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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Arrestato con le braghe calate mentre molestava due bambine!

Arrestato con le braghe calate mentre molestava due bambine!

Dopo una prima segnalazione da parte di un Centro Commerciale che aveva visto un uomo molestare una bambina, i carabinieri si sono attivati e…. l’hanno beccato! Il 45enne di Collebeato, sposato e già segnalato in passato per gli stessi reati, è stato colto in flagranza di reato ed arrestato immediatamente… con i calzoni ancora calati! Un piccolo appunto all’articolo del giornale che quì sotto vi posto: quest’uomo non è stato arrestato con l’accusa di un “reato infamante”…. è un pedofilo infame.

Uomo arrestato per molestie al centro commerciale. L’indagine dei carabinieri dopo un episodio nei primi giorni del mese a Concesio. In cella un 45enne di Collebeato L’uomo ripreso dalle telecamere dell’ipermercato mentre si strusciava contro due bambine.

Un 45enne di Collebeato è finito in manette con un’accusa infamante: pedofilia.

L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato l’altro giorno dai carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia mentre si trovava al centro commerciale Auchan di Concesio. L’arresto non è stato «occasionale», ma il frutto di una indagine iniziata il 9 agosto per un episodio di violenza sessuale consumatosi sempre al centro commerciale di Concesio.

I CARABINIERI erano stati chiamati al centro di Concesio perchè le telecamere della videosorveglianza avevano immortalato un episodio di molestie sessuali. Le telecamere avevano ripreso un uomo mentre rivolgeva attenzioni particolari a una bambina: si era avvicinato alla piccola, aveva aperto i pantaloni e poi si era strusciato. L’uomo, consapevole di ciò che stava facendo, era rimasto in un posto un po’ appartato e ha fatto di tutto per non farsi riprendere in faccia dalla telecamera. Nonostante l’attenzione a non farsi riprendere l’uomo è stato identificato dai carabinieri, anche perchè in passato si era reso responsabile di fatti analoghi.

L’EPISODIO ha fatto scattare, ovviamente, l’intervento dei carabinieri che hanno tenuto sotto stretto controllo il centro commerciale.

Ieri pomeriggio il lavoro e la sorveglianza dei carabinieri sono stati premiati: verso le 17 l’uomo è ricomparso al centro commerciale e si è comportato esattamente come il 9 agosto.

IL 45ENNE è stato controllato dalla sala di controllo con le telecamere e anche visivamente dai carabinieri in borghese che erano sparsi nella galleria del centro commerciale.

Dopo qualche istante, scelto un posto non particolarmente frequentato, il 45enne, che è regolarmente coniugato, ha atteso il momento propizio. Sfruttando la disattenzione di un paio di genitori, l’uomo è riuscito ad avvicinarsi a due bambine, con meno di 10 anni, ha aperto i pantaloni, estratto l’organo genitale e si è strusciato contro le piccole. A questo punto i carabinieri sono intervenuti bloccandolo, ma facendo anche attenzione a non spaventare le due bambine. Aveva ancora i pantaloni abbassati quando i carabinieri lo hanno immobilizzato per mettergli le manette. Le bimbe sono state subito affidate ai genitori, erano spaventate e frastornate per tutto quello che stava succedendo.

L’UOMO È STATO PRESO in consegna dai carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia, portato in caserma e fotosegnalato. Dopo le formalità il 45enne è stato accompagnato nel carcere di Canton Mombello dove resta attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ai giudici il 45enne di Collebeato dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale su minori.

Fonte: Brescia Oggi


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Maestre che picchiano i bambini? una realtà di tutti i giorni! oggi Vibo Valentia, domani chissà!

Il Giustiziere degli Angeli

Un nuovo caso di maestre che picchiano i bambini dell’asilo! Un bambino disabile è stato oggetto di ben cinque delle “manesche”. Lui ha raccontato tutto e le telecamere nascoste hanno fatto il resto!

BOTTE A UN BIMBO DISABILE: VIBO, ARRESTATE 4 MAESTRE.

VIBO VALENTIA – Lo picchiavano tutte. A raccontarlo è il piccolo disabile di 5 anni e le immagini riprese dalle telecamere. Le quattro insegnanti dell’asilo di Mileto a Vibo Valentia sono state arrestate tutte dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Secondo quanto è emerso dalle indagini, il bambino è stato ripetutamente picchiato, anche più volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione. Le indagini si sono basate su videoriprese in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino. Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, è stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino.

Le quattro maestre sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Si tratta di Adriana Mangone, di 50 anni; Elena Magliaro (38); Maria Teresa Spina (57), tutte di Mileto, e di Francesca Cimino De Liguori (46), di Vibo Valentia. La quinta maestra indagata è Rosa Maria Riso, di 37 anni, di Vibo Valentia. Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, è stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente. I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all’interno dell’asilo dopo avere installato nell’istituto alcune telecamere.

IL RACCONTO DEL BAMBINO «La maestra Adriana, ma anche tutte le altre». È il racconto del piccolo Domenico, cinque anni, delle violenze subite nell’asilo comunale di Mileto per le quali i carabinieri hanno arrestato quattro maestre. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia alla domanda «quanto botte ti danno?», risponde «tante» ed indica la faccia come punto in cui veniva picchiato. Gli schiaffi erano così violenti che il bambino spesso poggiava la faccia sul banco e sul pavimento per alleviare il calore che avvertiva. Elen Magliaro, una delle maestre arrestate per i pestaggi a Domenico, tra l’altro, era la sua insegnante di sostegno. I maltrattamenti subiti dal bambino sono stati documentati nelle riprese effettuate nell’asilo dai carabinieri. Tra l’altro, le maestre, per spaventare il bambino, lo portavano in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, secondo il racconto del piccolo, «uno con la maschera tutto brutto e tutto nero che chiamavano Don Rodrigo». I pestaggi cui viene sottoposto il bambino sono continui e ripetuti anche in uno stesso giorno. Gli schiaffi, in alcuni casi, sono anche quattro-cinque in rapida successione, con il bambino che tenta invano di difendersi proteggendosi il viso con le braccia. I maltrattamenti nei confronti del bambino finiscono dopo che cominciano le indagini dei carabinieri e le maestre vengono sentite dai militari. «Il bambino, fino a quel momento vessato ogni giorno dalle maestre – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – viene fatto oggetto di particolari premure e accortezze».

LINK


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Rignano Flaminio: il processo si svolgerà regolarmente!

Il Giustiziere degli Angeli

Il processo per abusi sessuali sui 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgerà regolarmente. Con un provvedimento d’urgenza il CSM ha revocato lo spostamento della componente del collegio giudicante Marzia Minutillo Turtur. 

Rignano Flaminio/ Vietti, processo si svolgera’ regolarmenteMartedi, 5 Luglio 2011 – 21:05

Il processo sui presunti abusi sessuali ai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio si svolgera’ regolarmente e non dovra’ ripartire da zero cosi’ come si era ipotizzato per la collocazione fuori ruolo, per consentire di far parte della commissione per il concorso in Magistratura, di uno dei giudici del Collegio, Marzia Minutillo Turtur. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti revocato la decisione di mettere ‘fuori ruolo’ il giudice. “E’ difficile avere il quadro delle esigenze dei processi di ogni magistrato – ha detto il vice presidente del Csm, Michele Vietti, nel corso di un’intervista rilasciata al Tg1 – della loro qualita’ e quantita’. Quando ci siamo resi conto che per i fatti di Rignano il processo rischiava di ricominciare da capo il comitato di presidenza del Csm ha chiesto alla Commissione di restituire questo magistrato al suo processo”.

LINK Affari Italiani


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Rignano Flaminio: riparte da zero il processo per abusi sui bambini dell’asilo.

Il Giustiziere degli Angeli

La notizia è stata battuta da molte agenzie pochi minuti fa: riparte da zero il processo a Tivoli per gli abusi su 19 bambini dell’Asilo Olga Rovere dell’anno scolastico 2005/2006. Poche settimane fa ci giungeva notizia (LINK) del fatto che una componente del collegio giudicante (Marzia Minutillo Turtur) è stata richiamata dal CSM per un “importante e delicatissimo” incarico: partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura! Gli avvocati che difendono gli indagati oggi potevano comunque dirsi “disposti ad utilizzare e salvare quanto fino ad ora fatto in udienza”….invece gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno (difensori dei coniugi Scancarello) hanno detto NO: ricominciamo da capo facendo di nuovo testimoniare le famiglie dei piccoli! Stranamente gli altri avvocati degli indagati non sono d’accordo con lo Studio Coppi e vorrebbero invece procedere celermente verso la fine del processo. Dico “stranamente” in quanto, generalmente, in questo tipo di processi in cui gli accusati sono più d’uno, gli avvocati difensori tendono ad adottare la stessa strategia. Socialmente certo la posizione degli Scancarello è ben diversa da quella degli altri: loro si sono trasferiti immediatamente a Roma e non vivono più nel paese dei “Guelfi e Ghibellini” dove la divisione tra innocentisti e colpevolisti pesa invece sul quotidiano delle altre maestre! I genitori dei bambini che erano in attesa della decisione di oggi davanti al Tribunale, intanto dichiaravano di prevedere (nel caso in cui si stabilisse di riiniziare da capo il processo) un sit-in di protesta permanente davanti a Palazzo dei Marescialli, sede del CSM. Appoggio la loro protesta ma non mi faccio illusioni: questa è l’Italia che abbiamo contribuito a fare anche noi e dove le proteste dei cittadini sono solo un fastidioso rumore!

 

Rignano/ Divergenze tra le difese ma processo parte da zero

Il processo in corso a Tivoli, per gli abusi sessuali compiuti sui 19 bimbi che nell’anno scolastico 2005-06 frequentarono la scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, ripartira’ da zero. La circostanza era nota da diverse settimane ma oggi il tribunale ha comunicato ufficialmente alle parti che il collegio e’ precario da quando il giudice Marzia Minutillo Turtur e’ stato messo fuori ruolo dal Csm per poter seguire i lavori della commissione di esame al concorso in magistratura. Preso atto del problema, tutti gli avvocati delle parti in causa si sono detti disposti a utilizzare (e a salvare) quanto fatto finora in udienza, ad eccezione di Roberto Borgogno che, assieme a Franco Coppi, difende i coniugi Patrizia Del Meglio (maestra) e Gianfranco Scancarello (autore televisivo). Per Borgogno, data la delicatezza e la complessita’ della materia che ha praticamente diviso a meta’ un paese tra innocentisti e colpevolisti, e’ doveroso che il nuovo giudice ascolti ‘dal vivo’ quanto hanno sinora raccontato nelle varie udienze a porte chiuse i genitori dei bimbi coinvolti nelle presunte violenze. Quella di oggi, di fatto, segna la prima, vera, divergenza tra gli avvocati delle difese da quando ha preso il via l’inchiesta. L’auspicio del presidente Mario Frigenti e’ che, entro il 13 luglio, data della prossima udienza, un nuovo magistrato possa essere assegnato dal Csm cosi’ da poter formulare un nuovo calendario e formalizzare la rinnovazione dibattimentale attraverso una nuova convocazione dei genitori fin qui ascoltati. Contrariamente alle previsioni piu’ nere della vigilia, il mancato consenso dell’avvocato Borgogno fara’ slittare di pochi mesi il processo che era cominciato nel settembre dello scorso anno. Oltre ai coniugi Scancarello-Del Meglio sono sul banco degli imputati anche le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e la bidella Cristina Lunerti. Violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza, sono i reati contestati a seconda delle singole posizioni processuali.

(LINK)


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Rignano Flaminio: il processo da rifare?

Il Giustiziere degli Angeli

Processo per (presunti) abusi sui bambini della Olga Rovere. Salta il collegio dei togati perché uno dei componenti deve sostenere un concorso in magistratura. Così ricomincerà dall’inizio l’iter in aula della vicenda della scuola materna Olga Rovere.
La notizia era già stata battuta la scorsa settimana sulle pagine del “Il Messaggero” passando un pò in sordina! Ma da ieri è stata ripresa da giornali e TV in modo molto più forte: è accaduto altro? Evidentemente l’insistenza di certe voci si è fatta più forte e forse è iniziata la “caccia” al perchè stia accadendo tutto questo!
Come cittadina questa ipotesi mi fà ribrezzo e mi chiedo come potrebbe, nella eventualità sia tutto da rifare, la “magistratura” pretendere il rispetto di noi comuni mortali. Qui si tratta di “bambini” e non di “calcioscommesse”, “truffe allo stato”, “evasione fiscale” etc. Non possiamo permettere che le persone coinvolte in questa vicenda vedano allungare così tanto i tempi, neanche gli indagati che spero si oppongano fortemente a questa “farsa” visto che hanno spesso dichiarato, per bocca dei loro avvocati, di voler procedere velocemente verso la fine di tutto questo.
La prescrizione del “reato di abusi sessuali su minori” accade dopo che sono passati 10anni dai fatti. Questo in Italia: nella vicina Svizzera tale reato non và MAI in prescrizione! Non posso non ricordare che ci sono stati dei processi per gli stessi reati in cui il diluirsi dei tempi hanno portato alla “prescrizione del reato”! (vedi processo a carico, ad esempio, ad un sacerdote di Catanzaro: il collegio giudicante cambiò per ben 6 volte e non si arrivò neanche al 1°grado – PRESCRITTO IL REATO – la vittima (che all’epoca dei fatti aveva TRE anni) non ottenne giustizia!).
Forse anche lo stesso giudice (Marzia Minutillo Turtur) dovrebbe opporsi a questo trasferimento pensando a tutto quello che sino ad oggi ha ascoltato e visto in quella fredda aula del Tribunale di Tivoli.
Spero veramente che su tutti prevalga la coscienza di esseri umani.

Rignano, tutto da rifare il processo per gli abusi.
Salta il collegio dei togati perché uno dei componenti deve sostenere un concorso in magistratura. Così ricomincerà dall’inizio l’iter in aula della vicenda della scuola materna Olga Rovere e delle maestre sospettate di pedofilia in corso al Tribunale di Tivoli. L’intero fascicolo passerà a un altro collegio ma, non essendoci persone detenute, non ci sarà alcuna corsia preferenziale per il nuovo procedimento
I carabinieri davanti alla “Olga Rovere” di Rignano

Tutto da rifare il processo per i presunti abusi alla scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, in corso al Tribunale di Tivoli. Secondo quanto si è appreso, uno dei componenti il collegio giudicante, la dottoressa Marzia Minutillo Turtur, nei giorni scorsi è stata collocata fuori ruolo dal Csm per consentirle di partecipare come membro esaminatore al concorso in magistratura. E rientrerà presumibilmente fra due anni.

‘Salta’ quindi il collegio composto insieme con il presidente Mario Frigenti e con il giudice Barbara Callari (a sua volta ‘prestata’ dalla sede giudiziaria romana), che non potrà essere più formato.

Il processo di primo grado vede imputate cinque persone. Si tratta delle maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, dell’autore tv Gianfranco Scancarello e della bidella Cristina Lunerti. A vario titolo e a seconda delle posizioni sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza.

Secondo quanto si è appreso, l’intero fascicolo processuale, insieme con gli altri 210 che erano in carico al tribunale collegiale nel quale risultava fino a qualche giorno fa componente Marzia Minutillo Turtur, passerà al ruolo del primo collegio, presieduto sempre da Mario Frigenti. Non riguardando l’inchiesta persone in stato di detenzione, non ci sarà alcuna corsia preferenziale per il suo svolgimento.

A rigor di logica, comunque, in caso di creazione – a dire il vero, da voci raccolte, la cosa si ritiene molto improbabile – di un nuovo collegio sarebbe da escludere che le difese acconsentiranno di ‘salvare’ l’attività dibattimentale finora svolta.

Secondo quanto si è appreso, il tribunale di Tivoli avrebbe fatto un tentativo in extremis per risolvere la questione, chiedendo la revoca del ‘fuori ruolo’ del giudice o chiedendo al Csm di inviare un nuovo magistrato. Allo stato, però, resta solo il fatto che già dalla prossima udienza, fissata per il 4 luglio, il collegio non può essere più formato.

“Questo non ci preoccupa – spiega l’avvocato di parte civile di alcune delle famiglie dei bimbi, Franco Merlino – Basta che ci sia il consenso di tutte le parti, difensori degli imputati e difensori di parte civile, e il processo va avanti”. In caso contrario, “bisognerà risentire tutti i testimoni” ma Merlino è ottimista: “i legali degli imputati hanno sempre detto che hanno interesse a svolgere il processo rapidamente. In ogni caso vedremo nella prossima udienza, il 4 luglio”.

LINK REPUBBLICA.IT


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Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


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Pedofilia: a Pino La Monica gli amici pagano le spese dei suoi abusi.

Il Giustiziere degli Angeli

Ogni tanto, all’inizio di quanto scrivo, mi sento costretta a mettere da parte il voltastomaco ed a ripetere che una persona “è innocente” fino alla conclusione del terzo grado di giudizio! Così come rammento anche che “è colpevole” fino a quando non se ne dimostra l’innocenza! Di “Pinuccio” La Monica se ne è parlato sia in questo che in altri blog e quindi faccio qui un piccolo riepilogo per chi non ne conoscesse la storia ma vi prego di leggere l’articolo fino in fondo dove, veramente, il peggio è uscito dai suoi “supporters”.


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Abusi su minori. Facevano prostituire il loro bambino di sette anni: condannati!

Il Giustiziere degli Angeli

Vasile Caldararu e Floarea Pomana, questi i nomi dei due rom condannati oggi a 18 anni di reclusione! Questi erano i genitori (bah!) di Stefan, un bambino che all’epoca dei fatti non aveva neanche 7 anni. Lo portavano nei pressi del cimitero Maggiore di Milano per farlo prostituire. E, per attirare maggiormente clienti pervertiti, gli lasciavano i capelli lunghi, gli laccavano le unghie di rosso e lo vestivano da bambina! Il loro avvocato difensore (romeno anche lui ma di cui non si dice il nome) ha avuto il coraggio di dire che “la polizia ha interpretato in modo cattivo un innocente travestimento… Tutti i nostri bimbi giocano a vestirsi da bambina, lo facevo anch’io da piccolo…“. Nutro i miei dubbi su questa affermazione che comunque non c’entra nulla col fatto che il bambino venne trovato dalla Polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.

Stefan oggi ha 13 anni ed è stato da tempo adottato da una famiglia che gli stà rendendo dignità, serenità ed amore! Il mio abbraccio speciale a lui.

Bambino rom costretto a prostituirsi: condanne a 18 anni per i genitori. Il caso del piccolo Stefan, rapito da una comunità protetta. Era stato trovato travestito da bambina. Continua a leggere


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Abusi su minori: incontri hot tra omosessuali in cui prese parte anche una bambina. Condannati!!

Il Giustiziere degli Angeli


Pedofilia, abusi su bimba di otto anni. Tra i sei condannati c’è il padre.

Sotto accusa anche un ex medico del Policlinico Gemelli e un sagrestano. Per il genitore 15 anni di reclusione. Continua a leggere


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Luca Delfino e l’omicidio di Luciana Biggi: la scena del delitto contaminata.

Il Giustiziere degli Angeli

Ha avuto inizio il nuovo processo contro Luca Delfino accusato di aver ucciso nei vicoli di Genova la povera Luciana Biggi. Luca Delfino è già in carcere condannato per l’uccisione di MariaAntonietta Multari, colpita da numerose coltellate in strada e davanti a diversi testimoni. Luciana Biggi, che come MariaAntonietta aveva frequentato Delfino, non ha ancora trovato pace consegnando il suo assassino alla giustizia. Una giustizia comunque iniqua visto che a Delfino sono stati inflitti SOLO 16 anni per l’omicidio della Multari! Questo processo vorrebbe far luce sulla morte di Luciana ma la scena del crimine fù fortemente contaminata da un andirivieni di personale medico, di polizia e di curiosi. Non solo. A quanto risulta da una testimonianza di uno spazzino, in quei momenti egli stesso raccolse diverse bottiglie rotte mettendole in uno scatolone e gettandole poi nei raccoglitori. Essendo stato accertato dall’autopsia che Luciana fù sgozzata con un vetro frastagliato è molto probabile che l’arma del delitto fù gettata nella spazzatura dall’ignaro operatore ecologico. In aula quindi sono sorti molti dubbi su Delfino in quanto non si hanno elementi oggettivi su cui basare la sua colpevolezza. E quindi in aula Luca Delfino si gira verso il crocifisso e, facendosi il segno della croce ed inviando un bacio, ringrazia Dio. Domani si terrà un’altra udienza! Posso aggiungere altro? Sì, posso aggiungere che io ringrazierò Dio nel momento in cui avrò la certezza che Delfino non percorrerà mai più nessuna strada del mondo!

(AGI) – Genova, 21 ott. – Durante l’udienza di oggi del processo a Luca Delfino in Corte d’assise, dei nove testimoni citati, otto sono stati interrogati dal pg Enrico Zucca. Continua a leggere


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Abusi su minori: la chiesa tollera ancora don Michele. I cittadini NO!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo, con preghiera di diffusione, la seguente mail e volentieri la riporto. Questo soprattutto perchè è la dimostrazione che simili comportamenti della chiesa non sono tollerati dai cittadini comuni, cristiani od atei che siano, e che la reazione e l’azione sono delegati al singolo. Ringrazio da parte mia e da parte di tanti Angeli il signor Alberto.

Gentile MAMMA DOLCE , vi invio la lettera aperta che ho spedito al Cardinale Sepe, riguardo il maldestro tentativo della Curia di Napoli di reinserire, in una chiesa del centro di Napoli, il focoso don Michele, prete di San Giorgio a Cremano, sorpreso in un auto con una quindicenne, mentre consumavano un rapporto sessuale. Se questa è la tolleranza zero richiesta da Papa Ratzinger, bisogna assolutamente andare sotto lo zero. Distinti saluti, Alberto Senatore.

 

Don Michele De Masi

 

 

Napoli, chi ha visto don MICHELE ?

Lettera aperta al Cardinale di Napoli CRESCENZIO SEPE.

Dov’è adesso Don Michele ?

Spett. Le Cardinale SEPE sono Alberto Senatore, classe 1964, di fede cristiana, sposato felicemente e padre di due figli. Le scrivo riguardo le affermazioni del Suo vicario Don Gennaro Matino, rilasciate in un’intervista a Paolo Russo, giornalista del Mattino, pubblicate domenica 10 ottobre, riguardanti la questione di Don Michele, “ sorpreso ” a dire messa nella parrocchia di Santa Lucia a Mare. La sorpresa non è che il prete celebri la messa, ma che il prete celebrante non sia in “ area di santità ”. Procediamo con ordine. Chi è Don Michele ? Un sacerdote di San Giorgio a Cremano (Napoli ), che tre mesi prima, esattamente il 5 luglio, era stato “ sorpreso “ in flagranza di reato, dagli agenti della Polizia Stradale, sulla tangenziale di Capodimonte, mentre in auto consumava un rapporto sessuale completo con una ragazzina quindicenne.

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Pedofilia e Chiesa: violentò una ragazzina ma dice ancora messa!

Il Giustiziere degli Angeli

A volte anche io faccio i copia-incolla dal web perchè spendere delle parole a seguito di certi fatti diventa ripetitivo al punto che mi viene il mal di mare con conseguente forte nausea. La notizia riportata da Leggo è una di quelle che non ti dispongono bene ad affrontare la giornata e che ti indispongono contro una certa categoria. Che dire? Buongiorno mondo, svegliamoci!!!

Don Michele De Masi: da notare le foto sullo sfondo!

ABUSÒ DI 15ENNE IN AUTO: PRETE DICE MESSA A NAPOLI

Abusò di una quindicenne ma continua ad esercitare la funzione di parroco, in altra sede. Per M.D.M. la Curia non ha adottato alcun provvedimento sanzionatorio, anzi. Per certi versi la misura di trasferimento può essere interpretata come una promozione. Il parroco sarebbe stato trasferito dalla parrocchia di San Giorgio a Cremano (paese del vesuviano) ad un’altra situata nel salotto della Napoli bene. Il prete pedofilo, di recente, avrebbe anche celebrato un matrimonio. Ed è proprio in quella occasione che qualcuno degli invitati l’ha riconosciuto, essendo abitante a San Giorgio a Cremano. «L’ho visto e mi sono sentito mancare. Possibile che un prete che ha abusato di una ragazzina continui a dire messa?».
Indignazione e incredulità da parte dei Verdi e delle associazioni antipedofilia. Indignazione ad indignazione. Da un parroco pedofilo trasferito ad un altro, don Aniello Manganiello prete anticamorra che la Chiesa ha allontanato da Napoli senza nessuna motivazione e che proprio domenica celebrerà l’ultima messa.
Il caso del parroco di San Giorgio destò molto scalpore. Leggo, in esclusiva, raccontò che M.d.M. fu sorpreso dalla polizia stradale con una quindicenne, sulla tangenziale di Capodimonte, mentre consumava un rapporto orale. L’abito talare fu dietro i sedili posteriori, i poliziotti capirono subito che si trattava di un prete, non la ragazzina che raccontò di averlo conosciuto in chat, spacciandosi per professore. Don M.D.M. non fu arrestato soltanto perché i genitori della ragazzina non vollero sporgere denuncia.
Intanto il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Presidente dell’ associazione antipedofilia Vincenza Calvi hanno chiesto spiegazioni alla Curia: «Il parroco di San Giorgio a Cremano che nel luglio scorso era stato scoperto dalla polizia con una 15enne nel pieno di un rapporto sessuale risulterebbe ancora in servizio come sacerdote. Diversi fedeli, infatti, ci hanno segnalato che attualmente opera in una chiesa di Napoli. Se la notizia fosse confermata la vicenda sarebbe di una gravità incredibile, per questo abbiamo chiesto chiarimenti alla Curia anche perché il nome del Sacerdote risulta ancora inserito nel sito internet ufficiale della Chiesa di Napoli».
Effettivamente sui siti della Curia M.D.M. risulta ancora parroco a tutti gli effetti: «Già il suo mancato arresto all’ epoca dei fatti – continuano Borrelli e Calvi – ci indignò. Adesso se questo parroco non è stato giudicato da nessun tribunale e addirittura ha ripreso la sua attività sarebbe uno scandalo. A questo punto ci domandiamo anche se don M. sia ancora un prete. Ci auguriamo soltanto che le segnalazioni che ci sono arrivate sono sbagliate e che la Chiesa si sia dimenticata di cancellare il suo nome dal sito internet ufficiale e sopratutto che questo prete sia stato spogliato del suo abito talare e che sarà giudicato e condannato, come tutti i cittadini, per l’ orrendo reato che ha commesso».

LINK Leggo.it

LINK sulla storia del caso


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Abusi Asilo Rignano Flaminio – Eccezzionale: scompaiono i fatti.

Il Giustiziere degli Angeli

Seconda udienza oggi al Tribunale di Tivoli circa la denuncia di abusi sessuali sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.


Trovare le parole per dire quanto riferiscono i giornali on-line oggi mi riesce molto difficile, senza cadere nell’offesa di quanti ruotano a diverso titolo attorno al processo. Eravamo rimasti alla settimana scorsa dove i difensori degli imputati ripresentavano le “eccezioni” per rendere nullo il procedimento, cioè proprio “questo processo non s’ha da fare“! Invece il processo andrà avanti poichè è stata rigettata “l’eccezione di accuse troppo generiche”. In “atti osceni, maltrattamenti a minori, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale a minorenni, corruzione di minori e atti contrari alla pubblica decenza” non appare a nessuno TROPPO GENERICO. Il collegio dei Giudici ha deciso che tutte le eccezioni sono “respinte”, così come è stato la volta precedente ma hanno deciso inoltre che…

…non faranno parte del processo gli atti relativi a una serie di esami compiuti sui capelli di alcune bambine; esami che avevano segnalato la presenza di tracce di benzodiazepina, un farmaco utilizzato per la cura dell’ansia e dell’insonnia. Non solo: è stato espulso dal fascicolo del dibattimento il verbale nel quale si è dato atto del riconoscimento da parte dei bambini di un casale, in localita’ Mole D’Orciano, come ‘casa degli orrori’. A chiedere che i due atti istruttori non facciano parte del processo sono stati i difensori degli imputati, per i quali non sono state rispettate le garanzie difensive nella materiale effettuazione degli stessi (agli stessi, infatti, non erano presenti tutte le parti processuali).

Ecco, queste sono le cose che mi tirano fuori le viscere e con esse tutta una sequela di parolacce ed offese da scaricatore di porto. Ma come si può, mi chiedo, in un processo del genere, cancellare questi fatti con tecnicismi legulei che sanno tanto di presa per il c…? Se i bambini hanno riconosciuto una “casa” come luogo dove venivano portati, perchè evitare di portare la cosa in dibattimento? non c’erano le circostanze idonee? e cioè? pioveva? nevicava?  faceva troppo caldo quel giorno per poter riconoscere la casa? A chiedere che i due atti istruttori non siano del processo sono stati i difensori degli imputati, per i quali non sono state rispettate le garanzie difensive nella materiale effettuazione degli stessi. Già, cacchio, non ci avevo pensato mica!! Le “garanzie difensive“. Perchè del resto questi bambini sono dei “mostri” (mostruosamente bravi a ricordare le case e le stanze e i giochi!) e loro “non hanno diritto alle garanzie accusatorie“. E poi, se gli stessi raccontano di “punturine” e vengono trovate sostanze farmacologiche per ansia ed insonnia nei capelli, chissenefrega! D’altronde si sà che i giovani che si drogano sono “sempre più giovani”.

A fronte di fatti abbiamo tecnicismi e gli avvocati difensori ad oggi profittano delle bucce di banana che la legge italiana gli confeziona per far scivolare gli “atti” nel NULLA. Infine devo dire (opinione personale) che mi sarebbe piaciuto avere notizie circa un dibattimento ad argomentazioni tra tutti questi “principi del foro” invece che un nascondere le carte nelle maniche.

Comunque il processo andrà avanti e spiacente per Naso, Coppi & Compagnia ma almeno, il tentativo di rendere nullo il rinvio a giudizio, è andato a vuoto. Mi piacerà molto sentire quali saranno i vostri contro-argomenti.

L’ultimo pensiero và naturalmente ai bambini ed alle loro famiglie ai quali dedico questo commento inviatomi da una lettrice del blog:

Sia ringraziato S.Michele Arcangelo di cui oggi ricorre la celebrazione. Mettiamo il bambini di Rignano sotto la sua specialissima protezione e le loro famiglie! Fra pochi giorni ricorre la festa del patrono d’Italia, S. Francesco d’Assisi…. Sotto la protezione del patrono mettiamo l’Italia, affinchè sappia ancora mostrarsi quella nazione capace di ogni bellezza, capace di difendere la sua storia millenaria. Capace di difendere e affermare la giustizia. Che l’Italia rivolga a S. Francesco la preghiera perchè giustizia, quella vera, sia fatta a Rignano. Invito tutte le famiglie a unirsi alla preghiera che verrà dedicata il 4 Ottobre alla basilica della Proziuncola di Assisi ai bambini e le famiglie che hanno dovuto subire un dolore inenarrabile e ancora dovranno tanto patire!


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Abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio: prima udienza del processo!

Il Giustiziere degli Angeli

Ha avuto corso l’altro ieri (22/9) la prima udienza per il processo sugli “abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio”. “PRESUNTI ABUSI”, per carità! Che bisogna sempre rispettare la “presunzione di innocenza” mica quella di “colpevolezza”!!

Sappiamo dalle fonti giornalistiche che in questi quattro anni si sono accavallate molte polemiche tra le parti e che, tra colpi di carte e parole cariche di veleni, i bambini sono stati sottoposti (oltre alle cure terapeutiche che tali traumi richiedono) a incidenti probatori, racconti e riconoscimenti di percorsi e case al pari di “collaboratori di giustizia” di alto calibro!

In questo ed in altri blog trovate “quasi” tutti i racconti (LINK) degli orrori fatti dai piccoli alunni che sono man mano approdati nelle aule protette del Tribunale di Tivoli e vi invito a rileggerli ogni volta poiché, anche se qualcuno li ritiene indotti/fantasiosi/imprecisi (ci mancava che tenessero un diario dei Pokemon o di HelloKitty per segnarsi i giorni e le ore), è bene mettere un punto fermo sulle loro “testimonianze” che certi bollano come “false”. Continua a leggere


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Pedofilia e chiesa: don Cantini un uomo misterioso? NO è solo un abusatore di bambini!

Il Giustiziere degli Angeli

Sempre per rinfrescare la memoria vi rimando ai LINK DI ARCHIVIO

Le vittime di don Cantini a Maniago  - “Ha ostacolato l’emergere della verità”

Il vescovo ausiliario sabato in un’intervista a Toscanaoggi aveva detto di non essersi accorto di nulla di non aver insabbiato.

Don Cantini

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Luca Delfino: premiati dopo tre anni i poliziotti che lo arrestarono!

Il Giustiziere degli Angeli

Arrestarono il killer: medaglia tre anni dopo.

In Italia, si sa, i tempi della burocrazia sono quelli che sono e anche per gli encomi bisogna prendere il ticket e mettersi in coda. L’attesa dei due poliziotti che arrestarono Luca Delfino è durata quasi tre anni, ma ieri, quando sono stati chiamati al palco d’onore per ricevere l’attestato firmato dal capo della polizia Manganelli dalle mani del questore Mauriello, l’emozione si è rivelata forte, più forte di quanto l’assistente capo Giampaolo Borea e il collega Ivano Rebella, anche lui assistente, ancora la sera prima avessero messo in conto.

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Pedofilia / Don Marco Cerullo: confermata condanna in cassazione!

Il Giustiziere degli Angeli

Comunicato Stampa: Avv. Sergio Cavaliere 81033 Casal di Principe, Corso Umberto I, 145 - tel./fax 0818167421 cell. 3492313703  - e-mail: s_cavaliere@hotmail.com

(LINK ARTICOLI di Archivio)

Cassazione. Confermata condanna a 6 anni e 8 mesi a don Marco Cerullo, prete pedofilo.


La settima sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per don Marco Cerullo.

Il viceparroco a Casal di Principe e insegnante di religione a Villa Literno, fu arrestato in flagranza dai Carabinieri di Casal di Principe il 19 dicembre 2007, in campagna, mentre violentava un suo alunno di 11 anni. Alla vista dei Carabinieri il prete tentava una precipitosa fuga in auto, interrotta dall’arresto.

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Estelle Mouzin: un’altra vittima di Fourniret? Bambini scomparsi ed indagini fantasma!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono tanti bambini che scompaiono nel mondo e tantissimi non vengono più ritrovati. A volte si scopre che, dietro la scomparsa, c’è un singolo individuo che ne abusa e ne decreta la morte. A volte si è scoperto che dal momento del rapimento sono stati segregati per decenni per essere usati come giocattoli da adulti deviati. Spesso questi bambini vengono rapiti e venduti per il fiorente mercato milionario della pedopornografia fino a quando, ormai non più utilizzabili, vengono gettati via come spazzatura.

Proprio in questi giorni si è riaperto il caso di Ottavia De Luise, bambina scomparsa a Montemurro di Potenza il 12 maggio 1975, grazie all’interessamento di Gildo Claps, fratello di Elisa ritrovata dopo 17anni uccisa e sepolta nella chiesa della SS Trinità di Potenza. Nel caso di Ottavia ha fatto ribollire il sangue a molti la relazione delle indagini sulla sua scomparsa (indagini fatte su un metro quadro mi vien da dire): la bambina (12anni al momento della scomparsa) si concedeva con favori sessuali ad anziani del luogo per piccole some di denaro. E le indagini, nonostante le segnalazioni, non andarono avanti come se quella relazione basata sui chiacchiericci del paese che bollava una bambina come “prostituta” fosse una sentenza del “chissenefrega che fine ha fatto”. Ma, una mano conosciuta, ha scritto due anni fa una lettera alla famiglia di Ottavia: è stata violentata, uccisa e sepolta in “quella cascina” da quell’uomo! Ora sono stati ritrovati, proprio lì, dei resti in un pozzo e bisognerà accertare se sono quelli della piccola Ottavia.

E questo grazie al contributo dato dalla famiglia di Elisa Claps e di “Chi l’ha Visto?” (LINK CASO ELISA).

Dietro queste scomparse ci sono genitori, fratelli, zii e nonni che non si danno pace, che convivono con un dolore che nemmeno lontanamente noi possiamo sfiorare. Rimanere nell’oblio del non sapere credo sia la cosa più orribile possa capitare ad un familiare di uno scomparso: che sia vivo o morto l’importante è averne certezza! A volte accade quello che io definisco un miracolo! A volte si incontrano persone capaci ed umanamente vicine che si prendono carico di far riaprire le indagini alla ricerca della verità ed è in ciò che è stato trascurato che forse si trova il filo che conduce alla soluzione.

Questo stà accadendo in Francia dove il 9 gennaio del 2003, a ritorno da scuola a Guermantes, scomparve una bambina di 9 anni: Estelle Mouzin (LINK CASO ESTELLE). Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann viene così definita dalla stampa francese: datele qualsiasi procedura che “vegeta” nell’ufficio di un giudice istruttore sopraffatto dal lavoro e lei troverà un particolare, qualcosa di trascurato che potrebbe portare alla soluzione del caso. Solo lei può rintracciarlo, lei “un segugio giudiziario”!

Proprio questa donna sembra abbia trovato un dettaglio importantissimo per la soluzione del giallo della scomparsa di Estelle! Tra le cose sequestrate a casa del mostro di Marcinelle, Michel Fourniret (LINK ARTICOLO), pare ci sia un accessorio appartenuto alla bambina. Dopo sette anni c’è una pista da seguire. Conosciamo tutti l’orrenda pagina scritta da Fourniret e sua moglie che rapivano bambine, le abusavano e le uccidevano. Ma pare anche che lavorassero su commissione di altri che li pagavano per procurargli bambine indicando l’età e altri dettagli preferiti.

Che dietro la scomparsa di minori ci sia il singolo e/o l’organizzazione non importa! E’ necessario indagare sin nei minimi dettagli per arrivare alla verità ed attivare soluzioni immediate affinchè questo non accada mai.

Ogni bambino scomparso, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro.


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Suicidio Evelyn Moreiro – Don Giosy: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi.

Il Giustiziere degli Angeli

Proprio in questo (LINK ) articolo vi parlavo di come la stampa ha trattato il caso del suicidio di Evelyn Moreiro ma, soprattutto, di come ha trattato i giovani, amici di Evelyn, che stanno aiutando la verità a venire alla luce. Ed oggi scopro con piacere che un’altra voce si è levata a favore dei ragazzi, quella di Don Giosy Cento. Sposo nel totale quanto il parroco dichiara alla fine dell’articolo perché è esattamente il mio stesso pensiero: NON SPORCHIAMO I GIOVANI, GUARDIAMO PRIMA NOI STESSI!

(ho riscritto per intero l’articolo, comprese le virgole ed i punti, in quanto la testata giornalistica non lo mette on-line. Nella foto la scannerizzazione dell’articolo stesso. Al seguente link invece trovate tutti gli articoli su Evelyn –  LINK )


Evelyn, prima che morisse era una ragazza dolce e solare e specialmente altruista – queste le parole dette dal Sig. Moreiro, più volte raggiunto telefonicamente dal nostro quotidiano”. Ad averne la conferma della sua personalità, sono state anche le frasi spese riguardo la ragazza, dal parroco Don Giosy Cento, con la sua associazione giovanile “Ragazzi del Cielo – Ragazzi della Terra” del quale il sacerdote è il fondatore. Il suo gruppo è dedicato interamente a tutti quei ragazzi che per incidenti, malattie o scelte di vita sbagliate se ne vanno troppo presto. Un punto di supporto per tutti quei giovani che sono ancora qui e per quei genitori che purtroppo hanno perso i loro figli, precocemente o in maniera atroce come è successo ai Moreiro. Il gruppo di Don Giosy proprio per trattare queste tristi ma vere realtà, circa un anno fa si è recato alla scuola della ragazza, all’IPSIA di Acquapendente per un’assemblea scolastica di oltre centocinquanta studenti. Ma tra questi c’era anche lei Evelyn, colei che a soli diciannove anni ha deciso di togliersi la vita suicidandosi, impiccandosi con una sciarpa. Don Giosy però non è entrato nello specifico in contatto con lei tra la folla di una riunione scolastica, ma solo dopo il triste evento, ha incontrato la famiglia Moreiro, per confortarla e starle vicino. A riguardo il parroco ci dice: “Mi sembra che in tutte queste situazioni viene fuori un volto dei giovani che non è reale, perché hanno dei sentimenti e dei valori nascosti molto alti e nobili, ma sono “fregati” da questo tipo di mondo che gli adulti inconsapevolmente hanno costruito. Dico questo non per illudermi ma per la conoscenza che ho personalmente di molti giovani in Italia e nel mondo. Concludo dicendo una frase secca ma vera: non sporchiamo i giovani, guardiamo prima noi stessi”.


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Evelyn Moreiro suicida a 19 anni – I giornalisti e la campagna denigratoria ai danni di chi le voleva bene!

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro

SUICIDIO – con questa parola fù chiuso il caso di Evelyn Moreiro trovata impiccata in un centro di accoglienza di Viterbo ( a lato di questo blog trovate il box che contiene gli articoli che riguardano il suo caso). Lunedì 26 aprile se ne è occupato il programma “Chi l’ha Visto?” con un’intervista al ragazzo che ha spedito le pagine del diario della ragazza alla famiglia: Alessandro. Lui ha 20anni, come avrebbe avuto oggi Evy se non si fosse tolta la vita, ed era un buon amico di lei. Proprio qui in questo blog si chiedeva cosa fare, se andare avanti e mostrarsi per far sì che la verità sui motivi per la morte di Evy fosse svelata. Per poco che conta la mia opinione io gli ho consigliato di andare avanti perchè non era giusto minimizzare la morte della sua amica con “la fragilità di una ragazza che si è tolta la vita per essere stata lasciata dal fidanzatino” e perchè la famiglia di lei, per lenire almeno in parte il proprio dolore, aveva bisogno della verità. E la responsabilità morale di questo suicidio è scritta da Evelyn nelle pagine del suo diario: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio!

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