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Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio: rinviato al 22 settembre!

Il Giustiziere degli Angeli


Cronaca | 27/05/2010 | ore 11.16 »

Roma, 27 mag. – (Adnkronos) – E’ slittato all’udienza del 22 settembre prossimo il processo per le presunte violenze subite a Rignano Flaminio da un gruppo di bambini della scuola materna Olga Rovere. Il rinvio e’ stato determinato dal fatto che uno dei giudici componenti il collegio sta per essere trasferito a Roma e quindi motivi di opportunita’ processuale hanno determinato lo spostamento dell’inizio del processo al 22 settembre. Sette giorni piu’ tardi, il 29 ci sara’ la seconda udienza.



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Asilo Cip & Ciop: molotov contro la casa della Scuderi! lo avevo detto che i domiciliari erano pericolosi???

Il Giustiziere degli Angeli


Molotov contro la casa della maestra dell”asilo degli orrori’ di Pistoia

Lucca, 27 mag. – (Adnkronos/Ign) – Due persone in scooter, con il volto coperto dal casco, hanno lanciato ieri sera una bottiglia molotov contro l’abitazione di Anna Laura Scuderi, una delle due maestre dell’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia, accusate di maltrattamenti gravi nei confronti dei bambini.

La Scuderi, sotto processo a Genova insieme all’altra maestra, Elena Pesce, da due giorni è stata posta ai domiciliari, che sta scontando ad Altopascio (Lucca), dove la sua famiglia si è trasferita da Agliana (Pistoia) dopo i fatti.

Erano intorno alle 22.30 di mercoledì sera quando, secondo il racconto di alcuni testimoni, due persone con il volto coperto dal casco si sono fermate davanti all’abitazione della donna, ad Altopascio, e hanno tirato una bottiglia molotov. Nel principio d’incendio, subito spento da vicini e parenti della Scuderi, è rimasto danneggiato il portone dell’abitazione . I due sono subito fuggiti a tutta velocità verso il vicino casello autostradale.

Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce sono uscite di carcere lunedì, dopo che il gup ha concesso loro i domiciliari, in vista della prossima udienza del processo, in programma a Genova il 15 giugno prossimo. La concessione dei domiciliari ha scatenato le proteste di alcune delle famiglie i cui figli sono stati vittime dei maltrattamenti all’asilo ‘Cip e Ciop’, dove i piccoli venivano picchiati e costretti a mangiare con la violenza.


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Abusi asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio – Domani prima tappa del processo ai cinque imputati

Il Giustiziere degli Angeli

Di certo tutti hanno memoria del caso di abusi sui bambini dell’Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Un caso che ha scosso le coscienze di tutti, colpevolisti e non, e che di certo rimarrà nella mente delle famiglie e dei minori coinvolti. A distanza di oltre tre anni dalle denunce e dal blitz dei carabinieri presso l’Asilo si stà per affrontare la fase forse meno traumatica in quanto ognuno si è formato la propria opinione e si attende solo che vengano chiarite le responsabilità degli adulti coinvolti. I bambini hanno già affrontato gli orchi e gli incubi, hanno ricordato e raccontato, ed ora vengono curati per guarire dalle ferite dell’anima. Non mi voglio dilungare su questo ma mi preme ripetere che il mio affetto, la mia comprensione ed i miei abbracci pieni di coccole vanno a loro.

Voglio invece soffermarmi un po’ su quanto è uscito su alcuni giornali in questi giorni. Giovedì scorso (20.5) è arrivato in edicola Sette, settimanale in allegato al quotidiano “Corriere della Sera”, dove Gianfranco Scancarello (uno degli indagati per abusi su questi bambini) ha rilasciato a Giancarlo Dotto una lunga intervista dal titolo “Io, Presunto Pedofilo, vi racconto il mio inferno”. Unico “mostro” tra tante “streghe” accusato dai bambini di essere l’uomo “dai capelli ricci molto cattivo che li aspettava nel castello cattivissimo” e che si sente una vittima che “ogni giorno fa a botte con l’identikit che gli hanno cucito addosso!”. Scancarello che, nella trasmissione di Bonolis con fare minaccioso disse “Può capitare a tutti! La mattina ti alzi, ti danno del pedofilo e ti ritrovi in galera”… più un messaggio a chi doveva ascoltare che una dichiarazione di un uomo sereno della sua innocenza mi è sembrato! Mah, solo una mia opinione, dettata magari da un’impellente bisogno di sonni tranquilli che da altro!

“Tutte le mattine mi sveglio dentro un incubo! Con la paura che qualche psicopatico mi aggredisca per strada. Paura di tutto, anche della mia ombra!”. E’ un uomo di spettacolo Scancarello e si fa avanti (non a nome di tutti però!), gestisce le sue parole, le sue espressioni e le sue mimiche facciali mentre si fa riprendere in quattro scatti fotografici degni di una star dove, una sola volta, compare l’ombra di una testa più bassa di lui, sulla sua spalla… forse un’avatar! Ed invece dovrebbe parlare con la sua ombra, Gianfranco! Dovrebbe dirle che non ne ha paura come quando ha sfidato le famiglie dei bambini davanti al Tribunale per scatenarne la reazione che, ovvio, ci fù! Suvvia non presti altro spettacolo con altre guardie del corpo, il mondo non è pieno di “psicopatici” con le statuette del Duomo di Milano in mano come lei vuol farci credere. “La verità non ha paura!” è lo slogan degli indagati di Rignano Flaminio e allora lei non ne abbia! Forse ora si dovrebbe preoccupare di quanto stà per richiedere l’avvocato Pietro Nicotera che assite due delle parti civili nel processo: il sequestro conservativo dei beni dell’autore televisivo Gianfranco Scancarello in quanto unico tra gli imputati a non essere garantito, in caso di condanna, al risarcimento dei danni dal Ministero dell’Istruzione. “Presunto” ha sposato la tesi del contagio collettivo, usata a piene mani dal fronte di chi vede “pedofili innocenti” ovunque e cita i soli casi in cui non si è giunti a condanna dimenticando volutamente quelli dove i bambini e le famiglie sono stati giudicati credibili e i pedofili incarcerati. “Presunto” , oltre a dichiarare che “sentir parlare l’avvocato Coppi (suo difensore) nell’udienza preliminare è come veder volteggiare Carla Fracci”, dice anche che non deve dare a nessuno giustificazioni su come possano permettersi un avvocato di tale calibro quale è Coppi. Dimentica “Presunto” che l’11 gennaio 2008 proprio loro rinunciarono all’acquisizione dei 50 dvd contenenti gli incidenti probatori dei bambini perché il costo di circa 13mila euro era troppo esoso per le loro tasche di semi-indigenti? Và beh, lasciamo volteggiare Coppi-Fracci e distraiamoci da tutto ciò.

Domani inizia la prima udienza del processo e si intuisce già che non sarà un dibattimento come gli altri, ma saranno udienze ad alto tasso di polemica, perché mai come in questo caso giudiziario i fronti sono così opposti: innocentisti da una parte, colpevolisti dall’altra. Che si tratti di una causa di grosso interesse sociale e pubblico sembra averlo stabilito anche il presidente del Tribunale di Tivoli che ha fatto collocare due maxi schermi, uno nella biblioteca e l’altro all’ingresso del Tribunale, perché «tutti devono poter seguire queste udienze». Sebbene è facile immaginare che le telecamere si spegneranno quando gli argomenti si faranno più scabrosi o verranno proiettate le testimonianze dei bambini in aula.

Aspettiamo di conoscere quale sarà la giornata di domani me intanto si può ripassare il caso Asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio su questo LINK



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Pedofilia e Chiesa – Una New-entry: Don Domenico Pezzini… avrebbe abusato di un 13enne.

Il Giustiziere degli Angeli

Non vi racconto la mia reazione alla lettura di questo articolo dove il “presunto-pedofilo” è una new-entry tra i casi di pedofilia e chiesa! IO CREDO IN DIO e tanto mi basta!


SACERDOTE IN CELLA A LODI – “HA ABUSATO DI UN 13ENNE”

Don Domenico Pezzini, sacerdote di 73 anni della Diocesi di Lodi, è stato arrestato con l’accusa di pedofilia. Il sacerdote, arrestato ieri (ma la notizia si è appresa solo oggi) dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, è accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all’epoca degli abusi aveva 13 anni (ora la presunta vittima ne ha 16). Nel corso di una perquisizione in casa sua, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico.

Integrazione degli omosessuali Don Domenico Pezzini è un prete molto conosciuto nella comunità omosessuale. Sin dagli anni ’80 anima gruppi di omosessuali credenti che approfondiscono le tematiche relative all’omosessualità e ai suoi rapporti con il cristianesimo. Questi gruppi, diffusi in diverse città d’Italia, sono trasversali a tutte le chiese italiane e dal 2004 hanno anche un coordinamento nazionale. Partecipano a manifestazioni come il World Pride e il Milano Pride per organizzare momenti ecumenici con i partecipanti. Don Pezzini, già docente di linguistica inglese all’Università di Verona, è stato uno dei fondatori del primo gruppo detto Gruppo del Guado nato nel 1980 da un’esperienza di un campo organizzato in collaborazione con un centro valdese. Ha fondato nel 1986 un gruppo ‘La Fonte’ che si riunisce periodicamente a Milano alla ricerca di un’integrazione tra condizione omosessuale e fede cristiana. Non aveva alcun incarico dalla Diocesi di Milano ma, pur dipendendo dalla Diocesi di Lodi, risiedeva nel capoluogo lombardo. Don Domenico Pezzini, fra l’altro, è autore del libro Alle porte di Sion, che raccoglie diverse esperienza autobiografiche di uomini e donne omosessuali, accomunicati da una sincera fede in Cristo. Testimonianze desiderose di poter conciliare la fede nel Vangelo con l’insegnamento della Chiesa, nella quale cercano di trovare uno spazio di ascolto e di condivisione. Così finisce uno dei tanti suoi scritti sulla omosessualità non accettata dalla Chiesa cattolica: “Vivere da omosessuali è un diritto, certo, ma è anche e soprattutto un impegno”.

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Scomparsa di Denise Pipitone: oggi in aula c’era anche Jessica e sua madre. Non parlo e non sento, manca il non vedo!

Il Giustiziere degli Angeli

La piccola Denise Pipitone manca da quel maledetto 1 settembre 2004. Il tempo si è fermato in quell’immagine che tutti abbiamo dei suoi occhioni e del suo sorriso birichino. Da quel giorno, maledetto giorno, la vita di sua madre Piera Maggio è sospesa sulla corda dei funamboli col rischio di cadere nel vuoto… ma lei non si arrende, mai si è arresa e mai lo farà con quella forza che appartiene ad una folta schiera di mamme leonesse. Jessica Pulizzi e sua madre Anna Corona sono state rinviate a giudizio per il rapimento ed il concorso allo stesso! Il sospetto è enorme ma soprattutto è il movente che fa venire il vomito: avrebbero rapito per vendetta Denise in quanto figlia di Piero Pulizzi (ex marito della Corona e padre di Jessica) e di Piera Maggio. Al vaglio dei giudici, ora in camera di consiglio, ci sarebbe l’ammissibilità di prove provenienti da intercettazioni telefoniche e testimonianze degli investigatori che per primi trattarono il caso della scomparsa. Intanto “non parlo” (Jessica) e “non sento” (Anna) erano in Tribunale quest’oggi; mancava invece il “non vedo”, Gaspare Ghaleb ex fidanzato di Jessica, accusato di falsa testimonianza. Anche Piera era in Tribunale ed ha puntato gli occhi proprio su Jessica che… si è girata dall’altra parte! Mi piacerebbe pensare che lo ha fatto per vergogna ma il suo avvalersi della “facoltà di non rispondere” racchiude in se invece quanto non si vergogni del veleno dell’odio che nutre dentro di se allattata ad un seno materno di latte acido! Denise è stata portata via sei anni fa dai suoi affetti, dalla sua casa, dai suoi amichetti e giochi…. Certi silenzi sono una vergogna fatti sul destino di una bambina.

RaiNews24

Mazara del Vallo (Tp), 25-05-2010

Seconda udienza del processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa all’età di quattro anni da Mazara del Vallo primo 1 settembre 2004, mentre giocava davanti casa.

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I giovani di oggi ed il loro mal di vivere: un allarme sociale che gli adulti non ascoltano!

Il Giustiziere degli Angeli

Alcune settimane fa avevo chiesto ad un mio giovane amico, Angelo, di scrivere qualcosa da inserire in questo blog, qualcosa che riguardasse la vita vista dal mondo dei ragazzi…. E lui mi ha inviato un lungo scritto dove, la disamina del mondo giovanile, descrive in modo disarmante una responsabilità degli adulti sordi ad un allarme sempre più presente nella nostra società. Purtroppo nei giorni seguenti sono accaduti due fatti orribili dove due giovani hanno messo in atto la peggiore delle soluzioni a questo malessere. Mi perdoneranno le famiglie di questi ragazzi: il mio non vuole essere un atto di accusa verso di loro ma ne prendo spunto per incoraggiare la società intera a prendere per mano i giovani e portarli verso il futuro. Spesso mi sono imbattuta in alcuni forum del web dove centinaia di ragazzi e ragazze si confrontano sui loro malesseri e, purtroppo, molti di loro superano il dolore dell’anima autolesionandosi fisicamente in modi diversi ma tutti orrendamente reali! Mi inserisco nei loro discorsi, scrivo, cerco di dargli conforto e consigli ma è talmente vasto il turbinio delle loro parole che io divento una gocciolina piccola piccola in un oceano. Non mi arrendo e cerco nel mio piccolo mondo di dare aiuto a quei giovani che incontro giornalmente ma, per guardare al nostro futuro di anziani sereni, abbiamo tutti bisogno degli uomini e delle donne di domani e dobbiamo aiutarli ora.

Messaggio su Facebook, poi si getta nel Piave: annega a 17 anni

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Asilo Cip & Ciop: ai domiciliari le due maestre che hanno fatto inorridire il mondo!

Il Giustiziere degli Angeli

Che dire? Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre che picchiavano i bambini all’asilo, sono state scarcerate e messe ai domiciliari. Sgomento e tristezza per questa decisione, dichiara una madre al TG5. Dico io invece che è un bel rischio per queste “due signore” che con i loro orrendi maltrattamenti hanno fatto il giro del mondo! E dico anche che tanto si era preparati ad accusare un colpo del genere: tanto dal processo ne usciranno comunque senza una pena detentiva che abbia il gusto della giustizia.  Auguri a tutti… che questa italietta sia con voi. Amen!

Asilo Pistoia,domiciliari a maestre – Decisione del gup,già fuori dal carcere

Il giudice per l’udienza preliminare, Roberto Fucigna, ha concesso gli arresti domiciliari ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre arrestate lo scorso 2 dicembre per i maltrattamenti ai bambini dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia. Le donne sono uscite dal carcere femminile di Pontedecimo (Genova) alle 14. Giovedì è iniziato il processo con rito abbreviato. Le maestre hanno proposto un risarcimento di 23 mila euro ai genitori dei piccoli.

“Sono sconcertata” ha commentato una delle madri dei bambini picchiati. “Mi sono consultata con altre due mamme – ha detto la donna -. Non capiamo quali siano le motivazioni alla base della decisione e aspettiamo siano rese note per prendere una qualsiasi iniziativa. Fino ad allora non possiamo che ribadire il nostro sconcerto”.

Le due donne agli arresti domiciliari sono state scoperte a maltrattare i bimbi dalle telecamere della polizia. Anna Laura Scuderi, 41 anni, era la titolare dell’asilo ed Elena Pesce, 28 anni, maestra. L’accusa è di maltrattamenti in concorso tra loro e continuati su minori. Davanti al gup Fucigna è cominciato giovedì scorso il processo con rito abbreviato alle due maestre. I genitori dei bimbi malatrattati si sono costituiti parti civili.

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