-Il Giustiziere degli Angeli-

Pedofilia – Abusi – Violenza -

Pedofilia/Rignano Flaminio: rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Per l’avvocato Naso il PM “elude e delude”.

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano: pm, processare indagati. Respinte le eccezioni preliminari proposte dalle difese.

(ANSA)- ROMA, 14 NOV- Rinvio a giudizio per tutti gli indagati per i presunti abusi sessuali che avrebbero coinvolto 21 bambini della scuola di Rignano Flaminio. E’ la richiesta formalizzata al Gup dal Pm di Tivoli. Per il rappresentante dell’accusa, ci sono elementi sufficienti per arrivare al vaglio processuale. Fissata al 15 gennaio la prossima udienza. Il Gup ha respinto tutte le eccezioni preliminari proposte dalle difese.

 

CASO RIGNANO: LEGALE MAESTRA, RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO FONDATA SUL NULLA/RPT

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Roma, 14 nov. – (Adnkronos) – ”Il Gup non avra’ il coraggio di smentire cosi’ clamorosamente l’operato della Procura e del suo ufficio. Credo che saremo rinviati a giudizio. Affronteremo il processo che sara’ devastante per le famiglie dei bambini e per gli indagati: fra due anni saranno tutti assolti perche’ sul nulla non si possono costruire le sentenze di condanna”. Cosi’ l’avvocato Giosue’ Bruno Naso, legale di Silvana **Magalotti**, una delle maestre indagate nell’inchiesta sul caso Rignano, commenta all’ADNKRONOS la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm di Tivoli per tutti gli indagati.

”La richiesta di rinvio a giudizio del pm non ci ha sorpreso – spiega il legale – E’ stato un intervento molto deludente, elusivo di tutti i temi sollevati nel processo dalle ordinanze sia del Tribunale del Riesame che della Corte di Cassazione”. Secondo Naso ‘’si continua pervicacemente a sostenere le ragioni della prima ora e cioe’ che i bambini avrebbero manifestato sintomi di abusi e che questi non possano essere avvenuti in altro luogo che nella scuola di Rignano. Poiche’ il pm non ha altre spiegazioni di questi abusi, che lui da’ per scontati, gioco froza devono essere avvenuti nella scuola: fatti da chi non e’ un porblema che lo affligge piu’ di tanto”.

14 Novembre 2009 Pubblicato da mammadolce | Asilo Olga Rovere, Avv.Naso, Cronaca, Rignano Flaminio, Testimonianze vittime pedofilia, Violenza su minori, abusi a scuola, abusi sui minori, bambini abusati, pedofilia, pedofilia a scuola, pornografia infantile, rinvio a giudizio, scuola Olga Rovere, scuola e pedofilia, tribunale Tivoli | , , , , , | Ancora nessun commento.

Don Roberto Berti: molestie sessuali e psicologiche su minori. La curia di Firenze riconosce la sua colpa e lo allontana.

Il Giustiziere degli Angeli

Un aggiornamento su Don Roberto Berti ci arriva diretto dalla curia fiorentina. Lo riconosce colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori e lo allontana mettendolo in una struttura di recupero (sarà!).

Link Articoli storia

BERTI-Roberto-Don

Don (ex) Roberto BERTI

 

 

 

Don Roberto Berti allontanato da Firenze

Molestie sessuali e psicologiche su minori. E’ questa l’accusa rivolta dal Sant’Uffizio a don Roberto Berti, prete della Curia di Firenze presso la parrocchia della Ginestra. Il vescovo Giuseppe Betori ha disposto la residenza obbligata in una struttura fuori dalla diocesi per un percorso di recupero spirituale e terapeutico.

Il parroco sarà in regime di vigilanza in una struttura fuori dalla diocesi per un percorso di recupero. In questo periodo il sacerdote e’ escluso da ogni attività pastorale”. La sentenza e’ stata notificata dall’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. Per volontà dell’arcivescovo l’attuale parroco di Ginestra Fiorentina, domenica scorsa, ha affisso la notizia nella bacheca degli avvisi della parrocchia.

NoveFirenze – LINK

 

Prete pedofilo allontanato da Firenze

Don Roberto Berti, parroco di periferia dall’inizio degli anni 90, è stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede. Che ha disposto la residenza obbligata in una struttura al di fuori della diocesi e la sospensione da ogni attività pastorale

E’ stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori: per questo la Congregazione per la dottrina della fede ha disposto per don Roberto Berti, parroco dall’inizio degli Anni Novanta al 2008 alla periferia di Firenze, “per otto anni la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi per un percorso di recupero spirituale e terapeutico. In questo periodo il sacerdote è escluso da ogni attività pastorale”.

La sentenza, resa nota da Metropoli Day, è stata notificata dall’arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori al parroco di Ginestra don James Savarirajan che, per volontà dell’arcivescovo, ha affisso l’atto, domenica scorsa, nella bacheca degli avvisi della parrocchia. Don Berti è stato parroco di Ginestra Fiorentina dalla fine degli anni Novanta al 2001 e di San Mauro a Signa dal 2001 al 2008.

Betori, nella lettera inviata al parroco, ripensa “con dolore e amarezza alle grandi sofferenze che questa triste vicenda ha causato, ribadisce la sua vicinanza a quanti ne hanno subito le penose conseguenze e rinnova l’impegno affinchè simili episodi non accadano mai più; accompagna con la preghiera il percorso di rigenerazione umana e spirituale di don Roberto”.

Repubblica – Firenze

10 Novembre 2009 Pubblicato da mammadolce | Cronaca, Don Roberto Berti, Lastra a Signa, Mons.Betori, Pedofilia e chiesa, Sacerdoti Preti Vescovi, abusi sui minori, bambini abusati, chiesa e pedofilia, don, pedofilia, sacerdoti abusanti | , , , , , | 1 Commento

Pedofilia/Rignano Flaminio: iniziato il dibattimento delle parti davanti al Gup di Tivoli. Vizi di forma nei documenti dell’accusa? Ma la sostanza c’è! Il vizio? La “superbia”.

Il Giustiziere degli Angeli

Venerdì 30 ottobre è iniziato il dibattimento delle parti, atte a illustrare gli elementi che dovranno far decidere il Gup Balestrieri sulla richiesta di rinvio a giudizio degli accusati di Rignano Flaminio. La storia degli abusi sui bambini dell’asilo Olga Rovere è da quasi tre anni su giornali e TV ed i reati contestati sono di una gravità enorme che nessun processo o condanna può cancellare.

PEDOFILIA un cancro orribilmente doloroso che uccide i bambini dentro e fuori, difficilmente estirpabile da questi poveri angeli calpestati.

SUINORig

Ho letto tutti gli articoli dei giornali on-line e quanto è emerso è che gli avvocati Borgogno e Coppi (difensori della maestra Patrizia Del Meglio e di suo marito Gianfranco Scancarello -autore TV-) hanno eccepito su tutti “vizi di forma” chiedendo la “nullità del rinvio a giudizio per genericità del capo di imputazione”. Chiaramente io non posso permettermi, non essendo addetta ai lavori né come avvocato e né come giudice, di entrare nel merito legale di ciò ma posso solo ragionare da persona semplice e, cercare da parte loro di evitare un processo per un “vizio di forma”, mi sembra dannoso anche per gli imputati di reato. Le parole di un avvocato: carenze del capo di imputazione delle indagini preliminari che dimostrano l´inconsistenza dell´accusa nei confronti degli imputati. Se non ricordo male questa parte è stata ampiamente superata con le ulteriori indagini finite solo a distanza di circa tre anni dal blitz nell’asilo quindi di pagine circostanziate sulle accuse se ne sono aggiunte, molte.

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2 Novembre 2009 Pubblicato da mammadolce | Asilo Olga Rovere, Avv. Taormina, Avv.Naso, Cronaca, Olga Rovere, Violenze di gruppo, abusi a scuola, abusi sui minori, insegnanti pedofili, pedofilia, scuola e pedofilia, tribunale Tivoli, vittime pedofilia | , , , , , , , | 1 Commento

Pedofilia: a Rignano Flaminio torna l’armata dei “falsi abusi”.

Il Giustiziere degli Angeli

Il 30 ottobre prossimo si avvicina. Il 30 ottobre inizierà l’udienza preliminare presso il Tribunale di Tivoli dove, dopo aver sentito le motivazioni di accusa e difesa, il gup Balestrieri dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal PM Mansi contro le cinque persone accusate di aver abusato di tanti bambini (21 ci è dato di sapere) dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. I reati contestati a Silvana Candida Magalotti, Patriza Del Meglio, Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello e Cristina Lunerti sono: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. Dal quel giorno di Ottobre del 2006 sono passati tanti mesi e tanto è stato detto da tv e giornali, ma ciò che cattura la mia attenzione è lo schieramento verso l’innocenza degli indagati da parte di alcune persone che invece di stare al proprio posto si ergono a paladini delle “ingiuste accuse”. Nel caso di Rignano Flaminio mi sento di avere molto più rispetto per chi non assume né una posizione di innocenza né di colpevolezza in attesa che, chi ne ha la titolarità, faccia chiarezza su quanto accaduto ai bambini della Olga Rovere.

Invece da mesi (e da chi non ha titoli per fare indagini in merito) si assiste prima allo schieramento innocentista del (ex) parroco Don Henry che, megafono in mano passeggia sotto al carcere di Rebibbia gridando all’innocenza delle “sue” parrocchiane; si è visto lo schieramento della ex preside della scuola (la sig.ra Cascelli quasi subito rimossa) e le esternazioni sui giornali della nuova preside (Manara) che si è convinta dell’innocenza delle maestre accusate (strana questa postuma convinzione ed esternazione anche alla luce del fatto che esse non sono più in quella scuola come ci informarono i giornali); a più riprese è comparso in quel paesino il sig.Apolloni il cui figlio è stato condannato per lo stesso reato di abusi su minori poche settimane fà che fù contattato già prima del blitz di ottobre 2006. Comparso nella vicenda, anche lui a più riprese,  il sottosegretario Giovanardi che ha voluto coinvolgere nella sua convinzione innocentista anche altri parlamentari facendogli visionare filmati ancora secretati dal Tribunale di Tivoli. Ora, come scritto nel sito   si prospetta questo ennesimo capitolo della vicenda con una “conferenza stampa” nel teatro del paese di Rignano dove, già dal titolo del loro manifesto, si profila una “campagna stampa” contro i bambini. La cosa che maggiormente stupisce sarà la partecipazione della Onlus “La Caramella Buona”  e qui mi fermo in attesa di saperne di più….

rignano manifesto 22 ottobre

LINK articolo Bambini Coraggiosi

PEDOFILIA, RIGNANO FLAMINIO: GIOVANARDI E “CARAMELLA BUONA” IL 22 OTTOBRE A RIGNANO PER SOSTENERE GLI INDAGATI

di Roberta Lerici

L’associazione Ragione e Giustizia, nata a sostegno degli indagati per pedofilia di Rignano Flaminio, ha organizzato per il 22 ottobre, una ennesima conferenza stampa allo scopo, forse, di assolvere prima del pronunciamento di un giudice e prima ancora che sia cominciato un processo, le cinque persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito delle indagini sull’asilo Olga Rovere. Dal momento che l’udienza preliminare comincerà il 30 ottobre, e non si è ancora stabilito se ci sarà o meno il processo, sembra del tutto fuori luogo organizzare una conferenza stampa dal titolo che suona già come un’assoluzione:

”FALSI ABUSI A RIGNANO FLAMINIO- evitiamo di distruggere definitivamente la vita di bambini e adulti innocenti”

Che la vita dei bambini sia stata distrutta è un dato oggettivo, sul quale non occorre tornare sopra, visto che la maggior parte di loro viene curato per cercare di superare i traumi subiti all’asilo Olga Rovere. Chi abbia causato questi traumi non possono essere parlamentari, parenti, o supporter degli indagati a stabilirlo, ma soltanto i giudici….

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19 Ottobre 2009 Pubblicato da mammadolce | Asilo Olga Rovere, Cronaca, Mirabile, Rignano Flaminio, abusi a scuola, abusi sui minori, falsi abusi, giustizia, insegnanti pedofili, pedofilia, pedofilia a scuola, vittime pedofilia | , , , , , | 1 Commento

Pedofilia in Cambogia: 10dollari per un bambino da stuprare.

Il Giustiziere degli Angeli

Leggo, riporto, non commento se non con un… @ofiuhi°°ùlo

LINK articolo Repubblica

L’indicibile odissea di moltissimi piccoli costretti a prostituirsi dai loro stessi genitori.

Eppure c’è chi, sebbene sia difficile, sta conducendo una battaglia per cambiare le cose

Nell’inferno dei bordelli cambogiani dove i bambini sono venduti per 10 dollari

dal nostro inviato PIETRO DEL RE

PHNOM PENH – “La vuoi una bambina di dieci anni? O preferisci il mio fratellino, che di anni ne ha otto?”. Assieme alla marijuana e all’anfetamina, questo offrono i papponi agli occidentali che scendono negli alberghi da due soldi attorno al lago Bung Kak di Phnom Penh. Anche l’autista di tuk-tuk propone creature di cui abusare: “Conosco un bordello pieno di ragazzine. Costano care, però. Almeno venti dollari”.

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18 Ottobre 2009 Pubblicato da mammadolce | Pedofilo, abusi sui minori, bambini venduti, pedofili, pedofilia, pedofilia Cambogia | , , , , , | Ancora nessun commento.

Pedofilia: condannati ed incarcerati i responsabili degli abusi nell’asilo di La Loggia.

Il Giustiziere degli Angeli

Finisce, dopo otto anni dalle denunce, il caso di abusi sui minori avvenuto nell’asilo di La Loggia (TO). La sentenza in cassazione ha stabilito che Vittorio Apolloni e Vanda Ballario sono colpevoli ed ora sono in carcere a scontare la pena.  Le testimonianze dei bambini furono aberranti e la psicologa le ritenne “vere” e “non indotte”. La Cassazione con questa condanna ha dimostrato che gli abusi sono avvenuti e che i bambini non hanno raccontato bugie con “falsi ricordi”!.

Link Articolo


CRONACA

14/10/2009 – IL CASO LA SENTENZA DEFINITIVA OTTO ANNI DOPO LE DENUNCE DEI GENITORI. IN POCHI GIORNI RACCOLTE 300 FIRME A SOSTEGNO DELLA MAESTRA

Carcere per gli educatori dell’asilo – Dopo la sentenza della Cassazione sugli abusi sessuali nella scuola di La Loggia

LA LOGGIA (TO)

Valerio Apolloni e Vanda Ballario sono in carcere, lui dallo scorso fine settimana, lei da ieri. L’ex direttrice della scuola materna «Bovetti» di La Loggia si è presentata al cancello del carcere delle «Vallette», dopo che i suoi avvocati, Nadia Garis e Luigi Chiappero, avevano anticipato alla procura generale: «L’accompagniamo noi».

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15 Ottobre 2009 Pubblicato da mammadolce | Cronaca, abusi a scuola, abusi sui minori, pedofilia, valerio apolloni, vanda ballario | , , , , , , | 5 Commenti

Rapinato Compagnone, il maestro di Parabita accusato di pedofilia.

Il Giustiziere degli Angeli

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PICCHIANO E DENUDANO COMPAGNONE PER RAPINA: TRE FERMI

L’83enne di Parabita, indagato per molestie su minore, a cui una donna di Casarano uccise la moglie vendicando il figlio, vittima di una feroce rapina. Arrestati mentre erano in fuga, uno è un 17enne

PARABITA – La ricostruzione rimanda inevitabilmente ad alcuni dei fotogrammi più crudi di “Arancia meccanica”, il film del compianto Stanley Kubrick tratto da un romanzo di Anthony Burgess. E la vittima è talmente nota, alle cronache, che la questione si macchia ancor più di un giallo a tinte fosche. La mente del più fantasioso sceneggiatore non sarebbe stata in grado di partorire episodio più inquietante, da inserire nell’ipotetico copione di un film. E forse non è stato scelto a caso, quell’anziano. Forse i tre ritenuti dai carabinieri della compagnia di Casarano gli autori di una rapina a dir poco efferata, compiuta questa notte, sono andati a colpo sicuro, sapendo che era solo in casa. E chissà se hanno infierito perché si tratta di un personaggio controverso. Solo ipotesi, è chiaro. Certo è che il nome di Luigi Compagnone, 83enne, desta sentimenti contrastanti, in chi lo sente pronunciare. Attualmente è indagato per abusi su minore.

La storia è talmente nota, che si potrebbe evitare persino di raccontarla. Una donna di Casarano, la “mamma giustiziera” è stata ribattezzata, nei confronti della quale è stata peraltro di recente confermata la sentenza in Appello a sette anni di carcere, nel novembre del 2007 fece irruzione all’interno dell’abitazione dell’uomo, sarto in pensione, brandendo un paio di coltelli. Il figlio le aveva rivelato cose orribili. Colta da un raptus, la madre uccise la moglie di Compagnone, Jolanda Provenzano, 71enne, maestra in pensione, e ferì quest’ultimo gravemente. Si sarebbe comunque salvato.

La giovane donna di Casarano non riusciva a levarsi dalla testa l’idea che fra quelle quattro mura, dove pensava che suo figlio fosse al sicuro, potessero esservi piuttosto delle morbose attenzioni sessuali. Ci andava a fare il doposcuola, il figlio. Doveva essere un momento di studio e riflessione. I silenzi, sempre più evidenti e imbarazzati, quando rientrava a casa, la misero in allerta. Poi, il bimbo parlò. Il caso delle presunte molestie è ancora aperto e tutto da chiarire. Certo è che ora, parallelamente, si apre quest’altro agghiacciante squarcio nella cronaca locale. “La casa degli orrori”, era già stato lugubremente chiamato quell’appartamento al pian terreno di via dei Mille.

L’ASSALTO – Ore 1 di notte. In tre assaltano l’abitazione di Compagnone. Hanno volti coperti da passamontagna, non esitano a sfondare la porta di casa, secondo quanto ricostruito nel giro di poche ore dai militari della compagnia casaranese. Aggrediscono l’anziano, lo denudano. Lo tengono sotto tiro con un coltello puntato alla gola. Una scena che, nell’83enne, deve aver rievocato inevitabilmente vecchi fantasmi. Senza possibilità di difendersi, consegna ai tre gioielli, ori e denaro contante. E’ ancora sotto choc, questa mattina, non è stato possibile quantificare bene quanto sia stato portato via. I gioielli, oltretutto, appartenevano alla moglie uccisa a coltellate proprio quel maledetto pomeriggio del 5 novembre di due anni or sono. Forse qualcuno, nelle vicinanze, sente il trambusto. Parte una richiesta di aiuto. Una richiesta anonima, al 112. Qualcuno segnala movimenti sospetti nel centro cittadino.

Durante la fuga, uno dei tre rapinatori, un 17enne di Matino, viene intercettato in pochi istanti da una pattuglia dei carabinieri. Bloccato, ha con sé ancora il coltello ed il passamontagna. Sul posto volano altre pattuglie dell’Arma, per cercare i complici. Non possono essere lontani. E anche sulla base delle descrizioni fornite da Compagnone, gli altri due, in poco tempo, vengono bloccati. Stavano giusto cercando di rincasare. Si tratta di Antonio Manco, 21enne di Matino, e di Biagio Toma, 41enne, di Parabita, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Ora devono rispondere di rapina a mano armata e lesioni personali. Compagnone è stato infatti condotto presso il pronto soccorso dell’ospedale di Casarano. Ha riportato escoriazioni alle mani e al volto. I due maggiorenni sono stati rinchiusi nel carcere di Lecce, il 17enne nel centro di accoglienza per minori sulla via per Monteroni di Lecce. Si cerca ancora la refurtiva. Nell’aria, l’eco di un gesto eclatante che, semmai ce ne fosse ancora bisogno, fa da ulteriore cassa di risonanza su alcune delle pagine più nere della cronaca locale.

Emilio Faivre Link Articolo

30 Settembre 2009 Pubblicato da mammadolce | Luigi Compagnone, Parabita pedofilia, abusi a scuola, abusi sui minori, asilo parabita, insegnanti pedofili | , , , , , | 5 Commenti

Pedofilia e chiesa: chi non ha peccato scagli la prima pietra! intanto giochiamo a scaricabarile!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci credete che mi vengono in mente tante cose da dire che mi si stà fondendo il cervello? Leggete quanto dichiarato dall’arcivescovo Silvano Tomasi: non ci posso credere!

LINK articolo La Stampa -  Pedofilia, scontro a Ginevra.

SilvanoTomasi

Il rappresentante del Vaticano presso le istituzioni internazionali difende gli sforzi della Chiesa, e chiede che altre organizzazioni facciano altrettanto.

L’arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente all’Ufficio delle Nazioni Unite e delle Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha difeso gli sforzi cattolici per rimuovere i colpevoli di abusi dalle fila del clero in seguito a un attacco di Porteous Wood, rappresentante internazionale dell’Unione Internazionaele Etica e Umanista. “Le molte migliaia di vittime degli abusi meritano che la comunità internazionale chieda conto al Vaticano, il che finora non ha voluto fare, fino ad ora” ha detto Wood. “Sia gli stati che le organizzazioni dei bambini devono unirsi e fare pressione sul Vaticano affinché apra i suoi archivi, cambie le sue procedure a livello mondiale, e denunci i presunti responsabili di abusi alle autorità civili”.

L’arcivescovo Tommasi ha risposto che “come la Chiesa Cattolica si è data da fare per fare pulizia in casa, sarebbe buono che altre istituzioni e autorità, dove la maggior parte degli abusi sono stati segnalati, potessero fare lo stesso, e ne informassero i media”. L’arcivescovo Tommasi ha aggiunto che la maggioranza degli abusi commessi dai preti non era caratterizzata da pedofilia, ma da efebofilia, cioè da attrazione sessuale verso gli adolescenti. “Di tutti i preti coinvolti negli abusi – ha detto – dall’80 al 90 per cento appartenevano a questo orientamento sessuale minoritario, impegnati sessualmente con ragazzi adolescenti fra gli undici e i diciassette anni“.

Tomasi ha citato dati forniti dal giornale “Christian Scientist Monitor”, per dimostrare che negli Stati Uniti le chiese più colpite da accuse di avusi sessuali verso i bambini erano quelle Protestanti, che abusi sessuali nelle comunità ebraiche erano comuni. Ha aggiunto che c’era molta più probabilità di abusi sessuali compiuuti da membri della famiglia, babysitters, amici, parenti o vicini; e che molto spesso i bambini maschi erano colpevoli di molestie sessuali verso altri bambini.

30 Settembre 2009 Pubblicato da mammadolce | Cronaca, abusi sui minori, arcivescovo Tomasi, bambini abusati, chiesa e pedofilia | , , , , , | Ancora nessun commento.

Pedofilia: Don Giorgio Carli e la citazione in giudizio della Curia .

Il Giustiziere degli Angeli

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LINK articolo Repubblica

Don Giorgio, ora sarà citata la Curia –

Alto Adige — 24 settembre 2009 pagina 19 sezione: CRONACA

BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote finito sotto processo per presunte violenze sessuali nei confronti di una parrocchiana (al tempo dei fatti bambina) non ha ancora provveduto a pagare il risarcimento alla parte lesa previsto dalla sentenza penale passata in giudicato. Si tratta di 700 mila euro che il sacerdote (che si è sempre dichiarato innocente) non può e non intende pagare. A questo punto i legali di parte civile (Gianni Lanzinger e Arnaldo Loner) stanno preparando una nuova citazione in sede civile che coinvolgerà, così come più volte prospettato, anche la Curia dato che don Giorgio avrebbe commesso le violenze sessuali approfittando della sua posizione di religioso e di «ministro di culto». Ricordiamo che la sentenza della Cassazione ha riconosciuto, di fatto, don Giorgio responsabile delle violenze sessuali perpetrate per anni ai danni della bambina ma è stato graziato dalla prescrizione. Proprio per effetto di quella sentenza (che ha però confermato tutti gli obblighi del sacerdote sotto il profilo risarcitorio alla parte lesa) ora come detto la Curia ed il prete si trovano a dover affrontare la richiesta di pagamento effettivo del risarcimento dovuto, circa 700 mila euro. La nuova causa in sede civile per ottenere il pagamento della somma farò riferimento proprio alla sentenza penale confermata dalla Cassazione e agli effetti dell’articolo 2043 del codice civile che prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». La Curia, invece, verrà chiamata in causa per effetto dell’articolo 2049 sempre del codice civile riguardante la responsabilità del datore di lavoro in merito ai danni provocati con fatti illeciti da dipendenti diretti. La Chiesa, dunque, verrebbe considerata responsabile in solido in quanto gli abusi avvennero (secondo la sentenza penale ormai passata in giudicato) nell’espletamento del ruolo di educatore religioso del sacerdote. «Da parte del sacerdote e della Curia non è arrivato neppure il minimo segnale di voler risarcire» hanno puntualizzato gli avvocati di parte civile. I legali di don Giorgio Carli (Alberto Valenti e Flavio Moccia) avevano più volte affermato che non sarebbe stato versato un centesimo. «Siamo pronti ad affrontare un nuovo processo in sede civile» ha detto ieri sera l’avvocato Alberto Valenti il quale, però, ha inviato la controparte a «smetterla di urlare al lupo, perchè – come nella favola – nessuno ci crederà più all’ipotesi che il lupo arrivi realmente». La difesa di don Giorgio, insomma, non sembra assolutamente preoccupata dell’ipotesi di dover affrontare un nuovo contenzioso in sede civile. Anzi, l’invito alla controparte e di agire realmente e non limitarsi a proclami sulla stampa. «Le cause non si fanno per proclami pubblici – ha commentato ieri sera l’avvocato Alberto Valenti – ma davanti ai tribunali. Solo in quella sede e non sulla stampa siamo pronti ad attendere il lupo che si dimosterà molto più mansueto di quanto si minacci». Secondo lo stesso avvocato Valenti un eventuale coinvolgimento della Curia non sarà facile perchè sarà «necessario dimostrare una sorta di consapevole responsabilità da parte delle strutture della Chiesa». I legali della parte civile sono convinti del contrario ed intendono procedere codice civile alla mano. Il contenzioso legale su don Giorgio è dunque destinato a proseguire ancora a lungo in altra sede. (ma.be.)

26 Settembre 2009 Pubblicato da mammadolce | Cronaca, Don Giorgio Carli, abusi sui minori, chiesa e pedofilia, pedofilia, preti pedofili | , , , , | Ancora nessun commento.

Pedofilia asilo Abba di Brescia: il bidello sarà riprocessato.

Il Giustiziere degli Angeli

IL CASO DELL’ABBA. La Cassazione annulla con rinvio la sentenza di assoluzione per l’unico imputato nella vicenda. Pedofilia, nuovo processo. Per i giudici della Corte Suprema è tutto da rifare il procedimento di appello che aveva assolto il bidello

Una nuova bastonata per il bidello condannato e poi assolto per i presunti abusi alla scuola materna comunale Abba nell’Oltremella. La mazzata alle dieci di sera quando i giudici della Cassazione hanno deciso che la sentenza di assoluzione è da annullare e che per giudicare il bidello serve un altro processo. Un nuovo appello: il terzo.

Il giudizio della Cassazione è arrivato a tarda sera, il caso discusso nel primo pomeriggio dai legali di fiducia del bidello, l’avvocato Patrizia Scalvi e Guglielmo Gulotta. L’accusa ha concordato con il legale sull’inammissibilità del ricorso presentato dalla procura generale contro la sentenza d’assoluzione. Pareva che la decisione fosse già scritta, che potesse essere messa la parola fine alla vicenda «pedofilia» che era scoppiata nel 2002, facendo finire in cella il bidello, un uomo di 57 anni, con problemi di vista piuttosto pesanti a un occhio a causa di un infortunio in acciaieria e riconvertito, da invalido, a un lavoro nel settore pubblico. Ma la decisione degli ermellini ribalta di nuovo tutto. E per il bidello inizia un nuovo calvario. Un calvario che credeva di aver superato quando nel processo d’appello del giugno 2008, esattamente un anno fa, era stato assolto perchè il fatto non sussiste, perchè alla materna non c’erano stati abusi.

LA VICENDA risale, come detto al 2002. All’Abba il bidello non si trovava bene, non gli piaceva il rapporto con i bambini, nè con le maestre che, a suo dire, trovavano sempre qualche motivo per riprenderlo. Più volte il bidello aveva chiesto di essere trasferito, di passare a un’altra attività e aveva anche indicato la sua preferenza: lavorare nel settore dei cimiteri. Non è stato accontentato, c’erano problemi per i trasferimenti e il bidello si era chiuso in se stesso, era diventato ombroso. Forse il carattere, forse l’aspetto lo hanno posto tra i primi sospetti quando una mamma, nel 2002 ha sporto la prima denuncia, allarmata per alcuni comportamenti insoliti e preoccupanti della sua bambina.

Parlando con gli altri genitori, come sostenuto dai giudici del secondo appello, gli adulti si erano autosuggestionati a vicenda, le denunce si erano moltiplicate e nella scuola era cominciata la caccia ai mostri. Nel mirino degli inquirenti erano finiti il bidello, due ausiliarie e la coordinatrice scolastica. Pesantissime le accuse: abusi sui bambini fuori dalla scuola e anche nello scantinato dell’istituto scolastico.

IL BIDELLO era finito anche in carcere. Per quasi un anno, poi il legale era riuscito a fargli ottenere gli arresti domiciliari.

Nel processo di primo grado il bidello era stato condannato a 15 anni, 10 anni e sei mesi anche per una delle due ausiliarie, mentre le altre due imputate erano state assolte. Nelle motivazioni il bidello era stato definito «turpe e immorale, pronto a minacciare i bambini, disposto a tradire la fiducia dei genitori che affidavano alle sue cure i piccoli e capace di accusare una bambina di 5 anni di “provocarlo” e in grado di muoversi bene sia per scansare il lavoro che per raggiungere più agevolmente gli immondi scopi prefissati».

Nel processo d’appello la tesi accusatoria aveva retto: i giudici avevano confermato la condanna per il bidello, riducendo la pena a 13 anni, mentre l’ausiliaria era stata assolta. Il bidello era diventato, di colpo, l’unico «mostro» della scuola. Per il bidello un duro colpo, ma erano arrivati in suo soccorso i giudici della Cassazione che nel settembre 2007 avevano annullato la sentenza d’appello disponendo un nuovo processo. La prima boccata d’ossigeno con l’appello bis, nel giugno del 2008, quando i giudici hanno sentenziato che nella materna Abba non c’è stato alcun abuso e il bidello è stato assolto. Ieri il bidello sperava in una conferma, sperava nell’assoluzione definitiva. Si attendeva una nuova boccata d’ossigeno, ma la decisione dei giudici della Cassazione è stata un uragano. Il bidello, che si è sempre dichiarato innocente, pensava di svegliarsi oggi da uomo libero e innocente. Ma la parola fine non c’è ancora. Saranno altri giudici a decidere il suo destino.

Fonte: Brescia Oggi

26 Giugno 2009 Pubblicato da mammadolce | abusi sui minori, asilo Abba, avv.Gulotta, pedofilia, pedofilia a scuola | , , , , , | Ancora nessun commento.