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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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La Polizia preleva un bimbo davanti scuola come fosse un pericoloso boss. Guarda il video completo

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(DIRE) Roma, 10 ott. – Stamattina a Cittadella (Padova) un bambino di dieci anni, al centro di una causa di affidamento, e’ stato prelevato con la forza da scuola per essere collocato in una casa famiglia. Tre persone si sono presentate in classe intimando ai compagni di classe del piccolo Leonardo di uscire dall’aula. Una volta rimasto solo, Leonardo e’ stato prelevato con la forza, nonostante si tenesse disperatamente avvinghiato al suo banco, piangendo.

Poi e’ stato trascinato per la strada, urlante da una serie di persone tra cui il padre, gli assistenti sociali, e alcuni poliziotti guidati da un consulente tecnico d’ufficio che aveva diagnosticato in lui una malattia rifiutata dalla comunita’ scientifica internazionale, la PAS (Sindrome da Alienazione Parentale).

La famiglia del piccolo Leonardo, assistita l’avvocato Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia sporgera’ denuncia per le modalita’ disumane usate con il bambino, il quale chiedeva disperatamente aiuto senza che l’azione violenta si interrompesse. Domani mattina alle 8.30 i genitori dei compagni di classe di Leonardo manifesteranno davanti alla scuola elementare Cornaro di Cittadella (Padova).

Nelle cause di separazione i casi di prelevamento dei minori contesi con l’uso della forza sono molto piu’ diffusi di quello che si pensa. Ha fatto scalpore qualche giorno fa il video delle quattro sorelle prelevate in Australia e trasferite in Italia dal padre che ne aveva ottenuto l’affidamento, eppure anche in Italia con i bambini l’uso della forza viene spesso preferito all’ascolto delle loro problematiche o ansie.

Il piccolo Leonardo viveva con la mamma e vedeva il padre in incontri protetti. Rifiutava di vederlo da solo, presso la sua abitazione o altrove, in quanto nelle precedenti frequentazioni riferisva di aver subito maltrattamenti psicologici di vario tipo.Tutto cio’ e’ andato avanti finche’ un consulente tecnico d’Ufficio non ha diagnosticato in lui una pseudo patologia, la PAS, che proprio alla fine di settembre 2012 l ‘Apa (American psychiatric association), ovvero l’associazione americana i cui membri sono specializzati in diagnosi, trattamento, prevenzione e ricerca di malattie mentali, ha escluso dal DSM-5 (ovvero l’edizione aggiornata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

Nonostante questo, si continua a ritenere “malati” i minori che hanno problemi di relazione con il padre (piu’ raramente con la madre), e invece di approfondire le cause del disagio e risolverle, si preferisce renderli “orfani” di entrambi i genitori collocandoli in case famiglia e sottraendo loro tutte le sicurezze acquisite: la mamma , i nonni, la scuola, i compagni, lo sport. Sul tema della sottrazione dei minori alla famiglia, e sulle diagnosi di PAS sono state presentate anche numerose interrogazioni parlamentari. (Com/Wel/ Dire) 20:05 10-10-12

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BIMBA SOTTRATTA ALLA MAMMA DAL TRIBUNALE: LA SCUOLA CHIEDE TUTELA PER LA PICCOLA

La scuola: «Tutela per la bimba in affido» E la mamma va con una supplica dal Papa

La religiosa che dirige una scuola romana dove studia la bimba di sette anni affidata dal Tribunale dei minori a una casa famiglia chiede «giustizia». Mentre la madre chiede udienza al pontefice.

ROMA – «Sia fatta giustizia e sia tutelata la piccola che ha il diritto di vivere la sua infanzia». L’appello al Tribunale dei minori di Roma era arrivato da una religiosa che dirige una nota scuola romana dove studia la bimba di 7 anni, al centro di un conflitto tra i genitori, che è stata allontanata dalla madre e portata in una casa famiglia a pochi giorni dal Natale. Non solo. La battaglia è sostenuta con forza anche dalla mamma che venerdì andrà dal Papa con «supplica di intervento» affinché sua figlia le possa esserle restituita. E questo perchè il provvedimento di affido è considerato dal legale della donna, Giuseppe Lipera, frutto di una decisione sbagliata e così ha deciso di denunciare lo stesso presidente del tribunale dei minori di Roma, Carmela Cavallo.

LETTERA – «In tutta coscienza e per amore della verità», le suore che dirigono l’istituto frequentato dalla piccola allieva, si schierano dalla parte della mamma. «Ho appreso con dolore e rammarico che la nostra alunna, in data 14 dicembre è stata collocata presso una casa famiglia dal tribunale per i minorenni», scrive la direttrice. Nella lettera, resa nota dalle agenzie di stampa, la suora testimonia che la bambina è «ben curata, serena, bene educata, allegra e socievole, molto attaccata ai suoi compagnetti di scuola», ed «ha maturato importanti amicizie, e un ottimo rapporto di stima ed amore reciproco con il corpo insegnante». Le suore hanno anche annunciato di voler rinunciare alla «retta scolastica offrendo, almeno noi, il nostro aiuto, amore e competenza gratuitamente e genuinamente».

SECONDO GRADO – «Mi sento di appellarmi alla Corte affinchè sia fatta giustizia e sia tutelata la piccola. Nella sua vita strappata non vi era nulla che giustificasse un allontanamento», conclude la religiosa rivolgendosi ai giudici di seconda istanza che, il 10 gennaio, dovranno pronunciarsi sull’allontanamento deciso dal Tribunale dei minori di Roma. «Pur prendendo atto del lodevole tempismo del Tribunale farò di tutto perchè possa anticiparsi l’udienza – ha detto l’avvocato Lipera – constatando che ogni istante che quella bambina passa lontano dalla mamma, dai nonni, dalla sua scuola, dalle sue maestre, dalle sue compagnette, subisce danni psicofisici irreversibili e permanenti».

BIMBA DIVISA – In base alla denuncia depositata il 24 dicembre ai carabinieri della stazione San Pietro di Roma, la vicenda della bimba ha origine nel 2005, quando per dissidi, la giovane mamma e la piccola si trasferirono a Milano. In breve arrivano le denunce e le accuse reciproche. Con decisioni successive del tribunale dei minori lombardo era sempre stata la madre a svolgere il ruolo di “collocataria”. Ma quando la donna si è trasferita a Roma, dove vive anche il padre, il trasferimento degli atti ad altro giudice ha fatto ricominciare da capo tutto. L’avvocato Lipera ritiene, perciò, l’allontanamento della piccola una decisione sbagliata.

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Bimba tolta a madre, avvocato denuncia giudice “Ha emesso provvedimento abnorme”


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Maestre che picchiano i bambini? una realtà di tutti i giorni! oggi Vibo Valentia, domani chissà!

Il Giustiziere degli Angeli

Un nuovo caso di maestre che picchiano i bambini dell’asilo! Un bambino disabile è stato oggetto di ben cinque delle “manesche”. Lui ha raccontato tutto e le telecamere nascoste hanno fatto il resto!

BOTTE A UN BIMBO DISABILE: VIBO, ARRESTATE 4 MAESTRE.

VIBO VALENTIA – Lo picchiavano tutte. A raccontarlo è il piccolo disabile di 5 anni e le immagini riprese dalle telecamere. Le quattro insegnanti dell’asilo di Mileto a Vibo Valentia sono state arrestate tutte dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Secondo quanto è emerso dalle indagini, il bambino è stato ripetutamente picchiato, anche più volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione. Le indagini si sono basate su videoriprese in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino. Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, è stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino.

Le quattro maestre sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Si tratta di Adriana Mangone, di 50 anni; Elena Magliaro (38); Maria Teresa Spina (57), tutte di Mileto, e di Francesca Cimino De Liguori (46), di Vibo Valentia. La quinta maestra indagata è Rosa Maria Riso, di 37 anni, di Vibo Valentia. Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, è stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente. I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all’interno dell’asilo dopo avere installato nell’istituto alcune telecamere.

IL RACCONTO DEL BAMBINO «La maestra Adriana, ma anche tutte le altre». È il racconto del piccolo Domenico, cinque anni, delle violenze subite nell’asilo comunale di Mileto per le quali i carabinieri hanno arrestato quattro maestre. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia alla domanda «quanto botte ti danno?», risponde «tante» ed indica la faccia come punto in cui veniva picchiato. Gli schiaffi erano così violenti che il bambino spesso poggiava la faccia sul banco e sul pavimento per alleviare il calore che avvertiva. Elen Magliaro, una delle maestre arrestate per i pestaggi a Domenico, tra l’altro, era la sua insegnante di sostegno. I maltrattamenti subiti dal bambino sono stati documentati nelle riprese effettuate nell’asilo dai carabinieri. Tra l’altro, le maestre, per spaventare il bambino, lo portavano in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, secondo il racconto del piccolo, «uno con la maschera tutto brutto e tutto nero che chiamavano Don Rodrigo». I pestaggi cui viene sottoposto il bambino sono continui e ripetuti anche in uno stesso giorno. Gli schiaffi, in alcuni casi, sono anche quattro-cinque in rapida successione, con il bambino che tenta invano di difendersi proteggendosi il viso con le braccia. I maltrattamenti nei confronti del bambino finiscono dopo che cominciano le indagini dei carabinieri e le maestre vengono sentite dai militari. «Il bambino, fino a quel momento vessato ogni giorno dalle maestre – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – viene fatto oggetto di particolari premure e accortezze».

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Pedofilia: 11 indagati nell’asilo di Coperchia – 20 i bambini coinvolti -

Il Giustiziere degli Angeli

Per caso, leggendo da altri attentissimi blogger della rete, leggo questa notizia! Scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano (SA): 11 indagati per abusi sessuali sui bambini dell’asilo. Ecco, già le sento le voci venire da quelli che insistono sui falsi abusi, ricordi indotti, testimonianze a reticolo, influenza, tbc e mononucleosi! Già! perchè ogni volta si parla di “contagio collettivo” come se essere vittime della pedofilia è come avere un raffreddore, magari pure con un febbrone che dà le allucinazioni che ti fanno vedere i mostri. E stiamo pure attenti a non scivolare perchè con tutte queste “bolle di sapone” il pavimento diventa uno schifo!

In questo “bellissimo e tranquillissimo asilo” lo scorso anno fù arrestato il bidello, tale Antonio A., già conosciuto per gli stessi reati precedentemente. Ma si sà: se uno è un pedofilo ma è anche bidello bisogna mantenergli il posto di lavoro a contatto con i bambini! (leggi qui).

L’articolo che leggerete di seguito finisce con questa frase: alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. NO CARI SIGNORI, NON E’ COSI’. Dopo il caso Rignano Flaminio, il Ministro Fioroni emanò una circolare (la n.72 del 19 dicembre 2006) secondo la quale “il personale della scuola anche soltanto indagato per reati gravi deve essere sospeso a scopo cautelare”. (leggi QUI). Qualcuno tra i blogger ha già provveduto ad informare le autorità competenti di Coperchia affinchè la circolare venga applicata.

Undici indagati per gli abusi all’asilo di Pellezzano 

La denuncia partì dai genitori dei bambini che ora frequentano un’altra scuola. Lo scorso anno fu arrestato il bidello. Tra gli indagati anche il dirigente scolastico 

di Fiorella Loffredo 

Nuovo terremoto nella scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano, dove l’anno scorso venne arrestato, e poi scarcerato, un bidello, originario di Siano, accusato di pornografia minorile e violenza sessuale su minori. Nel mirino del pubblico ministero Cristina Giusti, sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Salerno, ora sono finite altre dieci persone – tra bidelli, maestre, bibliotecari e applicati di segreteria prestanti servizio alla stessa scuola – che venerdì scorso sono stati raggiunte da informazioni di garanzia in seguito alla richiesta di incidente probatorio inoltrata al giudice per le indagini preliminari Elisabetta Boccassini dallo stesso pm salernitano. L’accusa mossa agli undici, tra i quali c’è anche il primo accusato della vicenda, ossia il bidello Antonio A., è quella di violenza sessuale, reato continuato e aggravato da violenza di gruppo. 

Tra gli indagati anche la nonna di una delle piccole vittime dei presunti abusi e un dirigente del plesso. Ancora da stabilire la data in cui si svolgerá l’incidente probatorio durante il quale alcuni dei venti bambini ritenuti parte offesa saranno chiamati a dare una loro versione dei fatti che si svolgevano tra le mura scolastiche, forse anche in stanze deputate proprio a quelli che i bambini finora ascoltati, in più di un’occasione, hanno definito “giochi belli e giochi brutti”. I primi, stando alle prime testimonianze, vedevano il coinvolgimento dei soli minori, nei secondi sembra invece che il ruolo degli adulti fosse predominante. 

I bambini chiamati a deporre, molti dei quali attualmente seguiti dai servizi psicologici per l’infanzia dell’A sl, dovranno chiarire alcuni punti sui cui il magistrato Giusti vuole fare chiarezza, primo fra tutti quali e quanti fossero gli adulti coinvolti, o al corrente, dei cosiddetti “giochi”. 

Per farlo potranno avvalersi anche dei linguaggi più a loro consoni come i disegni e a loro disposizione saranno messe bambole o giocattoli di varia forma con i quali potranno simulare le eventuali violenze subite. I fatti che ora vengono contestati a ben undici persone risalgono al gennaio del 2010 quando una coppia di genitori, notando degli arrossamenti sul corpicino del loro bimbo di 4 anni affidato alle cure delle maestre della scuola di Coperchia, diedero l’allarme facendo partire le indagini, condotte dai carabinieri di Mercato San Severino, al comando del capitano Rosario Basile, che a maggio dello stesso anno portarono all’arresto del bidello 45enne originario di Siano, accusato anche di aver fotografato le sue piccole vittime durante gli abusi.

Il sospetto che potessero esserci altre vittime all’interno della scuola, spinse gli inquirenti a chiedere la collaborazione del dirigente scolastico, anch’egli ora raggiunto da avviso di garanzia. Nell’aprile del 2010 vi fu anche una perquisizione nella scuola e anche la casa del bidello venne messa a soqquadro dai carabinieri che portarono via cellulari e computer. L’attivitá investigativa è stata poi condotta attraverso sofisticati strumenti tecnici e l’a cquisizione delle testimonianze delle piccole vittime che avrebbero descritto gli abusi subiti con dovizia di particolari, mostrando – sostennero all’epoca gli investigatori – «un patrimonio conoscitivo della sfera sessuale che normalmente non appartiene a bambini così piccoli». Ora la questione diventa ancora più inquietante in quanto, stando alle ulteriori indagini svolte, ci potrebbe essere il coinvolgimento di altri soggetti che, con ruoli diversi, avrebbero partecipato alle violenze denunciate.

All’incidente probatorio seguiranno ulteriori perizie psicologiche sui minori, anche collegiali, per stabilire la veridicitá dei racconti anche in base alle eventuali contraddizioni che potrebbero emergere dagli interrogatori. Quel che è certo è che un’intera comunitá è ora sotto shoc.

Raccontano alcuni testimoni che venerdì, quando sono stati notificati gli ulteriori avvisi di garanzia dai carabinieri di Mercato San Severino, nella scuola è scoppiato il caos. In quanto alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. (01 giugno 2011)

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Abusa per anni della figlia della convivente: arrestato!

Il Giustiziere degli Angeli

Sono tante le storie che coinvolgono i bambini, anche piccolissimi. Bambini maltrattati, abusati, uccisi… eppure, oltre alla nuda cronaca, sembra che il dolore e l’indignazione durino un attimo come una folata di vento! Se chiudo gli occhi vedo ormai solo angeli che ci osservano, che ci giudicano e che non ci perdonano.


“….i medici verificavano che non si trattava di una banale appendicite ma della lacerazione del tessuto nel retto, generalmente provocato da penetrazioni o comunque introduzioni di corpi estranei spinti con forza all’interno dell’intestino…” Questo bambino ha TRE anni.

“….dapprima l’ha accoltellata un paio di volte, poi l’ha presa in braccio e si è lanciata nel vuoto, dal quarto piano! La piccola è morta per l’impatto al suolo.” Aveva solo OTTO anni.

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Bambini scomparsi, uccisi, violentati, maltrattati sempre più nella cronaca.

Il Giustiziere degli Angeli

Come un frantoio 24h maciniamo, ci cibiamo e digeriamo notizie in cui bambini e ragazzi sono sempre più, senza colpa, protagonisti della cronaca! La misura di quanto possiamo ascoltare e vedere da tempo ha travalicato i confini eppure andiamo avanti, senza sosta, occupandoci di quanto ci riguarda direttamente nel quotidiano o di manciate di gossip che a tutti noi non dà nessun valore aggiunto. Siamo sempre più uomini e donne fallibili, pieni di errori ed orrori che non arginiamo in nessun modo se non con l’indignazione ed il dolore di un attimo… ed i nostri piccoli sono in pericolo sempre di più. Sappiamo certamente che negli asili nido di mezza Italia i “nostri” bambini sono stati vessati, maltrattati, schiaffeggiati, violentati eppure nessuna voce dai poderosi palazzi della politica ci ha informato su quali provvedimenti verranno presi affinchè nulla di questo accada più. Anzi, un esempio su tutti è la proposta di Alemanno: non costruiremo più asili nido; costano troppo! Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Questo significa che noi, anche applicando il principio di sussidiarieta’, non faremo piu’ asili nido comunali se non in situazioni particolari e punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale. Questo non per risparmiare ma per abbatter le liste d’attesa: in due anni siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa per 5mila bambini”. Caro Alemanno, e chi lo controlla il personale dell’asilo privato? Lei? Chiunque può aprirlo e senza nessuna competenza, anche un pedofilo in libertà!

Aggiungiamo oggi poi l’ennesimo caso di un omicidio suicidio! Ha ammazzato la ex moglie ed il bambino di due anni, poi si è sparato. Eccolo nella foto sotto, Marcello Pistone! Doveva stare in carcere ma invece era libero di uccidere.

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Un Natale senza tanti bambini scomparsi è….

Il Giustiziere degli Angeli

Un Natale senza tanti bambini è… NON E’ NATALE!!   C’era una volta il mondo! Era una volta un unico paese fatto di piccole e grandi vie, legate l’una all’altra dal calpestio di tante persone. Tutti si sorridevano felici e fiduciosi che ciò verso cui si stava andando fosse un futuro ricco di anime bellissime che, prendendosi per mano, costruivano il futuro. E quando arrivava il Natale i sorrisi si facevano più luminosi e felici, le vie erano in festa anche nel più piccolo ciottolo ed ogni campanile, ogni orologio di una piazza riempiva l’aria di musica! Sono stata bambina anche io e quel mondo lo rimpiango da un po’ di tempo non perché vorrei essere ancora giovane ma solo perché vorrei risentire quella felicità e quella fiducia che oggi è scomparsa. Oggi non sento di fare gli auguri a tutti voi, seppur meritevoli, ma di ricordare qui alcuni dei piccoli angeli che oggi non ci sono più e che MAI vanno dimenticati e cancellati dai nostri cuori. Non allontaniamoci mai dal ricordo di quei bambini che non abitano più questa terra perché portati via da mani disumane e assassine. Non smettiamo mai di cercare la verità e la giustizia per loro. Non dimentichiamo di fare in modo che tanti piccoli scomparsi tornino alle loro famiglie. Non lasciamo che in questo millennio muoiano per fame e malattie tanti piccole anime. Impediamo ovunque che altri bambini vengano abusati, maltrattati, sfuttati, uccisi… Ovunque, con qualsiasi mezzo, facciamoci ascoltare, portiamo le nostre voci a sovrastare il rumore inutile e passivo di tanti grandi del mondo. Aiutiamo, aiutiamo anche un solo singolo bambino, finchè non sia uomo o donna del nostro futuro. Sconfiggiamo insieme il male che vuole annerire l’animo: solo così saremo parte di qualcosa di veramente grande, unico, irreversibilmente giusto!

Auguri a voi, bambini! Auguri di cuore di vedere fiorire il futuro nell’amore e nel rispetto e di continuare una catena senza fine fatta solo di cose belle.

Buon Natale angeli miei del mondo!

 

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