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Asilo di Anfo: uno sconto di pena alla maestra che maltrattava i bambini.

bambini-violenza-maltrattamenti-abusiBrescia, 17 gennaio 2013 – Uno sconto di pena di sei mesi, e la revoca degli arresti domiciliari. Ecco come si è concluso oggi il processo d’appello alla maestra Laura Papa, la 52enne bresciana arrestata a gennaio 2012 con l’accusa di maltrattamenti ai danni di 7 bimbi dell’asilo comunale di Anfo (Brescia). La Corte d’appello, presidente Enrico Fischetti, ha condannato la donna a due anni e due mesi. In primo grado la pena inflitta era stata due anni e otto.

Schiaffi, tirate di capelli, manine pestate con i tacchi, in un caso cibo vomitato fatto ingoiare a forza. Queste le contestazioni mosse da Carabinieri e Procura, che dopo la denuncia di una collega incastrarono la maestra piazzando microcamere in aula. La donna da subito negò le violenze, parlando piuttosto di ‘mano pesante’ in qualche caso utilizzata per correggere l’indisciplinatezza dei piccoli. Per questo la difesa aveva spinto per l’assoluzione o in subordine per la derubricazione del reato in abuso di mezzi di correzione.
(Agi)

UN VECCHIO ARTICOLO:

Brescia, 2 febbraio 2012 – E ora da parte dei genitori dei bimbi dell’asilo di Anfo è il momento della rabbia. Nei confronti della maestra Laura Papa, 52 anni, arrestata venerdì con l’accusa di maltrattamenti ai danni dei piccoli allievi della scuola materna statale del piccolo centro sul lago d’Idro dove lavorava non c’è solo sconcerto. Le famiglie si sentono tradite: «E dire che davanti a noi cantava, ballava, dava bacini ai piccoli», si sfoga la madre di uno degli allievi “vivaci” e per questo nel mirino dell’educatrice.

Lei con altri 11, mamme e papà, ieri pomeriggio erano convocati in Procura. I loro bimbi a detta degli inquirenti sarebbero appunto i più bersagliati dalla mano pesante della maestra, ora ai domiciliari. L’intento era quello di fare chiarezza, fornendo rassicurazioni che mai nell’asilo hanno avuto luogo sevizie. Ma maltrattamenti – schiaffi, trascinamenti per i capelli, cibo ingoiato a forza – sì. Le telecamere nascoste tra le mura scolastiche parlerebbero chiaro. Il gip, Maria Paola Borio, ci crede. Dopo quasi un’ora di faccia a faccia con il pm Ambrogio Cassiani e il maresciallo Massimo Rosina della stazione di Sabbio Chiese (che hanno fatto scattare le manette) la reazione emotiva era palpabile.

All’uscita, lacrime agli occhi e bocche cucite. «Tutti siamo stati toccati nel vivo», è l’unico commento rilasciato a caldo scappando. Ieri è stata una giornata faticosa per queste famiglie. La scuola ha riaperto i battenti, si cerca di tornare alla normalità. Ma dei 16 iscritti, tra malattie e astensioni, in meno di una decina sono tornati in aula. «Ho mandato il mio piccolo piangendo, solo perché spinta da mio marito», confida una madre, ieri appunto in tribunale. L’intento della convocazione da parte degli inquirenti era calmare gli animi. Spiegare che, arrestata la maestra Papa, si può star tranquilli. Il turn over dell’intero personale non ha senso, oltre a esser punitivo nei confronti dell’insegnate che ha denunciato. E se qualcuno è stato complice della 52enne non rimarrà a lungo tra i banchi. Nessun filmato è stato visionato. Ma ripristinare la calma non è semplice.

L’ordinanza con cui il gip Maria Paola Borio ha messo ai domiciliari l’educatrice è un profluvio di accuse, le stesse configurate dall’insegnate che ha assistito e denunciato. Tali da configurare un «uso sistematico e del tutto ingiustificato della violenza». «Laura con i tacchi 12 schiacciava i piedi di un bambino solo perché era senza scarpe e che non parla perché ha problemi». «Ho visto la maestra imboccare all’inverosimile un bimbo tanto che questo dopo aver deglutito vomitava sul piatto e lei come se nulla fosse glielo faceva rimangiare». E ancora: «La maestra tirava per orecchie un bambino tanto da provocargli una piccola lesione». Rimproveri continui («Stupido, non capisci niente, ignorante») sberle in testa e in faccia, teste spinte sul tavolo. Chiusure forzate di oltre un’ora nel bagno, al buio, e intimidazioni («Chi vuol venire in magazzino con me?…»). E poi pizzicotti, strattoni tali da «rendere difficile la respirazione». Minacce, non risparmiate persino alla cuoca (indagata di favoreggimento) la quale al momento dell’arresto si è sentita dire: «Stai attenta a quel che dici».

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Asilo Cip e Ciop: la Scuderi capace di intendere e volere.

(AGI) – Genova, 23 feb. – Secondo il perito Gianluigi Rocco, nominato dal gup Roberto Fucigna per effettuare una valutazione sullo stato di Anna Laura Scuderi, una delle due maestre dell’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia che sottopose i bimbi a maltrattamenti e che fu arrestata, la donna all’epoca dei fatti “presentava – si legge nella perizia depositata in tribunale a Genova – un disturbo dell’adattamento con un’alterazione mista dell’emotivita’ e della condotta cronico caratterizzata oltre che da uno stato di ansia da atti di violenza nei confronti dei bambini che ella stessa doveva accudire. Queste alterazioni comportamentali sono state commesse in un periodo di stress causato principalmente da gravi difficolta’ economiche e molto confuse”. Secondo Rocco le risposte agli stimoli di stress della Scuderi erano tali da determinare “una violazione dei diritti degli altri o delle norme o delle regole della societa’ appropriata per l’eta’ adulta”. Tuttavia “non e’ rilevabile un vizio di mente – scrive Rocco – e la signora Scuderi e’ pienamente imputabile”. E conclude: “La signora Scuderi al momento dei fatti presentava un disadattamento cronico con alterazioni miste dell’emotivita’ e della condotta, una condizione psichiatrica che non riduceva grandemente le sue capacita’ di intendere e di volere per cui non e’ applicabile un vizio di mente”


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Maestre che picchiano i bambini? una realtà di tutti i giorni! oggi Vibo Valentia, domani chissà!

Il Giustiziere degli Angeli

Un nuovo caso di maestre che picchiano i bambini dell’asilo! Un bambino disabile è stato oggetto di ben cinque delle “manesche”. Lui ha raccontato tutto e le telecamere nascoste hanno fatto il resto!

BOTTE A UN BIMBO DISABILE: VIBO, ARRESTATE 4 MAESTRE.

VIBO VALENTIA – Lo picchiavano tutte. A raccontarlo è il piccolo disabile di 5 anni e le immagini riprese dalle telecamere. Le quattro insegnanti dell’asilo di Mileto a Vibo Valentia sono state arrestate tutte dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Secondo quanto è emerso dalle indagini, il bambino è stato ripetutamente picchiato, anche più volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione. Le indagini si sono basate su videoriprese in cui sono documentati i maltrattamenti subiti dal bambino. Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, è stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino.

Le quattro maestre sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica. Si tratta di Adriana Mangone, di 50 anni; Elena Magliaro (38); Maria Teresa Spina (57), tutte di Mileto, e di Francesca Cimino De Liguori (46), di Vibo Valentia. La quinta maestra indagata è Rosa Maria Riso, di 37 anni, di Vibo Valentia. Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, è stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente. I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all’interno dell’asilo dopo avere installato nell’istituto alcune telecamere.

IL RACCONTO DEL BAMBINO «La maestra Adriana, ma anche tutte le altre». È il racconto del piccolo Domenico, cinque anni, delle violenze subite nell’asilo comunale di Mileto per le quali i carabinieri hanno arrestato quattro maestre. Il bambino, nella testimonianza fatta al consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia alla domanda «quanto botte ti danno?», risponde «tante» ed indica la faccia come punto in cui veniva picchiato. Gli schiaffi erano così violenti che il bambino spesso poggiava la faccia sul banco e sul pavimento per alleviare il calore che avvertiva. Elen Magliaro, una delle maestre arrestate per i pestaggi a Domenico, tra l’altro, era la sua insegnante di sostegno. I maltrattamenti subiti dal bambino sono stati documentati nelle riprese effettuate nell’asilo dai carabinieri. Tra l’altro, le maestre, per spaventare il bambino, lo portavano in una stanza buia in cui gli facevano credere si trovasse, secondo il racconto del piccolo, «uno con la maschera tutto brutto e tutto nero che chiamavano Don Rodrigo». I pestaggi cui viene sottoposto il bambino sono continui e ripetuti anche in uno stesso giorno. Gli schiaffi, in alcuni casi, sono anche quattro-cinque in rapida successione, con il bambino che tenta invano di difendersi proteggendosi il viso con le braccia. I maltrattamenti nei confronti del bambino finiscono dopo che cominciano le indagini dei carabinieri e le maestre vengono sentite dai militari. «Il bambino, fino a quel momento vessato ogni giorno dalle maestre – scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare – viene fatto oggetto di particolari premure e accortezze».

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Asilo Cip e Ciop: depositata la perizia sui bambini. Lesioni psichiche gravi.

Il Giustiziere degli Angeli


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Pistoia, maltrattamenti all’asilo nido “Cip-Ciop” 15 bambini riportarono lesioni psichiche gravi.

Depositata in tribunale la perizia psichica su 18 dei 27 bambini che nel 2009 subirono maltrattamenti dalle maestre Anna Laura Scuderi e Elena Pesce. Tutti hanno riportato sintomi da stress post traumatico, ma solo 3 non hanno avuto lesioni gravi. Il 6 giugno la prossima udienza.

Pistoia – Sui 27 bimbi che frequentavano l’asilo nido “Cip-Ciop” di Pistoia, almeno 15 hanno riportato lesioni psichiche gravi, mentre altri 3 hanno comunque sintomi da stress post traumatico. Gli altri 9, invece, non sono stati sottoposti a perizia psichiatrica.

I bambini subirono maltrattamenti dalle maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, arrestate il 3 dicembre 2009 e a processo col rito abbreviato davanti al gup Roberto Fucigna. La perizia è stata elaborata dal professor Paolo Cornaglia Ferraris e dalla dottoressa Susanna Mazzucchelli e depositata stamane in tribunale a Genova, che sta giudicando le due donne perché l’asilo era frequentato dal figlio di un magistrato di Firenze. La prossima udienza per la discussione della perizia è stata fissata il 6 giugno.

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Abusa per anni della figlia della convivente: arrestato!

Il Giustiziere degli Angeli

Sono tante le storie che coinvolgono i bambini, anche piccolissimi. Bambini maltrattati, abusati, uccisi… eppure, oltre alla nuda cronaca, sembra che il dolore e l’indignazione durino un attimo come una folata di vento! Se chiudo gli occhi vedo ormai solo angeli che ci osservano, che ci giudicano e che non ci perdonano.


“….i medici verificavano che non si trattava di una banale appendicite ma della lacerazione del tessuto nel retto, generalmente provocato da penetrazioni o comunque introduzioni di corpi estranei spinti con forza all’interno dell’intestino…” Questo bambino ha TRE anni.

“….dapprima l’ha accoltellata un paio di volte, poi l’ha presa in braccio e si è lanciata nel vuoto, dal quarto piano! La piccola è morta per l’impatto al suolo.” Aveva solo OTTO anni.

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Urla, schiaffi, parolacce: i bambini dell’asilo nido di Casarile stanno meglio a casa!

Il Giustiziere degli Angeli

Su una parete di casa ho attaccato ieri una piantina dell’Italia. Devo trovare ora dove acquistare le puntine a forma di bandierina: nere per i casi di pedofilia e rosse per i casi di maltrattamenti… tutti avvenuti nelle scuole. La mappa dell’orrore in danno dei bambini abusati e maltrattati dalle persone a cui i genitori li affidano. Ultimi in ordine di tempo sono stati i gravi maltrattamenti all’asilo di Pistoia ed all’asilo di Pinerolo, forse quelli più gravi, ma non sono mancati nel frattempo anche casi minori di cui la cronaca ci ha fatto sapere poco. Ma a quanto sembra nessuna scoperta e arresto conseguente ha spaventato quelle persone che aprono gli asili per un mero guadagno senza minimamente amare e rispettare i piccoli: continuano gli abusi e le violenze! E noi? noi che abbiamo il compito di vigilare sulla sicurezza dei nostri bambini cosa facciamo? noi cittadini ci indignamo, finanche ci incazziamo se la cosa ci accade troppo vicino, urliamo il dolore dei nostri piccoli se sono stati in questi “lagher” ma… Ma tutto rimane inascoltato da chi siede sulle poltrone del potere da dove dovrebbero uscire iniziative e soluzioni per fermare tutto questo ed i bambini continuano ad essere bambolotti su cui persone inadatte sfogano i loro isterismi e le loro perversioni. Buongiorno Italia. Un giorno sarà troppo tardi per correre ai ripari! Non avrai una popolazione che penserà alla tua “unità” ma solo al perchè hai lasciato che i suoi figli fossero così poco importanti continuando a dire “è un fulmine a ciel sereno!”. Forse spererà che “un fulmine ti colga”!!!


Maltrattamenti in un asilo di Binasco, due maestre arrestate, una tenta suicidio. In manette la titolare e una collaboratrice, che ha tentato di uccidersi ma non è in pericolo di vita, di una struttura privata del comune in provincia di Milano. “I bambini erano continuamente minacciati” . Continua a leggere


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Bambini scomparsi, uccisi, violentati, maltrattati sempre più nella cronaca.

Il Giustiziere degli Angeli

Come un frantoio 24h maciniamo, ci cibiamo e digeriamo notizie in cui bambini e ragazzi sono sempre più, senza colpa, protagonisti della cronaca! La misura di quanto possiamo ascoltare e vedere da tempo ha travalicato i confini eppure andiamo avanti, senza sosta, occupandoci di quanto ci riguarda direttamente nel quotidiano o di manciate di gossip che a tutti noi non dà nessun valore aggiunto. Siamo sempre più uomini e donne fallibili, pieni di errori ed orrori che non arginiamo in nessun modo se non con l’indignazione ed il dolore di un attimo… ed i nostri piccoli sono in pericolo sempre di più. Sappiamo certamente che negli asili nido di mezza Italia i “nostri” bambini sono stati vessati, maltrattati, schiaffeggiati, violentati eppure nessuna voce dai poderosi palazzi della politica ci ha informato su quali provvedimenti verranno presi affinchè nulla di questo accada più. Anzi, un esempio su tutti è la proposta di Alemanno: non costruiremo più asili nido; costano troppo! Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Questo significa che noi, anche applicando il principio di sussidiarieta’, non faremo piu’ asili nido comunali se non in situazioni particolari e punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale. Questo non per risparmiare ma per abbatter le liste d’attesa: in due anni siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa per 5mila bambini”. Caro Alemanno, e chi lo controlla il personale dell’asilo privato? Lei? Chiunque può aprirlo e senza nessuna competenza, anche un pedofilo in libertà!

Aggiungiamo oggi poi l’ennesimo caso di un omicidio suicidio! Ha ammazzato la ex moglie ed il bambino di due anni, poi si è sparato. Eccolo nella foto sotto, Marcello Pistone! Doveva stare in carcere ma invece era libero di uccidere.

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Abusi sui bambini all’asilo: quando finirà l’incubo?

Il Giustiziere degli Angeli

Il bambino è stanco, la notte ha avuto gli incubi, ha sognato l’asilo brutto! E sa già che domani tornerà lì dove i colori vivaci delle mura stridono come gessetti sulla lavagna. I bambini, i suoi compagni dell’asilo, non giocheranno, non sorrideranno, non proveranno a disegnare con linee incerte faccine che sorridono e sole alto a scaldare le cime delle montagne. Lui ed i suoi compagni staranno lì, fermi, in silenzio, come piccoli soldati sull’attenti pronti a ricevere ordini dai superiori. Le maestre sono il loro incubo peggiore! Ad ogni movimento, ad ogni pianto, ad ogni malessere reagiscono con schiaffi, calci ed offese verbali che i bambini subiscono. Lui, una volta che aveva mal di pancia e piangeva forte, è stato chiuso in bagno al buio, per ore ed ha tanto pensato e voluto che il suo papà, alto e forte, venisse a liberarlo!… ma non è accaduto. Un giorno invece una sua amichetta ha vomitato sul pavimento e la “maestra-strega” l’ha costretta a rimangiarsi tutto! Un altro amichetto è stato legato ad una sedia con lo scotch e, poiché piangeva tanto, gli hanno messo il nastro anche sulla bocca. Le “maestre” sono cattive ed il bambino non capisce perché! A casa riceve amore da tutti ma lui a volte fa i capricci: forse – pensa – i miei genitori mi portano all’asilo perché impari a non farne mai? Il bambino spinge sui piedi, alza le braccia, si allunga per guardarsi nello specchio sperando di crescere presto così non andrà mai più “nell’asilo delle maestre-streghe”.

Questo mio piccolo racconto nasce di getto dopo aver letto degli ennesimi casi di maltrattamenti negli asili. Provo, ma riuscendoci forse solo in parte, ad immedesimarmi in questi bambini capitati nelle mani di aguzzine senza sentimenti: maestre-streghe! Queste (o questi) sono esseri compressi nel loro bisogno di superiorità, di potere e, non potendo sfogare la propria rabbia per il loro fallimento interiore, si sfogano sui bambini. Continua a leggere


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Abusi sui bambini di un altro “Asilo degli Orrori”. :-(

Il Giustiziere degli Angeli

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, vuole evitare la costruzione di altri asili comunali perchè troppo costosi sovvenzionando invece gli asili privati. “Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Ma Alemanno non si rende conto che già il personale del Comunale è scarsamente controllato, figuriamoci l’asilo privato che di controlli ne ha meno se non nulla! Ma chi ha necessità di portare un bambino all’asilo oggi deve munirsi di strumenti propri di controllo o affidarsi alla preghiera ed al buon Dio affinchè al prorpio figlio non accada nulla di male? L’ennesima storia di abusi e maltrattamenti su bambini piccolissimi ci viene oggi da Pinerolo e mi viene da piangere a leggere quali orribili maltrattamenti hanno subito i bambini. L’asilo si chiama “Nel paese delle meraviglie” oggi invero rinominato “L’asilo degli orrori di Pinerolo”.

 

Le tre maestre sono

state denunciate a piede libero

ma io intanto le mando confinate qui

 

 

“Bambini tenuti al buio e picchiati” Pinerolo, blitz all’asilo degli orrori. Denunciate 3 maestre incastrate dai filmati girati dagli inservienti.


PINEROLO – Bambini tenuti al buio, chiusi in una stanza per punizione, obbligati a mangiare il cibo vomitato. A guardarlo da fuori sembra un castello, il “Paese delle meraviglie” in via Alliaudi, l’asilo nido di Pinerolo messo sotto sequestro oggi pomeriggio dai carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Ciro Santoriello. Dentro quel castello incantato, però, succedeva di tutto: botte, insulti, maltrattamenti. Francesca Panfili, Elisa Griotti e Stefania Di Maria, le tre maestre proprietarie del nido, sono state denunciate a piede libero per maltrattamenti, ma non sono state arrestate perché per la Procura non esiste il pericolo di inquinamento delle prove né di reiterazione del reato. Le incastrerebbero le immagini registrate dai carabinieri del reparto operativo. Fotogrammi ora al vaglio della magistratura.

L’indagine era partita a febbraio dopo la denuncia di quattro inservienti che, pare, avrebbero girato anche del materiale video sulle umiliazioni a cui le tre donne avrebbero sottoposto i bambini, tutti tra gli 8 mesi e i 3 anni. A Pinerolo la notizia s’è sparsa in fretta, e le mamme si sono precipitate sul posto, stupite: «Non è possibile, non può essere vero. Qui tutto ha sempre funzionato perfettamente».

Qualche genitore, però, aveva avuto dei sentori: «Ho ritirato dall’asilo mio figlio l’anno scorso perchè avevo capito che c’era qualcosa che non andava. Non dormiva più, era nervoso e tutte le volte che lo portavo davanti all’asilo piangeva e voleva venir via. Così ho tagliato la testa al toro e ho cambiato scuola e subito dopo il bambino è tornato normale», dice Diego Murgioni. Micaela Martinat ha invece ritirato la sua bambina due mesi fa. «Anche mia figlia – spiega – appena ritirata da questa scuola per piccoli, è tornata a sorridere. Dopo notti insonni e tanto spaesamento. Avevo anche sentito una brutta storia – ha aggiunto la donna – di una bambina che aveva rovinato la faccia di un’altra bambina a morsi durante una lite scoppiata mentre nessuno si occupava di loro. Mi ha preso il terrore e ho portato via mia figlia. Mi auguro solo che si faccia luce su questa scuola, che da fuori sembra un’oasi e invece dentro deve essere un inferno».

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Abusi all’asilo di Loano: condannate le due maestre!

Il Giustiziere degli Angeli

Nonostante le due aguzzine dei bambini dell’asilo Stella Grossi di Loano si dichiarassero innocenti dicendo che “erano tutte falsità”, ieri sono state condannate a TRE anni e QUATTRO mesi per maltrattamenti su bambini di meno di tre anni. Una condanna che di certo non potrà mai ripagare le sofferenze dei piccini ma che comunque rende un pò meno dolorosa questa orribile vicenda. Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso anche negli altri casi italici soprattutto per quanto riguarda l’asilo nido Cip e Ciop di Pistoia.


Asilo degli orrori a Loano: due maestre condannate per maltrattamenti

Chiudevano i bambini dell’asilo in bagno per punizione, li strattonavano, li imboccavano con la forza, li infilavano con la forza nei seggioloni e li obbligavano a sedersi per terra. Il tutto accompagnato da urla isteriche.

Le due maestre dell’asilo Stella di Loano sono state condannate ieri pomeriggio in tribunale ad Albenga a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i maltrattamenti a una decina di piccini al di sotto dei 3 anni.

 

Federica Puzo (licenziata dopo le denunce) e Irvana Cadeddu, entrambe loanesi, facevano parte della cooperativa “Il Quadrifoglio” che in seguito alle indagini sulle due socie-maestre perse poi l’appalto per la gestione dell’asilo nido «Simone Stella -Leone Grossi». Fu proprio lo stesso presidente della coop Natale Consiglia -dopo la segnalazione ricevuta dal presidente della fondazione proprietaria dell’asilo Emanuele Caglieris che vide di persona un bambino strattonato con violenza da una maestra – a presentare un esposto alla Procura nell’agosto del 2005. I maltrattamenti furono confermati nel corso del processo da un perito della Procura (Moretuzzo) che dopo una serie di colloqui autorizzati dai genitori con quattro bambini ribadì i segni (disagi psicologici piuttosto che aspetti fisici) che confermavano i maltrattamenti subiti. Ieri la sentenza del giudice Laura Russo (pm Chiara Maria Paolucci) che ha disposto anche un risarcimento provvisorio (una provisionale) di 20 mila euro per ognuna delle parti civili che si sono costituite nel processo per avere un risarcimento. Oltre ad una decina di genitori difesi dagli avvocati Calcaterra, Spotorno, Zunino e Paleologo, anche la coop “Il Quadrifoglio” (assistita dall’avvocato Mara Tagliero) per via del danno d’immagine si è costituita parte civile contro le due insegnanti, ex socie. Le maestre difese dagli avvocati Maria Luisa Formato e Simonetta Salvini hanno sempre negato le contestazioni. Le indagini partirono dalla segnalazione di Caglieris che avrebbe visto un bimbo costretto dalla maestra a mangiare sul seggiolone per una mattinata un po’ agitata. In concomitanza con la vicenda penale ci fu anche una causa di lavoro che portò al licenziamento della maestra Puzo, mentre la Cadeddu diede le dimissioni. Tra le accuse mosse alle due maestre anche il fatto di aver sgridato violentemente una bimba, a tal punto da spaventarla e farla vomitare. Altri bimbi furono atterrati con forza, facendogli battere la testa per terra. Altri colpiti sul collo con schiaffi. Un altro seduto di forza sul seggiolone. «Tutte falsità» si erano sempre difese le due insegnanti. Ieri la sentenza.

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Asilo Cip e Ciop di Pistoia: si prevede un processo talmente lungo che…

Il Giustiziere degli Angeli

Era il 2 dicembre 2009 quando due maestre, Annalaura Scuderi ed Elena Pesce, furono arrestate per maltrattamenti sui bambini dell’asilo Cip & Ciop da loro gestito. Dopo le prime denunce di alcuni genitori, furono installate nei locali dello stesso asilo delle telecamere che ripresero la violenza con cui “queste” si cimentavano su quei piccolissimi bambini. Potrete leggere gli articoli di questo blog sul caso digitando su questo link (sono oltre 20 articoli) ma, soprattutto potrete rivedere il video di quali nefande azioni erano state capaci “queste” digitando su quest’altro link.

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Asilo Cip e Ciop: non c’è posto a sedere per le eccezioni dei difensori. I video in aula troveranno invece molto spazio.

Il Giustiziere degli Angeli

IL CASO DELL’ASILO CIP & CIOP

Asilo Pistoia: ammessi al processo i filmati con le violenze delle maestre.

Sono stati ammessi al processo tutti i video in forma integrale delle riprese fatte all’interno dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia che documentano i maltrattamenti sui bimbi ospiti della struttura. Lo ha deciso oggi il gip Roberto Fucigna nel corso del processo con rito abbreviato alle due maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce.

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Asilo Cip e Ciop: cosa ci indicano quelle immagini? un altro video choc!

Il Giustiziere degli Angeli

Guardare questo video e sapere che viene contestata la procedura per aver piazzato le telecamere fà venire ancor più il voltastomaco.

Cip&Ciop, nuovi video incastrano le maestre

Un bimbo vaga incastrato al passeggino dal quale è scivolato e non ha la forza di potervi risalire; le maestre non lo aiutano, poi dopo un certo tempo una di loro si decide ad avvicinarsi, quindi lo scuote con forza, tirandolo su a mo’ di straccio e rimettendolo seduto con eccessiva decisione.

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Asilo Cip & Ciop: molotov contro la casa della Scuderi! lo avevo detto che i domiciliari erano pericolosi???

Il Giustiziere degli Angeli


Molotov contro la casa della maestra dell”asilo degli orrori’ di Pistoia

Lucca, 27 mag. – (Adnkronos/Ign) – Due persone in scooter, con il volto coperto dal casco, hanno lanciato ieri sera una bottiglia molotov contro l’abitazione di Anna Laura Scuderi, una delle due maestre dell’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia, accusate di maltrattamenti gravi nei confronti dei bambini.

La Scuderi, sotto processo a Genova insieme all’altra maestra, Elena Pesce, da due giorni è stata posta ai domiciliari, che sta scontando ad Altopascio (Lucca), dove la sua famiglia si è trasferita da Agliana (Pistoia) dopo i fatti.

Erano intorno alle 22.30 di mercoledì sera quando, secondo il racconto di alcuni testimoni, due persone con il volto coperto dal casco si sono fermate davanti all’abitazione della donna, ad Altopascio, e hanno tirato una bottiglia molotov. Nel principio d’incendio, subito spento da vicini e parenti della Scuderi, è rimasto danneggiato il portone dell’abitazione . I due sono subito fuggiti a tutta velocità verso il vicino casello autostradale.

Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce sono uscite di carcere lunedì, dopo che il gup ha concesso loro i domiciliari, in vista della prossima udienza del processo, in programma a Genova il 15 giugno prossimo. La concessione dei domiciliari ha scatenato le proteste di alcune delle famiglie i cui figli sono stati vittime dei maltrattamenti all’asilo ‘Cip e Ciop’, dove i piccoli venivano picchiati e costretti a mangiare con la violenza.


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Asilo Cip & Ciop: domani a processo la Scuderi e la Pesce. Nel filmato le violenze sui bambini non destano dubbi.

Il Giustiziere degli Angeli

Archivio articoli sul caso Asilo Pistoia

Inizia domattina a Genova, davanti al gup Roberto Fucigna, il processo con rito abbreviato alle due maestre accusate di maltrattamenti ai bambini ospitati nell’asilo nido Cip & Ciop di Pistoia. Le imputate sono Anna Laura Scuderi, 41 anni, titolare dell’asilo ed Elena Pesce, 28 anni, maestra.

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Bambini prigionieri di una madre porno. Schifosa!

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto quanto si legge senza aggiungere altro se non…. SCHIFOSA!

PANTEGANA SCHIFOSA

Fratellini di tre e quattro anni prigionieri della porno-mamma.

Segregati nella cameretta al buio, porta e finestra sigillate. Giocavano in mezzo ai loro escrementi. Due bimbi di 3 e 4 anni sono stati ritrovati dai carabinieri in un appartamento, a Capoterra. Arrestata la madre che si dedicava alle chat erotiche. Nel 1992 aveva ucciso il compagno e nascosto il corpo sotto la culla della figlia.

La cameretta degli orrori non ha mai visto il sole. Porta chiusa a chiave, finestra sigillata. Nel soffitto al posto della lampadina, un buco. Solo due lettini e un armadio. L’unico gioco? I pannolini, tra pavimento e muri sporchi di escrementi. Qui due bimbi, 3 e 4 anni, hanno vissuto segregati chissà per quanti mesi. Fino a mercoledì sera quando i carabinieri sono entrati in un appartamento di Capoterra, facendo l’atroce scoperta. La madre trentottenne è finita in carcere con l’accusa di maltrattamento e abbandono di minori. Avrebbe segregato i figli per occuparsi del suo lavoro: chat erotiche.

LA SEGNALAZIONE La donna (una condanna per omicidio commesso nel 1992 in una città del nord Italia) era tornata a Capoterra per trovare i parenti lo scorso dicembre. Con i due bimbi ha deciso di restare nella cittadina. La sua storia non è passata inosservata. Il Tribunale per i minorenni dell’ultimo Comune di residenza aveva inviato una serie di segnalazioni ai colleghi di Cagliari. La segnalazione è arrivata all’amministrazione di Capoterra che ha avviato dei controlli con gli assistenti sociali. Anche i carabinieri della locale stazione e i colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale hanno svolto degli accertamenti.

LA STANZA Sono bastati pochi giorni per far nascere dei sospetti. La donna usciva da casa di pomeriggio per tornare la sera, tardi. Parecchie ore lontano dai bimbi. Gli investigatori avrebbero poi accertato che si occupava di chat e telefonate erotiche. Mercoledì il blitz dei carabinieri, accompagnati dagli assistenti sociali e dalle vigilesse della polizia municipale di Capoterra. Dentro una camera da letto, chiusa a chiave e completamente al buio, c’erano i due bimbi. Il più piccolo ha faticato ad abituarsi alla luce. Erano in condizioni igieniche precarie, costretti a vivere in mezzo agli escrementi, l’unico loro gioco. La maniglia della finestra sbarrata con dello spago: da un minuscola fessura entrava un filo d’aria. La serranda completamente abbassata.

IL CIBO Come ricostruito dai carabinieri, i bimbi mangiavano a orari sballati. A volte saltavano uno dei pasti. La madre, curata e ben vestita, si sarebbe difesa: «Non sono denutriti e sono vestiti. Non escono perché giocano con l’acqua e ho eliminato la luce perché dava fastidio». Il tempo di informare il pm di turno, Alessandro Pili, e la trentottenne è finita in una cella del carcere di Buoncammino. I bimbi, che hanno difficoltà nel parlare, si sono mangiati un bel panino con prosciutto, divertendosi a giocare con i nuovi amici, carabinieri e vigili urbani. Dell’assenza della madre non si sarebbero neanche accorti. Il Tribunale per i minorenni li ha affidati a una casa famiglia.

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Asilo Cip & Ciop: rito abbreviato per la Scuderi.

Il Giustiziere degli Angeli

Chiesto il rito abbreviato per la titolare del Cip & Ciop

A Genova si attende entro aprile la data dell’udienza. Le parti offese, 46 bambini dai pochi mesi ai 5-6 anni, e i loro genitori possono già presentare al tribunale la richiesta di costituzione di parte civile.

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Asilo Cip e Ciop di Pistoia: prima udienza del processo a Maggio

Il Giustiziere degli Angeli

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Cip&Ciop, fissata l’udienza – Una nuova denuncia - Giudizio immediato l’11 maggio. Tre persone avrebbero segnalato i maltrattamenti al Comune: querela a Genova. Quindici giorni di tempo per chiedere riti alternativi. -

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Asilo Cip & Ciop di Pistoia: chiuse le indagini si và verso il processo!

Il Giustiziere degli Angeli

ASILO DELL’ORRORE, INDAGINI CHIUSE, MAESTRE VERSO IL PROCESSO

(AGI) – Genova, 24 feb.- I pm genovesi che indagano sui maltrattamenti inflitti ai bimbi nell’asilo Cip e Ciop di Pistoia hanno ufficialmente chiuso le indagini. Anna Laura Scuderi, 41 anni, e Elena Pesce, 28, le maestre d’asilo arrestate il 2 dicembre scorso a Pistoia, vanno verso il processo. Gli avvisi di conclusione indagine preliminare (Acip) a loro carico sono stati firmati e consegnati alle cancellerie per l’invio ai legali difensori. Per il procuratore aggiunto Vinceno Calia e per il sostituto procuratore Silvio Franz non ci sono dubbi sulle loro responsbilita’ e tantomeno altre persone coinvolte oltre loro nella sconvolgente vicenda. Tra venti giorni i magistrati potranno chiedere il rinvio a giudizio. Gli acip, e dunque i reati contestati alle donne, che sono di maltrattamenti continuati in concorso su minori, si enucleano sui filmati realizzati dagli uomini della squadra Mobile di Pistoia e su alcuni episodi riferiti da genitori di bimbi che hanno recentemente frequentato l’asilo. Si tratta pero’ di indiscrezioni in considerazione del massimo riserbo con cui viene trattata la vicenda in procura, a Genova. Del caso, si ricorda, si occupa la procura di Genova in quanto il figlio di un magistrato della procura di Firenze e’ stato vittima dei maltrattamenti.

Mld


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Asilo “Cip & Ciop” di Pistoia: si và verso il giudizio immediato! speriamo senza sconti!!

Il Giustiziere degli Angeli

Alcuni giorni fà, dagli inquirenti, sono state ascoltate altre coppie di genitori sui fatti che accadevano nell’asilo di AnnaLaura Scuderi. Quest’ultima ed Elena Pesce erano state arrestate con un bliz nell’asilo stesso mentre maltrattavano i bambini e le telecamere nascoste riprendevano tali schifose azioni. Il Tribunale del riesame ha rifiutato l’istanza di scarcerazione ed ora ci si avvia verso un giudizio immediato, forse già tra fine gennaio ed inizio febbraio. Ma è anche interessante sapere che è stato richiesto un supplemento di indagini poicè non si esclude ci possa essere altro oltre ai “maltrattamenti su minori”.

Gli articoli di archivio li trovate in QUESTO LINK


Asilo degli orrori: si va verso il processo - A fine gennaio potrebbero essere processate le due maestre del “Cip e Ciop” di Pistoia, accusate di maltrattare i bambini.

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