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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Don Ruggero Conti e la curia citati per il risarcimento danni.

LEGGI QUI TUTTO SUL CASO “DON RUGGERO”

Pedofilia, chiesti 10 milioni di danni a don Ruggero e alla Curia. L’ex parroco di Selva Candida condannato a 15 anni e 4 mesi.

ROMA – Dieci milioni di euro. È il risarcimento danni chiesto a don Ruggero Conti, condannato in primo grado a 15 anni e 4 mesi, da una delle presunte vittime di abusi sessuali compiuti su minori dell’ex parroco di Selva Candida tra il 1998 ed il 2008. La richiesta di danni è stata avanzata anche nei confronti della curia Vescovile di Santa Rufina, che sarà chiamata a rispondere in solido del risarcimento in caso di condanna in sede civile.

A dover decidere se la richiesta è fondata sarà il Tribunale civile di Roma. I giudici dovranno pronunciarsi anche sulla citazione in giudizio del vescovo Gino Reali che all’epoca dei fatti aveva la responsabilità di sorvegliare l’operato di Don Ruggero Conti. In questo caso monsignor Reali rappresenterebbe la chiesa come istituzione. Qualora il giudice infatti scegliesse di far partecipare all’istruttoria anche il vescovo, la Chiesa sarebbe potrebbe essere chiamata a pagare un risarcimento danni alla presunta vittima. Con la conseguenza che verrebbe riconosciuta la responsabilità diretta della Curia per i comportamenti compiuti dai suoi membri nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche.

Una decisione che potrebbe rappresentare un precedente, perché in Italia la Curia non è mai stata ritenuta diretta responsabile per vicende di pedofilia. Responsabilità che per esempio invece è stata accertata negli Stati uniti dove nel 2007 l’Arcidiocesi di Los Angeles concordò un risarcimento di 660 milioni di dollari per le 508 vittime di abusi sessuale compiuti da preti pedofili.

 La scelta dell’avvocato Fabrizio Gallo, rappresentante di una delle presunte vittime, di citare la Curia in sede civile nasce dalle motivazioni della sentenza di condanna in primo grado del prete. In alcuni passaggi i giudici della sesta sezione del tribunale penale di Roma, con un linguaggio velato, insinuano che i presunti abusi compiuti da don Ruggero sarebbero stati anche causati dalle omissioni compiute da chi aveva il compito di controllare l’operato del sacerdote. Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto che le autorità ecclesiastiche intendevano «congelare» la vicenda nonostante avessero appreso della gravità della situazione dalla viva voce delle presunte vittime. Anzi i giudici sono arrivati a sottolineare la possibilità che i supposti abusi compiuti dal sacerdote dopo il 2006 forse avrebbero potuto essere evitati se non fosse stata sottovalutata la denuncia fatta da due vittime al monsignor Gino Reali.

Il processo civile avrà inizio il 12 dicembre del 2012. «La domanda di risarcimento della presunta vittima è irrituale» commenta l’avvocato Patrizio Spinelli, difensore di don Ruggero. La storia dei presunti abusi compiuti da Don Ruggero scoppia nel giugno del 2008 quando l’allora sacerdote di Selva Candida viene arrestato dalla Procura di Roma. L’inchiesta sarebbe arrivata a rivelare l’esistenza di un uomo capace di violentare alcune vittime anche 300 volte un minorenne. Secondo i giudici in un caso don Ruggero avrebbe abusato di un minore dopo avergli impartito lezioni private in preparazione dell’anno scolastico. Mentre un’altra violenza sarebbe avvenuta il giorno di Pasqua nel marzo del 2008 dopo aver convinto una vittima a farsi raggiungere presso la sua abitazione.

Fonte: Il Messaggero

 


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Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


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Pedofilia/Don Rugero Conti: nomi e cognomi su mancanze e responsabilità!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dalla “La Caramella Buona” una lettera aperta del Presidente Roberto Mirabile sul caso Don Ruggero Conti e ve la riporto integralmente!

PEDOFILIA/(DON) RUGGERO CONTI CONDANNATO: ROBERTO MIRABILE

” ECCO NOMI E COGNOMI SU MANCANZE E RESPONSABILITA’”

Con una lettera aperta Roberto Mirabile Presidente de La Caramella Buona Onlus rende note gravi responsabilità sul caso.

Il processo penale a carico di don Ruggero Conti – chiamarlo ancora “don” mi viene naturale, quasi una forma di rispetto per l’abito immeritatamente indossato dal signor Conti – ha rappresentato un enorme impegno da parte dell’Associazione La Caramella Buona Onlus. Per circa due anni siamo stati costantemente presenti, anche per oltre nove ore consecutive, in quell’aula del Tribunale di Roma dove il 3 marzo scorso i Giudici hanno ridato dignità alle numerose vittime dell’ex parroco di Selva Candida. Continua a leggere


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Pedofilia: Don Luciano Massaferro condannato! Sette anni e otto mesi

Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro (Don Lù per gli “amici”) è stato condannato oggi a 7 anni e 8 mesi per abusi sessuali su una chierichetta minorenne… Leggo alcune esternazioni di suoi supporter su un giornale on-line e non commento:

“No, questa è una brutta notizia, abbiamo pregato tanto per lui”

“Come è andata? Lo hanno condannato? No, che brutta cosa. Avevo pregato tanto per lui. Io voglio bene ai preti”

“Don Luciano è una brava persona, non credo che abbia commesso quelle cose che ho letto sui giornali. Adesso sarà a pezzi, avrà l’anima in pena. Bisogna capirlo”.

Don Luciano Massaferro

Sette anni e otto mesi di reclusione, 190 mila euro di risarcimento alla vittima e alla madre, interdizione perpetua dai pubblici uffici e quindi interdizione perpetua a fini educativi. È la condanna inflitta questo pomeriggio dal tribunale di Savona, dopo circa due ore di camera di Consiglio, a don Luciano Massaferro, 46 anni, parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio, accusato di molestie sessuali nei confronti di una chierichetta di 12 anni.

Massaferro aveva cercato in queste settimane di ricostruirsi una sorta di normalità, riprendendo gli studi, celebrando messa e cercando di vivere nel modo più simile possibile a come accadeva prima dell’arresto avvenuto nel dicembre del 2009. Una ricerca della normalità che è passata anche attraverso il semi isolamento che si era imposto di concerto con gli avvocati.

Le tappe della vicenda giudiziaria. Don Luciano Massaferro, parroco della chiesa di San Vincenzo, è stato dieci mesi in carcere e quattro agli arresti domiciliari. Il caso è scoppiato in maniera dirompente il 29 dicembre 2009, quando gli agenti della squadra mobile lo arrestarono. Ad accusarlo le parole di una chierichetta di 12 anni, che aveva raccontato prima alla famiglia, poi agli inquirenti, di avere ricevuto “attenzioni” poco evangeliche da parte del sacerdote mentre lo assisteva durante il giro delle benedizioni delle abitazioni.

Un’accusa da cui Massaferro si è sempre proclamato estraneo, e che ha diviso l’opinione pubblica. La maggioranza dei parrocchiani e degli amici alassini ha sempre difeso don Massaferro, credendo senza riserve nella sua innocenza ed organizzando veglie, fiaccolate, manifestazioni ed uno spazio sulla rete telematica per sostenere la causa del sacerdote. Lo striscione con la scritta “Don Lù siamo con te” che ha aperto tutti i cortei campeggia ancora sulla facciata della chiesa, e il sito internet è sempre visitatissimo e zeppo di nuovi messaggi.

Link Articolo


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Don Ruggero Conti: richiesti 18 anni di reclusione per abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

LEGGI QUI GLI ARTICOLI DI ARCHIVIO DEL BLOG


Pedofilia, il pm chiede 18 anni per don Ruggero Conti. Fu arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni.

Condannare a 18 anni di reclusione e a pagare una multa pari a 50mila euro don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni. Lo ha chiesto il pm Francesco Scavo ai giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale davanti ai quali si celebra il processo.

 

Violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile aggravate sono i reati contestati al sacerdote. Nel corso della requisitoria il pm ha sottolineato come, tenendo ferma la presunzione di innocenza, “ci troviamo di fronte a condotte che se vere sono di una gravità inaudita. Le condotte così come descritte nel capo di imputazione – ha detto – denotano una serialità, una spiccata propensione all’abuso e comportamenti compiuti con dolo”.

Una condotta, ha aggiunto, “insidiosa e insistente” e a chi sostiene che sia tutto un complotto il magistrato ha replicato: “Davvero dobbiamo pensare che persone così diverse tra loro abbiano messo insieme un tale disegno criminoso? Le dichiarazioni dei ragazzi sono precise e riferiscono di abusi compiuti con lo stesso modus. Esaminando i loro racconti dobbiamo ricordarci come si ragiona a dieci-dodici anni: in quei momenti un bambino ha paura e non sa cosa fare”.

La vicenda culminò il 30 giugno 2008 quando il sacerdote fu arrestato mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi. Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare, sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti.

Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione. Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione. Il processo, nel corso del quale molti parrocchiani hanno testimoniato a favore del sacerdote, è stato aggiornato al 7 febbraio per la prosecuzione della discussione.

“Da radicale non auguro a nessuno di finire nelle disumane carceri italiane” afferma Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che rappresenta la parte civile a nome del Comune nel processo che vede imputato il sacerdote.Credo, comunque, che nel processo siano emerse prove molto forti a carico di Don Ruggero. Il 7 febbraio preciseremo con l’avvocato Elisabetta Valeri le conclusioni a nome del Comune”. “Spero che in Vaticano – conclude – abbiano finalmente compreso che ostacolare la giustizia italiana, con un atteggiamento omertoso rispetto ai casi di pedofilia è un grave errore, non solo per le future vittime ma per la chiesa stessa”.

(01 febbraio 2011) LINK ARTICOLO REPUBBLICA.IT

 


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Don Giovanni (Usai) a luci rosse? Monsignor Sanna prega per lui!

Il Giustiziere degli Angeli

Leggiamo: Cappellano al carcere di Oristano arrestato per violenza sessuale e di favoreggiamento della prostituzione. Don Giovanni Usai, il sacerdote caro alla Lega! Cappellano del carcere di Oristano e patron della comunità di recupero “Il Samaritano”…

La Cooperativa Sociale Il Samaritano nasce nel 1999. Appena costituita, inizia l’attività agricola nei terreni messi a disposizione dell’ ERSAT in agro di Arborea, località Sassu con gli ospiti del “Centro Servizi per immigrati”. Nella struttura inaugurata il 22 Novembre 2002 attualmente vi dimorano 28 persone senza distinzione di razza, colore, religione e privi di punto di riferimento nella società, la possibilità di essere accolti per poter anch’essi beneficiare dei permessi premio e delle pene alternative ( Gozzini, Simeone, Smuraglia ). Nel 2006 l’ ERSAT dà in concessione l’azienda sita in località Pagu e Bonu, con destinazione d’uso per l’accoglienza di detenuti con problemi psichiatrici. Alcuni numeri danno la dimensione dell’azione che Il Samaritano a svolto in questi anni, i detenuti accolti in permessi premio sono stati circa 1500, i detenuti accolti con misure alternative 174.

Ma oggi cosa è accaduto??? Il sacerdote è stato appunto arrestato e messo ai domiciliari in quanto ha dei problemini di salute!! A don Usai la Procura della Repubblica contesta di non aver esercitato il necessario controllo sugli ospiti della Comunita’ e in particolare sulle donne, che erano detenute in affidamento e dovevano rispettare precisi obblighi imposti dal Tribunale di sorveglianza. Non e’ chiaro pero’ se e quanto il sacerdote fosse a conoscenza, secondo l’accusa, di quanto avveniva nelle stanze delle ragazze. Certo e’, pero’, hanno spiegato i militari, che il via vai di persone estranee nei locali della Comunita’ era molto intenso e che la cosa andava avanti almeno dal 2005. Ma a suo carico, come detto, c’è anche un’imputazione per un singolo episodio di violenza sessuale. Secondo l’accusa avrebbe chiesto a una ragazza, anch’essa nigeriana, una prestazione sessuale in cambio della assunzione a tempo indeterminato, poi concessa, che le avrebbe consentito di restare in Italia e regolarizzare la sua posizione.

Niente di nuovo in fondo! ci sono già stati altri sacerdoti (oltre quelli accusati di pedofilia) che si sono dati alle gioie del sesso e ad organizzazioni di tal tipo. Chiaro che queste notizie non mi piacciono e mi fanno venire il solito mal di stomaco ma la cosa che mi disturba sempre di più sono i “capi” dei sacerdoti che, come al solito, danno la loro solidarietà al “confratello”, pregano per lui e ci rimarcano “che la presunzione d’innocenza e’ un principio del diritto penale secondo il quale un imputato e’ innocente fino a prova contraria, don Giovanni compreso”. Troverei più di buon gusto che i “signori porporati” o spendessero anche parole verso le vittime (che sono tali fino a prova contraria”, oppure dicessero “tacciamo sino a quando la verità non venga stabilita”!

Questa è la sintesi per quanto riguarda il caso “Don Giovanni Usai” e, se volete leggere i giornali on-line potrete farlo QUIQUIQUI


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Pedofilia: condanna per Don Pezzini… 10 anni

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto la notizia (QUI gli altri articoli)


PEDOFILIA, CONDANNA A 10 ANNI PER DON PEZZINI

È stato condannato a dieci anni di reclusione il sacerdote don Domenico Pezzini, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazzina del Bangladesh. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal Gup di Milano. Il giudice ha anche confermato la misura del carcere per il prete della diocesi di Lodi, rigettando la richiesta della difesa che aveva chiesto al Gup che l’uomo venisse messo agli arresti domiciliari in una comunità monastica. Stando alla indagine, il prete avrebbe abusato della ragazzina tra il 2006 e il 2009 anche quando aveva meno di 14 anni. Il giudice ha applicato una pena anche più ‘pesantè rispetto a quella chiesta dall’accusa. Il pm di Milano, Cristiana Roveda, aveva chiesto infatti per il sacerdote otto anni e mezzo di carcere, mentre l’avvocato, Mario Zanchetti, aveva chiesto l’assoluzione e il subordine di trasferimento dal carcere in una comunità monastica, trasferimento a cui aveva dato parere favorevole anche il Pm. Al ragazzino, costituitosi parte civile con l’avvocato Laura De Rui, è stata concessa una provvisionale di risarcimento di 50 mila euro. Don Pezzini era un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale e in particolare dagli anni ’80 era animatore di un gruppo di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all’omosessualità e ai suoi rapporti con il Cristianesimo. Era stato anche docente di linguistica inglese all’Università di Verona. Le violenze sarebbero avvenute nella sua abitazione di Milano. In particolare, secondo l’accusa il religioso avrebbe avvicinato il ragazzo, che viveva in una situazione di indigenze e degrado, in un parco, offrendogli una possibilità di aiuto. In realtà, poi, avrebbe abusato più volte di lui per circa tre anni. Nel corso delle indagini, inoltre, era arrivata a Milano in Procura anche un’altra denuncia per abusi sessuali a carico del prete, presentata da un uomo straniero che ha raccontato di aver subito violenze una quindicina di anni fa, quando era minorenne. Fatti prescritti, ma che l’accusa ha usato come ulteriore elemento per confermare il quadro probatorio nel processo.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=97643


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Pietro Maso si è sposato in Chiesa! chiesa, chies, chie… chi?

Il Giustiziere degli Angeli

Non capisco più la Chiesa, non capico più cosa sia successo e cosa mi sono persa distraendomi con altri argomenti. Stavo leggendo una notizia e mi è venuto in mente il “divorzio”. Satana non voglia che si arrivi a separarci perchè, nel caso in cui trovassimo poi un compagno con cui pensiamo di dividere il resto dei nostri giorni, siamo destinati ad essere fuori dalla Chiesa e doverci sposare solo civilmente. Nei 10 comandamenti però del “divorzio” non vi è menzione.

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Molestie sessuali su minori: suicida il prete dello scandalo!

Il Giustiziere degli Angeli

Pone fine alla sua vita il sacerdote smascherato dalla trasmissione “Le Iene” ad Aprile di quest’anno e che fu rimosso! QUI SOTTO I VIDEO DELLA TRASMISSIONE

PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici. ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

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Pedofilia: frate acquista foto pedopornografiche con i soldi delle offerte!!

Il Giustiziere degli Angeli

IL BENEFICIO DEL “DUBBIO” lo scrivo da subito così non arrivano i soliti “commentatori” che mi accusano di essere una che condanna a priori senza null’altro sapere!

Una mia amica mi ha letto or ora la notizia al telefono! Un parroco di Sciacca, Davide Mordino di 37 anni, è accusato di aver pagato fotografie e prestazioni sessuali con minorenni… oltretutto con i soldi della parrocchia!

Ciò che mi viene in mente, oltre al dolore per i bambini e ragazzi coinvolti nella vicenda, sono le facce delle pie donne che in Chiesa allungavano la mano verso l’offertorio!!!

Intanto sono già avviate (e questo non stupisce affatto visto che accade ogni volta!) petizioni a sostegno del sacerdote perchè si sostiene che sia tutto un COMPLOTTO nei suoi confronti!

Madonna mia quanto sono stanca!

“I soldi della parrocchia per le foto hard”. Frate indagato per pedopornografia.

Davide Mordino, 37 anni, parroco della Basilica di San Calogero a Sciacca è stato già trasferito da alcuni mesi e sospeso dopo un processo voluto dalla gerarchia ecclesiale. Dopo le denunce di alcuni giovani parrocchiani è indagato dalla Procura do Palermo anche per induzione alla prostituzione minorile: avrebbe pagato fotografie e prestazioni sessuali con i soldi della parrocchia. Continua a leggere


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Prete pedofilo salvato… con la “prescrizione”! La bambina aveva solo tre anni…

Il Giustiziere degli Angeli

Non riuscirò mai a darmi pace su come finiscono certe storie.

Era il 15 luglio di quest’anno quando, attraverso i giornali, ci rendevano noto un processo a carico di un certo sacerdote (solo le iniziali A.G.S.M) di Soverato, in provincia di Catanzaro. Si lesse che il pubblico ministero Carlo Villani chiese SEI anni di reclusione per il “don” per atti di libidine violenta su una minorenne (bambina di tre anni) che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il religioso non avrebbe solo baciato la piccola sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per portarla verso le sue parti intime. In un’altra occasione sempre il prete, essendo la bambina al letto ammalata, ha spostato le coperte e messo una mano sotto il suo pigiamino per toccarle le parti intime.

In questi lunghi anni però il collegio giudicante è cambiato per ben SEI VOLTE e quindi si è arrivati alla sentenza di primo grado di ieri con la “PRESCRZIONE DEL REATO”. Questo la dice lunga su come siamo messi in questa nostra nazione: siamo un paese del QUARTO MONDO.

Catanzaro. Prete accusato di pedofilia: interviene la prescrizione Catanzaro. La lunghezza di un processo, tanto per cambiare, ha dato luogo ad una sentenza di non luogo a procedere. Questa volta non si conoscerà la verità in relazione ad un caso di pedofilia. Sul banco degli imputati il prete 75enne di una parrocchia dell’area periferica di Catanzaro, accusato di aver commesso in tre distinti episodi atti di libidine ai danni di una bimba di tre anni. Una vicenda che risale al periodo a cavallo tra il 1995 ed il 1996 ed il cui processo che ne è seguito, grazie alle continue interruzioni dovute all’avvicendamento dei giudici della Corte, si è protratto per otto anni. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carlo Villani aveva richiesto una pena pari a 6 anni di carcere. I legali del prete, gli avvocati Rosario Chiariano e Sergio Rotundo, hanno caldeggiato, al contrario la sua assoluta innocenza. Furono i genitori della piccola a presentarsi dai magistrati per denunciare il parroco.

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Abusi su minori: la chiesa tollera ancora don Michele. I cittadini NO!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo, con preghiera di diffusione, la seguente mail e volentieri la riporto. Questo soprattutto perchè è la dimostrazione che simili comportamenti della chiesa non sono tollerati dai cittadini comuni, cristiani od atei che siano, e che la reazione e l’azione sono delegati al singolo. Ringrazio da parte mia e da parte di tanti Angeli il signor Alberto.

Gentile MAMMA DOLCE , vi invio la lettera aperta che ho spedito al Cardinale Sepe, riguardo il maldestro tentativo della Curia di Napoli di reinserire, in una chiesa del centro di Napoli, il focoso don Michele, prete di San Giorgio a Cremano, sorpreso in un auto con una quindicenne, mentre consumavano un rapporto sessuale. Se questa è la tolleranza zero richiesta da Papa Ratzinger, bisogna assolutamente andare sotto lo zero. Distinti saluti, Alberto Senatore.

 

Don Michele De Masi

 

 

Napoli, chi ha visto don MICHELE ?

Lettera aperta al Cardinale di Napoli CRESCENZIO SEPE.

Dov’è adesso Don Michele ?

Spett. Le Cardinale SEPE sono Alberto Senatore, classe 1964, di fede cristiana, sposato felicemente e padre di due figli. Le scrivo riguardo le affermazioni del Suo vicario Don Gennaro Matino, rilasciate in un’intervista a Paolo Russo, giornalista del Mattino, pubblicate domenica 10 ottobre, riguardanti la questione di Don Michele, “ sorpreso ” a dire messa nella parrocchia di Santa Lucia a Mare. La sorpresa non è che il prete celebri la messa, ma che il prete celebrante non sia in “ area di santità ”. Procediamo con ordine. Chi è Don Michele ? Un sacerdote di San Giorgio a Cremano (Napoli ), che tre mesi prima, esattamente il 5 luglio, era stato “ sorpreso “ in flagranza di reato, dagli agenti della Polizia Stradale, sulla tangenziale di Capodimonte, mentre in auto consumava un rapporto sessuale completo con una ragazzina quindicenne.

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Pedofilia e Chiesa: violentò una ragazzina ma dice ancora messa!

Il Giustiziere degli Angeli

A volte anche io faccio i copia-incolla dal web perchè spendere delle parole a seguito di certi fatti diventa ripetitivo al punto che mi viene il mal di mare con conseguente forte nausea. La notizia riportata da Leggo è una di quelle che non ti dispongono bene ad affrontare la giornata e che ti indispongono contro una certa categoria. Che dire? Buongiorno mondo, svegliamoci!!!

Don Michele De Masi: da notare le foto sullo sfondo!

ABUSÒ DI 15ENNE IN AUTO: PRETE DICE MESSA A NAPOLI

Abusò di una quindicenne ma continua ad esercitare la funzione di parroco, in altra sede. Per M.D.M. la Curia non ha adottato alcun provvedimento sanzionatorio, anzi. Per certi versi la misura di trasferimento può essere interpretata come una promozione. Il parroco sarebbe stato trasferito dalla parrocchia di San Giorgio a Cremano (paese del vesuviano) ad un’altra situata nel salotto della Napoli bene. Il prete pedofilo, di recente, avrebbe anche celebrato un matrimonio. Ed è proprio in quella occasione che qualcuno degli invitati l’ha riconosciuto, essendo abitante a San Giorgio a Cremano. «L’ho visto e mi sono sentito mancare. Possibile che un prete che ha abusato di una ragazzina continui a dire messa?».
Indignazione e incredulità da parte dei Verdi e delle associazioni antipedofilia. Indignazione ad indignazione. Da un parroco pedofilo trasferito ad un altro, don Aniello Manganiello prete anticamorra che la Chiesa ha allontanato da Napoli senza nessuna motivazione e che proprio domenica celebrerà l’ultima messa.
Il caso del parroco di San Giorgio destò molto scalpore. Leggo, in esclusiva, raccontò che M.d.M. fu sorpreso dalla polizia stradale con una quindicenne, sulla tangenziale di Capodimonte, mentre consumava un rapporto orale. L’abito talare fu dietro i sedili posteriori, i poliziotti capirono subito che si trattava di un prete, non la ragazzina che raccontò di averlo conosciuto in chat, spacciandosi per professore. Don M.D.M. non fu arrestato soltanto perché i genitori della ragazzina non vollero sporgere denuncia.
Intanto il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Presidente dell’ associazione antipedofilia Vincenza Calvi hanno chiesto spiegazioni alla Curia: «Il parroco di San Giorgio a Cremano che nel luglio scorso era stato scoperto dalla polizia con una 15enne nel pieno di un rapporto sessuale risulterebbe ancora in servizio come sacerdote. Diversi fedeli, infatti, ci hanno segnalato che attualmente opera in una chiesa di Napoli. Se la notizia fosse confermata la vicenda sarebbe di una gravità incredibile, per questo abbiamo chiesto chiarimenti alla Curia anche perché il nome del Sacerdote risulta ancora inserito nel sito internet ufficiale della Chiesa di Napoli».
Effettivamente sui siti della Curia M.D.M. risulta ancora parroco a tutti gli effetti: «Già il suo mancato arresto all’ epoca dei fatti – continuano Borrelli e Calvi – ci indignò. Adesso se questo parroco non è stato giudicato da nessun tribunale e addirittura ha ripreso la sua attività sarebbe uno scandalo. A questo punto ci domandiamo anche se don M. sia ancora un prete. Ci auguriamo soltanto che le segnalazioni che ci sono arrivate sono sbagliate e che la Chiesa si sia dimenticata di cancellare il suo nome dal sito internet ufficiale e sopratutto che questo prete sia stato spogliato del suo abito talare e che sarà giudicato e condannato, come tutti i cittadini, per l’ orrendo reato che ha commesso».

LINK Leggo.it

LINK sulla storia del caso


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Pedofilia: un sacerdote scompaso ed un altro ridotto allo stato laicale!

Il Giustiziere degli Angeli


Don Matteo Diletti è svanito nel nulla! Suicida o fuggiasco? Lo scomparso, 39 anni, in attesa del verdetto della Cassazione dopo essere stato condannato a 4 anni di reclusione sia in primo che in secondo grado per pedofilia. I fatti risalgono al 2004 e si sono consumati a Vilminore di Scalve. Il curato si sarebbe innamorato di una ragazza tredicenne, cui avrebbe rivolto attenzioni anche pesanti. La pena inflittagli e confermatagli, l’ansia per la pronuncia della Cassazione, la pressione di un’opinione pubblica ostile potrebbero aver spinto il giovane prete a togliersi la vita buttandosi nelle acque profonde di Vello.

Don Nello Giraudo ha ottenuto dalla Santa Sede la dispensa dallo stato clericale e quindi non può più presentarsi come prete nè esercitare il ministero. L’accusa di abusi sessuali su minori da parte del sacerdote savonese si riferisce a vent’anni fa, quando il sacerdote che ha retto numerose parrocchie, si occupava di un gruppo scout.  Le testimonianze sono quelle di alcuni ragazzi dell’epoca oggi tra i 30 – 40 anni.

LINK a BresciaOggi

LINK a LaStampa


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Pedofilia: Don Ruggero Conti nel centro di un complotto? Ci spieghi perchè!

Il Giustiziere degli Angeli

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DON RUGGERO CONTI: il caso

Pedofilia, don Conti in tribunale – “Accuse costruite contro di me”

Il sacerdote arrestato nel 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi 10 anni di 7 bambini respinge le accuse. L’associazione da parte della vittime chiama in causa il vescovo Reali

“Accuse costruite abilmente contro di me”. Così don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato il 30 giugno del 2008 perché accusato di aver abusato negli ultimi dieci anni di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, ha risposto alle domande del pubblico ministero Francesco Scavo nel corso dell’udienza del processo in cui il sacerdote è accusato di violenza sessuale. “Respingo tutte le accuse che sono state costruite contro di me da don Claudio Brichetto” (viceparroco all’epoca dei fatti, ndr.) e da alcuni parrocchiani, ha affermato Conti. Il sacerdote avrebbe compiuto le molestie tra il 1998 e il maggio 2008 quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma. Continua a leggere


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Don Giorgio Carli: il reato di abusi su minori và in prescrizione e lui torna in parrocchia!

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<<Lei era piccola, aveva 9 anni quando ebbe inizio il suo inferno che fini 5 anni dopo. Lei rimosse quel dolore relegandolo nella scatola dei ricordi brutti chiusa con tanti lucchetti con su scritte le parole della paura, della vergogna, del male. Ma il peso di quelle violenze intralciava il seguire sereno della propria vita e la coscienza dolorante le fece fare un sogno, un brutto sogno. Ed allora ne seguì un percorso terapeutico per capire l’origine di quel male per poi combatterlo: in ipnosi ricordò l’inferno degli abusi sessuali subiti e vide il volto dell’orco.>>

Potrebbe avere inizio così un libro di racconti di fantasia ma invece è una storia reale.

Questa storia di abusi su minori riguarda il caso “Don Giorgio Carli”, giovane sacerdote, accusato da una donna che dopo tanti anni ha ricordato. Il processo di secondo grado finì (16 Aprile 2008) con la condanna a 7 anni e mezzo del sacerdote nonostante la difesa si appellò alla teoria dei “falsi ricordi”! Ed è sempre questa la linea difensiva nei tanti casi di abusi sui minori, con piccole varianti quali la “isteria collettiva dei genitori”, “ricordi indotti nei piccoli”, “atteggiamenti innocenti travisati”…

Non c’è mai quindi, secondo certi indagati e difensori, un “vero abuso” né quando vengono raccontati dai bambini e ne quando vengono raccontati dagli adulti. Le prove dell’abuso devono essere lì, incontrovertibili, con la flagranza del reato (ma neanche tanto visto il sacerdote appena beccato in macchina con una minorenne e non arrestato!), con segni fisici di fresco abuso (non devono passare più di 24 ore sennò addio prova) e con foto e filmati con i volti riconoscibili degli abusanti e degli abusati.

Il processo a Don Carli stabilì la sua condanna con queste motivazioni: Ragazza credibile, indizi sufficienti – Ricordi lineari, precisi, mai contradditori – In tutta la vicenda non sono emersi interessi particolari che possano aver indotto la giovane a fornire un racconto non veritiero –

La cassazione , che non entra nel merito della condanna, stabilirà poi che il “reato è caduto in prescrizione” e Don Carli, proclamatosi innocente fin dall’inizio, non rinuncia a tale privilegio. Nel processo in cui fu condannato si è stabilito anche un risarcimento danni (confermato anche dalla Cassazione) nei confronti della vittima e della sua famiglia e chiare sono state le parole dell’ex procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser: il fatto che la Cassazione abbia confermato il risarcimento in soldi alla parte civile attesta che il reato fu commesso! Nessuno potrebbe essere condannato a risarcire un danno che non ha provocato.

Nonostante tutto questo a cui non c’è null’altro da aggiungere, ieri il Vescovo di Bolzano, Karl Golser, invita ad accogliere “senza riserve” Don Carli quale parroco a Vipiteno ribadendo ”la convinzione gia’ espressa tante volte che il sacerdote non ha assolutamente commesso i fatti a lui contestati”.

Le motivazioni della condanna

La prescrizione del reato

La citazione in giudizio della Curia


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Don Marco Dessì: condannato a 7 anni in appello per violenza sessuale su tre ragazzi.

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Pedofilia: 7 anni a don Dessì in appello

Nuova condanna (7 anni di reclusione) e rischio prescrizione più lontano per padre Marco Dessì, il sacerdote accusato di violenza sessuale su tre ragazzi della comunità di Chinandega,i n Nicaragua, di cui era responsabile.

Don Dessì era già stato dichiarato colpevole dalla corte d’appello di Bologna nel novembre 2008, ma la terza sezione penale della Cassazione, nel giugno 2009, aveva annullato senza rinvio per vizi di forma la sentenza per quanto concerneva le imputazioni relative ai fatti precedenti l’agosto 1998, e stabilito invece la necessità di rifare il processo (che si è celebrato oggi) per gli altri episodi più recenti al centro del procedimento. In primo grado, il 23 maggio 2007, il sacerdote sardo era stato invece condannato dal Tribunale di Parma a 12 anni, condanna ridotta in appello a otto anni. Oltre agli episodi di violenza, Dessì era stato trovato in possesso anche di materiale pedopornografico: nel suo computer gli inquirenti avevano recuperato 1.440 file di immagini proibite, materiale che il prete, stando alle imputazioni, continuò a scaricare fino a due giorni prima dell’arresto, il 4 dicembre 2006. Le indagini partirono dopo le denunce, raccolte da alcuni volontariitaliani, da parte di sei ragazzi nicaraguensi che poi sia ppoggiarono ad alcune associazioni, come ‘Rock no war’ di Modena e ‘Solidando’ di Cagliari.

«Siamo molto soddisfatti di quanto successo oggi a Bologna -ha commentato l’avv.Mario Scarpati, legale di parte civile dell’associazione sarda – Si tratta infatti di una sentenza più severa della precedente, perchè l’imputato è stato condannato solo per tre dei quattro capi d’accusa su cui verteva il primo procedimento». Soddisfazione da parte dei rappresentanti dell’associazione ‘Solidando’ soprattutto per lo scongiurato pericolo che il procedimento non si concludesse prima della prescrizione dei reati, fissata per il febbraio 2011. «Qui non si è trattato solo di fare giustizia – scrivono in una nota diffusa su Youtube – Si tratta di salvaguardare la sicurezza di una comunità che, in Nicaragua, si è sottratta alla morsa del terrore e che, lontana dalle leggi italiane, potrebbe tornare nelle mani di una persona condannata per crimini abietti e poi prosciolta solo perchè la giustizia è stata troppo lenta per colpire». Oggi invece è arrivata la nuova sentenza d’appello.

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Don Luciano Massaferro: in moto con la ragazzina a dare benedizioni.

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«Don Lu e lei, in moto, a benedir case»

Quattro amichette della dodicenne raccontano. La difesa: solo fantasie, lo dimostreremo

A maggio dell’anno scorso, quando ci furono le presunte violenze, erano andati insieme in scooter a benedire le case dei parrocchiani sulle alture di Alassio, in frazione Moglio. Don Luciano Massaferro -accusato di violenza sessuale, in carcere da più di sei mesi- e la sua chierichetta dodicenne presunta vittima, erano insieme, solo loro due. Ma sarebbero stati visti. «È falso, lei non c’era, e lo dimostreremo, era un’altra bambina», la tesi degli avvocati difensori.

Ieri mattina in Tribunale al processo per violenza sessuale sono state ascoltate come testimoni non soltanto due donne, che avevano ricevuto la visita del sacerdote, ma anche quattro coetanee della presunta vittima. Le amichette del catechismo, della parrocchia, dei campi solari. Maglietta e coda di cavallo. Ragazzine dodicenni depositarie delle confidenze e dei racconti sulle violenze riferite. Hanno parlato per mezz’ora ciascuna. E poi invece dopo di loro, ma soltanto per pochi minuti, alcune residenti della frazione L.D.M. e G.S. e un altro prete, G.C., di Vigevano, a cui don Massaferro avrebbe promesso di regalare il pc, poi ritrovato dalla polizia. Accompagnate dai loro familiari ieri mattina le quattro ragazzine sono state riprese e ascoltate dai giudici in un’audizione protetta, in una saletta appartata del tribunale. Dove di solito si tiene la camera di consiglio, al secondo piano. La stanza in cui si trovavano, era collegata tramite video con l’aula in cui c’era il pubblico ministero e gli avvocati. Un’aula con finestre e porte sigillate da cartoni per celare all’esterno le immagini proiettate in diretta, e dove i microfoni, i banchi e le gabbie avrebbero potuto turbare il loro equilibrio. Il capo d’imputazione è infatti «atti sessuali con minorenne» (articolo 609 del codice penale). La pena va dai 5 ai 10 anni di reclusione. Le quattro ragazzine hanno ripetuto gli abusi riferiti dalla chierichetta. «Giochi» a cui era costretta sullo scooter, in biblioteca, nel capanno di campagna. Le domande del pm Giovanni Battista Ferro, e degli avvocati Alessandro Chirivì e Mauro Ronco (Massaferro) e Mauro Vannucci (parte civile), sono state filtrate e poste con estrema delicatezza dal presidente del collegio giudicante Giovanni Zerilli (a latere i giudici Marco Rossi e Laura De Dominicis).

«Racconti riferiti, ma basati su fantasie e lo dimostreremo in base alle nostre indagini difensive» è la convinzione dei legali del sacerdote che ieri non era in aula, scegliendo di rimanere in carcere a Sanremo.

«Con noi don Lu non si comportava così» hanno spiegato le piccole ai giudici.

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Don Pierino Gelmini a processo il 29 marzo 2011.

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LINK ARTICOLI D’ARCHIVIO su Don Gelmini

DON GELMINI A PROCESSO, CENTRODESTRA LO DIFENDE.

Don Pierino Gelmini sarà processato per avere molestato sessualmente 12 giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro, ad Amelia. Episodi avvenuti, ritiene l’accusa, per circa dieci anni all’interno delle strutture di Mulino Silla, come la stanza del silenzio dove vengono accolti i tossicodipendenti che cominciano il percorso di recupero, o nella casetta nel bosco. Lui, il sacerdote che ha chiesto e ottenuto due anni fa di essere ridotto allo stato laicale per difendersi al meglio, ha sempre respinto le accuse ma oggi il gup di Terni lo ha rinviato a giudizio.

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Pedofilia: Don Domenico Pezzini è troppo furbo e potrebbe reiterare il reato!

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I giudici del riesame: Don Pezzini furbo può fare altri reati


DON DOMENICO Pezzini, il sacerdote di 73 anni originario di Borghetto Lodigiano, appartenente alla Diocesi di Lodi ma da sempre legato alle realtà milanese

DON DOMENICO Pezzini, il sacerdote di 73 anni originario di Borghetto Lodigiano, appartenente alla Diocesi di Lodi ma da sempre legato alle realtà milanese, arrestato a fine maggio con l’accusa di avere abusato per circa tre anni di un ragazzino straniero, avrebbe usato «l’astuzia di accreditarsi agli occhi dei genitori del giovane e degli operatori sociali come animato da propositi di aiuto».

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