Abusi su minori: Alessandro Riva, sarà confermata la condanna?

Il Giustiziere degli Angeli

Alessandro Riva è stato condannato a novembre-2008 a 9 anni di reclusione poi ridotti in appello a 6 anni ad ottobre-2009 per abusi sessuali su cinque bambine di dieci anni amichette della figlioletta. Il critico d’arte, nonostante si proclamasse innocente, non è stato creduto dai Giudici che hanno invece creduto alle bambine. In un trafiletto sul Corriere della Sera ci informano prima della sua condanna definitiva e poi smentiscono!


MINORI MOLESTATI -Riva, confermata condanna a 6 anni

Confermata in Cassazione la condanna a sei anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su minori per il critico d’ arte Alessandro Riva. Riva, scrittore, giornalista e in passato collaboratore dell’ assessorato alla cultura di Milano, era stato arrestato nel 2007 per aver molestato alcuni bambini. In primo grado era stato condannato a 9 anni.

Pagina 11 (27 novembre 2010) – Corriere della Sera

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MINORI MOLESTATE - Riva, il 2 dicembre la Cassazione

Si terrà il due dicembre in Cassazione il processo ad Alessandro Riva, il critico d’ arte condannato in appello a Milano per presunti abusi su minorenni. I giudici (che non hanno ancora emesso la sentenza, come riferito ieri per errore) dovranno valutare se confermare o ribaltare (come chiede la difesa) il verdetto di secondo grado.

Pagina 9 (28 novembre 2010) – Corriere della Sera

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Molestie sessuali su minori: suicida il prete dello scandalo!

Il Giustiziere degli Angeli

Pone fine alla sua vita il sacerdote smascherato dalla trasmissione “Le Iene” ad Aprile di quest’anno e che fu rimosso! QUI SOTTO I VIDEO DELLA TRASMISSIONE

PEDOFILIA: AVVENIRE A ‘LE IENE’, DICANO NOME DI PRETE MOLESTATORE (ASCA) – Roma, 9 apr – ”Se non si e’ trattato di una volgare recita, ma di una ancora piu’ volgare e insopportabile realta’, le ‘Iene’ dopo aver azzannato e masticato con palese disgusto hanno un dovere morale: sputare il nome del prete corruttore”. Lo chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in una breve nota pubblicata nella pagina degli editoriali del giornale della Cei, dopo la messa in onda di un servizio delle ”Iene” in cui un ex parroco ha raccontato la sua storia di vittima abusata da un altro prete e costretta al silenzio dai suoi superiori ecclesiastici. ”Sputino quel nome – scrive Tarquinio – e noi testimonieremo che le ‘Iene’ non intendevano sputare in faccia a decine di migliaia di preti italiani e al loro servizio disinteressato alle comunita’ cristiane e agli ultimi della nostra societa”’. Se cosi’ faranno, conclude Tarquinio, ”faranno un servizio alla verita’ e non solo un misero spettacolo su una miseria umana”.

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Unità cinofile alla ricerca degli assassini: ecco la squadra degli HBDD!

Il Giustiziere degli Angeli


Il migliore amico dell’uomo? Il cane! Sembra la solita frase fatta ma sappiamo che non sempre è così. Lo sappiamo dalla cronaca che a volte (quando i casi diventano di largo e pubblico dominio soprattutto grazie alla rete web) ci riferisce di orrendi comportamenti dell’uomo sui nostri amici a quattro zampe. Sappiamo e ci interessiamo ben poco, dandogli poco risalto, di quanto invece i cani vengono utilizzati per la sicurezza delle nostre vite. E questa loro prerogativa dipende da quanto l’uomo sappia amarli ed indirizzarli a capire quanta importanza riveste il reciproco amore. Per caso questo blog viene in contatto con delle persone che, con il loro amore e la loro professionalità, addestrano questi pelosi amici alla ricerca di qualcosa che possa risolvere casi di omicidio o scomparsa: gli umani sono Giacomo Micheli e Vincenzo Scavongeli; gli splendidi animali si chiamano Bo ed Emma! Leggete….

Lo spinone Bo risolve un giallo – Il cane di Rosignano trova l’arma del delitto Lorenzon – 15.ott.2010

ROSIGNANO. Se c’è stata una svolta per l’omicidio Lorenzon, l’uomo trovato morto il 24 settembre 2009 nell’auto in un canale d’irrigazione di Maccarese (vicino Roma), lo si deve ad un cane di Rosignano. Si chiama Bo, è un meticcio di Spinone di Hannover che con la compagna Emma fa parte della Human Blood Detection Dog, la squadra di investigatori a 4 zampe specializzati nel fiutare tracce di sangue e sostanze organiche. Una squadra che si allena al campo macerie di Rosignano con gli addestratori Giacomo Micheli e Vincenzo Scavongelli. Lo Spinone Bo, nei giorni scorsi, nel corso di una perlustrazione con le forze dell’ordine del luogo, ha trovato in un terreno di un coltivatore amico della vittima quella che secondo gli inquirenti sarebbe l’arma del delitto, un tubo idraulico: prova che ha consentito l’arresto per omicidio premeditato di tale Sandro Zorzi, 39 anni. Si tratta di un altro importante successo degli «investigatori a 4 zampe» rosignanesi che – coi loro istruttori – stanno ormai guadagnando la fama come vere e proprie star. Hanno già infatti partecipato ad importani operazioni: dalla ricerca della piccola Denise Pipitone al giallo di casa nostra dell’omicidio di Felicia Wentel alla Mazzanta. E oltre a pagine sui quotidiani sono stati dedicati loro anche spazi importanti sulle tv.


Questo caso dimostra senza ombra di dubbio quanto sia stato importante il lavoro di questi cani che, sin dai primi mesi di vita, vengono addestrati nel rintracciare quello che sia all’uomo che alle nuove tecnologie, sfugge. Già, perché al loro olfatto non si scappa! Inutile tentare di mascherare il sangue umano con varechina, profumo o sangue animale. Loro sono addestrati anche per questo. Le interferenze olfattive non li disturbano. Con una percentuale del 90% di successo, riuscirebbero a scovare un millilitro di sangue umano anche in dieci litri d’acqua. Collaborano fattivamente da alcuni anni con i R.i.s di Parma, con la sezione investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Livorno e con l’Università di Pisa.

Troverete sul loro sito Human Blood Detection Dog Link HBDD) tutto quello che è possibile sapere sui casi a cui partecipano attivamente e un Forum di discussione (aperto solo da ieri) a cui possiamo collaborare ed a cui vi invito ad iscrivervi numerosi: io ci sono già!

Abusi su minori. Facevano prostituire il loro bambino di sette anni: condannati!

Il Giustiziere degli Angeli

Vasile Caldararu e Floarea Pomana, questi i nomi dei due rom condannati oggi a 18 anni di reclusione! Questi erano i genitori (bah!) di Stefan, un bambino che all’epoca dei fatti non aveva neanche 7 anni. Lo portavano nei pressi del cimitero Maggiore di Milano per farlo prostituire. E, per attirare maggiormente clienti pervertiti, gli lasciavano i capelli lunghi, gli laccavano le unghie di rosso e lo vestivano da bambina! Il loro avvocato difensore (romeno anche lui ma di cui non si dice il nome) ha avuto il coraggio di dire che “la polizia ha interpretato in modo cattivo un innocente travestimento… Tutti i nostri bimbi giocano a vestirsi da bambina, lo facevo anch’io da piccolo…“. Nutro i miei dubbi su questa affermazione che comunque non c’entra nulla col fatto che il bambino venne trovato dalla Polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.

Stefan oggi ha 13 anni ed è stato da tempo adottato da una famiglia che gli stà rendendo dignità, serenità ed amore! Il mio abbraccio speciale a lui.

Bambino rom costretto a prostituirsi: condanne a 18 anni per i genitori. Il caso del piccolo Stefan, rapito da una comunità protetta. Era stato trovato travestito da bambina. Leggi l’articolo completo

Pedofilia: frate acquista foto pedopornografiche con i soldi delle offerte!!

Il Giustiziere degli Angeli

IL BENEFICIO DEL “DUBBIO” lo scrivo da subito così non arrivano i soliti “commentatori” che mi accusano di essere una che condanna a priori senza null’altro sapere!

Una mia amica mi ha letto or ora la notizia al telefono! Un parroco di Sciacca, Davide Mordino di 37 anni, è accusato di aver pagato fotografie e prestazioni sessuali con minorenni… oltretutto con i soldi della parrocchia!

Ciò che mi viene in mente, oltre al dolore per i bambini e ragazzi coinvolti nella vicenda, sono le facce delle pie donne che in Chiesa allungavano la mano verso l’offertorio!!!

Intanto sono già avviate (e questo non stupisce affatto visto che accade ogni volta!) petizioni a sostegno del sacerdote perchè si sostiene che sia tutto un COMPLOTTO nei suoi confronti!

Madonna mia quanto sono stanca!

“I soldi della parrocchia per le foto hard”. Frate indagato per pedopornografia.

Davide Mordino, 37 anni, parroco della Basilica di San Calogero a Sciacca è stato già trasferito da alcuni mesi e sospeso dopo un processo voluto dalla gerarchia ecclesiale. Dopo le denunce di alcuni giovani parrocchiani è indagato dalla Procura do Palermo anche per induzione alla prostituzione minorile: avrebbe pagato fotografie e prestazioni sessuali con i soldi della parrocchia. Leggi l’articolo completo

Abigail, Tatma, Brittany e Rishabh: bambini nel mondo che…

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Poco fà leggevo una notizia e questo mi ha fatto pensare a quanti bambini nel mondo sono amati, coccolati ed aiutati a crescere nella più diversa normalità! Per prima cosa guardate il volto di questa ragazza, prima bambina ed oggi donna. Studia, fà sport, ha molti amici, si innamora!!

Un volto scanzonato, piccolo ed incorniciato da capelli lunghi… alla moda. Una ragazza come tante, di quelle che ti strappano un pensiero gioioso pensando alla tua gioventù passata che ricatturi nella sua freschezza! Una ragazza di certo amata dalla sua famiglia ma…. Leggi l’articolo completo

Daniele Gravili: violentato e lasciato morire! Aveva solo tre anni.

Il Giustiziere degli Angeli

Era il 12 settembre 1992 . Daniele Gravili, tre anni, viene trovato in coma sulla battigia di Torre Chianca, alla periferia di Lecce. Inizialmente si pensa ad un incidente.  Ma la stessa sera, poco prima della sua morte, i medici scoprono la terribile verita’ : il bambino e’ stato prima violentato e poi ridotto in fin di vita.

Morì per via della sabbia che gli si era infilata nei polmoni. Qualcuno nella sabbia ce l’aveva messo di proposito. Qualcuno che l’aveva prima stuprato e poi aveva fatto in modo che il bimbo, che aveva visto e che avrebbe potuto raccontare, non lo facesse. Sul corpicino i segni della violenza sessuale furono inconfutabili. Ma nessun testimone aveva visto. E nessun test portò all’identità del responsabile. Oggi l’inchiesta è stata riaperta. Quello di Daniele è uno dei 27 casi italiani irrisolti di cui si sta occupando l’Unità delitti insoluti (Udi) che si è costituita un anno fa alla Direzione centrale anticrimine della polizia.

Quel maledetto giorno i genitori stavano preparando i bagagli per tornare a casa dopo la vacanza. Mentre caricavano le loro cose in macchina lui stava giocando sul vialetto della casa, il cancello era chiuso ma, in una manciata di secondi il bambino scomparve! I genitori corsero fuori a cercarlo, suonarono a tutte le case che affacciavano sulla via, presero l’auto e girarono il paese in modo sempre più febbrile, disperati. Di lì a poco un ragazzo 12enne che passeggiava sulla spiaggia si accorse di quel corpo sulla battigia e chiamò aiuto in una casa di fronte!…..

Possiamo immaginare la disperazione totale, annientante di questi due genitori che si sono visti spazzare via l’anima in un attimo? Possiamo sentire i loro pensieri dietro la scoperta orribile della violenza e dell’uccisione del proprio angelo? Forse possiamo avvicinarci a tutto questo, forse possiamo… ma con passo leggero e pieno di rispetto e vergogna! Sono passati 18 anni e di questo stupratore assassino di innocenti non sappiamo nulla. Tante indagini, tanti sospetti e nessun colpevole che, forse in questi lunghi anni, ha fatto altre vittime! Daniele non c’è più! la sua famiglia ha perso un figlio nel modo più orribile e niente potrà cancellare il dolore. Ma che il pedofilo-assassino sia assicurato per sempre al buio di una cella lo dobbiamo a Daniele, a sua madre e padre ed anche a noi tutti.

Abusi su minori: incontri hot tra omosessuali in cui prese parte anche una bambina. Condannati!!

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Pedofilia, abusi su bimba di otto anni. Tra i sei condannati c’è il padre.

Sotto accusa anche un ex medico del Policlinico Gemelli e un sagrestano. Per il genitore 15 anni di reclusione. Leggi l’articolo completo

Mauro Romano: dopo 33 anni dalla sua scomparsa un testimone di quel giorno!

Il Giustiziere degli Angeli

Novità sulla scomparsa di Mauro Romano. Gli altri articoli del blog sulla scomparsa del piccolo Mauro QUIQUI.

RACALE (14 novembre) – L’autore del misterioso messaggio su Mauro Romano si è fatto avanti. Ieri pomeriggio ha incontrato i genitori del bambino scomparso 33 anni fa a Racale. E, prima che gli accertamenti avviati dalla polizia postale lo individuassero, ha preferito uscire dall’anonimato e raccontare a Gianni Natale Romano e Bianca Colaianni quanto accaduto il pomeriggio del 21 giugno del 1977 quando Mauro scomparve.  Leggi l’articolo completo

Marco Furan definitivamente libero! i morti riposino in pace!ora è un bravo ragazzo.

Il Giustiziere degli Angeli

Non mi dilungo tanto su Marco Furlan se non rimandandovi a quanto avevo già scritto su QUESTO ARTICOLO DEL MIO BLOG


OGGI HA 50 ANNI, È LAUREATO IN INGEGNERIA, LAVORA E HA UNA COMPAGNA!

Gruppo Ludwig, Furlan è libero. Nel ’91 era stato condannato definitivamente a 27 anni di carcere per 10 omicidi a sfondo neonazista.

MILANO – Il superamento dei suoi problemi psicologici, il buon reinserimento sociale e il comportamento positivo durante il periodo della libertà vigilata. Sono questi i tre punti che ha evidenziato il giudice della sorveglianza di Milano, Cristina Ceffa, nel provvedimento con cui ha in pratica concesso la libertà definitiva a Marco Furlan, il veronese che insieme a Wolfgang Abel aveva dato vita alla formazione neonazista Ludwig, e che nel ’91 venne condannato definitivamente a 27 anni di carcere per 10 omicidi. L’uomo era stato considerato seminfermo di mente all’epoca dei fatti a causa di disturbi della personalità. Il giudice, basandosi anche sulle relazioni degli educatori e dei criminologi che in questi anni hanno tenuto sotto osservazione Furlan, ha rilevato «il positivo percorso di rielaborazione delle ragioni alla base dei reati» e, visto l’esito positivo del periodo di affidamento in prova ai servizi sociali e dei permessi per buona condotta, il suo reinserimento sociale: dopo la laurea ha ottenuto un lavoro stabile e ha un rapporto affettivo consolidato. LA BUONA CONDOTTA – In più, nel provvedimento con cui il giudice Ceffa ha revocato la misura di sicurezza mancando ormai il presupposto della pericolosità sociale, è stato anche preso in considerazione il comportamento di Furlan nel periodo di libertà vigilata: non ha violato gli obblighi prescritti come quello di uscire di sera o dai confini della provincia di Milano. L’ex componente di Ludwig ha assicurato che rimarrà in contatto con gli educatori che in questi anni lo hanno seguito.

I DELITTI – Marco Furlan, condannato a 27 anni di carcere per dieci omicidi commessi dall’82 all’84 (tra le vittime barboni, prostitute, omosessuali, due frati e un sacerdote) venne arrestato per la prima volta insieme al suo complice, Wolfgang Abel, il 4 marzo 1984: i due avevano tentato di incendiare la discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, dove si trovavano 400 ragazzi. Quattro anni dopo Furlan uscì dal carcere per scadenza termini, e nel 1991 fuggì dalla dimora obbligata per essere poi riarrestato a Creta nel maggio 1995. Nel 2008, dopo aver scontato 18 anni di reclusione (grazie anche ad alcuni condoni e alla buona condotta) venne scarcerato e affidato in prova ai servizi sociali dal giudice Ceffa. A settembre dell’anno scorso, poi, la misura di sicurezza del ricovero in casa di cura venne sostituita dallo stesso giudice in libertà vigilata. Furlan, laureatosi in ingegneria informatica, lavora per una società del settore.

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Abusi sui bambini di un altro “Asilo degli Orrori”. :-(

Il Giustiziere degli Angeli

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, vuole evitare la costruzione di altri asili comunali perchè troppo costosi sovvenzionando invece gli asili privati. ”Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Ma Alemanno non si rende conto che già il personale del Comunale è scarsamente controllato, figuriamoci l’asilo privato che di controlli ne ha meno se non nulla! Ma chi ha necessità di portare un bambino all’asilo oggi deve munirsi di strumenti propri di controllo o affidarsi alla preghiera ed al buon Dio affinchè al prorpio figlio non accada nulla di male? L’ennesima storia di abusi e maltrattamenti su bambini piccolissimi ci viene oggi da Pinerolo e mi viene da piangere a leggere quali orribili maltrattamenti hanno subito i bambini. L’asilo si chiama “Nel paese delle meraviglie” oggi invero rinominato “L’asilo degli orrori di Pinerolo”.

 

Le tre maestre sono

state denunciate a piede libero

ma io intanto le mando confinate qui

 

 

“Bambini tenuti al buio e picchiati” Pinerolo, blitz all’asilo degli orrori. Denunciate 3 maestre incastrate dai filmati girati dagli inservienti.


PINEROLO – Bambini tenuti al buio, chiusi in una stanza per punizione, obbligati a mangiare il cibo vomitato. A guardarlo da fuori sembra un castello, il “Paese delle meraviglie” in via Alliaudi, l’asilo nido di Pinerolo messo sotto sequestro oggi pomeriggio dai carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Ciro Santoriello. Dentro quel castello incantato, però, succedeva di tutto: botte, insulti, maltrattamenti. Francesca Panfili, Elisa Griotti e Stefania Di Maria, le tre maestre proprietarie del nido, sono state denunciate a piede libero per maltrattamenti, ma non sono state arrestate perché per la Procura non esiste il pericolo di inquinamento delle prove né di reiterazione del reato. Le incastrerebbero le immagini registrate dai carabinieri del reparto operativo. Fotogrammi ora al vaglio della magistratura.

L’indagine era partita a febbraio dopo la denuncia di quattro inservienti che, pare, avrebbero girato anche del materiale video sulle umiliazioni a cui le tre donne avrebbero sottoposto i bambini, tutti tra gli 8 mesi e i 3 anni. A Pinerolo la notizia s’è sparsa in fretta, e le mamme si sono precipitate sul posto, stupite: «Non è possibile, non può essere vero. Qui tutto ha sempre funzionato perfettamente».

Qualche genitore, però, aveva avuto dei sentori: «Ho ritirato dall’asilo mio figlio l’anno scorso perchè avevo capito che c’era qualcosa che non andava. Non dormiva più, era nervoso e tutte le volte che lo portavo davanti all’asilo piangeva e voleva venir via. Così ho tagliato la testa al toro e ho cambiato scuola e subito dopo il bambino è tornato normale», dice Diego Murgioni. Micaela Martinat ha invece ritirato la sua bambina due mesi fa. «Anche mia figlia – spiega – appena ritirata da questa scuola per piccoli, è tornata a sorridere. Dopo notti insonni e tanto spaesamento. Avevo anche sentito una brutta storia – ha aggiunto la donna – di una bambina che aveva rovinato la faccia di un’altra bambina a morsi durante una lite scoppiata mentre nessuno si occupava di loro. Mi ha preso il terrore e ho portato via mia figlia. Mi auguro solo che si faccia luce su questa scuola, che da fuori sembra un’oasi e invece dentro deve essere un inferno».

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Il tumore morirà e tu vivrai – Come le sette manipolano la mente!

Il Giustiziere degli Angeli

Mentre facevo colazione al bar con cornetto e cappuccino l’occhio mi è caduto su un articolo del “Il Messaggero” ed il mio break è finito lì. Da tempo leggo articoli, siti, libri su questo allarmante sotterfugio operato da “malvagi” che, con tecniche di ipnosi ed altro, operano sulla mente di uomini e donne che si trovano in gravi momenti di difficoltà. Spesso ho consigliato la lettura di un libro scaricabile gratuitamente: Cults in Our Midst – Le sette tra noi, di Margaret Thaler Singer, con Janja Lalich. Estratti del libro pubblicato nel 1995, con la prefazione di Robert Jay Lifton. Una lettura fondamentale per comprendere il fenomeno settario. Cults in our Midst (file .doc scaricabile)


Ma leggete ora l’articolo di oggi su Il Messaggero:

Martedì 09 Novembre 2010 di CLAUDIO MARINCOLA

Conobbi il “maestro” dopo il cancro. Lo chiamavo Dio, ero una schiava.

Paola, all’inferno e ritorno “Cercavo solo terapie naturali per guarire”

Un’adolescenza fin troppo normale. Studi senza alti né bassi in un liceo romano, genitori che non le facevano mancare nulla. Nessun segno premonitore, curiosa quanto può esserlo una ragazzina, «e nessuna voglia di conoscere gli enigmi impenetrabili dell’universo…se è questo che vuol sapere». Le sette, Paola, non sapeva neanche cosa fossero.

Il sogno di studiare Agraria all’Università di Perugia sfumato, ma in compenso tanti viaggi. Il matrimonio, un marito anche affettuoso, una vita incanalata secondo binari tradizionali. «Con la malattia sono entrata in crisi. Ho perso tutti i riferimenti. Sono arrivata a pesare 40 chili, non mangiavo più, bevevo solo tè, l’energia per andare avanti, mi dicevano, doveva arrivare solo da lui, dal mio guru».

«A questo punto lei si sta chiedendo se sono una fuori di testa, vero? – si interrompe Paola – Non sono pazza, è che a un certo punto della mia vita ho perso gli ancoraggi del cervello. E’ successo a me, può succedere a tutti».

Un momento di debolezza. Il consiglio di un’amica che le aveva parlato di «…una certa comunità, di terapie naturali per guarire, tipo yoga e shiatsu». I seguaci del guru l’hanno reclutata con la tecnica del bombardamento affettivo (love-bombing). Improvvisa empatia, desiderio di amore incondizionato, «se tu il prescelto», perciò «il tumore morirà e tu virai».

Sedotta, accerchiata, Paola ha ceduto. Finché un giorno arrivò quello che gli psichiatri chiamano “ il richiamo del maestro”. «Mi trasferii nelle Marche e andai a vivere con loro. Nel frattempo si erano informati sulla mia situazione economica. Sapevano tutto. Cominciai a spendere i miei soldi per loro corsi. Ero obbligata a non lavorare: vivevo una vita ai margini, sempre con la mente chiusa dentro di me. La mia vita ormai era cambiata totalmente: iniziai un viaggio, il mio Virgilio dantesco era il guru».

Perché non è scappata? «Sono stata minacciata, colpita, obbligata a restare, sottoposta a riti satanici che vorrei non raccontare. Mi sentivo uscita da un ovulo. Mi svegliavo la notte con una voce che mi gridava dentro “ voglio il tuo cuore”».

In futuro Paola ne avrebbe parlato con Don Aldo Bonaiuto dell’associazione Giovanni XXIII. Il religioso ha continuato l’opera del suo ispiratore Don Benzi dedicandosi al recupero delle prostitute. Non tutti sanno però dell’altra attività: l’istituzione di un numero verde anti-sette. «Paola ha subito cose gravi e vive nella disperazione e nell’angoscia – spiega don Aldo – queste persone che escono da esperienze così tremende finiscono abbandonate. Vengono destabilizzate, distrutte psicologicamente, rischiano una forte depressione» .

Paola si è rivolta a un avvocato. Ha presentato varie esposti in più di una Procura. Non le hanno creduto. «Le psicosette usano tecniche sofisticate – spiega ancora don Aldo – chi scappa non deve essere considerato credibile, sono tecniche di manipolazione mentale, controllano il pensiero (brainwashing) usando un linguaggio psico-sacrale».

Ceto sociale, cultura, professione. Nella rete dello spiritismo satanico può finirci chiunque. Le sette sono confederate tra loro e hanno ottimi avvocati. Alcune si nascondono dietro onlus. Con chi le “tradisce” sono vendicative.

E Paola? «Dio mi ha aperto la porta: in un momento di confusione ho preso tutto quello che avevo e ho iniziato a correre per salire in macchina e fuggire. Pensavo così di aver messo una distanza uno spazio tra me e quelle “forme”. In seguito mi hanno convinto a fare denuncia, ma mi sono sempre ritrovata sola».

«Nello stesso periodo – prosegue il suo racconto Paola – una famiglia aveva gravi problemi con il guru. Lei, la mamma era stata adocchiata dagli adepti, e convinta ad andare la domenica nel dojo. La donna era sempre sola, il marito e i figli erano sempre lontani. Ogni domenica andavano a prenderla, fino a quando quelli della setta le hanno fatto firmare un testamento a loro favore». Come è finita? Non è finita. La famiglia della donna ha impugnato il testamento e denunciato il guru. La signora è ancora in cura da uno psichiatria.

Sette religiose e associazioni ormai da un ventennio sono un fenomeno molto diffuso: 1200 gruppi, un milione di persone. Sincretismo, New Age, psicosette varie. Difendersi per chi ci finisce dentro non è semplice. L’articolo 603 del codice penale che prevedeva il reato di plagio è stato dichiarato anti-costituzionale dalla Suprema corte dal 1981. Prevedeva pene da 5 a 15 anni. Per liberare le “menti in ostaggio”, la nostra legislazione non offre strumenti validi. Un disegno di legge (n°569) è in esame alla Commissione giustizia del Senato. Le sette possono fare il bello e il cattivo tempo, spesso dimostrando che il loro ex adepto farnetica o all’improvviso è impazzito. «Manca una legge che protegga la cosa più preziosa che ha un individuo: l’equilibrio psichico», sostiene Maurizio Alessandrini, ex funzionario della Provincia di Rimini e fondatore del Favis. Ha costituito la sua associazione in seguito a un’amara esperienza personale: il figlio è un devoto di una santona. Non lo vede da 10 anni.

Intanto Paola ha continuato la sua battaglia. Si è sottoposta a varie sedute presso un’esperta di satanismo; è ricorsa più volte all’aiuto di un esorcista, ha aperto un’attività commerciale. «Nel 2007 un adepto venne a trovarmi dove lavoro. Mi disse: “Il guru è molto arrabbiato con te“. Da allora sono stata anche in luoghi protetti, dove mi e’ stata diagnosticata un’ipnosi devastante legata a rituali satanici legati al sesso…ma questa parte non vorrei raccontarla, vorrei dimenticarla per sempre».

Abusi all’asilo di Loano: condannate le due maestre!

Il Giustiziere degli Angeli

Nonostante le due aguzzine dei bambini dell’asilo Stella Grossi di Loano si dichiarassero innocenti dicendo che “erano tutte falsità”, ieri sono state condannate a TRE anni e QUATTRO mesi per maltrattamenti su bambini di meno di tre anni. Una condanna che di certo non potrà mai ripagare le sofferenze dei piccini ma che comunque rende un pò meno dolorosa questa orribile vicenda. Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso anche negli altri casi italici soprattutto per quanto riguarda l’asilo nido Cip e Ciop di Pistoia.


Asilo degli orrori a Loano: due maestre condannate per maltrattamenti

Chiudevano i bambini dell’asilo in bagno per punizione, li strattonavano, li imboccavano con la forza, li infilavano con la forza nei seggioloni e li obbligavano a sedersi per terra. Il tutto accompagnato da urla isteriche.

Le due maestre dell’asilo Stella di Loano sono state condannate ieri pomeriggio in tribunale ad Albenga a 3 anni e 4 mesi di reclusione per i maltrattamenti a una decina di piccini al di sotto dei 3 anni.

 

Federica Puzo (licenziata dopo le denunce) e Irvana Cadeddu, entrambe loanesi, facevano parte della cooperativa “Il Quadrifoglio” che in seguito alle indagini sulle due socie-maestre perse poi l’appalto per la gestione dell’asilo nido «Simone Stella -Leone Grossi». Fu proprio lo stesso presidente della coop Natale Consiglia -dopo la segnalazione ricevuta dal presidente della fondazione proprietaria dell’asilo Emanuele Caglieris che vide di persona un bambino strattonato con violenza da una maestra – a presentare un esposto alla Procura nell’agosto del 2005. I maltrattamenti furono confermati nel corso del processo da un perito della Procura (Moretuzzo) che dopo una serie di colloqui autorizzati dai genitori con quattro bambini ribadì i segni (disagi psicologici piuttosto che aspetti fisici) che confermavano i maltrattamenti subiti. Ieri la sentenza del giudice Laura Russo (pm Chiara Maria Paolucci) che ha disposto anche un risarcimento provvisorio (una provisionale) di 20 mila euro per ognuna delle parti civili che si sono costituite nel processo per avere un risarcimento. Oltre ad una decina di genitori difesi dagli avvocati Calcaterra, Spotorno, Zunino e Paleologo, anche la coop “Il Quadrifoglio” (assistita dall’avvocato Mara Tagliero) per via del danno d’immagine si è costituita parte civile contro le due insegnanti, ex socie. Le maestre difese dagli avvocati Maria Luisa Formato e Simonetta Salvini hanno sempre negato le contestazioni. Le indagini partirono dalla segnalazione di Caglieris che avrebbe visto un bimbo costretto dalla maestra a mangiare sul seggiolone per una mattinata un po’ agitata. In concomitanza con la vicenda penale ci fu anche una causa di lavoro che portò al licenziamento della maestra Puzo, mentre la Cadeddu diede le dimissioni. Tra le accuse mosse alle due maestre anche il fatto di aver sgridato violentemente una bimba, a tal punto da spaventarla e farla vomitare. Altri bimbi furono atterrati con forza, facendogli battere la testa per terra. Altri colpiti sul collo con schiaffi. Un altro seduto di forza sul seggiolone. «Tutte falsità» si erano sempre difese le due insegnanti. Ieri la sentenza.

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