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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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Rignano Flaminio: il 12 dicembre inizia il processo d’appello.

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La terza Corte d’Appello di Roma prenderà in esame a cominciare dal 12 dicembre prossimo il processo di secondo grado per le presunte violenze sessuali che tra il 2005 e il 2006 avrebbero subito i bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. A rivolgersi ai giudici di secondo grado per contestare l’assoluzione, con formula piena, delle 5 persone processate (le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Candida Magalotti nonché la bidella Cristina Lunerti e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello, autore di testi televisivi), sono stati il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e l’avvocato Carlo Taormina, per alcune delle parti civili.

 

Il nostro ordinamento giuridico (vale la pena ricordarlo) prevede ben TRE gradi di giudizio e, sino a quando questi non si sono conclusi, si è sia INNOCENTI sia COLPEVOLI almeno per quanto riguarda la legge. Ben altra cosa ovviamente è la convinzione personale delle persone  che ultimamente mi sono permessa di lasciar esprimere liberamente anche qui. Tant’è che troverete due commenti (presumibilmente della stessa persona) a cui però voglio dire una piccola cosa: se si vuole rivolgere a persone adulte come Lei faccia come crede ma non si permetta di offendere dei bambini perché può solo dimostrare il suo livello di povertà morale e sociale e non ci fa una bella figura.

Per quanto attiene ai “calci in culo” che Lei cita Le dedico questa bellissima foto antica che ricorda a tanti la propria infanzia dove si aspettavano i giostrai per fare appunto un giro su queste spettacolari giostre per acchiappare il nastro e farsi ancora un giro gratis.

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Rignano Flaminio: il processo si svolgerà regolarmente!

Il Giustiziere degli Angeli

Il processo per abusi sessuali sui 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgerà regolarmente. Con un provvedimento d’urgenza il CSM ha revocato lo spostamento della componente del collegio giudicante Marzia Minutillo Turtur. 

Rignano Flaminio/ Vietti, processo si svolgera’ regolarmenteMartedi, 5 Luglio 2011 – 21:05

Il processo sui presunti abusi sessuali ai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgera’ regolarmente e non dovra’ ripartire da zero cosi’ come si era ipotizzato per la collocazione fuori ruolo, per consentire di far parte della commissione per il concorso in Magistratura, di uno dei giudici del Collegio, Marzia Minutillo Turtur. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti revocato la decisione di mettere ‘fuori ruolo’ il giudice. “E’ difficile avere il quadro delle esigenze dei processi di ogni magistrato – ha detto il vice presidente del Csm, Michele Vietti, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1 – della loro qualita’ e quantita’. Quando ci siamo resi conto che per i fatti di Rignano il processo rischiava di ricominciare da capo il comitato di presidenza del Csm ha chiesto alla Commissione di restituire questo magistrato al suo processo”.

LINK Affari Italiani


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Rignano Flaminio: riparte da zero il processo per abusi sui bambini dell’asilo.

Il Giustiziere degli Angeli

La notizia è stata battuta da molte agenzie pochi minuti fa: riparte da zero il processo a Tivoli per gli abusi su 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere dell’anno scolastico 2005/2006. Poche settimane fa ci giungeva notizia (LINK) del fatto che una componente del collegio giudicante (Marzia Minutillo Turtur) è stata richiamata dal CSM per un “importante e delicatissimo” incarico: partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura! Gli avvocati che difendono gli indagati oggi potevano comunque dirsi “disposti ad utilizzare e salvare quanto fino ad ora fatto in udienza”….invece gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno (difensori dei coniugi Scancarello) hanno detto NO: ricominciamo da capo facendo di nuovo testimoniare le famiglie dei piccoli! Stranamente gli altri avvocati degli indagati non sono d’accordo con lo Studio Coppi e vorrebbero invece procedere celermente verso la fine del processo. Dico “stranamente” in quanto, generalmente, in questo tipo di processi in cui gli accusati sono più d’uno, gli avvocati difensori tendono ad adottare la stessa strategia. Socialmente certo la posizione degli Scancarello è ben diversa da quella degli altri: loro si sono trasferiti immediatamente a Roma e non vivono più nel paese dei “Guelfi e Ghibellini” dove la divisione tra innocentisti e colpevolisti pesa invece sul quotidiano delle altre maestre! I genitori dei bambini che erano in attesa della decisione di oggi davanti al Tribunale, intanto dichiaravano di prevedere (nel caso in cui si stabilisse di riiniziare da capo il processo) un sit-in di protesta permanente davanti a Palazzo dei Marescialli, sede del CSM. Appoggio la loro protesta ma non mi faccio illusioni: questa è l’Italia che abbiamo contribuito a fare anche noi e dove le proteste dei cittadini sono solo un fastidioso rumore!

 

Rignano/ Divergenze tra le difese ma processo parte da zero

Il processo in corso a Tivoli, per gli abusi sessuali compiuti sui 19 bimbi che nell’anno scolastico 2005-06 frequentarono la scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, ripartira’ da zero. La circostanza era nota da diverse settimane ma oggi il tribunale ha comunicato ufficialmente alle parti che il collegio e’ precario da quando il giudice Marzia Minutillo Turtur e’ stato messo fuori ruolo dal Csm per poter seguire i lavori della commissione di esame al concorso in magistratura. Preso atto del problema, tutti gli avvocati delle parti in causa si sono detti disposti a utilizzare (e a salvare) quanto fatto finora in udienza, ad eccezione di Roberto Borgogno che, assieme a Franco Coppi, difende i coniugi Patrizia Del Meglio (maestra) e Gianfranco Scancarello (autore televisivo). Per Borgogno, data la delicatezza e la complessita’ della materia che ha praticamente diviso a meta’ un paese tra innocentisti e colpevolisti, e’ doveroso che il nuovo giudice ascolti ‘dal vivo’ quanto hanno sinora raccontato nelle varie udienze a porte chiuse i genitori dei bimbi coinvolti nelle presunte violenze. Quella di oggi, di fatto, segna la prima, vera, divergenza tra gli avvocati delle difese da quando ha preso il via l’inchiesta. L’auspicio del presidente Mario Frigenti e’ che, entro il 13 luglio, data della prossima udienza, un nuovo magistrato possa essere assegnato dal Csm cosi’ da poter formulare un nuovo calendario e formalizzare la rinnovazione dibattimentale attraverso una nuova convocazione dei genitori fin qui ascoltati. Contrariamente alle previsioni piu’ nere della vigilia, il mancato consenso dell’avvocato Borgogno fara’ slittare di pochi mesi il processo che era cominciato nel settembre dello scorso anno. Oltre ai coniugi Scancarello-Del Meglio sono sul banco degli imputati anche le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e la bidella Cristina Lunerti. Violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza, sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali.

(LINK)


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Asilo Abba di Brescia: assolto il bidello accusato di abusi sui bambini.

Il Giustiziere degli Angeli

Correva l’anno 2002! Processi – condanne, processi – assoluzioni, ri-processi e sono passati quasi 10 anni dai fatti contestati. Ieri l’assoluzione per il bidello accusato di abusi sessuali su quattro bimbi dell’asilo Abba di Brescia: la procura generale ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e l’assoluzione di ieri non è definitiva. “Quanto e come ha pesato nel giudizio l’assoluzione nell’altro asilo bresciano Sorelli?” qualcuno si domanda. E poi “era stata chiesta una perizia psico-diagnostica sulla bambina (ora ragazza) che aveva mosso le prime accuse, ma il perito incaricato aveva stabilito che non era possibile stabilire se dieci anni fa la piccola fosse stata in grado di testimoniare”. Vorrei solo capire “se e come” si è stabilita la testimonianza dei bambini. Vorrei capire cosa hanno stabilito le perizie sui piccoli, cosa hanno raccontato con le loro parole, cosa è stato stabilito dalle perizie medico-legali… Ma immagino che i bambini siano stati etichettati come “bugiardi” o come bambini programmati da “genitori ansiosi” con dei falsi ricordi. Questa è la verità di un processo! La verità dei fatti risiede in luoghi segreti e, nè con condanne nè con assoluzioni, a noi ci sarà mai data di sapere…. la sanno solo loro.

Milano, assolto il bidello ”Nessun abuso all’Abba”

Assolto perchè il fatto non sussiste. I giudici della terza sezione della corte d’appello di Milano hanno assolto il bidello accusato di aver abusato di quattro bambini che frequentavano la scuola materna comunale «Abba» dell’Oltremella. Per i giudici milanesi nella scuola materna non c’è stato alcun abuso, il bidello non è l’«orco» che per l’accusa meritava una condanna a 15 anni. IL VERDETTO è stato pronunciato ieri pomeriggio, poco dopo le 15, dopo un paio d’ore di camera di consiglio. Ad attendere la sentenza i difensori del bidello, gli avvocati Patrizia Scalvi, Maria Grazia Lanzanova e Guglielmo Gullotta, mentre l’imputato – provato da un iter giudiziario che si protrae da quasi dieci anni – non se l’è sentita di raggiungere la corte d’appello nel tribunale di Milano e ha preferito attendere a casa l’esito dell’ennesimo processo d’appello. Erano da poco trascorse le 15 quando il telefono ha squillato a casa del bidello: la moglie e la figlia sono sobbalzate, per tutti questi anni hanno fatto coraggio al loro caro, hanno fermamente creduto nella sua innocenza. È stata la signora ad afferrare per prima il ricevitore. E subito è scoppiata in lacrime. «TI HANNO ASSOLTO» ha urlato al marito che a sua volta si è commosso. La notizia ha subito fatto il giro dei parenti, dei fratelli del bidello che non gli hanno mai negato il loro sostegno e che per tutto il tempo dell’inchiesta e dei processi hanno cercato di mettere in evidenza le contraddizioni delle indagini, l’assoluta mancanza di prove. Ieri per tutti è stata una vittoria. Anche se la procura generale ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e l’assoluzione di ieri non è definitiva. L’avvocato Patrizia Scalvi confida che il processo di ieri sia l’ultimo: «Spero che questa assoluzione sia l’ultima pronuncia dei giudici su una vicenda incredibile». L’INCUBO per il bidello dell’«Abba» aveva preso il via nel 2002: il 22 marzo gli uomini della squadra Mobile avevano bussato alla porta di casa e l’avevano portato via in manette. Destinazione Canton Mombello, cella di isolamento per le accuse infamanti. L’inchiesta che aveva portato all’arresto del bidello aveva preso il via quando la mamma di una bambina, che frequentava una sezione della scuola materna dell’Oltremella, aveva sporto denuncia preoccupata per i comportamenti anomali della piccola. Il bidello era finito tra i sospettati: piccolo, con capelli e baffi scuri, occhiali fumè per nascondere un problema a un occhio, doveva aver colpito negativamente alcuni dei bambini che frequentavano la scuola. A peggiorare la situazione del bidello aveva contribuito anche il difficile rapporto che si era creato nell’ambiente di lavoro. Il dipendente comunale era spesso oggetto di critiche da parte delle insegnanti, gli contestavano esecuzioni di lavoro non perfette. Lo stesso bidello non amava lavorare all’asilo e aveva chiesto più volte, ma senza successo, di essere trasferito ai servizi cimiteriali. SUL BANCO degli imputati il bidello era finito insieme alla coordinatrice scolastica e a due ausiliarie. In primo grado, il 3 dicembre del 2004, il bidello era stato condannato a 15 anni, una delle ausiliarie a 10 anni e 6 mesi, mentre le altre due imputate erano state assolte. In appello – il primo – la pena del bidello era stata ridotta a 13 anni, mentre l’ausiliaria era stata assolta. Era venuta a cadere l’accusa di abusi di gruppo sui bambini dell’asilo, il bidello era rimasto l’unico «mostro» dell’inchiesta. Nel settembre 2007 la Cassazione aveva accolto il ricorso dei difensori e disposto un nuovo appello. Il bidello era ricomparso davanti ai giudici della corte d’appello di Brescia (una sezione diversa da quella del primo appello) ed era stato assolto. La procura generale aveva presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione. Nel maggio del 2010 i giudici romani avevano accolto il ricorso della procura generale disponendo un nuovo appello. Il terzo. Appello a Milano per il bidello, quindi, non essendoci altre sezioni disponibili nella corte d’appello di Brescia.

IL PROCESSO MILANESE era iniziato con un immediato rinvio lo scorso ottobre. A febbraio le parti erano tornate in aula: era stata chiesta una perizia psico-diagnostica sulla bambina (ora ragazza) che aveva mosso le prime accuse, ma il perito incaricato aveva stabilito che non era possibile stabilire se dieci anni fa la piccola fosse stata in grado di testimoniare. Il 24 maggio il pg aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. Ieri l’assoluzione, la seconda in appello. Dopo dieci anni di profondo incubo. LINK


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Pedofilia: nuovo processo per Don Marco Baresi

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto un ultimo aggiornamento sul caso Don Marco Baresi (ARTICOLI DEL BLOG QUI’)

La Cassazione: per Don Baresi un appello bis, ma parziale

IL PROCESSO. Accolto in parte il ricorso della difesa: nuova discussione ma solo sui fatti dopo il dicembre 2004. Gli abusi ci sono stati e anche la diffusione di files hard ma i giudici devono approfondire un determinato periodo.

Un nuovo processo d’appello per don Marco Baresi, l’ex vicerettore del Seminario diocesano condannato in secondo grado a 7 anni e 6 mesi per violenza sessuale su un ragazzino e per diffusione di materiale pedopornografico. Lo ha disposto la Cassazione che l’altro giorno, dopo una infinta camera di consiglio, ha parzialmente accolto il ricorso delle difese, annullando la sentenza con rinvio a una diversa sezione della corte d’appello, ma solamente per i fatti contestati successivi a dicembre 2004. Un «successo» a metà per la difesa, gli avvocati Stefano Lojacono e Luigi Frattini, che sostengono l’assoluta innocenza del sacerdote: l’annullamento solo per un aspetto è, in sostanza, conferma degli abusi (almeno fino al dicembre 2004) e della diffusione di files pedopornografici.

PER I GIUDICI della Cassazione alcuni aspetti vanno rivisti e proprio su questi si concentreranno i giudici della corte d’appello di Brescia, senza entrare nel merito dei fatti contestati prima del dicembre 2004.

Don Baresi, che sta ancora scontando gli arresti domiciliari nella comunità delle Suore operaie di Botticino, ha saputo ieri mattina della decisione dei giudici romani e l’ha accolta con serenità.

Nel primo processo d’appello, il 16 giugno dello scorso anno, il sacerdote era stato condannato a 7 anni e mezzo. I giudici avevano confermato completamente, senza alcuno sconto, la condanna di primo grado del 20 maggio 2009.

LA VICENDA era iniziata il 27 novembre 2007 creando non poco scalpore: don Marco Baresi era stato prelevato dal Seminario di via Bollani, dove era vicerettore, e portato in isolamento nel carcere di Canton Mombello. Sull’ordinanza di custodia cautelare un’accusa da brivido: violenza sessuale su minore e diffusione di materiale pedopornografico. In cella don Baresi era rimasto solo per una notte, il giorno successivo all’arresto il gip Silvia Milesi aveva accolto la richiesta dei difensori e concesso gli arresti domiciliari. Il sacerdote era tornato a casa dei genitori e aveva atteso il processo con il sostegno dei familiari, ma soprattutto di un gruppo di giovani che aveva creato in Rete il sito «FreeDon» per dimostrare l’innocenza del sacerdote e chiedere la sua assoluzione. Anche ieri il gruppo ha ribadito «Chi condanna don Marco, condanna un innocente».

A inchiodare don Marco c’erano le accuse di un ragazzo che due anni prima dell’arresto, in cura da una psicologa, si era confidato raccontando di aver avuto rapporti sessuali con il sacerdote quando frequentava le medie al Seminario e non aveva ancora compiuto 14 anni. Dalla scuola del Seminario il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi, ma in precedenza non aveva raccontato nulla. La psicologa, ricevuta la confidenza, aveva subito avvisato i genitori del ragazzino che si erano rivolti alla polizia. La credibilità del ragazzino era stata valutata da esperti, le accuse avevano retto e il 27 novembre 2007 erano scattate le manette. Dopo l’arresto l’abitazione del sacerdote in Seminario era stata perquisita dagli investigatori della Mobile.

IL COMPUTER aveva riservato una serie di sorprese. Nell’hard disk del portatile, senza alcuna password d’accesso, in uso al sacerdote – ma utilizzabile anche da altre persone come è stato sostenuto nel corso dei processi dall’imputato e dai difensori – l’esperto aveva trovato traccia di ben seicento files dal contenuto pedopornografico. I files erano stati cancellati, ma in modo non perfetto, nei giorni immediatamente precedenti all’arresto.

NEL PROCESSO d’appello la difesa aveva sostenuto che il giorno in cui vennero scaricati 180 files (l’ordine era partito dal computer alle 12.30 del 28 aprile 2007) don Baresi non era al Seminario, ma era ospite a pranzo. A don Marco non è mancato il sostegno della Diocesi. Il giorno della condanna in appello il vescovo monsignor Luciano Monari si era detto fiducioso che don Marco potesse dimostrare la sua innocenza.

Wilma Petenzi

LINK BresciaOggi


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Pedofilo recidivo? NO GRAZIE! diciamo basta!

Il Giustiziere degli Angeli

Eppure leggo tanto, tanti libri, tanti articoli…. tanto tanto tanto!

A mia memoria un “pedofilo guarito” non ve ne è!! Ma gli si danno miti condanne, non sono seguiti dopo lo sconto della (misera! sich!) pena e la popolazione è all’oscuro sui nomi e volti dei pedofili che ruotano attorno ai loro bambini. Ed allora, proprio perchè non guariscono e la galera gli ha fatto fare solo una gitarella fuori porta un pò più lunga di una settimana, ci ricascano. Vanno in giro in cerca di prede nuove, vanno a cercare nuove vittime delle loro schifose aberrazioni.


Ed eccolo un altro recidivo: si chiama Umberto Grottoli, originario di Taranto, arrestato oggi a Modena e messo subito ai domiciliari (non sia mai che la galera lo intristisca troppo!)

ADESCAVA  11ENNI SU FB: PEDOFILO PRESO A MODENA.

MODENA – Si presentava davanti scuola o li contattava su Facebook: così un 46enne di Soliera (Modena) tentava di adescare ragazzini di una prima media di Modena. Ma i genitori hanno segnalato il fatto alla giustizia e un padre si è pure improvvisato detective fotografando le mosse dell’uomo, che ha un precedente passato in giudicato per molestie a ragazzini. Nei giorni scorsi, nell’ ambito di una inchiesta della Procura distrettuale di Bologna (competente per i reati di pedofilia) coordinata dal Pm Laura Sola, gli agenti della Polizia Postale di Modena hanno perquisito la casa dell’uomo trovando nel computer 400 file di immagini a contenuto pedo-pornografico. Per l’uomo, Umberto Grottoli, così sono scattate le manette per detenzione di materiale pedo-pornografico. Le indagini proseguono ma da quello che risulta questa volta la pronta reazione dei genitori, che fecero la prima segnalazione nel marzo 2010 visto che l’uomo si aggirava attorno alla scuola, ha evitato che Grottolli ripetesse quello che aveva commesso a fine anni ’90. Allora venne condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione con l’accusa di aver molestato sessualmente almeno nove ragazzini di età compresa fra i 9 e gli 11 anni. Secondo quanto appurarono le indagini di vigili urbani e carabinieri, Grottoli, originario di Taranto, li aveva adescati al parco XXII Aprile di Modena e poi li aveva invitati a salire nella sua abitazione dove aveva l’abitudine di proiettare anche film pornografici. Le accuse allora erano di violenza sessuale, corruzione di minori e atti sessuali con minorenni. Il nuovo arresto in flagranza è stato convalidato dal Gip di Modena, su richiesta del Pm Luca Tampieri. Il Gip ha poi disposto la trasmissione degli atti a Bologna per competenza distrettuale. Grottoli è agli arresti domiciliari con il divieto di utilizzo del computer e di comunicare con l’esterno.

LINK LEGGO.IT


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Pino La Monica: le motivazioni della condanna per abusi sessuali su minori!

Il Giustiziere degli Angeli

Le motivazioni della sentenza di primo grado per Pino La Monica, (articoli del Blog) condannato a 9 anni e nove mesi per “abusi sessuali su minori e detenzione di materiale pedopornografico”, pongono ora un punto fermo su quanto è stato oggetto di diniego da parte sua e dei suoi supporter! Il Giudice, Renato Poschi, ha sentenziato duramente i fatti contestati a La Monica relazionando minuziosamente su quanto è stato oggetto di denuncia da parte delle bambine che partecipavano ai suoi corsi scolastici di Teatro! Attorno al caso si sono mosse alcune persone a sostegno dell’educatore-attore sin dagli inizi con dei comportamenti e delle iniziative a dir poco stomachevoli che hanno anche organizzato “cene sociali” per pagare le spese da lui sostenute! Le bambine che accusano La Monica sono state invece etichettate peggio delle donne di strada o dei bordelli da questi e queste fantasiosi amici/amiche di Pinuccio! Che dire a lui ed ai suoi “amici”? TACETE voi e lui!


«Le bimbe sedotte subdolamente»

Depositata la sentenza sul caso-La Monica: «Soggiogava le allieve». I giudici sono stati molto duri ritenendo che all’educatore e attore non fosse da riconoscere alcuna circostanza attenuante per l’atteggiamento tenuto con le bimbe. Continua a leggere


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Infermiere abusa dei bambini in terapia intensiva!

Il Giustiziere degli Angeli

Riprendo da una segnalazione fatta da amici su Facebook, questo orribile caso accaduto in Germania! Non ci sono commenti alla bestialità di quest’essere schifoso se non quello di augurargli di addormentarsi sulla “culla di Giuda”

Germania: un mostro in corsia

Arrestato un infermiere che violentava i bambini ricoverati in ospedale

 

Un bambino di 9 anni si trovava nel reparto di terapia intensiva di un ospedale berlinese. Sedato, inconscio, pieno di medicine per lenire le sue sofferenze, una vita aggrappata alle macchine. Uno stato di assoluta debolezza, un sonno apparente che ha acceso le perversioni di un giovane infermiere. Il 27enne che lo curava ha abusato del bambino mentre questi giaceva inerme nel suo letto della rinomata clinica privata Helios di Berlino. Una delle tante violenze compiute, che però ha permesso di smascherare l’orrore.

VIOLENZE BESTIALI – Michael N. è un giovane infermiere che lavora da poco più di un anno nella struttura ospedaliera della capitale tedesca, e ha violentato almeno 5 bambini, di età compresa tra i 5 e 9 anni, mentre questi si trovavano nel reparto di terapia intensiva, dove lui, insieme ad altri colleghi, li curava nella loro degenza. Quando i piccoli si trovavano nel sonno artificiale, l’infermiere Michael N. si avvicinava ai loro letti, e appurata la loro incoscienza, ne abusava sessualmente, riprendendosi con il suo cellulare mentre aveva un rapporto sessuale. La polizia ha scoperto il pedofilo grazie al bambino di nove anni citato ad inizio articolo, che ha subito per almeno tre volte le violenze dell’infermiere, che lo credeva addormentato mentre in realtà il piccolo paziente avvertiva quanto gli stava accadendo. A novembre il bambino ha trovato il coraggio di denunciare quanto subito, e i genitori hanno subito informato le autorità.

CONFESSIONE CON TENTATO SUICIDIO – La polizia ha subito arrestato l’uomo, e ha ritrovato all’interno del suo appartamento il materiale, filmati e foto, che provavano le sue violenze sui piccoli pazienti. Il numero delle vittime è ancora impreciso, ma l’infermiere mostro ha già confessato le sue colpe in una lettera nella quale chiede scusa per i suoi comportamenti. Appena incarcerato il 27enne che proviene dal Brandeburgo ha provato ad uccidersi, tagliandosi le vene e provando ad evirarsi utilizzando un rasoio. Attualmente è stato trasferito in un ospedale dove è controllato costantemente per il pericolo di suicidio.

OSPEDALE DELL’ORRORE – La clinica privata Helios si è dichiarata sconvolta per quanto accaduto, rimarcando come l’uomo non abbia mai dato segnali di pericolo. La struttura ospedaliera ha messo a disposizione, insieme alla polizia berlinese, un numero verde nella quale i genitori delle potenziali vittime possono rivolgere per chiarimenti sul caso ed eventuali consulenze psicologiche. Al momento gli abusi accertati riguardano 5 giovanissimi pazienti, ma i sospetti che possano essere molti di più sono forti. Nel tempo trascorso dall’uomo nell’ospedale 67 degenti tra i 5 e i 10 anni sono stati ricoverati nel reparto di terapia intensiva dove sono avvenuti le violenze sessuali.

LINK ARTICOLO originale


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Pedofilia Asilo Rignano Flaminio: ieri ascoltati alcuni genitori dei piccoli.

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, 20 dicembre, si è tenuta una nuova udienza per il processo sui presunti abusi sessuali sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Nonostante i genitori dei bambini abbiano in questi quattro anni abbiano dimostrato di saper reggere emotivamente lo stato dei propri piccoli, di aver pazientato davanti ad altri genitori che improvvisamente si sono rifiutati di far giocare tra loro i bambini, di aver mandato giù il prete che apertamente si è schierato da parte degli accusati… ieri (così come in altre occasioni) si sono registrati momenti di tensione nell’aula del Tribunale di Tivoli. Non ci vuole molta fantasia in fondo per capire che gli avvocati che difendono “maestre & Co.” usino proprio le armi dello sbeffeggiamento, delle domande atte a confondere i testi, delle loro frasi allusive sulla stabilità emotiva e morale dei genitori. Ma ce l’anno fatta finora e di sicuro non si lasceranno massacrare da questi avvocati che, seppur con carriere così altisonanti, sono uomini e donne come loro! Per ora le udienze sono finite per riprendere dal 17 gennaio in poi. Ora è il momento per queste famiglie di sciogliere la tensione e per riunirsi attorno all’albero di Natale addobbato insieme alle piccole mani dei loro bambini. Io auguro loro ancora e per sempre momenti di serenità! Un bacio grande grande a tutti i piccoli angeli di Rignano Flaminio. Articoli sull’asilo Olga Rovere QUI


Martedì 21 Dicembre 2010 IlMessaggero di Roma pg.42 cronaca

di SIMONA BOENZI

«Aspettiamo questo momento da quattro anni. Finalmente possiamo raccontare quanto accaduto ai nostri figli». Grande soddisfazione ieri da parte dei cinque genitori che hanno potuto prendere la parola al processo sui presunti abusi agli alunni della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio. Con l’udienza di ieri si chiude l’ascolto del primo gruppo di genitori che nel 2006 denunciarono i fatti. Qualche momento di tensione in aula tra Roberto Borgogno, legale di Gianfranco Scancarello e alcune delle mamme e papà chiamati a deporre davanti al collegio giudicante presieduto da Mario Frigenti e dal pm Marco Mansi. «L’incalzare delle domande – ha spiegato Arianna Di Biagio, vice presidente dell’associazione genitori – ha aumentato lo stato emotivo dei testi, creando qualche lieve contraddizione».

Unica imputata presente la maestra Marisa Pucci difesa dall’avvocato Salustri, delle altre insegnanti c’erano invece i rispettivi legali, Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti, Giulia Camilletti, avvocato della bidella Cristina Lunerti. «Il processo sta prendendo piede in maniera estremamente positiva – ha commentato Antonio Cardamone difensore di parte civile – finora i racconti dei genitori ascoltati sono stati estremamente precisi, dai cambiamenti notati sui bambini, fino agli atteggiamenti “sessualizzati” che si andavano manifestando di volta in volta sino al decisivo racconto nel luglio del 2006 di una bambina di quattro anni che ha dato il via a quello che oggi è divenuto uno dei processi più discussi che la storia giudiziaria abbia mai avuto».

«Con le deposizioni di oggi si iniziano a delineare i profili di quelli che saranno individuati come i responsabili dei fatti accaduti ai bambini della scuola Olga Rovere – ha spiegato l’avvocato Carlo Taormina – il caso Rignano è stato falsamente tacciato come un’inchiesta opinabile, fondata su un’istruttoria lacunosa e tutte le accuse sono state formulate sulla base delle denunce dei genitori. Da oggi tutto il fango gettato su questo processo verrà rimosso». Prossima udienza il 17 gennaio.

 


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Pedofilia: a Pino La Monica gli amici pagano le spese dei suoi abusi.

Il Giustiziere degli Angeli

Ogni tanto, all’inizio di quanto scrivo, mi sento costretta a mettere da parte il voltastomaco ed a ripetere che una persona “è innocente” fino alla conclusione del terzo grado di giudizio! Così come rammento anche che “è colpevole” fino a quando non se ne dimostra l’innocenza! Di “Pinuccio” La Monica se ne è parlato sia in questo che in altri blog e quindi faccio qui un piccolo riepilogo per chi non ne conoscesse la storia ma vi prego di leggere l’articolo fino in fondo dove, veramente, il peggio è uscito dai suoi “supporters”.


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Pedofilia: maestro d’asilo abusa di piccoli innocenti!

Il Giustiziere degli Angeli

Non sappiamo quanti casi accadono negli asili, non sappiamo perchè magari altri passano sotto silenzio o perchè non ci sono denunce e solo vittime e genitori silenziosi che, per paura o per vergogna, spostano i bambini in altri asili sperando che possano dimenticare. Quello che più fà male di questa altra, ennesima, storia di abusi su tanti bambini dell’asilo è che le denunce di alcuni genitori furono ignorate senza approfondire quanto i bambini raccontavano. Ci voleva un giro di pedopornografia internazionale per fermare quest’essere schifoso, per scoprire che abusava dei bambini degli asili per cui lavorava, tra le 30 e le 50 vittime fino a quattro anni di età delle sue perversioni! Accade in Olanda dove questo 27enne è stato arrestato insieme a suo marito e ad una altro uomo che lavorava negli asili. L’orrore di questi abusi è volato oltreoceano e si teme che sia un giro che coinvolge molte altre figure. Non c’è molto altro da dire poichè la cruda realtà sconvolge già per il numero e l’età dei bambini coinvolti se non farsi una sola domanda: ma gli asili sono sicuri per i nostri figli?

“Abusi su decine di bimbi negli asili”. Arrestato un maestro, choc in Olanda. In manette un 27enne di origini lettoni.  Trovato materiale video pedopornografico, la polizia sospetta una rete internazionale

AMSTERDAM  - Avrebbe abusato di decine di bimbi negli asili nido in cui lavorava e nelle case dove veniva ingaggiato come babysitter, attività che pubblicizzava anche via internet. Questo il terribile sospetto che ad Amsterdam ha portato all’arresto di un ventisettenne di origini lettoni. Continua a leggere


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Alessandro Riva: cassazione conferma la condanna

Il Giustiziere degli Angeli

Abusi su minori – Condanna definitiva per il critico Riva.

È passata in giudicato la condanna a 6 anni e mezzo di reclusione per Alessandro Riva, il critico d’arte accusato di aver molestato cinque bambine minori di 10 anni. La pena era stata stabilita il 20 ottobre 2009 dai giudici della prima corte d’appello, che avevano ridotto la condanna a 9 anni inflitta in primo grado. Ora la Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza, rendendola definitiva.

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Pedofilia: frate acquista foto pedopornografiche con i soldi delle offerte!!

Il Giustiziere degli Angeli

IL BENEFICIO DEL “DUBBIO” lo scrivo da subito così non arrivano i soliti “commentatori” che mi accusano di essere una che condanna a priori senza null’altro sapere!

Una mia amica mi ha letto or ora la notizia al telefono! Un parroco di Sciacca, Davide Mordino di 37 anni, è accusato di aver pagato fotografie e prestazioni sessuali con minorenni… oltretutto con i soldi della parrocchia!

Ciò che mi viene in mente, oltre al dolore per i bambini e ragazzi coinvolti nella vicenda, sono le facce delle pie donne che in Chiesa allungavano la mano verso l’offertorio!!!

Intanto sono già avviate (e questo non stupisce affatto visto che accade ogni volta!) petizioni a sostegno del sacerdote perchè si sostiene che sia tutto un COMPLOTTO nei suoi confronti!

Madonna mia quanto sono stanca!

“I soldi della parrocchia per le foto hard”. Frate indagato per pedopornografia.

Davide Mordino, 37 anni, parroco della Basilica di San Calogero a Sciacca è stato già trasferito da alcuni mesi e sospeso dopo un processo voluto dalla gerarchia ecclesiale. Dopo le denunce di alcuni giovani parrocchiani è indagato dalla Procura do Palermo anche per induzione alla prostituzione minorile: avrebbe pagato fotografie e prestazioni sessuali con i soldi della parrocchia. Continua a leggere


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Pedofilia e pedopornografia: un altro poveraccio in carcere vittima di isteria collettiva?

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia – Pochi giorni fà è stato arrestato un allenatore di calcio, l’ennesimo! Oggi ad essere arrestato è un “maestro di arti marziali”. A quanto riferito dai giornali, ad accusarlo sarebbero dei ragazzi che avrebbero denunciato l’allenatore di abusi sessuali. E mi tocca usare il condizionale quale coniugazione verbale che sennò mi trovo qualche “avvocatone” nel blog!!  L’uomo <utilizzava sempre le stesse tecniche per adescare i propri allievi. Li avvicinava fingendosi un confidente con cui parlare dei problemi a casa, lodando le loro potenzialità fisiche e atletiche, fomentando rivalità tra i ragazzini finché riusciva ad attirarli nella sua abitazione. Qui li convinceva a partecipare a giochi sessuali, a volte anche in gruppo, sostenendo che il sesso avrebbe dato loro più energia per riuscire meglio nei combattimenti e nella vita ed emarginando quelli che lo rifiutavano>. Una tecnica di cui ho già letto, utilizzata nel “plagio mentale” che inizia con il “love-bombing” e che, se l’allievo non risponde, finisce con “l’isolamento dal gruppo”. Ma ti pare, dai, un maestro di arti marziali con una bella palestra a Milano che si và ad approfittare sessualmente dei suoi giovani allievi? Ma su, finitela quà! vedrete che si tratta di un’altro caso di “contagio collettivo da virus”…. oppure una vendetta di questi infami alunni, magari pure a scopo di arricchirsi…. Lui, vedrete che tanti lo diranno e fonderanno pure un “comitato”, è una brava persona! <Io lo conosco, non potrebbe mai!…. Gentilissimo e fervente credente!! Figuriamoci, mio figlio lo ha allenato lui per tanto tempo e non gli è successo mai niente!!>. Dai, ragazzi, preparatevi allo scoppio che pure questa è una bella “bolla di sapone” e finirete tutti insaponati e felici di sapere che “non è successo niente”.

ALMENO OTTO LE VITTIME. ALL’EPOCA DELLE VIOLENZE NON AVEVANO ANCORA 14 ANNI

Pedofilia, arrestato maestro arti marziali -Per dodici anni l’uomo avrebbe abusato di ragazzini che frequentavano la sua palestra.

MILANO – Riusciva a ottenere la fiducia di ragazzini di 12-13 anni e dopo gli allenamenti o nel fine settimana li portava nella sua casa, a volte anche dopo una cena al ristorante, e abusava di loro. Li rendeva succubi al punto tale che il rapporto di assoggettamento durava per mesi, o addirittura anni. L’uomo, un maestro di arti marziali, titolare di una palestra a Milano, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Avrebbe avuto, dal ’98 e fino a qualche settimana fa, rapporti sessuali con 8 adolescenti suoi allievi, che all’epoca dei fatti non avevano ancora 14 anni. A far scattare l’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dal pm Brunella Sardoni, è stata la decisione – sofferta – di alcune vittime che hanno voluto raccontare, a distanza di alcuni anni dai fatti (alcuni ragazzi sono ormai maggiorenni), che cosa succedeva nella palestra, ma soprattutto fuori, in casa dell’uomo. L’insegnante di arti marziali è finito in carcere lo scorso luglio, su decisione del gip di Milano Simone Luerti. La notizia è trapelata solo ora, perché gli investigatori nelle scorse settimane hanno ascoltato altre presunte vittime per completare il quadro accusatorio, vista la delicatezza delle indagini.

LE VIOLENZE – L’uomo, 46 anni, secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Brunella Sardoni, utilizzava sempre le stesse tecniche per adescare i propri allievi. Li avvicinava fingendosi un confidente con cui parlare dei problemi a casa, lodando le loro potenzialità fisiche e atletiche, fomentando rivalità tra i ragazzini finché riusciva ad attirarli nella sua abitazione. Qui li convinceva a partecipare a giochi sessuali, a volte anche in gruppo, sostenendo che il sesso avrebbe dato loro più energia per riuscire meglio nei combattimenti e nella vita ed emarginando quelli che lo rifiutavano. Nel capo di imputazione si parla di 7 vittime che negli anni, dal ’98 in avanti, avrebbero subito le violenze. Un altro ragazzo, invece, avrebbe raccontato gli abusi, poi riscontrati dalla polizia, dopo che l’uomo era già finito in carcere.

RIPRESI CON LA TELECAMERA – Prima dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia, il «maestro» era stato anche pedinato dalla polizia che lo aveva trovato a cenare in un ristorante con un suo allievo. L’uomo è stato anche denunciato per produzione di materiale pedopornografico, perché alcuni dei giovani hanno riferito che riprendeva gli abusi con una telecamera. Per il momento il maestro, incensurato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sono in corso accertamenti sul suo computer, che è stato sequestrato.

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Controllare un pedofilo in libertà costa troppo!!

Il Giustiziere degli Angeli

Tempo di vacanze, tempo di sole e mare! Ma questo evidentemente non è tempo di riposo per una cronaca dell’orrore che in questi giorni ci ha comunque raccontato di violenze sessuali, di abusi su bambini, di badanti impazzite che picchiano gli anziani a loro affidati, di omicidi di donne e mogli alle prese con uomini impazziti diventati assassini. Intanto io, come tanti, in vacanza non ci vado ma (scioccamente) ho pensato che sotto il sole di Agosto non potesse accadere così tanto “male”. Mi tengo stretta le mie certezze, la mia famiglia, e mi occupo di loro e per loro rendendogli ogni giorno almeno un sorriso. Ma poi vengo qui e leggo e mi si contorce lo stomaco! Questa piattaforma di WordPress ogni giorno mi fornisce delle informazioni circa le visite al mio blog stilando sia una lista degli articoli letti che dei termini di ricerca che qualcuno digita nel web. Questo fa sì che ogni giorno leggo quali sono lo schifo di ricerche che i “soggetti pedofili” fanno. Vi basti sapere che questa notte qualcuno cercava “bambine bionde” e tralascio il resto! Si muovono sul web come serpi striscianti ed io maledico ogni giorno la loro lorda esistenza. Questa mattina hanno arrestato un nigeriano a Vicenza che ha abusato sessualmente di una bambina di 6 anni (LINK articolo Unione Sarda) e (qualche giorno fà) è toccato ad un uomo bellinzonese accusato anch’esso dello stesso reato (LINK articolo Ticinolibero). Nell’appena passato 4 agosto è stata la volta di un padre che costringeva suo figlio di appena 5 anni a subire rapporti orali (LINK articolo Ansa). Appunto non solo mancati assurdi ed efferati omicidi (LINK-1 IlGiornale & LINK-2 Ansa ), violenze sessuali (LINK-3 ResetItalia) e tentate violenze scampate (LINK-4 Ansa).

Intanto apprendo anche che (leggendo CrimeBlog e il TheSun) che in Inghilterra sono alle prese con un problema economico! spendono circa 200mila euro al mese per controllare un pericoloso pedofilo appena uscito dal carcere e l’elevato costo li ha indotti a diradare i controlli…

Anthony Knowles, ha 49anni ed  un record di 34 anni di abuso di giovani: vive vicino tre scuole e un parco! E’ stato in carcere per abusi sessuali su bambini dai 18mesi ai 9 anni ma adesso, seppur con misure restrittive, è libero! Dovrebbe essere rinchiuso per sempre secondo il mio parere soprattutto perchè è un pedofilo recidivo e pericoloso che potrebbe in futuro decidere di abusare di altri bambini ed eliminarli per non dover finire di nuovo dietro le sbarre. Quale può essere una soluzione alternativa? di certo un elenco pubblico, accessibile a tutti, che indichi i pedofili che sono liberi mettendo così in guardia le famiglie da eventuali reali pericoli per i loro piccoli. Basta mettere la testa sotto la sabbia, siano marchiati a vita per quante anime di piccoli angeli hanno ucciso!


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Francesco Tadini: condannato alla pena di 3 anni di reclusione per aver tentato di fruire di prostituzione minorile e per detenzione di materiale pedopornografico

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dall’Ufficio Stampa di Francesco Tadini il seguente comunicato in quanto riportavo un articolo di Repubblica Milano in merito alla sua condanna (anche lo stesso giornale nel frattempo ha cambiato il contenuto dell’articolo che allegavo in link attivo):

Milano, 29 luglio 2010

SI CHIEDE L’IMMEDIATA RETTIFICA DELLA NOTIZIA IN QUANTO NON SI TRATTA ASSOLUTAMENTE DI TENTATA VIOLENZA E NON E’ MAI MAI STATA IDENTIFICATA NESSUNA MINORE E NON SI TRATTA DI UNA CONDANNA PER PEDOFILIA MA PER DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. SE NON AVVERRA’ LA RETTIFICA COSI’ COME RICHIESTA AGIREMO IMMEDIATAMENTE PER VIE LEGALI.

COMUNICATO STAMPA - Errore di persona. Francesco Tadini non è un pedofilo.

Non ha mai chiesto bambini dai 3 ai 10 anni e non è mai stato con una prostituta minorenne.

Cadono le pesanti accuse. Tadini, condannato in primo grado per aver tentato di avere contatti con prostitute minorenni e per aver detenuto materiale pedopornografico.

Dichiara: “La mia vita è stata comunque distrutta”.

Francesco Tadini non ha mai consumato un rapporto sessuale con una prostituta di minorenne. All’esito del processo di primo grado, avvenuto, per scelta della difesa, con rito abbreviato, il Giudice ha anche escluso che sia stato Tadini a richiedere bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni. Questa attribuzione gli era costata agli occhi dell’opinione pubblica l’attribuzione dell’immagine di pedofilo. Tadini è stato invece condannato alla pena di 3 anni di reclusione per aver tentato di fruire di prostituzione minorile e per detenzione di materiale pedopornografico, sul punto la difesa si riserva comunque appello.

I difensori dell’imputato, avvocati Claudia Michela e Lorenzo Zirilli, attraverso la sola documentazione del fascicolo del pubblico ministero, sono riusciti a dimostrare che Tadini non ha mai avuto un rapporto con una prostituta minorenne. La donna in questione non era mai stata identificata e la sua età era stata ipotizzata dall’accusa attraverso l’interpretazione di alcune intercettazioni telefoniche: tale ipotesi non ha però retto il vaglio del Giudice. Egli ha però ritenuto che le richieste effettuate da Tadini, oggetto di intercettazione telefonica, configurassero un tentativo.

E’ stato anche dimostrato come non fu Tadini a richiedere bambini dai 3 ai 10 anni, ipotesi questa che non era mai stata formalizzata in un’accusa di pedofilia, ma che era stata nondimeno diffusa dai media con grande eco. Tale attribuzione, fondata sul contenuto di un’intercettazione telefonica in cui una prostituta riferiva al suo protettore che un suo cliente abituale ricercava bambini dai 3 ai 10 anni, è stata smentita dalla dimostrazione che Francesco Tadini neppure conosceva la donna in questione. Inoltre, la stessa prostituta, sentita in interrogatorio in fase di indagini, ha riportato una descrizione del cliente che non corrisponde affatto a Tadini ed ha citato l’effettuazione da parte del cliente di un prelevamento bancomat finalizzato a pagare le prestazioni richieste, prelevamento che si è dimostrato non essere mai stato eseguito da Tadini. Si è quindi trattato di un clamoroso errore di persona, che è costato però a Tadini un enorme danno di immagine.

La detenzione di materiale pedopornografico, per cui Tadini ha riportato condanna, sarebbe invece il frutto di scaricamenti massivi di foto da siti liberamente accessibili nel web, inoltre, le perizie informatiche hanno riscontrato che nessuna foto è stata scambiata, comprata, né tantomeno prodotta da Tadini. Si può quindi affermare che Francesco Tadini non ha mai alimentato attivamente il mercato web di foto pedopornografiche.

L’indagine su Francesco Tadini, figlio del pittore e scrittore Emilio Tadini e presidente dell’associazione culturale Spazio Tadini, è stata una notizia choc, in particolare, nell’ambiente dell’arte e della cultura milanese.

Francesco Tadini appena scoprì di essere stato indagato, il 5 febbraio di quest’anno, si dimise dalla carica di Presidente di Spazio Tadini e preferì, per rispetto nei confronti dei sostenitori e collaboratori dell’associazione, chiudersi nel silenzio e attendere che la giustizia facesse il suo corso.

Ora Tadini dichiara: “Sono felice di aver dimostrato di non aver mai chiesto bambini dai 3 ai 10 anni e di non aver mai avuto un rapporto con una prostituta minorenne. In questi mesi sono riuscito a sopravvivere grazie alla mia compagna, con la quale vivo da 9 anni, che non ha mai creduto che fossi un sadico pedofilo, e grazie agli amici che mi hanno scritto e sostenuto. La condanna di oggi non è nulla rispetto alla condanna pubblica e morale che ho subito per azioni che non ho mai commesso. Mi hanno distrutto pubblicamente e azzerato la vita e gli affetti”.

IN ALLEGATO DOCUMENTO IN PDF

Ufficio Stampa Difesa Tadini


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Pedofilia: condanna a tre anni per Tadini. Non c’è spazio a dubbi.

Il Giustiziere degli Angeli

Francesco Tadini condannato per pedofilia tre anni per la tentata violenza a una minore.

Il gallerista a processo in seguito alle indagini su una banda di albanesi e romeni che sfruttavano prostitute.

La polizia aveva trovato nel suo computer foto con bambini bendati, legati e incappucciati, sottoposti a sevizie e torture, e poi altri video e immagini, migliaia, con bimbi costretti ad atti sessuali. Oggi Francesco Tadini, noto gallerista milanese e figlio del pittore scomparso Emilio, è stato condannato con rito abbreviato a tre anni di reclusione dal gup di Milano Giuseppe Vanore. Il giudice, in particolare, lo ha condannato per i reati di detenzione di materiale pedopornografico e di tentativo di atti sessuali in cambio di denaro con una ragazzina di 15 anni.

Il gallerista, molto conosciuto nell’ambiente artistico milanese e responsabile dello Spazio Tadini fino allo scorso febbraio, era stato arrestato il 29 aprile scorso, in seguito alle indagini del pm di Milano Antonio Sangermano e della Squadra Mobile. Il pm aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere, ma il giudice ha riqualificato l’accusa di atti sessuali con minorenne in tentativo.

L’uomo avrebbe cercato di avere rapporti sessuali, il 21 dicembre scorso, con una ragazzina. L’inchiesta era nata in seguito alle indagini che avevano portato in carcere una banda di albanesi e romeni che sfruttavano prostitute anche minorenni. Secondo l’accusa, Tadini sarebbe stato in contatto con una prostituta della banda e in seguito a una perquisizione nella sua abitazione gli investigatori avevano trovato i video e le immagini da loro definiti un vero e proprio archivio dell’orrore.

Link Articolo Originale


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Pedopornografia: arrestato uno psicologo romano! migliaia le foto che catalogava e….

Il Giustiziere degli Angeli

Questa storia fà paura: come tutte le altre? Più delle altre! Arrestato a Roma uno psicologo di 33anni, Z.G., terapista dell’età evolutiva: cioè a contatto con molti bambini. Dai sui indirizzo IP la polizia è risalita al suo studio al centro di Roma ed alla sua abitazione a “nord di Roma” ed in questi luoghi sono stati trovati migliaia di filmati e foto con bambini dai TRE ai 15 anni circa; filmati inequivocabilmente pedopornografici e tante altre cose da bambini come mutandine, calze, colori. Una cura “maniacale” nel catalogare il tutto tanto da essersi aggiudicato l’appellativo di “COLLEZZIONISTA DI BAMBINI“! Ora si dovrà accertare anche che in questa “collezione dell’orrore” non ci sia anche qualche piccolo paziente affidato, da genitori ignari delle perversioni dello psicologo, a questo essere! Lui ha da subito dichiarato di essere il possessore di tutto quel materiale e che stava cercando di curarsi, poi il silenzio. Ma la sua famiglia è rimasta “incredula” ed il padre ha dichiarato: “Mio figlio non è un mostro, non è un pedofilo. Non è mai entrato in contatto con bambini a lavoro nè li ha fatti salire in casa. Lo posso garantire perchè abitiamo nella stessa villetta. La sua unica colpa è quella di aver scaricato quel materiale da Internet. Spero solo  che questa vicenda venga chiarita al più presto perché per una ragazzata rischia di rovinarsi la vita. I giochi per bambini e l’altro materiale trovato a studio è di una collega che si appoggia da noi ogni tanto per fare le visite”.(link dichiarazioni)

<Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un pò ma siccome sei molto lontano più forte ti scriverò…> iniziava così una bellissima canzone di Lucio Dalla e la riprendo per dire a questo papà: mi scusi, capisco il suo stupore, capisco il suo dolore ma non posso condividere quanto lei dice. Chi scarica materiale pedopornografico da Internet “è un mostro” ed “è un pedofilo” e farlo non è una “ragazzata” ma un’azione cosciente che alimenta ulteriormente un mercato che si nutre della carne di bambini piccoli. Chi scarica materiale pedopornografico ha una “COLPA” enorme, al pari di chi abusa sessualmente dei bambini, perchè aumentando la richiesta aumenta l’offerta e verranno uccisi nell’animo altri bambini. Essere genitore non significa essere anche ciechi davanti a così tanta “collezione di orrori”.

QUESTA VOLTA CHIUDERE GLI OCCHI NON VI SERVIRA’ A NIENTE.

Pedopornografia, arrestato psicologo. Collezionava foto e video di minori. In una mansarda anche calze per bimbe strappate e giochi. Operazione internazionale contro traffici web: due arresti e otto denunce della polizia postale.

ROMA – Arrestato un giovane psicologo romano, Z.G. di 33 anni, con studio a Roma Nord e una mansarda-covo in pieno centro storico. Il professionista che ha in cura molti bambini e intere famiglie, oltre ad adulti, è accusato di essere un pericoloso pedofilo. Arrestato nella stessa operazione anche un altro pedofilo, C.M. di 41 anni, e denunciati a piede libero altri otto romani. Ma è lo psicologo dei bimbi a destare orrore con tutto il materiale che gli è stato sequestrato.

LA MANSARDA DEGLI ORRORI – Fanno impressione sulla scrivania del dirigente della Polizia Postale del Lazio Andrea Rossi, che ha coordinato l’operazione ordinata dal Pm Nicola Maiorano, i giochi “psicologici” interattivi che sono stati trovati in studio e a casa del professionista, insieme alle mutandine da bimbi ancora nel sacchetto dei negozi, ai pennarelli, ai pelouches, album fotografici riempiti con ritagli di giornali, alle riviste con articoli sulla pedopornografia, alle storie confezionate con fotografie e forbici incollando su carta scenari malati. Quando è stato arrestato l’uomo ha ammesso il possesso di questo materiale, che era inventariato in un ordine maniacale, si è dimostrato consapevole della situazione e poi si è chiuso nel silenzio. Ora è ristretto a Regina Coeli.

L’INDAGINE – A tradire lo psicologo sono stati i suoi Internet Protocol. L’indagine è nata infatti dalla polizia postale del Lussemburgo che aveva individuato passaggio di materiale pedopornografico in due server, //olchan.org e 02ch.su, ora finalmente disattivati. La segnalazione ai colleghi italiani degli Ip individuati ha portato a rintracciare la rete romana. In una mansarda al centro di Roma poi la scoperta della tana dello psicologo «collezionista» di bambini, il luogo di un’ossessione che dura da molti anni vista l’ingente quantità di materiale che riempiva l’appartamento: quaderni, schedari, giochi infantili, pastelli e pennarelli, album fotografici riempiti con ritagli di giornali, migliaia di foto e video pedopornografici che ritraevano minori dai 3 ai 15 anni circa, oltre a riviste specialistiche sugli abusi sessuali. per piccoli ancora confezionati, ma anche pelouches, slip, mutandine e calze per bimbe strappate nelle zone intime. Tutto era catalogato in maniera maniacale e conservato in file sul pc (suddivisi in base all’etá dei bambini) e in una grande libreria nel suo appartamento. Insomma una sorta di museo pedopornografico con ben sette grossi libri-album di fotografie catalogate, con immagini prese perlopiù dalle riviste di moda. I genitori dello psicologo che vivono al piano di sotto hanno dichiarato di non essere a conoscenza di queste attività del figlio. «Mio figlio non è un mostro, non è un pedofilo. Non è mai entrato in contatto con bambini a lavoro né li ha fatti salire a casa. Posso garantirlo perché abitiamo nella stessa villetta» ha dichiarato il padre dello psicologo.

SEQUESTRATO HARD DISK – Le ricerche scattate poi nello studio hanno portato al rinvenimento di altro materiale che ora è al vaglio degli inquirenti. Molto interessanti sono le numerose schede e gli appunti che il professionista aveva steso sui casi che seguiva. Un accertamento sui rapporti con i suoi piccoli pazienti dovrà essere fatto ora, con l’ausilio del Tribunale dei minori e dei suoi psicologi. L’uomo esercitava la professione da 7 anni, non è sposato, non ha figli. La polizia postale ha sequestrato gli hard disk dei suoi computer insieme a quelli degli altri nove denunciati. Migliaia e migliaia di orribili file che ora dovranno essere analizzati con attenzione. Paolo Brogi 16 luglio 2010



 


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Don Marco Dessì: condannato a 7 anni in appello per violenza sessuale su tre ragazzi.

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia: 7 anni a don Dessì in appello

Nuova condanna (7 anni di reclusione) e rischio prescrizione più lontano per padre Marco Dessì, il sacerdote accusato di violenza sessuale su tre ragazzi della comunità di Chinandega,i n Nicaragua, di cui era responsabile.

Don Dessì era già stato dichiarato colpevole dalla corte d’appello di Bologna nel novembre 2008, ma la terza sezione penale della Cassazione, nel giugno 2009, aveva annullato senza rinvio per vizi di forma la sentenza per quanto concerneva le imputazioni relative ai fatti precedenti l’agosto 1998, e stabilito invece la necessità di rifare il processo (che si è celebrato oggi) per gli altri episodi più recenti al centro del procedimento. In primo grado, il 23 maggio 2007, il sacerdote sardo era stato invece condannato dal Tribunale di Parma a 12 anni, condanna ridotta in appello a otto anni. Oltre agli episodi di violenza, Dessì era stato trovato in possesso anche di materiale pedopornografico: nel suo computer gli inquirenti avevano recuperato 1.440 file di immagini proibite, materiale che il prete, stando alle imputazioni, continuò a scaricare fino a due giorni prima dell’arresto, il 4 dicembre 2006. Le indagini partirono dopo le denunce, raccolte da alcuni volontariitaliani, da parte di sei ragazzi nicaraguensi che poi sia ppoggiarono ad alcune associazioni, come ‘Rock no war’ di Modena e ‘Solidando’ di Cagliari.

«Siamo molto soddisfatti di quanto successo oggi a Bologna -ha commentato l’avv.Mario Scarpati, legale di parte civile dell’associazione sarda – Si tratta infatti di una sentenza più severa della precedente, perchè l’imputato è stato condannato solo per tre dei quattro capi d’accusa su cui verteva il primo procedimento». Soddisfazione da parte dei rappresentanti dell’associazione ‘Solidando’ soprattutto per lo scongiurato pericolo che il procedimento non si concludesse prima della prescrizione dei reati, fissata per il febbraio 2011. «Qui non si è trattato solo di fare giustizia – scrivono in una nota diffusa su Youtube – Si tratta di salvaguardare la sicurezza di una comunità che, in Nicaragua, si è sottratta alla morsa del terrore e che, lontana dalle leggi italiane, potrebbe tornare nelle mani di una persona condannata per crimini abietti e poi prosciolta solo perchè la giustizia è stata troppo lenta per colpire». Oggi invece è arrivata la nuova sentenza d’appello.

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Ma che le scuole sono piene di pedofili? Arrestato un maestro di Matera!

Il Giustiziere degli Ancgeli

Prima o poi mi toccherà mettere ordine in questo blog e fare pagine del tipo “maestri/e pedofili/e”, “sacerdoti pedofili”, “educatori pedofili”, “artisti pedofili”….. altrimenti c’è un gran casino! Comunque, intanto, ecco l’articolo di oggi che ci resoconta dell’arresto di un certo Pietro Materi, maestro in una scuola dell’infanzia, beccato mentre scaricava materiale pedopornografico. Spero che l’arrestato si sia fermato solo a questi scambi <pear to pear> e non abbia molestato nessuno degli alunni dell’asilo presso cui insegnava.

«Maestro pedofilo» Foto di bimbi sul Pc.

TRICARICO – Passava ore e ore davanti al computer, chiuso nella sua stanza. Tutti i giorni. Fino a giovedì scorso, quando gli agenti della polizia postale sono arrivati a casa sua a Matera. Era appena tornato dalla scuola per l’infazia in cui insegna. Ed era già davanti al computer. Lo stesso computerda cui sono saltate fuori foto e video di bambini e bambine. Centinaia di file. Gli sono costati l’accusa di essersi «consapevolmente procurato materiale pornografico realizzato usando minorenni».

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