Pedofilia: Rignano Flaminio – il 30 ottobre inizia l’udienza preliminare.
Il Giustiziere degli Angeli
– PEDOFILIA - Caso Rignano: il 30 ottobre l’udienza
Le accuse, formulate dal pm Marco Mansi, riguardano le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio.
Si deciderà a partire dal 30 ottobre prossimo la sorte dei cinque presunti pedofili indagati per i presunti abusi sessuali commessi ai danni di almeno 21 bambini della scuola «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. Il 30 ottobre comincerà nel tribunale di Tivoli, (Roma) l’udienza preliminare, che si profila lunga, nella quale il gup Pierluigi Balestrieri dovrà esaminare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Marco Mansi nei confronti di tre ex maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, dell’autore tv Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, e della bidella Cristina Lunerti. La procura aveva chiesto nei mesi scorsi l’ archiviazione, accolta dal gip, sia per un’altra maestra, la diciannovenne Assunta Pisani sia per il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva, definito «l’uomo nero» dei racconti dei bambini, poi uscito dall’indagine perchè palesemente estraneo alle accuse.
Il pm Mansi, aveva chiesto l’archiviazione anche per la bidella Lunerti, ma in accoglimento della opposizione di alcune parti civili, il gip aveva disposto invece per quest’ultima l’imputazione coatta. Pesanti i reati contestati ai cinque indagati che il gup dovrà valutare e decidere quindi se chiedere il processo: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. In aula non compariranno i bambini, sentiti nell’incidente probatorio, che non saranno presenti neppure per l’eventuale processo.
L’inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. I cinque indagati furono arrestati il 24 aprile del 2007 con un blitz dei carabinieri. La vicenda destò molto scalpore e l’opinione pubblica si divise tra innocentisti e colpevolisti.
Il Tribunale del Riesame di Roma demolì l’inchiesta con un clamoroso dispositivo, il 10 maggio del 2007 – confermato dalla Corte di Cassazione – che scarcerò gli indagati definendo gli indizi deboli e sottolineò come le accuse fatte dai bambini ai presunti aguzzini e pedofili, erano state influenzate dalle «forti pressioni» dei genitori.
Poi cominciò, nell’estate del 2007, il lungo incidente probatorio nella procura di Tivoli, quando furono sentiti alla presenza di psicologi dal gip Elvira Tamburelli, decine di bambini, ma non tutti furono giudicati idonei a testimoniare.
Ora l’ultimo atto dell’indagine preliminare con l’esame delle accuse da parte del gip: l’udienza si svolgerà presumibilmente in autunno.«Siamo pronti ad affrontare questo percorso giudiziario – hanno detto gli avvocati Antonio Cardamone e Franco Merlino, difensori di alcune famiglie di bambini – che riteniamo necessario vista la ormai certa esistenza degli abusi sui bambini».
Pedofilia e abusi su minori: i bambini non sono dei bugiardi.
Il Giustiziere degli Angeli
Vi invito tutti a leggere l’articolo seguente tratto dal sito BambiniCoraggiosi circa le dichiarazioni dell’Avv.Coffari, presidente dell’associazione Movimento infanzia.
L’avvocato Andrea Coffari è il presidente del “Movimento per l’Infanzia “, un’associazione dalla parte dei bambini con sedi in tutta Italia e migliaia di iscritti.Questa sua dichiarazione è in relazione alla sentenza di Cassazione n.8809 di cui si è avuta notizia ieri, 7 marzo e nella quale un padre condannato in primo grado e in appello per abusi sulla figlia di 7 anni, ha vinto il ricorso in cassazione. Ecco il suo commento:
Una recentissima Sentenza della Corte di Cassazione
di Andrea Coffari
Una recentissima Sentenza della Corte di Cassazione (n. 8809) ha accolto il ricorso di un padre separato di Catania, condannato in ben due precedenti gradi di giudizio a tre anni di reclusione per violenza sessuale nei confronti della figlia di sette anni, sull’assunto che “i bambini sono altamente malleabili e se interrogati con domande inducenti tendono a conformarsi alle aspettative del loro interlocutore”, questi principi erano stati già espressi con una sentenza relativa al noto caso di Rignano Flaminio.







