi di Santa Rufina, che era a perfetta conoscenza dei fatti già dal 2006 e non ha fatto nulla. Siamo pronti a chiedere un risarcimento per i danni di 5 milioni di euro”. E’ quanto afferma l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di una vittima di abusi da parte di Don Ruggero Conti, commentando le motivazioni della sentenza con cui l’ex parroco è stato condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi di reclusione. Per il penalista dalla Chiesa ”sono arrivate solo belle parole. Di fronte a un prete che ha ripetutamente violentato minori di 14 anni, non ha fatto alcun gesto per chiedere scusa ai ragazzi e stargli vicino. Nel processo – ha concluso Gallo – sembravano loro alla sbarra, sembravano loro gli imputati: ora vogliamo giustizia”. 

(27 maggio 2011) LINK REPUBBLICA


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Elisa Claps: gli ignobili silenzi di tanti indifferenti al cadavere di Elisa.

Il Giustiziere degli Angeli

Mi suscitano un senso di malessere diffuso le notizie circa la morte di Elisa Claps. Sono passati questi 17 anni nel silenzio e nell’indifferenza di molti e purtroppo non mi stupisce più di tanto il silenzio degli uomini di chiesa che hanno taciuto e chissà da quanto. Vero, non vero, vero, non vero…. in questi anni il sottotetto della chiesa è stato “molto” frequentato sia dai ragazzi dell’associazione Newman (che lì si appartavano in intimità..), sia da altri ma, tra feste, festini,  pulizie e lavori di manutenzione nessuno ha mai “visto il corpo di Elisa”. Ed ora ecco schiarirsi una “verità” scomoda e sconcertante…. a gennaio due donne delle pulizie ritrovano il cadavere ma hanno negato, anche in una intervista TV, fino ad ora! Del ritrovamento avvertono il sacerdote Don Vagno e questi sale fino al tetto e vede con i suoi occhi il corpo mummificato di Elisa! e che fà?? raccoglie gli occhiali, li guarda e li ripone vicino al corpo!! poi, a suo dire, cerca di avvertire Monsignor Superbo ma, non trovandolo subito la COSA GLI PASSA DI MENTE! Una cosa così orribile io non l’avevo mai sentita! Succede che uno trova un cadavere in casa e se ne dimentica?? E quelle due donne delle pulizie? ritrovano un cadavere, avvertono il sacerdote e poi se ne lavano le mani? Una ragazza è stata uccisa, una madre ed una famiglia hanno vissuto il male per 17 lunghi anni e tanti hanno continuato a vivere serenamente conoscendo la sorte di Elisa! E’ una vergognosa pagina italiana che macchia l’esistenza del paese intero!

POTENZA – I PM INTERROGANO I RAGAZZI CHE PARTECIPARONO A UNA FESTA DOPO IL DELITTO

«Presi io gli occhiali della Claps» - Il viceparroco ammette di averli riposti accanto al corpo senza avvisare nessuno.

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Don Ruggero Conti: monsignor Reali ha taciuto gli abusi.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti, ex parroco di Selva Candida, è accusato di pedofilia. Sette i ragazzi che accusano e le loro testimonianze sono dure come macigni. Proprio in questi giorni assistiamo a rivelazione sugli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti da un lato all’altro del mondo ma, soprattutto, veniamo ancora a conoscenza dell’uso ripetuto dell’omertà di sacerdoti che sanno e tacciono. Anche nel caso di Roma su Don Ruggero Conti abbiamo monsignor Gino Reali che sapeva ed ha taciuto gli abusi che il sacerdote perpetrava da anni: risponderà di favoreggiamento!

LINK Articoli su Don Ruggero Conti

IL PROCEDIMENTO CONTRO L’EX PARROCO DI SELVA CANDIDA, ACCUSATO DI PEDOFILIA

Processo a Don Ruggero Conti, chiesta incriminazione per il vescovo.

L’avvocato Marazzita: grave la posizione di monsignor Reali che sapeva degli abusi sui ragazzi e non fece nulla.

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Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.

Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze  -  Articolo

L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.


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Abusi su minori: Don Ruggero Conti chiede il giudizio abbreviato

Il Giustiziere degli AngeliIn questo blog potrete trovare gli articoli riguardanti Don Ruggero Conti (della parrocchia di Roma Selva Candida), finito in carcere il 30.giugno.2008 con l’accusa di “abusi sessuali su minori continuati ed aggravati nel corso di 10 anni”. Don Ruggero fù scarcerato e messo agli arresti domiciliari ma, con l’approvazione del nuovo decreto sulla sicurezza, il 18.marzo di quest’anno è stato di nuovo messo in carcere. La difesa chiede ora che sia giudicato con il rito abbreviato!

Pedofilia, sacerdote chiede giudizio immediato
E’ stata la stessa difesa del sacerdote a chiedere l’accesso a tale rito. Il prete è stato arrestato lo scorso giugno per abusi su minori.

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Rignano Flaminio: probabile il rinvio a giudizio degli indagati per pedofilia all’asilo Olga Rovere

Il Giustiziere degli Angeli

2008-10-09 20:16
Pedofilia: Rignano, imminente conclusione inchiesta
Probabile rinvio a giudizio degli indagati
(ANSA) – VITERBO, 9 OTT – Imminente la conclusione dell’inchiesta sulla vicenda dei presunti casi di pedofilia nella scuola materna Olga Rovere a Rignano Flaminio. A un anno esatto dalla deposizione delle motivazioni con cui la Cassazione aveva aveva revocato l’arresto di 3 maestre, una bidella, il marito di una delle insegnanti e un immigrato cingalese. Il pm si accinge a chiudere l’inchiesta con il deposito degli atti, tappa che prelude a una presumibile richiesta di rinvio a giudizio degli indagati.

Asilo Olga Rovere

Asilo Olga Rovere

 


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Pedopornografia: sopeso il sacerdote di Castelbello Don Gschnitzer

 Il Giustiziere degli Angeli

A seguito della riparazione del PC un  tecnico informatico denuncia il sacerdote di Castelbello alla polizia perchè trova sullo stesso materiale pedopornografico. Intanto la curia sospende il sacerdote in attesa che la magistratura faccia le indagini. Bene!

 

Il magistrato ha affidato ad un perito l’analisi del disco fisso del computer in uso al sacerdote
Foto pedofile, sospeso il parroco.
(ma.be.)
La decisione è stata presa dal responsabile della Curia BOLZANO. Don Peter Gschnitzer, il parroco di Castelbello Ciardes indagato per detenzione di materiale pedopornografico, è stato sospeso dall’ incarico. La decisione è stata comunicata ieri dall’amministratore diocesano Josef Matzneller. Nel documento (di otto righe dattiloscritte) si ricorda che la Diocesi «condanna decisamente ogni forma di pedofilia». «Qualunque abuso – si legge nella nota della Curia vescovile – è inaccettabile». In relazione al caso di don Peter Gschnitzer nel documento si afferma che la Diocesi «confida nell’opera della giustizia». «Anche se si presume l’innocenza dell’accusato – scrive Josef Matzneller – per il momento il parroco don Peter Gschnitzer non seguirà più le parrocchie di Maragno/Castelbello e Ciardes».
A don Peter Gschnitzer, dunque, la Curia ha riservato un trattamento del tutto uguale a quello messo in atto nei confronti di don Hansjörg Rigger, il decano dello studio teologico accademico di Bressanone finito nei guai tre anni fa con la stessa imputazione poi sfociata in una condanna in primo grado a 18 mesi di reclusione.
Per don Gschnitzer l’inchiesta è ancora tutta in piedi. Come noto il parroco venostano sarebbe stato segnalato da alcuni tecnici informatici a cui lo stesso religioso aveva affidato il proprio computer per problemi di carattere tecnico. Dopo la segnalazione alla magistratura, la posizione del sacerdote si è ulteriormente aggravata perchè altre foto di carattere pedofilo (questa volta cartacee) sono state rinvenute e sequestrate sempre nell’abitazione dell’indagato. Perchè si possa parlare di materiale pedopornografico è necessario che le foto o le immagini elettroniche facciano riferimento a «materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori di anni 18». Le foto di cui era in possesso il parroco inquisito ritraevano bambini maschi nudi ripresi in comportamenti erotici tra loro.
Intanto l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Igor Secco sta procedendo in maniera spedita. Il magistrato ha disposto una serie di test peritali sul computer del sacerdote. Si tratta di accertamenti tecnicamente irripetibili che dovranno essere effettuati con il rispetto di tutte le procedure e dei diritti della difesa. Compito principale del perito sarà stabilire l’esatto contenuto del disco fisso e se le foto in questione siano anche state diffuse a terze o solo scaricate dalla rete.(10 ottobre 2008) Espresso.Repubblica.it Alto Adige

 

 


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Violenze su minori: in Australia nuove denunce contro il prete cattolico John Sidney Denham

Il Giustiziere degli Angeli

Australia: accuse a prete cattolico – Nuovi addebiti a John Sidney Denham per violenze su minori. (ANSA) – SYDNEY, 1 OTT – Trentasette nuove accuse di pedofilia sono state aggiunte a carico di un sacerdote cattolico gia’ sotto processo in Australia. John Sidney Denham, di 66 anni, era gia’ accusato di 30 aggressioni sessuale a minori, risalenti agli anni ’70 e ’80, commesse contro 18 ragazzi. I nuovi reati riguardano 13 altri ragazzi, a seguito di denunce presentate dopo il suo arresto. Gli abusi sono stati commessi nella scuola media S. Pio X di Adamstown e in due parrocchie rurali.

01 Ott 16:08


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Pedofilia e chiesa: padre Cappelletto casca dal pero! Nega di aver taciuto quanto sapeva su Don Bertagna.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Bertagna, reo confesso di aver abusato di diversi bambini e condannato ad 8anni, ha tirato in ballo anche Padre Cappelletto confessando che anche lui sapeva di quanto stava accadendo. Ed a sostegno ci sono anche le accuse di due genitori che lo accusano di “aver saputo e taciuto”. Ma in questi casi dove si intrecciano “pedofilia e chiesa” sembra una costante e Padre Cappelletto “casca dal pero”. Si sente ingannato da quel prete “grande e grosso” che faceva la carità e coltivava fiori per venderli al mercato! Ma, anche se ripeto che è una costante, casco io dal pero leggendo che quandanche avesse saputo non lo avrebbe denunciato ma “spostato e curato” e che “non avrebbe mai infranto il segreto in confessionale” anche se il sacerdote gli avesse confessato del reato di pedofilia. Chiaro che delle vittime non interessa e che se ce ne fossero di nuove la sua coscienza era tranquilla per aver seguito le regole ecclesiastiche. Non aggiungo altro!

I miei articoli sul caso li trovate  QUI e QUI ma potete trovare altro materiale dagli amici di www.laici.forumcommunity.net

Tutti giù dal pero

Tutti giù dal pero

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Pedofilia e chiesa: un nuovo caso a Rivalta con accuse a Don Marco Varello.

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto interamente quanto mi è stato segnalato da un caro amico di questo blog.

Rivalta, il parroco finisce nella bufera
18.settembre.2008 

TORINO – Una brutta storia, fatta di sospetti e di accuse. Di un prete modello che in meno di un anno si trasforma in un orco. E di due lettere: una anonima in cui si parla di un parroco «accusato di pedofilia dal paese» e una firmata da sei persone tra genitori e animatori inviata alla Curia, in cui si raccontano circostanze ed episodi se non altro dubbi avvenuti durante un campo estivo con bambini degli ultimi anni delle elementari. Al centro della vicenda è l’ ormai ex parroco di Rivalta, paese di 18mila abitanti alle porte di Torino: don Marco Varello, 62 anni, arrivato a ottobre di un anno fa nella parrocchia di Santi Pietro e Andrea Apostoli dopo l’ esperienza a Moncalieri, nella chiesa del Beato Bernardo di Borgo Aie. Don Marco a metà agosto è andato via dalla parrocchia di Rivalta.

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Don Ruggero Conti: il PM ricorrerà contro la concessione dei domiciliari

 Il Giustiziere degli Angeli 

Pedofilia/ Pm ricorrerà contro domiciliari a don Ruggero Conti
Il Gip: indagini dopo arresto hanno confermato accuse
Roma, 18 set. (Apcom) – Il pm Francesco Scavo è intenzionato a presentare ricorso al tribunale del riesame contro la decisione del gip del tribunale di Roma, Andrea Vardaro, con la quale due giorni fa sono stati concessi gli arresti domiciliari a don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di violenza sessuale continuata e aggravata, avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida.

Alla base dell’iniziativa del sostituto procuratore ci saranno due elementi: la possibile reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Don Conti – si argomenterà – è stato posto ai domiciliari in unità separata del ‘Centro Nazareth’, in via Portuense, ma detta struttura è comunque all’interno di diversi luoghi d’aggregazione della zona ed inoltre in pieno tessuto urbano. Qualora i giudici della libertà accogliessero l’istanza dell’ufficio dell’accusa il provvedimento non sarà esecutivo, perché potrà comunque essere impugnato dai difensori del sacerdote, gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro.

Il gip Vardaro, nel provvedimento con il quale ha concesso i domiciliari, scrive che comunque permangono sia i “gravi indizi” che le esigenze cautelari, e che “le indagini espletate dopo l’applicazione della misura hanno ulteriormente avvalorato la gravità del quadro”. La principale motivazione del parziale accoglimento dell’istanza dei legali di don Conti, “pur non rilevandosi una situazione di incompatibilità con il regime carcerario” rimangono quindi le condizioni di salute, l’ipertensione arteriosa di cui il sacerdote è affetto.

Le indagini su quanto avrebbe compiuto don Ruggero sono intanto andate a ritroso negli anni. Nel capo d’accusa il sacerdote, molto attivo nel sociale e coinvolto in prima persona in diversi progetti, sono attribuiti abusi su circa otto ragazzi, che all’epoca dei fatti erano minorenni. Ma il pm ha raccolto le testimonianze di molti altri giovani, ed alcuni episodi risalgono addirittura a 25 anni fa.

 

 


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Pedofilia: Don Ruggero Conti di Selva Candida và ai domiciliari ma…

Il Giustiziere degli Angeli

Arriva la decisione di concessione dei domiciliari per Don Ruggero Conti, il sacerdote di Roma (Selva Candida) accusato di abusi sessuali su minori. Il gip Vardaro ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare ma, viste le non buone condizioni di salute, decide per i domiciliari. Poco più di due mesi fà la decisione dello stesso Vardaro, che si era affidato alla perizia medica di un suo incaricato, decideva che il carcere non era incompatibile con le condizioni di salute di Don Conti ma ora, una “grave forma di ipertensione”, lo mette ai domiciliari (divina malattia provvidenziale). Di parere contrario la procura che ricorrerrà avverso questa decisione in quanto, secondo la stessa, l’indagato potrebbe potrebbe inquinare le indagini ed interferire e, ben peggio, potrebbe reiterare il reato! (altri articoli du Don Conti li trovate nella categoria “Don Ruggero Conti).

Piccola spiegazione sull’ipertensione la trovi QUI.

Domiciliari per don Ruggero, il parroco accusato di abusi sui minori.
ROMA (16 settembre) – Sono stati concessi gli arresti domiciliari per il sacerdote Ruggero Conti, di 55 anni, già parroco della chiesa Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, accusato di violenze sessuali a bambini e giovani che erano stati a lui affidati per motivi di educazione.

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Abusi su minori: il parroco accusato rimane al suo posto.

Il Giustiziere degli Angeli

La presunzione di innocenza è un diritto costituzionale di ognuno di noi ma non si dovrebbe però precludere neanche il contrario. Anche in questo caso il sacerdote accusato non viene rimosso (non spostato per carità) e questo atteggiamento preclude comunque l’accesso nella Casa di Dio a chi preferisce aspettare le indagini della magistratura: solo quelle stabiliranno l’innocenza o la colpevolezza dell’accusato.

Chiesa diroccata

Chiesa diroccata

Il direttore del Bearzi: il sacerdote resterà al suo posto
Messaggero Veneto – 11 settembre 2008 pagina 04 sezione: UDINE

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Abusi su minori: il ragazzo conferma le accuse mentre al Bearzi si prega!

Il Giustiziere degli Angeli

Procura di Roma contro Sabina Guzzanti per “vilipendio” al papa.
La Procura di Roma, su iniziativa del procuratore generale Giovanni Ferrara e i pm Angelantonio Racanelli e Sergio Colaiocco, ha chiesto al Guardasigilli l’autorizzazione a procedere contro Sabina Guzzanti per “vilipendio” al papa, a causa della satira su Benedetto XVI durante la manifestazione “No Cav Day” dell’8 luglio. Invece per le frasi Beppe Grillo pronunciate nella stessa occasione contro il presidente della Repubblica Napolitano la stessa Procura ha chiesto al Gip l’archiviazione. UAAR

Papa Benedetto XVI

E sui siti ed i blog si scatenano opinioni contrastanti. Ma su agenzie giornalistiche si scatenano le solite beghe più politiche ed atte a screditare l’uno o l’altro partito che a parlare di quanto accade nel nostro ordinamento giuridico e, per quanto mi pare di sentire, più che altro a fare a gara a chi fà sentire di più la propria voce al Papa perchè si ricordi di lui/lei nelle sue preghiere serali. Insomma il solito stato italiano.

Ma qui si dà ancora spazio alle accuse di abusi sessuali mosse da un ragazzo contro un salesiano del Bearzi di Udine per aggiornare costantemente quanto accade attorno a questo caso.

Continua l’indagine sulle accuse al salesiano. Intanto ieri sera chiesa gremita al Bearzi per la veglia di preghiera
L’ex allievo: «Molestato un altro minore»
Il giovane ha raccontato ai carabinieri un ulteriore episodio che avrebbe coinvolto un ragazzino.

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Pedofilia: l’Istituto Salesiano Bearzi dichiara innocente il sacerdote accusato.

Il Giustiziere degli Angeli

L’istituto Salesiano del Bearzi di Udine si schiera dalla parte del sacerdote (sempre anonimo) accusato del reato di pedofilia. Don Dino Marcon scrive un comunicato che viene letto alla fine delle tre messe quotidiane  dove si sentono “addolorati” per le INFONDATE accuse mosse al sacerdote da quel ragazzo “problematico“. Viene fissata per questa sera una messa di VEGLIA per pregare per il dolore arrecato al confratello accusato. E le parole dell’arcivescovo Alfredo Battisti dicono: «Se c’è una persona che in tanti anni ha sempre ricevuto tutto il nostro aiuto, quella è proprio il ragazzo che oggi ci calunnia. E che getta così fango sull’istituto e sulle tante persone che, di giorno e di notte, lavorano al solo scopo di aiutare chi ne ha bisogno. Non ne capiamo la ragione, siamo allibiti e, soprattutto, respingiamo qualsiasi tipo di accusa». Intanto gli investigatori ritengono di avere raccolto riscontri positivi nella perquisizione al Bearzi e continuano le indagini serenamente.

GLI ARTICOLI DAI GIORNALI

In una lettera dall’altare il dolore del Bearzi
Messaggero Veneto – 08 settembre 2008 pagina 09 sezione: NAZIONALE

Molestie e pedofilia: le accuse dell’ex allievo dell’istituto nei confronti di un padre salesiano ha scosso il Bearzi. «Addolorata». La comunità religiosa udinese si definisce così in un testo preparato dal direttore, don Dino Marcon, e letto ieri mattina poco prima della conclusione di tutte e tre le messe celebrate nella chiesa dedicata al fondatore don Giovanni Bosco.

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Pedofilia: ho denunciato il prete affinchè questo non accada più. Intanto riceve minacce ed insulti.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Dino Marcon, direttore dell’istituto Bearzi, ha solo detto che le denunce sono “campate in aria” e che non capiscono come mai questo ragazzo le ha fatte visto quanto l’istituto lo ha sempre aiutato. Come se aiutare una persona in difficoltà  deve necessariamente tappargli la bocca sul resto! Aspettiamoci anche qui (appena svelato il nome del “don”) fiaccolate, blog amici del prete e la ormai storica frase “finirà tutto in una bolla di sapone”. Intanto si legge sul Gazzettino Online cosa racconta il ragazzo che ha denunciato il salesiano, anche dopo che ha ricevuto minacce ed insulti.

Ha ventisette anni, è nato in Eritrea: «Mi sono successe cose che non posso dimenticare. C’è un video con le prove»
«L’ho denunciato perché non accada più»
Parla il giovane che accusa un salesiano di molestie sessuali: «Sono sereno e non ho paura»

Lui, racconta, è «uno che vive la notte». Un’esistenza «a marengo», per usare le sue parole, «di uno che si arrangia». Vuol dire «a remengo» e si corregge, ma va bene così. Perché, nella storia che racconta, le cose che stravolgono la visione “normale” del “giusto” e “sbagliato” sono molto più pesanti di un errore lessicale.
Camicia blu, jeans, la barba di qualche giorno e due cerchietti ai lobi delle orecchie, il ragazzo che ci siede di fronte in un bar della zona vicino alla stazione è lo stesso ragazzo che a marzo scorso è andato dai carabinieri del Nucleo investigativo coordinato dal tenente Fabio Pasquariello per raccontare la sua verità: ai militari ha riferito che avrebbe subìto presunti abusi sessuali quando, ancora minorenne, era ospite della casa famiglia del Bearzi di Udine, e ha anche denunciato una persona precisa, un salesiano. Accuse pesantissime, che starà all’inchiesta avviata dalla Procura verificare. Accuse che il ragazzo ripete davanti al bloc notes del cronista.

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Pedofilia e chiesa: ad Udine un prete di 60anni indagato per abusi sessuali su minore!

Il Giustiziere degli Angeli

Dopo il caso Australiano ci si occupa del caso italiano di pedofilia nell’ambito della chiesa. Questa volta ci troviamo ad Udine presso l’Istituto Salesiano Barzi dove un ragazzo ha denunciato di aver subito abusi sessuali da parte dell’indagato per circa 6 anni. Gli articoli sono molti ma ne metto solo uno tratto da “il Gazzettino Online”. Per ora il prete resta anonimo!

Castello di Udine

Castello di Udine

Molestie, un giovane denuncia il prete
I carabinieri hanno perquisito l’alloggio e lo studio del salesiano all’Istituto Bearzi

Nel marzo scorso un ragazzo di 27 anni si è presentato dai carabinieri per denunciare presunti abusi sessuali, che, stando quanto ha dichiarato ai militari, avrebbe subìto per cinque anni, dal 1995 al 1999, quando ancora era minorenne, mentre era ospite di una struttura di accoglienza dell’Istituto salesiano Bearzi di Udine.

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Pedofilia: i tre vescovi e le tre scimmiette.

Il Giustiziere degli Angeli

tre scimmie

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La giornata sulle accuse di favoreggiamento emesse verso i Vescovi Maggiolini, Cantoni e Bedetti (rei di aver avvertito Don Stefanoni delle indagini su di lui per pedofilia) finisce con il silenzio assoluto dei tre davanti al magistrato di Como. Prima hanno parlato, ora tacciono ostinatamente.

(AGI) – Como, 4 set. – Anche il vescovo di Crema, Monsignor Oscar Cantoni, e l’ex Vicario generale della Curia di Como, Monsignor Enrico Bedetti, come gia’ aveva fatto nel primo pomeriggio il Vescovo Emerito di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere alle domande del magistrato inquirente. Contrariamente a Maggiolini, pero’, hanno lasciato il Palazzo di Giustizia dalla porta principale senza tuttavia rilasciare dichiarazioni ai numerosi giornalisti che li attendevano al varco. Soltanto Bedetti, nonostante i tentativi del suo avvocato di fiducia di impedirgli qualsiasi pronunciamento, si e’ lasciato andare a critiche presumibilmente riferibili a stampa e Procura, sostenendo che ‘nei nostri confronti vi e’ stata una palese e inammissibile violazione della privacy’. Null’altro. Ora dopo i ‘non interrogatori’ di oggi pomeriggio per poter sentire anche l’altra campana’, il sostituto Maria Vittoria Isella si appresta a chiudere il fascicolo d’inchiesta che vede indagati i tre monsignori per concorso in favoreggiamento nei confronti di don Mauro Stefanoni, condannato in primo grado a otto anni e a 150mila euro di risarcimento per violenze sessuali ai danni di un ragazzino all’epoca 14enne, con lieve disabilita’ mentale. Con tutta probabilita’ il magistrato procedera’ ad una citazione diretta in giudizio dei tre indagati ‘saltando’ la fase dell’udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare. (AGI)

Le vittime della pedofilia invece si comportano diversamente…

vedo-sent-parloo

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2 commenti

Pedofilia / don Mauro Stefanoni: coerente e congruente la testimonianza del ragazzo che lo accusa di abusi sessuali.

Il Giustiziere degli Angeli

Trovate gli altri articoli sul caso Don Stefanoni qui e magari leggete anche quest’altro trovato in rete. 


«Il ragazzino violentato Non ha inventato nulla Il suo racconto è credibile»

HANNO CREDUTO alle testimonianze del ragazzo che ha subito gli abusi sessuali, un parrocchiano minorenne all’epoca dei fatti e affetto da una lieve infermità mentale, i giudici del Tribunale di Como che hanno condannato il 29 maggio scorso l’ex parroco di Laglio, don Mauro Stefanoni, a 8 anni di carcere e a 150mila euro complessivi di risarcimento. La motivazione della sentenza di primo grado, depositata nei giorni scorsi, in oltre cento pagine parla chiaro circa le valutazioni fatte dal collegio della sezione penale lariana presieduto dal giudice Alessandro Bianchi.

E DIVERSAMENTE non poteva essere vista l’entità della condanna, che lo ha giudicato colpevole di violenza sessuale ai danni di un minore – «psichicamente debole e bisognoso di affetto e cure, incapace di ribellarsi efficacemente ad un soggetto adulto circondato da rispetto» – e visto che la conoscenza dei fatti accaduti dipende soprattutto dalle dichiarazioni della vittima, anche se a corroborare la sentenza entrano anche riscontri diretti e indiretti. Nel corso del processo, quindi, il minore «ha rilasciato reiterate dichiarazioni in ordine all’accaduto che, valutate nel loro pieno contenuto e coordinate logicamente con le altre risultanze probatorie, hanno confortato l’impianto accusatorio», questo sebbene l’esposizione del giovane «sia sempre caotica, confusa».

PER I GIUDICI i particolari nuovi emersi durante il procedimento non sono mai stati «in tale contraddizione da mettere in discussione la veridicità del suo racconto», mentre alcune «incongruenze evidenti», hanno comunque trovato «adeguata spiegazione, tale da non compromettere l’attendibilità dell’intera narrazione».

IN PARTICOLARE, visto che il ragazzo si confessò inizialmente con dei compagni di scuola, per il collegio «appare alquanto strano e poco plausibile» che il giovane volle stupirli raccontando le proprie «prodezze», così come «l’invenzione fantasiosa di rapporti sessuali con un sacerdote richiederebbe una capacità intellettiva ed una rielaborazione tipiche di una persona matura» che per i giudici sono «sconosciute» al ragazzo.
In sostanza per il Tribunale il giovane ha confidato gli episodi contestati – che spaziano dall’estate del 2003 all’ottobre del 2004 – «in modo sufficientemente coerente e congruente, con una progressione logica e con contraddizioni non sostanziali e nei limiti impostigli dalla sua patologia». Non fantasia, quindi, né una malattia capace di «minare interamente la sua capacità di rapportarsi al reale» nei suoi racconti di abusi, reiterati, di vario tipo. E così per i giudici sono cadute le due principali argomentazioni difensive per contrastare la credibilità della parte lesa: il complotto della famiglia e l’invenzione del ragazzo, considerati «del tutto inconsistenti».

ilgiorno.ilsole24ore.com 02.sett.2008

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