Famiglia di pedofili abusa degli stessi loro figli/nipoti. Bancario pedofilo arrestato in Thailandia.
Il Giustiziere degli Angeli
Il primo caso è lontano da noi. Accade in Kansas ma tutti i chilometri che lo separano dall’Italia non diminuiscono il dolore che si prova davanti a storie di bambini abusati dai pedofili.
I cinque uomini che vedete in foto si chiamano Jared Leroy Mohler, David A. Mohler, Burrell Edward Mohler Sr., Burrell Edward Mohler Jr. e Roland Neil Mohler, hanno rispettivamente 48, 52, 77, 53 e 47 anni e come potete facilmente intuire sono tutti parenti: quello al centro è il padre e gli altri sono i suoi figli.
I cinque sono stati arrestati in queste ore con l’accusa di aver violentato per anni sei bambini, figli e nipoti, coinvolgendoli in una serie di atroci rituali, da finti matrimoni tra loro a sodomia violenta – è questa una delle accuse – arrivando a far abortire una di loro all’età di appena 11 anni.
Tre di loro erano anche pastori laici della chiesa della “Community of Christ“, nelle campagne poco distanti da Kansas City.
Gli investigatori, che al momento stanno setacciando l’area alla ricerca di possibili cadaveri, sono convinti che le vittime degli abusi siano molte di più di quelle fin’ora trovate e a questo proposito hanno chiesto l’aiuto dell’intera comunità.
I cinque arrestati si trovano nel carcere della contea di Lafayette e il giudice ha stabilito per loro una cauzione che va dai 30mila ai 75mila dollari.
Al momento non sono stati rivelati i dettagli delle indagini che hanno portato all’arresto. Ne sapremo di più nei prossimi giorni.
L’altra storia riguarda invece un cittadino svizzero, un bancario, arrestato in Thailandia per pedofilia.
Bancario pedofilo arrestato in Thailandia, parla un conoscente.
Il racconto di un conoscente rivela alcuni inquietanti dettagli: “Dopo la pensione voleva trasferirsi definitivamente in Thailandia. Oggi, purtroppo, sappiamo che dietro a questo suo sogno c’era ben altro“.
ZUGO – “Diceva sempre che il suo sogno era quello di trasferirsi definitivamente in Thailandia, dopo aver raggiunto la pensione. Mai avremmo intuito che dietro le sue parole si nascondesse una simile verità. Sono sconcertato“. A parlare è un conoscente del bancario di Zurigo arrestato ieri e accusato di pesanti atti di pedofilia in Thailandia. L’uomo, un personaggio distinto, sulla cinquantina, stando ad alcune fonti, sarebbe stato licenziato da UBS, causa riduzioni del personale, circa un mese fa. “Ha un dottorato in filosofia – riprende il conoscente -è un uomo colto. Parlava sempre di letteratura, di arte e di teatro… E poi era un estroso. Si vestiva in modo stravagante. Era un originale, un uomo stranissimo”. I suoi viaggi erano cosa nota a colleghi e amici. “Sì – conferma il nostro interlocutore -. Si sapeva che aveva la passione per l’Asia. Non sapevamo, però, che avesse purtroppo, anche quella per i bambini“.
L’arresto è avvenuto ieri alle 16.30 ora locale, in Svizzera erano circa le 10.30. La notizia del suo arresto è stata confermata a Berna dall’Ufficio federale di polizia, che non ha però voluto rivelare altri particolari della vicenda. Si tratta di un operatore di banca 55enne candidatosi due volte senza successo per il Gran Consiglio di Zugo.
La polizia di Phuket aveva notato che l’interessato riceveva costantemente ospiti nella sua camera di albergo, ragazzi fra i 10 e i 15 anni. Le forze dell’ordine lo hanno tenuto sotto controllo per un mese: una volta accumulate prove sufficienti gli agenti sono poi passati all’azione. Le manette sono scattate ieri alle 16.30 ora locale. Le vittime del pedofilo sarebbero – secondo il quotidiano Blick che ha riferito oggi della vicenda – circa una dozzina.
Pedofilia: Rignano Flaminio – il 30 ottobre inizia l’udienza preliminare.
Il Giustiziere degli Angeli
– PEDOFILIA - Caso Rignano: il 30 ottobre l’udienza
Le accuse, formulate dal pm Marco Mansi, riguardano le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio.
Si deciderà a partire dal 30 ottobre prossimo la sorte dei cinque presunti pedofili indagati per i presunti abusi sessuali commessi ai danni di almeno 21 bambini della scuola «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. Il 30 ottobre comincerà nel tribunale di Tivoli, (Roma) l’udienza preliminare, che si profila lunga, nella quale il gup Pierluigi Balestrieri dovrà esaminare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Marco Mansi nei confronti di tre ex maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, dell’autore tv Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, e della bidella Cristina Lunerti. La procura aveva chiesto nei mesi scorsi l’ archiviazione, accolta dal gip, sia per un’altra maestra, la diciannovenne Assunta Pisani sia per il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva, definito «l’uomo nero» dei racconti dei bambini, poi uscito dall’indagine perchè palesemente estraneo alle accuse.
Il pm Mansi, aveva chiesto l’archiviazione anche per la bidella Lunerti, ma in accoglimento della opposizione di alcune parti civili, il gip aveva disposto invece per quest’ultima l’imputazione coatta. Pesanti i reati contestati ai cinque indagati che il gup dovrà valutare e decidere quindi se chiedere il processo: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. In aula non compariranno i bambini, sentiti nell’incidente probatorio, che non saranno presenti neppure per l’eventuale processo.
L’inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. I cinque indagati furono arrestati il 24 aprile del 2007 con un blitz dei carabinieri. La vicenda destò molto scalpore e l’opinione pubblica si divise tra innocentisti e colpevolisti.
Il Tribunale del Riesame di Roma demolì l’inchiesta con un clamoroso dispositivo, il 10 maggio del 2007 – confermato dalla Corte di Cassazione – che scarcerò gli indagati definendo gli indizi deboli e sottolineò come le accuse fatte dai bambini ai presunti aguzzini e pedofili, erano state influenzate dalle «forti pressioni» dei genitori.
Poi cominciò, nell’estate del 2007, il lungo incidente probatorio nella procura di Tivoli, quando furono sentiti alla presenza di psicologi dal gip Elvira Tamburelli, decine di bambini, ma non tutti furono giudicati idonei a testimoniare.
Ora l’ultimo atto dell’indagine preliminare con l’esame delle accuse da parte del gip: l’udienza si svolgerà presumibilmente in autunno.«Siamo pronti ad affrontare questo percorso giudiziario – hanno detto gli avvocati Antonio Cardamone e Franco Merlino, difensori di alcune famiglie di bambini – che riteniamo necessario vista la ormai certa esistenza degli abusi sui bambini».
Pedofilia – Docenti, educatori, maestri. Insegnanti che non hanno imparato che i bambini non si toccano.
Il Giustiziere degli Angeli
La cronaca che riguarda bambini abusati da adulti sconvolge tutti ma pare durare solo l’attimo in cui si ha tempo per leggere il giornale. Cosa si stà facendo per proteggere i nostri Angeli? Poco o niente. Le leggi si inaspriscono ma non credo che basti. Bisogna essere certi, certissimi, che le persone che insegnano nelle scuole, che professano le religioni, che hanno a che fare con gruppi di piccoli siano persone sane che mai e poi mai abbiano delle pulsioni di questo orribile genere verso i bambini. Io non sò come ma sò che non basta fare quei ridicoli test (nelle scuole) dove si domanda: farebbe mai del male ad un bambino? non possiamo pensare che una maestra o maestro possa rispondere che “si, farei del male ad un bambino e ne abuserei in ogni modo!”. Svegliaaaa
TGCOM – Pedofilia, arrestato un educatore – A capo centri giovanili Padova e Trento.Il responsabile di una struttura di accoglienza per minori in difficoltà, da lui gestita nel Padovano fino al 2007, è stato arrestato dai carabinieri di Padova con l’accusa di aver abusato sessualmente per almeno 4 volte di giovanissimi ospiti. Giovanni Piovan, 36 anni, nel frattempo aveva avviato una nuova struttura a Transacqua (Trento), nella valle del Primiero. L’indagine è partita dalle denunce di alcuni ex ospiti dei centri.
Pedofilia: condannato don Turturro – Ex parroco di Borgo Vecchio a Palermo accusato da due 14enni
(ANSA) – PALERMO, 17 LUG – Don Turturro, ex parroco del quartiere Borgo Vecchio di Palermo, accusato di abusi sessuali da due 14enni, e’ stato condannato a 6 anni. Il sacerdote, noto per le sue battaglie antimafia, dovra’ anche risarcire 50mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva alle vittime, costituitesi parti civili. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna del sacerdote a nove anni.
Corriere di Viterbo – E’ un professore universitario viterbese, ora cinquantenne. Un fisico, che insegna in una università del centro Italia. Finito sott’inhchiesta, per abusi sessuali su minori, è stato destinatario, da parte della Procura, di una richiesta di rinvio a giudizio, con tanto di fissazione dell’udienza preliminare. Quattro le bambine, dell’età media di dieci anni, che, secondo la versione accusatoria, sarebbero state destinatarie delle sue attenzioni. Bambine interrogate, ovviamente, con tutti i filtri che si rendono necessari in questi casi. La perizia che, delle bambine, avrebbe dovuto giudicare l’attendibilità, è stata positiva. il racconto delle piccole, è stato detto, è credibile. L’uomo, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto, delle piccole, oggetto di interesse sessuale quando queste, in epoche e circostanze diverse, erano ospiti della sua casa a Viterbo, essendo amiche e coetanee della figlioletta. Figlioletta che – va sottolineato – non è coinvolta in questa storia. L’uomo, in varie occasioni, avrebbe commesso, sulle piccole, atti a sfondo sessuale, tali da non concretare una violenza fisica ma, secondo l’accusa, sessuale. L’inchiesta, per la sua delicatezza, è stata sempre condotta in segreto, con particolari garanzie per evitare l’identificazione delle minori. Ad assistere il professore, uno studio legale romano. Delle quattro bambine, una sola, tramite l’avvocato Massimo Pistilli, è parte civile. Le altre, invece, non hanno ritenuto di entrare come parti civili nel processo. Una prima udienza preliminare, a quanto si è appreso, è stata rinviata: se ne riparlerà in autunno. Il professore, come detto, è viterbese, ma non insegna in città. Contro l’uomo, nonostante la pesantezza delle accuse, si è proceduto a piede libero. Nessuna misura cautelare, dunque, è stata adottata nei suoi confronti. L’uomo, adesso, dovrà cercare di dimostrare la sua innocenza e l’infondatezza delle accuse. Contro di lui, il racconto, che sarebbe sostanzialmente convergente e sovrapponibile, delle quattro bambine.
AGI) – Palermo, 22 lug. – Condanne a 10 anni e 8 mesi e a 6 anni di carcere per un uomo e una donna arrestati a Palermo nel dicembre scorso dalla polizia per una squallida storia di abusi su due fratelli che all’epoca dei fatti, un paio di anni fa, erano minori di 10 anni. In carcere, in seguito alla decisione del Tribunale, sono finiti un 68enne, nonno materno delle vittime, e una 23enne, sorella del convivente della madre dei piccoli. Devono rispondere di violenza sessuale. Le indagini erano state condotte dai poliziotti della sezione Reati in danno di minori e sessuali della Squadra mobile. Lo scorso dicembre era stato arrestato l’uomo, nonno delle vittime, e la donna, rintracciata alla stazione ferroviaria di Sant’Agata di Militello, in fuga su un treno per il nord-Italia. L’indagine e’ partita dalla segnalazione delle condizioni di estremo degrado in cui versava il nucleo familiare, composto, oltre che dai due minori, dalla madre, dal suo convivente, dalla sorella di quest’ultimo, finita in carcere, e dal nonno materno. I poliziotti avevano accertato che i ragazzini non frequentavano la scuola. Il Tribunale aveva cosi’ disposto il ricovero dei minori in comunita’ dove erano emersi i segni di disagio e la grave pressione psicologica che i parenti, dall’esterno continuavano ad esercitare su di loro. Nel corso delle audizioni, dinanzi al consulente tecnico della procura, i minori avevano descritto le violenze subite, alle quali si erano come assuefatti, e il loro impiego per furti nelle bancarelle dei mercati rionali.
Pedofilia on-line: maxi operazione porta a 14 arresti e 253 indagati. Filmati aberranti.
Il Giustiziere degli Angeli
Le indagini condotte dal compartimento della Sicilia della polizia postale hanno coinvolto quasi tutte le regioni e 68 città. Circa trecento le perquisizioni.
Pedofilia online, maxi blitz in Italia – quattordici arrestati e 253 indagati
Parte delle immagini erano state scaricate da un sito internet il cui server è in Germania
Il questore di Catania: “Filmati aberranti. Livello di violenza che sbalordisce sopratutto chi è genitore”
Pedofilia online, maxi blitz in Italia quattordici arrestati e 253 indagati
CATANIA – Potrebbe essere il più grande blitz contro la pedofilia online compiuta sinora in Italia. E i numeri della maxioperazione denominata ‘Smasher’ dagli investigatori, parlano chiaro: quattordici persone arrestate, 253 indagate e oltre 300 perquisizioni, per contrastare l’acquisto su internet e la detenzione di materiale pedo-pornografico. I magistrati: “Immagini aberranti e ripugnanti”,
Le indagini e le persone coinvolte. Le indagini, condotte dal compartimento della Sicilia della polizia postale e coordinate dal procuratore aggiunto di Catania Marisa Scavo e dal sostituto Antonella Barrera, hanno visto gli investigatori impegnati in quasi tutte le regioni italiane. Intervistato da Skytg24, il vicequestore aggiunto della polizia Marcello La Bella ha specificato che le città coinvolte nelle perquisizioni sono 68 e che le regioni con il maggior numero di interventi sono state il Lazio e la Lombardia. Le persone coinvolte nell’inchiesta hanno tra i 20 e i cinquant’anni. “Si tratta di appartenenti alla media borghesia – ha detto La Bella – ma anche di operai e impiegati”.
Il materiale. I quattordici arrestati sono stati trovati in possesso di video particolarmente violenti e cruenti di pornografia infantile. Parte delle immagini erano state scaricate da un sito internet per pedofili il cui server è in Germania, più esattamente in Baviera. Vi si accedeva gratuitamente ma con una password. Dopo la segnalazione dei colleghi italiani la polizia baverese ha ‘congelato’ i file del server accertando che, sui filmati a contenuto pedopornografico, avevano avuto accesso gli utenti di provider di 99 Paesi nel mondo.
Le perquisizioni. I fermi sono stati effettuati in flagranza di reato dopo che la polizia postale ha compiuto le oltre 300 perquisizioni. Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari anche due palermitani, entrambi commercianti informatici, di 45 e 31 anni: la polizia postale ha controllato i computer dei due negozi, rinvenendo il materiale pedopornografico. Nella rete degli investigatori è finito anche un instruttore di nuoto di bambini: nel suo pc c’erano video ripresi con una telecamera piazzata negli spogliatoi.
Il ruolo dell’Italia. L’ipotesi, avanzata dal responsabile della divisione investigativa del dipartimento centrale della Polizia postale, Diego Buso, è che “almeno uno degli arrestati abbia prodotto in Italia dei filmati con contenuti pedopornografici”. “Se in alcune immagini ci sono degli sfondi che riconducono all’Italia – spiega Buso – o si sentono come sottofondo musiche di artisti italiani è lecito avere dei sospetti, che dobbiamo adesso verificare. Per questo occorrerà un ulteriore sforzo”.
Documenti “ripugnanti”. Durante l’operazione la polizia postale ha sequestrato 150 mila file e 40 mila supporti con immagini pedopornografiche che il procuratore capo di Catania, Vincenzo D’Agata, ha definito “ripugnanti”. Per il questore Domenico Pinzello sono “filmati aberranti con un livello di violenza che sbalordisce sopratutto chi è genitore”. Le investigazioni sono state compiute con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto alla pedo-pornografia on-line (Cncpo) di Roma e la collaborazione della polizia federale tedesca.
(20 giugno 2009) Repubblica.it
Abusi su minori: storie di follia disumana ai danni dei nostri bambini
Il Giustiziere degli Angeli
Tre storie di follia “disumana” ai danni dei nostri bambini. Storie che animano anche gli incubi di noi genitori adulti che ogni giorno leggiamo tutto questo come un bollettino di guerra dove le vittime sono però tanti piccoli Angeli su cui si sono posate le mani di orribili orchi senz’anima. L’ultima storia che leggerete di seguito parla però di una condanna ad una donna, pedofila, per otto anni di reclusione: sempre pochi per il male che ha fatto ai bambini vittime della propria perversione ed altro.
IlGiornale.it – Taranto, abusava di 4 nipoti con il compagno gay.
Taranto – Una brutta storia di perversione e abusi su minori sconvolge la Puglia. Un 39enne avrebbe narcotizzato e abusato sessualmente per oltre 10 anni dei suoi quattro nipoti assieme al suo convivente di 58 anni. Il padre dei bambini è stato arrestato questa mattina; all’altro uomo, indagato, il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere dove sconta una condanna alla pena di due anni e sei mesi di reclusione per abusi sessuali compiuti nei confronti del figlio.
Abusi su bambine: una cronaca che lascia senza parole ma urla tutto il dolore possibile.
Il Giustiziere degli Angeli
ABUSI SU BAMBINE:
ARRESTI A LECCO, VERONA E PALERMO
MILANO – La polizia di Lecco ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di oltre 70 anni ritenuto responsabile di violenza sessuale pluriaggravata su cinque bambine di età inferiore ai 14 anni al momento dei fatti. E’ quanto si legge in un comunicato. L’indagine era stata avviata a seguito della segnalazione di un’insegnante di una delle bambine, che ne aveva raccolto le confidenze. Successivi accertamenti hanno consentito alla polizia – secondo quanto si legge – di raccogliere gravi e concordanti elementi di responsabilità a carico dell’indagato.
ABUSI SU 5 SORELLINE, ARRESTATI TRE ZII – Tre fratelli sono stati arrestati a Palermo con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di cinque nipotine, tutte in età scolare. Ai tre fratelli di 26, 22 e 19 i poliziotti della sezione di Pg presso la Procura per i minorenni hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare, una delle quali del Tribunale per i minorenni in quanto il più piccolo all’epoca dei fatti contestati non era maggiorenne. L’arresto è stato chiesto dai pm Claudia Caramanna e Caterina Bortolozzi. Per il ragazzo di 26 anni la Procura ha ipotizzato anche i reati di corruzione di minorenne e di detenzione di materiale pornografico, poiché è accusato di avere scattato foto e filmato con il proprio telefono cellulare due delle quattro nipotine quando queste erano nude. Le violenze sarebbero cominciate due anni fa quando la famiglia delle quattro sorelline, seguite dai servizi sociali dal 2001 per via delle condizioni disagiate in cui vivevano, si trasferì nell’abitazione dei nonni paterni, dove vivevano anche gli zii. Gli inquirenti hanno ricostruita gli abusi ascoltando le testimonianze delle bambine, trasferite in struttura su richiesta dei servizi sociali.
In comunità le cinque sorelline sono giunte in gravi condizioni di trascuratezza e di denutrizione. Gli operatori avrebbero notato che le bimbe più piccole inscenavano giochi a sfondo sessuale; in seguito avrebbero raccontato le “attenzioni” che sarebbero state rivolte loro e alle sorelle maggiori da parte degli zii, confessando di essere state costrette da uno zio a visionare film pornografici. Sono così scattate le indagini da parte della polizia che ha informato la Procura ordinaria e quella per i minorenni. Per i consulenti tecnici i racconti delle sorelline sono attendibili. Le indagini sono risultate particolarmente complesse anche per il comportamento dei genitori che secondo gli investigatori hanno cercato ripetutamente di dissuadere le figlie dal raccontare la verità.
ABUSA PER MESI DI NIPOTE 10 ANNI,ARRESTATO – Ha violentato per mesi la nipote di 10 anni, poi lui stesso è andato dai carabinieri spiegando di essere “sessualmente malato”. Dopo un mese di indagini per verificare l’attendibilità delle sue dichiarazioni, i carabinieri di Villafranca (Verona) hanno arrestato G. M., 40 anni, di Povegliano. Le indagini sono partite all’inizio di febbraio, quando G.M. era andato spontaneamente nella stazione dei carabinieri di Villafranca, dicendo di essere “sessualmente malato” e di sentirsi attratto dalla nipotina. Il pomeriggio dello stesso giorno si era presentata dai carabinieri anche la madre della bambina, per sporgere denuncia contro il cognato per aver abusato della figlia. Ai militari la donna ha raccontato che tutto era cominciato diversi mesi prima, quando si era accorta di un mutamento di carattere e di abitudini della piccola, malessere molto più palpabile quando la bambina tornava dalla casa degli zii.
Solo dopo diverse insistenze da parte della madre, la bambina si è decisa a parlare, raccontando dei terribili momenti vissuti tutte le volte che andava dai parenti: quando rimaneva da sola a casa con lo zio, lui la costringeva con diverse scuse a seguirlo in camera, dove poi, chiusa la porta a chiave, la palpeggiava e le imponeva di avere rapporti sessuali. Come se non bastasse, non c’era volta che lo zio non la lasciasse tornare a casa senza minacciarla di non raccontare nulla, altrimenti sarebbe andato a casa da lei e l’avrebbe sgozzata nel sonno. La piccola ha taciuto a lungo, finché alla madre è stato impossibile non capire che c’era qualcosa che non andava. L’arresto è scattato al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, durante la quale è stato possibile ricostruire la terribile vicenda grazie anche alla piccola vittima e con l’aiuto degli assistenti sociali.
Pedofilia: nessuno ha aiutato la bambina vittima del pedofilo di Napoli
Il Giustiziere degli Angeli
Nessuno ha creduto alle parole della bambina ed il pedofilo, Pasquale Modestino, ha fatto indisturbato i suoi ci ai danni della bambina e del ragazzino violentato nei vicoli di Napoli dallo stesso. Tante parole che mi voglio tenere dentro ma che dico “ditele voi liberamente”. Un altro VAFFA anche oggi e sempre più urlato.
PEDOFILIA NAPOLI: BIMBA VITTIMA FERMATO, PERCHE’ NON MI CREDETE?
di Matteo Guidelli
ROMA – Tutti sapevano: e nessuno ha fatto nulla. Nonni, genitori, parenti acquisiti, tutti in silenzio o, nella migliore delle ipotesi, incapaci di reagire di fronte alle ripetute invocazioni d’aiuto di una bambina di sei anni: “perché non mi credete, perché nessuno mi crede? Quelli non sono massaggi. E lo ha fatto cinquantamila volte”. Per capire chi è Pasquale Modestino, il dipendente del comune di Napoli fermato ieri con l’accusa di aver stuprato un bambino di 12 anni, basta rileggere i racconti di quella bambina di 6 anni, che ha conosciuto la violenza dell’uomo già 4 anni fa quando Modestino, compagno della nonna materna, viveva in casa con lei: un concentrato di orrore, che non risparmia alcun componente della famiglia e che solo per pudore gli inquirenti hanno definito un “contesto familiare promiscuo”.
Verbali rilasciati tra il 2005 e il 2007 dai familiari della piccola e finiti nel fascicolo che la procura di Napoli ha aperto contro Modestino e che non sono bastati, evidentemente, per farlo finire in galera ed impedirgli di fare ancora del male. “Ero preoccupata per le condizioni igieniche in cui vivevano G. e P (quest’ultimo è il fratellino della bimba, ndr) – racconta agli inquirenti la convivente del nonno paterno della bambina, G.A., il 4 ottobre 2005 – i bambini erano sempre sporchi, mal vestiti, con i pidocchi; gli amichetti del parco rifiutavano di giocare con loro”. Un giorno, la donna viene chiamata a scuola perché la piccola G. aveva dei forti dolori all’addome: all’ospedale i medici riscontrano una forte cistite e una volta tornata a casa la bimba racconta. “Nonna, ti voglio dire tutta la verità, non è la prima volta che ho questi dolori, l’ho raccontato anche a mamma e a nonna M…la colpa è di Modestino. Di pomeriggio, quando io stavo sul letto a guardare i cartoni animati in camera mia a casa di nonna M., Modestino si alzava dal suo letto, che era in un’altra stanza, e si infilava nel mio. Mi diceva ‘adesso ti faccio i massaggi’ e cominciava a toccarmi… Io sentivo dolore e allora lui scappava”. “Lo ha fatto 50mila volte – aggiungeva disperata la piccola tra le lacrime – “anche tu non mi credi? perché nessuno mi crede? Quello che ti ho detto è la verita?”.
Anche il padre e la madre della bimba sapevano praticamente tutto, ma non hanno fatto nulla per allontanare Modestino dai bambini. E anche a loro G. ripeteva sempre la stessa cosa: “pecché tu nun mi vuò credere?”. Il 16 maggio 2006 gli inquirenti sentono il padre, C.C.: “Mio padre mi raccontò che Pasquale Modestino aveva abusato sessualmente di mia figlia…sì, mia figlia mi ha raccontato che Modestino si masturbava in sua presenza e la toccava. Quando l’ho incontrato gli ho detto: ‘ma non e’ che quando eravate ubriaco avete toccato la bambina?’. Ma lui ha negato tutto dicendo che erano solo invenzioni di mia figlia, diceva che G. era gelosa di lui”. Tre giorni dopo viene sentita la mamma, C.M.: “..in ospedale avevano detto che la bambina aveva una forte infezione. Tra le lacrime – mette a verbale la donna – G. confessò che la colpa era di Pasquale Modestino che l’aveva toccata…ma ogni volta che ho provato a farle raccontare cosa era successo, mia figlia comincia a piangere e ad agitarsi molto”. Forse sarebbe bastato ascoltare quel grido d’aiuto: “perché non mi credete?”.
Rignano Flaminio: Scancarello e sua moglie Patrizia vogliono chiarire alcuni aspetti al PM con un interrogatorio.
Il Giustiziere degli Angeli
A due giorni di distanza, dopo l’assemblea che si è tenuta da parte di alcune colleghe a difesa delle maestre accusate nell’ambito dell’indagine su abusi ai danni dei piccoli dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio, ecco che sul Tempo compare questa notizia: la maestra Patrizia Del Meglio ed il suo noto marito Gianfranco Scancarello vogliono essere interrogati dal PM di Tivoli per chiarire alcuni aspetti della vicenda.
E’ chiaro che la strada che porterà alla verità sarà molto lunga e dolorosa e continueremo, quì ed altrove, a seguire questa orribile vicenda. Da far notare le ultime righe dell’articolo e di riallacciarle a quanto hanno DETTO i bambini nei loro colloqui con gli psicologhi nelle audizioni protette.
Rignano Flaminio – L’insegnante Del Meglio e il marito Scancarello vogliono chiarire alcuni aspetti al pm. Abusi, due indagati chiedono l’interrogatorio.
RIGNANO I venti giorni dall’avviso di conclusione dell’inchiesta sono già trascorsi ma ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che la procura di Tivoli firmi la richiesta di rinvio a giudizio per gli abusi sessuali che venti bambini della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio avrebbero subito nell’anno scolastico 2005-06 (più un caso nel periodo 2001-02).Home Roma
Due dei quattro indagati per i quali il pm Marco Mansi solleciterà il giudizio (per atti osceni, maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, sequestro di persona, sottrazione di persone incapaci, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, violenza sessuale di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza) hanno chiesto in questi giorni di essere interrogate: si tratta della maestra Patrizia Del Meglio e del marito, lo sceneggiatore tv Gianfranco Scancarello. L’atto istruttorio deve essere ancora concordato con i difensori della coppia, gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, e così passerà ancora qualche settimana prima che l’intera vicenda approdi in udienza preliminare. Non hanno alcuna intenzione di farsi sentire, invece, le altre due maestre, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, pronte a dimostrare in altra sede che la tesi della procura non ha assolutamente alcun fondamento.
Intanto le famiglie dei minori in queste settimane hanno potuto conoscere il contenuto delle ultime attività investigative svolte dai carabinieri l’estate scorsa quando, dalle parti di Rignano Flaminio, su ordine della Procura, fu decisa l’ispezione di un casolare all’apparenza abbandonato. Gli inquirenti sono convinti che anche lì, oltre che nelle abitazioni della Del Meglio e della Pucci, sarebbero avvenuti gli abusi sessuali ai danni dei piccoli.
Quasi tutti i ragazzini interpellati hanno riconosciuto il posto dalle foto e «una volta condotti sul luogo – si evidenzia nell’informativa consegnata a Mansi – hanno dimostrato di avere una perfetta conoscenza degli stessi muovendosi al loro interno con disinvoltura e familiarita», nonché facendo da guida alla stessa consulente tecnica».
08/02/2009
Pedofilia: condanne a genitori maledetti.
Il Giustiziere degli Angeli
La condanna che pensiamo in tanti è il carcere a vita, per sempre, a quelle bestie che abusano sessualmente di bambini. La condanna che tali mostri infliggono a questi bambini è un dolore che lacera il cuore, che interrompe il loro giusto percorso di vita “per sempre”. Difficile dimenticare, forse è impossibile e di testimonianze che scrivono questo lacerante dolore se ne trovano nel web: chissà se vengono lette da quelli che debbono giudicare tali mostri?! La donna di Ventimiglia che ha permesso che il marito abusasse della loro figlia di soli 5anni è stata condannata, ed arrestata, a 3anni e 4 mesi: pochi, pochi, pochi. Inoltre cerca di scontare la pena ai domiciliari per “una serie di patologie incompatibili con la vita carceraria”! No cara signora, la vita carceraria se la merita per ciò che è stato accertato lei ha permesso ed è comunque poco rispetto ai danni che avete procurato alla bambina, punto. Alla mamma di Palermo che abusava e vendeva il proprio figlio sono stati inflitti 10anni di carcere: ancora pochi ma Ventimiglia-Lady è fortunata al confronto! Al marito palermitano invece è stata inflitta una pena di 20anni e 6 mesi: li faccia comodamente tutti. Grazie









