Pedofilia: arrestato il gallerista Tadini

Il Giustiziere degli angeli

I primi di Febbraio una notizia su Francesco Tadini: pedofilia, indagato il gallerista per aver chiesto ad un intermediario una bambina dai 3 ai 10 anni per fare sesso! Ora viene arrestato con l’accusa di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico. Vi invito a leggere quanto vi evidenzio in rosso nell’articolo sotto riportato, soprattutto su come giustifica la detenzione di materiale pedopornografico (incorniciatela come “la stronzata del giorno” ed accoppiatela a quella di Pino La Monica che disse di avere quel materiale perchè gli serviva per preparare uno spettacolo teatrale contro la pedofilia Il LINK)


Sevizie e abusi su minori: arrestato il gallerista Francesco Tadini - Il figlio del pittore Emilio accusato di rapporti con una 16enne e detenzione di materiale pedopornografico

MILANO – Francesco Tadini, noto gallerista milanese 50 enne, responsabile dello Spazio Tadini e figlio del pittore Emilio Tadini, è stato arrestato con l’accusa di avere avuto rapporti sessuali con una minorenne in cambio di denaro e di detenere un ingente quantità di materiale pedopornografico, foto e video, tra cui anche immagini di bambini seviziati, torturati, legati con funi e costretti ad atti sadici . Il 17 febbraio scorso Tadini era stato interrogato per oltre due ore in Procura, a Milano, perché indagato con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile nell’ambito di un’inchiesta del pubblico ministero Antonio Sangermano sullo sfruttamento di giovani ragazze straniere. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il gallerista avrebbe avuto rapporti con prostitute minorenni e, a suo carico, ci sarebbero anche alcune intercettazioni telefoniche che dimostrerebbero la sua volontà di avere incontri con bambine.

LA PERQUISIZIONE – Le immagini trovate durante una perquisizione nei supporti informatici di Tadini ritraggono anche bambini di meno di 10 anni sottoposti a torture e sevizie a sfondo sessuale. Il gallerista, arrestato su un ordine di custodia cautelare in carcere firmato dal Gip Michaela Curami su richiesta del Pm Antonio Sangermano, si sarebbe giustificato di fronte ai magistrati e agli investigatori sostenendo che il materiale trovato era custodito «per indagare artisticamente l’abiezione umana».

LE BANDE DEGLI SFRUTTATORI – Tadini era indagato dal gennaio scorso nell’ambito di un’inchiesta su due bande costituite, una da cittadini albanesi e l’altra da cittadini romeni, accusati di sfruttamento della prostituzione. Tra il gennaio e il febbraio scorso le indagini avevano portato all’esecuzione di quattro diverse ordinanze, che avevano consentito alla polizia di arrestare una ventina di persone.

«UNA BAMBINA DI 3 ANNI» – Secondo quanto è possibile apprendere, Tadini avrebbe allora contattato per telefono la banda di romeni per chiedere una prestazione sessuale con una 16enne e contatti sessuali con bambine di 3 e 10 anni. La prima richiesta era stata accontentata in cambio di 500 euro, mentre la seconda no perché la banda non aveva bambine così piccole a disposizione. A carico dell’uomo ci sarebbero numerose intercettazioni telefoniche. All’inizio dello scorso febbraio, grazie a un decreto di perquisizione, gli agenti della Mobile avevano condotto una perquisizione presso gli spazi a disposizione del gallerista, scoprendo un’enorme mole di materiale pedopornografico: 14.028 file visibili direttamente, 424 file compressi, 4 video compressi, 46 video immediatamente consultabili e 34 file protetti da password. Il gallerista è stato recluso nel carcere di San Vittore a Milano.

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Per chi suonan le campane? I sacerdoti italiani accusati di pedofilia suonano tristemente la loro verità…

Il Giustiziere degli Angeli

Preti che vanno e preti che restano. Una bella lista quella che idealmente andrebbe stilata con tanto di timbri bianchi, rossi o neri a seconda del grado del processo in atto: innocente, presunto colpevole… colpevole. Ma ci sarebbe da ricordare con delle note a fondo pagina, in grassetto evidenziato, a quei “fedeli” certi dell’innocenza dei loro “santi sacerdoti” che, prima di poter dire “è innocente” ci vogliono indagini complete e certe, ci vogliono tre gradi di giudizio e ci vuole soprattutto l’umiltà di rispettare anche chi accusa. Ed allora, nell’attesa, si dica “presunto innocente” sino alla fine dei processi e si evitino fiaccolate, striscioni, magliette gadget e quant’altro. Credo in Dio e nel suo sacrificio, credo in Dio e nel suo verbo… non credo nella santità dell’uomo e nelle sue menzogne soprattutto quando pretende di essere creduto solo perchè è uomo di chiesa. Ma questo discorso è ormai trito e ritrito e non vuole essere ascoltato da chi continua a credere che Dio può essere incarnato nel viso sorridente e nelle azioni di bontà di un uomo con l’abito talare. Diceva mia nonna con un proverbio popolare <Fai quel che il prete dice ma non fare quel che il prete fa!>. Grazie per questa saggezza popolare che risale a molto molto tempo fa e che risuona ancor più nei nostri tempi.

Ecco qua allora (portati come esempio) solo i casi più recenti su sacerdoti accusati di pedofilia!

Don Ruggero Conti – Roma – arrestato il 30.giugno.2008. Ad accusarlo di abusi sessuali sette ragazzini, a lui affidati all’oratorio e nei campi estivi tra il 98 ed il 2008, ai quali si sono aggiunti anche altri testimoni che raccontano dei rapporti sessuali a cui RUGGI li costringeva 28 anni fa quando, non ancora sacerdote, insegnava educazione sessuale nella scuola di Legnano. E, innanzi ai giudici del Tribunale Penale di Roma, Ruggero Conti dichiara spontaneamente… <Chiedo di strappare il mio caso da ideologie e polemiche. Non sono un mostro, sono innocente, lo dico umilmente. Sapevo che si stavano costruendo false accuse contro di me. Chiedo che siano presi in considerazione i fatti uno alla volta. Sono stato arrestato mentre stavo organizzando la Giornata mondiale della gioventù che si è tenuta in Australia, come se questo evento potesse essere una trappola per i bambini. Non so come, ma in carcere sono diventato un punto di riferimento morale invece di essere trattato male come le altre persone che sono accusate di fatti gravi come quelli di cui sono accusato io. Se fossi colpevole confesserei.> Eccolo qua allora un altro innocente, un altro sacerdote accusato falsamente da chi “non altro da fare che accusare un prete”. Allora mi domando come mai monsignor Gino Reali, superiore di Ruggero Conti, che è accusato ora di favoreggiamento in quanto sapeva ed ha taciuto gli abusi dichiara che <sono storie vecchie!>? Conferma con questo che le “storie” ci sono state? Ne era a conoscenza? Ripassare i 10 comandamenti con particolare attenzione al 6° (per Ruggero) con “non commettere atti impuri” ed al 8° (per Gino) con “non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo”. TIMBRO ROSSO


Intanto il 27 aprile Don Marco Baresi - Mompiano - è tornato in aula, davanti ai giudici della corte d’appello di Brescia dopo la condanna in primo grado, nel maggio scorso, a sette anni e mezzo per violenza sessuale, per aver abusato di un ragazzino che frequentava la scuola media del seminario diocesano, e divulgazione di materiale pedopornografico, per aver scaricato da eMule centina e centinaia di files dal contenuto inequivocabile archiviati su una memoria esterna e cancellati in maniera maldestra pochi giorni prima dell’arresto. Il gruppo di sotenitori di Baresi «FreeDON», non lo lasciano solo nemmeno stavolta e fanno capannello all’esterno dell’ingresso del palazzo di giustizia: ragazzi e ragazze e suore tutti uniti a sostenere il loro don, il sacerdote che per questi giovani è stato condannato ingiustamente. Quindi anche qui abbiamo dei sostenitori (questa volta con maglietta gadget e sito internet) del sacerdote che al primo grado di processo si è guadagnato un timbro nero valido per sette anni e mezzo. Baresi si proclama innocente e vittima di un complotto ordito ai suoi danni da un ragazzino instabile! Inoltre il computer con centinaia di foto pedopornografiche era in uso ad altri (di cui non dice però il nome) che scaricavano sozzaggini mentre lui era intento a dire messa. TIMBRO NERO 1


Ieri invece (LINK ARTICOLO) vi avevo scritto della fiaccolata a favore di don Luciano Massaferro,  -Alassio – accusato da una ragazzina 12enne di abusi sessuali: anche lui si dichiara innocente! Nient’altro da dire, per ora, se non accludervi la commovente foto dello striscione di testa del corteo dei “fiaccolai”. TIMBRO ROSSO

Pedofilia e Chiesa: mille fiaccole per don lù. Milioni i miei pensieri!

Il Giustiziere degli Angeli

Come da copione ancora una vergognosa fiaccolata a favore di un sacerdote accusato di abusi su una bambina 12enne. La chiesa da tempo si stà autodistruggendo per mano di molti dei suoi stessi ministri. Già, suoi ministri, perchè non li vedo proprio come ministri di Dio questi “mezzi uomini” che sfogano i loro istinti su bambini a loro affidati. La cronaca riempie i giornali con le loro porcate a danno dei minori da una parte all’altra del globo terrestre ma, a qualcuno ciò non basta. Sempre le solite “pecorelle” che hanno smarrito la via del buon senso e che, purchè non si tocchi il “loro buon sacerdote”, sono pronte a gettare fango sui bambini additandoli come menzogneri, pazzi e suggestionabili. E si getterebbero anche nel fuoco dell’inferno pur di difendere un sacerdote accusato di pedofilia solo perchè loro lo “conoscono” e quindi sanno che MAI potrebbe fare certe cose. Ho letto un commento su un giornale on-line di una persona che diceva a questi supporter “allora affidategli i vostri figli!”. Io non mi sento di essere così cattiva perchè i bambini comunque non si toccano anche se hanno dei genitori scellerati… però magari qualche altra cosina avrei da dirgliela!! Mi astengo ovviamente dallo scendere a bassi livelli e dico solo loro di aspettare che la giustizia stabilisca se il loro sacerdote è innocente o colpevole senza inoltre infangare la ragazzina che lo accusa. In fondo Dio ha portato una croce ben più pesante di quella di Don Lù che, sicuramente, saprà operare per un perdono pieno… se risulterà innocente!


Alassio: don Lu, oltre mille fedeli sfilano in città

Carissimi amici riuniti questa sera nella nostra città, sentitemi davvero accanto a voi in questo momento. Per questo motivo vi rinnovo il mio sincero affetto“. Ha scritto un telegramma don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio rinchiuso in carcere per le violenze subite da una sua chierichetta di 12 anni, per ringraziare i fedeli che questa sera hanno deciso di partecipare alla fiaccolata per sostenere la sua innocenza.

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Video choc: badante picchia l’anziana signora malata…

Il Giustiziere degli Angeli

Ho sentito questa notizia questa mattina al TG ed ho visto il video di quanto questa “badante orrenda” faceva passare alla signora anziana di cui avrebbe dovuto aver cura. Sicuramente ho tante parole da rivolgere a questa…. ma non voglio scopriate il lato più scurrile di me! Guardate il video e giudicate voi quale pena è abbastanza per una simile bestia. Un abbraccio pieno di amore và invece all’anziana signora vittima di quest’essere vergognoso non appartenente al genere umano!

Anziana torturata dalla badante

Una storia degna di un film dell’orrore, una storia che non avremmo mai voluto raccontare. Come si fa ad infierire sul corpo di una donna di ottanta anni malata di Alzheimer?

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Ragazza suicida a Viterbo: domani 26 aprile su Chi l’ha Visto.

Il Giustiziere degli Angeli

Evelyn Moreiro, 19 anni, si uccise a Viterbo lo scorso Novembre. La sua morte fu da subito archiviata con la dicitura fredda di SUICIDIO dovuta ad uno stato depressivo legato all’abbandono del fidanzato. Ma la verità sulle vere motivazioni del suo terribile gesto doveva venire alla luce dal suo diario che racconta l’onta della violenza sessuale. Infatti le sue mani hanno scritto che, ad appena 16 anni, ha subito due stupri da un (identificato) ragazzo di Rignano Flaminio e questo diario è nelle mani di un/una amico/a che ne ha inviate alcune pagine alla famiglia. Le indagini, affidate per competenza di territorio al Tribunale di Tivoli, sono state riaperte e speriamo che il responsabile del suicidio di Evelyn venga affidato alla giustizia quanto prima. La pagina di Facebook di Evelyn Moreiro è ancora lì, ferma ormai da tempo, ed ha tanti nomi che lei considerava amici! 360 amici che forse sanno molto di più del silenzio che ha avvolto la sua morte. Lei scriveva “carpe diem!!!”, cogli l’attimo, ma il dolore degli stupri proprio in un attimo le aveva calpestato la dignità e l’anima. Coraggio ragazzi, amici di Evelyn, rendetele questa dignità raccontando ciò che sapete, avete saputo o pensato di questa ragazza, una di voi e come voi, che nella solitudine di un dolore troppo grande ha lasciato vuoto un banco di scuola ed un posto nella vita.

Domani sera, rai tre alle 21:10 circa, la trasmissione Chi l’ha Visto si occuperà di Evelyn Moreiro ed ognuno di quanti l’hanno conosciuta potranno dare il proprio contributo alla verità.

19enne suicida – Forse qualcuno per paura non ha detto tutto quello che sapeva

Verranno ascoltati gli amici di Evelyn

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Ragazza suicida a Viterbo – Il padre: sò chi ha ucciso mia figlia Evelyn.

Il Giustiziere degli Angeli

La ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso ha un nome: Evelyn Moreiro. E grazie ai genitori ora abbiamo anche una foto del dolce viso di questa ragazza che, anche io, spero aiuti chi la conosceva e/o chi ricorda qualcosa su di lei, a farsi avanti con la famiglia e gli inquirenti per arrivare alla verità sul suo suicidio. Dal suo diario, recapitato su un cd alla famiglia, ci sono i racconti degli stupri subiti da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio e c’è anche il suo nome. Lei aveva avuto la forza di sopravvivere alle violenze solo per poco tempo… poi la morte. Aiutare Evelyn e la sua famiglia ad avere giustizia è un atto dovuto da una società civile… avrebbe potuto essere vostra figlia, vostra sorella! Ha ragione il papà quando dice NON PUO’ ESSERCI UN’ALTRA EVELYN.

19enne suicida – Parla il padre della ragazza che si è impiccata lo scorso 27 novembre dopo essere stata violentata due volte

“So chi ha ucciso mia figlia Evelyn”

“Non vogliamo che ci sia un’altra Evelyn”.

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Ragazza suicida a Viterbo – I genitori “c’è un muro di omertà e paura”…

Il Giustiziere degli Angeli

Un anonimo interlocutore chiama la famiglia di E.M. (Evelyn Moreiro), la ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre del 2009, e dice di avere il diario della ragazza. E, giustamente, ci si chiede il perchè di tanta attesa nel farsi avanti! Ma c’è anche il dolore ancor più grande dei genitori che, oltre a scoprire che la causa del suicidio della figlia è dovuto ad uno stupro da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio (dove gli stessi hanno vissuto per del tempo), si sentono stupiti ed increduli di fronte al muro di omertà che tiene le bocche chiuse a chi potrebbe fornire notizie utili alla scoperta della verità. Una verità ancora più cupa quella che ha avvolto per sempre Evelyn ma che ha forse un sapore meno amaro sotto certi aspetti umani. Forse il gesto di questa ragazza di fronte alla violenza subita sarebbe compreso più profondamente da quanti hanno pensato che il suo gesto fosse dovuto ad una depressione dopo essere stata lasciata dal fidanzato. Un motivo quest’ultimo troppo “frivolo” e liquidato immediatamente. Il dolore degli stupri subiti hanno devastato Evelyn che ha preferito la morte a quel ricordo che non le ha dato respiro, che l’ha fatta sentire sola, impaurita, incapace di affrontare una vita, una qualsiasi come tante. Questo stupratore ignobile ha scolpito con le sue mani la parola “morte” nell’animo di Evelyn ed io lo condanno allo stesso marchio.

Sono vicina alla famiglia di Evelyn e la abbraccio con il cuore pregando affinchè il responsabile paghi a vita le sue colpe.

Suicida a Viterbo dopo stupri, anonimo chiama genitori: ho documenti

ROMA (23 aprile) – «Sono in possesso di tutti i documenti di vostra figlia». È quanto ha detto al telefono una persona anonima, maschio, molto probabilmente giovane, ai genitori di Evelyn Moreiro, la ragazza di 19 anni, sudamericana, residente a Montefiascone, in provincia di Viterbo, che nel novembre 2009 si impiccò in una casa d’accoglienza. I genitori intanto denucniano: sulla tragica storia di nostra figlia c’è un muro di omertà.

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Rignano Flaminio – I primi condannati? Cerasa e Calabrese! avanti gli altri.

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano/ Libro su inchiesta, giornalisti condannati a Sora

Procedimento nato su denunce legali di parte civile

APCOM – E’ finito con due condanne il processo a Sora sorto dalla pubblicazione di un articolo del settimanale Panorama nel 2007 sui presunti abusi sessuali compiuti su 19 bambini di una scuola materna di Rignano Flaminio. Il giudice Ida Logoluso ha riconosciuto colpevole Claudio Cerasa, autore del libro ‘Ho visto l’uomo nero’ riguardante l’inchiesta. Per lui la pena stabilita è stata di quattro mesi di arresto, convertiti in 4560 euro di multa. L’ex direttore di Panorama, Pietro Calabrese, che rispondeva di omesso controllo, ha avuto 40 giorni di arresto, trasformati in 1520 euro di pena pecuniaria. Secondo l’accusa, nell’articolo, che aveva ad oggetto il libro scritto da Cerasa, sarebbero stati riprodotti parte dei verbali di sommarie informazioni testimoniali rilasciati dai genitori dei bimbi, con l’indicazione di alcuni elementi che anche indirettamente avrebbero consentito di identificare gli stessi minori. Gli imputati, assieme al responsabile civile, sono stati condannati a risarcire i danni ai genitori di sei bimbi, oltre a pagare le spese di giudizio. La denuncia da parte delle famiglie era stata presentata dagli avvocati Antonio Cardamone, Franco Merlino e Luca Milani.

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Pedofilia Rignano Flaminio: la cucina bianca e rossa eiste! I bambini non mentono!!!!

Il Giustiziere degli Angeli

I bambini di Rignano Flaminio hanno raccontato di abusi subiti all’asilo. E nei loro racconti sono stati fatti i nomi di maestre, bidelle ed altri su cui ora pende un “rinvio a giudizio” che porterà ad un inizio del processo il 27 maggio prossimo. Tanti sono stati i particolari di questi racconti e spesso veniva menzionata una “cucina bianca e rossa” in un “castello degli orchi” dove venivano consumati gli abusi. Ora la “cucina bianca e rossa” non è più parte di una fantasia di bimbetti indotti alla menzogna! ora la “cucina bianca e rossa”  è una realtà ritrovata grazie al paziente lavoro degli inquirenti che senza sosta da oltre due anni indagano… Ora la “cucina bianca e rossa” ha i fornelli tutti accesi in attesa di bruciarci sopra gli orchi cattivissimi del castello cattivissimo che hanno strappato l’animo a questi ANGELI.

LINK Articoli Archivio sul caso Rignano Flaminio

Rignano, trovata la cucina rossa

Trovata dai carabinieri in una cascina vicino al paese. I bambini coinvolti nell’inchiesta l’avevano descritta spesso

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Pedofilia e Vaticano: SPUNTANO LETTERE DI DENUNCIA ANCHE IN ITALIA!

il Giustiziere degli Angeli

Ricevo da La Caramella Buona Onlus

Comunicato stampa del 22 aprile

PEDOFILIA E VATICANO: SPUNTANO LETTERE ANCHE IN ITALIA

Nuovo attacco da New York alla Santa Sede, pronte anche le vittime italiane

“Continuano ad arrivarci segnalazioni da parte di vittime italiane di sacerdoti pedofili risalenti, alcune, solo a pochi anni fa. Mi rivolgo nuovamente al Santo Padre affinchè faccia lo stesso passo di Malta ma questa volta in Italia, a Roma”.

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SIT-IN il 22 aprile a Roma del Comitato Vittime Giustizia Minorile

Il Giustiziere degli Angeli

Aggiornamento del 22.aprile: link di ARTICOLO di REPUBBLICA sul caso

Ricevo e riporto con preghiera di diffusione il seguente comunicato:

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO VITTIME GIUSTIZIA MINORILE

Giovedì 22 aprile: Sit-in di fronte al Tribunale dei Minori, via dei Bresciani 32 dalle 10, 30 alle 12,30

Otto anni, trattato come un boss.

Il Comitato Vittime Giustizia Minorile organizza un sit-in per esprimere la propria condanna nei confronti dei metodi usati in diverse cause di affido dal Tribunale dei Minori di Roma.Il blitz di Latina in cui per prelevare un bambino e portarlo in una casa famiglia strappandolo alla madre, sono stati usati circa 15 agenti, è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno l’unico risultato di causare ulteriori traumi a bambini che ne hanno già subiti a causa di separazioni conflittuali, violenze o maltrattamenti.

Il prelevamento del bambino di Latina, alla fine di una giornata convulsa, non è stato possibile perchè il piccolo è stato colto da gravi malori per i quali è stato necessario accompagnarlo al pronto soccorso. Vogliamo quindi testimoniare pacificamente la nostra contrarietà a questo modus operandi nei confronti della parte più indifesa della società e sperare che in futuro, i provvedimenti del Tribunale dei Minori siano più rispettosi della sensibilità dei bambini.

Don Luciano Massaferro: il 27 luglio il via al processo ma intanto… nuova fiaccolata dei suoi supporters.

Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta.

È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne. La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

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Francesco Zanardi – Anamnesi di una vittima… della pedofilia!

Il Giustiziere degli Angeli

Torna a scrivermi Francesco Zanardi e pubblico interamente il quanto affinchè il disgusto verso la pedofilia ed i pedofili vi prenda lo stomaco e vi spinga ad agire. Grazie Francesco!


Questo documento in formato web corredato di filmati è disponibile all’indirizzo:

Anamnesi di una vittima

«Mai avere una relazione con bambini ricchi»

« Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo [...] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure [...] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia… saremo felici per sempre [...] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai. »

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Abusi su minori: si presentano in 14 per portare un bambino di 8 anni in casa famiglia.

Il Giustiziere degli Angeli

Dalla pagina di Facebook: Comitato Vittime Giustizia minorile

Il Comitato Vittime Giustizia Minorile organizza un sit-in per esprimere la propria condanna nei confronti dei metodi usati dal Tribunale dei Minori di Roma.Il blitz di Latina in cui per prelevare un bambino e portarlo in una casa famiglia strappandolo alla madre, sono stati usati 14 agenti, è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno l’unico risultato di causare ulteriori traumi a bambini che ne hanno già subiti a causa di separazioni conflittuali, violenze o maltrattamenti.

Il prelevamento in questione, alla fine di una giornata convulsa, non è stato possibile perchè il bambino è stato colto da gravi malesseri per i quali è stato necessario accompagnarlo al pronto soccorso.Dopo una notte completamente in bianco, il bambino è stato visitato nuovamente il giorno dopo.

Vi invitiamo a protestare pacificamente contro questo modus operandi e a partecipare, sia che siate vittime voi stessi o che vogliate supportare questa causa in favore dell’infanzia.

L’evento del Comitato Vittime Giustizia Minorile è organizzato da Carlo Stasolla, mentre il portavoce del Comitato è Roberta Lerici - Per entrare a far parte del Comitato Vittime Giustizia Minorile scrivere a roberta.lerici@yahoo.it

Di Roberta Lerici

E’ questa la sconvolgente “operazione” che si è svolta stamane a Latina.Le forze dell’ordine, con la collaborazione dei servizi sociali e delle figure professionali che impone la legge in questi casi, dovevano eseguire un provvedimento del Tribunale dei Minori di Roma che imponeva il prelievo di un bambino dalla casa materna. Nell’atto del giudice Roberto Ianniello, afferma l’avvocato Coffari, è scritto fra l’altro:” LA POLIZIA PROCEDERA’ SENZA INDUGI VINCENDO OGNI RESISTENZA DI OPPOSIZIONE DI ESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI ALLONTANAMENTO E PROCEDENDO PER EVENTUALI VIOLAZIONI DI LEGGE IL SERVIZIO RELAZIONERA’ DELL’AVVENUTO ALLONTAMENTO E DEL COLLOCAMENTO. VIETA ALLO STATO IL RAPPORTO CON LA MADRE E LA SUA FAMIGLIA”.

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Ragazza suicida a Viterbo: un anonimo telefona ai genitori!

Il Giustiziere degli Angeli


L’avvocato e la famiglia della ragazza suicidatasi il 27 novembre scorso a Viterbo avevano lanciato un appello: chiunque sa qualcosa parli! Ed un anonimo, sabato 17 aprile, ha telefonato alla famiglia a Montefiascone dichiarando di essere in possesso dell’originale del diario della ragazza.  Un diario che racconta della violenza subita per mano di un ragazzo di Rignano Flaminio di cui lei stessa scrive anche il nome. Persona comunque ben identificata e conosciuta ai genitori di E.M. in quanto lei aveva raccontato delle minacce che lui le rivolgeva. Purtroppo lei ebbe il coraggio di dire solo questo alla propria famiglia e non fece menzione degli stupri avvenuti nella casa dell’orco a Rignano Flaminio e nei bagni pubblici di Viterbo. Le indagini sul caso saranno condotte dai magistrati della Procura di Tivoli, competente per territorio, e non è escluso che lo “stupratore rignanese” venga ascoltato nelle prossime ore in quanto è stata formalizzata da parte dei famigliari un esposto-denuncia presso la procura menzionata. I genitori, nel frattempo, avrebbero preso contatto  con il sacerdote del Murialdo a cui la giovane fece le sue ultime confidenze e la psicologa di Villa Buon Respiro, alla quale avrebbe detto di temere una gravidanza. Ma è molto importante che, se la persona che ha telefonato alla famiglia dicendo di possedere il diario, se non è un mitomane, potrebbe rivelare altri importanti tasselli e divenire un testimone importantissimo. La ragazza, oltre ad affidargli i suoi scritti, potrebbe infatti avergli rivelato dei particolari decisivi per ricostruire quanto è accaduto. Ed io mi appello proprio a questa persona affinchè, senza timore e con molta coscienza civile, si faccia avanti perchè sia la vittima che i propri famigliari abbiano giustizia.

Ragazza suicida a Viterbo: chiunque sa qualcosa parli.

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E.M., la ragazza diciannovenne suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso, chiede giustizia. Lo fà attraverso la sua famiglia e l’avvocato che si stà occupando del suo caso. Dopo alcune indagini la morte di questa ragazza era stata archiviata come suicidio ma il vero motivo del suo malessere di vita è stato rivelato dal suo diario che qualcuno, che ne è in possesso, ha scannerizzato ed inviato anonimamente alla famiglia: era stata violentata da un ragazzo di Rignano Flaminio. L’appello dei famigliari, tramite l’avvocato Angelo Di Silvio, è rivolto a chiunque sappia o abbia visto qualcosa. E questo stesso appello lo rivolgo anche io a tutti voi affinchè il responsabile venga affidato alla giustizia e afinchè questa ragazza possa aver pace almeno in cielo!


19enne suicida – L’avvocato della famiglia lancia un appello: “Chiunque sa, parli” – In particolare il legale invita a farsi avanti una psicologa a cui la giovane disperata si era rivolta –  La ragazza fu violentata nei bagni pubblici.

“Chiunque sappia qualcosa ce lo dica. Ci aiuti a fare luce su questo caso”.

Così Angelo Di Silvio, l’avvocato dei genitori della 19enne di origini sudamericane che si era impiccata lo scorso 27 novembre in una stanza della casa di accoglienza nel quartiere Cappuccini a Viterbo.

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La violenza sessuale dietro il suicidio di una ragazza 19enne a Viterbo – Il suo aguzzino vive a Rignano Flaminio.

Il Giustiziere degli Angeli


Una ragazza di 19 anni di origini sudamericane, E.M., fù trovata impiccata nel convento dei Cappuccini di Viterbo presso le suore che le avevano dato ospitalità per la notte. Era il 27 novembre 2009 quando la ragazza ha deciso di uccidersi ed il giorno seguente è stata trovata dalle suore stesse. Si era allontanata da casa, dai suo genitori che vivevano a Montefiascone, senza dire una parola portandosi dietro solo un malessere profondo di cui nessuno conosceva la causa. Nessun biglietto vicino al suo corpo che potesse far comprendere il “Male” che la divorava e tutti avevano pensato che la depressione fosse nata con l’abbandono del fidanzato con cui stava da pochi mesi. Aveva confidato prima al parroco e poi ad una suora di sentirsi stanca, amareggiata e delusa ma la giovane aveva un segreto pesante come un macigno che non aveva mai raccontato. Ma oggi, a distanza di 5 mesi dal suo gesto estremo, una mano anonima (lasciandolo nella cassetta postale) ha fatto pervenire alla famiglia un cd-rom con le pagine in formato multimediale del diario della ragazza! Dalla lettura delle pagine è emersa una triste verità: per ben due volte E.M. è stata oggetto di violenza sessuale da parte di un ragazzo residente a Rignano Flaminio. Anche la stessa ragazza aveva vissuto nel paese di Rignano Flaminio (n.d.a. quello noto per i casi di abusi nell’asilo Olga Rovere per cui inizierà il processo a fine maggio) con la famiglia fino a quando non si era trasferita prima a Canepina e poi a Montefiascone. Ecco cosa scrive nel suo diario:

17 gennaio 2006 – “in meno di 5 minuti mi sono ritrovata nuda nel letto con lui. Avevo un paio di jeans, sotto un paio di calze perchè faceva troppo freddo, un maglioncino ed una canottiera sotto. Le calze le ho buttate perchè erano tutte strappate e il maglione si è rotto nella manica destra. I lividi sulle gambe e sulle braccia sono rimasti per un po’. Il ricordo di quel giorno, le lenzuola sporche di sangue, sapere che non aveva usato il preservativo e che c’era il rischio di rimanere incinta di quell’essere… cosa che ho cercato di dimenticare. Cose che nessuno sà”.

Lei ha taciuto la violenza di quella sera forse per timore e vergogna mentre i genitori, preoccupati vedendola tardare per il rientro, si erano rivolti ai carabinieri per cercarla. Ma la violenza sessuale si è ripetuta, i primi giorni di febbraio del 2006, quando la ragazza, a fronte delle continue minacce del giovane, del quale aveva molta paura, lo incontra nuovamente, questa volta a Viterbo, dopo la scuola. Di questo E.M. scrive: “ricordo che mi sentivo debole, avevo un po’ di influenza. Sono andata in bagno, ad uno dei bagni pubblici, avevo vomitato ed è entrato. Si è ripetuta la stessa scena, questa volta è stata molto peggiore della prima, sempre senza usare nulla. Sono tornata a casa che ancora tremavo. Da quel giorno ho detto basta. Ho raccontato ai miei che mi minacciava, ma nient’altro. Avevo un ritardo nel ciclo, la psicologa di Villa Buon Respiro mi ha detto di comprare un test di gravidanza che lo avremo fatto insieme, ma lei credeva che io fossi stata d’accordo a fare sesso. Fortunatamente era apparsa solo una riga rossa. Era negativo.

I genitori di E.M. ora sanno quale male aveva segnato profondamente la loro figlia ed hanno sporto denuncia contro questo balordo di Rignano Flaminio perchè non faccia più male a nessuno. Aveva solo 16 anni ed era una ragazzina che si stava affacciando alla vita; dopo le violenze e le minacce ha vissuto nel dolore e nel terrore fino a quando non ha retto più ed ha posto fine alla sua esistenza. Spero che questo essere ignobile sia punito per la violenza ed il suicidio di questa giovane!

Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti e Monsignor Gino Reali ed i loro complici silenzi.

Il Giustiziere degli Angeli


Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera.

Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

“Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

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Scuola di Adro: cittadini solidali con il benefattore che ha pagato la mensa!

Il Giustiziere degli Angeli

BRESCIA – LE MAMME EXTRACOMUNITARIE DELLA SCUOLA HANNO SCRITTO UN TESTO PER RINGRAZIARLO

L’Italia che sta con il buono di Adro - Lettere di sostegno al benefattore della mensa. «Consola nel Paese dei furbetti»

MILANO — Forse è solo un caso che Adro si trovi a metà strada tra Bergamo e Brescia, vale a dire a cavallo delle due province da cui provenivano Giovanni XXIII e Paolo VI, i papi del cattolicesimo solidale. Ma questo dettaglio regala una pennellata simbolica alla vicenda del paese in cui il sindaco leghista vuole negare il pasto ai bambini che non pagano la retta scolastica e dove un imprenditore ha messo mano al portafogli per coprire quel debito a scongiurare che nessuno scolaro restasse digiuno.

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Bambini a scuola senza pranzo: nell’italia delle regole solo pane e acqua!

Il Giustiziere degli Angeli


Poco tempo fà, in piena campagna elettorale, si legge di una scuola materna (Montecchio Maggiore di Vicenza) dove ai bambini i cui genitori non avevano pagato la retta della mensa, viene dato per pranzo un panino ed una bottiglietta d’acqua! Pochi giorni orsono un caso uguale parte da Adro (Brescia) dove invece i bambini “morosi” vengono spediti per il pranzo a casa. Sono quaranta bambini misti tra italiani e non. Il sindaco Oscar Lancini (fiero di essere leghista)  non sente ragioni: o si paga la retta o niente mensa! sono le regole. Ma quali regole esistono che vogliono umiliare dei bambini già magari meno fortunati perchè non nati nell’agiatezza delle famiglie “bene” di Adro?  A me non interessa inerpicarmi nei discorsi delle “regole” quando si parla di bambini che, di certo, trovano nel pranzo a scuola anche un momento di socializzazione di estrema importanza per la loro crescita.

Ed ecco che c’è invece una persona che arriva in aiuto a questi bambini e salda tutti gli arretrati delle famiglie con la mensa scolastica. L’anonimo benefattore scrive una lettera dove dice: Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi, ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film L’albero degli zoccoli. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica. Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina. Si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi. Ma dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo?. Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare Partito dell’ amore?. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia? Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi dieci anni. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro al mese (regolari). Voglio urlare che io non ci sto. E per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale. Se non potranno o vorranno pagare, il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.

Ma che possiamo pensare che la cosa si è risolta? No no! Oggi le novità sul “caso mensa della scuola di Adro” vengono partorite da alcuni cittadini indignati per quanto questo anonimo ha fatto per i bambini! Hanno portato in strada davanti alla scuola uno striscione con scritto “Mangiapane a tradimento”. Che schifo! Ma non contenti hanno anche dichiarato che se l’anonimo ha pagato per i “morosi” deve pagare anche per chi la retta l’ha pagata regolarmente! Forse i “mangiapane a tradimento” sono proprio loro che con le tasche piene e la pancia sazia calpestano la dignità dei bambini: anche dei loro!