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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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Don Seppia: richiesti 11 anni di carcere

Don Riccardo Seppia. Tentata violenza sessuale su minore pluriaggravata, plurima offerta di droga anche a minorenni, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico: questi sono i capi di accusa a cui il parroco di Sestri Ponente, arrestato lo scorso maggio, dovrà rispondere nel processo con rito abbreviato come da lui stesso richiesto. Undici anni e otto mesi di carcere è stata la richiesta del pm Stefano Puppo, che martedì 14 febbraio ha pronunciato la sua requisitoria davanti al gup Roberta Bossi al processo con rito abbreviato di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal maggio scorso.

A raccontare delle singolari “attenzioni” del parroco di Sestri fu un chierichetto di 15 anni, una delle presunte vittime, durante l’incidente probatorio. Due gli episodi: il primo in sacrestia, con un energico abbraccio da dietro; il secondo in parrocchia, mentre il giovane si stava confessando, con una carezza sulla gamba. Anche un altro ragazzino, un albanese di 16 anni, era stato sentito dai carabinieri del Nas di Milano, coordinati dal pm Stefano Puppo. “Avevamo deciso di vederci, per avere un rapporto sessuale.

Ma per tre volte don Seppia ha disdetto gli incontri. Mi aveva offerto i soldi e poi la cocaina. Ma io volevo solo i soldi. Poi però, ogni volta che dovevamo vederci, mi diceva che aveva troppi impegni e così l’incontro è saltato”. Ad inchiodare don Seppia erano state, oltre alle testimonianze, anche le intercettazioni. Telefonate a spacciatori a cui chiedeva “ragazzini dal collo tenero”, e poi gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano, in cui l’ex sacerdote raccontava le sue fantasie sessuali con i ragazzini. L’inchiesta era partita da Milano. I militari avevano iniziato a indagare su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali. E nella rete degli investigatori era finito anche don Seppia, frequentatore di quei luoghi e consumatore di cocaina.


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Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


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Don Giovanni (Usai) a luci rosse? Monsignor Sanna prega per lui!

Il Giustiziere degli Angeli

Leggiamo: Cappellano al carcere di Oristano arrestato per violenza sessuale e di favoreggiamento della prostituzione. Don Giovanni Usai, il sacerdote caro alla Lega! Cappellano del carcere di Oristano e patron della comunità di recupero “Il Samaritano”…

La Cooperativa Sociale Il Samaritano nasce nel 1999. Appena costituita, inizia l’attività agricola nei terreni messi a disposizione dell’ ERSAT in agro di Arborea, località Sassu con gli ospiti del “Centro Servizi per immigrati”. Nella struttura inaugurata il 22 Novembre 2002 attualmente vi dimorano 28 persone senza distinzione di razza, colore, religione e privi di punto di riferimento nella società, la possibilità di essere accolti per poter anch’essi beneficiare dei permessi premio e delle pene alternative ( Gozzini, Simeone, Smuraglia ). Nel 2006 l’ ERSAT dà in concessione l’azienda sita in località Pagu e Bonu, con destinazione d’uso per l’accoglienza di detenuti con problemi psichiatrici. Alcuni numeri danno la dimensione dell’azione che Il Samaritano a svolto in questi anni, i detenuti accolti in permessi premio sono stati circa 1500, i detenuti accolti con misure alternative 174.

Ma oggi cosa è accaduto??? Il sacerdote è stato appunto arrestato e messo ai domiciliari in quanto ha dei problemini di salute!! A don Usai la Procura della Repubblica contesta di non aver esercitato il necessario controllo sugli ospiti della Comunita’ e in particolare sulle donne, che erano detenute in affidamento e dovevano rispettare precisi obblighi imposti dal Tribunale di sorveglianza. Non e’ chiaro pero’ se e quanto il sacerdote fosse a conoscenza, secondo l’accusa, di quanto avveniva nelle stanze delle ragazze. Certo e’, pero’, hanno spiegato i militari, che il via vai di persone estranee nei locali della Comunita’ era molto intenso e che la cosa andava avanti almeno dal 2005. Ma a suo carico, come detto, c’è anche un’imputazione per un singolo episodio di violenza sessuale. Secondo l’accusa avrebbe chiesto a una ragazza, anch’essa nigeriana, una prestazione sessuale in cambio della assunzione a tempo indeterminato, poi concessa, che le avrebbe consentito di restare in Italia e regolarizzare la sua posizione.

Niente di nuovo in fondo! ci sono già stati altri sacerdoti (oltre quelli accusati di pedofilia) che si sono dati alle gioie del sesso e ad organizzazioni di tal tipo. Chiaro che queste notizie non mi piacciono e mi fanno venire il solito mal di stomaco ma la cosa che mi disturba sempre di più sono i “capi” dei sacerdoti che, come al solito, danno la loro solidarietà al “confratello”, pregano per lui e ci rimarcano “che la presunzione d’innocenza e’ un principio del diritto penale secondo il quale un imputato e’ innocente fino a prova contraria, don Giovanni compreso”. Troverei più di buon gusto che i “signori porporati” o spendessero anche parole verso le vittime (che sono tali fino a prova contraria”, oppure dicessero “tacciamo sino a quando la verità non venga stabilita”!

Questa è la sintesi per quanto riguarda il caso “Don Giovanni Usai” e, se volete leggere i giornali on-line potrete farlo QUIQUIQUI


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Pietro Maso si è sposato in Chiesa! chiesa, chies, chie… chi?

Il Giustiziere degli Angeli

Non capisco più la Chiesa, non capico più cosa sia successo e cosa mi sono persa distraendomi con altri argomenti. Stavo leggendo una notizia e mi è venuto in mente il “divorzio”. Satana non voglia che si arrivi a separarci perchè, nel caso in cui trovassimo poi un compagno con cui pensiamo di dividere il resto dei nostri giorni, siamo destinati ad essere fuori dalla Chiesa e doverci sposare solo civilmente. Nei 10 comandamenti però del “divorzio” non vi è menzione.

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Pedofilia: Don Ruggero Conti nel centro di un complotto? Ci spieghi perchè!

Il Giustiziere degli Angeli

Per leggere gli articoli del blog su questo caso cliccare qui sotto:

DON RUGGERO CONTI: il caso

Pedofilia, don Conti in tribunale – “Accuse costruite contro di me”

Il sacerdote arrestato nel 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi 10 anni di 7 bambini respinge le accuse. L’associazione da parte della vittime chiama in causa il vescovo Reali

“Accuse costruite abilmente contro di me”. Così don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, ha risposto alle domande del pubblico ministero Francesco Scavo nel corso dell’udienza del processo in cui il sacerdote è accusato di violenza sessuale. “Respingo tutte le accuse che sono state costruite contro di me da don Claudio Brichetto” (viceparroco all’epoca dei fatti, ndr.) e da alcuni parrocchiani, ha affermato Conti. Il sacerdote avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008 quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma. Continua a leggere


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Don Giorgio Carli: il reato di abusi su minori và in prescrizione e lui torna in parrocchia!

Il Giustiziere degli Angeli


<<Lei era piccola, aveva 9 anni quando ebbe inizio il suo inferno che fini 5 anni dopo. Lei rimosse quel dolore relegandolo nella scatola dei ricordi brutti chiusa con tanti lucchetti con su scritte le parole della paura, della vergogna, del male. Ma il peso di quelle violenze intralciava il seguire sereno della propria vita e la coscienza dolorante le fece fare un sogno, un brutto sogno. Ed allora ne seguì un percorso terapeutico per capire l’origine di quel male per poi combatterlo: in ipnosi ricordò l’inferno degli abusi sessuali subiti e vide il volto dell’orco.>>

Potrebbe avere inizio così un libro di racconti di fantasia ma invece è una storia reale.

Questa storia di abusi su minori riguarda il caso “Don Giorgio Carli”, giovane sacerdote, accusato da una donna che dopo tanti anni ha ricordato. Il processo di secondo grado finì (16 Aprile 2008) con la condanna a 7 anni e mezzo del sacerdote nonostante la difesa si appellò alla teoria dei “falsi ricordi”! Ed è sempre questa la linea difensiva nei tanti casi di abusi sui minori, con piccole varianti quali la “isteria collettiva dei genitori”, “ricordi indotti nei piccoli”, “atteggiamenti innocenti travisati”…

Non c’è mai quindi, secondo certi indagati e difensori, un “vero abuso” né quando vengono raccontati dai bambini e ne quando vengono raccontati dagli adulti. Le prove dell’abuso devono essere lì, incontrovertibili, con la flagranza del reato (ma neanche tanto visto il sacerdote appena beccato in macchina con una minorenne e non arrestato!), con segni fisici di fresco abuso (non devono passare più di 24 ore sennò addio prova) e con foto e filmati con i volti riconoscibili degli abusanti e degli abusati.

Il processo a Don Carli stabilì la sua condanna con queste motivazioni: Ragazza credibile, indizi sufficienti – Ricordi lineari, precisi, mai contradditori – In tutta la vicenda non sono emersi interessi particolari che possano aver indotto la giovane a fornire un racconto non veritiero –

La cassazione , che non entra nel merito della condanna, stabilirà poi che il “reato è caduto in prescrizione” e Don Carli, proclamatosi innocente fin dall’inizio, non rinuncia a tale privilegio. Nel processo in cui fu condannato si è stabilito anche un risarcimento danni (confermato anche dalla Cassazione) nei confronti della vittima e della sua famiglia e chiare sono state le parole dell’ex procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser: il fatto che la Cassazione abbia confermato il risarcimento in soldi alla parte civile attesta che il reato fu commesso! Nessuno potrebbe essere condannato a risarcire un danno che non ha provocato.

Nonostante tutto questo a cui non c’è null’altro da aggiungere, ieri il Vescovo di Bolzano, Karl Golser, invita ad accogliere “senza riserve” Don Carli quale parroco a Vipiteno ribadendo ”la convinzione gia’ espressa tante volte che il sacerdote non ha assolutamente commesso i fatti a lui contestati”.

Le motivazioni della condanna

La prescrizione del reato

La citazione in giudizio della Curia


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Don Pierino Gelmini a processo il 29 marzo 2011.

Il Giustiziere degli Angeli

LINK ARTICOLI D’ARCHIVIO su Don Gelmini

DON GELMINI A PROCESSO, CENTRODESTRA LO DIFENDE.

Don Pierino Gelmini sarà processato per avere molestato sessualmente 12 giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro, ad Amelia. Episodi avvenuti, ritiene l’accusa, per circa dieci anni all’interno delle strutture di Mulino Silla, come la stanza del silenzio dove vengono accolti i tossicodipendenti che cominciano il percorso di recupero, o nella casetta nel bosco. Lui, il sacerdote che ha chiesto e ottenuto due anni fa di essere ridotto allo stato laicale per difendersi al meglio, ha sempre respinto le accuse ma oggi il gup di Terni lo ha rinviato a giudizio.

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Don Luciano Massaferro: dato alle fiamme lo striscione dei suoi supporters.

Il Giustiziere degli Angeli

Dopo la molotov scagliata contro l’abitazione della Scuderi dell’asilo Cip & Ciop (vedi LINK) anche nel caso di Don Luciano Massaferro, accusato di abusi sessuali su una 12enne, il fuoco diventa protagonista. Dalla foto si capisce perchè??

Lo striscione “Don Lu siamo con te” è stato affisso da giorni all’ingresso della parrocchia di San Vincenzo di Alassio dai supporters del sacerdote che, certi della sua innocenza e di conseguenza delle menzogne della ragazzina, manifestano in ogni dove la loro vicinanza all’accusato.

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Pedofilia e chiesa: don Cantini un uomo misterioso? NO è solo un abusatore di bambini!

Il Giustiziere degli Angeli

Sempre per rinfrescare la memoria vi rimando ai LINK DI ARCHIVIO

Le vittime di don Cantini a Maniago  – “Ha ostacolato l’emergere della verità”

Il vescovo ausiliario sabato in un’intervista a Toscanaoggi aveva detto di non essersi accorto di nulla di non aver insabbiato.

Don Cantini

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PEDOFILIA/CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dall’Ufficio Stampa della Caramella Buona, che ringrazio pubblicamente, il seguente comunicato:

Comunicato stampa del 21 maggio 2010

PEDOFILIA/CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Mons Reali: “Non avvisai nessuno dei miei superiori”

“Quel morto che cammina di Mirabile”,riporta così l’ignobile missiva spedita al Presidente del Tribunale Di Fiore e alla Gazzetta di Reggio Emilia dove La Caramella Buona ha sede nazionale. All’interno l’ennesimo proiettile.

La Digos e Carabinieri indagano, il tutto mentre l’udienza a Roma cominciava.

Tensione alle stelle ieri durante l’undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma. Duro lo scontro tra l’accusa e la difesa, ancor più duro l’affondo dell’Avv. Nino Marazzita al Vescovo Gino Reali chiamato finalmente a testimoniare:”Voglio capire perchè lei non ha agito, perchè, nonostante come ha appena ammesso reputasse attendibili i ragazzi venuti da lei, non ha fatto niente!” “Non so”, “Sa,la parrocchia è grande” “Le voci possono essere tante”. Queste le risposte di Mons Reali.

Imbarazzante, scoraggiante ma soprattutto irritante: ieri si è appreso che il Vescovo Reali non solo NON avvisò l’organo competente sulle gravi informazioni di cui era venuto a conoscenza già nel 2006, non solo NON allontanò il parroco, ma nello stesso anno si preoccupò di rinnovare l’incarico a don Conti affinchè potesse restare a Selva Candida per altri 9 anni!

“Sono costernato e amareggiato, ma sempre più convinto della nostra posizione” dichiara Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona Onlus “Per don Ruggero si mette male, sono i fatti a parlare. Insieme all’Avv. Marazzita procederemo contro il Vescovo Reali per favoreggiamento, basta omertà!”

Ancora una volta La Caramella Buona è vittima di deliranti messaggi, ancora una volta i pedofili riescono a prendere parola. I Vescovi non denunciano, i parrocchiani piangono, La Caramella Buona riceve proiettili. Chi da fastidio alla pedofilia? Intanto Istituzioni e politica pare stiano sottovalutando il crimine devastante della pedofilia.


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Pedofilia / Don Marco Cerullo: confermata condanna in cassazione!

Il Giustiziere degli Angeli

Comunicato Stampa: Avv. Sergio Cavaliere 81033 Casal di Principe, Corso Umberto I, 145 – tel./fax 0818167421 cell. 3492313703  – e-mail: s_cavaliere@hotmail.com

(LINK ARTICOLI di Archivio)

Cassazione. Confermata condanna a 6 anni e 8 mesi a don Marco Cerullo, prete pedofilo.


La settima sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per don Marco Cerullo.

Il viceparroco a Casal di Principe e insegnante di religione a Villa Literno, fu arrestato in flagranza dai Carabinieri di Casal di Principe il 19 dicembre 2007, in campagna, mentre violentava un suo alunno di 11 anni. Alla vista dei Carabinieri il prete tentava una precipitosa fuga in auto, interrotta dall’arresto.

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Estelle Mouzin: un’altra vittima di Fourniret? Bambini scomparsi ed indagini fantasma!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono tanti bambini che scompaiono nel mondo e tantissimi non vengono più ritrovati. A volte si scopre che, dietro la scomparsa, c’è un singolo individuo che ne abusa e ne decreta la morte. A volte si è scoperto che dal momento del rapimento sono stati segregati per decenni per essere usati come giocattoli da adulti deviati. Spesso questi bambini vengono rapiti e venduti per il fiorente mercato milionario della pedopornografia fino a quando, ormai non più utilizzabili, vengono gettati via come spazzatura.

Proprio in questi giorni si è riaperto il caso di Ottavia De Luise, bambina scomparsa a Montemurro di Potenza il 12 maggio 1975, grazie all’interessamento di Gildo Claps, fratello di Elisa ritrovata dopo 17anni uccisa e sepolta nella chiesa della SS Trinità di Potenza. Nel caso di Ottavia ha fatto ribollire il sangue a molti la relazione delle indagini sulla sua scomparsa (indagini fatte su un metro quadro mi vien da dire): la bambina (12anni al momento della scomparsa) si concedeva con favori sessuali ad anziani del luogo per piccole some di denaro. E le indagini, nonostante le segnalazioni, non andarono avanti come se quella relazione basata sui chiacchiericci del paese che bollava una bambina come “prostituta” fosse una sentenza del “chissenefrega che fine ha fatto”. Ma, una mano conosciuta, ha scritto due anni fa una lettera alla famiglia di Ottavia: è stata violentata, uccisa e sepolta in “quella cascina” da quell’uomo! Ora sono stati ritrovati, proprio lì, dei resti in un pozzo e bisognerà accertare se sono quelli della piccola Ottavia.

E questo grazie al contributo dato dalla famiglia di Elisa Claps e di “Chi l’ha Visto?” (LINK CASO ELISA).

Dietro queste scomparse ci sono genitori, fratelli, zii e nonni che non si danno pace, che convivono con un dolore che nemmeno lontanamente noi possiamo sfiorare. Rimanere nell’oblio del non sapere credo sia la cosa più orribile possa capitare ad un familiare di uno scomparso: che sia vivo o morto l’importante è averne certezza! A volte accade quello che io definisco un miracolo! A volte si incontrano persone capaci ed umanamente vicine che si prendono carico di far riaprire le indagini alla ricerca della verità ed è in ciò che è stato trascurato che forse si trova il filo che conduce alla soluzione.

Questo stà accadendo in Francia dove il 9 gennaio del 2003, a ritorno da scuola a Guermantes, scomparve una bambina di 9 anni: Estelle Mouzin (LINK CASO ESTELLE). Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann viene così definita dalla stampa francese: datele qualsiasi procedura che “vegeta” nell’ufficio di un giudice istruttore sopraffatto dal lavoro e lei troverà un particolare, qualcosa di trascurato che potrebbe portare alla soluzione del caso. Solo lei può rintracciarlo, lei “un segugio giudiziario”!

Proprio questa donna sembra abbia trovato un dettaglio importantissimo per la soluzione del giallo della scomparsa di Estelle! Tra le cose sequestrate a casa del mostro di Marcinelle, Michel Fourniret (LINK ARTICOLO), pare ci sia un accessorio appartenuto alla bambina. Dopo sette anni c’è una pista da seguire. Conosciamo tutti l’orrenda pagina scritta da Fourniret e sua moglie che rapivano bambine, le abusavano e le uccidevano. Ma pare anche che lavorassero su commissione di altri che li pagavano per procurargli bambine indicando l’età e altri dettagli preferiti.

Che dietro la scomparsa di minori ci sia il singolo e/o l’organizzazione non importa! E’ necessario indagare sin nei minimi dettagli per arrivare alla verità ed attivare soluzioni immediate affinchè questo non accada mai.

Ogni bambino scomparso, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro.


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Pedofilia e Chiesa: mille fiaccole per don lù. Milioni i miei pensieri!

Il Giustiziere degli Angeli

Come da copione ancora una vergognosa fiaccolata a favore di un sacerdote accusato di abusi su una bambina 12enne. La chiesa da tempo si stà autodistruggendo per mano di molti dei suoi stessi ministri. Già, suoi ministri, perchè non li vedo proprio come ministri di Dio questi “mezzi uomini” che sfogano i loro istinti su bambini a loro affidati. La cronaca riempie i giornali con le loro porcate a danno dei minori da una parte all’altra del globo terrestre ma, a qualcuno ciò non basta. Sempre le solite “pecorelle” che hanno smarrito la via del buon senso e che, purchè non si tocchi il “loro buon sacerdote”, sono pronte a gettare fango sui bambini additandoli come menzogneri, pazzi e suggestionabili. E si getterebbero anche nel fuoco dell’inferno pur di difendere un sacerdote accusato di pedofilia solo perchè loro lo “conoscono” e quindi sanno che MAI potrebbe fare certe cose. Ho letto un commento su un giornale on-line di una persona che diceva a questi supporter “allora affidategli i vostri figli!”. Io non mi sento di essere così cattiva perchè i bambini comunque non si toccano anche se hanno dei genitori scellerati… però magari qualche altra cosina avrei da dirgliela!! Mi astengo ovviamente dallo scendere a bassi livelli e dico solo loro di aspettare che la giustizia stabilisca se il loro sacerdote è innocente o colpevole senza inoltre infangare la ragazzina che lo accusa. In fondo Dio ha portato una croce ben più pesante di quella di Don Lù che, sicuramente, saprà operare per un perdono pieno… se risulterà innocente!


Alassio: don Lu, oltre mille fedeli sfilano in città

Carissimi amici riuniti questa sera nella nostra città, sentitemi davvero accanto a voi in questo momento. Per questo motivo vi rinnovo il mio sincero affetto“. Ha scritto un telegramma don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio rinchiuso in carcere per le violenze subite da una sua chierichetta di 12 anni, per ringraziare i fedeli che questa sera hanno deciso di partecipare alla fiaccolata per sostenere la sua innocenza.

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Don Luciano Massaferro: il 27 luglio il via al processo ma intanto… nuova fiaccolata dei suoi supporters.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta.

È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne. La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

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Francesco Zanardi – Anamnesi di una vittima… della pedofilia!

Il Giustiziere degli Angeli

Torna a scrivermi Francesco Zanardi e pubblico interamente il quanto affinchè il disgusto verso la pedofilia ed i pedofili vi prenda lo stomaco e vi spinga ad agire. Grazie Francesco!


Questo documento in formato web corredato di filmati è disponibile all’indirizzo:

Anamnesi di una vittima

«Mai avere una relazione con bambini ricchi»

« Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo [...] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure [...] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia… saremo felici per sempre [...] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai. »

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Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti e Monsignor Gino Reali ed i loro complici silenzi.

Il Giustiziere degli Angeli


Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera.

Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

“Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

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Preti pedofili: Alfano invia ispettori al procuratore Forno! Italietta di santini e pretini!

Il Giustiziere degli Angeli

In questi giorni si assiste allo scandalo dei preti “pedofili” che ancora una volta si vorrebbe insabbiare. Meglio fare gli struzzi oppure nascondere la sporcizia sotto al tappeto? Notizie ci giungono da quasi ogni parte d’Europa ed ora (come allora) dagli Stati Uniti. Notizie in un passato recente ci sono arrivate dall’Irlanda e dall’Australia. La chiesa è nel nero di una melma senza proporzioni e stà cercando ancora di minimizzare questo scandaloso comportamento dei propri sacerdoti. Anche a Potenza, sul caso dell’omicidio di Elisa Claps, pare ci siano stati silenzi da parte di sacerdoti che uccidono ancora ed ancora la povera ragazza. Ma il peggio è quello che stà accadendo da ieri!

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Don Luciano Massaferro aveva una amante! Le mail nei suoi computer…

Il Giustiziere degli Angeli


Alassio: don Luciano Massaferro aveva una amante LINK ARTICOLO originale

Don Luciano Massaferro, il prete arrestato per presunte violenze su una sua chierichetta il 29 dicembre scorso, aveva un’amante. Lo si sarebbe scoperto analizzando i computer che il prete utilizzava per la sua attivita’ nelle parrocchie di San Vincenzo e di San Giovanni ad Alassio.

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Pedofilia e Chiesa: richiesti 4 anni per Don Mologni “Tarzan” ;-)

Il Giustiziere degli Angeli

Per leggere altri articoli sul caso vi rimando a questo LINK ARTICOLI

I fatti nel 2007, quando la vittima aveva 17 anni – Abusi in parrocchia sul ragazzo disabile.

Prete sotto processo.

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Rignano Flaminio – oggi la festa dei santi patroni

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo questa lettera da Rignano Flaminio e ringrazio la signora di aver voluto condividere con noi il suo pensiero.

Cara MammaDolce, non so chi lei sia e ne mi importa. Anche io sono un’anonima signora per lei e per tanti altri visto che la mia vita mi ha sempre distinto per umiltà di origini e di lavoro. Non sono una Vip e neanche una “potente”, sono solo una rignanese di vecchia generazione che ha saputo starsene al suo posto. Da sempre questo paese ha distinto due classi, i poveracci ed i ricconi senza mai accorgersi che il vero potere non stà nel portafogli ma nell’animo di quanti vivono nei saldi valori di una società civile. Sono fiera del mio povero portafoglio perchè sono orgogliosa di quanto sia onesta e felice la mia famiglia.

Ma di questi discorsi forse importa veramente a pochi ed ho deciso di scrivere a lei per un altro motivo. Ho letto tutto quello che sul suo blog ha riportato circa il caso di Rignano Flaminio, ma non solo. Mi sento di dirle che sono vicina col cuore alle famiglie di questi bambini e che mi ha fatto orrore la distinzione che dei rignanesi hanno fatto tra i compaesani ed i forestieri come se loro ( i rignanesi) fossero una casta di eletti che detengono purezza e verità. Ancora una divisione.

Ma oggi, ancora oggi nel 2010, hanno dimostrato quanta pochezza c’è nelle loro vite. Oggi a Rignano Flaminio, si festeggiavano i Santi Patroni Vincenzo e Anastasio ed hanno sfilato in processione per la via principale del paese: io ero tra loro con la mia umiltà e la mia fede.

Appresso agli stendardi del Comune, appresso al baldacchino dei Santi c’era tanta gente: dal Sindaco all’assessore, dal Vescovo al Maresciallo, dai Sacerdoti alle signore dei potenti che intanto riempivano di chiacchiericci su fatti altrui. Ai lati le bancarelle di venditori ambulanti intirizziti al freddo per vendere i loro prodotti e portare la giornata a casa venivano intanto sfiorati da sguardi fugaci e pellicce delle signore. Un grande sfoggio di ricchezze terrene e povertà interiore. Ed in mezzo a tutta questa freddezza umana c’era lui, il prete dalla voce isterica che andò contro i bambini dell’asilo e le loro famiglie: Henry Rocchi. Nonostante lo hanno destinato ad un’altra parrocchia (quella di Calcata) oggi era lì, col suo saio bianco a dire amen. Già, amen per quei bambini, amen per chi viene abusato, amen per la fame nel mondo, amen per tutto quello che non riguarda la loro razza.

Le assicuro cara MammaDolce che avrei voluto essere altrove, col mio cappottone verde ancora buono, col mio rosario bianco comprato a Medjugorje, con il mio Padre Pio appoggiato sul cuore avrei voluto essere in un posto dove l’amore ed il rispetto sono l’unica via della vita.

Mi sono estraniata da loro ed ho pregato i Santi Vincenzo ed Anastasio che portino giustizia ai bambini di Rignano Flaminio e serenità ed amore nei loro cuori.

Grazie a lei ed a tutti quelli che combattono ogni giorno contro la sporcizia del mondo.

Anonima Rignanese

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