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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Liam Gabriele McCarty: l’arresto e la scarcerazione di sua madre Manuela Antonelli

Il Giustiziere degli Angeli

Giovedi mattina (28.gennaio) si è tenuta al Tribunale dei minori di Roma una nuova udienza sul caso del bambino Liam Gabriele McCarty. Lui è sua madre dal mese di Dicembre si erano nascosti perchè il bambino era stato di nuovo affidato ad una casa famiglia e lui voleva invece stare con la sua mamma. Liam Gabriele, con le sue lacrime, le sue grida, la sua rabbia ha deciso di voler stare con sua madre Manuela Antonelli (leggi tutti i LINK) e di non voler vedere suo padre: poco importano le motivazioni di questa volontà (anche se gravi) del bambino se abbiamo di fronte lui, se guardiamo lealmente alla sua determinazione. Ma spesso in questi casi le Leggi dei grandi sono solo freddi codici che non permettono neanche ai sentimenti di un bambino di esprimere il proprio cuore. Ecco che allora il bambino stesso si sente tradito e chiede di nascondersi da quel mondo di adulti che non lo ascolta, che non gli lascia ascoltare il suo proprio istinto, che vuole portarlo via da una madre che lo ama sopra ogni altra cosa.

Ed ecco cosa accade a Roma questo giovedi! All’uscita del Tribunale dei minori, dove Manuela si era presentata per l’udienza, viene arrestata con un mandato dell’Interpol e portata nel carcere di Rebibbia: l’accusa proviene dagli Usa, paese del padre di Liam Gabriele, ed è “sottrazione di minori”. Già, il grande paese americano spicca un mandato di cattura internazionale e mette Manuela sul sito dell’FBI tra le foto dei più grandi criminali di questi ultimi tempi, quelli ricercati per aver ucciso una, due o migliaia di persone.

E rileggendo tutta questa vicenda sembra veramente di assistere ad uno di quei telefilm americani dove la foto del cattivo era appiccicata ovunque con la scritta “WANTED” e che i bravi investigatori beccavano immancabilmente e si davano le pacche sulle spalle sorridendoti sul THE END. Il bene vince sul male? Si, certo, ma da quale parte stà l’uno o l’altro?

Ma ecco che venerdì mattina Liam Gabriele si presenta in un posto di Polizia dei Parioli a Roma. I suoi otto anni si moltiplicano e sembra un uomo che con calma si costituisce da colpevole alle autorità. Ancora una volta questo bambino trova il coraggio di farsi grande e di superare in consapevolezza quegli adulti a lui avversi: lui sa che solo così sua madre può tornare libera! Ed infatti proprio in quelle ore il Giudice stabilisce che Liam Gabriele venga affidato a suo zio e subito dopo, sabato, Manuela Antonelli esce dal carcere. Gli adulti hanno proseguito la loro storia fatte di carte, marche da bollo e firme… lui ha agito per istinto e con il cuore di un bambino che ama sua madre come lei lo ama.

Ma questa vicenda è ancora lontana dalla sua auspicabile soluzione se, ancora oggi, non si è deciso di rimandare al mittente l’ordine di estradizione per Manuela; se ascoltando le parole tra le lacrime della nonna di Liam Gabriele sentiamo dirle che suo figlio (zio del bambino) non è adatto a prendersene cura e che non lo vede da oltre tre anni; se il signor McCarty non vede l’ora di riportare il bambino in America dove Liam Gabriele non vuole proprio andare.

Bisogna fare attenzione a tutto questo intrecciarsi di adulti e bisogna ascoltare soprattutto questo bambino per essere certi di non sbagliare ancora: è l’unico che non conosce la corruzione dei sentimenti e la freddezza di fogli e bolli.


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Il parroco di Napoli e “Le Iene” – Molto intima la mano del prete sul maligno, troppo anche per Satana!

Il Giustiziere degli Angeli

Ancora una volta il programma “Le Iene” indaga su una denuncia fatta da una ragazza che riferisce di palpeggiamenti da parte del prete di Napoli, Don Salvatore Marseglia, che giustifica i suoi gesti con “imposizioni delle mani per scacciare il maligno” in quanto lui è un ESORCISTA. Il caso era stato trattato dalla trasmissione sin dal novembre 2009 ed era stato documentato dalle telecamere di quale tipo di “imposizione” si trattasse: veramente da voltastomaco. A seguito di questo fatto il sacerdote è stato allontanato dalla Parrocchia Maria Santissima del Rosario e dalla Diocesi di Napoli (LINK).

Nella seconda puntata, andata in onda il 13 gennaio, Le Iene documentavano la “delegazione dei fedeli che gli davano il benvenuto”: insulti, minacce ed il vetro rotto dell’autovettura sono stati indirizzati a Giulio Golia ed al suo staff. Alcune persone hanno avuto anche l’ardire di parlare a difesa del parroco con delle stupefacenti dichiarazioni con tanto di arrampicata sugli specchi e capriola dal triplo salto mortale carpiato. Una signora ha detto che il filmato è falso, una ha detto che la ragazza mente, un signore ha detto che “mica ha avuto un rapporto sessuale completo”, uno ha detto che pure don Salvatore è un uomo (!), una ha detto che la figlia di una sua amica è stata curata dal sacerdote nello “stesso modo” e che si è trovata BENE (???).

Che dire a questo esorcista ed ai suoi esorcizzati?? di parole me ne escono tante ma mi inquino ad abbassarmi al loro livello.

Nel contempo il sacerdote-esorcista ha aveva aggiornato il suo blog, poi chiuso, di Windows-Live con queste parole:

Sulle recenti diffamazioni gratuite operate da parte de “Le Iene” posso solo dire che vedere quei video è stato uno spettacolo indecoroso,si è voluta trascendere una situazione difficile nella quale sono stato coinvolto,tuttavia mi sento bene con la mia coscienza e so di aver fatto del bene a tanti giovani e non.Il Signore ha guidato le mie mani e agisco sempre nel bene dell’individuo ponendo la benedizione come arma guaritrice,quando le ragazze venivano da me per i loro problemi ho fatto di tutto per lenire le loro disfunzioni cercando per quanto possibile di fare del mio meglio…mi rammarica sapere che si è persa la fiducia verso di me e mi fa male ma continuo ad agire secondo coscienza evitando che in futuro ci siano altri incontri infatti ho eliminato per sempre tale pratica onde evitare altre spiacevoli situazioni venutesi a creare.Trappolare un uomo di Chiesa come me dà modo di pensare fino a che punto la malizia arriva,il mio corpo è benedetto,sfruttare la dote che si possiede per aiutare i più bisiognosi penso sia una cosa meravigliosa poichè sussiste chi ha problemi..Ho sempre impiegato le mie conoscenze medico teologiche per un valido aiuto e sostegno non avendo mai malizia verso ciò che facevo..questa la mia verità..altro non aggiungo.. se non un pensiero a me importante: non ho mai avuti pulsioni sessuali nè mi piace averne,sono scevro da qualsiasi abbandono di natura perversa in quanto a me distante,io amo solo il Signore e servo Lui.. Don Salvatore. (LINK copia)

Nella puntata andata in onda ieri sera si rivedranno i punti salienti di questa storia e si sentirà come la ragazza che ha denunciato questo parroco reagisce alle parole di quei parrocchiani: una lezione di civiltà e di altruismo affinche, almeno per mano di don Salvatore Marseglia, non ci siano altre vittime. Vedrete inoltre un’altra ragazza denunciare un vescovo che, quando lei era una ragazzina, ne ha abusato traumatizzandola al punto che oggi non riesce a vivere appieno la sua vita di donna.

A tutte le vittime di questi personaggi perversi io dico di non tacere ed urlare con tutto il fiato soprattutto nelle orecchie di certi stolti personaggi che invece di pretendere una chiesa pulita dentro e fuori si accontentano della facciata e sporcano ancora peggio.



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Don Luciano Massaferro: gli amici e i suoi computer, i suoi parrocchiani in preghiera, amica investigatrice sulla bambina!

Il Giustiziere degli Angeli

In procura si sono svolti altri cinque interrogatori protetti su altrettante bambine ma non si hanno notizie su quale siano state le risposte. Intanto Don Massaferro resta in carcere per la possibile “reiterazione del reato e per evitare l’occultamento di prove” ed i SUOI fedi-fedeli si sono riuniti di nuovo in “veglia di preghiera pro-sacerdote”. Non ci sono notizie circa la risposta del tecnico che stà scandagliando il QUARTO computer che il Don aveva affidato ad un amico e di cui aveva fortemente negato l’esistenza. Ma, oltre ad essere un Don tecnologicamente molto avanzato (anche con un account personale su Facebook), il sacerdote si sarebbe servito anche di un appoggio “umano” per avere notizie fresche su quanto già prima del suo arresto circolava in paese: insomma una sorta di “spia”. E questa era una donna, dipendente del Comune di Alassio. Ecco quanto spunta quindi oggi, ecco l’ennesima dimostrazione di quanto gli adulti hanno le gambe corte come le bugie, ecco come dietro le quinte agiscono…. e qui mi fermo! Intanto gli avvocati difensori del sacerdote hanno richiesto la copia del cd contenente la testimonianza della bambina: vogliamo scommettere che proveranno ad invalidare la perizia con qualche “super-tecnicismo”? Accetto solo dai 10euro in su!

Dipendente del Comune interrogata dagli inquirenti

28 gennaio 2010

Una dipendente del comune di Alassio è diventata una testimone importante nell’inchiesta che ha portato don Luciano Massaferro, 45 anni, parroco delle chiese di San Vincenzo e San Giovanni, in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della giovane parrocchiana.

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Rignano Flaminio: la nuova casa degli orrori.

Il Giustiziere degli Angeli

La villa teatro della nuova indagine sull'asilo Olga Rovere

Come già preannunciato nei precedenti giorni da diversi quotidiani, Panorama ha realizzato un servizio sul nuovo filone di indagine riguardante gli abusi sui minori dell’asilo Olga Rovere. L’indagine su questa abitazione, riconosciuta da alcuni minori, stà procedendo verso più approfondite indagini investigative e, come dichiara l’avvocato Carlo TaorminaIl nuovo fascicolo è importante perché rivela fatti che potrebbero rafforzare le prove a carico degli attuali imputati e permettere di individuare altri personaggi sino a questo momento rimasti ignoti”. In questi giorni si sono susseguite le udienze (le prossime due sono previste per il 30.01 ed il 05.02) e difesa ed accusa si sono accavallate nel botta e risposta. All’eccezione della difesa degli accusati in cui si mette in dubbio l’uscita dei bambini dalla scuola, risponde la responsabile Agerif Arianna Di Biagio, la quale dichiara “l’ingresso posteriore della struttura era isolato e quasi tutte le vittime erano affidate a maestre indagate e quindi presumibilmente complici”. L’ultima difesa avrà modo di parlare il 5 febbraio prossimo ed in quella stessa data il GUP Balestrieri dovrà decidere se gli imputati saranno rinviati a giudizio.

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Estelle Mouzin, il padre la cerca da 7 anni. Si segue la pista Fourniret.

Il Giustiziere degli Angeli

Estelle Mouzin: potrebbe essere così

LINK ARCHIVIO articoli su Estelle Mouzin

Estelle Mouzin aveva 9 anni quando è scomparsa nel nulla. All’uscita da scuola qualcuno ha deciso di cambiarne il destino e ne ha decretato il corso senza che nessuno vedesse o sentisse. Nove anni sono lunghi, interminabili, ma suo padre, Eric Mouzin, non si arrende all’ipotesi di non poterla più riabbracciare e continua la sua battaglia alla ricerca della verità.

Michel Fourniret

Sei mesi dopo la sua sparizione un testimone ha riferito di aver visto, tempo prima

della scomparsa, un uomo avvicinare Estelle e proporle di accompagnarla a casa: lei

rifiutò! L’identikit di quell’uomo barbuto, eseguito sulla base dei ricordi del

testimone, è somigliante a Fourniret, Michel Fourniret, il ‘serial killer’ delle vergini, a

cui dava la caccia con la complicita’ della moglie e che ha stuprato e ucciso almeno 7

volte: oggi è all’ergastolo.

Le vittime di Fourniret

LINK ARTCOLO sulla condanna di Fourniret e consorte

Estelle è ancora viva? O il suo destino ha cessato di esistere quello stesso giorno per mano di qualcuno? Queste sono le domande a cui il padre chiede risposte riponendo fiducia in uno squarcio nel silenzio che ha avvolto sua figlia Estelle. Se qualcuno sa, parli: questo è l’imperativo per la sparizione di Estelle e per tutti i bambini scomparsi nel nulla.

Se Estelle è viva, il padre spera che la divulgazione della foto rielaborata al computer, e che rappresenterebbe la ragazza oggi all’età di 16 anni, sia utile al riconoscimento e ad un ritorno tra le sue braccia.

Estelle Mouzin


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L’amante del parroco e gli amanti dell’organo. La chiesa sempre più teatro di scabrosità!

Il Giustiziere degli Angeli

In provincia di Belluno un parroco raggira un disabile a lui affidato ma, forse, perchè viene raggirato da una donna che approfitta di denaro gratuito esentasse! Ma la notizia passa un pò inosservata ai più poichè o la ascoltavi al TG5 o NIET! Ma ad ogni conto è passata senza alcun scossone e grida di scandalo in quanto il prete è stato dipinto come uomo “poverino” visto anche che da tempo si trova in un reparto “psichiatrico”. Mannaggia che c.. fortuna! Del disabile si sa che ora è stato preso in custodia dal comune e basta! Nessuna parola verso questo sfortunato che è disabile, non ha parenti in vita e gli hanno fregato pure 100mila euro. Il TG dimentica di avere parole verso il “gabbato”, giustifica il sacerdote con “le umane debolezze e quelle mentali” ed accenna alla donna come intestataria del conto dove sono finiti i soldini. PUNTO. Ed in questa vicenda probabilmente rimarrà fregato solo e sempre colui a cui i soldi in banca ora mancano. Buona domenica, lettori: chissà come è andata la vostra messa! Spero non vi sia capitato di sentire lamenti da dietro l’organo della vostra chiesa come invece è capitato in Germania. Anche da un luogo sacro di un paese germanico giungono lamentele e lamenti: beccati in atteggiamenti focosi durante la messa del mattino. Che dire, boh! Buona domenica e…. amen!


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Don Luciano Massaferro: il quarto computer è stato ritrovato!

Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro è ancora in carcere, anzi è stato trasferito da Chiavari a Sanremo: l’accusa è, e resta, abusi sessuali su una bambina undicenne. Le  tante polemiche sul caso hanno in fondo ottenuto il contrario di quanto volevano gli innocentisti: spegnere i riflettori e far uscire Massaferro dal carcere. Il sacerdote si è sempre proclamato innocente negando ogni morbosa attenzione sulla ragazzina che è stata dipinta, dai compaesani, una disturbata mentale escludendola anche dalla vita parrocchiale (leggere sotto quanto racconta la madre della piccola). Inoltre da un solo computer in uso al sacerdote, si era già arrivati a TRE e si ipotizzava l’esistenza di un quarto computer a seguito del ritrovamento della custodia. Il sacerdote ne ha negata l’esistenza, un QUARTO computer sembrava un fantasma nella fantasia degli inquirenti. Invece, grazie ad un lavoro di infiltrazione di un agente presso gli amici di Massaferro, ha fatto si che il “fantasma tecnologico” si materializzasse.


Trovato il Pc del prete: era in casa di un amico

23 gennaio 2010 LINK

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Pedofilia: 10 anni di reclusione per il maestro del doposcuola.

Il Giustiziere degli Angeli

LINK ARTICOLI del blog sul caso di Parabita


Lecce, molestò bimbo a doposcuola: condanna a 10 anni.

LECCE – I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a dieci anni di reclusione Luigi Compagnone, il sarto ottantunenne di Parabita (Lecce) accusato di pedofilia per aver molestato un bambino di sette anni che frequentava il doposcuola tenuto dalla moglie, Iole Provenzano. Il 5 novembre 2007 la donna venne uccisa con numerose coltellate dalla madre del bimbo, dopo che costei aveva saputo proprio dal figlioletto delle molestie ricevute dal sarto, che invece riuscì a sfuggire alla morte, rimanendo solo ferito. La pubblica accusa, sostenuta dal pm Angela Rotondano, aveva chiesto la condanna del sarto a sette anni di reclusione.

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Pedofilia / Rignano Flaminio: le date delle prossime udienze.

Il Giustiziere degli Angeli

Le date delle prossime udienze al Tribunale di Tivoli:

Domani (sabato 23.01.2010) Avvocato Salustri, difensore Marisa Pucci

30.01.2010 (sabato) Avvocato Naso, difensore Silvana Magalotti

05.02.2010 (venerdì) Avvocato Coppi, difensore Patrizia Del Meglio e Gianfranco Scancarello


APPUNTAMENTO AL 5 FEBBRAIO - Rignano, processo per pedofilia - Il pm: «esistono elementi accusatori»

I presunti abusi sessuali vedrebbero coinvolti almeno 21 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio

ROMA – Sarà il prossimo 5 febbraio la data nella quale il gup di Tivoli, Pierluigi Balestrieri, si pronuncerà sulle richieste di rinvio a giudizio fatte dal pm Marco Mansi (oggi sostituto procuratore nella capitale) per la vicenda dei presunti abusi sessuali che vedrebbero coinvolti almeno 21 bambini della scuola ‘Olga RoverE’ di Rignano Flaminio in provincia di Roma. A conclusione dell’udienza di venerdì, infatti, il giudice ha reso noto il calendario delle prossime udienze. Sabato, illustrerà le proprie conclusioni l’avvocato Emilio Salustri, difensore della maestra Marisa Pucci; sabato prossimo, 30 gennaio, toccherà all’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore della maestra Silvana Magalotti; il 5 febbraio, infine, gli interventi degli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, difensori della maestra Patrizia Del Meglio e dell’autore tv (e marito della donna), Gianfranco Scancarello, precederanno la camera di consiglio dalla quale il gup uscirà con le sue decisioni.

«ESISTONO ELEMENTI ACCUSATORI» – «Penso che le parti civili hanno centrato molto bene le questioni sul piatto della bilancia. Ci sono riscontri per arrivare al vaglio dibattimentale della vicenda». È il commento del pm Marco Mansi alla fine dell’udienza che ha visto oggi rassegnare le conclusioni dei legali di parte civile e di uno degli acccusati. Mansi, adesso trasferito in procura a Roma (ma completerà il giudizio preliminare, e, in caso di accoglimento delle sue richieste di rinvio a giudizio, anche la fase processuale), lasciando la sede giudiziaria di Tivoli, ha precisato che «siamo ancora in una fase in cui bisogna vedere se i riscontri raccolti meritino l’approfondimento del dibattimento. Non discutiamo di prove. Penso comunque che di elementi accusatori ce ne siano tanti».

Redazione Online - 22 gennaio 2010

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Rignano Flaminio – oggi la festa dei santi patroni

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo questa lettera da Rignano Flaminio e ringrazio la signora di aver voluto condividere con noi il suo pensiero.

Cara MammaDolce, non so chi lei sia e ne mi importa. Anche io sono un’anonima signora per lei e per tanti altri visto che la mia vita mi ha sempre distinto per umiltà di origini e di lavoro. Non sono una Vip e neanche una “potente”, sono solo una rignanese di vecchia generazione che ha saputo starsene al suo posto. Da sempre questo paese ha distinto due classi, i poveracci ed i ricconi senza mai accorgersi che il vero potere non stà nel portafogli ma nell’animo di quanti vivono nei saldi valori di una società civile. Sono fiera del mio povero portafoglio perchè sono orgogliosa di quanto sia onesta e felice la mia famiglia.

Ma di questi discorsi forse importa veramente a pochi ed ho deciso di scrivere a lei per un altro motivo. Ho letto tutto quello che sul suo blog ha riportato circa il caso di Rignano Flaminio, ma non solo. Mi sento di dirle che sono vicina col cuore alle famiglie di questi bambini e che mi ha fatto orrore la distinzione che dei rignanesi hanno fatto tra i compaesani ed i forestieri come se loro ( i rignanesi) fossero una casta di eletti che detengono purezza e verità. Ancora una divisione.

Ma oggi, ancora oggi nel 2010, hanno dimostrato quanta pochezza c’è nelle loro vite. Oggi a Rignano Flaminio, si festeggiavano i Santi Patroni Vincenzo e Anastasio ed hanno sfilato in processione per la via principale del paese: io ero tra loro con la mia umiltà e la mia fede.

Appresso agli stendardi del Comune, appresso al baldacchino dei Santi c’era tanta gente: dal Sindaco all’assessore, dal Vescovo al Maresciallo, dai Sacerdoti alle signore dei potenti che intanto riempivano di chiacchiericci su fatti altrui. Ai lati le bancarelle di venditori ambulanti intirizziti al freddo per vendere i loro prodotti e portare la giornata a casa venivano intanto sfiorati da sguardi fugaci e pellicce delle signore. Un grande sfoggio di ricchezze terrene e povertà interiore. Ed in mezzo a tutta questa freddezza umana c’era lui, il prete dalla voce isterica che andò contro i bambini dell’asilo e le loro famiglie: Henry Rocchi. Nonostante lo hanno destinato ad un’altra parrocchia (quella di Calcata) oggi era lì, col suo saio bianco a dire amen. Già, amen per quei bambini, amen per chi viene abusato, amen per la fame nel mondo, amen per tutto quello che non riguarda la loro razza.

Le assicuro cara MammaDolce che avrei voluto essere altrove, col mio cappottone verde ancora buono, col mio rosario bianco comprato a Medjugorje, con il mio Padre Pio appoggiato sul cuore avrei voluto essere in un posto dove l’amore ed il rispetto sono l’unica via della vita.

Mi sono estraniata da loro ed ho pregato i Santi Vincenzo ed Anastasio che portino giustizia ai bambini di Rignano Flaminio e serenità ed amore nei loro cuori.

Grazie a lei ed a tutti quelli che combattono ogni giorno contro la sporcizia del mondo.

Anonima Rignanese


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Pedofilia / Rignano Flaminio: un nuovo indagato nel castello degli orrori.

Il Giustiziere degli Angeli

Rignano, una nuova indagata per i presunti abusi sui bimbi - E’ una donna dell’Est. La sua villa posta sotto sequestro

di VALENTINA ERRANTE

ROMA – Un altro fascicolo e una nuova indagata per i presunti abusi nella scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. E’ il settimanale Panorama a rivelare l’esistenza di un’inchiesta sulle violenze di gruppo subite da bambini di 4 anni. Accertamenti che non riguardano le tre maestre, la bidella e l’autore Tv finiti davanti al gip con l’accusa più orribile. Per Panorama il fascicolo contro ignoti, affidato al pm di Tivoli Maria Domenica Perna, sarebbe un ”clone” di quello principale, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio e per la bidella Cristina Lunerti.

In realtà sul registro degli indagati c’è già un altro nome. Una donna dell’est, che ha vissuto vicino a Rignano per molti anni. L’ipotesi è sempre la stessa: violenza sessuale nei confronti di minorenni e sequestro di persona. La donna viveva in una villa della frazione di Montelarco. Dove oggi campeggia un cartello ”casa è sotto sequestro per accertamenti urgenti”.

Comincia tutto lo scorso autunno, quando un bambino riconosce quella casa, all’epoca in vendita. I genitori si rivolgono ai carabinieri. E viene aperto il fascicolo. Il pm decide di portare nella villa le altre piccole presunte vittime degli abusi. Cominciano i sopralluoghi e in quattro riconoscono la casa, le stanze, la scena delle terribili violenze denunciate ai carabinieri dai genitori. I luoghi corrisponderebbero anche alla descrizione del ”castello”, più volte citato dai bambini della scuola Olga Rovere in sede incidente probatorio, nel corso degli incontri con un pool di esperti. Partono gli accertamenti sull’immobile, il proprietario della casa dimostra agli inquirenti di non saperne nulla: per anni, la villa è stata affittata a quella donna dell’est che viveva lì con la figlia.

Il nome della signora viene iscritto sul registro degli indagati. Poco prima di Natale, i carabinieri perquisiscono la casa, il pm incarica il Ris di cercare tracce biologiche dei bambini. I militari sequestrano anche alcuni giocattoli. Oggetti che sarebbero incompatibili con l’età della figlia della signora, già maggiorenne. L’esame degli esperti è ancora in corso. La perizia dovrebbe arrivare sulla scrivania del magistrato per la fine di febbraio. Le tracce biologiche saranno confrontate con il Dna prelevato ai bambini durante la prima indagine. Un accertamento che nell’inchiesta principale a carico dei cinque imputati non ha portato a nulla. La donna intanto avrebbe già lasciato l’Italia e sarebbe tornata nel suo Paese.

Per Antonio Cardamone, difensore di parte civile insieme a Franco Merlino, gli accertamenti sono solo all’inizio: «Bisogna ancora chiarire molti aspetti – dice – in particolare il collegamento con gli imputati, perché, se gli abusi sono avvenuti in orario scolastico, è evidente la connessione di questa nuova indagine con il processo principale. D’Altra parte che qualcosa o qualcuno fosse rimasto fuori dall’inchiesta è un dato certo, emerso dalle testimonianze dei bambini e dai riscontri eseguiti successivamente»


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Pedofilia / Rignano Flaminio- Abusi sui bambini dell’asilo: un piano diabolico.

Il Giustiziere degli Angeli

Mentre in queste ore si stà svolgendo la quarta udienza nel Tribunale di Tivoli circa la vicenda di abusi sessuali su alcuni bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio, leggo dal quotidiano Il Tempo questo articolo: un piano diabolico degli “orchi” per essere scoperti!


PEDOFILIA, LA SCUOLA VIOLATA - Rignano, c’è un’altra casa degli orchi.

Dall’inchiesta trapelano particolari inquietanti. Bambini violentati e costretti a partecipare a riti orgiastici. L’atroce sospetto: piccoli portati fuori dentro degli scatoloni.

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Pedofilia / Rignano Flaminio: il nuovo filone di indagine dentro una nuova casa degli orrori.

Il Giustiziere degli Angeli

Domani e sabato, se non sbaglio, si terranno nuove udienze al Tribunale di Tivoli per il caso di abusi sessuali su minori nell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio. Come già accennato venerdì scorso ci sono novità sul un nuovo filone di indagine che riguarda il caso. Per ora vi posto questo articolo aggiornandoci a domani :

Asilo Olga Rovere

RIGNANO, PER “PANORAMA” C’È UN’ALTRA CASA DEGLI ORRORI.

Le indagini sui presunti abusi sessuali subiti dai bambini della scuola materna “Olga Rovere” di Rignano Flaminio proseguono. E hanno un nuovo filone. Lo rivela il settimanale “Panorama” nel numero in edicola da domani. La prova, secondo il settimanale, si trova sul cancello di una villa della frazione di Montelarco. Un cartello avverte che la casa è sotto sequestro per accertamenti urgenti. Quest’autunno sono entrati i carabinieri del Ris e hanno lavorato tre giorni, giura un vicino al settimanale. Ma nessuno conosce il motivo di quelle analisi. Secondo “Panorama” il nuovo fascicolo sarebbe un clone di quello approdato all’udienza preliminare per i fatti legati all’asilo, ed è affidato al pm Maria Domenica Perna. L’inchiesta è contro ignoti e per questo le attività di indagine non sono state integrate nel procedimento principale. Tutto inizia, sempre secondo “Panorama”, quando C.V. ,una delle presunte vittime, riconosce la casa, all’epoca in vendita. I genitori di C V. denunciano l’episodio ai carabinieri che entrano nella villa e scattano numerose foto. Dalle immagini altri bambini riconoscono quelle stanze. Carlo Taormina, difensore di parte civile, ha detto al settimanale che «il nuovo fascicolo è importante perchè rivela fatti che potrebbero rafforzare le prove a carico degli attuali imputati e permettere di individuare altri personaggi sino a questo momento rimasti ignoti».

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Vallo della Lucania: slitta a marzo il processo per abusi sessuali su minori per un’anomalia nel collegio giudicante! Ma…

Il Giustiziere degli Angeli

Questa mattina c’era udienza nel Tribunale di Vallo della Lucania per l’avvio del processo contro Suor Soledad ed altri imputati. A carico di queste persone ci sono denunce per abusi sessuali su bambini che frequentavano l’Asilo di Vallo della Lucania. Ma questa mattina un’anomalia nel collegio giudicante ha fatto slittare l’udienza al 25 marzo e passeranno altri due mesi e questo, perdonate, mi fà veramente incazzare. I genitori di questi bambini, di questi angeli, hanno veramente una pazienza ed una forza che mi crea invidia: sono anni che aspettano ed io sò che non sarei altrettanto capace di aspettare la “giustizia lumaca”.

Giustizia Lumaca

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Don Luciano Massaferro: i suoi sostenitori decidono di abbassare i toni della polemica.

Il Giustiziere degli Angeli

Il prete accusato di pedofilia - Si sfalda il fronte innocentista


21 gennaio 2010 LINK ARTICOLO originale

Spegnere i riflettori della ribalta e soprattutto abbassare i toni della discussione. Alassio non intende disinteressarsi alla vicenda che ha portato in carcere don Luciano Massaferro con l’infamante accusa di violenza sessuale su una parrocchiana di 11 anni. Ma, come ha puntualizzato Carlo Annibale, fondatore della pagina “don Luciano Libero”, che ha raccolto su Facebook quasi 400 sostenitori e che ieri ne ha deciso la chiusura, «in questa fase è giusto che la magistratura faccia il suo corso e per rispetto di don Lu, della ragazzina e degli inquirenti, ritengo se ne debba parlare un po’ meno».

Una linea che ha trovato d’accordo anche il sindaco, Marco Melgrati, che, dopo alcune dichiarazioni pepate, ieri, ha invitato a «farla finita, a lasciare sbollire le polemiche e attendere la verità dell’inchiesta». Una linea non adottata da altri sostenitori del gruppo appassionato di Internet che nell’arco di un pomeriggio ha ridato fiato al “gruppo di preghiera che crede nell’innocenza del prete”.

Sfaccettature di uno stesso problema che continua a fare registrare novità sotto il profilo dell’inchiesta. Dai computer posti sotto sequestro, per esempio, sono arrivate ulteriori conferme sulle dichiarazioni contraddittorie fornite da don Lu.

Proprio di fronte a questi nuovi sviluppi e all’ordinanza del tribunale del Riesame (che ha negato la scarcerazione del parroco), il muro dell’integralismo innocentista per don Luciano ha incominciato a conoscere qualche crepa, lasciando spazi a dubbi e sicuramente al lavoro degli inquirenti.

Soprattutto attorno alla bambina e alla sua famiglia, Alassio sembra aver eretto una campana d’isolamento: dimenticati gli attacchi dei giorni scorsi, istituzioni e semplici cittadini sembrano essersi eretti a suoi paladini.


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Abusi all’asilo di Vallo della Lucania: domani in aula tutti gli indagati insieme a Suor Soledad

Il Giustiziere degli Angeli

(traggo l’articolo direttamente da SPUNZ per aggiornare il caso degli abusi sui bambini dell’asilo di Vallo della Lucania) LINK ARTICOLI archivio sul caso di abusi all’asilo di Vallo della Lucania

Lavello per CESSI

Abusi sui bimbi, giovedì in aula

la Città di Salerno — 19 gennaio 2010 pagina 28 sezione: NAZIONALE

• I familiari delle vittime dei presunti abusi, per i quali è accusata suor Soledad ed altri quattro imputati, si costituiranno parte civile anche nel secondo troncone giudiziario. Il 21 gennaio, insieme alla monaca peruviana, dovranno comparire in aula il giovane fotografo, il muratore e le altre due suore dell’Istituto Santa Teresa. «A questo punto -annuncia l’avvocato Nicola Suadoni, legale di alcune famiglie coinvolte nella vicenda – si può anche ipotizzare un processo unificato per i cinque indagati. Ci costituiremo parte civile anche nel procedimento avviato per il secondo filone di indagini». Giovedi mattina si terrá la prima udienza del processo al fotografo A. R. che era solito frequentare la scuola materna per filmare recite ed altre eventi, al muratore A. L. B. che eseguiva solitamente lavori all’interno dell’edificio e alle due suore dell’istituto. Ci sono voluti tre anni per avviare il processo. La monaca peruviana e gli altri imputati sono accusati di molestie sessuali su alcuni bambini della scuola materna gestita dalla suore di Santa Teresa. Insieme a loro saranno processate altre due consorelle accusate di favoreggiamento. Al primo filone di indagini, relativo ai presunti abusi perpetrati dalla monaca sui bambini, fu ben presto affiancato un secondo filone. C’erano anche altri undici indagati insieme a suor Soledad, ma per sette di loro è stata chiesta l’archiviazione. (c.s.)

Aggiornamento 21.1.2010 LINK ARTICOLO originale


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Federica Squarise: il suo assassino presto libero!! il nostro governo deve intervenire.

Il Giustiziere degli Angeli

Stiamo veramente vivendo nell’anno 2010 o è uno scherzo ed in effetti viviamo nell’anno 1000?? Non si riesce più a capire in cosa la nostra società sia progredita se ci ritroviamo impuniti, scarcerati, scontati gran parte di quelli che si sono macchiati di delitti orrendi che popolano anche i nostri incubi notturni. La sicurezza di noi cittadini comuni che al mattino ci alziamo per andare al lavoro, per portare i nostri figli a scuola e contribuiamo al benessere di questa terra è finita nel secchio dell’acqua putrida di scolo dei tetti dei grandi della terra. A me capita che girando per la città guardo con timore le persone che incrocio avendo paura di riconoscere qualcuno che ha ucciso, stuprato, malmenato e che oggi, grazie a leggi facilmente aggirabili o interpretabili, è in giro per le strade tra noi. Tante sono le conquiste (effimere) dell’uomo ma non sono bei vestiti, belle auto, tecnologie dell’ultima ora che possano proteggerci dal male che certe persone hanno nel loro DNA. Siamo allo scoperto da qualsiasi male possa infliggerci un’altro uomo e questo ci rende sempre meno socievoli, sempre meno pronti a tendere la mano ad un vicino, sempre più soli.

Federica Squarise

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Denise Pipitone: rinviata a giudizio Jessica Pulizzi. Ripartono le indagini sulla scomparsa della bambina.

Il Giustiziere degli Angeli

Era certo ormai il rinvio a giudizio di Jessica Pulizzi per il rapimento della piccola Denise Pipitone. Il processo contro Jessica inizierà a marzo e vedrà coinvolto (per falsa testimonianza) anche il suo ex fidanzato tunisino Gaspare. Ed a questo processo si applicheranno le nuove norme che vedono inasprite le pene detentive per il rapimento di minori. Finalmente dopo tanti anni si affaccia su questa scomparsa una verità che finora è stata taciuta con l’inganno della “facoltà di non rispondere” e si riaprono le indagini, con nuove prove e dubbi che cercheranno di svelare la sorte della piccola Denise.

Denise Pipitone

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Estelle Mouzin, scomparsa sette anni fa: la foto di come potrebbe essere oggi per rilanciare le indagini.

Il Giustiziere degli Angeli

A distanza di sette anni dalla sua scomparsa il padre non si arrende e continua a cercarla. E’ stata rielaborata la foto della ragazza che all’epoca aveva nove anni e che oggi ne ha sedici, per poter permettere a chiunque di riconoscerla e darne segnalazione. La polizia francese sospetta un coinvolgimento nel caso del killer-pedofilo Michel Fourniret, mostro condannato all’ergastolo per aver ucciso almeno sette ragazzine.

Su questo LINK trovate un altro articolo di questo blog con i riferimenti di contatto per chi ha notizie utili al ritrovamento della bambina.

Estelle Mouzin

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Don Luciano Massaferro resta in carcere: questa la decisione del riesame.

Il Giustiziere degli Angeli

Il Tribunale del riesame di Genova ha deciso:

Don Lù resta in carcere ed oggi è anche il suo 45° compleanno!!

LINK ARTICOLI PRECEDENTI

(AGI) – Genova, 18 gen. – Resta in carcere don Luciano Massaferro, 45 anni, il sacerdote di Alassio arrestato con l’accusa di pedofilia lo scorso 29 dicembre. Lo hanno stabilito i giudici del tribunale del riesame di Genova a cui avevano fatto ricorso i legali del parroco delle chiese di San Vincenzo e di San Giovanni Battista di Alassio. Don Luciano Massaferro e’ accusato dalla Procura di Savona di aver abusato di una bambina di 11 anni che ha riferito delle violenze in prima persona e che e’ stata giudicata attendibile dai periti. Il sacerdote e’ rinchiuso nella casa circondariale di Chiavari.

(AGI) Cli/Mom/ge/sim

Alassio: don Massaferro resta in carcere, istanza respinta.

Resta in carcere per decisione del Tribunale del Riesame di Genova don Luciano Massaferro, il sacerdote che dal 29 dicembre è in carcere a Chiavari con l’accusa di violenza sessuale su minore. Oggi il prete compie 45 anni. E’ stata quindi rigettata l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati Alessandro Chirivì e Mauro Ronco. I giudici avrebbero ritenuto attendebile la testimonianza della ragazzina di 11 anni che aveva raccontato di essere stata molestata in tre circostanze diverse dal parroco di Alassio. A questo punto i legali non potranno far altro che rivolgersi alla Cassazione perchè la loro istanza venga accolta.

Don Luciano Massaferro era stato arrestato poco dopo Natale dalla squadra mobile della questura di Savona su ordine della Procura della Repubblica. L’inchiesta era stata avviata dai sostituto procuratori Alessandra Coccoli e dal collega Giovanni Battista Ferro dopo aver ricevuto una segnalazione dagli psicologi che avevano ascoltato la bambina, una chierichetta di don Luciano. In tutto questo periodo di tempo tra i parrocchiani quindi su Facebook è continuata una pioggia di messaggi per sostenere il sacardote che davanti ai magistrati savonesi ha sempre proclamato la sua innocenza.

Savona.news

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