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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Asilo Abba di Brescia: assolto il bidello accusato di abusi sui bambini.

Il Giustiziere degli Angeli

Correva l’anno 2002! Processi – condanne, processi – assoluzioni, ri-processi e sono passati quasi 10 anni dai fatti contestati. Ieri l’assoluzione per il bidello accusato di abusi sessuali su quattro bimbi dell’asilo Abba di Brescia: la procura generale ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e l’assoluzione di ieri non è definitiva. “Quanto e come ha pesato nel giudizio l’assoluzione nell’altro asilo bresciano Sorelli?” qualcuno si domanda. E poi “era stata chiesta una perizia psico-diagnostica sulla bambina (ora ragazza) che aveva mosso le prime accuse, ma il perito incaricato aveva stabilito che non era possibile stabilire se dieci anni fa la piccola fosse stata in grado di testimoniare”. Vorrei solo capire “se e come” si è stabilita la testimonianza dei bambini. Vorrei capire cosa hanno stabilito le perizie sui piccoli, cosa hanno raccontato con le loro parole, cosa è stato stabilito dalle perizie medico-legali… Ma immagino che i bambini siano stati etichettati come “bugiardi” o come bambini programmati da “genitori ansiosi” con dei falsi ricordi. Questa è la verità di un processo! La verità dei fatti risiede in luoghi segreti e, nè con condanne nè con assoluzioni, a noi ci sarà mai data di sapere…. la sanno solo loro.

Milano, assolto il bidello ”Nessun abuso all’Abba”

Assolto perchè il fatto non sussiste. I giudici della terza sezione della corte d’appello di Milano hanno assolto il bidello accusato di aver abusato di quattro bambini che frequentavano la scuola materna comunale «Abba» dell’Oltremella. Per i giudici milanesi nella scuola materna non c’è stato alcun abuso, il bidello non è l’«orco» che per l’accusa meritava una condanna a 15 anni. IL VERDETTO è stato pronunciato ieri pomeriggio, poco dopo le 15, dopo un paio d’ore di camera di consiglio. Ad attendere la sentenza i difensori del bidello, gli avvocati Patrizia Scalvi, Maria Grazia Lanzanova e Guglielmo Gullotta, mentre l’imputato – provato da un iter giudiziario che si protrae da quasi dieci anni – non se l’è sentita di raggiungere la corte d’appello nel tribunale di Milano e ha preferito attendere a casa l’esito dell’ennesimo processo d’appello. Erano da poco trascorse le 15 quando il telefono ha squillato a casa del bidello: la moglie e la figlia sono sobbalzate, per tutti questi anni hanno fatto coraggio al loro caro, hanno fermamente creduto nella sua innocenza. È stata la signora ad afferrare per prima il ricevitore. E subito è scoppiata in lacrime. «TI HANNO ASSOLTO» ha urlato al marito che a sua volta si è commosso. La notizia ha subito fatto il giro dei parenti, dei fratelli del bidello che non gli hanno mai negato il loro sostegno e che per tutto il tempo dell’inchiesta e dei processi hanno cercato di mettere in evidenza le contraddizioni delle indagini, l’assoluta mancanza di prove. Ieri per tutti è stata una vittoria. Anche se la procura generale ha ancora la possibilità di ricorrere in appello e l’assoluzione di ieri non è definitiva. L’avvocato Patrizia Scalvi confida che il processo di ieri sia l’ultimo: «Spero che questa assoluzione sia l’ultima pronuncia dei giudici su una vicenda incredibile». L’INCUBO per il bidello dell’«Abba» aveva preso il via nel 2002: il 22 marzo gli uomini della squadra Mobile avevano bussato alla porta di casa e l’avevano portato via in manette. Destinazione Canton Mombello, cella di isolamento per le accuse infamanti. L’inchiesta che aveva portato all’arresto del bidello aveva preso il via quando la mamma di una bambina, che frequentava una sezione della scuola materna dell’Oltremella, aveva sporto denuncia preoccupata per i comportamenti anomali della piccola. Il bidello era finito tra i sospettati: piccolo, con capelli e baffi scuri, occhiali fumè per nascondere un problema a un occhio, doveva aver colpito negativamente alcuni dei bambini che frequentavano la scuola. A peggiorare la situazione del bidello aveva contribuito anche il difficile rapporto che si era creato nell’ambiente di lavoro. Il dipendente comunale era spesso oggetto di critiche da parte delle insegnanti, gli contestavano esecuzioni di lavoro non perfette. Lo stesso bidello non amava lavorare all’asilo e aveva chiesto più volte, ma senza successo, di essere trasferito ai servizi cimiteriali. SUL BANCO degli imputati il bidello era finito insieme alla coordinatrice scolastica e a due ausiliarie. In primo grado, il 3 dicembre del 2004, il bidello era stato condannato a 15 anni, una delle ausiliarie a 10 anni e 6 mesi, mentre le altre due imputate erano state assolte. In appello – il primo – la pena del bidello era stata ridotta a 13 anni, mentre l’ausiliaria era stata assolta. Era venuta a cadere l’accusa di abusi di gruppo sui bambini dell’asilo, il bidello era rimasto l’unico «mostro» dell’inchiesta. Nel settembre 2007 la Cassazione aveva accolto il ricorso dei difensori e disposto un nuovo appello. Il bidello era ricomparso davanti ai giudici della corte d’appello di Brescia (una sezione diversa da quella del primo appello) ed era stato assolto. La procura generale aveva presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione. Nel maggio del 2010 i giudici romani avevano accolto il ricorso della procura generale disponendo un nuovo appello. Il terzo. Appello a Milano per il bidello, quindi, non essendoci altre sezioni disponibili nella corte d’appello di Brescia.

IL PROCESSO MILANESE era iniziato con un immediato rinvio lo scorso ottobre. A febbraio le parti erano tornate in aula: era stata chiesta una perizia psico-diagnostica sulla bambina (ora ragazza) che aveva mosso le prime accuse, ma il perito incaricato aveva stabilito che non era possibile stabilire se dieci anni fa la piccola fosse stata in grado di testimoniare. Il 24 maggio il pg aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. Ieri l’assoluzione, la seconda in appello. Dopo dieci anni di profondo incubo. LINK


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Scuola e doposcuola: abusi sessuali su minori dagli anziani maestri.

Il Giustiziere degli Angeli

Non sò a quanti sfugge che ormai la scuola è diventata il punto di incontro di parecchi pedofili e pervertiti di vario genere. Mi guardo bene dall’accusare tutto il corpo docente e non nell’ambito scolastico ma bisogna tenere in debito conto che “pedofilia e scuola” stanno andando a braccetto, come “pedofilia e chiesa”, come “pedofilia e scuola calcio” come tanti altri luoghi dove i bambini si riuniscono per vivere la loro infanzia. Insomma è evidente ormai che bisogna cambiare rotta per proteggere i nostri figli, bisogna controllare maggiormente i luoghi e le persone che a vario titolo entrano in contatto con loro, bisogna fare leggi dure con pene certe e senza sconti.

BISOGNA FARE!!!



I EPISODI SAREBBERO AVVENUTI IN UN COMU NE DELLA GRECÌA SALENTINA

Abusi al doposcuola, due anziani insegnanti finiti sotto inchiesta – Una delle vittime avrebbe visto in tv un servizio su un pedofilo e avrebbe così confessato le violenze subite.

LECCE — Per il momento l’inchiesta è ancora top secret. L’informativa dei carabinieri è sul tavolo del pm Angela Rotondano che dovrà decidere se chiedere o meno provvedimenti cautelari. Il caso riguarda due anziani insegnanti che sarebbero accusati di aver commesso atti sessuali nei confronti dei loro piccoli allievi durante il dopo scuola. E la vicenda, secondo le indiscrezioni trapelate negli ambienti giudiziari ed investigativi, sarebbe emersa per puro caso.

IL PEDOFILO IN TELEVISIONE – Una delle presunte vittime avrebbe visto in un telegiornale un servizio sull’arresto di un pedofilo e così avrebbe confessato alla sorellina che quegli stessi episodi accadrebbero nel dopo scuola con i due anziani insegnanti. I genitori, saputa la confessione del loro bambino, si sono immediatamente mobilitati ed hanno avvertito i carabinieri che hanno così avviato le indagini. I presunti episodi di pedofilia sarebbero avvenuti in un Comune della Grecìa Salentina e, ovviamente fino alla conclusione delle indagini, sui protagonisti della vi cenda c’è il massimo comprensibi le riserbo. Secondo indiscrezioni trapelate negli ambienti investigativi e giudiziari salentini, i carabinieri – con il sostegno degli psicologi – avrebbero anche sentito i bambini che sarebbero stati vittime dei presunti abusi sessuali.

IL CASO DI PARABITA – Non è chiaro se i bambini abbiano o meno confermato le accuse contro i due anziani insegnanti. Se così fosse, il caso sarebbe simile a quello che avvenne tre anni fa a Para­bita. Una mamma uccise a coltellate l’insegnante del figlioletto e ferì gravemente il marito. Il motivo? La donna ritenne che l’uomo avrebbe abusato sessualmente del bambino durante le ore di lezione nel dopo scuola. L’uomo è sotto processo per abusi sessuali. Nella Grecìa Salentina c’è molta attesa per le decisioni della Procura della Repubblica di Lecce. I bambini, ovviamente, sono tenuti sotto la massima tutela familiare.

R. L.  – 08 dicembre 2009 LINK ARTICOLO originale

Caso di Parabita (alcuni articoli QUI)


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Don Ruggero Conti: il web si scatena tra accuse e difese!

Il Giustiziere degli Angeli

Molte sono le persone che scrivono sul web in merito al caso “Don Ruggero”. La differenza tra colpevolisti ed innocentisti si nota nei toni dei commenti e viene fuori, da chi lo difende una rabbia, una volgarità e, spesso, un’accusa verso chi fà informazione! Perchè? come mai chi difende Don Ruggero lo definisce “SANTO” e chiama noi “DIAVOLI” augurandoci l’inferno?  Un ragazzo scrive una lettera a questo blog amico portando indietro il caso agli anni ’70/’80 e, nonostante dichiari di aver subito degli abusi proprio da Don Ruggero, il tono con cui racconta la sua verità non ha in sè niente di arrogante o volgare. Continuiamo a dire che le indagini le fà la magistratura e non le persone comuni! Ognuno poi può avere una propria opinione, certo, ma è sbagliato gridare “innocente” gettando fango e discredito sulle “vittime” (sette ad oggi): meglio aspettare!! Le persone che hanno dichiarato davanti al PM di aver subito abusi, a quale scopo metterebbero il proprio nome e la propria persona su una strada lunga, dolorosa, che racconta e ricorda? il silenzio della vergogna deve essere distrutto da ognuno di noi per non sentirci domani colpevoli davanti a nuove vittime!!!

Lunga la strada

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Don Ruggero Conti: un ragazzo accusa… una lettera al Vescovo senza esito ed i murales cancellati.

Il Giustiziere degli Angeli

Mentre il Papa a Sydney dice che i sacerdoti che si sono “macchiati” di abusi (su minori e non) devono essere affidati alla giustizia e che bisogna aiutare le vittime, il caso di Don Ruggero Conti continua a raccontarci di come il clero non è intervenuto per proteggere le vittime ne per evitare che ce ne fossero altre! Questo quanto racconta una presunta (?) vittima. Nella foto una ipotesi “generica” di quei murales che un altro ragazzo ricorda di aver visto scritti sui muri circa 4 anni fà.

MURALES

MURALES

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Don Ruggero Conti: non finisce con Selva Candida!! vittime anche altrove!!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti resta in carcere. Le indagini su di lui continuano e, a quanto pare le vittime dei suoi atti pedofili sono anche in altri luoghi dove è stato!!

Il tribunale del Riesame ha deciso che resterà in carcere don Ruggero Conti, 55 anni, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, finito il 30 giugno scorso in carcere per l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Francesco Scavo, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi.
Perito del giudice aveva stabilito compatibilità con detenzione

ROMA, 19 LUGLIO (Apcom) – I giudici della libertà depositeranno nei prossimi giorni le motivazioni del provvedimento con il quale è stata respinta l’istanza di remissione in libertà di don Ruggero, il sacerdote arrestato il 30 giugno scorso con l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata a danno di minori.

Al momento, quindi, a disposizione dei difensori del sacerdote, c’è solo il dispositivo emesso dal tribunale. Per poter ricorrere eventualmente in Cassazione, quindi, bisognerà attendere.

Nei giorni scorsi il perito nominato dal gip Andrea Vardaro, dopo aver visitato il prete, nel carcere di Regina Coeli, aveva stabilito che le condizioni fisiche di don Ruggero sono compatibili con il regime di detenzione.

Quando è stato sentito, nell’interrogatorio di garanzia, da parte sua, il sacerdote, da sempre impegnato nel sociale ed in favore dei più deboli, ha ribadito la sua innocenza, affermando di essere vittima di un complotto.

Nel frattempo le indagini disposte dal pm Francesco Scavo sono andate avanti e sarebbero stati accertati altri episodi di abusi, tentate e commesse violenze in danno di minori, anche in altre chiese dove don Ruggero ha lavorato.
Parma ok 19/07/2008


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Pedofilia/Rignano Flaminio: depositate le ultime perizie sui bambini dell’asilo Olga Rovere!

Il Giustiziere degli Angeli

A quanto pare siamo agli sgoccioli per l’indagine aperta sui casi di pedofilia dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Oggi sono state depositate le ultime perizie ed entro luglio saranno finiti gli incidenti probatori che riguardano questi angeli…

Tribunale Tivoli

Concluse indagini neuropsicologiche
Nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte violenze sessuali subite da 21 bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’

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