Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.
Il Giustiziere degli Angeli
Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.
Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze - Articolo
L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne
ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.
Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.
L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.
Abusi sessuali e pedofilia in parrocchia. Le IENE vanno a caccia dei sacerdoti abusatori.
Il Giustiziere degli Angeli
Ho visto martedì scorso la puntata e le immagini sono veramente scioccanti. Non ci sono molti commenti da fare.
Ma il seguito di questa sera sarà il racconto di un ragazzo che, quando era minorenne, subì abusi 10 anni fa dallo stesso sacerdote.
TV: A ‘LE IENE’ INTERVISTA A GIOVANE ABUSATO DA UN FRATE
Roma, 26 ott. – (Adnkronos) – Un’intervista realizzata a un ragazzo della provincia di Napoli che dieci anni fa, quando era ancora minorenne, fu vittima delle molestie da parte di un parroco in una comunita’ religiosa vicino a casa sua, sara’ al centro della puntata di domani de ‘Le Iene Show’, in onda domani alle 21.10 su Italia1. Al timone del programma, l’ormai collaudato trio composto da Luca e Paolo e Ilary Blasi.
Si tratta dello stesso frate francescano recentemente sospeso dal ministero sacerdotale, spogliato del suo saio francescano e mandato in una comunita’ per il recupero della sua persona, in seguito a un servizio precedente delle Iene (andato in onda il 13 ottobre) che mostrava gli abusi subiti da un ragazzo rimasto senza lavoro e in cerca di un conforto spirituale. Il giovane, dopo aver visto il servizio delle Iene, ha riconosciuto il frate in questione e ha deciso di mandare una mail alla redazione del programma di Italia 1 per raccontare, dopo quasi dieci anni di silenzio, le molestie subite quando aveva 16 anni. Nel racconto, ricco di particolari, il giovane sostiene di essersi confidato ai tempi con il suo parroco, anch’egli frate, convinto che lui riferisse tutto ai superiori dell’ordine di appartenenza.
Le Iene si chiedono quindi come sia possibile che un parroco che ha abusato di un minorenne sia stato libero per altri dieci anni di ripetere questo tipo di molestie con indosso un abito religioso. Giulio Golia, per avere spiegazioni in merito, si e’ recato dal parroco che dieci anni fa era stato informato dei fatti. Nel corso della puntata inoltre andra’ in onda un’esclusiva intervista realizzata alla soubrette argentina Belen Rodriguez, che parlera’ a ruota libera della sua vita privata e non solo.
Intanto continuiamo a seguire il caso di Don Ruggero Conti di Roma, accusato di abusi sessuali su minori.
Pedofilia/ Caramella buona: nuovo teste accusa Don Ruggero Conti
APCOM)26 ott- Domani, martedì 27, si terrà una nuova udienza del processo a carico di Don Ruggero Conti, l’ex parroco di Roma accusato di pedofilia. Il tribunale sarà praticamente blindato, visto che verranno ascoltati dei ragazzi presunte vittime, fra i quali un minorenne e a causa delle recenti gravi minacce di morte pervenute al pubblico ministero Francesco Scavo, al presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile e al consigliere comunale Mario Staderini.
Nuove accuse intanto sono state raccolte proprio dall’associazione antipedofilia a Reggio Emilia: nei giorni scorsi, un uomo si è rivolto a La Caramella Buona denunciando abusi sessuali di cui sarebbe stato vittima, da parte di Don Ruggero Conti, ben trenta anni fa nel milanese. “Spero che in tribunale non ci sia il solito clima pesantissimo delle precedenti udienze – dichiara in una nota Roberto Mirabile – dobbiamo assicurare ai ragazzi che testimonieranno la maggiore serenità possibile: questo processo si sta facendo particolarmente difficile anche per le pressioni continue – sguardi e commenti per niente civili – a cui si è sottoposti in aula, da parte di alcuni sostenitori dell’imputato”.
Pedofilia: condanna a 9 anni per l’operaio che violentava i piccoli nel garage.
Il Giustiziere degli Angeli
Arriva anche la condanna per l’operaio di Tradate di cui all’articolo qui.
Pedofilia: operaio condannato a 9 anni – Ha abusato per anni di 3 bambini e ha filmato le violenze
(ANSA)- MILANO,20 MAG- Per anni ha violentato 3 bambini, nella cantina sotto la sua casa: l’uomo, un operaio, e’ stato condannato a Milano a nove anni di reclusione. L’uomo, che viveva a Tradate (Varese), li portava nello scantinato dove filmava le violenze che poi condivideva in rete con altri pedofili. L’imputato e’ stato arrestato il 13/6 2008 nell’ambito di un’indagine della polizia postale su siti pedopornografici. Nella sua casa sono stati sequestrati centinaia di filmati e circa 150 file.
Abusi su bambine: una cronaca che lascia senza parole ma urla tutto il dolore possibile.
Il Giustiziere degli Angeli
ABUSI SU BAMBINE:
ARRESTI A LECCO, VERONA E PALERMO
MILANO – La polizia di Lecco ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di oltre 70 anni ritenuto responsabile di violenza sessuale pluriaggravata su cinque bambine di età inferiore ai 14 anni al momento dei fatti. E’ quanto si legge in un comunicato. L’indagine era stata avviata a seguito della segnalazione di un’insegnante di una delle bambine, che ne aveva raccolto le confidenze. Successivi accertamenti hanno consentito alla polizia – secondo quanto si legge – di raccogliere gravi e concordanti elementi di responsabilità a carico dell’indagato.
ABUSI SU 5 SORELLINE, ARRESTATI TRE ZII – Tre fratelli sono stati arrestati a Palermo con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di cinque nipotine, tutte in età scolare. Ai tre fratelli di 26, 22 e 19 i poliziotti della sezione di Pg presso la Procura per i minorenni hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare, una delle quali del Tribunale per i minorenni in quanto il più piccolo all’epoca dei fatti contestati non era maggiorenne. L’arresto è stato chiesto dai pm Claudia Caramanna e Caterina Bortolozzi. Per il ragazzo di 26 anni la Procura ha ipotizzato anche i reati di corruzione di minorenne e di detenzione di materiale pornografico, poiché è accusato di avere scattato foto e filmato con il proprio telefono cellulare due delle quattro nipotine quando queste erano nude. Le violenze sarebbero cominciate due anni fa quando la famiglia delle quattro sorelline, seguite dai servizi sociali dal 2001 per via delle condizioni disagiate in cui vivevano, si trasferì nell’abitazione dei nonni paterni, dove vivevano anche gli zii. Gli inquirenti hanno ricostruita gli abusi ascoltando le testimonianze delle bambine, trasferite in struttura su richiesta dei servizi sociali.
In comunità le cinque sorelline sono giunte in gravi condizioni di trascuratezza e di denutrizione. Gli operatori avrebbero notato che le bimbe più piccole inscenavano giochi a sfondo sessuale; in seguito avrebbero raccontato le “attenzioni” che sarebbero state rivolte loro e alle sorelle maggiori da parte degli zii, confessando di essere state costrette da uno zio a visionare film pornografici. Sono così scattate le indagini da parte della polizia che ha informato la Procura ordinaria e quella per i minorenni. Per i consulenti tecnici i racconti delle sorelline sono attendibili. Le indagini sono risultate particolarmente complesse anche per il comportamento dei genitori che secondo gli investigatori hanno cercato ripetutamente di dissuadere le figlie dal raccontare la verità.
ABUSA PER MESI DI NIPOTE 10 ANNI,ARRESTATO – Ha violentato per mesi la nipote di 10 anni, poi lui stesso è andato dai carabinieri spiegando di essere “sessualmente malato”. Dopo un mese di indagini per verificare l’attendibilità delle sue dichiarazioni, i carabinieri di Villafranca (Verona) hanno arrestato G. M., 40 anni, di Povegliano. Le indagini sono partite all’inizio di febbraio, quando G.M. era andato spontaneamente nella stazione dei carabinieri di Villafranca, dicendo di essere “sessualmente malato” e di sentirsi attratto dalla nipotina. Il pomeriggio dello stesso giorno si era presentata dai carabinieri anche la madre della bambina, per sporgere denuncia contro il cognato per aver abusato della figlia. Ai militari la donna ha raccontato che tutto era cominciato diversi mesi prima, quando si era accorta di un mutamento di carattere e di abitudini della piccola, malessere molto più palpabile quando la bambina tornava dalla casa degli zii.
Solo dopo diverse insistenze da parte della madre, la bambina si è decisa a parlare, raccontando dei terribili momenti vissuti tutte le volte che andava dai parenti: quando rimaneva da sola a casa con lo zio, lui la costringeva con diverse scuse a seguirlo in camera, dove poi, chiusa la porta a chiave, la palpeggiava e le imponeva di avere rapporti sessuali. Come se non bastasse, non c’era volta che lo zio non la lasciasse tornare a casa senza minacciarla di non raccontare nulla, altrimenti sarebbe andato a casa da lei e l’avrebbe sgozzata nel sonno. La piccola ha taciuto a lungo, finché alla madre è stato impossibile non capire che c’era qualcosa che non andava. L’arresto è scattato al termine dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, durante la quale è stato possibile ricostruire la terribile vicenda grazie anche alla piccola vittima e con l’aiuto degli assistenti sociali.
Abuso sessuale e suicidio di una sedicenne: oggi arrestato il suo aguzzino.
Il Giustiziere degli Angeli
Leggo e riporto…. e istigo lui.
2009-03-04 20:26 ANSA.it
Ragazza si uccise per abusi, un arresto
BENEVENTO – Violentata a 14 anni: abusi durati due anni, per lei insopportabili, tanto da decidere di uccidersi. Ora, dopo un anno di indagini, un uomo, Giuseppe Matarazzo, 36 anni, di Frasso Telesino (Benevento) è stato arrestato. E’ accusato di violenza sessuale e di istigazione al suicidio. Era il 6 gennaio 2008 quando l’allora 16enne si impiccò. Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce due anni di violenze che la minorenne avrebbe subito dall’uomo, suo vicino di casa. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del tribunale di Benevento, su richiesta del procuratore capo della Repubblica, Giuseppe Maddalena, al termine delle indagini condotte dai militari, scattate all’indomani del suicidio di M.I.. Secondo quanto si è appreso pare che la ragazza risultava essere in uno stato di vulnerabilità psichica. Nel corso delle investigazioni è infatti emersa la sussistenza di condotte poste in essere da Matarazzo volte a determinare e rafforzare nella ragazza il proposito di suicidarsi
Preso il pedofilo di Napoli: aveva precedenti specifici su una bambina ma…
Il Giustiziere degli Angeli
E’ stato presa la bestia che ha violentato nei vicoli di Napoli un bambino di 12anni. Adesso vaffa, pedofilo di mer…
( LINK all’altro articolo) Emergono dei particolari raccapriccianti su come questa bestia ha violentato il bambino e, mi dispiace, ma lasciatelo ai parenti ed al popolo napoletano che lo rimettono a pezzettini nelle fogne!
da Libero.news – Preso il pedofilo di Napoli – Ha precedenti per abusi
È stato fermato il presunto responsabile della violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni avvenuta l’altra sera nel centro di Napoli. Si tratta di Pasquale Modestino, è un dipendente comunale (fognatore, già sospeso dal servizio) di 53 anni, con una vita “regolare”. Conviveva con la nonna di un amico della vittima. L’uomo avrebbe già precedenti specifici per reati sessuali: tre anni fa fu fermato per presunte violenze su una bimba, ma il gip negò l’incidente probatorio e Modestino tornò in libertà (il procedimento è ancora in corso). A inchiodare l’uomo, oltre al riconoscimento da parte della vittima, anche le impronte trovate dalla Scientifica lungo la discesa di via Biagio Miraglia, a poche decine di metri dalla sede della Polizia Stradale. Rinvenuto anche un residuo biologico e un manico di scopa utilizzata per le sevizie al ragazzo.
Secondo i racconti del ragazzino, l’uomo lo ha costretto a seguirlo nel vicolo con un ricatto: prima gli ha chiesto l’oram quindi gli ha rubato l’orologio. Infine il ricatto: “Se lo rivuoi seguimi”. A questo hanno fatto seguito le botte e la violenza sessuale.
Mentre usciva dalla Questura per essere trasferirlo al carcere di Poggioreale la folla che si era accalcata all’esterno dell’edificio lo ha aggredito con sputi e insulti. E pugni e calci sono stati tirati contro la macchina della polizia su cui viaggiava il pedofilo.
Intanto D. è stato dimesso nel pomeriggio dall’ospedale Santobono di Napoli: le sue condizioni di salute sono migliorate. Secondo quanto si è appreso il minore ha avuto anche colloqui con esperti e psicologi.
Pedofilia: 12enne abusato nel centro di Napoli
Il Giustiziere degli Angeli
Vaffa blog. Lo chiamerei così questo mio. Vaffa ai pedofili, vaffa a chi li protegge, vaffa alle leggi che poco fanno, vaffa al loro partito, vaffa al mondo che usa ed abusa dei bambini… insomma VAFFA!
PEDOFILIA: VIOLENZA SU RAGAZZINO 12 ANNI IN CENTRO A NAPOLI
NAPOLI – Tra gli altri bambini ricoverati come lui all’ospedale Santobono di Napoli oggi gioca e scherza come nulla fosse ma D., 12 anni, difficilmente dimenticherà la barbarie alla quale è andato incontro ieri sera: picchiato e violentato in un vicolo buio di Napoli, nessuno nei paraggi a raccogliere la sua richiesta di aiuto. Ora la squadra mobile dà la caccia ad un uomo, probabilmente un italiano, tra i 40 e i 50 anni, capelli e barba brizzolati, descritto dalla piccola vittima come “alto e sporco”.
Abusi su minori e stupri: li rimettono in libertà e l’orrore ricomincia.
Il Giustiziere degli Angeli
Già condannato per pedofilia torna a violentare bambini.
Sarà interrogato lunedì mattina Marcantonio Russo, il 33enne arrestato dalla Squadra mobile di Messina con l’accusa di violenza sessuale e induzione di minori alla prostituzione. Russo, già condannato per atti di pedofilia nel 2006 a 4 anni di reclusione, era tornato in libertà da pochi mesi per la scadenza dei termini di custodia cautelare visto che il processo d’appello non è stato ancora fissato. Il pedofilo adescava bambini e ragazzini e li convinceva con soldi, dolciumi e figurine ad atti sessuali. Alcuni li usava come «procacciatori» di nuovi, piccoli «clienti» e per questo lavoro li pagava con 10 euro a «servizio».
Nei suoi confronti il Gip del Tribunale Maria Teresa Arena ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del sostituto procuratore Claudio Onorati. La Squadra mobile ha perquisito la sua abitazione sequestrando foto che lo ritraevano con minori durante gli «approcci», foto che potrebbe aver scattato un altro complice, ancora non identificato. C’era anche un «diario» in cui annotava gli incontri e dava perfino i «voti» ai minori per le prestazioni. Tre, al momento, i casi accertati, grazie alla denuncia del padre di un bambino di 9 anni, coinvolto nel «giro» dal fratello di 13 anni. Lo scorso 18 gennaio il genitore ha visto il piccolo tornare a casa, dopo una partita di calcetto, con in mano figurine e dolci. Il bambino ha raccontato di quell’uomo gentile, non ne conosceva il nome ma diceva che era «l’uomo che bacia il petto». In cambio di carezze, effusioni ed altro gli aveva dato 25 euro. Il dirigente della Squadra mobile, Marco Giambra, ha lanciato un appello perché i genitori o chiunque riconosca Marcantonio Russo come l’uomo che si accompagnava con i propri figli si rechino in questura ad aiutare la polizia a identificare gli altri bambini e ragazzini ritratti nelle foto sequestrate in casa del pedofilo. Russo sicuramente non agiva da solo, anche se la Mobile esclude una vera e propria rete di pedofili. Ci sono foto che sicuramente ha scattato un’altra persona, magari nascosta nell’ombra. La Mobile sospetta che a procurargli le vittime degli abusi non fossero solo ragazzini, ma anche adulti.
15/2/2009 (7:22) – CLANDESTINO, ERA STATO ARRESTATO A LUGLIO
Il giudice lo libera, stupra una ragazza
Bologna, la vittima è quindicenne. La ragazza urlava, nessuno si è fermato
FRANCO GIUBILEI
BOLOGNA
Una ragazzina di 15 anni è stata aggredita sotto casa da un giovane tunisino pregiudicato che l’ha trascinata a forza dietro i cespugli di un giardino pubblico, picchiata e violentata. Un vicino ha assistito alla scena e ha chiamato il 113: è intervenuta una volante e gli agenti, seguendo le indicazioni del testimone, hanno trovato l’aggressore addosso alla ragazza. L’uomo ha cercato di scappare, mettendosi a correre con i pantaloni calati, gli agenti l’hanno bloccato dopo una colluttazione. Portato in questura, si è ferito da solo, sbattendo la testa contro il muro e ha rifiutato le cure. Ora è nel carcere bolognese della Dozza. È un clandestino di 33 anni, si chiama Mohamid Jamel. In agosto era stato arrestato perché spacciava eroina nella stessa zona dello stupro. Il 15 gennaio è uscito dal carcere di Lanciano, grazie alla revoca della custodia cautelare disposta dal Tribunale della libertà di Bologna. Non era la prima volta che Jamel finiva dentro: in luglio le manette erano scattate perché non aveva ottemperato all’espulsione.
Il testimone
Il luogo della violenza è via San Vitale, prima periferia. La ragazza scende in strada alle 22, in attesa che un gruppo di amici la passi a prendere. All’improvviso il clandestino sbuca dal buio e l’assale a schiaffi e pugni, provocandole un trauma facciale (prognosi 8 giorni). Poi l’afferra per il collo e la costringe a seguirlo nel parco vicino. Un conoscente della ragazza, padre di un amico, che abita nella stessa via e sta passando in auto, si è rende conto di ciò che accade perché la ragazza urla. Chiama la polizia col cellulare.
«Ho visto nel parco di fronte un uomo che trascinava una donna, la prendeva a calci e pugni fino a farla cadere e poi si abbassava i pantaloni – racconta l’uomo di 44 anni – ho avviato la macchina, ho fatto inversione e mi sono avvicinato. Nel frattempo ho chiamato il 113. Non riuscivo a correre perché ho un problema a un ginocchio, per fortuna c’era una volante in zona che è arrivata in due minuti. La ragazza la conosco, è una bambina, l’ho vista nascere, crescere, le hanno fatto tanto male. Anni fa avevo sventato uno stupro, stavolta non ci sono riuscito». A impressionare il testimone è stata la reazione di chi ha visto e non ha fatto niente: «Incredibile il fatto che di fronte a un’aggressione a una donna, indipendentemente da chi sia, prevalga l’indifferenza. Questa è la cosa che mi ha colpito di più». Lui almeno ha provato a fermare qualcuno, a chiedere aiuto a persone di passaggio, ma senza risultati. In questura confermano: un’auto stava transitando, non si è fermata. La ragazzina è stata visitata al pronto soccorso ginecologico dell’ospedale Maggiore, sarà assistita dal servizio che offre supporto alle vittime di violenze sessuali.
Polemiche elettorali
A Bologna si è in piena campagna elettorale per l’elezione del sindaco, lo stupro ha scatenato polemiche. Per il candidato di destra Cazzola «una città in cui le donne sono esposte al pericolo di un’aggressione sessuale, ogni volta che cala la notte, è una città in cui gli amministratori hanno fallito». Per il candidato del Pd Delbono l’episodio «dimostra come per assicurare la sicurezza dei cittadini non bastino gli slogan e le dichiarazioni muscolari del governo. Occorrono interventi seri ed efficaci». Il sindaco Cofferati rileva che non si riesce «a impedire a persone con precedenti di tornare a commettere reati».
Ho subito un tentativo di stupro: ora ho paura e non dormo più.
Il Giustiziere degli Angeli
La cosa giusta da fare… la strada da intraprendere… Mi viene da vomitare rammentando quanto mi è accaduto e non so cosa fare!
Negli attimi di terrore vissuti ho rammentato lo stupro e l’omicidio della Reggiani a Roma, ho pensato alla ragazza violentata a Capodanno, ho rivisto lo stupro di Guidonia, ho pensato alla ragazzina violentata e violata con tanta ferocia e gratuita brutalità nella provincia di Brescia.
Era sera e stavo uscendo dal lavoro. Nell’androne del palazzo c’erano due persone che stavano parlando tra loro: due uomini ben vestiti dall’apparenza normale, uno aveva un completo blu con una camicia bianca e la cravatta allentata e l’altro dei jeans ed una maglietta bianca con un disegno astratto davanti.
Con gentilezza ed un sorriso l’uomo in giacca e cravatta mi chiede <mi scusi signora, posso chiederle un’informazione?>. Anche io sorrido e mi avvicino. La mia è una vita scandita da ritmi normali tra lavoro, casa e figli; mi hanno insegnato valori di rispetto e fiducia e non penso mai che qualcuno possa farmi del male.
Ma quando sono vicina quell’uomo mi prende il polso, stringe, mi fa male ed io resto incredula ed il respiro mi rimane incastrato nei polmoni <adesso andiamo via signora e lei viene con noi, per fare l’amore, non le faremo del male…>. Mentre l’altro apre il portone, lui mi prende per la vita e mi alza verso di lui; il sorriso ora è cattivo, gli occhi un lago nero senza fondale… So che nessuno mi sentirà se gridassi ed l’unica aria che esce da me riesce a farmi dire <NO, lasciami andare, non farmi male…>
L’unica mia salvezza è stato svegliarmi. Era notte fonda ed è stato un brutto incubo. Il mio cuore sembrava un treno in corsa e ci è voluto tanto prima che tornasse a battere la vita in me. Ho passato due ore a camminare e fumare in casa, nel silenzio. E’ stato devastante e lo è ancora, ho paura ed il viso di quello sconosciuto mi tormenta.
Le violenze che quasi giornalmente stanno accadendo nel nostro paese stanno mettendo me, e tante tante altre donne, nella condizione di vivere ogni giorno ed ogni notte nella paura della violenza. La morte psichica che consegue una violenza sessuale è inimmaginabile, la distruzione fisica orrenda… se si resta in vita. Non basta essere vicine al dolore delle vittime, non basta munirle di spray anti-stupro, non bastano le scuole di auto-difesa e né i militari in giro per le città (ed i paesini tra l’altro non sono esenti da episodi di violenza). Questa società và cambiata, questi reati vanno puniti in modo esemplare e definitivo. Abbiamo bisogno di rimmettere nel dna delle persone, ad ogni livello ed età, il seme del rispetto, della convivenza, della civiltà. Se un 14enne violenta una sua coetanea e pensa che era “solo uno scherzo” siamo tutti responsabili con lui di quanto è accaduto perché non gli abbiamo dato gli strumenti per capire la differenza sostanziale tra il bene ed il male. Se un uomo di qualsiasi età ed etnia compie uno stupro abbiamo il dovere morale e civile di dargli una pena detentiva senza ritorno che sia anche un deterrente sociale per le altre menti deviate. Se un pedofilo lo rimettiamo in giro dopo pochi anni avremo sulla nostra coscienza altri bambini. Se non ci accertiamo della sanità mentale di quanti immettiamo nelle scuole saremo complici di violenza sessuale di gruppo su bambini piccolissimi.
Il mio è stato solo un brutto incubo generato da quanto accade nel reale ogni giorno ma da anni mi porto dietro piccoli oggetti per difesa personale per sentirmi almeno un po’ più sicura.
A tutte le vittime di questa follia umana dobbiamo dare risposte e fatti concreti, a tutti noi dobbiamo dare una vita più sicura. Basta con tutte queste chiacchiere di politicanti isterici ed inutili.
MammaDolce
Don Gelmini: domani inizia l’udienza preliminare.
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DON GELMINI: UDIENZA PRELIMINARE DOMANI A TERNI
(AGI)- Terni, 8 ott – Il procedimento, a carico di Don Pierino Gelmini fondatore della Comunita’ Incontro, sara’ trattato domani avanti al Gup di Terni Pierluigi Panariello. La nuova udienza preliminare entrera’ nel merito delle presunte molestie sessuali delle quali deve rispondere il sacerdote, dopo che il 15 luglio scorso, prima volta che le parti si erano trovate avanti al giudice, lo stesso aveva deciso l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche per la posizione di Don Gelmini ma non per quelle degli altri tre imputati (due collaboratori del prete e la madre di uno dei denuncianti) che devono rispondere del reato di favoreggiamento (nei due anni d’inchiesta sono state circa 45.000 le registrazioni di colloqui telefonici ora agli atti; l’avvocato di uno dei due collaboratori di Gelmini ha pero’ contestato che 129 di queste sarebbero state registrate al di fuori dei tempi autorizzati dal gip, quindi non utilizzabili nel processo). A denunciare Don Gelmini, 10 ex ospiti del suo centro di recupero che sarebbero stati molestati sessualmente, in un periodo di oltre 10 anni, a Molino Silla di Amelia dove si trova la sede principale della Comunita’ Incontro, che ne conta altre un po? in tutto il mondo. Il sacerdote ha sempre respinto ogni accusa, dichiarando che alcuni dei suoi accusatori erano gia’ stati allontanati dalla Comunita’ e con l’infamante denuncia cercavano una vendetta; a fronte della richiesta della Procura di rinvio a giudizio per il sacerdote ed i 3 coindagati, lo stesso Don Gelmini ha chiesto al Papa la riduzione allo stato laicale per difendersi meglio dalle accuse. Gli appuntamenti davanti al Gup sarebbero stati calendarizzati almeno fino alla fine dell’anno. (AGI)







