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Pedofilia – Abusi – Violenza -


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Rapita e violentata per anni: Jaycee Lee Dugard rapita ad 11 anni

Il Giustiziere degli Angeli

Jaycee fu rapita 18 anni fa quando di anni ne aveva solo 11. La famiglia della piccola californiana era ormai da anni rassegnata a pensarla morta, uccisa da un pazzo. Chissà quante lacrime hanno versato, quante volte in 18 anni hanno sognato di poterla riabbracciare, di sfiorare quei lunghi capelli biondi che le circondavano il viso d’angelo…. chissà!!

 Jaycee Lee Dugard

Jaycee Lee Dugard

Invece da quel giorno Jaycee e per 18 lunghi anni ha vissuto l’inferno creato da un pazzo, Phillip Garrido, che l’ha tenuta segregata e violentata fino a farle dare alla luce due bambine (ora quasi adolescenti) che mai hanno visto una scuola o un medico. Garrido e la sua degna moglie, Nancy, avranno modo di pensare a quanto orrore hanno creato con le loro menti deviate?

Phillip Garrido

Phillip Garrido

Nancy Garrido
Nancy Garrido

Libero-News – Rapita e violentata per vent’anni Il mostro: un giorno il mondo capirà.

Dice di poter parlare con gli angeli tramite una scatola e che un giorno tutti capiranno il suo gesto. Un fanatico religioso in California si è costruito il suo surreale mondo, nel quale gli “angeli” in carne e ossa erano Jaycee Lee Dugard, 29 anni, scomparsa da quando ne aveva 11, e le sue due figlie di 15 e 11 anni.

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Pedofilia: accuse a padre Clodoveo Piazza, missionario in Brasile.

Il Giustiziere degli Angeli

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I magistrati brasiliani chiedono l’estradizione. Lui si difende: «Accuse solo per incastrarmi»

«Missionario gesuita affittava i bambini ai turisti del sesso»

MILANO 21/08/2009 – «Quel missionario è un pedofilo». Un’accusa infamante, terribile, per un sacerdote che da oltre 30 anni si occupa dei bambini delle zone più povere del pianeta. Un’accusa fondata per la Procura dello Stato di Bahia che, come riporta l’agenzia di stampa Apicom, da mesi indaga sulla vita (e sul lavoro) di padre C. P.. Ma il sacerdote, che attualmente si trova in una missione in Mozambico, si difende: Vogliono incastrarmi, non c’è nulla di vero. Di più. «Sono rimasto profondamente scioccato dalle accuse che mi hanno rivolto – afferma in una lettera inviata dal Mozambico – dopo essermi sacrificato tanto, per tante persone e per tanti anni, è triste ricevere una risposta di questo tipo, da parte di un gruppettino di persone senza credibilità. Confido che queste accuse esagerate siano smascherate».

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IN BRASILE / SOSPETTO DI PEDOFILIA

Gesuita milanese indagato per abusi – “E’ pericoloso, lavora con bambini”

Nei prossimi giorni un giudice dello Stato di Bahia stabilirà se richiedere l’estradizione o far spiccare un mandato di arresto internazionale. Se riconosciuto colpevoli l’imputato rischia fino a dieci anni di carcere. Milano, 20 agosto 2009 – L’ombra della pedofilia aleggia su padre C. P., missionario per oltre 30 anni in Brasile accanto ai ‘meninos de rua’ e dal novembre 2008 responsabile dei programmi di lotta alla povertà della Compagnia di Gesù in Mozambico.Secondo il procuratore dello Stato di Bahia, Lidivaldo Britto, per anni padre P., gesuita milanese, avrebbe abusato sessualmente e favorito abusi su una decina di bambini che frequentavano l’organizzazione non profit ‘Fraternal Help Organization’ con sede a Salvador de Bahia. Padre P. “sta lavorando con i bambini in Mozambico e questo è pericoloso per loro. Dobbiamo allertare la comunità internazionale. Abbiamo inviato all’ambasciata del Mozambico una copia del provvedimento giudiziario”, ha detto Britto. Nei prossimi giorni un giudice brasiliano stabilirà se richiedere l’estradizione o far spiccare un mandato di arresto internazionale, ha spiegato Britto aggiungendo che le stesse accuse sono state mosse nei confronti di M. de P.S., un ex direttore dell’organizzazione. Secondo quanto riferito da Britto, le testimonianze dei bambini raccontano inoltre che “adulti stranieri si presentavano” nella sede dell’organizzazione, “sceglievano i bambini e ne abusavano sessualmente”; i bambini avrebbero dormito nudi nei letti degli ospiti. Se riconosciuti colpevoli i due imputati rischiano fino a dieci anni di carcere.

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Brasile, gesuita missionario accusato di abusi sui bambini.

Un’accusa infamante, ancora più pesante se rivolta a un missionario. L’accusa di pedofilia ha colpito padre Clodoveo Piazza, missionario per oltre 30 anni in Brasile accanto ai “meninos de rua” e dal novembre 2008 responsabile dei programmi di lotta alla povertà della Compagnia di Gesù in Mozambico. Secondo il procuratore dello Stato di Bahia, Lidivaldo Britto, per anni padre Piazza, gesuita milanese, avrebbe abusato sessualmente e favorito abusi su una decina di bambini che frequentavano l’organizzazione non profit “Fraternal Help Organization” con sede a Salvador de Bahia. Padre Piazza “sta lavorando con i bambini in Mozambico e questo è pericoloso per loro. Dobbiamo allertare la comunità internazionale. Abbiamo inviato all’ambasciata del Mozambico una copia del provvedimento giudiziario”, ha detto Britto. Nei prossimi giorni un giudice brasiliano stabilirà se richiedere l’estradizione o far spiccare un mandato di arresto internazionale, e le stesse accuse sono state mosse nei confronti di Marcos de Paiva Silva, un ex direttore dell’organizzazione. Secondo quanto riferito da Britto, le testimonianze dei bambini raccontano inoltre che “adulti stranieri si presentavano” nella sede dell’organizzazione, “sceglievano i bambini e ne abusavano sessualmente”; i bambini avrebbero dormito nudi nei letti degli ospiti. Se riconosciuti colpevoli i due imputati rischiano fino a dieci anni di carcere.


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Padrone accusa il gatto di pedofilia… il gatto risponde… mavaf…

Il Giustiziere degli Angeli

Il gatto saluta il suo ex padrone

Il gatto saluta il suo ex padrone

Pedofilo scarica file con foto bambini ma dà la colpa al gatto

Pedofilo e pessimo bugiardo, e tutto pur di evitare l’arresto. Lo hanno pizzicato con un bel po’ di file pornografici pedofili sul suo computer, e lui cosa ha fatto? Ha dato la colpa al gatto. Il quale, ovviamente, non è pedofilo, ma avrebbe per sbaglio premuto tasti che non doveva premere.

Il tutto è successo a Jensen Beach, in Florida, dove la polizia s’è presentata a casa di Keith Griffin per un’indagine su uno dei reati più odiosi in assoluto. Qui gli agenti hanno scoperto più di mille immagini di pedopornografia. “Scarico soltanto musica, ma il gatto salta spesso sulla tastiera – ha cercato di spiegare lui – soprattutto quando non sono nella stanza. E quando torno, ci sono sempre delle cose strane sullo schermo”.

Ma una mezza verità, alla fine, l’ha detta: di tanto in tanto quelle immagini se le guardava. La polizia lo ha arrestato con l’accusa di pedofilia, giovedì scorso. Il magistrato ha fissato la cauzione in 250mila dollari e, quindi, appare abbastanza probabile che sia destinato a trascorrere un bel po’ di giorni in carcere, sicuramente fino al momento del processo. Il gatto, invece, è libero.

Articolo asylumitalia.it

Articolo nowpublic.com

Keith Griffin

Keith Griffin


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Omicidio del piccolo Francesco Ferreri – le condanne.

Il Giustiziere degli Angeli

Francesco Ferreri

Francesco Ferreri

Il piccolo Francesco Ferreri, 14 anni di Barrafranca (EN), fù ucciso con tredici colpi di chiave inglese. Fu ucciso perchè si ribellò ad un tentativo di violenza sessuale di gruppo: Giuseppe Faraci (24enne), Salvatore Randazzo (23enne), Calogero Mancuso (443nne) e Antonio Lo Bue (43enne). I suoi aguzzini ricevono le condanne: Faraci -ergastolo- Randazzo e Mancuso -12anni- Lo Bue -10anni-.

Un omicidio scaturito da menti deviate che lo massacrarono senza pietà nel dicembre del 2005 e che ora pagheranno per quel delitto e per tutte le nefandezze legate alla violenza su minore e e pedopornografia.

 

Barrafranca. Omicidio Ferreri ergastolo per Giuseppe Faraci, 12 e 10 anni agli altri.

Omicidio Francesco Ferreri

Omicidio Francesco Ferreri

 

Barrafranca. Ergastolo per Giuseppe Faraci, 24 anni di Barrafranca, ritenuto responsabile di violenza sessuale nei suoi confronti, uccisione ed occultamento del cadavere di Francesco Ferreri, il tredicenne di Barrafranca ,ucciso a colpi di chiave di idraulico, il 16 dicembre del 2005 in contrada Bessima, territorio di Barrafranca, rinvenuto dalle forze dell’ordine tre giorni dopo. Per gli altri protagonisti di questo efferato delitto la sentenza li ha condannati a 12 anni Salvatore Randazzo, 23 anni, e Calogero Mancuso, 43 anni, mentre è stato condannato a 10 anni Antonio Lo Bue, 45 anni, tutti di Barrafranca.

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