Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza -


Lascia un commento

Pedofilia: 11 indagati nell’asilo di Coperchia – 20 i bambini coinvolti -

Il Giustiziere degli Angeli

Per caso, leggendo da altri attentissimi blogger della rete, leggo questa notizia! Scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano (SA): 11 indagati per abusi sessuali sui bambini dell’asilo. Ecco, già le sento le voci venire da quelli che insistono sui falsi abusi, ricordi indotti, testimonianze a reticolo, influenza, tbc e mononucleosi! Già! perchè ogni volta si parla di “contagio collettivo” come se essere vittime della pedofilia è come avere un raffreddore, magari pure con un febbrone che dà le allucinazioni che ti fanno vedere i mostri. E stiamo pure attenti a non scivolare perchè con tutte queste “bolle di sapone” il pavimento diventa uno schifo!

In questo “bellissimo e tranquillissimo asilo” lo scorso anno fù arrestato il bidello, tale Antonio A., già conosciuto per gli stessi reati precedentemente. Ma si sà: se uno è un pedofilo ma è anche bidello bisogna mantenergli il posto di lavoro a contatto con i bambini! (leggi qui).

L’articolo che leggerete di seguito finisce con questa frase: alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. NO CARI SIGNORI, NON E’ COSI’. Dopo il caso Rignano Flaminio, il Ministro Fioroni emanò una circolare (la n.72 del 19 dicembre 2006) secondo la quale “il personale della scuola anche soltanto indagato per reati gravi deve essere sospeso a scopo cautelare”. (leggi QUI). Qualcuno tra i blogger ha già provveduto ad informare le autorità competenti di Coperchia affinchè la circolare venga applicata.

Undici indagati per gli abusi all’asilo di Pellezzano 

La denuncia partì dai genitori dei bambini che ora frequentano un’altra scuola. Lo scorso anno fu arrestato il bidello. Tra gli indagati anche il dirigente scolastico 

di Fiorella Loffredo 

Nuovo terremoto nella scuola dell’infanzia di Coperchia, frazione di Pellezzano, dove l’anno scorso venne arrestato, e poi scarcerato, un bidello, originario di Siano, accusato di pornografia minorile e violenza sessuale su minori. Nel mirino del pubblico ministero Cristina Giusti, sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Salerno, ora sono finite altre dieci persone – tra bidelli, maestre, bibliotecari e applicati di segreteria prestanti servizio alla stessa scuola – che venerdì scorso sono stati raggiunte da informazioni di garanzia in seguito alla richiesta di incidente probatorio inoltrata al giudice per le indagini preliminari Elisabetta Boccassini dallo stesso pm salernitano. L’accusa mossa agli undici, tra i quali c’è anche il primo accusato della vicenda, ossia il bidello Antonio A., è quella di violenza sessuale, reato continuato e aggravato da violenza di gruppo. 

Tra gli indagati anche la nonna di una delle piccole vittime dei presunti abusi e un dirigente del plesso. Ancora da stabilire la data in cui si svolgerá l’incidente probatorio durante il quale alcuni dei venti bambini ritenuti parte offesa saranno chiamati a dare una loro versione dei fatti che si svolgevano tra le mura scolastiche, forse anche in stanze deputate proprio a quelli che i bambini finora ascoltati, in più di un’occasione, hanno definito “giochi belli e giochi brutti”. I primi, stando alle prime testimonianze, vedevano il coinvolgimento dei soli minori, nei secondi sembra invece che il ruolo degli adulti fosse predominante. 

I bambini chiamati a deporre, molti dei quali attualmente seguiti dai servizi psicologici per l’infanzia dell’A sl, dovranno chiarire alcuni punti sui cui il magistrato Giusti vuole fare chiarezza, primo fra tutti quali e quanti fossero gli adulti coinvolti, o al corrente, dei cosiddetti “giochi”. 

Per farlo potranno avvalersi anche dei linguaggi più a loro consoni come i disegni e a loro disposizione saranno messe bambole o giocattoli di varia forma con i quali potranno simulare le eventuali violenze subite. I fatti che ora vengono contestati a ben undici persone risalgono al gennaio del 2010 quando una coppia di genitori, notando degli arrossamenti sul corpicino del loro bimbo di 4 anni affidato alle cure delle maestre della scuola di Coperchia, diedero l’allarme facendo partire le indagini, condotte dai carabinieri di Mercato San Severino, al comando del capitano Rosario Basile, che a maggio dello stesso anno portarono all’arresto del bidello 45enne originario di Siano, accusato anche di aver fotografato le sue piccole vittime durante gli abusi.

Il sospetto che potessero esserci altre vittime all’interno della scuola, spinse gli inquirenti a chiedere la collaborazione del dirigente scolastico, anch’egli ora raggiunto da avviso di garanzia. Nell’aprile del 2010 vi fu anche una perquisizione nella scuola e anche la casa del bidello venne messa a soqquadro dai carabinieri che portarono via cellulari e computer. L’attivitá investigativa è stata poi condotta attraverso sofisticati strumenti tecnici e l’a cquisizione delle testimonianze delle piccole vittime che avrebbero descritto gli abusi subiti con dovizia di particolari, mostrando – sostennero all’epoca gli investigatori – «un patrimonio conoscitivo della sfera sessuale che normalmente non appartiene a bambini così piccoli». Ora la questione diventa ancora più inquietante in quanto, stando alle ulteriori indagini svolte, ci potrebbe essere il coinvolgimento di altri soggetti che, con ruoli diversi, avrebbero partecipato alle violenze denunciate.

All’incidente probatorio seguiranno ulteriori perizie psicologiche sui minori, anche collegiali, per stabilire la veridicitá dei racconti anche in base alle eventuali contraddizioni che potrebbero emergere dagli interrogatori. Quel che è certo è che un’intera comunitá è ora sotto shoc.

Raccontano alcuni testimoni che venerdì, quando sono stati notificati gli ulteriori avvisi di garanzia dai carabinieri di Mercato San Severino, nella scuola è scoppiato il caos. In quanto alcuni degli indagati sono in pensione, ma altri continuano a svolgere le loro quotidiane mansioni così come la legge prevede fino all’accertamento della loro colpevolezza. (01 giugno 2011)

LINK ARTICOLO ORIGINALE


4 commenti

Luca Delfino assolto! È l’ennesima prova che in Italia bisogna farsi giustizia con le proprie mani…

Il Giustiziere degli Angeli

Luca Delfino assolto dall’accusa dell’omicidio di Luciana Biggi. Luca Delfino fà scacco “MATTO”!!

Non ho niente da dire, come tutti sono disgustata!! Luciana Biggi non ha ancora avuto giustizia.

LINK ARTICOLI ARCHIVIO


GENOVA, NON UCCISE LA EX: ASSOLTO DELFINO. I PARENTI: “SIAMO DISGUSTATI”

GENOVA – E’ arrivata l’assoluzione, per Luca Delfino, l’uomo accusato per l’omicidio della sua ex fidanzata, Luciana Biggi, trovata morta in un vicolo del centro di Genova dopo essere stata massacrata a coltellate la notte del 28 aprile 2006. Delfino, per il quale il pm Enrico Zucca aveva chiesto 25 anni, è stato assolto dalla Corte d’Assise di Genova, che ha pronunciato la sentenza (letta dal presidente Anna Ivaldi) dopo circa 5 ore di camera di consiglio. Delfino è stato assolto «per non aver commesso il fatto» in base all’articolo 530, secondo comma, che corrisponde alla vecchia insufficienza di prove. Alla lettura della sentenza l’imputato, completamente rasato, è rimasto impassibile. Prima di far ritorno in carcere, dove deve scontare una pena a 16 anni e 8 mesi di reclusione per la morte di un’altra sua ex, Antonella Multari, l’uomo si è limitato a ringraziare il suo avvocato, Riccardo Lamonaca.

GENITORI: BISOGNA FARSI GIUSTIZIA DA SOLI «È l’ennesima prova che in Italia bisogna farsi giustizia con le proprie mani». Lo dice Rosa Tripodi, la mamma di Antonella Multari, uccisa nell’agosto del 2007, commentando l’assoluzione del killer di sua figlia per l’omicidio di un’altra ex, Luciana Biggi. «È uno schifo unico, non ho parole», aggiunge la donna con la voce rotta dal pianto. «Io e mio marito, Rocco, siamo disgustati. Adesso quel mostro starà dentro qualche anno e poi, giocando a fare il bravo ragazzo, uscirà per buona condotta e sarà di nuovo libero, dopo aver spezzato la vita di mia figlia e quella di un’altra donna».

LEGALE: SENTENZA BUONISSIMA Soddisfazione è stata espressa dal difensore di Luca Delfino, l’avvocato Riccardo Lamonaca. «Ci speravo – ha detto – credo che la Corte abbia dovuto utilizzare molto coraggio per fare una sentenza di questo genere. Fare il processo in Corte d’Assise per me è stata una scelta difficile, molto sofferta». Il penalista genovese ha aggiunto: «È un grosso risultato quello cui abbiamo assistito, al di là della soddisfazione personale. Credo sia una sentenza importante; una sentenza che si poggia solo sulla mancanza di prove». L’avvocato Lamonaca si è detto soddisfatto anche di come è stato gestito il processo. «È stato – ha detto – un processo fra gentleman, sia da parte del pm Enrico Zucca, che ho sempre stimato, sia della difesa. È stato un processo in cui si è cercato di arrivare alla verità». «Credo – ha concluso il legale – che sia una buonissima sentenza e spero che un giorno possa diventare definitiva».

AMICA VITTIMA: MERITAVA LA CONDANNA «Non volevo vendetta, ma non ho mai avuto dubbi su di lui. Credo si meritasse una condanna». È il commento, dopo la sentenza di assoluzione di Luca Delfino, di Federica P., un’amica delle sorelle Luciana e Bruna Biggi, che aveva anche deposto al processo come testimone. «Speravo proprio in una condanna» ha aggiunto non nascondendo la commozione. Un’altra amica delle gemelle ha detto: «Non credo più nella giustizia».

LINK LEGGO


1 commento

Abusi su minori: arrestato “il professore” a Catania che aveva già precedenti specifici!!

Il Giustiziere degli Angeli

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO… di essere un “predatore” di bambini. D.F., già con precedenti penali per atti di libidine e tentata violenza carnale nei confronti di minori è stato arrestato dopo che i carabinieri, a seguito dell’arresto (in flagranza!)  di un suo “simile”, hanno scoperto la loro complice attività di “abusatori”. D.F. , insegnante di lettere in pensione, e M.N., 69 enne, se ne andavano in giro ad adescare minorenni che pagavano pochi euro per prestazioni sessuali…


CATANIA, ABUSI SUI MINORI: ARRESTATO EX INSEGNANTE.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania ha arrestato, su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, un uomo di 69 anni D.F., ritenuto responsabile di atti sessuali con ragazzi minorenni in cambio di denaro. L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Catania, Continua a leggere


1 commento

Abusi su minori. Facevano prostituire il loro bambino di sette anni: condannati!

Il Giustiziere degli Angeli

Vasile Caldararu e Floarea Pomana, questi i nomi dei due rom condannati oggi a 18 anni di reclusione! Questi erano i genitori (bah!) di Stefan, un bambino che all’epoca dei fatti non aveva neanche 7 anni. Lo portavano nei pressi del cimitero Maggiore di Milano per farlo prostituire. E, per attirare maggiormente clienti pervertiti, gli lasciavano i capelli lunghi, gli laccavano le unghie di rosso e lo vestivano da bambina! Il loro avvocato difensore (romeno anche lui ma di cui non si dice il nome) ha avuto il coraggio di dire che “la polizia ha interpretato in modo cattivo un innocente travestimento… Tutti i nostri bimbi giocano a vestirsi da bambina, lo facevo anch’io da piccolo…“. Nutro i miei dubbi su questa affermazione che comunque non c’entra nulla col fatto che il bambino venne trovato dalla Polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.

Stefan oggi ha 13 anni ed è stato da tempo adottato da una famiglia che gli stà rendendo dignità, serenità ed amore! Il mio abbraccio speciale a lui.

Bambino rom costretto a prostituirsi: condanne a 18 anni per i genitori. Il caso del piccolo Stefan, rapito da una comunità protetta. Era stato trovato travestito da bambina. Continua a leggere


2 commenti

Omicidio donne: una guerra a colpi di coltello e di pistola… Liti e separazioni finiscono in tragedia

Il Giustiziere degli Angeli

Omicidio donne: una guerra a colpi di coltello e di pistola… Liti e separazioni finiscono in tragedia e tante, troppe donne ci rimettono la vita e lasciano orfani i propri figli!

Lite si trasforma in tragedia: spara al figlio e poi si uccide

Uccide la moglie con 30 coltellate davanti all’assistente sociale

Uccide la moglie sparandole e poi scappa con la figlioletta di due anni: arrestato!


3 commenti

Estelle Mouzin: un’altra vittima di Fourniret? Bambini scomparsi ed indagini fantasma!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono tanti bambini che scompaiono nel mondo e tantissimi non vengono più ritrovati. A volte si scopre che, dietro la scomparsa, c’è un singolo individuo che ne abusa e ne decreta la morte. A volte si è scoperto che dal momento del rapimento sono stati segregati per decenni per essere usati come giocattoli da adulti deviati. Spesso questi bambini vengono rapiti e venduti per il fiorente mercato milionario della pedopornografia fino a quando, ormai non più utilizzabili, vengono gettati via come spazzatura.

Proprio in questi giorni si è riaperto il caso di Ottavia De Luise, bambina scomparsa a Montemurro di Potenza il 12 maggio 1975, grazie all’interessamento di Gildo Claps, fratello di Elisa ritrovata dopo 17anni uccisa e sepolta nella chiesa della SS Trinità di Potenza. Nel caso di Ottavia ha fatto ribollire il sangue a molti la relazione delle indagini sulla sua scomparsa (indagini fatte su un metro quadro mi vien da dire): la bambina (12anni al momento della scomparsa) si concedeva con favori sessuali ad anziani del luogo per piccole some di denaro. E le indagini, nonostante le segnalazioni, non andarono avanti come se quella relazione basata sui chiacchiericci del paese che bollava una bambina come “prostituta” fosse una sentenza del “chissenefrega che fine ha fatto”. Ma, una mano conosciuta, ha scritto due anni fa una lettera alla famiglia di Ottavia: è stata violentata, uccisa e sepolta in “quella cascina” da quell’uomo! Ora sono stati ritrovati, proprio lì, dei resti in un pozzo e bisognerà accertare se sono quelli della piccola Ottavia.

E questo grazie al contributo dato dalla famiglia di Elisa Claps e di “Chi l’ha Visto?” (LINK CASO ELISA).

Dietro queste scomparse ci sono genitori, fratelli, zii e nonni che non si danno pace, che convivono con un dolore che nemmeno lontanamente noi possiamo sfiorare. Rimanere nell’oblio del non sapere credo sia la cosa più orribile possa capitare ad un familiare di uno scomparso: che sia vivo o morto l’importante è averne certezza! A volte accade quello che io definisco un miracolo! A volte si incontrano persone capaci ed umanamente vicine che si prendono carico di far riaprire le indagini alla ricerca della verità ed è in ciò che è stato trascurato che forse si trova il filo che conduce alla soluzione.

Questo stà accadendo in Francia dove il 9 gennaio del 2003, a ritorno da scuola a Guermantes, scomparve una bambina di 9 anni: Estelle Mouzin (LINK CASO ESTELLE). Una donna, un’analista criminologa, Corinne Herrmann viene così definita dalla stampa francese: datele qualsiasi procedura che “vegeta” nell’ufficio di un giudice istruttore sopraffatto dal lavoro e lei troverà un particolare, qualcosa di trascurato che potrebbe portare alla soluzione del caso. Solo lei può rintracciarlo, lei “un segugio giudiziario”!

Proprio questa donna sembra abbia trovato un dettaglio importantissimo per la soluzione del giallo della scomparsa di Estelle! Tra le cose sequestrate a casa del mostro di Marcinelle, Michel Fourniret (LINK ARTICOLO), pare ci sia un accessorio appartenuto alla bambina. Dopo sette anni c’è una pista da seguire. Conosciamo tutti l’orrenda pagina scritta da Fourniret e sua moglie che rapivano bambine, le abusavano e le uccidevano. Ma pare anche che lavorassero su commissione di altri che li pagavano per procurargli bambine indicando l’età e altri dettagli preferiti.

Che dietro la scomparsa di minori ci sia il singolo e/o l’organizzazione non importa! E’ necessario indagare sin nei minimi dettagli per arrivare alla verità ed attivare soluzioni immediate affinchè questo non accada mai.

Ogni bambino scomparso, maltrattato, abusato o ucciso toglie a tutti noi una cellula di civiltà e di futuro.


1 commento

Amstetten: Josef Fritzl deve essere internato a vita. Perizia choc. Sui blog austriaci si invoca la pena di morte.

Il Giustiziere degli Angeli

E sui blog austriaci si invoca la pena di morte – Perizia choc sul padre mostro
«L’ho fatto per tenerla con me»
Il documento di 130 pagine era il tassello mancante delle indagini: a dicembre inizia il processo.

Josef Fritzl

Josef Fritzl

Continua a leggere

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 41 follower