Il Giustiziere degli Angeli
Mentre facevo colazione al bar con cornetto e cappuccino l’occhio mi è caduto su un articolo del “Il Messaggero” ed il mio break è finito lì. Da tempo leggo articoli, siti, libri su questo allarmante sotterfugio operato da “malvagi” che, con tecniche di ipnosi ed altro, operano sulla mente di uomini e donne che si trovano in gravi momenti di difficoltà. Spesso ho consigliato la lettura di un libro scaricabile gratuitamente: Cults in Our Midst – Le sette tra noi, di Margaret Thaler Singer, con Janja Lalich. Estratti del libro pubblicato nel 1995, con la prefazione di Robert Jay Lifton. Una lettura fondamentale per comprendere il fenomeno settario. Cults in our Midst (file .doc scaricabile)

Ma leggete ora l’articolo di oggi su Il Messaggero:
Martedì 09 Novembre 2010 di CLAUDIO MARINCOLA
Conobbi il “maestro” dopo il cancro. Lo chiamavo Dio, ero una schiava.
Paola, all’inferno e ritorno “Cercavo solo terapie naturali per guarire”
Un’adolescenza fin troppo normale. Studi senza alti né bassi in un liceo romano, genitori che non le facevano mancare nulla. Nessun segno premonitore, curiosa quanto può esserlo una ragazzina, «e nessuna voglia di conoscere gli enigmi impenetrabili dell’universo…se è questo che vuol sapere». Le sette, Paola, non sapeva neanche cosa fossero.
Il sogno di studiare Agraria all’Università di Perugia sfumato, ma in compenso tanti viaggi. Il matrimonio, un marito anche affettuoso, una vita incanalata secondo binari tradizionali. «Con la malattia sono entrata in crisi. Ho perso tutti i riferimenti. Sono arrivata a pesare 40 chili, non mangiavo più, bevevo solo tè, l’energia per andare avanti, mi dicevano, doveva arrivare solo da lui, dal mio guru».
«A questo punto lei si sta chiedendo se sono una fuori di testa, vero? – si interrompe Paola – Non sono pazza, è che a un certo punto della mia vita ho perso gli ancoraggi del cervello. E’ successo a me, può succedere a tutti».
Un momento di debolezza. Il consiglio di un’amica che le aveva parlato di «…una certa comunità, di terapie naturali per guarire, tipo yoga e shiatsu». I seguaci del guru l’hanno reclutata con la tecnica del bombardamento affettivo (love-bombing). Improvvisa empatia, desiderio di amore incondizionato, «se tu il prescelto», perciò «il tumore morirà e tu virai».
Sedotta, accerchiata, Paola ha ceduto. Finché un giorno arrivò quello che gli psichiatri chiamano “ il richiamo del maestro”. «Mi trasferii nelle Marche e andai a vivere con loro. Nel frattempo si erano informati sulla mia situazione economica. Sapevano tutto. Cominciai a spendere i miei soldi per loro corsi. Ero obbligata a non lavorare: vivevo una vita ai margini, sempre con la mente chiusa dentro di me. La mia vita ormai era cambiata totalmente: iniziai un viaggio, il mio Virgilio dantesco era il guru».
Perché non è scappata? «Sono stata minacciata, colpita, obbligata a restare, sottoposta a riti satanici che vorrei non raccontare. Mi sentivo uscita da un ovulo. Mi svegliavo la notte con una voce che mi gridava dentro “ voglio il tuo cuore”».
In futuro Paola ne avrebbe parlato con Don Aldo Bonaiuto dell’associazione Giovanni XXIII. Il religioso ha continuato l’opera del suo ispiratore Don Benzi dedicandosi al recupero delle prostitute. Non tutti sanno però dell’altra attività: l’istituzione di un numero verde anti-sette. «Paola ha subito cose gravi e vive nella disperazione e nell’angoscia – spiega don Aldo – queste persone che escono da esperienze così tremende finiscono abbandonate. Vengono destabilizzate, distrutte psicologicamente, rischiano una forte depressione» .
Paola si è rivolta a un avvocato. Ha presentato varie esposti in più di una Procura. Non le hanno creduto. «Le psicosette usano tecniche sofisticate – spiega ancora don Aldo – chi scappa non deve essere considerato credibile, sono tecniche di manipolazione mentale, controllano il pensiero (brainwashing) usando un linguaggio psico-sacrale».
Ceto sociale, cultura, professione. Nella rete dello spiritismo satanico può finirci chiunque. Le sette sono confederate tra loro e hanno ottimi avvocati. Alcune si nascondono dietro onlus. Con chi le “tradisce” sono vendicative.
E Paola? «Dio mi ha aperto la porta: in un momento di confusione ho preso tutto quello che avevo e ho iniziato a correre per salire in macchina e fuggire. Pensavo così di aver messo una distanza uno spazio tra me e quelle “forme”. In seguito mi hanno convinto a fare denuncia, ma mi sono sempre ritrovata sola».
«Nello stesso periodo – prosegue il suo racconto Paola – una famiglia aveva gravi problemi con il guru. Lei, la mamma era stata adocchiata dagli adepti, e convinta ad andare la domenica nel dojo. La donna era sempre sola, il marito e i figli erano sempre lontani. Ogni domenica andavano a prenderla, fino a quando quelli della setta le hanno fatto firmare un testamento a loro favore». Come è finita? Non è finita. La famiglia della donna ha impugnato il testamento e denunciato il guru. La signora è ancora in cura da uno psichiatria.
Sette religiose e associazioni ormai da un ventennio sono un fenomeno molto diffuso: 1200 gruppi, un milione di persone. Sincretismo, New Age, psicosette varie. Difendersi per chi ci finisce dentro non è semplice. L’articolo 603 del codice penale che prevedeva il reato di plagio è stato dichiarato anti-costituzionale dalla Suprema corte dal 1981. Prevedeva pene da 5 a 15 anni. Per liberare le “menti in ostaggio”, la nostra legislazione non offre strumenti validi. Un disegno di legge (n°569) è in esame alla Commissione giustizia del Senato. Le sette possono fare il bello e il cattivo tempo, spesso dimostrando che il loro ex adepto farnetica o all’improvviso è impazzito. «Manca una legge che protegga la cosa più preziosa che ha un individuo: l’equilibrio psichico», sostiene Maurizio Alessandrini, ex funzionario della Provincia di Rimini e fondatore del Favis. Ha costituito la sua associazione in seguito a un’amara esperienza personale: il figlio è un devoto di una santona. Non lo vede da 10 anni.
Intanto Paola ha continuato la sua battaglia. Si è sottoposta a varie sedute presso un’esperta di satanismo; è ricorsa più volte all’aiuto di un esorcista, ha aperto un’attività commerciale. «Nel 2007 un adepto venne a trovarmi dove lavoro. Mi disse: “Il guru è molto arrabbiato con te“. Da allora sono stata anche in luoghi protetti, dove mi e’ stata diagnosticata un’ipnosi devastante legata a rituali satanici legati al sesso…ma questa parte non vorrei raccontarla, vorrei dimenticarla per sempre».