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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Pedofilia: 11 indagati nell’asilo di Coperchia – 20 i bambini coinvolti -

Il Giustiziere degli Angeli

Per caso, leggendo da altri attentissimi blogger della rete, leggo questa notizia! Scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano (SA): 11 indagati per abusi sessuali sui bambini dell’asilo. Ecco, già le sento le voci venire da quelli che insistono sui falsi abusi, ricordi indotti, testimonianze a reticolo, influenza, tbc e mononucleosi! Già! perchè ogni volta si parla di “contagio collettivo” come se essere vittime della pedofilia è come avere un raffreddore, magari pure con un febbrone che dà le allucinazioni che ti fanno vedere i mostri. E stiamo pure attenti a non scivolare perchè con tutte queste “bolle di sapone” il pavimento diventa uno schifo!

In questo “bellissimo e tranquillissimo asilo” lo scorso anno fù arrestato il bidello, tale Antonio A., già conosciuto per gli stessi reati precedentemente. Ma si sà: se uno è un pedofilo ma è anche bidello bisogna mantenergli il posto di lavoro a contatto con i bambini! (leggi qui).

L’articolo che leggerete di seguito finisce con questa frase: alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. NO CARI SIGNORI, NON E’ COSI’. Dopo il caso Rignano Flaminio, il Ministro Fioroni emanò una circolare (la n.72 del 19 dicembre 2006) secondo la quale “il personale della scuola anche soltanto indagato per reati gravi deve essere sospeso a scopo cautelare”. (leggi QUI). Qualcuno tra i blogger ha già provveduto ad informare le autorità competenti di Coperchia affinchè la circolare venga applicata.

Undici indagati per gli abusi all’asilo di Pellezzano 

La denuncia partì dai genitori dei bambini che ora frequentano un’altra scuola. Lo scorso anno fu arrestato il bidello. Tra gli indagati anche il dirigente scolastico 

di Fiorella Loffredo 

Nuovo terremoto nella scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano, dove l’anno scorso venne arrestato, e poi scarcerato, un bidello, originario di Siano, accusato di pornografia minorile e violenza sessuale su minori. Nel mirino del pubblico ministero Cristina Giusti, sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Salerno, ora sono finite altre dieci persone – tra bidelli, maestre, bibliotecari e applicati di segreteria prestanti servizio alla stessa scuola – che venerdì scorso sono stati raggiunte da informazioni di garanzia in seguito alla richiesta di incidente probatorio inoltrata al giudice per le indagini preliminari Elisabetta Boccassini dallo stesso pm salernitano. L’accusa mossa agli undici, tra i quali c’è anche il primo accusato della vicenda, ossia il bidello Antonio A., è quella di violenza sessuale, reato continuato e aggravato da violenza di gruppo. 

Tra gli indagati anche la nonna di una delle piccole vittime dei presunti abusi e un dirigente del plesso. Ancora da stabilire la data in cui si svolgerá l’incidente probatorio durante il quale alcuni dei venti bambini ritenuti parte offesa saranno chiamati a dare una loro versione dei fatti che si svolgevano tra le mura scolastiche, forse anche in stanze deputate proprio a quelli che i bambini finora ascoltati, in più di un’occasione, hanno definito “giochi belli e giochi brutti”. I primi, stando alle prime testimonianze, vedevano il coinvolgimento dei soli minori, nei secondi sembra invece che il ruolo degli adulti fosse predominante. 

I bambini chiamati a deporre, molti dei quali attualmente seguiti dai servizi psicologici per l’infanzia dell’A sl, dovranno chiarire alcuni punti sui cui il magistrato Giusti vuole fare chiarezza, primo fra tutti quali e quanti fossero gli adulti coinvolti, o al corrente, dei cosiddetti “giochi”. 

Per farlo potranno avvalersi anche dei linguaggi più a loro consoni come i disegni e a loro disposizione saranno messe bambole o giocattoli di varia forma con i quali potranno simulare le eventuali violenze subite. I fatti che ora vengono contestati a ben undici persone risalgono al gennaio del 2010 quando una coppia di genitori, notando degli arrossamenti sul corpicino del loro bimbo di 4 anni affidato alle cure delle maestre della scuola di Coperchia, diedero l’allarme facendo partire le indagini, condotte dai carabinieri di Mercato San Severino, al comando del capitano Rosario Basile, che a maggio dello stesso anno portarono all’arresto del bidello 45enne originario di Siano, accusato anche di aver fotografato le sue piccole vittime durante gli abusi.

Il sospetto che potessero esserci altre vittime all’interno della scuola, spinse gli inquirenti a chiedere la collaborazione del dirigente scolastico, anch’egli ora raggiunto da avviso di garanzia. Nell’aprile del 2010 vi fu anche una perquisizione nella scuola e anche la casa del bidello venne messa a soqquadro dai carabinieri che portarono via cellulari e computer. L’attivitá investigativa è stata poi condotta attraverso sofisticati strumenti tecnici e l’a cquisizione delle testimonianze delle piccole vittime che avrebbero descritto gli abusi subiti con dovizia di particolari, mostrando – sostennero all’epoca gli investigatori – «un patrimonio conoscitivo della sfera sessuale che normalmente non appartiene a bambini così piccoli». Ora la questione diventa ancora più inquietante in quanto, stando alle ulteriori indagini svolte, ci potrebbe essere il coinvolgimento di altri soggetti che, con ruoli diversi, avrebbero partecipato alle violenze denunciate.

All’incidente probatorio seguiranno ulteriori perizie psicologiche sui minori, anche collegiali, per stabilire la veridicitá dei racconti anche in base alle eventuali contraddizioni che potrebbero emergere dagli interrogatori. Quel che è certo è che un’intera comunitá è ora sotto shoc.

Raccontano alcuni testimoni che venerdì, quando sono stati notificati gli ulteriori avvisi di garanzia dai carabinieri di Mercato San Severino, nella scuola è scoppiato il caos. In quanto alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. (01 giugno 2011)

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Luca Delfino assolto! È l’ennesima prova che in Italia bisogna farsi giustizia con le proprie mani…

Il Giustiziere degli Angeli

Luca Delfino assolto dall’accusa dell’omicidio di Luciana Biggi. Luca Delfino fà scacco “MATTO”!!

Non ho niente da dire, come tutti sono disgustata!! Luciana Biggi non ha ancora avuto giustizia.

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GENOVA, NON UCCISE LA EX: ASSOLTO DELFINO. I PARENTI: “SIAMO DISGUSTATI”

GENOVA – E’ arrivata l’assoluzione, per Luca Delfino, l’uomo accusato per l’omicidio della sua ex fidanzata, Luciana Biggi, trovata morta in un vicolo del centro di Genova dopo essere stata massacrata a coltellate la notte del 28 aprile 2006. Delfino, per il quale il pm Enrico Zucca aveva chiesto 25 anni, è stato assolto dalla Corte d’Assise di Genova, che ha pronunciato la sentenza (letta dal presidente Anna Ivaldi) dopo circa 5 ore di camera di consiglio. Delfino è stato assolto «per non aver commesso il fatto» in base all’articolo 530, secondo comma, che corrisponde alla vecchia insufficienza di prove. Alla lettura della sentenza l’imputato, completamente rasato, è rimasto impassibile. Prima di far ritorno in carcere, dove deve scontare una pena a 16 anni e 8 mesi di reclusione per la morte di un’altra sua ex, Antonella Multari, l’uomo si è limitato a ringraziare il suo avvocato, Riccardo Lamonaca.

GENITORI: BISOGNA FARSI GIUSTIZIA DA SOLI «È l’ennesima prova che in Italia bisogna farsi giustizia con le proprie mani». Lo dice Rosa Tripodi, la mamma di Antonella Multari, uccisa nell’agosto del 2007, commentando l’assoluzione del killer di sua figlia per l’omicidio di un’altra ex, Luciana Biggi. «È uno schifo unico, non ho parole», aggiunge la donna con la voce rotta dal pianto. «Io e mio marito, Rocco, siamo disgustati. Adesso quel mostro starà dentro qualche anno e poi, giocando a fare il bravo ragazzo, uscirà per buona condotta e sarà di nuovo libero, dopo aver spezzato la vita di mia figlia e quella di un’altra donna».

LEGALE: SENTENZA BUONISSIMA Soddisfazione è stata espressa dal difensore di Luca Delfino, l’avvocato Riccardo Lamonaca. «Ci speravo – ha detto – credo che la Corte abbia dovuto utilizzare molto coraggio per fare una sentenza di questo genere. Fare il processo in Corte d’Assise per me è stata una scelta difficile, molto sofferta». Il penalista genovese ha aggiunto: «È un grosso risultato quello cui abbiamo assistito, al di là della soddisfazione personale. Credo sia una sentenza importante; una sentenza che si poggia solo sulla mancanza di prove». L’avvocato Lamonaca si è detto soddisfatto anche di come è stato gestito il processo. «È stato – ha detto – un processo fra gentleman, sia da parte del pm Enrico Zucca, che ho sempre stimato, sia della difesa. È stato un processo in cui si è cercato di arrivare alla verità». «Credo – ha concluso il legale – che sia una buonissima sentenza e spero che un giorno possa diventare definitiva».

AMICA VITTIMA: MERITAVA LA CONDANNA «Non volevo vendetta, ma non ho mai avuto dubbi su di lui. Credo si meritasse una condanna». È il commento, dopo la sentenza di assoluzione di Luca Delfino, di Federica P., un’amica delle sorelle Luciana e Bruna Biggi, che aveva anche deposto al processo come testimone. «Speravo proprio in una condanna» ha aggiunto non nascondendo la commozione. Un’altra amica delle gemelle ha detto: «Non credo più nella giustizia».

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Abusi su minori: arrestato “il professore” a Catania che aveva già precedenti specifici!!

Il Giustiziere degli Angeli

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO… di essere un “predatore” di bambini. D.F., già con precedenti penali per atti di libidine e tentata violenza carnale nei confronti di minori è stato arrestato dopo che i carabinieri, a seguito dell’arresto (in flagranza!)  di un suo “simile”, hanno scoperto la loro complice attività di “abusatori”. D.F. , insegnante di lettere in pensione, e M.N., 69 enne, se ne andavano in giro ad adescare minorenni che pagavano pochi euro per prestazioni sessuali…


CATANIA, ABUSI SUI MINORI: ARRESTATO EX INSEGNANTE.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania ha arrestato, su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, un uomo di 69 anni D.F., ritenuto responsabile di atti sessuali con ragazzi minorenni in cambio di denaro. L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Catania, Continua a leggere


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Abusi su minori. Facevano prostituire il loro bambino di sette anni: condannati!

Il Giustiziere degli Angeli

Vasile Caldararu e Floarea Pomana, questi i nomi dei due rom condannati oggi a 18 anni di reclusione! Questi erano i genitori (bah!) di Stefan, un bambino che all’epoca dei fatti non aveva neanche 7 anni. Lo portavano nei pressi del cimitero Maggiore di Milano per farlo prostituire. E, per attirare maggiormente clienti pervertiti, gli lasciavano i capelli lunghi, gli laccavano le unghie di rosso e lo vestivano da bambina! Il loro avvocato difensore (romeno anche lui ma di cui non si dice il nome) ha avuto il coraggio di dire che “la polizia ha interpretato in modo cattivo un innocente travestimento… Tutti i nostri bimbi giocano a vestirsi da bambina, lo facevo anch’io da piccolo…“. Nutro i miei dubbi su questa affermazione che comunque non c’entra nulla col fatto che il bambino venne trovato dalla Polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.

Stefan oggi ha 13 anni ed è stato da tempo adottato da una famiglia che gli stà rendendo dignità, serenità ed amore! Il mio abbraccio speciale a lui.

Bambino rom costretto a prostituirsi: condanne a 18 anni per i genitori. Il caso del piccolo Stefan, rapito da una comunità protetta. Era stato trovato travestito da bambina. Continua a leggere


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Omicidio donne: una guerra a colpi di coltello e di pistola… Liti e separazioni finiscono in tragedia

Il Giustiziere degli Angeli

Omicidio donne: una guerra a colpi di coltello e di pistola… Liti e separazioni finiscono in tragedia e tante, troppe donne ci rimettono la vita e lasciano orfani i propri figli!

Lite si trasforma in tragedia: spara al figlio e poi si uccide

Uccide la moglie con 30 coltellate davanti all’assistente sociale

Uccide la moglie sparandole e poi scappa con la figlioletta di due anni: arrestato!


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Estelle Mouzin: un’altra vittima di Fourniret? Bambini scomparsi ed indagini fantasma!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono tanti bambini che scompaiono nel mondo e tantissimi non vengono più ritrovati. A volte si scopre che, dietro la scomparsa, c’è un singolo individuo che ne abusa e ne decreta la morte. A volte si è scoperto che dal momento del rapimento sono stati segregati per decenni per essere usati come giocattoli da adulti deviati. Spesso questi bambini vengono rapiti e venduti per il fiorente mercato milionario della pedopornografia fino a quando, ormai non più utilizzabili, vengono gettati via come spazzatura.

Proprio in questi giorni si è riaperto il caso di Ottavia De Luise, bambina scomparsa a Montemurro di Potenza il 12 maggio 1975, grazie all’interessamento di Gildo Claps, fratello di Elisa ritrovata dopo 17anni uccisa e sepolta nella chiesa della SS Trinità di Potenza. Nel caso di Ottavia ha fatto ribollire il sangue a molti la relazione delle indagini sulla sua scomparsa (indagini fatte su un metro quadro mi vien da dire): la bambina (12anni al momento della scomparsa) si concedeva con favori sessuali ad anziani del luogo per piccole some di denaro. E le indagini, nonostante le segnalazioni, non andarono avanti come se quella relazione basata sui chiacchiericci del paese che bollava una bambina come “prostituta” fosse una sentenza del “chissenefrega che fine ha fatto”. Ma, una mano conosciuta, ha scritto due anni fa una lettera alla famiglia di Ottavia: è stata violentata, uccisa e sepolta in “quella cascina” da quell’uomo! Ora sono stati ritrovati, proprio lì, dei resti in un pozzo e bisognerà accertare se sono quelli della piccola Ottavia.

E questo grazie al contributo dato dalla famiglia di Elisa Claps e di “Chi l’ha Visto?” (LINK CASO ELISA).

Dietro queste scomparse ci sono genitori, fratelli, zii e nonni che non si danno pace, che convivono con un dolore che nemmeno lontanamente noi possiamo sfiorare. Rimanere nell’oblio del non sapere credo sia la cosa più orribile possa capitare ad un familiare di uno scomparso: che sia vivo o morto l’importante è averne certezza! A volte accade quello che io definisco un miracolo! A volte si incontrano persone capaci ed umanamente vicine che si prendono carico di far riaprire le indagini alla ricerca della verità ed è in ciò che è stato trascurato che forse si trova il filo che conduce alla soluzione.

Questo stà accadendo in Francia dove il 9 gennaio del 2003, a ritorno da scuola a Guermantes, scomparve una bambina di 9 anni: Estelle Mouzin (LINK CASO ESTELLE). Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann viene così definita dalla stampa francese: datele qualsiasi procedura che “vegeta” nell’ufficio di un giudice istruttore sopraffatto dal lavoro e lei troverà un particolare, qualcosa di trascurato che potrebbe portare alla soluzione del caso. Solo lei può rintracciarlo, lei “un segugio giudiziario”!

Proprio questa donna sembra abbia trovato un dettaglio importantissimo per la soluzione del giallo della scomparsa di Estelle! Tra le cose sequestrate a casa del mostro di Marcinelle, Michel Fourniret (LINK ARTICOLO), pare ci sia un accessorio appartenuto alla bambina. Dopo sette anni c’è una pista da seguire. Conosciamo tutti l’orrenda pagina scritta da Fourniret e sua moglie che rapivano bambine, le abusavano e le uccidevano. Ma pare anche che lavorassero su commissione di altri che li pagavano per procurargli bambine indicando l’età e altri dettagli preferiti.

Che dietro la scomparsa di minori ci sia il singolo e/o l’organizzazione non importa! E’ necessario indagare sin nei minimi dettagli per arrivare alla verità ed attivare soluzioni immediate affinchè questo non accada mai.

Ogni bambino scomparso, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro.


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Amstetten: Josef Fritzl deve essere internato a vita. Perizia choc. Sui blog austriaci si invoca la pena di morte.

Il Giustiziere degli Angeli

E sui blog austriaci si invoca la pena di morte – Perizia choc sul padre mostro
«L’ho fatto per tenerla con me»
Il documento di 130 pagine era il tassello mancante delle indagini: a dicembre inizia il processo.

Josef Fritzl

Josef Fritzl

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Luca Delfino: la procura di Genova ordina perquisizioni anche a casa del vice questore di Parma.

Il Giustiziere degli Angeli

La procura di Parma stà concentrando le proprie forze ed i propri mezzi alla ricerca di chi ha fornito alla giornalista Mediaset, Ilaria Cavo (LINK.ARTICOLO), le intercettazioni telefoniche tra Luca Delfino e la sua vittima MariaAntonietta Multari. Quindi, dopo aver presentato molti uomini delle forze dell’ordine a casa della Cavo ed a Mediaset per cercare le “intercettazioni incriminate”, ha presentato altri uomini anche a casa dell’ex capo della Squadra Mobile di Genova sospettandolo di essere lui la “talpa”. Sinceramente non capisco il perchè di tanto accanimento: tutti sapevamo già come è andata la storiaccia tra Luca Delfino e la povera MariaAntonietta. Anche attraverso la trasmissione “Amore Criminale” abbiamo ascoltato il racconto degli stessi genitori della ragazza che raccontavano l’odissea subita, con minacce ed altro, da MariaAntonietta. Sappiamo che sia lei che la sua stessa famiglia si erano rivolti alla Polizia per farsi proteggere denunciando Delfino a più riprese e che la risposta è stata <tranquilli, lo teniamo sotto controllo!>. Ed infatti MariaAntonietta è stata uccisa da Delfino in mezzo alla strada: questi sono i fatti. Sappiamo che spesso, troppo spesso, queste cose accadono perchè non si fà molto per proteggere queste donne che arrivano spaventate e provate, dopo interi mesi ed anni di minacce e soprusi e violenze, a far denuncia contro chi le atterrisce. A maggior ragione quando, come nel caso di Delfino, c’era già un sospetto omicidio di un’altra sua ex (Luciana Biggi). Credo che la magistratura si debba solo concentrare sul processo a Luca Delfino: a nessuno fà differenza l’aver ascoltato o meno quella telefonata, neanche alla famiglia di MariaAntonietta. Sappiamo come è andata, sappiamo quanto ha sofferto prima e come è morta dopo: dobbiamo solo fare in modo che queste cose non accadano più fermando per tempo la mano dell’assassino!

Maria Antonietta

Maria Antonietta

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Omicidio della piccola Rose: incriminati il nonno e la madre della piccola.

Il Giustiziere degli Angeli

Ed io spero che il governo e le leggi di Tel Aviv gli diano l’ergastolo a questi due. Dall’inizio seguo la storia di Rose lanciando anche un appello  affinchè arrivino a ROSE tutti i nostri pensieri più belli dedicati dai nostri cuori. Con 75 centesimi, un foglio ed una busta io l’ho fatto, sentivo di farlo. La mia lettera per lei la trovate qua in fondo e, se vorrete, potrete inviare qui la vostra copia o ciò che vorrete dirle. Non sò se lei rimarrà a Tel Aviv o se la riporteranno in Francia ma sicuramente lei sarà qui.

ROSE

ROSE

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Amstetten: il neonato morto a pochi giorni dalla nascita poteva sopravvivere se curato.

Il Giustiziere degli Angeli

Questo lo leggo e lo riporto così come è sperando solo che sia più probabile l’avvicinarsi dell’eragstolo per joseph fritzl (scritto minuscolo appositamente).

Fritzl, il padre mostro, rischia l’ergastono, un neonato ‘incestuoso’ poteva sopravvivere
L’uomo che sequestrò la figlia e la violentò per anni, fino ad avere figli da lei, l’austriaco 74enne Joseph Fritzl, rischia l’incriminazione per omicidio. Uno dei sette figli avuti da Elisabeth è morto per mancanza di cure


Vienna, 3 settembre 2008 – Rischia l’incriminazione per omicidio il padre-mostro di Amstetten, l’austriaco 74enne Joseph Fritzl, dopo i risultati di un esperto, secondo i quali un neonato, nato dal rapporto incestuoso al quale l’uomo ha obbligato la figlia Elisabeth per 24 anni e morto nel 1996 per colpa della mancanza di cure, avrebbe potuto sopravvivere. La notizia è riportata dalla rivista News, in edicola domani.

Il bimbo, uno dei sette figli incestuosi di Elisabeth, era “in grado di sopravvivere”, scrive News, che cita un esperto incaricato dalla procura. Il neonato era malato dalla nascita e aveva delle grandi difficoltà respiratorie, sintomi dei quali si sarebbe accorto anche un profano, aggiunge l’esperto. Josef Fritzl “avrebbe dovuto sapere che il bambino sarebbe morto se non avesse ricevuto le cure mediche adeguate”, ha concluso. Il rapporto dell’esperto si basa interamente sulla testimonianza di Elisabeth Fritzl, dato che il corpo del neonato è stato bruciato nella stufa sotterranea.

Nel caso in cui Fritzl sia riconosciuto colpevole di omicidio, potrebbe ricevere l’ergastolo. Nel caso contrario, rischia 15 anni di prigione, pena massima in Austria per stupro e sequestro.

La figlia Elisabeth, che oggi ha 42 anni, è stata segretata e stuprata per oltre vent’anni e ha partorito sette figli, uno dei quali morto poco dopo la nascita. Con tre di questi – Kerstin, 19 anni, Stefan, 18, e Felix, sei anni – è rimasta nello “scantinato degli orrori” fino ad aprile scorso. Altri tre figli – Lisa, 16 anni, Monika, 14 e Ales, 12 – che Fritzl ha portato “in superficie” quando erano piccoli, hanno vissuto con lui e la moglie-nonna, Rosemarie, 69 anni. La famiglia si trova ora in una clinica e i tre bambini cresciuti con i “nonni” dovrebbero tornare presto a scuola.

Quotidiano.net

 


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Denise Pipitone: nuova segnalazione da Fiume Veneto. Al vaglio la testimonianza di due commesse di un centro commerciale.

Il Giustiziere degli Angeli

Da Fiume Veneto arriva la segnalazione da parte di due commesse di un centro commerciale sulla presenza di Denise in compagnia di due donne nomadi. Ieri la mamma di Denise, Piera Maggio, nell’anniversario del quarto anno dalla scomparsa della bambina, ha iniziato lo sciopero della fame. Pochi giorni fa ha rilasciato un’intervista ad un settimanale dichiarando “Il mio cuore tace: sento che Denise non tornerà più. Non è rassegnazione, ma le speranze di riabbracciarla cominciano a vacillare. Combatto contro i mulini a vento e mi angoscia limmobilismo del tribunale dei minori. E pensare che a pochi metri da casa mia vive la maggiore indagata..” Ed ora questa segnalazione riapre nel cuore la speranza che Denise torni a casa, tra le braccia di mamma Piera. Io guardo al cielo pregando che questo avvenga, e presto.

 

Denise e Piera

Denise e Piera

Roma, 2 set. (Apcom) – Nuova segnalazione sul caso della piccola Denise Pipitone. Sono in corso indagini della polizia, a Pordenone, per verificare l’attendibilità di una segnalazione fatta da due commesse di un centro commerciale di Fiume Veneto.

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Denise Pipitone: oggi, a quattro anni dalla sua scomparsa, ancora non si hanno risposte certe.

Il Giustiziere degli Angeli

Scompariva quattro anni fà DENISE, all’improvviso il 1° settembre del 2004 questa bambina svanisce nel nulla mentre gioca davanti casa della nonna. SVANITA, questa la parola angosciante che dovrebbe essere usata solo in quelle favole dove gli orchi finiscono male ed i bimbi tornano a casa.

Invece DENISE è SVANITA e nessuno ancora sa ne come, ne dove, ne per mano di chi. Ed ancora oggi sua madre, Piera Maggio, con la stessa forza, la stessa costanza e speranza è lì a manifestare il proprio dolore chiedendo a tutti di abattere quel silenzio che non fà tornare Denise tra le sue braccia di madre.

Inizia uno sciopero della fame oggi, in questo tragico anniversario, ma non lo fa solo per Denise: lo fa anche per tutti gli altri bambini e ragazzi scomparsi di cui non si sà più nulla! Lo fà chiedendo a gran voce che si cambi la legge affinchè per il reato di rapimento di minori si innalzi la soglia degli anni di reclusione da infliggere e che di dilati il tempo di indagine.

Piera Maggio è una donna a cui hanno strappato il bene più grande, Denise! ma tutti noi dobbiamo riconoscerle non solo il merito di “mamma” che combatte per riavere sua figlia ma anche quello di essere una “grande donna” che da sola stà affrontando battaglie che hanno un fine per ognuno di noi e dei nostri cari.

Angela Celentano, Mirella Gregori, Emanuela Orlandi, Domenico Salvatore, Elisa Claps, Salvatore Colletta, Matteo Xiaofeng Du, Mariano Farina, Simona Floridia, Sergio Isidori, Gabriel Kamalandua, Pasquale Porfidia, Santina Renda, Benedetta Adriana Roccia, Bruno Romano, Giuseppe Sammiceli, Luigi Sebillo… questi sono solo alcuni dei nomi di bambini scomparsi ma sono molti di più, troppi per restare in silenzio.

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Luca Delfino: il Killer che ha paura di essere ucciso.

Il Giustiziere degli Angeli

Luca Delfino si sente minacciato in carcere. Delfino che ha ucciso il 10 agosto dello scorso anno Maria Antonia Multari con 40 coltellate… ha paura che lo uccidano in carcere. E si AUTOISOLA. Il 18 Agosto la trasmissione Amore Criminale ci ha raccontato questo orribile delitto ricordando a tutti quante volte Maria Antonietta ha avuto paura di essere uccisa e quante volte sia lei che la famiglia si erano rivolte alla giustizia per essere protette. La mamma viene a sapere per caso su internet che quel fidanzato di sua figlia è indagato per un omicidio: il 26 aprile 2006 viene trovata uccisa Luciana Biggi, ex fidanzata di Delfino e le indagini si concentrano su di lui. Ma le paure riferite ai carabinieri e le successive denunce poi di Maria Antonietta non portano a niente… sino alla fine!! sino alla sua terribile fine! uccisa brutalmente da Delfino il giorno prima del suo compleanno. E lui, sin dall’arresto, ha dichiarato «L’omicidio di Maria Antonietta è tutta una montatura per farmi credere che sia morta, in modo da non darle più fastidio». Ma chi ci crede a questo finto delirio? nessuno! E le famiglie di queste donne, e le famiglie di tante donne uccise devono ancora ascoltare questo tipo di parole? di giustificazioni atte solo a farsi dare l’infermità mentale? devono ancora veder infangato il nome di queste vittime? Maria Antonietta, vittima di Delfino e di chi non l’ha protetta e ascoltata. Luca Delfino: non merita di essere più ascoltato. Il dolore di Maria Antonietta e della sua famiglia merita di essere ascoltato per sempre.

Maria Antonietta Multari

Maria Antonietta Multari

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Violenza sessuale e segregazione per la moglie e le 5 figlie: arrestato!

Il Giustiziere degli Angeli

Da 14 anni malmenava e segregava la moglie e le 5 figlie, arrestato.
Costringeva la propria consorte a sottostare ad ogni sorta di violenza sessuale, anche in presenza delle bambine
VIBO VALENTIA – È stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Vibo Valentia un agricoltore 40enne che, da oltre 14 anni, malmenava e segregava in casa la moglie e le 5 figlie minorenni, impedendo loro di uscire se non in sua compagnia e costringendo giornalmente la propria consorte a sottostare ad ogni sorta di violenza sessuale, anche in presenza delle bambine.

LA DENUNCIA – La donna ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri dopo l’ennesimo pestaggio avvenuto all’interno delle mura domestiche. I militari dell’arma, intervenuti per soccorrere la donna e le bambine, hanno provveduto ad allontanare le vittime dall’uomo, affidandole ad un istituto. I carabinieri, su ordinanza del tribunale di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto l’uomo con le accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e corruzione di minori.

06 agosto 2008 Corriere.it


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Amstetten: Joseph Fritzl rischia incriminazione per schiavismo…

Il Giustiziere degli Angeli

L’orribile storia di Elisabeth, ora che sulla sua segregazione per 24 lunghi anni ci ha raccontato i particolari più raccapriccianti, stà spostando l’attenzione sulle accuse verso il suo aguzzino-padre. RISCHIA INCRIMINAZIONE PER SCHIAVISMO. RISCHIA INCRIMINAZIONE PER OMICIDIO. Ogni volta leggo la parola “rischia” e mi viene un feroce mal di testa! La parola “rischio” viene usata per definire una percentuale di probabilità tra un esito negativo o positivo. Conoscendo quanto questo mostro ha imposto a sua figlia con 24anni di segregazione e violenza sessuale mi viene da vomitare a pensare che tutti “rischiamo” di trovarcelo in giro tra pochi anni. Questo essere ignobile ha “solo schiavizzato” sua figlia ed i suoi figli-nipoti? Dobbiamo sempre sperare in una giustizia divina veloce e feroce? Il vero “rischio” è che diventiamo tutti dei maniaci assassini: tanto che si “rischia”!!! E’ come giocare alla Roulette Russa!!

Roulette Russa

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Amstetten: Elisabeth non crede a sua madre!

Il Giustiziere degli Angeli

AUSTRIA: FIGLIA DEL ‘MOSTRO’ FRITZL CACCIA DI CASA LA MADRE
Vienna, 25 lug. (Adnkronos) – Elisabeth Fritzl, la 42enne austriaca violentata da quando aveva 11 anni dal padre Josef che l’ha messa incinta sette volte, ha deciso di cacciare di casa sua madre Rosemarie. A riferirlo e’ il quotidiano britannico ‘Telegraph’, spiegando che la donna non sopportava che tre dei suoi figli continuassero a chiamare ‘mamma’ quella che in realta’ e’ la loro nonna. Rinchiusa a 18 anni nel sotterraneo della casa di Amstetten dal padre ‘mostro’, Elisabeth si era vista sottrarre 3 figli dell’incesto: Josef aveva affidato i ragazzi piu’ grandi, Lisa oggi 16enne, Monica di 14 anni e Alexander di 11, alle cure di sua moglie Rosemarie. Secondo la stampa austriaca, Elisabeth non crede che sua madre non si era accorta che il padre la violentava in casa quando era piccola, prima di tenerla sequestrata per 24 anni nel sotterraneo. Il legale di Elisabeth, Cristoph Herbst, ha confermato che sua madre ha lasciato la casa delle vittime del ‘mostro, nel parco della clinica psichiatrica, e che e’ andata a vivere da uno dei suoi altri figli.


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Abusi su minorenne: la ragazza non ha fatto resistenza ma non aveva la faccia di chi vuole fare sesso!!

Il Giustiziere degli Angeli

Atti sessuali con minorenne, violenza carnale, pornografia, somministrazione di sostanze pericolose alla minore, minacce… etc etc. Eppure lui si difende e viene difeso! e si cerca una giustificazione anche qui scomodando la psicoanalisi nella definizione del “border-line”, nella vita “tormentata” del soggetto e nell’abuso di alcol e droghe! Vittima una 15enne soggiogata, segregata, seviziata con un passato anch’essa molto difficile che non la fà scappare per tempo dalla spirale di violenza a cui dall’uomo viene sottoposta. “Misteri della mente” scrive il giudice ma a quell’età, scrivo io, una mente già devastata da problematiche che nessun “Angelo” dovrebbe sapere, spinta probabilmente dal distorto pensiero che un uomo più grande che la accoglie (seppur in questo modo) sia quello che le dà l’amore che manca, offuscata ancor più dall’uso di droghe… la sua “mente” non è poi così tanto un “mistero”. Un uomo di 47 anni che conduce la sua vita in quel modo, che approfitta di una ragazzina e la trascina in un baratro…. che ca..o di “mente” è???

Ubriacone

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Amstetten: a giorni l’interrogatorio a Elisabeth Fritzl. Intanto quel “mostro” scrive la storia dell’incesto per venderla al miglior offerente!

Il Giustiziere degli Angeli

Nei prossimi giorni verrà interrogata Elisabeth affinchè racconti ai giudici i 24 anni di orrore provocati da quel “padre-mostro” che l’ha segregata. E questo l’articolo:

INTERROGATORIO DI VITTIMA AMSTETTEN
Verrà ascoltata 42enne Elisabeth; padre rischia accusa omicidio. Vienna, 8 lug. (Ap) – Cominceranno a metà mese gli interrogatori a Elisabeth Fritzl, la donna tenuta segregata per 24 anni in una cantina della casa di Amstetten, in Austria, dal padre-padrone Josef Fritzl che l’ha obbligata a un rapporto incestuoso da cui sono nati sette figli, uno dei quali morto poco dopo la nascita.

Joseph Fritzl

Josef Fritzl

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Pedofilia: l’orrore dell’asilo Texano! bambini drogati e stuprati davanti ad una folta platea di adulti…

Il Giustiziere degli Angeli

Avrete sicuramente letto la notizia che arriva da oltre oceano, precisamente dal Texas, dove è stato scoperto un “asilo degli orrori”. Un orrore inimmaginabile da dove sono stati tratti in salvo dei bambini che venivano drogati, stuprati di fronte ad un pubblico di adulti almeno una volta la settimana. Già due persone sono state condannate all’ERGASTOLO si attende l’inizio del processo contro una terza persona (?) accusata di abusi su minori aggravato! E partecipava anche un recidivo condannato nel 1990!! e se l’ergastolo per questi reati ci fosse anche da noi??

 

I piccoli si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas -

L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti. Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi».

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