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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Pedofilia: Don Ruggero Conti nel centro di un complotto? Ci spieghi perchè!

Il Giustiziere degli Angeli

Per leggere gli articoli del blog su questo caso cliccare qui sotto:

DON RUGGERO CONTI: il caso

Pedofilia, don Conti in tribunale – “Accuse costruite contro di me”

Il sacerdote arrestato nel 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi 10 anni di 7 bambini respinge le accuse. L’associazione da parte della vittime chiama in causa il vescovo Reali

“Accuse costruite abilmente contro di me”. Così don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, ha risposto alle domande del pubblico ministero Francesco Scavo nel corso dell’udienza del processo in cui il sacerdote è accusato di violenza sessuale. “Respingo tutte le accuse che sono state costruite contro di me da don Claudio Brichetto” (viceparroco all’epoca dei fatti, ndr.) e da alcuni parrocchiani, ha affermato Conti. Il sacerdote avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008 quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma. Continua a leggere


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Francesco Zanardi – Anamnesi di una vittima… della pedofilia!

Il Giustiziere degli Angeli

Torna a scrivermi Francesco Zanardi e pubblico interamente il quanto affinchè il disgusto verso la pedofilia ed i pedofili vi prenda lo stomaco e vi spinga ad agire. Grazie Francesco!


Questo documento in formato web corredato di filmati è disponibile all’indirizzo:

Anamnesi di una vittima

«Mai avere una relazione con bambini ricchi»

« Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo [...] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure [...] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia… saremo felici per sempre [...] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai. »

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Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.

Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze  -  Articolo

L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.


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Pedopornografia on-line: uno psicologo che insegnava educazione fisica nelle scuole (?) ed un sacerdote che insegnava…

Il Giustiziere degli Angeli

Pedopornografia on-line: l’operazione di polizia postale (partita su segnalazione della polizia tedesca) porta alla denuncia di 23 persone in tutta Italia ed all’arresto di altre 3. Tra le persone arrestate troviamo anche uno “psicologo” che, nel tempo libero presta la sua opera nelle scuole come insegnante di ginnastica. E mi trovo a dover ribadire di nuovo che sulle persone che accedono a vario titolo nelle scuole c’è una disattenzione indescrivibile. Ma su questo caso, di cui si avranno poi nel tempo sicuramente altri dettagli, ci troviamo un SACERDOTE. Ma vah! è stupefacente! ma quando mai un ministro di Dio fà certe cose? sicuramente non è  suo il PC su cui sono state rinvenute foto e filmati di tale genere… E, strano ma vero, ci troviamo pure alcune persone che avevano precedenti per lo stesso reato ed un personaggio già arrestato in passato per turismo sessuale nello Sri Lanka.

Mi viene quasi da ridere al pensiero che i pazzi siamo noi che vediamo pedofili dappertutto. Ma vah!!

OPERAZIONE DELLA POLIZIA POSTALE SULLA RETE: IN MANETTE TRE INSOSPETTABILI, TRA LORO ANCHE UNO PSICOLOGO

Foto pedopornografiche in canonica finisce nei guai parroco della Granda

Federica Cravero

Il sacerdote ha tentato di impedire agli agenti di entrare e ne ha ferito uno chiudendo la porta

Anche un sacerdote del Cuneese è rimasto impigliato nella rete della maxioperazione contro la pedopornografia online coordinata dalla polizia postale del compartimento Piemonte e Valle d´Aosta e dalla procura di Torino, che in tutta Italia ha portato a 23 denunce e tre arresti: uno psicologo milanese che lavorava nelle scuole e che insegnava educazione fisica per conto di un´associazione di genitori e due studenti di medicina di Roma, uno dei quali già tirocinante in ospedale. Tra gli indagati alcuni avevano precedenti per gli stessi reati e uno, in particolare, era stato arrestato in Sri Lanka per turismo sessuale.

Due le perquisizioni in Piemonte. Nei giorni scorsi i poliziotti hanno fatto irruzione in una parrocchia della Granda: il prete ha tentato di impedire l´ingresso degli agenti, chiudendo la porta della canonica, ma un poliziotto è riuscito a infilare il piede, rimanendo ferito, e ad aprire un varco. Nella casa parrocchiale la squadra informatica della polizia postale ha trovato il computer in cui il sacerdote, che è stato denunciato a piede libero, conservava foto e filmati, che scaricava e scambiava su Internet.

Quella appena conclusa è la seconda tranche di un´inchiesta, iniziata tre anni fa dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal sostituto procuratore Stefano Demontis, che già nel 2008 aveva portato a una sessantina di perquisizioni in tutta la penisola. Tutto era iniziato, ha spiegato il procuratore capo Giancarlo Caselli, quando la polizia tedesca si era infiltrata in un sito web in cui i pedofili si scambiavano video e fotografie che ritraevano bambini e bambine anche piccolissimi in atteggiamenti osceni e scene di abusi e violenze. Un sito piuttosto esclusivo, se così si può dire, per accedere al quale occorreva dimostrare, come biglietto da visita, di avere nel proprio hard disk un vasto materiale da scambiare. Meglio se inedito nel mondo della pedofilia online e autoprodotto, ovvero frutto di filmini casalinghi in cui spesso le vittime sono figli o amici di famiglia. E c´era anche un agghiacciante forum di discussione, in cui gli utenti chattavano in inglese tra di loro commentando la qualità delle immagini e stilando una sorta di classifica delle perversioni. «È inquietante che le persone che hanno questo genere di “interesse” spesso abbiano a che fare anche per lavoro con minorenni», spiega Pietro Forno.

In sette giorni di attività di investigatori tedeschi avevano individuato un milione di indirizzi ip, fornendo alle autorità italiane quelli rintracciabili nel nostro territorio. L´inchiesta era stata affidata alla polizia postale di corso Tazzoli, che ha scremato tra quella moltitudine di persone chi aveva fatto un accesso casuale al sito e chi invece era un utilizzatore abituale di quel materiale, affidando poi alle diverse procure le deleghe per le perquisizioni nelle altre città.

(22 ottobre 2009) LINK


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Pedofilia: Don Giorgio Carli e la citazione in giudizio della Curia .

Il Giustiziere degli Angeli

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LINK articolo Repubblica

Don Giorgio, ora sarà citata la Curia –

Alto Adige — 24 settembre 2009 pagina 19 sezione: CRONACA

BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote finito sotto processo per presunte violenze sessuali nei confronti di una parrocchiana (al tempo dei fatti bambina) non ha ancora provveduto a pagare il risarcimento alla parte lesa previsto dalla sentenza penale passata in giudicato. Si tratta di 700 mila euro che il sacerdote (che si è sempre dichiarato innocente) non può e non intende pagare. A questo punto i legali di parte civile (Gianni Lanzinger e Arnaldo Loner) stanno preparando una nuova citazione in sede civile che coinvolgerà, così come più volte prospettato, anche la Curia dato che don Giorgio avrebbe commesso le violenze sessuali approfittando della sua posizione di religioso e di «ministro di culto». Ricordiamo che la sentenza della Cassazione ha riconosciuto, di fatto, don Giorgio responsabile delle violenze sessuali perpetrate per anni ai danni della bambina ma è stato graziato dalla prescrizione. Proprio per effetto di quella sentenza (che ha però confermato tutti gli obblighi del sacerdote sotto il profilo risarcitorio alla parte lesa) ora come detto la Curia ed il prete si trovano a dover affrontare la richiesta di pagamento effettivo del risarcimento dovuto, circa 700 mila euro. La nuova causa in sede civile per ottenere il pagamento della somma farò riferimento proprio alla sentenza penale confermata dalla Cassazione e agli effetti dell’articolo 2043 del codice civile che prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». La Curia, invece, verrà chiamata in causa per effetto dell’articolo 2049 sempre del codice civile riguardante la responsabilità del datore di lavoro in merito ai danni provocati con fatti illeciti da dipendenti diretti. La Chiesa, dunque, verrebbe considerata responsabile in solido in quanto gli abusi avvennero (secondo la sentenza penale ormai passata in giudicato) nell’espletamento del ruolo di educatore religioso del sacerdote. «Da parte del sacerdote e della Curia non è arrivato neppure il minimo segnale di voler risarcire» hanno puntualizzato gli avvocati di parte civile. I legali di don Giorgio Carli (Alberto Valenti e Flavio Moccia) avevano più volte affermato che non sarebbe stato versato un centesimo. «Siamo pronti ad affrontare un nuovo processo in sede civile» ha detto ieri sera l’avvocato Alberto Valenti il quale, però, ha inviato la controparte a «smetterla di urlare al lupo, perchè – come nella favola – nessuno ci crederà più all’ipotesi che il lupo arrivi realmente». La difesa di don Giorgio, insomma, non sembra assolutamente preoccupata dell’ipotesi di dover affrontare un nuovo contenzioso in sede civile. Anzi, l’invito alla controparte e di agire realmente e non limitarsi a proclami sulla stampa. «Le cause non si fanno per proclami pubblici – ha commentato ieri sera l’avvocato Alberto Valenti – ma davanti ai tribunali. Solo in quella sede e non sulla stampa siamo pronti ad attendere il lupo che si dimosterà molto più mansueto di quanto si minacci». Secondo lo stesso avvocato Valenti un eventuale coinvolgimento della Curia non sarà facile perchè sarà «necessario dimostrare una sorta di consapevole responsabilità da parte delle strutture della Chiesa». I legali della parte civile sono convinti del contrario ed intendono procedere codice civile alla mano. Il contenzioso legale su don Giorgio è dunque destinato a proseguire ancora a lungo in altra sede. (ma.be.)


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Pedopornografia: le foto nel PC del sacerdote scoperte dal tecnico dei computer. Che sfiga!

Il Giustiziere degli Angeli

Bolzano: pedopornografia, indagato parroco
08 ott 14:40 Cronache

BOLZANO – Indagato per detenzione di materiale pedopornografico il parroco di Castelbello in val Venosta, in provincia di Bolzano. Sul computer e nell’appartamento del sacerdote, il cinquantaseienne Peter Gschnitzer, sono state trovate numerose foto raffiguranti minorenni in pose erotiche. Il caso e’ stato scoperto da un tecnico informatico. A fine settembre, il prete aveva portato il suo pc in laboratorio per farlo riparare. Sul disco fisso il tecnico avrebbe trovato vari file con immagini pedopornografiche e ha subito informato le forze dell’ordine. In una successiva perquisizione nell’appartamento del parroco sarebbero stati trovati una decina di album fotografici sempre con lo stesso tipo di immagini. L’inchiesta dovra’ ora stabilire se queste foto sono state oggetto di scambi. (Agr)


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Don Ruggero Conti: il PM ricorrerà contro la concessione dei domiciliari

 Il Giustiziere degli Angeli 

Pedofilia/ Pm ricorrerà contro domiciliari a don Ruggero Conti
Il Gip: indagini dopo arresto hanno confermato accuse
Roma, 18 set. (Apcom) – Il pm Francesco Scavo è intenzionato a presentare ricorso al tribunale del riesame contro la decisione del gip del tribunale di Roma, Andrea Vardaro, con la quale due giorni fa sono stati concessi gli arresti domiciliari a don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di violenza sessuale continuata e aggravata, avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida.

Alla base dell’iniziativa del sostituto procuratore ci saranno due elementi: la possibile reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Don Conti – si argomenterà – è stato posto ai domiciliari in unità separata del ‘Centro Nazareth’, in via Portuense, ma detta struttura è comunque all’interno di diversi luoghi d’aggregazione della zona ed inoltre in pieno tessuto urbano. Qualora i giudici della libertà accogliessero l’istanza dell’ufficio dell’accusa il provvedimento non sarà esecutivo, perché potrà comunque essere impugnato dai difensori del sacerdote, gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro.

Il gip Vardaro, nel provvedimento con il quale ha concesso i domiciliari, scrive che comunque permangono sia i “gravi indizi” che le esigenze cautelari, e che “le indagini espletate dopo l’applicazione della misura hanno ulteriormente avvalorato la gravità del quadro”. La principale motivazione del parziale accoglimento dell’istanza dei legali di don Conti, “pur non rilevandosi una situazione di incompatibilità con il regime carcerario” rimangono quindi le condizioni di salute, l’ipertensione arteriosa di cui il sacerdote è affetto.

Le indagini su quanto avrebbe compiuto don Ruggero sono intanto andate a ritroso negli anni. Nel capo d’accusa il sacerdote, molto attivo nel sociale e coinvolto in prima persona in diversi progetti, sono attribuiti abusi su circa otto ragazzi, che all’epoca dei fatti erano minorenni. Ma il pm ha raccolto le testimonianze di molti altri giovani, ed alcuni episodi risalgono addirittura a 25 anni fa.

 

 


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Abusi su minori: il ragazzo conferma le accuse mentre al Bearzi si prega!

Il Giustiziere degli Angeli

Procura di Roma contro Sabina Guzzanti per “vilipendio” al papa.
La Procura di Roma, su iniziativa del procuratore generale Giovanni Ferrara e i pm Angelantonio Racanelli e Sergio Colaiocco, ha chiesto al Guardasigilli l’autorizzazione a procedere contro Sabina Guzzanti per “vilipendio” al papa, a causa della satira su Benedetto XVI durante la manifestazione “No Cav Day” dell’8 luglio. Invece per le frasi Beppe Grillo pronunciate nella stessa occasione contro il presidente della Repubblica Napolitano la stessa Procura ha chiesto al Gip l’archiviazione. UAAR

Papa Benedetto XVI

E sui siti ed i blog si scatenano opinioni contrastanti. Ma su agenzie giornalistiche si scatenano le solite beghe più politiche ed atte a screditare l’uno o l’altro partito che a parlare di quanto accade nel nostro ordinamento giuridico e, per quanto mi pare di sentire, più che altro a fare a gara a chi fà sentire di più la propria voce al Papa perchè si ricordi di lui/lei nelle sue preghiere serali. Insomma il solito stato italiano.

Ma qui si dà ancora spazio alle accuse di abusi sessuali mosse da un ragazzo contro un salesiano del Bearzi di Udine per aggiornare costantemente quanto accade attorno a questo caso.

Continua l’indagine sulle accuse al salesiano. Intanto ieri sera chiesa gremita al Bearzi per la veglia di preghiera
L’ex allievo: «Molestato un altro minore»
Il giovane ha raccontato ai carabinieri un ulteriore episodio che avrebbe coinvolto un ragazzino.

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Pedofilia: l’Istituto Salesiano Bearzi dichiara innocente il sacerdote accusato.

Il Giustiziere degli Angeli

L’istituto Salesiano del Bearzi di Udine si schiera dalla parte del sacerdote (sempre anonimo) accusato del reato di pedofilia. Don Dino Marcon scrive un comunicato che viene letto alla fine delle tre messe quotidiane  dove si sentono “addolorati” per le INFONDATE accuse mosse al sacerdote da quel ragazzo “problematico“. Viene fissata per questa sera una messa di VEGLIA per pregare per il dolore arrecato al confratello accusato. E le parole dell’arcivescovo Alfredo Battisti dicono: «Se c’è una persona che in tanti anni ha sempre ricevuto tutto il nostro aiuto, quella è proprio il ragazzo che oggi ci calunnia. E che getta così fango sull’istituto e sulle tante persone che, di giorno e di notte, lavorano al solo scopo di aiutare chi ne ha bisogno. Non ne capiamo la ragione, siamo allibiti e, soprattutto, respingiamo qualsiasi tipo di accusa». Intanto gli investigatori ritengono di avere raccolto riscontri positivi nella perquisizione al Bearzi e continuano le indagini serenamente.

GLI ARTICOLI DAI GIORNALI

In una lettera dall’altare il dolore del Bearzi
Messaggero Veneto – 08 settembre 2008 pagina 09 sezione: NAZIONALE

Molestie e pedofilia: le accuse dell’ex allievo dell’istituto nei confronti di un padre salesiano ha scosso il Bearzi. «Addolorata». La comunità religiosa udinese si definisce così in un testo preparato dal direttore, don Dino Marcon, e letto ieri mattina poco prima della conclusione di tutte e tre le messe celebrate nella chiesa dedicata al fondatore don Giovanni Bosco.

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Pedofilia: ho denunciato il prete affinchè questo non accada più. Intanto riceve minacce ed insulti.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Dino Marcon, direttore dell’istituto Bearzi, ha solo detto che le denunce sono “campate in aria” e che non capiscono come mai questo ragazzo le ha fatte visto quanto l’istituto lo ha sempre aiutato. Come se aiutare una persona in difficoltà  deve necessariamente tappargli la bocca sul resto! Aspettiamoci anche qui (appena svelato il nome del “don”) fiaccolate, blog amici del prete e la ormai storica frase “finirà tutto in una bolla di sapone”. Intanto si legge sul Gazzettino Online cosa racconta il ragazzo che ha denunciato il salesiano, anche dopo che ha ricevuto minacce ed insulti.

Ha ventisette anni, è nato in Eritrea: «Mi sono successe cose che non posso dimenticare. C’è un video con le prove»
«L’ho denunciato perché non accada più»
Parla il giovane che accusa un salesiano di molestie sessuali: «Sono sereno e non ho paura»

Lui, racconta, è «uno che vive la notte». Un’esistenza «a marengo», per usare le sue parole, «di uno che si arrangia». Vuol dire «a remengo» e si corregge, ma va bene così. Perché, nella storia che racconta, le cose che stravolgono la visione “normale” del “giusto” e “sbagliato” sono molto più pesanti di un errore lessicale.
Camicia blu, jeans, la barba di qualche giorno e due cerchietti ai lobi delle orecchie, il ragazzo che ci siede di fronte in un bar della zona vicino alla stazione è lo stesso ragazzo che a marzo scorso è andato dai carabinieri del Nucleo investigativo coordinato dal tenente Fabio Pasquariello per raccontare la sua verità: ai militari ha riferito che avrebbe subìto presunti abusi sessuali quando, ancora minorenne, era ospite della casa famiglia del Bearzi di Udine, e ha anche denunciato una persona precisa, un salesiano. Accuse pesantissime, che starà all’inchiesta avviata dalla Procura verificare. Accuse che il ragazzo ripete davanti al bloc notes del cronista.

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Pedofilia: i tre vescovi e le tre scimmiette.

Il Giustiziere degli Angeli

tre scimmie

tre scimmie

La giornata sulle accuse di favoreggiamento emesse verso i Vescovi Maggiolini, Cantoni e Bedetti (rei di aver avvertito Don Stefanoni delle indagini su di lui per pedofilia) finisce con il silenzio assoluto dei tre davanti al magistrato di Como. Prima hanno parlato, ora tacciono ostinatamente.

(AGI) – Como, 4 set. – Anche il vescovo di Crema, Monsignor Oscar Cantoni, e l’ex Vicario generale della Curia di Como, Monsignor Enrico Bedetti, come gia’ aveva fatto nel primo pomeriggio il Vescovo Emerito di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere alle domande del magistrato inquirente. Contrariamente a Maggiolini, pero’, hanno lasciato il Palazzo di Giustizia dalla porta principale senza tuttavia rilasciare dichiarazioni ai numerosi giornalisti che li attendevano al varco. Soltanto Bedetti, nonostante i tentativi del suo avvocato di fiducia di impedirgli qualsiasi pronunciamento, si e’ lasciato andare a critiche presumibilmente riferibili a stampa e Procura, sostenendo che ‘nei nostri confronti vi e’ stata una palese e inammissibile violazione della privacy’. Null’altro. Ora dopo i ‘non interrogatori’ di oggi pomeriggio per poter sentire anche l’altra campana’, il sostituto Maria Vittoria Isella si appresta a chiudere il fascicolo d’inchiesta che vede indagati i tre monsignori per concorso in favoreggiamento nei confronti di don Mauro Stefanoni, condannato in primo grado a otto anni e a 150mila euro di risarcimento per violenze sessuali ai danni di un ragazzino all’epoca 14enne, con lieve disabilita’ mentale. Con tutta probabilita’ il magistrato procedera’ ad una citazione diretta in giudizio dei tre indagati ‘saltando’ la fase dell’udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare. (AGI)

Le vittime della pedofilia invece si comportano diversamente…

vedo-sent-parloo

vedo-sento-parlo


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Pedofilia: Vescovo Maggiolini non risponde alle domande del PM. La facoltà di non rispondere colpisce ancora!

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi in procura a Como, come descritto nel precedente articolo, dovevano comparire i tre vescovi accusati di favoreggiamento verso Don Stefanoni accusato e condannato, in primo grado, per il reato di pedofilia. Ed anche qui troviamo la frase “si è avvalso della facoltà di non rispondere” dovuta al silenzio del Vescovo Maggiolini. Forse ha parlato già troppo qui in terra ed ha avuto un segreto e personale colloquio con Dio (oltre a quello contestatogli con Don Stefanoni ovviamente!).

Silenzio

Silenzio

PEDOFILIA: CASO DON MAURO, VESCOVO MAGGIOLINI NON RISPONDE A PM

(AGI) – Como, 4 set.- Si e’ avvalso della facolta’ di non parlare il vescovo emerito di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini, comparso nel pomeriggio di oggi davanti al Sostituto procuratore Maria Vittoria Isella che lo accusa di concorso in favoreggiamento per aver informato don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio condannato a 8 anni e a 150mila euro di risarcimento per violenze sessuali su un 14enne affetto da lieve disabilita’ mentale, delle indagini in corso facendo in modo che, secondo la Procura lariana, don Mauro “correggesse” il suo modo di parlare al telefono e di comportarsi di conseguenza. Monsignor Maggiolini, all’epoca dei fatti era a capo della Diocesi comasca ed e’ stato iscritto sul registro degli indagati insieme a due suoi collaboratori dell’epoca: l’attuale vescovo di Crema, Monsignor Oscar Cantoni e l’ormai ex vicario generale della Curia di Como, Enrico Bedetti. Arrivato a Palazzo di Giustizia accompagnato dai due avvocati Carlo e Vittorio Rusconi e su una sedia a rotelle, sulla quale da tempo e’ costretto per le cure chemioterapiche cui e’ sottoposto da qualche anno, dopo l’asportazione di un polmone per un tumore, ci e’ rimasto giusto il tempo di formalizzare la decisione di non rispondere alle domande. Poi se ne e’ andato dalla porta sul retro cercando di “dribblare” fotografi e cameraman. Sono, invece, ancora all’interno del Palazzo di Giustizia gli altri due monsignori indagati. (AGI)


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Pedofilia: Maggiolini/Cantoni/Bedetti oggi in procura poichè indagati per favoreggiamento.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi nella procura di Como sono convocati i tre Monsignori accusati di favoreggiamento verso Don Stefanoni per averlo avvertito delle indagini che venivano fatte su di lui con l’accusa di pedofilia. Troverete questo e  questo articolo in cui ne parlo e rileggete anche l’ultima notizia sulle  motivazioni della condanna.

Spioni all'opera??

Spioni??

(AGI) – Como, 3 set. – Tre Monsignori in Procura a Como domani pomeriggio davanti al sostituto Maria Vittoria Isella, che li ha iscritti sul registro degli indagati per favoreggiamento personale nei confronti di don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio e Brienno. Don Mauro e’ stato condannato il 29 maggio scorso a 8 anni di reclusione e al pagamento di 150mila euro come risarcimento danni, perche’ ritenuto dal Tribunale lariano colpevole di violenze sessuali ai danni di un ragazzino con lieve disabilita’ mentale e all’epoca dei fatti, il 2004, appena 14enne. Davanti al magistrato dovrebbero sfilare l’ex Vescovo di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini, e i suoi collaboratori dell’epoca, Monsignor Oscar Cantoni (attuale Vescovo di Crema) e Monsignor Enrico Bedetti. A tirarli in ballo fu lo stesso imputato durante la sua deposizione davanti al collegio giudicante: a precisa domanda del Pm, rispose di aver saputo dell’indagine prima da Cantoni e Bedetti che lo avevano in Curia a Como, poi dall’allora capo della Diocesi lariana. Secondo il magistrato inquirente, che eredito’ la delicata inchiesta dal collega Vittorio Nessi, ora in servizio a Torino, quando Maggiolini parlo’ dell’inchiesta all’indagato quest’ultimo ancora non aveva ricevuto l’avviso di garanzia e si comportp’ poi in modo decisamente piu’ cauto soprattutto nei colloqui telefonici con un ragazzo di Ponte Tresa, nel Varesotto (dove don mauro ebbe altri problemi del tutto simili anche se la denuncia fu poi ritirata, ndr) il cui rapporto, come si legge nelle motivazioni di condanna a Don Mauro, e’ da ritenersi quantomeno equivoco. (AGI)


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Pedofilia / don Mauro Stefanoni: coerente e congruente la testimonianza del ragazzo che lo accusa di abusi sessuali.

Il Giustiziere degli Angeli

Trovate gli altri articoli sul caso Don Stefanoni qui e magari leggete anche quest’altro trovato in rete. 


«Il ragazzino violentato Non ha inventato nulla Il suo racconto è credibile»

HANNO CREDUTO alle testimonianze del ragazzo che ha subito gli abusi sessuali, un parrocchiano minorenne all’epoca dei fatti e affetto da una lieve infermità mentale, i giudici del Tribunale di Como che hanno condannato il 29 maggio scorso l’ex parroco di Laglio, don Mauro Stefanoni, a 8 anni di carcere e a 150mila euro complessivi di risarcimento. La motivazione della sentenza di primo grado, depositata nei giorni scorsi, in oltre cento pagine parla chiaro circa le valutazioni fatte dal collegio della sezione penale lariana presieduto dal giudice Alessandro Bianchi.

E DIVERSAMENTE non poteva essere vista l’entità della condanna, che lo ha giudicato colpevole di violenza sessuale ai danni di un minore – «psichicamente debole e bisognoso di affetto e cure, incapace di ribellarsi efficacemente ad un soggetto adulto circondato da rispetto» – e visto che la conoscenza dei fatti accaduti dipende soprattutto dalle dichiarazioni della vittima, anche se a corroborare la sentenza entrano anche riscontri diretti e indiretti. Nel corso del processo, quindi, il minore «ha rilasciato reiterate dichiarazioni in ordine all’accaduto che, valutate nel loro pieno contenuto e coordinate logicamente con le altre risultanze probatorie, hanno confortato l’impianto accusatorio», questo sebbene l’esposizione del giovane «sia sempre caotica, confusa».

PER I GIUDICI i particolari nuovi emersi durante il procedimento non sono mai stati «in tale contraddizione da mettere in discussione la veridicità del suo racconto», mentre alcune «incongruenze evidenti», hanno comunque trovato «adeguata spiegazione, tale da non compromettere l’attendibilità dell’intera narrazione».

IN PARTICOLARE, visto che il ragazzo si confessò inizialmente con dei compagni di scuola, per il collegio «appare alquanto strano e poco plausibile» che il giovane volle stupirli raccontando le proprie «prodezze», così come «l’invenzione fantasiosa di rapporti sessuali con un sacerdote richiederebbe una capacità intellettiva ed una rielaborazione tipiche di una persona matura» che per i giudici sono «sconosciute» al ragazzo.
In sostanza per il Tribunale il giovane ha confidato gli episodi contestati – che spaziano dall’estate del 2003 all’ottobre del 2004 – «in modo sufficientemente coerente e congruente, con una progressione logica e con contraddizioni non sostanziali e nei limiti impostigli dalla sua patologia». Non fantasia, quindi, né una malattia capace di «minare interamente la sua capacità di rapportarsi al reale» nei suoi racconti di abusi, reiterati, di vario tipo. E così per i giudici sono cadute le due principali argomentazioni difensive per contrastare la credibilità della parte lesa: il complotto della famiglia e l’invenzione del ragazzo, considerati «del tutto inconsistenti».

ilgiorno.ilsole24ore.com 02.sett.2008


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Pedofilia: orrori continui ai danni di bambini innocenti. Uno zio, un padre, un prete!!!

Il Giustiziere degli Angeli

Accade che l’ecuadoriano, di cui a  questo  articolo, ammette gli abusi e chiede al giudice di essere curato, un padre di Terni  abusa su una  spiaggia di Pescara di sua figlia di 8anni e viene arrestato! Nel frattempo esce un’alatra notizia dedicata al “clero” ed ai suoi (tantissimi ormai) preti predatori pedofili. Ma che razza di mondo schifoso stanno vivendo i nostri angeli??

Pedofilia: arrestato sacerdote a Sydney, accusato 30 reati
(ANSA) – SYDNEY, 14 AGO – Un prete cattolico ancora in servizio è stato arrestato oggi a Sydney accusato di 30 reati di aggressione a sfondo sessuale su minori risalenti agli anni ’70 e ’80. Lo ha reso noto la polizia del Nuovo Galles del sud precisando che il sacerdote, John Sidney Denham di 65 anni, è accusato di abusi contro 18 ragazzi di età fra 11 e 17 anni, commessi nell’area di Newcastle, 160 km a nord di Sydney.

La speciale task force della polizia del Nuovo Galles del sud aveva indagato sulle accuse mosse contro il sacerdote dopo una prima denuncia presentata lo scorso aprile. Padre Denham, a cui é stata negata la libertà su cauzione, è stato rinviato a giudizio al primo ottobre davanti al tribunale centrale di Newcastle.

Secondo la polizia, gli abusi sono stati commessi nella scuola media S. Pio X di Adamstown e successivamente in due parrocchie rurali dello stato. Gli investigatori hanno ricevuto valida assistenza dalla diocesi di Newcastle della chiesa cattolica, ha sottolineato un portavoce della polizia.

Domenica scorsa nella cattedrale di Newcastle, davanti a una congregazione di 500 persone che comprendevano vittime e loro familiari, esponenti politici e religiosi, il vescovo dell’arcidiocesi Michael Malone, applaudito dai fedeli, aveva chiesto perdono alle vittime. Anche, aveva detto, per i suoi propri errori nell’affrontare la questione. L’iniziativa, che non ha precedenti in Australia, ha fatto seguito alle scuse del pontefice, Benedetto XVI, alle vittime, il mese scorso a conclusione della Giornata mondiale della gioventù a Sydney.

 


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Pedofilia: Don Ruggero e le motivazioni del riesame che lo tiene in carcere.

Il Giustiziere degli Angeli

NON COMMENTO

Confermate le accuse di pedofilia a don Ruggero – Il Riesame: «Impressionante numero di abusi»

IlMessaggero.it – ROMA (6 agosto) – «Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori».

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Pedofilia: Don Mologni si dice vittima di esseri malvagi!!!

Il Giustiziere degli Angeli

Le ho già sentite queste frasi! molte volte! Ci sono sempre dei malvagi, secondo i sacerdoti accusati di pedofilia ed i loro difensori, che ordiscono e tramano per distruggere loro e la chiesa! per ora leggiamo le parole di Don Mologni ma certamente poi leggeremo…è un complotto, gente invidiosa, io lo conosco bene, chi lo risarcirà del torto subito?, è innocente!… ed alle vittime toccherà altro fango!!

La storia infinita!!

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Pedofilia: sul caso Don Ruggero Conti il web batte i giornalisti!!

Il Giustiziere degli Angeli

Sul giornale “La Repubblica” di oggi compare in cronaca di Roma questo titolo: “Pedofilia, ora si indaga su altri preti” Su un blog nuove accuse a don Ruggero, così abusò di me 25 anni fa”.

Infatti il giornale riporta stralci della lettera che un ragazzo affida ai lettori di un blog! Non cita il nome del blog ovviamente il giornalista Bisso ma io si: http://wildgreta.wordpress.com/. Avevo anche io citato il caso di questa lettera in questo precedente articolo. Insomma, in questo caso, il web e la sua diffusione è stato un passo avanti nell’informazione! Inoltre, per ulteriormente informare, bisogna dire che ad oggi le persone che accusano Don Conti sono 11 (UNDICI) e che il ragazzo che ha inviato la lettera a Wildgreta  ha già reso testimonianza di fronte agli inquirenti.

WILDGRETA

WILDGRETA


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Don Ruggero Conti: il web si scatena tra accuse e difese!

Il Giustiziere degli Angeli

Molte sono le persone che scrivono sul web in merito al caso “Don Ruggero”. La differenza tra colpevolisti ed innocentisti si nota nei toni dei commenti e viene fuori, da chi lo difende una rabbia, una volgarità e, spesso, un’accusa verso chi fà informazione! Perchè? come mai chi difende Don Ruggero lo definisce “SANTO” e chiama noi “DIAVOLI” augurandoci l’inferno?  Un ragazzo scrive una lettera a questo blog amico portando indietro il caso agli anni ’70/’80 e, nonostante dichiari di aver subito degli abusi proprio da Don Ruggero, il tono con cui racconta la sua verità non ha in sè niente di arrogante o volgare. Continuiamo a dire che le indagini le fà la magistratura e non le persone comuni! Ognuno poi può avere una propria opinione, certo, ma è sbagliato gridare “innocente” gettando fango e discredito sulle “vittime” (sette ad oggi): meglio aspettare!! Le persone che hanno dichiarato davanti al PM di aver subito abusi, a quale scopo metterebbero il proprio nome e la propria persona su una strada lunga, dolorosa, che racconta e ricorda? il silenzio della vergogna deve essere distrutto da ognuno di noi per non sentirci domani colpevoli davanti a nuove vittime!!!

Lunga la strada

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Don Ruggero Conti: un ragazzo accusa… una lettera al Vescovo senza esito ed i murales cancellati.

Il Giustiziere degli Angeli

Mentre il Papa a Sydney dice che i sacerdoti che si sono “macchiati” di abusi (su minori e non) devono essere affidati alla giustizia e che bisogna aiutare le vittime, il caso di Don Ruggero Conti continua a raccontarci di come il clero non è intervenuto per proteggere le vittime ne per evitare che ce ne fossero altre! Questo quanto racconta una presunta (?) vittima. Nella foto una ipotesi “generica” di quei murales che un altro ragazzo ricorda di aver visto scritti sui muri circa 4 anni fà.

MURALES

MURALES

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