Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza -

bambinatriste


Lascia un commento

Abusi Asilo Abba di Brescia: confermata condanna al bidello.

bambini-violenza-maltrattamenti-abusi

Abusi all’Abba, una nuova condanna. Tredici anni al bidello accusato di aver abusato di alcuni bimbi.

«Un calvario. Un calvario senza fine». I familiari del bidello bresciano condannato ieri in appello a Milano a tredici anni per abusi su alcuni bambini della scuola materna comunale Abba non trovano un’altra espressione per descrivere gli ultimi undici anni della loro vita. E non accettano il verdetto di ieri, perché speravano che il loro calvario potesse finalmente finire, speravano che il loro caro potesse riprendere una vita normale, dopo una lunga detenzione, gli arresti domiciliari e anche un arresto per evasione.

Perché quando nel 2202 la polizia portò il bidello in prigione, con l’accusa di aver toccato e abusato, nascondendosi in alcuni locali dell’asilo, alcuni bambini della scuola dove faceva il custode, la moglie, la figlia e i fratelli accusarono il colpo, ma non dubitarono mai. «È innocente» hanno sempre sostenuto i familiari del bidello. Lo fecero anche pubblicamente, contestando punto su punto le accuse che venivano mosse dalla procura. «Dicono di aver trovato materiale pedopornografico in acsa ? lo difese la moglie ? ma si trattava di una cassetta sul kamasutra allegata in una rivista per famiglie, nulla di pornografico, nè tanto meno di pedofilo».

E anche ieri i familiari non hanno vacillato, ma la condanna inflitta dai giudici milanesi riporta il processo indietro di otto anni, quando venne condannato in appello la prima volta. Fa ripiombare a quel freddo dicembre del 2004 quando i giudici della prima sezione penale di Brescia (era presidente allora Enrico Fischetti) condannarono il bidello a 15 anni di reclusione. E con lui il verdetto colpì anche un’altra bidella. Poi il primo processo in appello e lo sconto di due anni: tredici anni di pena.La stessa di ieri, otto anni dopo e dopo due processi d’appello terminati con l’assoluzione «perchè il fatto non sussiste», scrissero i giudici nel giugno del 2011, ma rispediti al «mittente» dalla Cassazione.

E il 19 giugno scorso l’accusa ha chiesto ai giudici milanesi una condanna a tredici anni per il bidello difeso dagli avvocati Patrizia Scalvi, Maria Grazia Lanzanova e Guglielmo Gulotta. Ieri, dopo tre ore di camera di consiglio, i giudici hanno accolto la richiesta del procuratore gerale: 13 anni. Fra 90 giorni le motivazioni. E un nuovo ricorso in appello. Il calvario continua. Sia per l’imputato che per le presunte vittime.

Fonte: Il Corriere

bee032f23cf0af5284f4e3684c053413


Lascia un commento

Pedofilia – Sesso con una bambina di 7 anni: in carcere un 46enne

abuso_minori 2Imperia – La figlia della sua ex convivente aveva soltanto 7 anni quando lui cominciò a molestarla sessualmente. Ma l’uomo continuò poi ad abusare di lei per 8 anni, dal 2001 al 2009, quando finalmente la ragazzina trovò il coraggio di raccontare tutto alla madre. In particolare l’uomo costringeva la bambina a guardare con lui dei film pornografici, obbligandola a masturbarlo durante la visione. 

Per questo un imperiese 46enne è stato condannato oggi dal Tribunale di Imperia a 4 anni di carcere per violenza sessuale su minore, oltre a 30.000 € di provvisionale

triste


Lascia un commento

Pedofilia: 5 anni all’ex seminarista Alfano.

bambinatriste(AGI) – Genova 5 lug. – Cinque anni di reclusione e 15mila euro di multa. Questa la pena inflitta stamani a Emanuele Alfano, l’ex seminarista amico e confidente di don Riccardo Seppia finito nell’inchiesta che ha coinvolto il sacerdote gia’ condannato a 9 anni e sei mesi per violenza sessuale su minore, cessione di stupefacenti e induzione alla prostituzione minorile. Alfano e’ stato processato per induzione alla prostituzione minorile, favoreggiamento della prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Per i primi due reati i giudici del collegio del tribunale di Genova lo hanno condannato mentre lo hanno assolto per il terzo.
  L’accusa e’ stata sostenuta dal pm Stefano Puppo, la difesa dall’avvocato Alberto Lapeschi.


1 commento

Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


4 commenti

Pedofili in libertà e pedofili in carcere.

Il Giustiziere degli Angeli

Il caso di (don) Riccardo Seppia riempie in questi giorni le cronache di giornali e TV ora arricchendosi di novità sul caso, ora con l’arresto dei suoi fornitori di droghe! A fornire droga a don Seppia sarebbero stati uno spacciatore e un militare della Guardia di Finanza. I due “fornitori” sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri dei Nas su esecuzione di provvedimenti emessi dal gip del tribunale di Milano. Secondo gli inquirenti don Seppia avrebbe acquistato droga, non solo per uso personale, ma anche per utilizzarla come merce di scambio per “comprarsi” rapporti sessuali.

Ma, in questi stessi giorni ci sono state anche tante condanne:

 4 (quattro) anni per un allenatore di calcio per abusi sessuali su 5 minorenni  (LEGGI QUI)

11 (undici) anni e 6 (sei) mesi  per un educatore in “case famiglia” per abusi sessuali ed altro su tre ragazzini (LEGGI QUI

10 (dieci) anni ad un maestro di arti marziali per abusi su 8 minorenni (LEGGI QUI)

4 (quattro) anni ad un orco che violentò un minore nel lontano 1997 (LEGGI QUI)

5 (cinque) anni ad un pedofilo che aveva appena finito di scontare una condanna per lo stesso reato (LEGGI QUI)

Questa cronaca sulle varie condanne piovute in questi giorni sui pedofili, anche se dimostra che in parte la nostra giustizia funziona, non ci deve far sentire tranquilli sui pericoli che ogni giorno corrono i nostri figli. Ed infatti è proprio di ieri la notizia dell’arresto in flagranza di reato di un altro pedofilo…. RECIDIVO! Questo deve far riflettere!

FIRENZE, 37ENNE TENTA DI STUPRARE UN BIMBO DI 5 ANNI.

FIRENZE – Lo ha attirato nel garage sotto casa con la promessa di un gioco divertente da fare insieme. E il piccolo, cinque anni appena compiuti, ha ubbidito. Ma una volta soli, quel vicino di casa dall’aria amichevole ha gettato la maschera. Prima ha cercato di violentarlo, poi gli ha praticato una iniezione. Il bambino ha capito che qualcosa non andava, si è spaventato e ha cominciato a urlare. Quelle grida sono state la sua salvezza. I vicini le hanno sentite e hanno immediatamente dato l’allarme. È un episodio inquietante quello capitato sabato in un paese dell’hinterland fiorentino: ora un 37enne si trova in stato di fermo con un’accusa pesante: tentata violenza sessuale su minore, lesioni e sequestro. La piccola vittima, invece, è ricoverata per accertamenti al Meyer. I medici lo hanno sottoposto a esami tossicologici approfonditi per capire quale sostanza il 37enne voleva iniettargli.

Il sospetto, terribile, è che si trattasse di un sonnifero o di uno stupefacente per ridurne la capacità di reazione e poterne approfittare liberamente. Per fortuna, almeno per il momento, il bambino non ha manifestato alcuna alterazione, ma solo i valori degli esami potranno fornire le certezze di cui sono in cerca ora gli inquirenti.

I medici che lo stanno seguendo spiegano che fisicamente sta bene, ma la violenza che ha subito potrebbe avere pesanti ricadute psicologiche. Per questo viene seguito da un pool di esperti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri – gli accertamenti sono ancora in corso – sabato sera il trentasettenne ha attirato il bambino in un garage, in un caseggiato di alloggi popolari, dopo che si era per un momento allontanato dai nonni, che abitano nello stesso edificio e che avevano il compito di accudire il bimbo per qualche ora. A un certo punto, quelle urla disperate. Molti vicini sono intervenuti verso il garage da cui provenivano le grida e hanno liberato il bimbo, altri hanno avvisato i genitori, che erano in casa, e i nonni, oltre al 118 e alle forze dell’ordine. Ci sarebbe stato un parapiglia: i familiari della vittima hanno cominciato a inveire contro il vicino, che si è chiuso nell’appartamento dove vive con i genitori e dove i militari lo hanno rintracciato, sembra in condizioni psichiche alterate, e arrestato. Ora è nel carcere di Sollicciano. In passato era già stato accusato di violenza sessuale su minori.

(LINK ARTICOLO)


Lascia un commento

Pedofilia / Don Ruggero Conti: vittime credibili. Le motivazioni della sentenza di condanna!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Ruggero Conti (lo chiamiamo ancora Don solo per far capire di chi si tratta) è stato condannato a Roma a 15 anni e 4 mesi di reclusione per abusi sessuali su minori. QUESTO IL LINK CHE RIPORTA AD ARTICOLI SUL CASO.

Le motivazioni della sentenza di condanna parlano di una puntuale “sincera e sofferta” attendibilità dei ragazzi vittime del sacerdote e che non è stata dimostrata “nessuna tesi di complotto”.

Pedofila, Don Ruggero Conti per i giudici “vittime credibili”

Secondo il tribunale le accuse nei confronti del parroco sono fondate. A una ragazza disse: “Dormirai con me”. Il difensore di uno dei giovani: “Citeremo in giudizio Vaticano e diocesi. Chiederemo un risarcimento di 5 milioni di euro”

La chiesa a Selva Candida dove Don Conti è stato accusato di pedofilia da alcuni minori

La condanna a 15 anni e 4 mesi di reclusione inflitta a Don Ruggero Conti, il parroco romano accusato di violenza sessuale sui minori, si ”fonda sulla immediata, diretta, coerente, sincera e partecipata narrazione compiuta in dibattimento dalle vittime” che ha dato al tribunale la possibilità ”di valutare il loro atteggiamento emozionale, indicativo di una sincerità sofferta e partecipata, mostrato al suo cospetto”. E’ quanto scrivono nelle motivazioni della sentenza, giunta il 3 marzo scorso, i giudici della sesta sezione penale di Roma. L’uomo è accusato di aver abusato alcuni minori che frequentavano la parrocchia di Selva Candida in un periodo che va dal 1998 al 2008.

Il tribunale, presieduto da Francesca Russo, afferma inoltre che ”la tesi del complotto ordito dal vice parroco Don Brichetto e dai catechisti, con il coinvolgimento dei ragazzi ex frequentatori della parrocchia, è rimasta indimostrata: molte delle vittime e dei giovani parrocchiani hanno dichiarato addirittura di non conoscersi fra di loro e qualcuno di non ha neppure mai avuto contatti con don Brichetto”. Per i giudici ”piuttosto l’input alle indagini appare plausibile che possa essere stato soltanto occasionalmente originato da invidie e piccoli contrasti di potere interno (organizzativo e gestionale prima ancora che pastorale) via via maturati negli ambienti di quella parrocchia”. Nelle motivazioni, inoltre, si afferma che ”la personalità del Conti è stata abbondantemente delineata dai testi introdotti da accusa e difesa, giudicata compatibile, nei suoi tratti caratterizzanti, con la concreta, continuata, annosa ripetizione di quelle condotte nel lunghissimo lasso temporale coperto dalla compiuta istruttoria dibattimentale”.

 E ancora. Nelle motivazioni della sentenza i giudici fanno riferimento ai ”numerosi dvd che riprendono le vacanze estive in montagna organizzata da Ruggero Conti. Lui stesso, circondato dai giovani partecipanti ma anche da adulti, collaboratori e genitori, afferma scherzosamente di voler essere chiamato ‘imperatore’ perché ‘modestamente gli piace essere adultato”. Nella sentenza inoltre si sottolinea che ”a una ragazza alla quale deve essere inflitta una penitenza, al termine di un gioco di gruppo scherzosamente, don Conti dice ‘dice ‘mangerai e dormirai sempre con me”’. Per il tribunale ”il tratto che ne emerge è quello di una figura preminente per l’indiscusso ruolo spirituale rivestito all’interno della comunità, di una personalità seducente e affabile, accogliente e rassicurante, di un organizzatore inappuntabile in grado di richiamare, nella partecipazione alle attività comunitarie, tutti i parrocchiani, giovani e giovanissimi compresi, attraverso iniziative (come i pernottamenti nella privata abitazione e la visione collettiva dei film anche in ore serali) davvero inusuali per una tradizionale parrocchia romana”.

L’avvocato di una delle vittime. ”Citeremo in giudizio sia il Vaticano che la diocesi di Santa Rufina, che era a perfetta conoscenza dei fatti già dal 2006 e non ha fatto nulla. Siamo pronti a chiedere un risarcimento per i danni di 5 milioni di euro”. E’ quanto afferma l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di una vittima di abusi da parte di Don Ruggero Conti, commentando le motivazioni della sentenza con cui l’ex parroco è stato condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi di reclusione. Per il penalista dalla Chiesa ”sono arrivate solo belle parole. Di fronte a un prete che ha ripetutamente violentato minori di 14 anni, non ha fatto alcun gesto per chiedere scusa ai ragazzi e stargli vicino. Nel processo – ha concluso Gallo – sembravano loro alla sbarra, sembravano loro gli imputati: ora vogliamo giustizia”. 

(27 maggio 2011) LINK REPUBBLICA


2 commenti

Pedofili negli asili: condannato anche in appello il bidello dell’asilo di Pontoglio Brescia

Il Giustiziere degli Angeli

A PONTOGLIO (BS). Abusò di una bambina all’asilo: 8 anni al bidello – di Wilma Petenzi

I giudici della Corte d’assise hanno confermato la condanna di primo grado.

Il palazzo di giustizia di Brescia: confermata la condanna al bidello

I fatti risalgono a settembre 2007 . Sul corpo della piccola i medici dell’ospedale di Chiari trovarono segni inequivocabili di violenza

Ha violentato una bambina nell’asilo dove lavorava come bidello. Per i giudici della corte d’appello non ci sono dubbi, la violenza c’è stata, il bidello è colpevole e hanno confermato la condanna inflitta in primo grado. Per la violenza sessuale su una bambina della scuola materna un bidello di Pontoglio deve scontare una pena di 8 anni.

Il bidello era stato condannato lo scorso luglio dal giudice Roberto Spanò. Nel corso del giudizio di primo grado il bidello era anche stato condannato a versare un risarcimento provvisionale di 50mila euro ai genitori della piccola che si erano costituiti parte civile.

CONTRO LA SENTENZA di primo grado aveva presentato ricorso l’avvocato difensore, ma i giudici d’appello non hanno concesso alcuno sconto: poco dopo l’una il presidente Enrico Fischetti ha letto il verdetto di conferma della condanna.

LA SENTENZA, pronunciata ieri, è l’ultimo capitolo di una vicenda che risale al mese di settembre del 2007, quando erano appena iniziate le frequenze nella scuola materna, quando la bambina aveva cominciato a presentarsi ogni mattina all’asilo, accompagnata dai genitori. La piccola, dopo qualche giorno di frequenza, aveva mostrato qualche segno di disagio ed era stata in grado di confidarsi con i genitori: aveva spiegato, a modo suo, le violenze che aveva subito tra le mura della scuola, dove avrebbe dovuto essere accudita e educata, senza correre alcun pericolo. Il racconto della piccola aveva gettato nel completo panico i genitori che avevano deciso di sporgere subito denuncia e di non sottovalutare quanto riferito dalla bambina, in aggiunta anche al cambiamento di comportamento.

La bimba era anche stata sottoposta a un controllo medico all’ospedale di Chiari. I medici avevano riscontrato segni inequivocabili di un gesto violento, arrossamenti nella zona genitale che non potevano essere spiegati in altro modo.

FORTE DELLA PERIZIA medica i genitori, assistiti dall’avvocato bergamasco Manleo Zampetti, avevano anche fatto effettuare un esame psicologico sulla bambina. Per il consulente la piccola era in grado di raccontare con lucidità e con precisione quello che le era accaduto dentro la scuola, poteva raccontare quello che aveva subito.

IL BIDELLO si è sempre dichiarato innocente e estraneo ai fatti che gli sono stati contestati. Il bidello, che era stato colpito da un ordine di carcerazione per pericolo di reiterazione del reato ed era stato arrestato per evasione, ha continuato a sostenere la sua completa innocenza alle infamanti accuse, ma per i giudici la sua versione non è credibile: la piccola è stata violentata e il bidello è da condannare.

Fonte: BresciaOggi


4 commenti

Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


1 commento

Abusi sessuali su minori: pranoterapia come scusa per le violenze!

Il Giustiziere degli Angeli

L.S., pensionato ed ex bidello di una scuola di Sutri, fu arrestato il 4.giugno del 2008 con l’accusa di abusi sessuali su sei minorenni. (LINK)

L.S. avrebbe fatto credere loro di “avere il potere” di farle diventare più magre, più alte, più belle, di guarirle dalle malattie e “ricaricarle di energia”: il tutto con abbracci, baci, palpeggiamenti nelle parti intime e, in due casi, rapporti sessuali completi. L’ex bidello, difeso dagli avvocati Carlo Urani e Giosuè Bruno Naso, si professa ovviamente innocente e la difesa cerca tra i racconti delle vittime le “contraddizioni”. Il 28 febbraio, in audizione protetta al Tribunale di Viterbo, si è svolto l’incidente probatorio per le sei ragazze! E tre di loro hanno reso la loro testimonianza raccontando, in un caso, anche delle minacce paventate dal sedicente pranoterapeuta! Non è stato facile e privo di imbarazzo per loro tornare a raccontare quanto accaduto all’epoca dei fatti: due di loro avevano poco più di 14 anni. Ieri, 27 aprile, il racconto di una delle vittime riporta: “Mi aveva detto che, se avessi avuto rapporti orali con lui, sarei diventata più alta”. Il racconto coincide in molti punti con quanto dichiarato dalle tre vittime già ascoltate in precedenza ma sento che le piccole incongruenze saranno terreno aspro di battaglia per gli avvocati difensori che vorranno screditare le ragazze con ogni mezzo! Il 29 giugno saranno in aula altre due ragazze che dovranno così “cristallizzare” i loro racconti su quanto accadeva loro nell’appartamento del “pranoterapeuta-guaritore”!


4 commenti

Pedofilia/Don Rugero Conti: nomi e cognomi su mancanze e responsabilità!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dalla “La Caramella Buona” una lettera aperta del Presidente Roberto Mirabile sul caso Don Ruggero Conti e ve la riporto integralmente!

PEDOFILIA/(DON) RUGGERO CONTI CONDANNATO: ROBERTO MIRABILE

” ECCO NOMI E COGNOMI SU MANCANZE E RESPONSABILITA’”

Con una lettera aperta Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus rende note gravi responsabilità sul caso.

Il processo penale a carico di don Ruggero Conti – chiamarlo ancora “don” mi viene naturale, quasi una forma di rispetto per l’abito immeritatamente indossato dal signor Conti – ha rappresentato un enorme impegno da parte dell’Associazione La Caramella Buona Onlus. Per circa due anni siamo stati costantemente presenti, anche per oltre nove ore consecutive, in quell’aula del Tribunale di Roma dove il 3 marzo scorso i Giudici hanno ridato dignità alle numerose vittime dell’ex parroco di Selva Candida. Continua a leggere


Lascia un commento

Alessandro Riva: cassazione conferma la condanna

Il Giustiziere degli Angeli

Abusi su minori – Condanna definitiva per il critico Riva.

È passata in giudicato la condanna a 6 anni e mezzo di reclusione per Alessandro Riva, il critico d’arte accusato di aver molestato cinque bambine minori di 10 anni. La pena era stata stabilita il 20 ottobre 2009 dai giudici della prima corte d’appello, che avevano ridotto la condanna a 9 anni inflitta in primo grado. Ora la Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza, rendendola definitiva.

LINK notizia —-  LINK altro Articolo


3 commenti

Abusi su minori: Alessandro Riva, sarà confermata la condanna?

Il Giustiziere degli Angeli

Alessandro Riva è stato condannato a novembre-2008 a 9 anni di reclusione poi ridotti in appello a 6 anni ad ottobre-2009 per abusi sessuali su cinque bambine di dieci anni amichette della figlioletta. Il critico d’arte, nonostante si proclamasse innocente, non è stato creduto dai Giudici che hanno invece creduto alle bambine. In un trafiletto sul Corriere della Sera ci informano prima della sua condanna definitiva e poi smentiscono!


MINORI MOLESTATI -Riva, confermata condanna a 6 anni

Confermata in Cassazione la condanna a sei anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su minori per il critico d’ arte Alessandro Riva. Riva, scrittore, giornalista e in passato collaboratore dell’ assessorato alla cultura di Milano, era stato arrestato nel 2007 per aver molestato alcuni bambini. In primo grado era stato condannato a 9 anni.

Pagina 11 (27 novembre 2010) – Corriere della Sera

Link Articolo

MINORI MOLESTATE - Riva, il 2 dicembre la Cassazione

Si terrà il due dicembre in Cassazione il processo ad Alessandro Riva, il critico d’ arte condannato in appello a Milano per presunti abusi su minorenni. I giudici (che non hanno ancora emesso la sentenza, come riferito ieri per errore) dovranno valutare se confermare o ribaltare (come chiede la difesa) il verdetto di secondo grado.

Pagina 9 (28 novembre 2010) – Corriere della Sera

LINK ARTICOLO


Lascia un commento

Abusi su minori: incontri hot tra omosessuali in cui prese parte anche una bambina. Condannati!!

Il Giustiziere degli Angeli


Pedofilia, abusi su bimba di otto anni. Tra i sei condannati c’è il padre.

Sotto accusa anche un ex medico del Policlinico Gemelli e un sagrestano. Per il genitore 15 anni di reclusione. Continua a leggere


Lascia un commento

Pedofilia: condannati due “baby sitter” attempati. Nove anni di carcere!

Il Giustiziere degli Angeli

Bimba violentata, il verdetto: inflitti 18 anni ai due baby sitter.


Coppia di Dueville ritenuta colpevole degli abusi sessuali. I giudici di Corte d’appello hanno condannato marito e moglie a 9 anni di reclusione ciascuno e ad un forte risarcimento danni.

Vicenza. È la pena più pesante mai emessa per violenza sessuale nei confronti di una donna vicentina: 9 anni di carcere. La sentenza dei giudici d’appello di Venezia ha completamente ribaltato il verdetto assolutorio dei giudici di Vicenza, che l’avevano ritenuta non responsabile degli abusi. La baby sitter Maria Luigia Peruzzo, 56 anni, di Dueville, dove risiede in via Molinetto, è stata ritenuta colpevole di avere partecipato alle violenze sessuali durate un paio d’anni, assieme al marito Guido Rigon, contro la bambina che era stata loro affidata dai genitori. I giudici l’hanno condannata anche al pagamento di un forte risarcimento danni. La stessa pena era stata inflitta nel giugno 2008 dal tribunale di Vicenza, che all’epoca però l’aveva assolta, al marito Rigon, 60 anni. Al quale sono stati confermati i 9 anni di carcere. La corte, dunque, ha accolto in pieno il ricorso del procuratore generale di Venezia che ha parlato di una vicenda ignominiosa, terribile quanto a modalità e conseguenze sulla psiche della minorenne. È una storia allucinante, ha insistito l’inquirente, venuta fuori quando i genitori, che risiedono nell’Alto Vicentino, avevano iniziato a notare un profondo cambiamento nella bambina. Era diventata silenziosa, scontrosa, abulica. I chiari sintomi, come era emerso dopo una prima visita specialistica in un centro del Nord Italia, di abusi sessuali proseguiti nel tempo. La madre aveva iniziato ad allarmarsi quando aveva trovato delle strane macchie di sangue su un indumento intimo della figlioletta. La denuncia alla squadra mobile della questura aveva dato il via alle indagini che avevano portato in carcere l’uomo nel corso del 2004. A coordinare le indagini era stato il pm Giorgio Falcone (ora in servizio alla procura di Padova) che al processo di primo grado conclusosi il 18 giugno 2008 aveva sollecitato 7 anni di carcere per l’uomo e 4 per la donna. A suo avviso la baby sitter aveva avuto non solo un concorso morale col marito, ma avrebbe partecipato ai giochi a sfondo erotico. «Il suo coinvolgimento è pieno», disse rimarcando la richiesta di condanna. Il tribunale, invece, da un lato aveva ritenuto responsabile l’uomo infiggendogli 9 anni di reclusione, ma dall’altro aveva assolto la donna sostenendo che non era emersa la prova piena della sua partecipazione ai rapporti sessuali avuti dal marito con la vittima. Sulla stessa linea di Falcone si erano mossi gli avvocati Girolamo Coffari e Maria Tardino per conto dei genitori della minore. «È un verdetto che fa giustizia», ha detto l’avv. Coffari. È stata una lunga battaglia giudiziaria che, come succede in queste drammatiche vicende, si chiuderà in Cassazione, dove i difensori di Rigon e Peruzzo dello studio Rando di Schio sperano di ribaltare il pesante verdetto d’appello. Secondo i giudicanti la baby sitter avrebbe avuto non solo un ruolo di copertura a sostegno delle malefatte sessuali del marito, ma lei stessa avrebbe avuto un ruolo attivo negli abusi Le pene diventeranno esecutive solo se saranno confermate in Cassazione a Roma. In quel caso i coniugi, che beneficiano di 3 anni di indulto perché i fatti sono del 2001, entreranno in carcere.

LINK ARTICOLO


Lascia un commento

Pedofilia: uomini che abusano di nipoti! Condanne ed arresti

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia, abusò della nipotina: artigiano condannato a 9 anni.

I fatti risalgono all’aprile del 2007. Le violenze sarebbero state consumate da un artigiano di origini sarde residente in Piemonte. Condannata anche la compagna di 26 anni. Questa mattina la sentenza del Gup di Cagliari, Giovanni Massidda. Nove anni di reclusione per le accuse di violenza sessuale sulla nipotina di 8 anni ad un artigiano di origini sarde residente in Piemonte; tre anni e sei mesi per la compagna piemontese di 26 anni, imputata in concorso, ma ritenuta parzialmente incapace di intendere e di volere. Questa la sentenza pronunciata oggi dal Gup di Cagliari, Giovanni Massidda, nei confronti della coppia arrestata nell’aprile del 2007 con l’accusa di aver abusato di una bambina, nipote dell’uomo. Una storia terrificante che si è consumata in un centro della provincia del Sulcis, venuta alla luce grazie ad un’indagine attivata dalla Procura di Novara su altri due episodi di violenza sessuale avvenuti nel 2006 ai danni di due diciassettenni con problemi di disabilità. Messi sotto controllo i telefonini dei due fidanzati, gli inquirenti avevano scoperto anche l’abuso sulla bambina, arrestando l’uomo non appena aveva messo piede in Sardegna. Le due inchieste erano poi confluite in un unico processo, celebrato davanti al Gup Massidda che si è concluso oggi con la sentenza, dopo la requisitoria del pubblico ministero Alessandro Pili che aveva sollecitato la condanna di entrambi: 9 anni per l’artigiano, difeso dall’avvocato Pierluigi Concas, riconosciuto responsabile degli abusi sulla nipotina e delle violenze contro le due diciassettenni disabili, ma assolto per un’altra violenza sessuale continuata, maltrattamenti e lesioni gravissime nei confronti della fidanzata. L’imputata, difesa dall’avvocato Roberta Ferloni, è stata invece ritenuta parzialmente incapace di intendere e di volere e condannata ad una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione. Alla famiglia della bambina, costituitasi in aula parte civile e rappresentata dall’avvocato Stefania Sulis, il giudice ha assegnato una provvisionale di 30 mila euro.

LINK ARTICOLO ORIGINALE


PEDOFILIA: VIOLENTA LA NIPOTINA DI 5 ANNI, ARRESTATO A PALERMO. (AGI) – Palermo, 31 lug. – Ha violentato la nipotina di appena 5 anni. Con questa accusa i poliziotti della Sezione reati sessuali e in danno di minori della Squadra mobile di Palermo, hanno arrestato il nonno di 52 anni, residente in un paese dell’hinterland palermitano, in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Palermo Silvana Saguto, su richiesta del pm Francesca Furnari. Le indagini sono partite dalla denuncia della madre della vittima, figlia dell’arrestato, negli ultimi mesi del 2009. La donna, pur avendo in parte sanato i rapporti con il genitore, responsabile di averle fatto trascorrere una adolescenza violenta, continuava a non fidarsi troppo delle sue maniere gentili e delle sue finta disponibilita’ a “tenere la piccola”. Cosi’, una sera, al termine di una delle poche uscite concesse all’uomo in compagnia della piccola, la madre ha saputo interpretare lo sguardo rivolto a terra dalla bambina come quello di chi ha vissuto la paura e insieme la vergogna. La piccola, pur fra mille difficolta’ e imbarazzi, ha raccontato, prima alla madre e poi a psicologi e poliziotti la terribile esperienza vissuta nella casa del nonno. Il racconto e’ stato cosi’ ritenuto attendibile e ha portato all’applicazione della misura restrittiva nei confronti dell’uomo, per altro gia’ recluso in carcere per una precedente vicenda di stalking e maltrattamenti. (AGI) Mrg

LINK ARTICOLO ORIGINALE


Lascia un commento

Pedofilia: 8 anni al bidello dell’asilo di Pontoglio.

Il Giustiziere degli Angeli

Violenza sessuale all’asilo, bidello condannato a 8 anni

SENTENZA DI PRIMO GRADO. Nel 2007 una bambina vittima di un abuso nella scuola materna di Pontoglio. L’uomo, evaso tempo fa dai domicliari, si trova già detenuto a Canton Mombello: per il giudice decisive le perizie tecniche effettuate dai medici dell’ospedale di Chiari.

Brescia. Quasi tre anni dopo la violenza sessuale è arrivata la condanna: in primo grado, emessa dal giudice Roberto Spanò, che ha condannato un bidello dell’asilo di Pontoglio a scontare otto anni di carcere con un risarcimento provvisionale di 50 mila euro più le spese legali sostenute dalla famiglia della vittima in quasi tre anni di lotta per arrivare ad una sentenza favorevole dopo quanto accaduto alla figlia.

La sentenza, emessa l’altro giorno, è l’ultimo capitolo di una vicenda che affonda le sue radici nel settembre 2007: una bambina della scuola materna pontogliese aveva confidato ai genitori di essere stata violentata all’interno della scuola dal bidello. Una «verità» ammessa a fatica ma che convince i genitori a sporgere denuncia querela accompagnata da una perizia dell’ospedale di Chiari che ammette la violenza sessuale sul corpo della bambina. Determinanti, secondo i medici che hanno effettuato l’esame, gli arrossamenti nella zona genitale, segno inequivocabile di un gesto violento.

Forte della perizia medica la famiglia, assistita dall’avvocato bergamasco Manleo Zampetti, fece effettuare anche un esame psicologico sulla bimba con la dottoressa Sara Viola. La bambina, anche se scossa, sarebbe risultata assolutamente in grado di raccontare con lucidità quanto accaduto all’interno della scuola non solo il giorno dell’ultima violenza.

La sentenza di condanna in primo grado emessa l’altro giorno segue quattro udienze davanti a Spanò e tre incontri innanzi al gip Francesca Morelli. Il dispositivo, emesso dal tribunale di Brescia, sarà seguito entro 90 giorni dalle motivazioni che il giudice si è riservato di pubblicare.

IL BIDELLO bresciano, colpito da 8 anni di condanna, si trova già rinchiuso in prigione: dopo l’apertura dell’istruttoria fu colpito da un ordine di carcerazione domiciliare per evitare la reiterazione del reato da cui era evaso; la conseguenza, per lui, fu l’ingresso nella prigione di Canton Mombello dove dovrà restare ancora per otto anni. Dal canto suo l’uomo si è sempre dichiarato estraneo ai fatti sostenendo la sua completa e assoluta innocenza di fronte ad un’accusa così grave e infamante. Parole che, evidentemente, non hanno convinto il giudice che l’ha condannato per violenza sessuale su una bambina dell’asilo.

In attesa della lettura delle motivazioni il legale dell’uomo valuterà se esistono i margini per un eventuale ricorso in appello per ottenere una pena minore.

LINK ARTICOLO originale


Lascia un commento

Don Marco Dessì: condannato a 7 anni in appello per violenza sessuale su tre ragazzi.

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia: 7 anni a don Dessì in appello

Nuova condanna (7 anni di reclusione) e rischio prescrizione più lontano per padre Marco Dessì, il sacerdote accusato di violenza sessuale su tre ragazzi della comunità di Chinandega,i n Nicaragua, di cui era responsabile.

Don Dessì era già stato dichiarato colpevole dalla corte d’appello di Bologna nel novembre 2008, ma la terza sezione penale della Cassazione, nel giugno 2009, aveva annullato senza rinvio per vizi di forma la sentenza per quanto concerneva le imputazioni relative ai fatti precedenti l’agosto 1998, e stabilito invece la necessità di rifare il processo (che si è celebrato oggi) per gli altri episodi più recenti al centro del procedimento. In primo grado, il 23 maggio 2007, il sacerdote sardo era stato invece condannato dal Tribunale di Parma a 12 anni, condanna ridotta in appello a otto anni. Oltre agli episodi di violenza, Dessì era stato trovato in possesso anche di materiale pedopornografico: nel suo computer gli inquirenti avevano recuperato 1.440 file di immagini proibite, materiale che il prete, stando alle imputazioni, continuò a scaricare fino a due giorni prima dell’arresto, il 4 dicembre 2006. Le indagini partirono dopo le denunce, raccolte da alcuni volontariitaliani, da parte di sei ragazzi nicaraguensi che poi sia ppoggiarono ad alcune associazioni, come ‘Rock no war’ di Modena e ‘Solidando’ di Cagliari.

«Siamo molto soddisfatti di quanto successo oggi a Bologna -ha commentato l’avv.Mario Scarpati, legale di parte civile dell’associazione sarda – Si tratta infatti di una sentenza più severa della precedente, perchè l’imputato è stato condannato solo per tre dei quattro capi d’accusa su cui verteva il primo procedimento». Soddisfazione da parte dei rappresentanti dell’associazione ‘Solidando’ soprattutto per lo scongiurato pericolo che il procedimento non si concludesse prima della prescrizione dei reati, fissata per il febbraio 2011. «Qui non si è trattato solo di fare giustizia – scrivono in una nota diffusa su Youtube – Si tratta di salvaguardare la sicurezza di una comunità che, in Nicaragua, si è sottratta alla morsa del terrore e che, lontana dalle leggi italiane, potrebbe tornare nelle mani di una persona condannata per crimini abietti e poi prosciolta solo perchè la giustizia è stata troppo lenta per colpire». Oggi invece è arrivata la nuova sentenza d’appello.

LINK ARTICOLO originale


7 commenti

Alessandro Riva licenziato dal Comune di Cento! E’ stato condannato in appello per violenze su minori ed ai cittadini non era gradito!!

Il Giustiziere degli Angeli

E’ grazie soprattutto alle segnalazioni sdegnate dei cittadini che il Comune di Cento (FE) ha deciso di “licenziare” Alessandro Riva. (LINK ULTIMO ARTICOLO DI QUESTO BLOG SU ALESANDRO RIVA)

Condannato in secondo grado per pedofilia. Il Comune lo ‘licenzia’

Gli è stato contestato il reato di abusi sessuali su cinque bambine di dieci anni, era tra i curatori di una mostra a Cento. Dopo le proteste e le segnalazione da parte dei cittadini, il Comune lo ‘licenzia’

Ferrara, 28 giugno 2010 – Nel consiglio comunale di mercoledì, la Lega Nord, per voce del proprio capogruppo Lorenzo Magagna, ha presentato un’interrogazione particolare al sindaco di Cento Flavio Tuzet, per chiedere chiarimenti riguardo la collaborazione con un certo critico d’arte per la mostra ‘Bacon. I disegni’ che verrà allestita dal prossimo 10 luglio presso la Pinacoteca Civica ‘Il Guercino’.

L’interrogazione nasce dalle inquietanti segnalazioni che alcuni cittadini hanno posto all’attenzione della segreteria della Lega Nord Cento, non tanto per quanto concerne i suoi scritti e le sue opere, ma per la sua ‘moralità’. Infatti, dopo alcune ricerche fatte sul web, i cittadini hanno rilevato che questo critico risulterebbe condannato a 9 anni in primo grado e a 6 anni e mezzo in secondo grado per abusi sessuali nei confronti di cinque bambine, all’epoca dei fatti, di soli dieci anni.

Certo le fonti web non possono essere considerate materiale inattaccabile. Ma solo il pensiero della polemica che un’eventuale consulenza avrebbe innescato nell’aula del consiglio ha convinto le forze di maggioranza a prendere una drastica decisione. Il consigliere Magagna ha chiesto esplicitamente al sindaco Tuzet la possibilità di interrompere immediatamente la collaborazione con lo studioso o, qualora non fosse stato possibile, di togliere il patrocinio del Comune a qualsiasi mostra presente e futura, dove questi fosse coinvolto, considerando la sua condanna per abusi sessuali su minori “allo scopo di non lasciar trapelare il messaggio di condivisione verso tale spregevole reato da parte dell’amministrazione”.

Il caso risale al 2007. Il critico si è sempre proclamato innocente, sostenendo che alcuni suoi atteggiamenti a suo dire infantili, erano stati fraintesi dalle ragazzine e che quanto accaduto fosse da attribuirsi ad un isterismo antipedofilo in Italia, acuitosi dopo il caso di Rignano Flaminio. Il pm, incaricato di indagare sul caso, non ha creduto alla sua testimonianza ed è stato condannato, ha perso la patria potestà sulle figlie ed è stato interdetto dai pubblici uffici. La richiesta del pm era di dodici anni, ma considerando attenuanti e aggravanti, si è arrivati a nove, poi a sei e mezzo.

Il sindaco Flavio Tuzet ha rassicurato la Lega che, avendo appreso notizie riguardanti questo personaggio, l’amministrazione aveva già provveduto ad eliminare dalle brochure e dai manifesti della mostra il suo nome, ed ha aggiunto che è da escludersi un qualsiasi tipo di collaborazione futura con il critico d’arte.

LINK ARTICOLO originale


3 commenti

Pedofilia / Condannato a 26 anni di carcere: insegnava musica in una scuola!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono notizie che seppure condannano un reato sessuale ai danni di bambini, ti danno piacere. Da noi condanne simili non se ne sentono mai ed i pedofili in poco tempo stanno di nuovo liberi a fare i loro comodi. In Australia forse hanno ascoltato anche le nostre preghiere visto che la condanna del pedofilo supera i 26 anni di carcere… e non ne deve fare meno di 22!

Australia/ Stuprava allieve,insegnante musica condannato a 26 anni - E’ successo nello Stato di Victoria

Roma, 18 giu. (Apcom) – Conosceva le sue vittime a scuola e, dopo averle scelte, cercava di ingraziarsi i genitori, di entrare a far parte della loro vita. Poi le violentava. Per aver stuprato 6 bambine in circa 12 anni, dal 1996 al 2008, un insegnante di musica è stato condannato a quasi 26 anni di carcere. E’ successo nello stato di Victoria, in Australia, come riporta il quotidiano ‘The Age’.

Colin Harold Doo, 51 anni, si è dichiarato colpevole di 39 reati a sfondo sessuale: oltre agli stupri, che filmava, è stato condannato per 12 casi di molestie e per pedopornografia. Una delle vittime, una bambina di 10 anni, è stata drogata e violentata tre volte, mentre era priva di coscienza. Doo, che insegnava musica in una scuola elementar, è stato condannato a 25 anni e 7 mesi e dovrà scontare almeno 22 anni in carcere, prima di poter chiedere di essere rilasciato per buona condotta.


11 commenti

Pedofilia – Pino La Monica condannato. Giustizia per le bambine da lui abusate!

Il Giustiziere degli Angeli

LINK CASO PINO LA MONICA

Pino La Monica, educatore teatrale accusato da tante bambine di “abusi sessuali” e “detentore di materiale pedopornografico”, non è stato creduto innocente dai giudici di Reggio Emilia: condannato a 9 anni e nove mesi di reclusione!


Ancora una volta la solidarietà di questo blog và alle bambine vittime dell’orco ed alle loro famiglie che non hanno smesso di lottare per la giustizia. Ed il cuore và a tutti quei bambini che compaiono nelle immagini trovate nel PC di quest’orco (398 file) che, a sua giustificazione, disse di averle scaricate per motivi di studio (preparare un lavoro teatrale contro la pedofilia!). Ed il mio sguardo e le mie parole vanno diritte come un treno contro quelli che hanno manifestato la loro solidarietà all’orco con striscioni, t-shirt e bambini al seguito: abbassate la testa e chiedete scusa alle vittime.

Oggi è una bella giornata di sole! Un sorriso a tutti i bambini del mondo ;-)

CONDANNATO PER ATTI DI PEDOFILIA - Pesante sentenza contro l’educatore Pino La Monica.

REGGIO. E’ stato condannato a nove anni e nove mesi Giuseppe’Pino’ La Monica, insegnante di 37 anni, originario di Vico Equense (Napoli) e residente con i genitori alle porte di Reggio Emilia, accusato di molestie e abusi nei confronti di alcune ex allieve minorenni di corsi teatrali e sperimentali che teneva in diverse scuole reggiane fino al momento dell’arresto, avvenuto nel marzo di due anni fa. La sentenza è stata emessa, dopo sole due ore di camera di consiglio, dal Tribunale reggiano. Il pm Maria Rita Pantani aveva chiesto una condanna a 12 anni, escludendo le attenuanti generiche. La difesa ha parlato di una sentenza «molto più dura di quello che ci si poteva aspettare», e ha preannunciato il ricorso in appello. La Monica – che si è sempre dichiarato innocente – non era presente in aula alla lettura della sentenza, che ha previsto anche un risarcimento danni di 30.000 euro per ognuna delle parti lese. Il processo è durato 18 mesi creando divisioni nell’opinione pubblica, fra innocentisti e colpevolisti. Le ragazzine, studentesse delle scuole medie, sarebbero state molestate durante giochi particolari animati a scuola dall’educatore. La Monica ha sostenuto invece che questi giochi facevano parte del suo metodo didattico, concordato in protocolli stipulati con gli istituti scolastici.

LINK ARTICOLO originale

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 40 follower