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Pedofilia – Abusi – Violenza -

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La Polizia preleva un bimbo davanti scuola come fosse un pericoloso boss. Guarda il video completo

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(DIRE) Roma, 10 ott. – Stamattina a Cittadella (Padova) un bambino di dieci anni, al centro di una causa di affidamento, e’ stato prelevato con la forza da scuola per essere collocato in una casa famiglia. Tre persone si sono presentate in classe intimando ai compagni di classe del piccolo Leonardo di uscire dall’aula. Una volta rimasto solo, Leonardo e’ stato prelevato con la forza, nonostante si tenesse disperatamente avvinghiato al suo banco, piangendo.

Poi e’ stato trascinato per la strada, urlante da una serie di persone tra cui il padre, gli assistenti sociali, e alcuni poliziotti guidati da un consulente tecnico d’ufficio che aveva diagnosticato in lui una malattia rifiutata dalla comunita’ scientifica internazionale, la PAS (Sindrome da Alienazione Parentale).

La famiglia del piccolo Leonardo, assistita l’avvocato Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia sporgera’ denuncia per le modalita’ disumane usate con il bambino, il quale chiedeva disperatamente aiuto senza che l’azione violenta si interrompesse. Domani mattina alle 8.30 i genitori dei compagni di classe di Leonardo manifesteranno davanti alla scuola elementare Cornaro di Cittadella (Padova).

Nelle cause di separazione i casi di prelevamento dei minori contesi con l’uso della forza sono molto piu’ diffusi di quello che si pensa. Ha fatto scalpore qualche giorno fa il video delle quattro sorelle prelevate in Australia e trasferite in Italia dal padre che ne aveva ottenuto l’affidamento, eppure anche in Italia con i bambini l’uso della forza viene spesso preferito all’ascolto delle loro problematiche o ansie.

Il piccolo Leonardo viveva con la mamma e vedeva il padre in incontri protetti. Rifiutava di vederlo da solo, presso la sua abitazione o altrove, in quanto nelle precedenti frequentazioni riferisva di aver subito maltrattamenti psicologici di vario tipo.Tutto cio’ e’ andato avanti finche’ un consulente tecnico d’Ufficio non ha diagnosticato in lui una pseudo patologia, la PAS, che proprio alla fine di settembre 2012 l ‘Apa (American psychiatric association), ovvero l’associazione americana i cui membri sono specializzati in diagnosi, trattamento, prevenzione e ricerca di malattie mentali, ha escluso dal DSM-5 (ovvero l’edizione aggiornata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).

Nonostante questo, si continua a ritenere “malati” i minori che hanno problemi di relazione con il padre (piu’ raramente con la madre), e invece di approfondire le cause del disagio e risolverle, si preferisce renderli “orfani” di entrambi i genitori collocandoli in case famiglia e sottraendo loro tutte le sicurezze acquisite: la mamma , i nonni, la scuola, i compagni, lo sport. Sul tema della sottrazione dei minori alla famiglia, e sulle diagnosi di PAS sono state presentate anche numerose interrogazioni parlamentari. (Com/Wel/ Dire) 20:05 10-10-12

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BIMBA SOTTRATTA ALLA MAMMA DAL TRIBUNALE: LA SCUOLA CHIEDE TUTELA PER LA PICCOLA

La scuola: «Tutela per la bimba in affido» E la mamma va con una supplica dal Papa

La religiosa che dirige una scuola romana dove studia la bimba di sette anni affidata dal Tribunale dei minori a una casa famiglia chiede «giustizia». Mentre la madre chiede udienza al pontefice.

ROMA - «Sia fatta giustizia e sia tutelata la piccola che ha il diritto di vivere la sua infanzia». L’appello al Tribunale dei minori di Roma era arrivato da una religiosa che dirige una nota scuola romana dove studia la bimba di 7 anni, al centro di un conflitto tra i genitori, che è stata allontanata dalla madre e portata in una casa famiglia a pochi giorni dal Natale. Non solo. La battaglia è sostenuta con forza anche dalla mamma che venerdì andrà dal Papa con «supplica di intervento» affinché sua figlia le possa esserle restituita. E questo perchè il provvedimento di affido è considerato dal legale della donna, Giuseppe Lipera, frutto di una decisione sbagliata e così ha deciso di denunciare lo stesso presidente del tribunale dei minori di Roma, Carmela Cavallo.

LETTERA - «In tutta coscienza e per amore della verità», le suore che dirigono l’istituto frequentato dalla piccola allieva, si schierano dalla parte della mamma. «Ho appreso con dolore e rammarico che la nostra alunna, in data 14 dicembre è stata collocata presso una casa famiglia dal tribunale per i minorenni», scrive la direttrice. Nella lettera, resa nota dalle agenzie di stampa, la suora testimonia che la bambina è «ben curata, serena, bene educata, allegra e socievole, molto attaccata ai suoi compagnetti di scuola», ed «ha maturato importanti amicizie, e un ottimo rapporto di stima ed amore reciproco con il corpo insegnante». Le suore hanno anche annunciato di voler rinunciare alla «retta scolastica offrendo, almeno noi, il nostro aiuto, amore e competenza gratuitamente e genuinamente».

SECONDO GRADO - «Mi sento di appellarmi alla Corte affinchè sia fatta giustizia e sia tutelata la piccola. Nella sua vita strappata non vi era nulla che giustificasse un allontanamento», conclude la religiosa rivolgendosi ai giudici di seconda istanza che, il 10 gennaio, dovranno pronunciarsi sull’allontanamento deciso dal Tribunale dei minori di Roma. «Pur prendendo atto del lodevole tempismo del Tribunale farò di tutto perchè possa anticiparsi l’udienza – ha detto l’avvocato Lipera – constatando che ogni istante che quella bambina passa lontano dalla mamma, dai nonni, dalla sua scuola, dalle sue maestre, dalle sue compagnette, subisce danni psicofisici irreversibili e permanenti».

BIMBA DIVISA - In base alla denuncia depositata il 24 dicembre ai carabinieri della stazione San Pietro di Roma, la vicenda della bimba ha origine nel 2005, quando per dissidi, la giovane mamma e la piccola si trasferirono a Milano. In breve arrivano le denunce e le accuse reciproche. Con decisioni successive del tribunale dei minori lombardo era sempre stata la madre a svolgere il ruolo di “collocataria”. Ma quando la donna si è trasferita a Roma, dove vive anche il padre, il trasferimento degli atti ad altro giudice ha fatto ricominciare da capo tutto. L’avvocato Lipera ritiene, perciò, l’allontanamento della piccola una decisione sbagliata.

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Bimba tolta a madre, avvocato denuncia giudice “Ha emesso provvedimento abnorme”


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Maestre che picchiano i bambini? una realtà di tutti i giorni! oggi Vibo Valentia, domani chissà!

Il Giustiziere degli Angeli

Un nuovo caso di maestre che picchiano i bambini dell’asilo! Un bambino disabile è stato oggetto di ben cinque delle “manesche”. Lui ha raccontato tutto e le telecamere nascoste hanno fatto il resto!

BOTTE A UN BIMBO DISABILE: VIBO, ARRESTATE 4 MAESTRE.

VIBO VALENTIA – Lo picchiavano tutte. A raccontarlo è il piccolo disabile di 5 anni e le immagini riprese dalle telecamere. Le quattro insegnanti dell’asilo di Mileto a Vibo Valentia sono state arrestate tutte dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Secondo quanto è emerso dalle indagini, il bambino è stato ripetutamente picchiato, anche più volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione. Le indagini si sono basate su videoriprese in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino. Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, è stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino.

Le quattro maestre sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Si tratta di Adriana Mangone, di 50 anni; Elena Magliaro (38); Maria Teresa Spina (57), tutte di Mileto, e di Francesca Cimino De Liguori (46), di Vibo Valentia. La quinta maestra indagata è Rosa Maria Riso, di 37 anni, di Vibo Valentia. Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, è stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente. I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all’interno dell’asilo dopo avere installato nell’istituto alcune telecamere.

IL RACCONTO DEL BAMBINO «La maestra Adriana, ma anche tutte le altre». È il racconto del piccolo Domenico, cinque anni, delle violenze subite nell’asilo comunale di Mileto per le quali i carabinieri hanno arrestato quattro maestre. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia alla domanda «quanto botte ti danno?», risponde «tante» ed indica la faccia come punto in cui veniva picchiato. Gli schiaffi erano così violenti che il bambino spesso poggiava la faccia sul banco e sul pavimento per alleviare il calore che avvertiva. Elen Magliaro, una delle maestre arrestate per i pestaggi a Domenico, tra l’altro, era la sua insegnante di sostegno. I maltrattamenti subiti dal bambino sono stati documentati nelle riprese effettuate nell’asilo dai carabinieri. Tra l’altro, le maestre, per spaventare il bambino, lo portavano in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, secondo il racconto del piccolo, «uno con la maschera tutto brutto e tutto nero che chiamavano Don Rodrigo». I pestaggi cui viene sottoposto il bambino sono continui e ripetuti anche in uno stesso giorno. Gli schiaffi, in alcuni casi, sono anche quattro-cinque in rapida successione, con il bambino che tenta invano di difendersi proteggendosi il viso con le braccia. I maltrattamenti nei confronti del bambino finiscono dopo che cominciano le indagini dei carabinieri e le maestre vengono sentite dai militari. «Il bambino, fino a quel momento vessato ogni giorno dalle maestre – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – viene fatto oggetto di particolari premure e accortezze».

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Pedofilia: 11 indagati nell’asilo di Coperchia – 20 i bambini coinvolti -

Il Giustiziere degli Angeli

Per caso, leggendo da altri attentissimi blogger della rete, leggo questa notizia! Scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano (SA): 11 indagati per abusi sessuali sui bambini dell’asilo. Ecco, già le sento le voci venire da quelli che insistono sui falsi abusi, ricordi indotti, testimonianze a reticolo, influenza, tbc e mononucleosi! Già! perchè ogni volta si parla di “contagio collettivo” come se essere vittime della pedofilia è come avere un raffreddore, magari pure con un febbrone che dà le allucinazioni che ti fanno vedere i mostri. E stiamo pure attenti a non scivolare perchè con tutte queste “bolle di sapone” il pavimento diventa uno schifo!

In questo “bellissimo e tranquillissimo asilo” lo scorso anno fù arrestato il bidello, tale Antonio A., già conosciuto per gli stessi reati precedentemente. Ma si sà: se uno è un pedofilo ma è anche bidello bisogna mantenergli il posto di lavoro a contatto con i bambini! (leggi qui).

L’articolo che leggerete di seguito finisce con questa frase: alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. NO CARI SIGNORI, NON E’ COSI’. Dopo il caso Rignano Flaminio, il Ministro Fioroni emanò una circolare (la n.72 del 19 dicembre 2006) secondo la quale “il personale della scuola anche soltanto indagato per reati gravi deve essere sospeso a scopo cautelare”. (leggi QUI). Qualcuno tra i blogger ha già provveduto ad informare le autorità competenti di Coperchia affinchè la circolare venga applicata.

Undici indagati per gli abusi all’asilo di Pellezzano 

La denuncia partì dai genitori dei bambini che ora frequentano un’altra scuola. Lo scorso anno fu arrestato il bidello. Tra gli indagati anche il dirigente scolastico 

di Fiorella Loffredo 

Nuovo terremoto nella scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano, dove l’anno scorso venne arrestato, e poi scarcerato, un bidello, originario di Siano, accusato di pornografia minorile e violenza sessuale su minori. Nel mirino del pubblico ministero Cristina Giusti, sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Salerno, ora sono finite altre dieci persone – tra bidelli, maestre, bibliotecari e applicati di segreteria prestanti servizio alla stessa scuola – che venerdì scorso sono stati raggiunte da informazioni di garanzia in seguito alla richiesta di incidente probatorio inoltrata al giudice per le indagini preliminari Elisabetta Boccassini dallo stesso pm salernitano. L’accusa mossa agli undici, tra i quali c’è anche il primo accusato della vicenda, ossia il bidello Antonio A., è quella di violenza sessuale, reato continuato e aggravato da violenza di gruppo. 

Tra gli indagati anche la nonna di una delle piccole vittime dei presunti abusi e un dirigente del plesso. Ancora da stabilire la data in cui si svolgerá l’incidente probatorio durante il quale alcuni dei venti bambini ritenuti parte offesa saranno chiamati a dare una loro versione dei fatti che si svolgevano tra le mura scolastiche, forse anche in stanze deputate proprio a quelli che i bambini finora ascoltati, in più di un’occasione, hanno definito “giochi belli e giochi brutti”. I primi, stando alle prime testimonianze, vedevano il coinvolgimento dei soli minori, nei secondi sembra invece che il ruolo degli adulti fosse predominante. 

I bambini chiamati a deporre, molti dei quali attualmente seguiti dai servizi psicologici per l’infanzia dell’A sl, dovranno chiarire alcuni punti sui cui il magistrato Giusti vuole fare chiarezza, primo fra tutti quali e quanti fossero gli adulti coinvolti, o al corrente, dei cosiddetti “giochi”. 

Per farlo potranno avvalersi anche dei linguaggi più a loro consoni come i disegni e a loro disposizione saranno messe bambole o giocattoli di varia forma con i quali potranno simulare le eventuali violenze subite. I fatti che ora vengono contestati a ben undici persone risalgono al gennaio del 2010 quando una coppia di genitori, notando degli arrossamenti sul corpicino del loro bimbo di 4 anni affidato alle cure delle maestre della scuola di Coperchia, diedero l’allarme facendo partire le indagini, condotte dai carabinieri di Mercato San Severino, al comando del capitano Rosario Basile, che a maggio dello stesso anno portarono all’arresto del bidello 45enne originario di Siano, accusato anche di aver fotografato le sue piccole vittime durante gli abusi.

Il sospetto che potessero esserci altre vittime all’interno della scuola, spinse gli inquirenti a chiedere la collaborazione del dirigente scolastico, anch’egli ora raggiunto da avviso di garanzia. Nell’aprile del 2010 vi fu anche una perquisizione nella scuola e anche la casa del bidello venne messa a soqquadro dai carabinieri che portarono via cellulari e computer. L’attivitá investigativa è stata poi condotta attraverso sofisticati strumenti tecnici e l’a cquisizione delle testimonianze delle piccole vittime che avrebbero descritto gli abusi subiti con dovizia di particolari, mostrando – sostennero all’epoca gli investigatori – «un patrimonio conoscitivo della sfera sessuale che normalmente non appartiene a bambini così piccoli». Ora la questione diventa ancora più inquietante in quanto, stando alle ulteriori indagini svolte, ci potrebbe essere il coinvolgimento di altri soggetti che, con ruoli diversi, avrebbero partecipato alle violenze denunciate.

All’incidente probatorio seguiranno ulteriori perizie psicologiche sui minori, anche collegiali, per stabilire la veridicitá dei racconti anche in base alle eventuali contraddizioni che potrebbero emergere dagli interrogatori. Quel che è certo è che un’intera comunitá è ora sotto shoc.

Raccontano alcuni testimoni che venerdì, quando sono stati notificati gli ulteriori avvisi di garanzia dai carabinieri di Mercato San Severino, nella scuola è scoppiato il caos. In quanto alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. (01 giugno 2011)

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Abusa per anni della figlia della convivente: arrestato!

Il Giustiziere degli Angeli

Sono tante le storie che coinvolgono i bambini, anche piccolissimi. Bambini maltrattati, abusati, uccisi… eppure, oltre alla nuda cronaca, sembra che il dolore e l’indignazione durino un attimo come una folata di vento! Se chiudo gli occhi vedo ormai solo angeli che ci osservano, che ci giudicano e che non ci perdonano.


“….i medici verificavano che non si trattava di una banale appendicite ma della lacerazione del tessuto nel retto, generalmente provocato da penetrazioni o comunque introduzioni di corpi estranei spinti con forza all’interno dell’intestino…” Questo bambino ha TRE anni.

“….dapprima l’ha accoltellata un paio di volte, poi l’ha presa in braccio e si è lanciata nel vuoto, dal quarto piano! La piccola è morta per l’impatto al suolo.” Aveva solo OTTO anni.

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Bambini scomparsi, uccisi, violentati, maltrattati sempre più nella cronaca.

Il Giustiziere degli Angeli

Come un frantoio 24h maciniamo, ci cibiamo e digeriamo notizie in cui bambini e ragazzi sono sempre più, senza colpa, protagonisti della cronaca! La misura di quanto possiamo ascoltare e vedere da tempo ha travalicato i confini eppure andiamo avanti, senza sosta, occupandoci di quanto ci riguarda direttamente nel quotidiano o di manciate di gossip che a tutti noi non dà nessun valore aggiunto. Siamo sempre più uomini e donne fallibili, pieni di errori ed orrori che non arginiamo in nessun modo se non con l’indignazione ed il dolore di un attimo… ed i nostri piccoli sono in pericolo sempre di più. Sappiamo certamente che negli asili nido di mezza Italia i “nostri” bambini sono stati vessati, maltrattati, schiaffeggiati, violentati eppure nessuna voce dai poderosi palazzi della politica ci ha informato su quali provvedimenti verranno presi affinchè nulla di questo accada più. Anzi, un esempio su tutti è la proposta di Alemanno: non costruiremo più asili nido; costano troppo! Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Questo significa che noi, anche applicando il principio di sussidiarieta’, non faremo piu’ asili nido comunali se non in situazioni particolari e punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale. Questo non per risparmiare ma per abbatter le liste d’attesa: in due anni siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa per 5mila bambini”. Caro Alemanno, e chi lo controlla il personale dell’asilo privato? Lei? Chiunque può aprirlo e senza nessuna competenza, anche un pedofilo in libertà!

Aggiungiamo oggi poi l’ennesimo caso di un omicidio suicidio! Ha ammazzato la ex moglie ed il bambino di due anni, poi si è sparato. Eccolo nella foto sotto, Marcello Pistone! Doveva stare in carcere ma invece era libero di uccidere.

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Un Natale senza tanti bambini scomparsi è….

Il Giustiziere degli Angeli

Un Natale senza tanti bambini è… NON E’ NATALE!!   C’era una volta il mondo! Era una volta un unico paese fatto di piccole e grandi vie, legate l’una all’altra dal calpestio di tante persone. Tutti si sorridevano felici e fiduciosi che ciò verso cui si stava andando fosse un futuro ricco di anime bellissime che, prendendosi per mano, costruivano il futuro. E quando arrivava il Natale i sorrisi si facevano più luminosi e felici, le vie erano in festa anche nel più piccolo ciottolo ed ogni campanile, ogni orologio di una piazza riempiva l’aria di musica! Sono stata bambina anche io e quel mondo lo rimpiango da un po’ di tempo non perché vorrei essere ancora giovane ma solo perché vorrei risentire quella felicità e quella fiducia che oggi è scomparsa. Oggi non sento di fare gli auguri a tutti voi, seppur meritevoli, ma di ricordare qui alcuni dei piccoli angeli che oggi non ci sono più e che MAI vanno dimenticati e cancellati dai nostri cuori. Non allontaniamoci mai dal ricordo di quei bambini che non abitano più questa terra perché portati via da mani disumane e assassine. Non smettiamo mai di cercare la verità e la giustizia per loro. Non dimentichiamo di fare in modo che tanti piccoli scomparsi tornino alle loro famiglie. Non lasciamo che in questo millennio muoiano per fame e malattie tanti piccole anime. Impediamo ovunque che altri bambini vengano abusati, maltrattati, sfuttati, uccisi… Ovunque, con qualsiasi mezzo, facciamoci ascoltare, portiamo le nostre voci a sovrastare il rumore inutile e passivo di tanti grandi del mondo. Aiutiamo, aiutiamo anche un solo singolo bambino, finchè non sia uomo o donna del nostro futuro. Sconfiggiamo insieme il male che vuole annerire l’animo: solo così saremo parte di qualcosa di veramente grande, unico, irreversibilmente giusto!

Auguri a voi, bambini! Auguri di cuore di vedere fiorire il futuro nell’amore e nel rispetto e di continuare una catena senza fine fatta solo di cose belle.

Buon Natale angeli miei del mondo!

 


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Mauro Romano: dopo 33 anni dalla sua scomparsa un testimone di quel giorno!

Il Giustiziere degli Angeli

Novità sulla scomparsa di Mauro Romano. Gli altri articoli del blog sulla scomparsa del piccolo Mauro QUIQUI.

RACALE (14 novembre) – L’autore del misterioso messaggio su Mauro Romano si è fatto avanti. Ieri pomeriggio ha incontrato i genitori del bambino scomparso 33 anni fa a Racale. E, prima che gli accertamenti avviati dalla polizia postale lo individuassero, ha preferito uscire dall’anonimato e raccontare a Gianni Natale Romano e Bianca Colaianni quanto accaduto il pomeriggio del 21 giugno del 1977 quando Mauro scomparve.  Continua a leggere


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Abusi all’asilo di Loano: condannate le due maestre!

Il Giustiziere degli Angeli

Nonostante le due aguzzine dei bambini dell’asilo Stella Grossi di Loano si dichiarassero innocenti dicendo che “erano tutte falsità”, ieri sono state condannate a TRE anni e QUATTRO mesi per maltrattamenti su bambini di meno di tre anni. Una condanna che di certo non potrà mai ripagare le sofferenze dei piccini ma che comunque rende un pò meno dolorosa questa orribile vicenda. Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso anche negli altri casi italici soprattutto per quanto riguarda l’asilo nido Cip e Ciop di Pistoia.


Asilo degli orrori a Loano: due maestre condannate per maltrattamenti

Chiudevano i bambini dell’asilo in bagno per punizione, li strattonavano, li imboccavano con la forza, li infilavano con la forza nei seggioloni e li obbligavano a sedersi per terra. Il tutto accompagnato da urla isteriche.

Le due maestre dell’asilo Stella di Loano sono state condannate ieri pomeriggio in tribunale ad Albenga a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i maltrattamenti a una decina di piccini al di sotto dei 3 anni.

 

Federica Puzo (licenziata dopo le denunce) e Irvana Cadeddu, entrambe loanesi, facevano parte della cooperativa “Il Quadrifoglio” che in seguito alle indagini sulle due socie-maestre perse poi l’appalto per la gestione dell’asilo nido «Simone Stella -Leone Grossi». Fu proprio lo stesso presidente della coop Natale Consiglia -dopo la segnalazione ricevuta dal presidente della fondazione proprietaria dell’asilo Emanuele Caglieris che vide di persona un bambino strattonato con violenza da una maestra – a presentare un esposto alla Procura nell’agosto del 2005. I maltrattamenti furono confermati nel corso del processo da un perito della Procura (Moretuzzo) che dopo una serie di colloqui autorizzati dai genitori con quattro bambini ribadì i segni (disagi psicologici piuttosto che aspetti fisici) che confermavano i maltrattamenti subiti. Ieri la sentenza del giudice Laura Russo (pm Chiara Maria Paolucci) che ha disposto anche un risarcimento provvisorio (una provisionale) di 20 mila euro per ognuna delle parti civili che si sono costituite nel processo per avere un risarcimento. Oltre ad una decina di genitori difesi dagli avvocati Calcaterra, Spotorno, Zunino e Paleologo, anche la coop “Il Quadrifoglio” (assistita dall’avvocato Mara Tagliero) per via del danno d’immagine si è costituita parte civile contro le due insegnanti, ex socie. Le maestre difese dagli avvocati Maria Luisa Formato e Simonetta Salvini hanno sempre negato le contestazioni. Le indagini partirono dalla segnalazione di Caglieris che avrebbe visto un bimbo costretto dalla maestra a mangiare sul seggiolone per una mattinata un po’ agitata. In concomitanza con la vicenda penale ci fu anche una causa di lavoro che portò al licenziamento della maestra Puzo, mentre la Cadeddu diede le dimissioni. Tra le accuse mosse alle due maestre anche il fatto di aver sgridato violentemente una bimba, a tal punto da spaventarla e farla vomitare. Altri bimbi furono atterrati con forza, facendogli battere la testa per terra. Altri colpiti sul collo con schiaffi. Un altro seduto di forza sul seggiolone. «Tutte falsità» si erano sempre difese le due insegnanti. Ieri la sentenza.

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Denise Pipitone: nel giorno del suo decimo compleanno in Tribunale…

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri, nel giorno del decimo compleanno della piccola Denise Pipitone (a cui giungono da me e da ogni parte del mondo milioni di auguri) si è tenuta udienza per il processo per rapimento della piccola. Il processo è a carico di Jessica Pulizzi e del suo ex Gaspare Galeb. Denise non aveva neanche quattro anni quando scomparve e da allora su di lei non ci sono state più notizie certe. La madre, Piera Maggio, ha sempre dimostrato una tenacia che non ha eguali cercando di riportare a casa la piccola pensandola sempre viva ma lontana. Una costanza ed un coraggio che ogni giorno deve alzare la voce e lo sguardo per non farsi schiacciare da quanti l’hanno ferita e da quanti non l’hanno supportata ed aiutata in questa immensa tragedia. Giustamente (mi associo completamente alle sue parole) condanna Jessica Pulizzi e sua madre Anna Corona a prescindere dalla loro colpevolezza nel rapimento di Denise. Le due donne hanno sempre scelto la via del silenzio, il famoso “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, che non aiuta né nella ricerca della verità né nella dimostrazione della loro non-colpevolezza. Queste le sue parole: A Denise in questo giorno posso dire solo che mi manca un mondo e che non vorrei essere qui senza di lei, mentre a chi è indagato dico che Piera Maggio li ha già condannati, perchè in questi sei anni non hanno chiarito la loro posizione, nascondono tanto. E durante l’udienza la tensione è salita quando a voce alta Piera Maggio ha chiesto alla Corte di far smettere Jessica Pulizzi dal fissarla ossessivamente con malanimità. Anche qui, cosa aggiungere? Guardo la faccia di Jessica e…. mi avvalgo della facoltà di non rispondere!


Denise, udienza rinviata tensioni fra madre e Jessica Il 20 dicembre saranno ascoltati cinque testi, tra cui Antonino Pipitone, marito di Piera Maggio, Giacoma Russo e Maria Francesca Arena. Continua a leggere


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Scomparsa di Mauro Romano: la verità nella coscienza di uno e tanti!

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri sera la trasmissione Quarto Grado si è occupata del caso di scomparsa di Mauro Romano da Racale, entroterra di Puglia. Mauro era un bimbetto vivace dagli occhi vispi ed i capelli biondi. Era un bambino abituato a giocare per strada ma solo a pochi metri dalla sua casa, con i suoi amichetti sotto l’occhio comunque vigile della sua famiglia. Ma in una manciata di minuti, come nell’attuale caso di Sarah Scazzi scomparsa ad Avetrana, Mauro scompare, diventa un suono lontano di palla calciata tra i piedi. Mauro, così come è stato raccontato ieri sera in trasmissione, era andato con la cugina più grande ad annaffiare le piante in una casa e, dopo essere tornato, ha deciso che gli stivali erano troppo pesanti e caldi per poter continuare a giocare. Si allontana solo di pochi metri per andare a mettere i sandali, più consoni ai suoi piedini in quella calda giornata di Giugno a Racale. In quei pochi metri, in quei pochi minuti, Mauro viene risucchiato nel vuoto, senza poter calzare quei sandali, e di lui non vi è più traccia da ormai 33 anni. Questo mio blog si associa al desiderio della famiglia di trovare la verità e, seppure elementi danno delle indicazioni precise, qui non si vuole lanciare nessun atto di accusa contro alcuno. Continua a leggere


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Controllare un pedofilo in libertà costa troppo!!

Il Giustiziere degli Angeli

Tempo di vacanze, tempo di sole e mare! Ma questo evidentemente non è tempo di riposo per una cronaca dell’orrore che in questi giorni ci ha comunque raccontato di violenze sessuali, di abusi su bambini, di badanti impazzite che picchiano gli anziani a loro affidati, di omicidi di donne e mogli alle prese con uomini impazziti diventati assassini. Intanto io, come tanti, in vacanza non ci vado ma (scioccamente) ho pensato che sotto il sole di Agosto non potesse accadere così tanto “male”. Mi tengo stretta le mie certezze, la mia famiglia, e mi occupo di loro e per loro rendendogli ogni giorno almeno un sorriso. Ma poi vengo qui e leggo e mi si contorce lo stomaco! Questa piattaforma di WordPress ogni giorno mi fornisce delle informazioni circa le visite al mio blog stilando sia una lista degli articoli letti che dei termini di ricerca che qualcuno digita nel web. Questo fa sì che ogni giorno leggo quali sono lo schifo di ricerche che i “soggetti pedofili” fanno. Vi basti sapere che questa notte qualcuno cercava “bambine bionde” e tralascio il resto! Si muovono sul web come serpi striscianti ed io maledico ogni giorno la loro lorda esistenza. Questa mattina hanno arrestato un nigeriano a Vicenza che ha abusato sessualmente di una bambina di 6 anni (LINK articolo Unione Sarda) e (qualche giorno fà) è toccato ad un uomo bellinzonese accusato anch’esso dello stesso reato (LINK articolo Ticinolibero). Nell’appena passato 4 agosto è stata la volta di un padre che costringeva suo figlio di appena 5 anni a subire rapporti orali (LINK articolo Ansa). Appunto non solo mancati assurdi ed efferati omicidi (LINK-1 IlGiornale & LINK-2 Ansa ), violenze sessuali (LINK-3 ResetItalia) e tentate violenze scampate (LINK-4 Ansa).

Intanto apprendo anche che (leggendo CrimeBlog e il TheSun) che in Inghilterra sono alle prese con un problema economico! spendono circa 200mila euro al mese per controllare un pericoloso pedofilo appena uscito dal carcere e l’elevato costo li ha indotti a diradare i controlli…

Anthony Knowles, ha 49anni ed  un record di 34 anni di abuso di giovani: vive vicino tre scuole e un parco! E’ stato in carcere per abusi sessuali su bambini dai 18mesi ai 9 anni ma adesso, seppur con misure restrittive, è libero! Dovrebbe essere rinchiuso per sempre secondo il mio parere soprattutto perchè è un pedofilo recidivo e pericoloso che potrebbe in futuro decidere di abusare di altri bambini ed eliminarli per non dover finire di nuovo dietro le sbarre. Quale può essere una soluzione alternativa? di certo un elenco pubblico, accessibile a tutti, che indichi i pedofili che sono liberi mettendo così in guardia le famiglie da eventuali reali pericoli per i loro piccoli. Basta mettere la testa sotto la sabbia, siano marchiati a vita per quante anime di piccoli angeli hanno ucciso!


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Asilo Cip e Ciop: cosa ci indicano quelle immagini? un altro video choc!

Il Giustiziere degli Angeli

Guardare questo video e sapere che viene contestata la procedura per aver piazzato le telecamere fà venire ancor più il voltastomaco.

Cip&Ciop, nuovi video incastrano le maestre

Un bimbo vaga incastrato al passeggino dal quale è scivolato e non ha la forza di potervi risalire; le maestre non lo aiutano, poi dopo un certo tempo una di loro si decide ad avvicinarsi, quindi lo scuote con forza, tirandolo su a mo’ di straccio e rimettendolo seduto con eccessiva decisione.

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Bambini scomparsi: si riaprono le indagini dopo 33 anni dalla scomparsa di Mauro Romano. Ecco perchè solo ora!

Il Giustiziere degli Angeli

Il 21 giugno 1977 scompare, a Racale nel salento, un bimbo di soli 6 anni: era Mauro Romano. Ora la Procura di Lecce riapre le indagini su questa misteriosa e tragica scomparsa. Quando il procuratore capo, Cataldo Motta, ha ascoltato le parole della madre del piccolo (<Viviamo solo per sapere la verità su nostro figlio>)  non ha potuto non sentirsi egli stesso un padre, un uomo, una persona che “vuole la verità” ed ha deciso di riaprire le indagini affidandole ad un magistrato di comprovata abilità e puntigliosità: Giuseppe Capoccia.


Mauro era un bambino solare, vivace, testardo e viveva con l’innocente convinzione, tipica dell’età, che degli adulti ci si poteva fidare. Ma di certo è proprio un adulto che si nasconde dietro la sua sparizione e, forse, uno di quegli adulti che qui siamo abituati a chiamare “orchi”, quelli che abusano dei bambini per saziare la loro infamità sulla loro carne. Ed anche qui, in questo mistero da svelare, una traccia del 1998 portava al nome di una persona molto vicina alla famiglia del piccolo, un uomo che frequentava quella casa e che faceva salire il bambino e suo fratello sulla sua Vespa blu “per fargli fare un giro in paese”! Un testimone (deceduto in un incidente stradale circa 10anni fà) disse di aver visto qul giorno quell’uomo far salire Mauro sulla sua Vespa e che il motivo era da ricercare nel denaro promessogli da qualcuno per avere il bambino! Forse ora finalmente quell’uomo sarà ascoltato, forse si comincerà ad aggomitolare quel filo che porta alla verità. Una verità dove, ancora una volta, connivenza ed omertà hanno avuto la meglio sul “sapere”, sul conoscere il destino di un bambino di soli sei anni. Ma come posso scrivervi ciò che provo di fronte alle dichiarazioni di una madre che ha perduto suo figlio senza offendere nessuna sensibilità religiosa? La metto giù così come la leggo dai due unici giornali che ne parlano… I genitori di Mauro erano e sono Testimoni di Geova. Nonostante quella testimonianza ricevuta ed i forti sospetti sull’uomo con la Vespa, essi non sporsero denuncia in quanto anche lui faceva parte della stessa congregazione. Queste le loro parole “Non sporgemmo denuncia – scrivono i coniugi Romano – perché la nostra religione non lo permetteva e non lo permette. La nostra religione, infatti, non consente ad un fratello di portare in giudizio un altro fratello della stessa religione. Quel vincolo oggi però è caduto: quell’uomo non fa più parte della congregazione”.

Vi prego di perdonarmi se non capisco, se non condivido il pensiero di nessuna religione quando non si occupa dei propri figli fino in fondo, proteggendoli da ogni male… anche da quello che si annida nelle stesse fila di preghiera. Lo scriviamo ogni giorno in migliaia di righe, lo gridiamo nelle piazze, lo stracciamo dai fogli insulsi della politica: L’INNOCENZA NON SI TOCCA. Abbiamo visto quanti volti e quanti abiti nascondono gli orchi-pedofili, sono ovunque si abbia facile accesso ai bambini e se una dottrina religiosa o di comunità non spazza via dal proprio interno il male… allora si rende complice del crimine più orribile. Mi rivolgo ora al paese di Racale ed a tutta la comunità: qualsiasi cosa sappiate, pensiate o sospettate sulla scomparsa di Mauro ditela agli inquirenti: è importante per tutti.

Lecce, dopo 33 anni riaperta inchiesta su bimbo scomparso.

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Rignano Flaminio, nuova inchiesta pedofilia nel paese dell’asilo degli orrori

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano Flaminio, nuova inchiesta pedofilia nel paese dell’asilo degli orrori

Lo rivela il settimanale «Oggi»: indagata una slovena fuggita dall’Italia, è la proprietaria di una villa dove venivano portati i piccoli in orari di scuola.

ROMA – Una nuova inchiesta, ancora per reati di pedofilia e pedopornografia, a Rignano Flaminio, il paese alle porte di Roma dal 2006 al centro del caso di abusi su bambini all’interno della scuola materna Olga Rovere e nella quale sono coinvolte, come imputate, tre maestre d`asilo, una bidella e un produttore televisivo, marito di una delle insegnanti. Lo rivela il settimanale Oggi, in edicola mercoledì.

La scuola Olga Rovere a Rignano Flaminio (Proto)UN’ALTRA INDAGATA – La seconda inchiesta, sostiene il settimanale, vede indagata una donna slovena, Deticek Jasna che è riuscita a fuggire da Rignano e rifugiarsi a Maribor, nel suo Paese, poco prima che il suo nome finisse sul registro degli indagati. Sarebbe accusata di sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza privata e abbandono di incapace. La lussuosa villa con piscina e 2mila metri quadrati di giardino dove abitava, a 10 chilometri da Rignano, è stata perquisita dai carabinieri, setacciata dal Ris e poi messa sotto sequestro per accertamenti urgenti. La nuova inchiesta sarebbe nata grazie alle rivelazioni di quattro bambini. Hanno raccontato ai loro genitori di conoscere quella villa perché qualcuno ce li aveva portati in orari in cui avrebbero dovuto essere a scuola. I carabinieri hanno raccolto la denuncia dei genitori e l’hanno trasmessa al magistrato. Le confessioni dei bambini sarebbero molto dettagliate: hanno raccontato particolari della casa e della piscina che non avrebbero mai potuto conoscere se non ci fossero stati. E hanno aggiunto che in quella casa incontravano persone adulte.

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Estelle Mouzin scomparsa a 9 anni nel 2003 – il mostro di Marcinelle nell’indagine.

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Estelle Mouzin è scomparsa nel 2003 in Francia, a Guermantes, mentre faceva ritorno da scuola. Pochi giorni prima della sua sparizione un suo compagno di scuola fu vittima di un tentativo di rapimento da parte di una persona con gli occhiali e i capelli grigi  al volante di un furgone bianco. Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann, trova dei particolari nei reperti sequestrati a casa di Michele Fourniret, il mostro di Marcinelle. E questi reperti portano alla scomparsa di Estelle Mouzin! Sono dei lacci bianchi e dei guanti neri (lei indossava degli scarponi con lacci doppi bianchi al momento della scomparsa e dei guanti neri!).  Questa non è la prima volta che l’ombra di Fourniret aleggia sulla cartella Mouzin Estelle. Anche alcune immagini di notiziari televisivi  relativi al caso e foto della ragazza erano state trovate sul portatile di Fourniret. Ma quest’ultimo ha protestato la sua innocenza.  Ha anche un alibi per il giorno del 9 gennaio 2003. Ha detto che quel giorno telefonò a un parente stretto dalla sua casa in Belgio. Una telefonata quel giorno ci fù effettivamente ma è impossibile dimostrare che Fourniret era in effetti al ricevitore.


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Maddie McCann: una nuova testimonianza dà una spinta alle indagini sulla sua scomparsa.

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Nella scomparsa di Maddie, scomparsa il 3 maggio 2007 da una stanza di albergo a Praia da Luz in Portogallo, ci sono state tante illazioni ed accuse sui genitori. Gli inquirenti portoghesi e londinesi si sono mossi in mille direzioni e su tante segnalazioni alla ricerca di questa bambina ma, soprattutto, sono state tante le accuse cadute nel vuoto. Dove è Madeleine? cosa è accaduto quella notte? ora, a distanza di tre anni, spunta una nuova testimonianza e la speranza si riaccende per la famiglia McCann e per tutti noi che non ci stiamo a far calare il buio sulla scomparsa di ogni bambino!

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A distanza di tre anni dalla sua scomparsa, spunta una nuova pista per Madeleine McCann. La bambina inglese, di cui si è persa ogni traccia dal 3 maggio 2007, oggi avrebbe 6 anni. Si trovava con i genitori a Praia da Luz, in Portogallo, e al momento della sua scomparsa indossava un pigiama giallo e rosa. E proprio ieri un nuovo testimone, il portoghese Carlos Moreira 65 anni, ha affermato di aver visto la bambina il 4 maggio 2007 in un furgone, a 160 km da Praia.

Il pigiama Secondo Moreira la piccola Maddie indossava un pigiama, lo stesso che indossava prima di scomparire, e si tovava in compgnia di una coppia di mezza età, probabilmente due zingari, a bordo dello stesso furgone bianco avvistato da diversi testimoni oculari vicino all’appartamento affittato dai McCann per le vacanze in Portogallo. Inoltre, il presunto rapitore corrisponderebbe all’identikit diffuso dalle autorità i giorni immediatamente successivi alla scomparsa. Il fatto di trovarsi a 160 km dal luogo da Praia da Luz ha impedito a Moreira di collegare quanto vide quel giorno al tragico evento che sconvolse l’Europa.

«Maddie sembrava drogata» «Mi ero fermato ad un autogrill. C’era un furgoncino bianco», ha affermato Moreira. «Lì ho visto una bambina, sdraiata su un mucchio di vestiti. Indossava un pigiama bianco e rosa, forse giallo. Era sdraiata di spalle, non l’ho vista in volto, solo mani e piedi. Probabilmente era drogata perché non si svegliò quando l’uomo, uno zingaro dall’aspetto, ha aperto il portellone del furgone. L’ho vista muoversi lentamente, ma era evidente che dormiva profondamente. Era bionda ed avrà avuto circa quattro anni». Il presunto rapitore, grasso ma di bell’apetto, aveva probabilmente 40 anni, mentre la donna che era con lui aveva i capelli lunghi e bianchi. Per i genitori d Maddie queste sono ore di attesa, ma hanno dimostrato fiducia nel proseguimento delle indagini.

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Scomparsa di Denise Pipitone: oggi in aula c’era anche Jessica e sua madre. Non parlo e non sento, manca il non vedo!

Il Giustiziere degli Angeli

La piccola Denise Pipitone manca da quel maledetto 1 settembre 2004. Il tempo si è fermato in quell’immagine che tutti abbiamo dei suoi occhioni e del suo sorriso birichino. Da quel giorno, maledetto giorno, la vita di sua madre Piera Maggio è sospesa sulla corda dei funamboli col rischio di cadere nel vuoto… ma lei non si arrende, mai si è arresa e mai lo farà con quella forza che appartiene ad una folta schiera di mamme leonesse. Jessica Pulizzi e sua madre Anna Corona sono state rinviate a giudizio per il rapimento ed il concorso allo stesso! Il sospetto è enorme ma soprattutto è il movente che fa venire il vomito: avrebbero rapito per vendetta Denise in quanto figlia di Piero Pulizzi (ex marito della Corona e padre di Jessica) e di Piera Maggio. Al vaglio dei giudici, ora in camera di consiglio, ci sarebbe l’ammissibilità di prove provenienti da intercettazioni telefoniche e testimonianze degli investigatori che per primi trattarono il caso della scomparsa. Intanto “non parlo” (Jessica) e “non sento” (Anna) erano in Tribunale quest’oggi; mancava invece il “non vedo”, Gaspare Ghaleb ex fidanzato di Jessica, accusato di falsa testimonianza. Anche Piera era in Tribunale ed ha puntato gli occhi proprio su Jessica che… si è girata dall’altra parte! Mi piacerebbe pensare che lo ha fatto per vergogna ma il suo avvalersi della “facoltà di non rispondere” racchiude in se invece quanto non si vergogni del veleno dell’odio che nutre dentro di se allattata ad un seno materno di latte acido! Denise è stata portata via sei anni fa dai suoi affetti, dalla sua casa, dai suoi amichetti e giochi…. Certi silenzi sono una vergogna fatti sul destino di una bambina.

RaiNews24

Mazara del Vallo (Tp), 25-05-2010

Seconda udienza del processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa all’età di quattro anni da Mazara del Vallo primo 1 settembre 2004, mentre giocava davanti casa.

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Pedofilia: un altro bidello in manette per abusi su bambini dell’asilo…

Il Giustiziere degli Angeli

Ancora un altro caso di pedofilia nelle scuole dove sono coinvolti bimbi piccolissimi. Anche questa volta ci troviamo davanti un “collaboratore scolastico” (bidello) dall’apparente vita sociale “normale”: sposato, padre, collaborativo, sorridente! E parte delle persone del luogo rimangono stupite e “incredule”. Partendo dal fatto che lo scempio di piccole creature non dovrebbe nemmeno esistere ma la realtà è ben diversa…. si potrebbe, per favore, pensare a far si che certe cose non accadano ancora? si possono mettere in assoluta sicurezza i bambini nelle scuole, negli oratori, nei campi sportivi etc etc?? Abbiamo bisogno di quale illuminazione divina per fare questo? E mettiamole queste benedette telecamere nelle scuole, e controlliamo costantemente lo stato psicologico delle persone che hanno contatti con i minori, ed alziamo le pene da scontare per questi reati. Io voglio chiudere questo blog per poter parlare di ricette di cucina, di fiori sul balcone e gite al mare e d’arte.

MERCATO SAN SEVERINO

Abusò di bambini in asilo, arrestato bidello

Orrore in una scuola per l’infanzia nel Salernitano. L’uomo portava i bambini nel bagno dell’asilo per abusare di loro. Poi i primi sospetti da parte di genitori che notavano strani comportamenti nei loro figli. Scattano le prime indagini: tre le vittime accertate ma si teme che siano molte di più. Durante le violenze scattate diverse fotografie.

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Asilo Cip & Ciop: domani a processo la Scuderi e la Pesce. Nel filmato le violenze sui bambini non destano dubbi.

Il Giustiziere degli Angeli

Archivio articoli sul caso Asilo Pistoia

Inizia domattina a Genova, davanti al gup Roberto Fucigna, il processo con rito abbreviato alle due maestre accusate di maltrattamenti ai bambini ospitati nell’asilo nido Cip & Ciop di Pistoia. Le imputate sono Anna Laura Scuderi, 41 anni, titolare dell’asilo ed Elena Pesce, 28 anni, maestra.

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