-Il Giustiziere degli Angeli-

Pedofilia - Abusi - Violenza -

Bulma incriminata! il presidente dell’ADAM non è d’accordo e tira in ballo Pinocchio!!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo tra i commenti questa lunga lettera inviatami da Paolo Buscaglino Strambio Presidente di ADAM Italia e padre adottivo, che l’ha lasciata anche tra i commenti sul sito www.troviamoibambini.it nello stesso articolo che riportavo nel mio blog  Ecco cosa insegnano i cartoni animati ai nostri figli: vergognoso!! . Vista la nostra democratica civiltà, do spazio a quanto il Sig.Paolo vuole dire sull’attacco verso il cartone animato “incriminato” dando, allo stesso tempo, spazio a quanti vorranno rispondere alle sue eccezzioni.

 Riporto la risposta inviata al Comitato…

Gentile Comitato,

come Presidente di ADAM Italia, associazione che da oltre 10 anni si occupa di cartoni giapponesi e del loro impatto sul pubblico italiano, mi permetto di rispondere alla vostra pagina web dedicata a Dragonball, a questo sollecitato anche da numerosi nostri sostenitori.

BULMA

Continua a leggere »

Giugno 27, 2008 Pubblicato da mammadolce | Bulma, Cronaca, Disegni dei bambini, Minori e TV, Violenza su minori, abusi su minori, cartoni animati | , , , , , , , | 1 Commento

Pedofilia: altri 4 bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio pronti a testimoniare!!

Il Giustiziere degli Angeli

Per adesso posto la notizia di oggi sul caso di pedofilia nell’asilo di Rignano Flaminio. Ci tornerò sopra cercando di riassumere quanto sino ad oggi accaduto!

RIGNANO/ ALTRI 4 BIMBI POSSONO TESTIMONIARE SU ABUSI
Depositata perizia. Un piccolo considerato invece inidoneo
Roma, 11 giu. (Apcom) - Altri quattro bimbi di Rignano Flaminio saranno ascoltati in incidente probatorio sulla serie di presunte violenze ed abusi sessuali che avrebbero subìto. In base alla perizia depositata nell’ufficio del gip di Tivoli, Elvira Tamburelli, i piccoli sono stati considerati dagli esperti, coordinati dalla neuropsichiatra Angela Gigante, “idonei a rendere testimonianza”. Un quinto bimbo, invece, è stato ritenuto inidoneo - a sostenere l’incidente probatorio - perché molto introverso, incapace perciò di riferire, in un ambiente a lui estraneo, rispetto agli episodi che sarebbero avvenuti.

Per il gruppo di 4 piccoli, dai 4 ai 6 anni di età, tre femmine e un maschio - secondo i periti - sarebbero chiari gli elementi riconducibili, nel vissuto odierno, delle esperienze e degli abusi vissuti. Indagate nell’inchiesta del pm Marco Mansi, sono sette persone: quattro maestre ed una bidella che prestavano servizio nella scuola primaria ‘Olga Rovere’ di Rignano, il marito di una delle insegnanti e un immigrato dello Sri Lanka che lavorava ad un distributore dei benzina. La discussione, in aula, delle perizia svolta, si terrà il 19 giugno prossimo.

Per ulteriori quattro bimbi, invece, è in corso di svolgimento la perizia preliminare. Due di questi non facevano parte del gruppo di 19 bambini che erano inizialmente compresi nell’elenco fatto dal giudice. In seguito a nuove indagini e denunce, il gip Tamburelli ha dato incarico alla neuropsichiatra infantile Gigante ed alla dottoresse Marilena Mazzolini e Antonella Di Silverio, di effettuare accertamenti anche per i due bimbi. Secondo quanto si è appreso, comunque, i lavori delle esperte potrebbero concludersi entro luglio.

 

Giugno 11, 2008 Pubblicato da mammadolce | Asilo Olga Rovere, Condanne ai pedofili, Conseguenze della pedofilia, Cronaca, Disegni dei bambini, Pedopornografia, Polizia Postale, Rignano Flaminio, Scuola, Testimonianze vittime pedofilia, Violenza, Violenza su minori, pedofilia, pornografia infantile, scuola e pedofilia | , , , , , , , , , | Nessun Commento

Il disegno infantile è un vero e proprio strumento di comunicazione, in cui ricercare le tracce di abusi o di malesseri psicologici

L’articolo pubblicato su Poliziamoderna.it è un pò lungo ma vale la pena di leggerlo e conservarlo: i primi a dover saper interpretare segni di disagio sui nostri bambini siamo noi genitori.

Quello che i bambini non dicono

 

Il disegno infantile è un vero e proprio strumento di comunicazione, in cui ricercare le tracce di abusi o di malesseri psicologici. Anacleto Flori

 

 

Una casa fredda, inospitale, dalle finestre sbarrate da pesanti inferriate, senza un dettaglio, un particolare che possa far pensare al calore, all’affetto di una famiglia. Così Monica, una bambina di sette anni con un padre in galera e una giovane madre incapace di prendersi cura di lei, disegnava con tratti di matita appena abbozzati la casa dei nonni dove si era trasferita dopo la separazione dei genitori e dove era costretta a subire i maltrattamenti e le molestie di uno zio materno. Una storia vissuta nella più completa solitudine, un segreto rimasto sepolto a lungo nelle pieghe della coscienza e che Monica ha trovato la forza di rivelare solo quando aveva ormai 22 anni. Così, a distanza di tanto tempo, al di là degli incubi notturni, degli scatti d’ira e della diffidenza verso gli altri che hanno contrassegnato l’adolescenza di Monica, sarà proprio in quei segni incerti, in quei disegni infantili spediti al padre, creduto lontano per lavoro, che ancora oggi si possono ricercare le tracce di quella violenza. «Una violenza che a volte - spiega Marisa Aloia, psicologa esperta in test grafici, perito giudiziario, docente nei corsi di aggiornamento e formazione universitari e autrice del libro I segni della violenza (Giordano Editore, pgg. 251) - riempie d’ansia le piccole vittime fino a renderle mute. Il disegno, in alcuni casi, rappresenta per i bambini l’unica forma di comunicazione possibile da cui l’esperto possa ricavare informazioni sulla sfera della loro emotività».

In caso di abusi, infatti, i bambini attraverso l’espressione grafica possono raffigurare le parti del loro corpo che sono state toccate, accarezzate o violentate, mentre nei disegni delle vittime di incesto trovano posto elementi estremamente significativi come ragazzini soli, volti dipinti di nero, figure mostruose e componenti della famiglia distanziati e separati gli uni dagli altri da spazi bianchi e barriere, come se il contatto con loro rappresentasse una fonte di pericolo. «In particolare – continua Marisa Aloia - l’autore dell’abuso può perdere le fattezze umane ed apparire invece come una figura incombente, minacciosa. Altro elemento che in questi casi salta agli occhi è l’uso poco equilibrato della pagina: l’esperienza dell’incesto confonde lo spazio familiare, annulla i confini, rendendo difficile per la vittima distinguere quanto appartiene a sé e quanto all’altro, dal momento che il suo territorio più intimo, il proprio corpo, è stato brutalmente invaso. Una violazione che si riflette anche negli autoritratti dei bambini abusati, che disegnano se stessi in modo approssimativo e per lo più privi di parti importanti del corpo a dimostrazione della progressiva perdita di autostima. È però bene sottolineare che da sola l’analisi del disegno non può essere considerata un mezzo di prova, in particolare se non si è assistito alla sua realizzazione».

Continua a leggere »

Aprile 19, 2008 Pubblicato da mammadolce | Disagio infantile, Disegni dei bambini, pedofilia | , , , | 5 Commenti