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Liam Gabriele McCarty: l’ingiustizia sulla pelle di un bambino.

Il Giustiziere degli Angeli

Della mattinata di ieri, della conferenza stampa indetta a sostegno di Manuela Antonelli e suo figlio, c’è da ringraziare innanzitutto del sorriso che Manuela ha riservato ad ognuno di quanti hanno partecipato con solidarietà al suo caso.

E un ringraziamento và anche a Liam Gabriele (che vuole essere chiamato Leone, non dimentichiamolo) per averci dato la possibilità di vedere e fotografare il bellissimo disegno che ha fatto recentemente per sua madre: un disegno pieno di colori e di amore per sua madre.


Detto questo penso sia doveroso ringraziare anche le mamme ed i papà che si sono presentati davanti alla Corte d’Appello Penale di Roma per quel senso di civile solidarietà umana che spesso manca a tanti. Bisogna pur ringraziare allo stesso modo le insegnanti di LEONE che sicuramente conoscono meglio di tanti la persona che questo bambino E’ e che vorrebbero rivedere nella loro scuola, tra insegnanti e compagni, al più presto. Infine un’altro ringraziamento và alle suore che conoscono ed amano LEONE e che hanno dimostrato un affetto non comune verso questo bambino.

Ma il bilancio di questa giornata, seppure nel positivo appoggio di tante persone comuni, al dramma di Leo e sua madre Manuela, appare negativo nelle parole di una mamma e del suo legale.

Dopo la scarcerazione di Manuela e la decisione dei giudici di affidare Leo ad uno zio misconosciuto appare ancora più incredibile il susseguirsi di decisioni ancora più assurde quanto deleterie per un bambino. Liam Gabriele McCarty non vede e non sente sua madre da giovedi 28 gennaio e non è ancora “deciso” quando potrà vederla: hanno “deciso” che potrà vederla solo durante incontri protetti (cioè con la compresenza di assistenti sociali) ancora da “calendizzare”. Liam Gabriele McCarty “deve cambiare scuola” e quindi non potrà più incontrare le sue maestre ed i suoi amici (che intanto sferruzzano con le loro mani, a turno, una sciarpa da regalargli). Liam Gabriele McCarty non “dovrà più” sottoporsi alla cura presso la psicologa dell’età evolutiva che lo segue da due anni e dei nonni materni di Liam Gabriele McCarty non se ne fa neanche menzione! E, come dichiara con voce rotta Manuela, questo bambino rischia un crollo emotivo che può portarlo (di nuovo) ad atti di autolesionismo.

Già, anche i bambini pensano che la morte e solo essa può liberarli da problemi e paure, pensano anche di fare del bene a chi li ama veramente cancellando insieme alla propria vita la radice del problema. Questa eventualità non dovrebbe neanche sfiorare il nostro pensiero ma la troviamo nelle parole di Manuela, la troviamo nel metterci nei panni di un bambino di otto anni che stà vivendo un inferno e che ora non è nel “paese delle meraviglie” come sarebbe giusto ma in una “città degli orrori” che si è svuotata di riferimenti ed affetti come in un “the day after”. Qui non c’è in gioco una lite tra adulti che vogliono separare le loro strade, qui non c’è un contenzioso per una multa per divieto di sosta, qui non c’è una perizia tecnica sul confine della proprietà: qui la posta E’ LA VITA DI UN BAMBINO, qui la parcella più alta la stà pagando lui e gli adulti che hanno dimenticato la loro stessa infanzia ne stanno legiferando l’importo.

E lui ha capito che il destino ha legato il suo nome di Liam Gabriele McCarty a tutto ciò che non vuole ed allora grida <io voglio chiamarmi LEONE, perchè è un “animale forte e coraggioso” e io voglio essere come lui>.

In questo è la chiave di lettura di questa PERSONA che urla e grida per avere il suo diritto alla VITA.

Il resto, per quelli che ne stanno decidendo il destino, DEVE ESSERE SOLO SILENZIO.

RENDETE QUESTO BIMBO LEONE A SUA MADRE

ED AI SUOI VERI AFFETTI


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Liam Gabriele McCarty: domani 4.2 alle 10 conferenza stampa

Il Giustiziere degli Angeli

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: la conferenza stampa di domani si terrà a Roma in Via Varisco davanti alla Corte d’appello Penale (si trova alle spalle di Piazzale Clodio) sempre alle ore 10. Allegato un cartello che potrete liberamente scaricare e stamparvi per la vostra partecipazione a sostegno di Manuela e suo figlio. Grazie



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Liam Gabriele McCarty: conferenza stampa a Roma P.le Clodio domani 4.febbraio ore 10

Il Giustiziere degli Angeli

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DOMANI ORE 10 CONFERENZA STAMPA A ROMA DAVANTI AL TRIBUNALE, IN PIAZZALE CLODIO.E’ INVITATO A PARTECIPARE CHIUNQUE ABBIA A CUORE IL FUTURO DI LIAM GABRIELE.LA CONFERENZA STAMPA E’ STATA INDETTA IN OCCASIONE DEL PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE DEI MINORI CHE IMPONE L’ISCRIZIONE DEL BAMBINO IN UN’ALTRA SCUOLA E IL DIVIETO DI QUALSIASI CONTATTO CON LA MADRE ANCHE TELEFONICO.



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Liam Gabriele McCarty: l’arresto e la scarcerazione di sua madre Manuela Antonelli

Il Giustiziere degli Angeli

Giovedi mattina (28.gennaio) si è tenuta al Tribunale dei minori di Roma una nuova udienza sul caso del bambino Liam Gabriele McCarty. Lui è sua madre dal mese di Dicembre si erano nascosti perchè il bambino era stato di nuovo affidato ad una casa famiglia e lui voleva invece stare con la sua mamma. Liam Gabriele, con le sue lacrime, le sue grida, la sua rabbia ha deciso di voler stare con sua madre Manuela Antonelli (leggi tutti i LINK) e di non voler vedere suo padre: poco importano le motivazioni di questa volontà (anche se gravi) del bambino se abbiamo di fronte lui, se guardiamo lealmente alla sua determinazione. Ma spesso in questi casi le Leggi dei grandi sono solo freddi codici che non permettono neanche ai sentimenti di un bambino di esprimere il proprio cuore. Ecco che allora il bambino stesso si sente tradito e chiede di nascondersi da quel mondo di adulti che non lo ascolta, che non gli lascia ascoltare il suo proprio istinto, che vuole portarlo via da una madre che lo ama sopra ogni altra cosa.

Ed ecco cosa accade a Roma questo giovedi! All’uscita del Tribunale dei minori, dove Manuela si era presentata per l’udienza, viene arrestata con un mandato dell’Interpol e portata nel carcere di Rebibbia: l’accusa proviene dagli Usa, paese del padre di Liam Gabriele, ed è “sottrazione di minori”. Già, il grande paese americano spicca un mandato di cattura internazionale e mette Manuela sul sito dell’FBI tra le foto dei più grandi criminali di questi ultimi tempi, quelli ricercati per aver ucciso una, due o migliaia di persone.

E rileggendo tutta questa vicenda sembra veramente di assistere ad uno di quei telefilm americani dove la foto del cattivo era appiccicata ovunque con la scritta “WANTED” e che i bravi investigatori beccavano immancabilmente e si davano le pacche sulle spalle sorridendoti sul THE END. Il bene vince sul male? Si, certo, ma da quale parte stà l’uno o l’altro?

Ma ecco che venerdì mattina Liam Gabriele si presenta in un posto di Polizia dei Parioli a Roma. I suoi otto anni si moltiplicano e sembra un uomo che con calma si costituisce da colpevole alle autorità. Ancora una volta questo bambino trova il coraggio di farsi grande e di superare in consapevolezza quegli adulti a lui avversi: lui sa che solo così sua madre può tornare libera! Ed infatti proprio in quelle ore il Giudice stabilisce che Liam Gabriele venga affidato a suo zio e subito dopo, sabato, Manuela Antonelli esce dal carcere. Gli adulti hanno proseguito la loro storia fatte di carte, marche da bollo e firme… lui ha agito per istinto e con il cuore di un bambino che ama sua madre come lei lo ama.

Ma questa vicenda è ancora lontana dalla sua auspicabile soluzione se, ancora oggi, non si è deciso di rimandare al mittente l’ordine di estradizione per Manuela; se ascoltando le parole tra le lacrime della nonna di Liam Gabriele sentiamo dirle che suo figlio (zio del bambino) non è adatto a prendersene cura e che non lo vede da oltre tre anni; se il signor McCarty non vede l’ora di riportare il bambino in America dove Liam Gabriele non vuole proprio andare.

Bisogna fare attenzione a tutto questo intrecciarsi di adulti e bisogna ascoltare soprattutto questo bambino per essere certi di non sbagliare ancora: è l’unico che non conosce la corruzione dei sentimenti e la freddezza di fogli e bolli.


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Liam Gabriele McCarty: un bambino parla con il cuore attraverso un video per lui realizzato.

Il Giustiziere degli Angeli

La rete si è mobilitata per dare sostegno ed aiuto a Leone (Liam Gabriele McCarty) che da giorni è nascosto con sua madre da qualche parte per non dover tornare in una casa famiglia.

Passi della sua storia potete trovarli su questo link articoli e su questa pagina di Facebook.

Ma un amico della rete ha realizzato un video pensando a Liam, al suo dolore, alla sua fuga, alla sua paura e lo ha messo per tutti noi su YouTube. E’ bellissimo come, con poche immagini, poche parole ed una musica, sia riuscito a raccontare una storia così, la storia di Liam Gabriele McCarty simile o uguale a quella di tanti altri bambini che vogliono solo crescere accanto a chi li ama.


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Liam Gabriele McCarty: “Dalla parte di Liam” su Facebook

Il Giustiziere degli Angeli

Per aiutare Liam Gabriele McCarty “diventa fan” anche tu su Facebook del gruppo!! Leggi la sua storia su questo LINK ARTICOLI.


Dalla parte di Liam (clickami)



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Liam Gabriele McCarty: il bambino Leone ed il suo coraggio.

Il Giustiziere degli Angeli

Della caccia (è wanted) a Liam Gabriele McCarty si è gia parlato qui nei precedenti articoli ma soprattutto lo ha fatto di nuovo la trasmissione “Chi l’ha Visto?” di ieri che potrete rivedere collegandovi nel sito della trasmissione.

Il 18 novembre scorso il Tribunale dei minori (dove tra l’altro, tra urla e pianti del piccolo, gli fanno vedere il padre) decide che Liam deve tornare in comunità e questi ne esce sconvolto. Dice alla mamma “Mi hanno fregato, il giudice mi ha tradito.”  Esce dal Tribunale accompagnato dai nonni materni e si ricongiunge a sua madre. Solo dopo un pò di giorni di attesa e sofferenza, Liam e Manuela insieme decidono che non possono più aspettare che vengano a prenderlo e fuggono nascondendosi non si sà dove. Già, il piccolo stesso chiede a sua madre di portarlo via, di non permettere che venga di nuovo messo in quella comunità dove gli sono accadute cose brutte, dove non potrà vedere sua madre e nemmeno passarci il Natale insieme. Il giudice Iannello che ha preso questa decisione viene ricusato e si dimette. Gli avvocati di Liam e Manuela fanno istanza affinchè sia concesso che in quella comunità Liam e Manuela ci stiano assieme ma… gli avvocati della controparte si oppongono! figurati!! credo che in attesa della nuova udienza del 4.gennaio sarebbe stata la decisione migliore per chiunque abbia a cuore la vita di un bambino: ma a Natale “sono tutti più buoni” ed ostano per questa temporanea soluzione. C’è ovviamente ancora molto da dire su questo straziante caso, su Liam, su Manuela e sulle parti d’oltreoceno ma non ora.

Adesso vorrei lasciare un pensiero a Liam, che mi sono ostinata a chiamare Leone per rispetto ma che ora chiamo per esteso col suo vero nome di Liam Gabriele McCarty (da molto tempo in rete la parte americana lo ha diffuso) e sò che voi che leggete capirete da soli il perchè di questa decisione.

Se io fossi lì con te ti direi:


Mi piace il nome che tu vuoi avere, Leone!

E’ forte come quando il cuore corre dietro ad un’emozione, è duro come quando si vuole annientare il male, è dolce come l’abbraccio di una mamma. E’ fiero come il primo passo di un bambino, è morbido come il cuscino di un letto caldo, è alto come una voce che canta verso il cielo.


Io per me che nome posso dare? Non ho un nome io, neanche tra le stelle se non posso tenderti una mano ed aiutarti a crescere. Non sono niente se non ascolto quanto hai da dire, se non asciugo le tue lacrime disperate e mi volto altrove.

Forse l’unico mio nome può essere nessuno se penso che faccio parte di una società così malandata che non sà aiutare un bambino.

Aiutiamo LEO a restare un leone fiero, libero, felice.

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