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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Pedofilia: uomini che abusano di nipoti! Condanne ed arresti

Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia, abusò della nipotina: artigiano condannato a 9 anni.

I fatti risalgono all’aprile del 2007. Le violenze sarebbero state consumate da un artigiano di origini sarde residente in Piemonte. Condannata anche la compagna di 26 anni. Questa mattina la sentenza del Gup di Cagliari, Giovanni Massidda. Nove anni di reclusione per le accuse di violenza sessuale sulla nipotina di 8 anni ad un artigiano di origini sarde residente in Piemonte; tre anni e sei mesi per la compagna piemontese di 26 anni, imputata in concorso, ma ritenuta parzialmente incapace di intendere e di volere. Questa la sentenza pronunciata oggi dal Gup di Cagliari, Giovanni Massidda, nei confronti della coppia arrestata nell’aprile del 2007 con l’accusa di aver abusato di una bambina, nipote dell’uomo. Una storia terrificante che si è consumata in un centro della provincia del Sulcis, venuta alla luce grazie ad un’indagine attivata dalla Procura di Novara su altri due episodi di violenza sessuale avvenuti nel 2006 ai danni di due diciassettenni con problemi di disabilità. Messi sotto controllo i telefonini dei due fidanzati, gli inquirenti avevano scoperto anche l’abuso sulla bambina, arrestando l’uomo non appena aveva messo piede in Sardegna. Le due inchieste erano poi confluite in un unico processo, celebrato davanti al Gup Massidda che si è concluso oggi con la sentenza, dopo la requisitoria del pubblico ministero Alessandro Pili che aveva sollecitato la condanna di entrambi: 9 anni per l’artigiano, difeso dall’avvocato Pierluigi Concas, riconosciuto responsabile degli abusi sulla nipotina e delle violenze contro le due diciassettenni disabili, ma assolto per un’altra violenza sessuale continuata, maltrattamenti e lesioni gravissime nei confronti della fidanzata. L’imputata, difesa dall’avvocato Roberta Ferloni, è stata invece ritenuta parzialmente incapace di intendere e di volere e condannata ad una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione. Alla famiglia della bambina, costituitasi in aula parte civile e rappresentata dall’avvocato Stefania Sulis, il giudice ha assegnato una provvisionale di 30 mila euro.

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PEDOFILIA: VIOLENTA LA NIPOTINA DI 5 ANNI, ARRESTATO A PALERMO. (AGI) – Palermo, 31 lug. – Ha violentato la nipotina di appena 5 anni. Con questa accusa i poliziotti della Sezione reati sessuali e in danno di minori della Squadra mobile di Palermo, hanno arrestato il nonno di 52 anni, residente in un paese dell’hinterland palermitano, in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Palermo Silvana Saguto, su richiesta del pm Francesca Furnari. Le indagini sono partite dalla denuncia della madre della vittima, figlia dell’arrestato, negli ultimi mesi del 2009. La donna, pur avendo in parte sanato i rapporti con il genitore, responsabile di averle fatto trascorrere una adolescenza violenta, continuava a non fidarsi troppo delle sue maniere gentili e delle sue finta disponibilita’ a “tenere la piccola”. Cosi’, una sera, al termine di una delle poche uscite concesse all’uomo in compagnia della piccola, la madre ha saputo interpretare lo sguardo rivolto a terra dalla bambina come quello di chi ha vissuto la paura e insieme la vergogna. La piccola, pur fra mille difficolta’ e imbarazzi, ha raccontato, prima alla madre e poi a psicologi e poliziotti la terribile esperienza vissuta nella casa del nonno. Il racconto e’ stato cosi’ ritenuto attendibile e ha portato all’applicazione della misura restrittiva nei confronti dell’uomo, per altro gia’ recluso in carcere per una precedente vicenda di stalking e maltrattamenti. (AGI) Mrg

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Pedofilia: confessa e resta in carcere l’arbitro varesino.

Il Giustiziere degli Angeli


Pedofilia, l’arbitro resta in carcere – “Sì, ho incontrato quel ragazzino”

VARESE E’ comparso davanti al gip di Varese Cristina Marzagalli il settantenne varesino accusato di aver abusato sessualmente di almeno quattro minorenni. Un uomo con un piano per l’accusa: prometteva “diventerai una star”, in cambio di favori sessuali da ragazzini.

In sede di udienza di convalida l’uomo, che in gioventù allenava ragazzi del settore giovanile di squadre calcistiche della zona e che prima dell’arresto militava come arbitro, ha parlato per oltre un’ora. Ammettendo uno soltanto dei quattro episodi contestatigli del pm varesino Massimo Barlado. Il fatto risale all’8 giugno 2010 quando il settantenne, denunciato dalla cognata, era già sotto inchiesta. L’episodio, del resto, non avrebbe potuto smentirlo: la squadra mobile di Varese ha registrato con intercettazione ambientale il fatto documentandolo al di là di ogni ragionevole dubbio. L’arbitro, però, precisa che quella fu l’unica volta; con lui un quindicenne, e si limitò a palpeggiamenti. Mai l’anziano, nel corso dell’inchiesta, avrebbe consumato un rapporto completo con una delle vittime. Gli altri episodi contestati il settantenne li ha negati con fervore: fu solo quella volta, l’8 giugno scorso, e con un quindicenne curioso.

L’anziano avrebbe fornito spiegazioni anche su quella telefonata intercettata dalla cognata. Quella conversazione dai toni assolutamente intimi con un ragazzino che ha spinto la familiare a denunciarlo come pedofilo. L’uomo avrebbe asserito davanti al gip che quella volta era al telefono sempre con lo stesso quindicenne con il quale la mobile l’ha intercettato in auto l’8 giugno scorso.

In ogni caso, trattandosi di un minore, le cose cambiano poco. La procura sta ora vagliando il modus operandi del settantenne. Da sempre l’uomo avrebbe bazzicato l’ambiente del calcio giovanile, mettendo a punto nel tempo una strategia efficace per agire. Ai ragazzini prometteva “un provino in una squadra importante”. “Ti porto a Milanello”, diceva al ragazzino con il quale era al telefono quando la cognata l’ha denunciato dopo aver sentito chiare offerte sessuali in cambio “del provino”. Questo era il piano: l’uomo lusingava il ragazzino di turno come se si trattasse di un ragazzo di vita alla Pasolini. Millantava di avere conoscenze “in alto” in ambito calcistico, prometteva “provini con i grandi club”, “Ti faccio giocare in una grande squadra”, garantiva ai ragazzini.

Poi, dopo averne conquistato la fiducia con lusinghe da serie A, li incuriosiva. Ai minorenni chiedeva se avevano mai avuto esperienze sessuali, mostrava loro filmati hot, fumetti hard, riviste per adulti. Chiedeva gusti e fantasie sino a giungere alla richiesta di sesso. Tutto in fiducia, tutto in famiglia, tutto sognando una serie A, dove forse gli abusati avrebbero finalmente trovato delle Veline invece di un settantenne molto espansivo. Al termine dell’interrogatorio il difensore ha chiesto la scarcerazione o, in subordine, gli arresti domiciliari per l’anziano. La procura potrebbe esprimere parere negativo al fatto. Simona Carnaghi

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Francesco Tadini: condannato alla pena di 3 anni di reclusione per aver tentato di fruire di prostituzione minorile e per detenzione di materiale pedopornografico

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo dall’Ufficio Stampa di Francesco Tadini il seguente comunicato in quanto riportavo un articolo di Repubblica Milano in merito alla sua condanna (anche lo stesso giornale nel frattempo ha cambiato il contenuto dell’articolo che allegavo in link attivo):

Milano, 29 luglio 2010

SI CHIEDE L’IMMEDIATA RETTIFICA DELLA NOTIZIA IN QUANTO NON SI TRATTA ASSOLUTAMENTE DI TENTATA VIOLENZA E NON E’ MAI MAI STATA IDENTIFICATA NESSUNA MINORE E NON SI TRATTA DI UNA CONDANNA PER PEDOFILIA MA PER DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. SE NON AVVERRA’ LA RETTIFICA COSI’ COME RICHIESTA AGIREMO IMMEDIATAMENTE PER VIE LEGALI.

COMUNICATO STAMPA - Errore di persona. Francesco Tadini non è un pedofilo.

Non ha mai chiesto bambini dai 3 ai 10 anni e non è mai stato con una prostituta minorenne.

Cadono le pesanti accuse. Tadini, condannato in primo grado per aver tentato di avere contatti con prostitute minorenni e per aver detenuto materiale pedopornografico.

Dichiara: “La mia vita è stata comunque distrutta”.

Francesco Tadini non ha mai consumato un rapporto sessuale con una prostituta di minorenne. All’esito del processo di primo grado, avvenuto, per scelta della difesa, con rito abbreviato, il Giudice ha anche escluso che sia stato Tadini a richiedere bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni. Questa attribuzione gli era costata agli occhi dell’opinione pubblica l’attribuzione dell’immagine di pedofilo. Tadini è stato invece condannato alla pena di 3 anni di reclusione per aver tentato di fruire di prostituzione minorile e per detenzione di materiale pedopornografico, sul punto la difesa si riserva comunque appello.

I difensori dell’imputato, avvocati Claudia Michela e Lorenzo Zirilli, attraverso la sola documentazione del fascicolo del pubblico ministero, sono riusciti a dimostrare che Tadini non ha mai avuto un rapporto con una prostituta minorenne. La donna in questione non era mai stata identificata e la sua età era stata ipotizzata dall’accusa attraverso l’interpretazione di alcune intercettazioni telefoniche: tale ipotesi non ha però retto il vaglio del Giudice. Egli ha però ritenuto che le richieste effettuate da Tadini, oggetto di intercettazione telefonica, configurassero un tentativo.

E’ stato anche dimostrato come non fu Tadini a richiedere bambini dai 3 ai 10 anni, ipotesi questa che non era mai stata formalizzata in un’accusa di pedofilia, ma che era stata nondimeno diffusa dai media con grande eco. Tale attribuzione, fondata sul contenuto di un’intercettazione telefonica in cui una prostituta riferiva al suo protettore che un suo cliente abituale ricercava bambini dai 3 ai 10 anni, è stata smentita dalla dimostrazione che Francesco Tadini neppure conosceva la donna in questione. Inoltre, la stessa prostituta, sentita in interrogatorio in fase di indagini, ha riportato una descrizione del cliente che non corrisponde affatto a Tadini ed ha citato l’effettuazione da parte del cliente di un prelevamento bancomat finalizzato a pagare le prestazioni richieste, prelevamento che si è dimostrato non essere mai stato eseguito da Tadini. Si è quindi trattato di un clamoroso errore di persona, che è costato però a Tadini un enorme danno di immagine.

La detenzione di materiale pedopornografico, per cui Tadini ha riportato condanna, sarebbe invece il frutto di scaricamenti massivi di foto da siti liberamente accessibili nel web, inoltre, le perizie informatiche hanno riscontrato che nessuna foto è stata scambiata, comprata, né tantomeno prodotta da Tadini. Si può quindi affermare che Francesco Tadini non ha mai alimentato attivamente il mercato web di foto pedopornografiche.

L’indagine su Francesco Tadini, figlio del pittore e scrittore Emilio Tadini e presidente dell’associazione culturale Spazio Tadini, è stata una notizia choc, in particolare, nell’ambiente dell’arte e della cultura milanese.

Francesco Tadini appena scoprì di essere stato indagato, il 5 febbraio di quest’anno, si dimise dalla carica di Presidente di Spazio Tadini e preferì, per rispetto nei confronti dei sostenitori e collaboratori dell’associazione, chiudersi nel silenzio e attendere che la giustizia facesse il suo corso.

Ora Tadini dichiara: “Sono felice di aver dimostrato di non aver mai chiesto bambini dai 3 ai 10 anni e di non aver mai avuto un rapporto con una prostituta minorenne. In questi mesi sono riuscito a sopravvivere grazie alla mia compagna, con la quale vivo da 9 anni, che non ha mai creduto che fossi un sadico pedofilo, e grazie agli amici che mi hanno scritto e sostenuto. La condanna di oggi non è nulla rispetto alla condanna pubblica e morale che ho subito per azioni che non ho mai commesso. Mi hanno distrutto pubblicamente e azzerato la vita e gli affetti”.

IN ALLEGATO DOCUMENTO IN PDF

Ufficio Stampa Difesa Tadini


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Pedofilia: arrestato arbitro di calcio giovanile. Adescava i bambini con promesse…

Il Giustiziere degli Angeli

Si, appunto… e poi mi dicono che sono una madre esagerata! Col freddo pungente, col caldo soffocante o agli allenamenti o alle partitelle all’oratorio IO NON MI SCHIODO: sono una madre partecipativa che ama il pallone!!

Queste persone di merda che adescano i bambini sono ovunque!!!

Varese, adescava minori. Arbitro di calcio in carcere.

VARESE Avrebbe adescato alcuni minorenni con la promessa di provini per importanti squadre di calcio, costringendoli poi a subire violenze sessuali. Per questo un uomo di 70 anni, arbitro amatoriale di squadre giovanili per il Csi, è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Varese con l’accusa di abusi sessuali aggravati ai danni di minori.

Le indagini sono partite dalla denuncia della cognata, che casualmente ha ascoltato una conversazione al telefono con un ragazzino di 15 anni, durante la quale il presunto pedofilo, fra espliciti riferimenti sessuali, prometteva un provino a Milanello.

Gli agenti di polizia hanno documentato così il successivo incontro e, intercettando le telefonate, hanno ricostruito la tecnica che l’uomo usava per adescare i ragazzi. L’arbitro, approfittando della sua attività, sceglieva le vittime negli ambienti del calcio giovanile, avvicinando i minorenni più suggestionabili. Avrebbe abusato almeno di quattro minorenni e di un ragazzo ora maggiorenne ma che, al momento degli episodi, aveva appena 10 anni. Le vittime hanno raccontato di essere state avvicinate dall’uomo, che prometteva di realizzare il loro sogno di giocare in una grossa squadra, e di essere state costrette a subire rapporti sessuali e a guardare materiale pornografico.

Il tutto nell’auto dell’indagato o in luoghi appartati in zona luna park o stazioni. Il settantenne ora si trova in carcere.

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Pedofilia: condanna a tre anni per Tadini. Non c’è spazio a dubbi.

Il Giustiziere degli Angeli

Francesco Tadini condannato per pedofilia tre anni per la tentata violenza a una minore.

Il gallerista a processo in seguito alle indagini su una banda di albanesi e romeni che sfruttavano prostitute.

La polizia aveva trovato nel suo computer foto con bambini bendati, legati e incappucciati, sottoposti a sevizie e torture, e poi altri video e immagini, migliaia, con bimbi costretti ad atti sessuali. Oggi Francesco Tadini, noto gallerista milanese e figlio del pittore scomparso Emilio, è stato condannato con rito abbreviato a tre anni di reclusione dal gup di Milano Giuseppe Vanore. Il giudice, in particolare, lo ha condannato per i reati di detenzione di materiale pedopornografico e di tentativo di atti sessuali in cambio di denaro con una ragazzina di 15 anni.

Il gallerista, molto conosciuto nell’ambiente artistico milanese e responsabile dello Spazio Tadini fino allo scorso febbraio, era stato arrestato il 29 aprile scorso, in seguito alle indagini del pm di Milano Antonio Sangermano e della Squadra Mobile. Il pm aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere, ma il giudice ha riqualificato l’accusa di atti sessuali con minorenne in tentativo.

L’uomo avrebbe cercato di avere rapporti sessuali, il 21 dicembre scorso, con una ragazzina. L’inchiesta era nata in seguito alle indagini che avevano portato in carcere una banda di albanesi e romeni che sfruttavano prostitute anche minorenni. Secondo l’accusa, Tadini sarebbe stato in contatto con una prostituta della banda e in seguito a una perquisizione nella sua abitazione gli investigatori avevano trovato i video e le immagini da loro definiti un vero e proprio archivio dell’orrore.

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Il Video – Badante picchia anziana malata a Massa Carrara!

Il Giustiziere degli Angeli

Potrebbe essere mia madre, potrebbe essere la tua! Potrei essere io stessa tra qualche anno, potreste essere voi in futuro!

Il Video – Badante picchia anziana malata a Massa Carrara!

E non dimentichiamo l’anziana di Veroli picchiata anch’essa dalla badante!

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Rignano Flaminio: al processo per abusi sui bambini dell’asilo citato in giudizio anche il Comune.

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano Flaminio: al processo per abusi sui bambini dell’asilo citato in giudizio anche il Comune.

Il Sindaco di Rignano Flaminio - Ottavio Coletta

Sabato 24 Luglio 2010 – Il Messaggero – Interni pagina 12 – di GIULIO DE SANTIS

ROMA – Nel processo sui presunti abusi sessuali avvenuti nella scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, accanto ai cinque imputati siederà anche il sindaco della cittadina alle porte di Roma. Lo ha stabilito il giudice Mario Frigenti, presidente del collegio giudicante del tribunale di Tivoli, autorizzando la citazione in giudizio del Comune chiesta dall’avvocato Pietro Nicotera, rappresentante di una delle parti civile. Di conseguenza, qualora gli imputati venissero condannati, il comune di Rignano potrebbe dover essere costretto a pagare un consistente risarcimento danni alle 21 parti offese. Gli imputati, accusati di violenze su minori negli anni scolastici 2001-2002 e 2005-2006, sono tre maestre della scuola Olga Rovere, una bidella ed il marito di una delle insegnanti. Diversi i motivi che hanno spinto il legale a chiedere ed ottenere la citazione dell’ente comunale nella veste di responsabile civile. In primo luogo, secondo il difensore, il Comune, proprietario della scuola, non avrebbe predisposto gli accorgimenti tecnici necessari ad impedire i presunti abusi contestati agli imputati. Inoltre va considerato che, come sottolinea la parte civile, l’identità di alcuni presunti violentatori è ancora ignota. Tra questi potrebbero esserci addetti alle pulizie o alla mensa che dipendono dall’amministrazione comunale, la quale pertanto sarebbe responsabile dei loro comportamenti. Infine, l’avvocato Nicotera, rileva che almeno in due occasione i dipendenti dell’amministrazione, avrebbero visto verificarsi episodi anomali all’esterno dell’asilo senza tuttavia segnalarli all’autorità competente. Come ad esempio accadde con due vigilesse, che vedendo i bambini fuori dalla scuola in orario scolastico, non si accertarono se davvero fossero in gita scolastica, come dissero le maestre.

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