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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Pedofilia: Don Ruggero Conti nel centro di un complotto? Ci spieghi perchè!

Il Giustiziere degli Angeli

Per leggere gli articoli del blog su questo caso cliccare qui sotto:

DON RUGGERO CONTI: il caso

Pedofilia, don Conti in tribunale – “Accuse costruite contro di me”

Il sacerdote arrestato nel 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi 10 anni di 7 bambini respinge le accuse. L’associazione da parte della vittime chiama in causa il vescovo Reali

“Accuse costruite abilmente contro di me”. Così don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, ha risposto alle domande del pubblico ministero Francesco Scavo nel corso dell’udienza del processo in cui il sacerdote è accusato di violenza sessuale. “Respingo tutte le accuse che sono state costruite contro di me da don Claudio Brichetto” (viceparroco all’epoca dei fatti, ndr.) e da alcuni parrocchiani, ha affermato Conti. Il sacerdote avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008 quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma. Continua a leggere


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Francesco Zanardi – Anamnesi di una vittima… della pedofilia!

Il Giustiziere degli Angeli

Torna a scrivermi Francesco Zanardi e pubblico interamente il quanto affinchè il disgusto verso la pedofilia ed i pedofili vi prenda lo stomaco e vi spinga ad agire. Grazie Francesco!


Questo documento in formato web corredato di filmati è disponibile all’indirizzo:

Anamnesi di una vittima

«Mai avere una relazione con bambini ricchi»

« Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo [...] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure [...] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia… saremo felici per sempre [...] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai. »

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Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.

Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze  –  Articolo

L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.


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Pedopornografia on-line: uno psicologo che insegnava educazione fisica nelle scuole (?) ed un sacerdote che insegnava…

Il Giustiziere degli Angeli

Pedopornografia on-line: l’operazione di polizia postale (partita su segnalazione della polizia tedesca) porta alla denuncia di 23 persone in tutta Italia ed all’arresto di altre 3. Tra le persone arrestate troviamo anche uno “psicologo” che, nel tempo libero presta la sua opera nelle scuole come insegnante di ginnastica. E mi trovo a dover ribadire di nuovo che sulle persone che accedono a vario titolo nelle scuole c’è una disattenzione indescrivibile. Ma su questo caso, di cui si avranno poi nel tempo sicuramente altri dettagli, ci troviamo un SACERDOTE. Ma vah! è stupefacente! ma quando mai un ministro di Dio fà certe cose? sicuramente non è  suo il PC su cui sono state rinvenute foto e filmati di tale genere… E, strano ma vero, ci troviamo pure alcune persone che avevano precedenti per lo stesso reato ed un personaggio già arrestato in passato per turismo sessuale nello Sri Lanka.

Mi viene quasi da ridere al pensiero che i pazzi siamo noi che vediamo pedofili dappertutto. Ma vah!!

OPERAZIONE DELLA POLIZIA POSTALE SULLA RETE: IN MANETTE TRE INSOSPETTABILI, TRA LORO ANCHE UNO PSICOLOGO

Foto pedopornografiche in canonica finisce nei guai parroco della Granda

Federica Cravero

Il sacerdote ha tentato di impedire agli agenti di entrare e ne ha ferito uno chiudendo la porta

Anche un sacerdote del Cuneese è rimasto impigliato nella rete della maxioperazione contro la pedopornografia online coordinata dalla polizia postale del compartimento Piemonte e Valle d´Aosta e dalla procura di Torino, che in tutta Italia ha portato a 23 denunce e tre arresti: uno psicologo milanese che lavorava nelle scuole e che insegnava educazione fisica per conto di un´associazione di genitori e due studenti di medicina di Roma, uno dei quali già tirocinante in ospedale. Tra gli indagati alcuni avevano precedenti per gli stessi reati e uno, in particolare, era stato arrestato in Sri Lanka per turismo sessuale.

Due le perquisizioni in Piemonte. Nei giorni scorsi i poliziotti hanno fatto irruzione in una parrocchia della Granda: il prete ha tentato di impedire l´ingresso degli agenti, chiudendo la porta della canonica, ma un poliziotto è riuscito a infilare il piede, rimanendo ferito, e ad aprire un varco. Nella casa parrocchiale la squadra informatica della polizia postale ha trovato il computer in cui il sacerdote, che è stato denunciato a piede libero, conservava foto e filmati, che scaricava e scambiava su Internet.

Quella appena conclusa è la seconda tranche di un´inchiesta, iniziata tre anni fa dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal sostituto procuratore Stefano Demontis, che già nel 2008 aveva portato a una sessantina di perquisizioni in tutta la penisola. Tutto era iniziato, ha spiegato il procuratore capo Giancarlo Caselli, quando la polizia tedesca si era infiltrata in un sito web in cui i pedofili si scambiavano video e fotografie che ritraevano bambini e bambine anche piccolissimi in atteggiamenti osceni e scene di abusi e violenze. Un sito piuttosto esclusivo, se così si può dire, per accedere al quale occorreva dimostrare, come biglietto da visita, di avere nel proprio hard disk un vasto materiale da scambiare. Meglio se inedito nel mondo della pedofilia online e autoprodotto, ovvero frutto di filmini casalinghi in cui spesso le vittime sono figli o amici di famiglia. E c´era anche un agghiacciante forum di discussione, in cui gli utenti chattavano in inglese tra di loro commentando la qualità delle immagini e stilando una sorta di classifica delle perversioni. «È inquietante che le persone che hanno questo genere di “interesse” spesso abbiano a che fare anche per lavoro con minorenni», spiega Pietro Forno.

In sette giorni di attività di investigatori tedeschi avevano individuato un milione di indirizzi ip, fornendo alle autorità italiane quelli rintracciabili nel nostro territorio. L´inchiesta era stata affidata alla polizia postale di corso Tazzoli, che ha scremato tra quella moltitudine di persone chi aveva fatto un accesso casuale al sito e chi invece era un utilizzatore abituale di quel materiale, affidando poi alle diverse procure le deleghe per le perquisizioni nelle altre città.

(22 ottobre 2009) LINK


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Pedofilia: Don Giorgio Carli e la citazione in giudizio della Curia .

Il Giustiziere degli Angeli

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LINK articolo Repubblica

Don Giorgio, ora sarà citata la Curia –

Alto Adige — 24 settembre 2009 pagina 19 sezione: CRONACA

BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote finito sotto processo per presunte violenze sessuali nei confronti di una parrocchiana (al tempo dei fatti bambina) non ha ancora provveduto a pagare il risarcimento alla parte lesa previsto dalla sentenza penale passata in giudicato. Si tratta di 700 mila euro che il sacerdote (che si è sempre dichiarato innocente) non può e non intende pagare. A questo punto i legali di parte civile (Gianni Lanzinger e Arnaldo Loner) stanno preparando una nuova citazione in sede civile che coinvolgerà, così come più volte prospettato, anche la Curia dato che don Giorgio avrebbe commesso le violenze sessuali approfittando della sua posizione di religioso e di «ministro di culto». Ricordiamo che la sentenza della Cassazione ha riconosciuto, di fatto, don Giorgio responsabile delle violenze sessuali perpetrate per anni ai danni della bambina ma è stato graziato dalla prescrizione. Proprio per effetto di quella sentenza (che ha però confermato tutti gli obblighi del sacerdote sotto il profilo risarcitorio alla parte lesa) ora come detto la Curia ed il prete si trovano a dover affrontare la richiesta di pagamento effettivo del risarcimento dovuto, circa 700 mila euro. La nuova causa in sede civile per ottenere il pagamento della somma farò riferimento proprio alla sentenza penale confermata dalla Cassazione e agli effetti dell’articolo 2043 del codice civile che prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». La Curia, invece, verrà chiamata in causa per effetto dell’articolo 2049 sempre del codice civile riguardante la responsabilità del datore di lavoro in merito ai danni provocati con fatti illeciti da dipendenti diretti. La Chiesa, dunque, verrebbe considerata responsabile in solido in quanto gli abusi avvennero (secondo la sentenza penale ormai passata in giudicato) nell’espletamento del ruolo di educatore religioso del sacerdote. «Da parte del sacerdote e della Curia non è arrivato neppure il minimo segnale di voler risarcire» hanno puntualizzato gli avvocati di parte civile. I legali di don Giorgio Carli (Alberto Valenti e Flavio Moccia) avevano più volte affermato che non sarebbe stato versato un centesimo. «Siamo pronti ad affrontare un nuovo processo in sede civile» ha detto ieri sera l’avvocato Alberto Valenti il quale, però, ha inviato la controparte a «smetterla di urlare al lupo, perchè – come nella favola – nessuno ci crederà più all’ipotesi che il lupo arrivi realmente». La difesa di don Giorgio, insomma, non sembra assolutamente preoccupata dell’ipotesi di dover affrontare un nuovo contenzioso in sede civile. Anzi, l’invito alla controparte e di agire realmente e non limitarsi a proclami sulla stampa. «Le cause non si fanno per proclami pubblici – ha commentato ieri sera l’avvocato Alberto Valenti – ma davanti ai tribunali. Solo in quella sede e non sulla stampa siamo pronti ad attendere il lupo che si dimosterà molto più mansueto di quanto si minacci». Secondo lo stesso avvocato Valenti un eventuale coinvolgimento della Curia non sarà facile perchè sarà «necessario dimostrare una sorta di consapevole responsabilità da parte delle strutture della Chiesa». I legali della parte civile sono convinti del contrario ed intendono procedere codice civile alla mano. Il contenzioso legale su don Giorgio è dunque destinato a proseguire ancora a lungo in altra sede. (ma.be.)


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Pedopornografia: le foto nel PC del sacerdote scoperte dal tecnico dei computer. Che sfiga!

Il Giustiziere degli Angeli

Bolzano: pedopornografia, indagato parroco
08 ott 14:40 Cronache

BOLZANO – Indagato per detenzione di materiale pedopornografico il parroco di Castelbello in val Venosta, in provincia di Bolzano. Sul computer e nell’appartamento del sacerdote, il cinquantaseienne Peter Gschnitzer, sono state trovate numerose foto raffiguranti minorenni in pose erotiche. Il caso e’ stato scoperto da un tecnico informatico. A fine settembre, il prete aveva portato il suo pc in laboratorio per farlo riparare. Sul disco fisso il tecnico avrebbe trovato vari file con immagini pedopornografiche e ha subito informato le forze dell’ordine. In una successiva perquisizione nell’appartamento del parroco sarebbero stati trovati una decina di album fotografici sempre con lo stesso tipo di immagini. L’inchiesta dovra’ ora stabilire se queste foto sono state oggetto di scambi. (Agr)


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Don Ruggero Conti: il PM ricorrerà contro la concessione dei domiciliari

 Il Giustiziere degli Angeli 

Pedofilia/ Pm ricorrerà contro domiciliari a don Ruggero Conti
Il Gip: indagini dopo arresto hanno confermato accuse
Roma, 18 set. (Apcom) – Il pm Francesco Scavo è intenzionato a presentare ricorso al tribunale del riesame contro la decisione del gip del tribunale di Roma, Andrea Vardaro, con la quale due giorni fa sono stati concessi gli arresti domiciliari a don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di violenza sessuale continuata e aggravata, avvenuti nell’arco degli ultimi dieci anni, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa ‘Natività di Maria Santissima’, in via di Selva Candida.

Alla base dell’iniziativa del sostituto procuratore ci saranno due elementi: la possibile reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Don Conti – si argomenterà – è stato posto ai domiciliari in unità separata del ‘Centro Nazareth’, in via Portuense, ma detta struttura è comunque all’interno di diversi luoghi d’aggregazione della zona ed inoltre in pieno tessuto urbano. Qualora i giudici della libertà accogliessero l’istanza dell’ufficio dell’accusa il provvedimento non sarà esecutivo, perché potrà comunque essere impugnato dai difensori del sacerdote, gli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro.

Il gip Vardaro, nel provvedimento con il quale ha concesso i domiciliari, scrive che comunque permangono sia i “gravi indizi” che le esigenze cautelari, e che “le indagini espletate dopo l’applicazione della misura hanno ulteriormente avvalorato la gravità del quadro”. La principale motivazione del parziale accoglimento dell’istanza dei legali di don Conti, “pur non rilevandosi una situazione di incompatibilità con il regime carcerario” rimangono quindi le condizioni di salute, l’ipertensione arteriosa di cui il sacerdote è affetto.

Le indagini su quanto avrebbe compiuto don Ruggero sono intanto andate a ritroso negli anni. Nel capo d’accusa il sacerdote, molto attivo nel sociale e coinvolto in prima persona in diversi progetti, sono attribuiti abusi su circa otto ragazzi, che all’epoca dei fatti erano minorenni. Ma il pm ha raccolto le testimonianze di molti altri giovani, ed alcuni episodi risalgono addirittura a 25 anni fa.

 

 

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