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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


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Don Riccardo Seppia: pedofilia, droga e bestemmie!

Il Giustiziere degli Angeli


“Portami un bel moretto, e mi raccomando l’età, lo voglio col collo bello tenero” Il parroco, Don Riccardo Seppia, arrestato venerdì con l’accusa di pedofilia e cessione di droga, ha avuto la responsabilità della parrocchia di Santo Spirito di Sestri Ponente dal 1996 e, negli anni ’80, era vice parroco nella parrocchia di San Giovanni Bono a Recco. Un suo vecchio parroco a Recco, Don Piercarlo Casassa, ha lanciato pesanti accuse: quasi trent’anni fa – ha detto - avevo già messo in allarme la Curia ma non ho mai avuto risposte. «Questa storia è davvero triste – ha detto don Piercarlo – L’incontro con quel giovane prete credo sia stata una delle esperienze peggiori della mia vita: si presentava in parrocchia soltanto al pomeriggio, dopo avere dormito tutta la mattina, poi spariva e trascorreva in giro gran parte della notte». Ed oggi,  sul muro accanto alla chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente, in via Calda, sono comparse frasi vergate con una bomboletta spray di colore nero: “Giù le mani dai bambini. Don Riccardo infame pedofilo” e “Don Seppia vile, la tua chiesa il tuo porcile”

Intanto don Riccardo, è in isolamento nel carcere di Marassi, divide la cella con un altro detenuto accusato di reati su minori e, assistito dal suo avvocato Paolo Bonanni, durante l’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma le intercettazioni telefoniche parlano in modo molto esplicito della second-life del sacerdote…..

«È proprio un bel ragazzo. Me lo …» «Mi piacerebbe … ma lui non ci vuole stare» Seguono descrizioni di incontri, con un linguaggio che gli investigatori definiscono «irripetibile». E nell’ordine di custodia cautelare sono elencati anche gli inviti del sacerdote ad alcuni ragazzi: «Vieni, per te c’è il solito regalino». Il regalino era cocaina – secondo l’accusa.  Seppia aveva un ‘adescatore’, un giovane spacciatore di droga che procacciava su ‘ordinazione’ ragazzini al parroco:  “Non li voglio di sedici anni, ma piu’ giovani. Quattordici anni vanno bene e, mi raccomando, che abbiano dei problemi di famiglia” 

IL BACIO IN CANONICA «Ormai è fatta, l’ho baciato in bocca, in canonica». Così don Riccardo informa l’amico riguardo all’unico episodio di violenza sessuale nei confronti di un minore che al momento gli viene contestato. Verso il sedicenne ci sono però altri messaggi inquietanti: «C’è tua madre? Dille che vai a scuola e poi vieni da me che sono solo». Il minore sarà sentito con la formula dell’incidente probatorio dal pm Stefano Puppo la prossima settimana.
CHE SATANA SIA CON TE Nell’ordinanza di custodia cautelare vengono riportati numerosi dialoghi con dei maghrebini maggiorenni che don Riccardo contatta per sesso o droga. Ad uno lo saluta in questo modo: «Ciao come stai? Che Satana sia con te».
L’EX SEMINARISTA Si tratta di uno dei sei indagati dell’inchiesta. Le sue iniziali sono E.A., ha 40 anni, è stato espulso dal seminario ed oggi è un sedicente croupier. Seppia riceve una sua telefonata: «Sono qui a Palermo, in camera in albergo e mi sono appena fatto…». Il prete gli risponde con osservazioni oscene e su quanto anche lui vorrebbe fare le stesse cose.
BESTEMMIE VIA SMS Nelle carte dell’ordinanza firmata dal gip milanese Maria Vicidomini sono riportati una decina di sms che contengono bestemmie scritte secondo lo slang giovanile e sempre abbinate ad argomenti sessuali: «Porko….!!!», «porko….kriminale!!!». Per i giudici sono indicativi di una vera e propria doppia personalità. Sembra proprio che don Riccardo abbini volutamente, come fosse uno sfogo, la sacralità della religione alle oscenità più turpi: «Me lo vorrei…. sull’altare».
IL SESSO IN SAUNA Una lunga sequenza di messaggi irripetibili, segno di una vera e propria ossessione per pratiche erotiche estreme. I carabinieri del Nas hanno ricostruito la sua parabola erotica. Tutto inizia con le sue frequentazioni di saune di Milano dove avvengono incontri tra gay. Sesso spinto durante il quale si fa uso di droghe. Di recente il sacerdote di via Ludovico Calda era un habitué di un circolo Arci di Milano, luogo di incontri sessuali.
UNO DI COLORE Allo spacciatore senegalese di Milano il parroco chiede di trovargli «uno di colore, un negrone».
COCAINA CON L’OMAGGIO «Vengo su, mi prepari un 4×1», così scrive al suo pusher del capoluogo lombardo, anche lui indagato. Il 4×1 significa una promozione speciale, quattro dosi al prezzo di tre. Un tipo di acquisto riservato a clienti affidabili.
SPACCIO AI RAGAZZINI «Ho la neve, vieni da me: basta portare il solito regalino», «vieni che c’è bianca, ho bisogno di compagnia ». Il secondo capo d’imputazione riguarda quattro presunte cessioni di cocaina ad altrettanti ragazzi, un italiano e tre nordafricani, che sarebbero tutti maggiorenni.

 Lui, dalla cella, ha cercato di negare: «Solo parole »

Il teologo Vito Mancuso “È solo la punta dell’iceberg” (LINK)


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Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


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Pedofilia/Don Rugero Conti: nomi e cognomi su mancanze e responsabilità!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dalla “La Caramella Buona” una lettera aperta del Presidente Roberto Mirabile sul caso Don Ruggero Conti e ve la riporto integralmente!

PEDOFILIA/(DON) RUGGERO CONTI CONDANNATO: ROBERTO MIRABILE

” ECCO NOMI E COGNOMI SU MANCANZE E RESPONSABILITA’”

Con una lettera aperta Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus rende note gravi responsabilità sul caso.

Il processo penale a carico di don Ruggero Conti – chiamarlo ancora “don” mi viene naturale, quasi una forma di rispetto per l’abito immeritatamente indossato dal signor Conti – ha rappresentato un enorme impegno da parte dell’Associazione La Caramella Buona Onlus. Per circa due anni siamo stati costantemente presenti, anche per oltre nove ore consecutive, in quell’aula del Tribunale di Roma dove il 3 marzo scorso i Giudici hanno ridato dignità alle numerose vittime dell’ex parroco di Selva Candida. Continua a leggere


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Don Ruggero Conti: richiesti 18 anni di reclusione per abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

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Pedofilia, il pm chiede 18 anni per don Ruggero Conti. Fu arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni.

Condannare a 18 anni di reclusione e a pagare una multa pari a 50mila euro don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni. Lo ha chiesto il pm Francesco Scavo ai giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale davanti ai quali si celebra il processo.

 

Violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile aggravate sono i reati contestati al sacerdote. Nel corso della requisitoria il pm ha sottolineato come, tenendo ferma la presunzione di innocenza, “ci troviamo di fronte a condotte che se vere sono di una gravità inaudita. Le condotte così come descritte nel capo di imputazione – ha detto – denotano una serialità, una spiccata propensione all’abuso e comportamenti compiuti con dolo”.

Una condotta, ha aggiunto, “insidiosa e insistente” e a chi sostiene che sia tutto un complotto il magistrato ha replicato: “Davvero dobbiamo pensare che persone così diverse tra loro abbiano messo insieme un tale disegno criminoso? Le dichiarazioni dei ragazzi sono precise e riferiscono di abusi compiuti con lo stesso modus. Esaminando i loro racconti dobbiamo ricordarci come si ragiona a dieci-dodici anni: in quei momenti un bambino ha paura e non sa cosa fare”.

La vicenda culminò il 30 giugno 2008 quando il sacerdote fu arrestato mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi. Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare, sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti.

Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione. Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione. Il processo, nel corso del quale molti parrocchiani hanno testimoniato a favore del sacerdote, è stato aggiornato al 7 febbraio per la prosecuzione della discussione.

“Da radicale non auguro a nessuno di finire nelle disumane carceri italiane” afferma Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che rappresenta la parte civile a nome del Comune nel processo che vede imputato il sacerdote.Credo, comunque, che nel processo siano emerse prove molto forti a carico di Don Ruggero. Il 7 febbraio preciseremo con l’avvocato Elisabetta Valeri le conclusioni a nome del Comune”. “Spero che in Vaticano – conclude – abbiano finalmente compreso che ostacolare la giustizia italiana, con un atteggiamento omertoso rispetto ai casi di pedofilia è un grave errore, non solo per le future vittime ma per la chiesa stessa”.

(01 febbraio 2011) LINK ARTICOLO REPUBBLICA.IT

 


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Pedofilia e chiesa: don Cantini un uomo misterioso? NO è solo un abusatore di bambini!

Il Giustiziere degli Angeli

Sempre per rinfrescare la memoria vi rimando ai LINK DI ARCHIVIO

Le vittime di don Cantini a Maniago  - “Ha ostacolato l’emergere della verità”

Il vescovo ausiliario sabato in un’intervista a Toscanaoggi aveva detto di non essersi accorto di nulla di non aver insabbiato.

Don Cantini

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PEDOFILIA/CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dall’Ufficio Stampa della Caramella Buona, che ringrazio pubblicamente, il seguente comunicato:

Comunicato stampa del 21 maggio 2010

PEDOFILIA/CASO DON CONTI:MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Mons Reali: “Non avvisai nessuno dei miei superiori”

“Quel morto che cammina di Mirabile”,riporta così l’ignobile missiva spedita al Presidente del Tribunale Di Fiore e alla Gazzetta di Reggio Emilia dove La Caramella Buona ha sede nazionale. All’interno l’ennesimo proiettile.

La Digos e Carabinieri indagano, il tutto mentre l’udienza a Roma cominciava.

Tensione alle stelle ieri durante l’undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma. Duro lo scontro tra l’accusa e la difesa, ancor più duro l’affondo dell’Avv. Nino Marazzita al Vescovo Gino Reali chiamato finalmente a testimoniare:”Voglio capire perchè lei non ha agito, perchè, nonostante come ha appena ammesso reputasse attendibili i ragazzi venuti da lei, non ha fatto niente!” “Non so”, “Sa,la parrocchia è grande” “Le voci possono essere tante”. Queste le risposte di Mons Reali.

Imbarazzante, scoraggiante ma soprattutto irritante: ieri si è appreso che il Vescovo Reali non solo NON avvisò l’organo competente sulle gravi informazioni di cui era venuto a conoscenza già nel 2006, non solo NON allontanò il parroco, ma nello stesso anno si preoccupò di rinnovare l’incarico a don Conti affinchè potesse restare a Selva Candida per altri 9 anni!

“Sono costernato e amareggiato, ma sempre più convinto della nostra posizione” dichiara Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona Onlus “Per don Ruggero si mette male, sono i fatti a parlare. Insieme all’Avv. Marazzita procederemo contro il Vescovo Reali per favoreggiamento, basta omertà!”

Ancora una volta La Caramella Buona è vittima di deliranti messaggi, ancora una volta i pedofili riescono a prendere parola. I Vescovi non denunciano, i parrocchiani piangono, La Caramella Buona riceve proiettili. Chi da fastidio alla pedofilia? Intanto Istituzioni e politica pare stiano sottovalutando il crimine devastante della pedofilia.


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Pedofilia e Chiesa: al processo su Don Conti testimonia Mons.Gino Reali. Intanto una lettera minatoria giunge al Tribunale…

Il Giustiziere degli Angeli

(ANSA)-ROMA, 20 MAG- Lettera di minacce contro la testimonianza di monsignor Gino Reali al processo nei confronti di don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali. La lettera, con un proiettile e la minaccia di far saltare il tribunale, e’ arrivata al presidente del tribunale capitolino Paolo De Fiore e indirizzata anche al pm Francesco Scavo, titolare del procedimento. La testimonianza del vescovo si e’ regolarmente svolta nel processo.

Processo Don Conti, il vescovo testimone «Dieci denunce, non avvertii nessuno»

In aula monsignor Reali, testimone nel processo per pedofilia all’ex parroco: gli dissi di essere più prudente. I legali dei ragazzi molestati: è favoreggiamento.

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Pedofilia e Chiesa: confermata la condanna a Don Bertagna.

Il Giustiziere degli Angeli

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Pedofilia. Confermati 8 anni di carcere a ex abate Farneta

Condanna confermata per Pierangelo Bertagna, l’ex parroco dell’abbazia di Farneta, nel comune di Cortona, che dovrà scontare 8 anni di carcere per aver abusato di minori, anche al di sotto di 10 anni. La corte d’Appello di Firenze non ha cambiato di una virgola la sentenza in primo grado enessa dal gup di Arezzo nel 2008.

Bertagna, 48 anni, originario di Gardone Val Trompia (Brescia), sospeso a divinis, era accusato di 16 casi di molestie nei confronti di altrettanti bambini che frequentavano la parrocchia di campagna a Farneta, tutti ammessi dall’ex abate che ne confessò anche altri 22, avvenuti anni addietro, in seminario (era diventato sacerdote a 39 anni), e presso le comunità che aveva frequentato nel nord Italia. Bertagna potrebbe tra circa tre mesi finire in carcere.

Tra 40 giorni la corte fiorentina renderà note le motivazioni della conferma della condanna. Poi i legali avranno 45 giorni di tempo per ricorrere in Cassazione. Gli avvocati difensori di Bertagna, Francesca Mafucci e Annelise Anania, hanno però annunciato che rinunceranno a fare ricorso.

Il caso dell’ex abate scoppiò nell’estate del 2005. Le confessioni di un tredicenne ai genitori portarono alla prima denuncia ai carabinieri. Il gesto produsse una sorta di effetto domino, con una catena di denunce. Le indagini, condotte dal pm di Arezzo Ersilia Spena, portarono all’arresto del religioso che poi confessò in totale 38 episodi.

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Estelle Mouzin: un’altra vittima di Fourniret? Bambini scomparsi ed indagini fantasma!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono tanti bambini che scompaiono nel mondo e tantissimi non vengono più ritrovati. A volte si scopre che, dietro la scomparsa, c’è un singolo individuo che ne abusa e ne decreta la morte. A volte si è scoperto che dal momento del rapimento sono stati segregati per decenni per essere usati come giocattoli da adulti deviati. Spesso questi bambini vengono rapiti e venduti per il fiorente mercato milionario della pedopornografia fino a quando, ormai non più utilizzabili, vengono gettati via come spazzatura.

Proprio in questi giorni si è riaperto il caso di Ottavia De Luise, bambina scomparsa a Montemurro di Potenza il 12 maggio 1975, grazie all’interessamento di Gildo Claps, fratello di Elisa ritrovata dopo 17anni uccisa e sepolta nella chiesa della SS Trinità di Potenza. Nel caso di Ottavia ha fatto ribollire il sangue a molti la relazione delle indagini sulla sua scomparsa (indagini fatte su un metro quadro mi vien da dire): la bambina (12anni al momento della scomparsa) si concedeva con favori sessuali ad anziani del luogo per piccole some di denaro. E le indagini, nonostante le segnalazioni, non andarono avanti come se quella relazione basata sui chiacchiericci del paese che bollava una bambina come “prostituta” fosse una sentenza del “chissenefrega che fine ha fatto”. Ma, una mano conosciuta, ha scritto due anni fa una lettera alla famiglia di Ottavia: è stata violentata, uccisa e sepolta in “quella cascina” da quell’uomo! Ora sono stati ritrovati, proprio lì, dei resti in un pozzo e bisognerà accertare se sono quelli della piccola Ottavia.

E questo grazie al contributo dato dalla famiglia di Elisa Claps e di “Chi l’ha Visto?” (LINK CASO ELISA).

Dietro queste scomparse ci sono genitori, fratelli, zii e nonni che non si danno pace, che convivono con un dolore che nemmeno lontanamente noi possiamo sfiorare. Rimanere nell’oblio del non sapere credo sia la cosa più orribile possa capitare ad un familiare di uno scomparso: che sia vivo o morto l’importante è averne certezza! A volte accade quello che io definisco un miracolo! A volte si incontrano persone capaci ed umanamente vicine che si prendono carico di far riaprire le indagini alla ricerca della verità ed è in ciò che è stato trascurato che forse si trova il filo che conduce alla soluzione.

Questo stà accadendo in Francia dove il 9 gennaio del 2003, a ritorno da scuola a Guermantes, scomparve una bambina di 9 anni: Estelle Mouzin (LINK CASO ESTELLE). Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann viene così definita dalla stampa francese: datele qualsiasi procedura che “vegeta” nell’ufficio di un giudice istruttore sopraffatto dal lavoro e lei troverà un particolare, qualcosa di trascurato che potrebbe portare alla soluzione del caso. Solo lei può rintracciarlo, lei “un segugio giudiziario”!

Proprio questa donna sembra abbia trovato un dettaglio importantissimo per la soluzione del giallo della scomparsa di Estelle! Tra le cose sequestrate a casa del mostro di Marcinelle, Michel Fourniret (LINK ARTICOLO), pare ci sia un accessorio appartenuto alla bambina. Dopo sette anni c’è una pista da seguire. Conosciamo tutti l’orrenda pagina scritta da Fourniret e sua moglie che rapivano bambine, le abusavano e le uccidevano. Ma pare anche che lavorassero su commissione di altri che li pagavano per procurargli bambine indicando l’età e altri dettagli preferiti.

Che dietro la scomparsa di minori ci sia il singolo e/o l’organizzazione non importa! E’ necessario indagare sin nei minimi dettagli per arrivare alla verità ed attivare soluzioni immediate affinchè questo non accada mai.

Ogni bambino scomparso, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro.


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Pedofilia e Vaticano: SPUNTANO LETTERE DI DENUNCIA ANCHE IN ITALIA!

il Giustiziere degli Angeli

Ricevo da La Caramella Buona Onlus

Comunicato stampa del 22 aprile

PEDOFILIA E VATICANO: SPUNTANO LETTERE ANCHE IN ITALIA

Nuovo attacco da New York alla Santa Sede, pronte anche le vittime italiane

“Continuano ad arrivarci segnalazioni da parte di vittime italiane di sacerdoti pedofili risalenti, alcune, solo a pochi anni fa. Mi rivolgo nuovamente al Santo Padre affinchè faccia lo stesso passo di Malta ma questa volta in Italia, a Roma”.

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Don Luciano Massaferro: il 27 luglio il via al processo ma intanto… nuova fiaccolata dei suoi supporters.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta.

È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne. La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

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Elisa Claps: una lunga agonia la fece morire dissanguata!

Il Giustiziere degli Angeli

Elisa morì per dissanguamento. Si spense lentamente dopo le coltellate inflitte dal suo assassino, almeno quattro in diversi punti del suo giovane corpo. Nonostante la “secretazione” degli atti relativi all’autopsia eseguita da Introna, questo è quanto trapela da alcune indiscrezioni. E credo tutti noi cerchiamo di immaginare il senso di paura e di solitudine patito da Elisa nel buio di quel sottotetto, pensiamo a quell’incredulità di una ragazzina di fronte ad una morte lenta ma imminente, e cerchiamo nei nostri pensieri i suoi pensieri prima della fine! Quattro coltellate non sono un incidente e quindi le parole di quel pentito che raccolse confidenze circa la sorte di Elisa per mano di Restivo non sono attendibili. La morte di Elisa Claps stà dipingendo pian piano un quadro che và ben oltre un tentativo di violenza sessuale ed un’omicidio. La morte di Elisa stà aprendo molte porte su silenzi e complicità che fanno orrore! «Don Mimì Sabia non si è mai degnato di farmi vedere l’interno della chiesa, dove io ero convinta che Elisa fosse rimasta: questo ha lasciato in me il dubbio»  ha detto  Filomena Iemma, madre di Elisa. La donna ha ricordato che, alcuni anni dopo la scomparsa di Elisa (il 12 settembre 1993), in tutte le chiese di Potenza fu posta una cassetta per raccogliere eventuali indicazioni sulla sorte della studentessa, che aveva 16 anni quando scomparve. Ma il parroco della Santissima Trinità, morto circa due anni fa, non diede il permesso di collocare la cassetta nella sua chiesa. Don Mimì ormai non potrà più rispondere ma le domande dovevano essergli poste allora e non oggi.


Quattro coltellate, Elisa morì dissanguata - L’autopsia rivela una lunga agonia –

SALERNO – Elisa morì per dissanguamento. Si spense lentamente dopo le coltellate inflitte dal suo assassino. Almeno quattro. Alla coscia, al bacino, forse anche a una spalla, secondo quello che racconta, oggi, l’unico “alleato” della giustizia: il suo cadavere, in parte mummificato. L’agonia durò alcune ore, ma è difficile quantificare il tempo di una fine disumana.

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Elisa Claps: la lettera del fratello Gildo è indirizzata ai troppi silenzi!

Il Giustiziere degli Angeli

Leggendo la lettera che Gildo Claps scrive a sua sorella Elisa, scomparsa ed uccisa 17 anni fà, non si riesce a non esserne coinvolti. L’ironia del dialogo mista al dolore ed alla rabbia che ne traspare vuole far abbassare molti sguardi sulla morte di Elisa, vuole chiudere per sempre quelle bocche che hanno gettato ombre sulla ragazza ed hanno aperto piste inesistenti e lontane. E vuole soprattutto avere giustizia su una morte che alcuni (quanti?) hanno voluto coprire! Mi domando se in questa Italia piena di lacune ci sia una parte delle istituzioni che vuole arrivare alla verità su questa assurda morte. Mi domando se tutto non è così irrimediabilmente compromesso. Mi domando… ma non trovo risposte!


Claps/ Lettera fratello: Sembra quasi che nessuno volesse trovarti - Gildo scrive alla sorella ritrovata morta dopo 17 anni.

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Elisa Claps: gli ignobili silenzi di tanti indifferenti al cadavere di Elisa.

Il Giustiziere degli Angeli

Mi suscitano un senso di malessere diffuso le notizie circa la morte di Elisa Claps. Sono passati questi 17 anni nel silenzio e nell’indifferenza di molti e purtroppo non mi stupisce più di tanto il silenzio degli uomini di chiesa che hanno taciuto e chissà da quanto. Vero, non vero, vero, non vero…. in questi anni il sottotetto della chiesa è stato “molto” frequentato sia dai ragazzi dell’associazione Newman (che lì si appartavano in intimità..), sia da altri ma, tra feste, festini,  pulizie e lavori di manutenzione nessuno ha mai “visto il corpo di Elisa”. Ed ora ecco schiarirsi una “verità” scomoda e sconcertante…. a gennaio due donne delle pulizie ritrovano il cadavere ma hanno negato, anche in una intervista TV, fino ad ora! Del ritrovamento avvertono il sacerdote Don Vagno e questi sale fino al tetto e vede con i suoi occhi il corpo mummificato di Elisa! e che fà?? raccoglie gli occhiali, li guarda e li ripone vicino al corpo!! poi, a suo dire, cerca di avvertire Monsignor Superbo ma, non trovandolo subito la COSA GLI PASSA DI MENTE! Una cosa così orribile io non l’avevo mai sentita! Succede che uno trova un cadavere in casa e se ne dimentica?? E quelle due donne delle pulizie? ritrovano un cadavere, avvertono il sacerdote e poi se ne lavano le mani? Una ragazza è stata uccisa, una madre ed una famiglia hanno vissuto il male per 17 lunghi anni e tanti hanno continuato a vivere serenamente conoscendo la sorte di Elisa! E’ una vergognosa pagina italiana che macchia l’esistenza del paese intero!

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«Presi io gli occhiali della Claps» - Il viceparroco ammette di averli riposti accanto al corpo senza avvisare nessuno.

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