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Abusi asilo Rignano Flaminio: assolti tutti gli imputati.

(AGI) – Roma, 28 mag. – Il tribunale di Tivoli ha assolto con la piu’ ampia delle formule le tre maestre, una bidella e un autore televisivo per le vicenda legata ai presunti abusi sessuali che sarebbero stati compiuti su 21 bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-06.

I GIUDICI: IL FATTO NON SUSSISTE

Il collegio, presieduto da Mario Frigenti, dopo oltre 9 ore di camera di consiglio, ha deciso che nei confronti delle maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, del marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello, e della bidella Cristina Lunerti il fatto contestato “non sussiste”.

GENITORI URLANO IN AULA DURANTE LA LETTURA DELLA SENTENZA

Urla in aula contro i giudici da parte dei genitori che si trovavano nel tribunale di Tivoli alla lettura della sentenza.
  I genitori dei bambini, presenti in aula come parti civili, hanno urlato contro i giudici prendendo poi a calci e pugni la porta dell’aula. “Siamo molto amareggiati per questa sentenza, perche’ significa che i giudici non hanno dato credito alla vicenda. Leggeremo le motivazioni. I giudici si sono presi 90 giorni di tempo. Certo non ci fermeremo qui”.

Abusi all’Asilo di Rignano Flaminio: chiesti 12 anni di reclusione per ogni imputato!!

Dodici anni di reclusione per ciascuno dei cinque imputati nel processo per i presunti abusi su almeno 21 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. È la richiesta del pm Marco Mansi nella requisitoria del processo che vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e la bidella Cristina Lunerti.

A vario titolo e a seconda delle posizioni, gli imputati sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il pm Mansi, nel sollecitare la condanna dei cinque imputati, ha chiesto anche la trasmissione degli atti per procedere contro altre due maestre, contro un testimone e anche contro Kelum De Silva Weramuni, il benzinaio cingalese la cui posizione era stata archiviata nel corso delle indagini. Il rappresentante della pubblica accusa ha ricostruito tutti i passaggi dell’inchiesta che ha portato all’odierno processo, focalizzando anche e soprattutto la sua attenzione sui contenuti dell’attività tecnica che i medici hanno compiuto su alcuni dei bambini nel corso del lungo incidente probatorio per acquisire agli atti processuali le testimonianze dei piccoli.

«Ci sono i racconti dei bambini, agghiaccianti, le perizie, e i riscontri sui luoghi dove sono stati portati», ha detto nella sua requisitoria il pm Mansi. «La responsabilità degli imputati è provata. Sono loro gli orchi cattivissimi indicati dai piccoli. Vanno condannati».

Il pm nei giorni aveva calato anche quello che riteneva il suo ultimo asso (in un primo tempo scartato in aula per un presunto vizio di forma): l’audizione in cui il professor Marcello Chiarotti – docente alla Cattolica e responsabile del Laboratorio di Tossicologia Forense dell’università, uno dei massimi esperti nel campo delle analisi tricologiche – ha ricostruito che, a distanza di tempo, sui capelli di due bambini sono state trovate tracce di benzodiazepine, annoverate proprio da Chiarotti tra le “rape drugs” cioè droghe da stupro.

«Le richieste di condanna erano scontate. E ci consolano, la nostra battaglia ha portato a un primo risultato», ha detto la mamma di uno dei piccoli «Perché i bambini conoscevano le abitazioni degli imputati? Tanti oggetti tenuti in casa e addirittura particolari fisici che sono stati riscontrati? Ed ancora: perché i bambini hanno descritto una palestra che per stessa ammissione delle insegnanti era chiusa a chiave? Perché hanno disegnato e raccontato di una scala a chiocciola? Ed i camminamenti che portano all’uscita sul retro della scuola… Di quella uscita e della palestra non sapevamo nulla neppure noi genitori. Altro che psicosi collettiva».

Si tornerà in aula il 16 e il 23 aprile con la parola alle parti civili. Dal 30, in poi, parleranno i difensori degli imputati. 

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Abusi all’Asilo di Rignano Flaminio: chiesti 12 anni di reclusione per ogni imputato!!

Dodici anni di reclusione per ciascuno dei cinque imputati nel processo per i presunti abusi su almeno 21 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. È la richiesta del pm Marco Mansi nella requisitoria del processo che vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello (marito della Del meglio) e la bidella Cristina Lunerti.

A vario titolo e a seconda delle posizioni, gli imputati sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il pm Mansi, nel sollecitare la condanna dei cinque imputati, ha chiesto anche la trasmissione degli atti per procedere contro altre due maestre, contro un testimone e anche contro Kelum De Silva Weramuni, il benzinaio cingalese la cui posizione era stata archiviata nel corso delle indagini. Il rappresentante della pubblica accusa ha ricostruito tutti i passaggi dell’inchiesta che ha portato all’odierno processo, focalizzando anche e soprattutto la sua attenzione sui contenuti dell’attività tecnica che i medici hanno compiuto su alcuni dei bambini nel corso del lungo incidente probatorio per acquisire agli atti processuali le testimonianze dei piccoli.

«Ci sono i racconti dei bambini, agghiaccianti, le perizie, e i riscontri sui luoghi dove sono stati portati», ha detto nella sua requisitoria il pm Mansi. «La responsabilità degli imputati è provata. Sono loro gli orchi cattivissimi indicati dai piccoli. Vanno condannati».

Il pm nei giorni aveva calato anche quello che riteneva il suo ultimo asso (in un primo tempo scartato in aula per un presunto vizio di forma): l’audizione in cui il professor Marcello Chiarotti – docente alla Cattolica e responsabile del Laboratorio di Tossicologia Forense dell’università, uno dei massimi esperti nel campo delle analisi tricologiche – ha ricostruito che, a distanza di tempo, sui capelli di due bambini sono state trovate tracce di benzodiazepine, annoverate proprio da Chiarotti tra le “rape drugs” cioè droghe da stupro.

«Le richieste di condanna erano scontate. E ci consolano, la nostra battaglia ha portato a un primo risultato», ha detto la mamma di uno dei piccoli «Perché i bambini conoscevano le abitazioni degli imputati? Tanti oggetti tenuti in casa e addirittura particolari fisici che sono stati riscontrati? Ed ancora: perché i bambini hanno descritto una palestra che per stessa ammissione delle insegnanti era chiusa a chiave? Perché hanno disegnato e raccontato di una scala a chiocciola? Ed i camminamenti che portano all’uscita sul retro della scuola… Di quella uscita e della palestra non sapevamo nulla neppure noi genitori. Altro che psicosi collettiva».

Si tornerà in aula il 16 e il 23 aprile con la parola alle parti civili. Dal 30, in poi, parleranno i difensori degli imputati. 

Rignano Flaminio: il processo si svolgerà regolarmente!

Il Giustiziere degli Angeli

Il processo per abusi sessuali sui 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgerà regolarmente. Con un provvedimento d’urgenza il CSM ha revocato lo spostamento della componente del collegio giudicante Marzia Minutillo Turtur. 

Rignano Flaminio/ Vietti, processo si svolgera’ regolarmenteMartedi, 5 Luglio 2011 – 21:05

Il processo sui presunti abusi sessuali ai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgera’ regolarmente e non dovra’ ripartire da zero cosi’ come si era ipotizzato per la collocazione fuori ruolo, per consentire di far parte della commissione per il concorso in Magistratura, di uno dei giudici del Collegio, Marzia Minutillo Turtur. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti revocato la decisione di mettere ‘fuori ruolo’ il giudice. “E’ difficile avere il quadro delle esigenze dei processi di ogni magistrato – ha detto il vice presidente del Csm, Michele Vietti, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1 – della loro qualita’ e quantita’. Quando ci siamo resi conto che per i fatti di Rignano il processo rischiava di ricominciare da capo il comitato di presidenza del Csm ha chiesto alla Commissione di restituire questo magistrato al suo processo”.

LINK Affari Italiani

Rignano Flaminio: riparte da zero il processo per abusi sui bambini dell’asilo.

Il Giustiziere degli Angeli

La notizia è stata battuta da molte agenzie pochi minuti fa: riparte da zero il processo a Tivoli per gli abusi su 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere dell’anno scolastico 2005/2006. Poche settimane fa ci giungeva notizia (LINK) del fatto che una componente del collegio giudicante (Marzia Minutillo Turtur) è stata richiamata dal CSM per un “importante e delicatissimo” incarico: partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura! Gli avvocati che difendono gli indagati oggi potevano comunque dirsi “disposti ad utilizzare e salvare quanto fino ad ora fatto in udienza”….invece gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno (difensori dei coniugi Scancarello) hanno detto NO: ricominciamo da capo facendo di nuovo testimoniare le famiglie dei piccoli! Stranamente gli altri avvocati degli indagati non sono d’accordo con lo Studio Coppi e vorrebbero invece procedere celermente verso la fine del processo. Dico “stranamente” in quanto, generalmente, in questo tipo di processi in cui gli accusati sono più d’uno, gli avvocati difensori tendono ad adottare la stessa strategia. Socialmente certo la posizione degli Scancarello è ben diversa da quella degli altri: loro si sono trasferiti immediatamente a Roma e non vivono più nel paese dei “Guelfi e Ghibellini” dove la divisione tra innocentisti e colpevolisti pesa invece sul quotidiano delle altre maestre! I genitori dei bambini che erano in attesa della decisione di oggi davanti al Tribunale, intanto dichiaravano di prevedere (nel caso in cui si stabilisse di riiniziare da capo il processo) un sit-in di protesta permanente davanti a Palazzo dei Marescialli, sede del CSM. Appoggio la loro protesta ma non mi faccio illusioni: questa è l’Italia che abbiamo contribuito a fare anche noi e dove le proteste dei cittadini sono solo un fastidioso rumore!

 

Rignano/ Divergenze tra le difese ma processo parte da zero

Il processo in corso a Tivoli, per gli abusi sessuali compiuti sui 19 bimbi che nell’anno scolastico 2005-06 frequentarono la scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, ripartira’ da zero. La circostanza era nota da diverse settimane ma oggi il tribunale ha comunicato ufficialmente alle parti che il collegio e’ precario da quando il giudice Marzia Minutillo Turtur e’ stato messo fuori ruolo dal Csm per poter seguire i lavori della commissione di esame al concorso in magistratura. Preso atto del problema, tutti gli avvocati delle parti in causa si sono detti disposti a utilizzare (e a salvare) quanto fatto finora in udienza, ad eccezione di Roberto Borgogno che, assieme a Franco Coppi, difende i coniugi Patrizia Del Meglio (maestra) e Gianfranco Scancarello (autore televisivo). Per Borgogno, data la delicatezza e la complessita’ della materia che ha praticamente diviso a meta’ un paese tra innocentisti e colpevolisti, e’ doveroso che il nuovo giudice ascolti ‘dal vivo’ quanto hanno sinora raccontato nelle varie udienze a porte chiuse i genitori dei bimbi coinvolti nelle presunte violenze. Quella di oggi, di fatto, segna la prima, vera, divergenza tra gli avvocati delle difese da quando ha preso il via l’inchiesta. L’auspicio del presidente Mario Frigenti e’ che, entro il 13 luglio, data della prossima udienza, un nuovo magistrato possa essere assegnato dal Csm cosi’ da poter formulare un nuovo calendario e formalizzare la rinnovazione dibattimentale attraverso una nuova convocazione dei genitori fin qui ascoltati. Contrariamente alle previsioni piu’ nere della vigilia, il mancato consenso dell’avvocato Borgogno fara’ slittare di pochi mesi il processo che era cominciato nel settembre dello scorso anno. Oltre ai coniugi Scancarello-Del Meglio sono sul banco degli imputati anche le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e la bidella Cristina Lunerti. Violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza, sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali.

(LINK)

Rignano Flaminio: il processo da rifare?

Il Giustiziere degli Angeli

Processo per (presunti) abusi sui bambini della Olga Rovere. Salta il collegio dei togati perché uno dei componenti deve sostenere un concorso in magistratura. Così ricomincerà dall’inizio l’iter in aula della vicenda della scuola materna Olga Rovere.
La notizia era già stata battuta la scorsa settimana sulle pagine del “Il Messaggero” passando un pò in sordina! Ma da ieri è stata ripresa da giornali e TV in modo molto più forte: è accaduto altro? Evidentemente l’insistenza di certe voci si è fatta più forte e forse è iniziata la “caccia” al perchè stia accadendo tutto questo!
Come cittadina questa ipotesi mi fà ribrezzo e mi chiedo come potrebbe, nella eventualità sia tutto da rifare, la “magistratura” pretendere il rispetto di noi comuni mortali. Qui si tratta di “bambini” e non di “calcioscommesse”, “truffe allo stato”, “evasione fiscale” etc. Non possiamo permettere che le persone coinvolte in questa vicenda vedano allungare così tanto i tempi, neanche gli indagati che spero si oppongano fortemente a questa “farsa” visto che hanno spesso dichiarato, per bocca dei loro avvocati, di voler procedere velocemente verso la fine di tutto questo.
La prescrizione del “reato di abusi sessuali su minori” accade dopo che sono passati 10anni dai fatti. Questo in Italia: nella vicina Svizzera tale reato non và MAI in prescrizione! Non posso non ricordare che ci sono stati dei processi per gli stessi reati in cui il diluirsi dei tempi hanno portato alla “prescrizione del reato”! (vedi processo a carico, ad esempio, ad un sacerdote di Catanzaro: il collegio giudicante cambiò per ben 6 volte e non si arrivò neanche al 1°grado – PRESCRITTO IL REATO – la vittima (che all’epoca dei fatti aveva TRE anni) non ottenne giustizia!).
Forse anche lo stesso giudice (Marzia Minutillo Turtur) dovrebbe opporsi a questo trasferimento pensando a tutto quello che sino ad oggi ha ascoltato e visto in quella fredda aula del Tribunale di Tivoli.
Spero veramente che su tutti prevalga la coscienza di esseri umani.

Rignano, tutto da rifare il processo per gli abusi.
Salta il collegio dei togati perché uno dei componenti deve sostenere un concorso in magistratura. Così ricomincerà dall’inizio l’iter in aula della vicenda della scuola materna Olga Rovere e delle maestre sospettate di pedofilia in corso al Tribunale di Tivoli. L’intero fascicolo passerà a un altro collegio ma, non essendoci persone detenute, non ci sarà alcuna corsia preferenziale per il nuovo procedimento
I carabinieri davanti alla “Olga Rovere” di Rignano

Tutto da rifare il processo per i presunti abusi alla scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, in corso al Tribunale di Tivoli. Secondo quanto si è appreso, uno dei componenti il collegio giudicante, la dottoressa Marzia Minutillo Turtur, nei giorni scorsi è stata collocata fuori ruolo dal Csm per consentirle di partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura. E rientrerà presumibilmente fra due anni.

‘Salta’ quindi il collegio composto insieme con il presidente Mario Frigenti e con il giudice Barbara Callari (a sua volta ‘prestata’ dalla sede giudiziaria romana), che non potrà essere più formato.

Il processo di primo grado vede imputate cinque persone. Si tratta delle maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, dell’autore tv Gianfranco Scancarello e della bidella Cristina Lunerti. A vario titolo e a seconda delle posizioni sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza.

Secondo quanto si è appreso, l’intero fascicolo processuale, insieme con gli altri 210 che erano in carico al tribunale collegiale nel quale risultava fino a qualche giorno fa componente Marzia Minutillo Turtur, passerà al ruolo del primo collegio, presieduto sempre da Mario Frigenti. Non riguardando l’inchiesta persone in stato di detenzione, non ci sarà alcuna corsia preferenziale per il suo svolgimento.

A rigor di logica, comunque, in caso di creazione – a dire il vero, da voci raccolte, la cosa si ritiene molto improbabile – di un nuovo collegio sarebbe da escludere che le difese acconsentiranno di ‘salvare’ l’attività dibattimentale finora svolta.

Secondo quanto si è appreso, il tribunale di Tivoli avrebbe fatto un tentativo in extremis per risolvere la questione, chiedendo la revoca del ‘fuori ruolo’ del giudice o chiedendo al Csm di inviare un nuovo magistrato. Allo stato, però, resta solo il fatto che già dalla prossima udienza, fissata per il 4 luglio, il collegio non può essere più formato.

“Questo non ci preoccupa – spiega l’avvocato di parte civile di alcune delle famiglie dei bimbi, Franco Merlino – Basta che ci sia il consenso di tutte le parti, difensori degli imputati e difensori di parte civile, e il processo va avanti”. In caso contrario, “bisognerà risentire tutti i testimoni” ma Merlino è ottimista: “i legali degli imputati hanno sempre detto che hanno interesse a svolgere il processo rapidamente. In ogni caso vedremo nella prossima udienza, il 4 luglio”.

LINK REPUBBLICA.IT

Pedofilia Rignano Flaminio: le prove dei bambini.

Il Giustiziere degli Angeli 

Stà andando avanti il processo sul caso di abusi dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nel Tribunale di Tivoli sfilano nel tempo le testimonianze dei genitori dei piccoli alunni che oltre 4 anni fà fecero scattare le denunce contro tre maestre (Silvana Magalotti, Padtrizia Del Meglio, Marisa Pucci), una bidella (Cristina Lunerti) e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello. Proprio quest’ultimo viene riconosciuto su un settimanale da uno dei bambini che lo ha indicato come “il diavolo…il bastardo coi ricci e i baffi, che ci fa il gioco delle punturine e ci mette in gabbia”.


“È lui il diavolo con i baffi” - Le prove dei bimbi in aula.

Rignano Flaminio. La tredicesima udienza dura meno del previsto. Due dei quattro genitori attesi disertano. Multati con 200 euro.

«È questo il diavolo». Col suo piccolo indice accusatorio da bimbo di appena 4 anni, mise due volte all’indice prima «il bastardo coi ricci e i baffi, che ci fa il gioco delle punturine e ci mette in gabbia», riconosciuto in una foto di un settimanale. Poi additò una delle presunte «case dei mostri», descrivendola fin nei minimi particolari prima di guidare gli inquirenti nel ritrovamento «della palla lasciata dalla mia amichetta: sta lì, sotto quel cespuglio». E proprio intorno a quella palla da gioco, e la foto indicata che ritrae uno dei 5 imputati del processo sui presunti abusi sessuali ai danni dei 21 alunni dell’asilo di Rignano Flaminio, che ieri è ruotata l’intera, tredicesima udienza del dibattimento in corso al Tribunale di Tivoli. Una seduta durata stavolta solo meno di 5 ore, perché due dei 4 genitori attesi per l’audizione non si sono presentati: per loro il collegio ha comminato una multa di 200 euro ciascuno. Ma gli altri due, il padre e la madre del bimbo sinora risultato più loquace, hanno raccontato lo sconcerto di quell’inattesa tirata piena d’ira che il loro figlio fece sfogliando distrattamente un settimanale che girava per casa. «Lì c’era un’intervista più la foto di due degli imputati e mio figlio – ha raccontato in aula la madre, assistita dall’avvocato Pietro Nicotera – cominciò a urlare indicando quello che più volte aveva definito come il “diavolo con i ricci e i baffi”, insieme alla descrizione dei vari giochi subiti». Un racconto però contestato in toto da uno dei difensori, l’avvocato Roberto Borgogno, che ha polemicamente abbandonato l’aula dopo un vivace scambio con la testimone e i legali di parte civile sull’assoluta mancanza dei due episodi citati nell’audizione all’interno del fascicolo delle denunce presentate a suo tempo. «I miei assistiti indicarono gli episodi agli inquirenti – replica l’avvocato Nicotera – ma non potevano essere contenuti nelle denunce, presentate nell’ottobre del 2006, mentre le foto dell’intervista uscirono in edicola dopo la scarcerazione degli indagati, nel maggio del 2007». E anche il riconoscimento di una delle presunte «case dei mostri» è più recente: «si tratta di un casale a Valle Reale, individuato nell’ambito del nuovo filone d’inchiesta – conclude Nicotera – è in quel sopralluogo che il bambino ha accompagnato i carabinieri illustrando i vari ambienti, fino all’episodio emblematico di quella palla indicata sotto quel cespuglio e trovata dagli inquirenti». La prossima udienza fissata dal presidente Mario Frigenti per il 6 giugno.

LINK ARTICOLOLO IL TEMPO

Rignano Flaminio/Pedofilia: i genitori dei piccoli ripercorrono l’orrore!

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, 17 gennaio 2011, sono stati ascoltati in udienza cinque genitori dei piccoli alunni dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Un’udienza, come le precedenti, feroce nel suo dipanarsi tra l’orrore e lo sgomento che causa la parola “pedofilia”. Sette ore, tanto è durato il percorso buio che i genitori hanno fatto ripercorrendo i racconti dei propri figli e chi di noi non ha mai vissuto in prima persona questo “delitto”, non potrà MAI neanche lontanamente sentire quanto dolore ne consegue! Riprendo dall’ordinanza di custodia cautelare dell’aprile 2007 (la trovate facilmente nel web!):

..Continua in casa a simulare l’amplesso sessuale dicendo che è obbligata a farlo altrimenti la uccidono e che loro (i genitori) non possono guardare quel “gioco” insegnatole dalla maestra P. e dagli altri “grandi”: è un segreto ed ha paura che li possano uccidere (“mamma queste cose le dico solo a te e deve rimanere un segreto da non dire neanche a papà altrimenti ci uccidono”, perché- così l’hanno minacciata -i “grandi” ripetendole che “loro sono tanti e forti”)…


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Pedofilia Asilo Rignano Flaminio: ieri ascoltati alcuni genitori dei piccoli.

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, 20 dicembre, si è tenuta una nuova udienza per il processo sui presunti abusi sessuali sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nonostante i genitori dei bambini abbiano in questi quattro anni abbiano dimostrato di saper reggere emotivamente lo stato dei propri piccoli, di aver pazientato davanti ad altri genitori che improvvisamente si sono rifiutati di far giocare tra loro i bambini, di aver mandato giù il prete che apertamente si è schierato da parte degli accusati… ieri (così come in altre occasioni) si sono registrati momenti di tensione nell’aula del Tribunale di Tivoli. Non ci vuole molta fantasia in fondo per capire che gli avvocati che difendono “maestre & Co.” usino proprio le armi dello sbeffeggiamento, delle domande atte a confondere i testi, delle loro frasi allusive sulla stabilità emotiva e morale dei genitori. Ma ce l’anno fatta finora e di sicuro non si lasceranno massacrare da questi avvocati che, seppur con carriere così altisonanti, sono uomini e donne come loro! Per ora le udienze sono finite per riprendere dal 17 gennaio in poi. Ora è il momento per queste famiglie di sciogliere la tensione e per riunirsi attorno all’albero di Natale addobbato insieme alle piccole mani dei loro bambini. Io auguro loro ancora e per sempre momenti di serenità! Un bacio grande grande a tutti i piccoli angeli di Rignano Flaminio. Articoli sull’asilo Olga Rovere QUI


Martedì 21 Dicembre 2010 IlMessaggero di Roma pg.42 cronaca

di SIMONA BOENZI

«Aspettiamo questo momento da quattro anni. Finalmente possiamo raccontare quanto accaduto ai nostri figli». Grande soddisfazione ieri da parte dei cinque genitori che hanno potuto prendere la parola al processo sui presunti abusi agli alunni della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Con l’udienza di ieri si chiude l’ascolto del primo gruppo di genitori che nel 2006 denunciarono i fatti. Qualche momento di tensione in aula tra Roberto Borgogno, legale di Gianfranco Scancarello e alcune delle mamme e papà chiamati a deporre davanti al collegio giudicante presieduto da Mario Frigenti e dal pm Marco Mansi. «L’incalzare delle domande – ha spiegato Arianna Di Biagio, vice presidente dell’associazione genitori – ha aumentato lo stato emotivo dei testi, creando qualche lieve contraddizione».

Unica imputata presente la maestra Marisa Pucci difesa dall’avvocato Salustri, delle altre insegnanti c’erano invece i rispettivi legali, Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti, Giulia Camilletti, avvocato della bidella Cristina Lunerti. «Il processo sta prendendo piede in maniera estremamente positiva – ha commentato Antonio Cardamone difensore di parte civile – finora i racconti dei genitori ascoltati sono stati estremamente precisi, dai cambiamenti notati sui bambini, fino agli atteggiamenti “sessualizzati” che si andavano manifestando di volta in volta sino al decisivo racconto nel luglio del 2006 di una bambina di quattro anni che ha dato il via a quello che oggi è divenuto uno dei processi più discussi che la storia giudiziaria abbia mai avuto».

«Con le deposizioni di oggi si iniziano a delineare i profili di quelli che saranno individuati come i responsabili dei fatti accaduti ai bambini della scuola Olga Rovere – ha spiegato l’avvocato Carlo Taormina – il caso Rignano è stato falsamente tacciato come un’inchiesta opinabile, fondata su un’istruttoria lacunosa e tutte le accuse sono state formulate sulla base delle denunce dei genitori. Da oggi tutto il fango gettato su questo processo verrà rimosso». Prossima udienza il 17 gennaio.

 

Abusi Asilo Rignano Flaminio – Eccezzionale: scompaiono i fatti.

Il Giustiziere degli Angeli

Seconda udienza oggi al Tribunale di Tivoli circa la denuncia di abusi sessuali sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.


Trovare le parole per dire quanto riferiscono i giornali on-line oggi mi riesce molto difficile, senza cadere nell’offesa di quanti ruotano a diverso titolo attorno al processo. Eravamo rimasti alla settimana scorsa dove i difensori degli imputati ripresentavano le “eccezioni” per rendere nullo il procedimento, cioè proprio “questo processo non s’ha da fare“! Invece il processo andrà avanti poichè è stata rigettata “l’eccezione di accuse troppo generiche”. In “atti osceni, maltrattamenti a minori, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale a minorenni, corruzione di minori e atti contrari alla pubblica decenza” non appare a nessuno TROPPO GENERICO. Il collegio dei Giudici ha deciso che tutte le eccezioni sono “respinte”, così come è stato la volta precedente ma hanno deciso inoltre che…

…non faranno parte del processo gli atti relativi a una serie di esami compiuti sui capelli di alcune bambine; esami che avevano segnalato la presenza di tracce di benzodiazepina, un farmaco utilizzato per la cura dell’ansia e dell’insonnia. Non solo: è stato espulso dal fascicolo del dibattimento il verbale nel quale si è dato atto del riconoscimento da parte dei bambini di un casale, in localita’ Mole D’Orciano, come ‘casa degli orrori’. A chiedere che i due atti istruttori non facciano parte del processo sono stati i difensori degli imputati, per i quali non sono state rispettate le garanzie difensive nella materiale effettuazione degli stessi (agli stessi, infatti, non erano presenti tutte le parti processuali).

Ecco, queste sono le cose che mi tirano fuori le viscere e con esse tutta una sequela di parolacce ed offese da scaricatore di porto. Ma come si può, mi chiedo, in un processo del genere, cancellare questi fatti con tecnicismi legulei che sanno tanto di presa per il c…? Se i bambini hanno riconosciuto una “casa” come luogo dove venivano portati, perchè evitare di portare la cosa in dibattimento? non c’erano le circostanze idonee? e cioè? pioveva? nevicava?  faceva troppo caldo quel giorno per poter riconoscere la casa? A chiedere che i due atti istruttori non siano del processo sono stati i difensori degli imputati, per i quali non sono state rispettate le garanzie difensive nella materiale effettuazione degli stessi. Già, cacchio, non ci avevo pensato mica!! Le “garanzie difensive“. Perchè del resto questi bambini sono dei “mostri” (mostruosamente bravi a ricordare le case e le stanze e i giochi!) e loro “non hanno diritto alle garanzie accusatorie“. E poi, se gli stessi raccontano di “punturine” e vengono trovate sostanze farmacologiche per ansia ed insonnia nei capelli, chissenefrega! D’altronde si sà che i giovani che si drogano sono “sempre più giovani”.

A fronte di fatti abbiamo tecnicismi e gli avvocati difensori ad oggi profittano delle bucce di banana che la legge italiana gli confeziona per far scivolare gli “atti” nel NULLA. Infine devo dire (opinione personale) che mi sarebbe piaciuto avere notizie circa un dibattimento ad argomentazioni tra tutti questi “principi del foro” invece che un nascondere le carte nelle maniche.

Comunque il processo andrà avanti e spiacente per Naso, Coppi & Compagnia ma almeno, il tentativo di rendere nullo il rinvio a giudizio, è andato a vuoto. Mi piacerà molto sentire quali saranno i vostri contro-argomenti.

L’ultimo pensiero và naturalmente ai bambini ed alle loro famiglie ai quali dedico questo commento inviatomi da una lettrice del blog:

Sia ringraziato S.Michele Arcangelo di cui oggi ricorre la celebrazione. Mettiamo il bambini di Rignano sotto la sua specialissima protezione e le loro famiglie! Fra pochi giorni ricorre la festa del patrono d’Italia, S. Francesco d’Assisi…. Sotto la protezione del patrono mettiamo l’Italia, affinchè sappia ancora mostrarsi quella nazione capace di ogni bellezza, capace di difendere la sua storia millenaria. Capace di difendere e affermare la giustizia. Che l’Italia rivolga a S. Francesco la preghiera perchè giustizia, quella vera, sia fatta a Rignano. Invito tutte le famiglie a unirsi alla preghiera che verrà dedicata il 4 Ottobre alla basilica della Proziuncola di Assisi ai bambini e le famiglie che hanno dovuto subire un dolore inenarrabile e ancora dovranno tanto patire!

Abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio: prima udienza del processo!

Il Giustiziere degli Angeli

Ha avuto corso l’altro ieri (22/9) la prima udienza per il processo sugli “abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio”. “PRESUNTI ABUSI”, per carità! Che bisogna sempre rispettare la “presunzione di innocenza” mica quella di “colpevolezza”!!

Sappiamo dalle fonti giornalistiche che in questi quattro anni si sono accavallate molte polemiche tra le parti e che, tra colpi di carte e parole cariche di veleni, i bambini sono stati sottoposti (oltre alle cure terapeutiche che tali traumi richiedono) a incidenti probatori, racconti e riconoscimenti di percorsi e case al pari di “collaboratori di giustizia” di alto calibro!

In questo ed in altri blog trovate “quasi” tutti i racconti (LINK) degli orrori fatti dai piccoli alunni che sono man mano approdati nelle aule protette del Tribunale di Tivoli e vi invito a rileggerli ogni volta poiché, anche se qualcuno li ritiene indotti/fantasiosi/imprecisi (ci mancava che tenessero un diario dei Pokemon o di HelloKitty per segnarsi i giorni e le ore), è bene mettere un punto fermo sulle loro “testimonianze” che certi bollano come “false”. Leggi l’articolo completo

Pedofilia Rignano Flaminio: chiesto il sopralluogo di una villa sospetto teatro di abusi!

Il Giustiziere degli Angeli

A giugno di quest’anno si rendeva noto ai media di un nuovo nome nel registro degli indagati per abusi sessuali su bambini dell’asilo Olga Rovere:

Rignano, indagata una slovena - Nuova inchiesta grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Deticek Jasna èaccusata di sottrazione di persona incapace, sequestro, violenza privata e abbandono.

Una nuova inchiesta, ancora per reati di pedofilia e pedopornografia, scuote Rignano Flaminio, il paese alle porte di Roma che dal 2006 vive come incubo un’inchiesta analoga “esplosa” nella scuola materna “Olga Rovere” e nella quale sono coinvolte, come imputate, tre maestre d’asilo, una bidella e un produttore televisivo, marito di una delle insegnanti. Lo rivela il settimanale “OGGI”, in edicola domani. Secondo il settimanale, la seconda inchiesta vede indagata una donna slovena, Deticek Jasna che e’ riuscita a fuggire da Rignano e rifugiarsi a Maribor, nel suo Paese, poco prima che il suo nome finisse sul registro degli indagati. E’ accusata di sottrazione di persona incapace, sequestro di persona,violenza privata e abbandono di incapace. La lussuosa villa con piscina e 2 mila metri quadrati di giardino dove abitava, a 10 chilometri da Rignano, è stata perquisita dai carabinieri, “setacciata” dal Ris e poi messa sotto sequestro per “accertamenti urgenti”. La nuova inchiesta è nata grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Hanno raccontato ai loro genitori di conoscere quella villa perche’ qualcuno ce li aveva portati in orari in cui avrebbero dovuto essere a scuola. I carabinieri hanno raccolto la denuncia dei genitori e l’hanno trasmessa al magistrato. Le confessioni dei bambini sarebbero molto dettagliate: hanno raccontato particolari della casa e della piscina che non avrebbero mai potuto conoscere se non ci fossero stati. E hanno aggiunto che in quella casa incontravano persone adulte. (Il Tempo)

Ora, dall’avvocato di una bambina, è stato richiesto il sopralluogo della villa che potrebbe portare a nuovi elementi a carico di quanti accusati:

Pedofilia, chiesto sopralluogo nella villa di Rignano Flaminio - Si tratta dell’abitazione di Deticek Jasna, la donna slovena indagata nell’ambito dell’inchiesta-bis sugli abusi sessuali nella scuola Olga Rovere e oggi irreperebile. Secondo il legale di uno dei bambini avrebbe a che fare con il “castello cattivo” o “la casa degli orchi” descritti dalle piccole vittime.Potrebbe nascondere dettagli preziosi e utili alle indagini la villa alle porte di Rignano Flaminio, attualmente sotto sequestro, frequentata per un lungo periodo da Deticek Jasna, una donna slovena resasi irreperibile dopo essere stata iscritta sul registro degli indagati della procura di Tivoli per sequestro di persona, violenza privata e sottrazione di minori in concorso con ignoti nell’ambito del procedimento-bis sugli abusi sessuali compiuti su decine di bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ dal 2001 al 2006. A sostenerlo è l’avvocato Pietro Nicotera che, in qualità di difensore di parte offesa per conto di un bimbo, ha presentato nei giorni scorsi al pm di Tivoli, Maria Domenica Perna, e all’ufficio gip una richiesta di autorizzazione ad accedere ai luoghi oggetto di indagine. In particolare, il legale, che ha nominato tre consulenti tecnici (la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone e gli investigatori privati Oscar Candian e Simone Bonifazi), ha chiesto il via libera per entrare nella villa, “ritenuta luogo di consumazione di gravi reati nei confronti di minori”, per poter prendere “visione dello stato dei luoghi e delle cose nonché per eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici e audiovisivi”. L’auspicio del penalista è che dagli accertamenti legati alle sue indagini difensive, regolarmente previste dalla legge, “possano emergere elementi utili per il processo già in corso che prenderà il via il 22 settembre prossimo, dal momento che i bambini individuati sino a oggi come parti offese dal pm Perna (ben otto) compaiono anche tra le parti offese del processo principale”, concluso dal pm Marco Mansi”. Il processo in tribunale, al momento, vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, il marito di quest’ultima, lo sceneggiatore tv Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lunerti, accusati, a vario titolo, delle violenze compiute su una ventina di minori. Da qualche mese, però, la procura di Tivoli ha messo sotto inchiesta questa donna slovena che, secondo gli investigatori, ha vissuto per diverso tempo in una elegante villa con piscina nella frazione di Montelarco, a una decina di chilometri da Rignano, finita sotto sequestro e setacciata dai carabinieri del Ris dopo la dettagliata descrizione fatta da alcuni bambini, già sentiti in incidente probatorio come vittime degli abusi nell’ambito del filone principale di indagine. Quella donna, che lì viveva con la figlia (ormai maggiorenne), sarebbe fuggita via, forse a Maribor, prima di finire nel mirino della magistratura. Adesso anche le parti civili, a cominciare dall’avvocato Nicotera, vogliono capire se quella villa abbia a che fare effettivamente con il “castello cattivo” o “la casa degli orchi”, come denunciato ai genitori dalle piccole vittime. (La Repubblica)

Rignano Flaminio: al processo per abusi sui bambini dell’asilo citato in giudizio anche il Comune.

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano Flaminio: al processo per abusi sui bambini dell’asilo citato in giudizio anche il Comune.

Il Sindaco di Rignano Flaminio - Ottavio Coletta

Sabato 24 Luglio 2010 – Il Messaggero – Interni pagina 12 – di GIULIO DE SANTIS

ROMA – Nel processo sui presunti abusi sessuali avvenuti nella scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, accanto ai cinque imputati siederà anche il sindaco della cittadina alle porte di Roma. Lo ha stabilito il giudice Mario Frigenti, presidente del collegio giudicante del tribunale di Tivoli, autorizzando la citazione in giudizio del Comune chiesta dall’avvocato Pietro Nicotera, rappresentante di una delle parti civile. Di conseguenza, qualora gli imputati venissero condannati, il comune di Rignano potrebbe dover essere costretto a pagare un consistente risarcimento danni alle 21 parti offese. Gli imputati, accusati di violenze su minori negli anni scolastici 2001-2002 e 2005-2006, sono tre maestre della scuola Olga Rovere, una bidella ed il marito di una delle insegnanti. Diversi i motivi che hanno spinto il legale a chiedere ed ottenere la citazione dell’ente comunale nella veste di responsabile civile. In primo luogo, secondo il difensore, il Comune, proprietario della scuola, non avrebbe predisposto gli accorgimenti tecnici necessari ad impedire i presunti abusi contestati agli imputati. Inoltre va considerato che, come sottolinea la parte civile, l’identità di alcuni presunti violentatori è ancora ignota. Tra questi potrebbero esserci addetti alle pulizie o alla mensa che dipendono dall’amministrazione comunale, la quale pertanto sarebbe responsabile dei loro comportamenti. Infine, l’avvocato Nicotera, rileva che almeno in due occasione i dipendenti dell’amministrazione, avrebbero visto verificarsi episodi anomali all’esterno dell’asilo senza tuttavia segnalarli all’autorità competente. Come ad esempio accadde con due vigilesse, che vedendo i bambini fuori dalla scuola in orario scolastico, non si accertarono se davvero fossero in gita scolastica, come dissero le maestre.

Suicidio Evelyn Moreiro: forse non è stato un suicidio! Riesumato il corpo della ragazza per l’autopsia!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nella morte di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riuscivo a capacitarmi e la tesi del suicidio non mi tornava proprio. Come sono solita fare mi sono posta nel tempo tante domande ma non ho potuto renderle pubbliche per ovvi motivi. Tutto riparte pochi mesi fa dal diario di Evelyn, ritrovato di alcune pagine ed inviato alla famiglia Moreiro da Alessandro, caro amico della ragazza. Se non fosse stato per quelle pagine la morte di Evelyn sarebbe rimasta per sempre un “suicidio per amore!”. In quelle pagine Evelyn raccontava la violenza (due episodi in verità) subita per mano di un ragazzo, E.P., abitante a Rignano Flaminio, della paura di essere incinta e di una psicologa a cui chiese supporto. Lei aveva all’epoca solo 16 anni e credo abbia spinto affinchè le ferite dell’animo si rimarginassero per tornare a vivere serenamente, con la scuola, tanti amici ed un amore, A.O., a cui lei si stava dedicando. E’ certo che tutto quello che ci è dato di sapere esce sui giornali e le domande che io mi ponevo non le ho trovate scritte dalle penne dei giornalisti che hanno riportato solo quanto gli veniva svelato o loro opinioni. Invece ci sono sempre delle domande che uno DEVE porsi davanti ad una morte violenta soprattutto quando la protagonista è una giovane donna che ha diritto più di ogni altro di essere ascoltata. Ora gli inquirenti hanno deciso di indagare a fondo e riaprire quel fascicolo con su scritto “suicidio” perché “ora” gli elementi da valutare sono tanti. Ed ecco la decisione di riesumare Evelyn affinchè un’autopsia faccia parlare la protagonista unica di questo dolore. Me lo ero chiesto: è stata fatta l’autopsia sul corpo di Evy? Evidentemente la risposta è NO ed invece sarebbe stato importantissimo capire sin da subito cosa era successo in quella stanza della casa di accoglienza delle suore. Un’autopsia avrebbe potuto svelare non solo un’eventuale gravidanza (e prego Dio che non sia così…) ma anche se ci fossero nel suo sangue sostanze da renderla incosciente, o anche se c’erano segni di una qualche colluttazione, o se in quella stanza ci fossero tracce di qualcuno che lì da lei entrò. E poi il 4 giugno appena passato, su un quotidiano, trovai questo titolo: L’ultimo messaggio di Evelyn su Facebook – Un accorato post indirizzato all’ultimo amore prima che la disperazione la portasse a togliersi la vita. Di questo messaggio il giornale indica che è stato scritto il giorno prima della sua morte, il 26 novembre 2009 alle 14:10. Da quale computer si è collegata la ragazza? Era nel convento o è uscita? Nel titolo il giornale dà la certezza che fosse indirizzato ad A.O. il suo ultimo fidanzatino ma nell’articolo si dice che il destinatario del messaggio è nei segreti che Evelyn si è portata nella tomba? Dubbi o certezze? Il messaggio su FB leggiamolo: Gli occhi non mentono e lo sai, se guardi indietro ti accorgi che niente è stato inutile, se ami lascia andare e aspetta… io lo farò dimostrando che non sono quella che credi ma sono quella che ami. Ed il giornale scrive che con queste parole Evelyn “voleva dire e dimostrare a qualcuno di essere una ragazza solare, dolce, quella per cui era conosciuta e quella per cui il mittente di questo messaggio la amava”. Appunto, mi dico, questo è un messaggio che proprio non ha in sé intenzioni suicidarie. “io lo farò dimostrando… che sono quella che ami”, ed in queste parole c’è una proiezione verso il futuro… non verso una morte cha annulla tutto. “se ami aspetta… aspettami!”. Qualcuno ha risposto a questo messaggio? Magari sul telefonino o chiamandola? O andando direttamente da lei?

Ora gli inquirenti vogliono chiarire alcuni elementi che non tornano: un biglietto lasciato da Evelyn che non appare scritto da lei, una penna per scriverlo che non è in quel luogo, una sciarpa strappata… Ora questi elementi appaiono importanti, purtroppo solo ora dopo un silenzio ed un dolore strappati all’oblio solo da quelle “pagine” che raccontavano di Evelyn. Spero che le domande che si pongono ora gli inquirenti siano tante, a 360 gradi, e che se una mano ha posto fine alla vita di questa splendida ragazza venga assicurata per sempre alla giustizia.

Per ora la verità è quella della sua morte: lei, così come tante altre giovani donne, ha lasciato un posto vuoto in questa società sempre più pronta a gettarsi nella cronaca vestita di rosa e non nell’oscurità di certi segreti che spesso armano mani assassine.

La magistratura ha disposto la riesumazione del corpo della ragazza trovata morta in una casa di accoglienza. Evelyn, si pensa all’omicidio.

Viterbo – 16 luglio 2010 – ore 14,30

- Svolta nelle indagini sul caso di Evelyn Moreiro.

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Rignano Flaminio, nuova inchiesta pedofilia nel paese dell’asilo degli orrori

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano Flaminio, nuova inchiesta pedofilia nel paese dell’asilo degli orrori

Lo rivela il settimanale «Oggi»: indagata una slovena fuggita dall’Italia, è la proprietaria di una villa dove venivano portati i piccoli in orari di scuola.

ROMA – Una nuova inchiesta, ancora per reati di pedofilia e pedopornografia, a Rignano Flaminio, il paese alle porte di Roma dal 2006 al centro del caso di abusi su bambini all’interno della scuola materna Olga Rovere e nella quale sono coinvolte, come imputate, tre maestre d`asilo, una bidella e un produttore televisivo, marito di una delle insegnanti. Lo rivela il settimanale Oggi, in edicola mercoledì.

La scuola Olga Rovere a Rignano Flaminio (Proto)UN’ALTRA INDAGATA – La seconda inchiesta, sostiene il settimanale, vede indagata una donna slovena, Deticek Jasna che è riuscita a fuggire da Rignano e rifugiarsi a Maribor, nel suo Paese, poco prima che il suo nome finisse sul registro degli indagati. Sarebbe accusata di sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza privata e abbandono di incapace. La lussuosa villa con piscina e 2mila metri quadrati di giardino dove abitava, a 10 chilometri da Rignano, è stata perquisita dai carabinieri, setacciata dal Ris e poi messa sotto sequestro per accertamenti urgenti. La nuova inchiesta sarebbe nata grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Hanno raccontato ai loro genitori di conoscere quella villa perché qualcuno ce li aveva portati in orari in cui avrebbero dovuto essere a scuola. I carabinieri hanno raccolto la denuncia dei genitori e l’hanno trasmessa al magistrato. Le confessioni dei bambini sarebbero molto dettagliate: hanno raccontato particolari della casa e della piscina che non avrebbero mai potuto conoscere se non ci fossero stati. E hanno aggiunto che in quella casa incontravano persone adulte.

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Suicidio Evelyn Moreiro: nel diario la violenza, sui giornali i suoi amici! Le indagini passano al Tribunale dei minori.

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono storie che a volte mi colpiscono più di altre e, forse, nel suicidio di Evelyn mi colpisce la sua età ed i suoi silenzi. Non riesco a capacitarmi del suo suicidio (se tale è stato!) mettendo insieme gli elementi che man mano scorrono sulle righe dei quotidiani prima e di un unico quotidiano nelle ultime settimane. Come sono solita fare mi pongo allora tante domande che cercano una risposta così come, di certo, lo stà facendo da tempo la sua famiglia e chi le era vicino.

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Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio: rinviato al 22 settembre!

Il Giustiziere degli Angeli


Cronaca | 27/05/2010 | ore 11.16 »

Roma, 27 mag. – (Adnkronos) – E’ slittato all’udienza del 22 settembre prossimo il processo per le presunte violenze subite a Rignano Flaminio da un gruppo di bambini della scuola materna Olga Rovere. Il rinvio e’ stato determinato dal fatto che uno dei giudici componenti il collegio sta per essere trasferito a Roma e quindi motivi di opportunita’ processuale hanno determinato lo spostamento dell’inizio del processo al 22 settembre. Sette giorni piu’ tardi, il 29 ci sara’ la seconda udienza.


Abusi asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio – Domani prima tappa del processo ai cinque imputati

Il Giustiziere degli Angeli

Di certo tutti hanno memoria del caso di abusi sui bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Un caso che ha scosso le coscienze di tutti, colpevolisti e non, e che di certo rimarrà nella mente delle famiglie e dei minori coinvolti. A distanza di oltre tre anni dalle denunce e dal blitz dei carabinieri presso l’Asilo si stà per affrontare la fase forse meno traumatica in quanto ognuno si è formato la propria opinione e si attende solo che vengano chiarite le responsabilità degli adulti coinvolti. I bambini hanno già affrontato gli orchi e gli incubi, hanno ricordato e raccontato, ed ora vengono curati per guarire dalle ferite dell’anima. Non mi voglio dilungare su questo ma mi preme ripetere che il mio affetto, la mia comprensione ed i miei abbracci pieni di coccole vanno a loro.

Voglio invece soffermarmi un po’ su quanto è uscito su alcuni giornali in questi giorni. Giovedì scorso (20.5) è arrivato in edicola Sette, settimanale in allegato al quotidiano “Corriere della Sera”, dove Gianfranco Scancarello (uno degli indagati per abusi su questi bambini) ha rilasciato a Giancarlo Dotto una lunga intervista dal titolo “Io, Presunto Pedofilo, vi racconto il mio inferno”. Unico “mostro” tra tante “streghe” accusato dai bambini di essere l’uomo “dai capelli ricci molto cattivo che li aspettava nel castello cattivissimo” e che si sente una vittima che “ogni giorno fa a botte con l’identikit che gli hanno cucito addosso!”. Scancarello che, nella trasmissione di Bonolis con fare minaccioso disse “Può capitare a tutti! La mattina ti alzi, ti danno del pedofilo e ti ritrovi in galera”… più un messaggio a chi doveva ascoltare che una dichiarazione di un uomo sereno della sua innocenza mi è sembrato! Mah, solo una mia opinione, dettata magari da un’impellente bisogno di sonni tranquilli che da altro!

“Tutte le mattine mi sveglio dentro un incubo! Con la paura che qualche psicopatico mi aggredisca per strada. Paura di tutto, anche della mia ombra!”. E’ un uomo di spettacolo Scancarello e si fa avanti (non a nome di tutti però!), gestisce le sue parole, le sue espressioni e le sue mimiche facciali mentre si fa riprendere in quattro scatti fotografici degni di una star dove, una sola volta, compare l’ombra di una testa più bassa di lui, sulla sua spalla… forse un’avatar! Ed invece dovrebbe parlare con la sua ombra, Gianfranco! Dovrebbe dirle che non ne ha paura come quando ha sfidato le famiglie dei bambini davanti al Tribunale per scatenarne la reazione che, ovvio, ci fù! Suvvia non presti altro spettacolo con altre guardie del corpo, il mondo non è pieno di “psicopatici” con le statuette del Duomo di Milano in mano come lei vuol farci credere. “La verità non ha paura!” è lo slogan degli indagati di Rignano Flaminio e allora lei non ne abbia! Forse ora si dovrebbe preoccupare di quanto stà per richiedere l’avvocato Pietro Nicotera che assite due delle parti civili nel processo: il sequestro conservativo dei beni dell’autore televisivo Gianfranco Scancarello in quanto unico tra gli imputati a non essere garantito, in caso di condanna, al risarcimento dei danni dal Ministero dell’Istruzione. “Presunto” ha sposato la tesi del contagio collettivo, usata a piene mani dal fronte di chi vede “pedofili innocenti” ovunque e cita i soli casi in cui non si è giunti a condanna dimenticando volutamente quelli dove i bambini e le famiglie sono stati giudicati credibili e i pedofili incarcerati. “Presunto” , oltre a dichiarare che “sentir parlare l’avvocato Coppi (suo difensore) nell’udienza preliminare è come veder volteggiare Carla Fracci”, dice anche che non deve dare a nessuno giustificazioni su come possano permettersi un avvocato di tale calibro quale è Coppi. Dimentica “Presunto” che l’11 gennaio 2008 proprio loro rinunciarono all’acquisizione dei 50 dvd contenenti gli incidenti probatori dei bambini perché il costo di circa 13mila euro era troppo esoso per le loro tasche di semi-indigenti? Và beh, lasciamo volteggiare Coppi-Fracci e distraiamoci da tutto ciò.

Domani inizia la prima udienza del processo e si intuisce già che non sarà un dibattimento come gli altri, ma saranno udienze ad alto tasso di polemica, perché mai come in questo caso giudiziario i fronti sono così opposti: innocentisti da una parte, colpevolisti dall’altra. Che si tratti di una causa di grosso interesse sociale e pubblico sembra averlo stabilito anche il presidente del Tribunale di Tivoli che ha fatto collocare due maxi schermi, uno nella biblioteca e l’altro all’ingresso del Tribunale, perché «tutti devono poter seguire queste udienze». Sebbene è facile immaginare che le telecamere si spegneranno quando gli argomenti si faranno più scabrosi o verranno proiettate le testimonianze dei bambini in aula.

Aspettiamo di conoscere quale sarà la giornata di domani me intanto si può ripassare il caso Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio su questo LINK


Suicidio Evelyn Moreiro – Don Giosy: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi.

Il Giustiziere degli Angeli

Proprio in questo (LINK ) articolo vi parlavo di come la stampa ha trattato il caso del suicidio di Evelyn Moreiro ma, soprattutto, di come ha trattato i giovani, amici di Evelyn, che stanno aiutando la verità a venire alla luce. Ed oggi scopro con piacere che un’altra voce si è levata a favore dei ragazzi, quella di Don Giosy Cento. Sposo nel totale quanto il parroco dichiara alla fine dell’articolo perché è esattamente il mio stesso pensiero: NON SPORCHIAMO I GIOVANI, GUARDIAMO PRIMA NOI STESSI!

(ho riscritto per intero l’articolo, comprese le virgole ed i punti, in quanto la testata giornalistica non lo mette on-line. Nella foto la scannerizzazione dell’articolo stesso. Al seguente link invece trovate tutti gli articoli su Evelyn –  LINK )


Evelyn, prima che morisse era una ragazza dolce e solare e specialmente altruista – queste le parole dette dal Sig. Moreiro, più volte raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano”. Ad averne la conferma della sua personalità, sono state anche le frasi spese riguardo la ragazza, dal parroco Don Giosy Cento, con la sua associazione giovanile “Ragazzi del Cielo – Ragazzi della Terra” del quale il sacerdote è il fondatore. Il suo gruppo è dedicato interamente a tutti quei ragazzi che per incidenti, malattie o scelte di vita sbagliate se ne vanno troppo presto. Un punto di supporto per tutti quei giovani che sono ancora qui e per quei genitori che purtroppo hanno perso i loro figli, precocemente o in maniera atroce come è successo ai Moreiro. Il gruppo di Don Giosy proprio per trattare queste tristi ma vere realtà, circa un anno fa si è recato alla scuola della ragazza, all’IPSIA di Acquapendente per un’assemblea scolastica di oltre centocinquanta studenti. Ma tra questi c’era anche lei Evelyn, colei che a soli diciannove anni ha deciso di togliersi la vita suicidandosi, impiccandosi con una sciarpa. Don Giosy però non è entrato nello specifico in contatto con lei tra la folla di una riunione scolastica, ma solo dopo il triste evento, ha incontrato la famiglia Moreiro, per confortarla e starle vicino. A riguardo il parroco ci dice: “Mi sembra che in tutte queste situazioni viene fuori un volto dei giovani che non è reale, perché hanno dei sentimenti e dei valori nascosti molto alti e nobili, ma sono “fregati” da questo tipo di mondo che gli adulti inconsapevolmente hanno costruito. Dico questo non per illudermi ma per la conoscenza che ho personalmente di molti giovani in Italia e nel mondo. Concludo dicendo una frase secca ma vera: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi”.

Evelyn Moreiro suicida a 19 anni – I giornalisti e la campagna denigratoria ai danni di chi le voleva bene!

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro

SUICIDIO – con questa parola fù chiuso il caso di Evelyn Moreiro trovata impiccata in un centro di accoglienza di Viterbo ( a lato di questo blog trovate il box che contiene gli articoli che riguardano il suo caso). Lunedì 26 aprile se ne è occupato il programma “Chi l’ha Visto?” con un’intervista al ragazzo che ha spedito le pagine del diario della ragazza alla famiglia: Alessandro. Lui ha 20anni, come avrebbe avuto oggi Evy se non si fosse tolta la vita, ed era un buon amico di lei. Proprio qui in questo blog si chiedeva cosa fare, se andare avanti e mostrarsi per far sì che la verità sui motivi per la morte di Evy fosse svelata. Per poco che conta la mia opinione io gli ho consigliato di andare avanti perchè non era giusto minimizzare la morte della sua amica con “la fragilità di una ragazza che si è tolta la vita per essere stata lasciata dal fidanzatino” e perchè la famiglia di lei, per lenire almeno in parte il proprio dolore, aveva bisogno della verità. E la responsabilità morale di questo suicidio è scritta da Evelyn nelle pagine del suo diario: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio!

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