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Luca Delfino: il Killer che ha paura di essere ucciso.

18 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Luca Delfino si sente minacciato in carcere. Delfino che ha ucciso il 10 agosto dello scorso anno Maria Antonia Multari con 40 coltellate… ha paura che lo uccidano in carcere. E si AUTOISOLA. Il 18 Agosto la trasmissione Amore Criminale ci ha raccontato questo orribile delitto ricordando a tutti quante volte Maria Antonietta ha avuto paura di essere uccisa e quante volte sia lei che la famiglia si erano rivolte alla giustizia per essere protette. La mamma viene a sapere per caso su internet che quel fidanzato di sua figlia è indagato per un omicidio: il 26 aprile 2006 viene trovata uccisa Luciana Biggi, ex fidanzata di Delfino e le indagini si concentrano su di lui. Ma le paure riferite ai carabinieri e le successive denunce poi di Maria Antonietta non portano a niente… sino alla fine!! sino alla sua terribile fine! uccisa brutalmente da Delfino il giorno prima del suo compleanno. E lui, sin dall’arresto, ha dichiarato «L’omicidio di Maria Antonietta è tutta una montatura per farmi credere che sia morta, in modo da non darle più fastidio». Ma chi ci crede a questo finto delirio? nessuno! E le famiglie di queste donne, e le famiglie di tante donne uccise devono ancora ascoltare questo tipo di parole? di giustificazioni atte solo a farsi dare l’infermità mentale? devono ancora veder infangato il nome di queste vittime? Maria Antonietta, vittima di Delfino e di chi non l’ha protetta e ascoltata. Luca Delfino: non merita di essere più ascoltato. Il dolore di Maria Antonietta e della sua famiglia merita di essere ascoltato per sempre.

Maria Antonietta Multari

Maria Antonietta Multari

Luca Delfino in carcere rifiuta persino di fare la doccia, nel terrore d’incrociare qualcuno, ed è tornato pavido come gli succedeva davanti ai pochi fidanzati che lo tenevano lontano dalla propria ragazza. Adesso in prigione minacciano di farlo fuori persino quelli che per legge devono stare isolati, nella sezione riservata ai “sex offender” ovvero ai criminali sessuali, e di solito il linciaggio lo rischiano anziché prometterlo. Il massacratore di Sanremo, che il 10 agosto dello scorso anno uccise con quaranta coltellate in strada l’ex compagna Maria Antonia Multari (mentre era già sott’inchiesta a Genova per l’omicidio di un’altra fidanzata), nel penitenziario di Valle Armea è un detenuto ad alto rischio al punto d’essersi autorecluso: non fa l’ora d’aria, non si lava, mangia sempre da solo, non frequenta spazi comuni e si guarda bene dal lasciarsi coinvolgere in attività ricreative. Al più si crogiola in un delirante autocompiacimento davanti agli articoli – uno in particolare composto dalla scrittrice Dacia Maraini, appeso al muro di fianco alla tv sempre accesa – che raccontano il delitto più efferato e lo dipingono come una belva. E però l’unico scopo è non incontrare mai nessuno perché ha paura, una paura incredibile.

Il suo caso contrasta in modo quasi clamoroso con la storia di Edgar Bianchi, il maniaco dell’ascensore condannato per aver violentato 25 ragazzine a Genova fra il 2004 e il 2006 e beneficiario della «sezione protetta» a Chiavari, un’ala dall’eccezionale vivibilità dove ha la possibilità di studiare, fare palestra e condividere ampi saloni con ex poliziotti e carabinieri. Impossibile addentrarsi in un confronto sulla gravità dei reati commessi o sulle destinazioni – disciplinate da un ginepraio di norme – ma in un ragionamento sulla casualità dei regimi carcerari in presenza di crimini aberranti, e su alcune incomprensibili discrepanze, forse sì.

Francesco Frontirré è il direttore dell’istituto di Sanremo dove ci sono poco più di 300 uomini, 35 dei quali nella “gabbia” dei pedofili e degli stupratori. E accetta di affrontare il tema sollevato dal nostro giornale. «In teoria – ammette – ogni prigione dovrebbe garantire trattamenti più o meno simili, in presenza della stessa figura di detenuto. Non dobbiamo dimenticare che Bianchi ha subito una condanna, mentre Delfino è in attesa di giudizio. Ciò premesso, mi sento di dire che la situazione in cui si trova nel nostro istituto è semplicemente normale. Nessun lassismo ma il dovere, ovvio, di garantire l’ordine evitando scontri, parapiglia e intimidazioni nel limite del possibile. Se per arrivare al risultato complessivo è necessario “isolarlo” in parte be’, lo facciamo. Su quanto accade altrove, pur avendone una certa conoscenza avendo girato tutta la Liguria, non mi pronuncio». Semmai è particolare il cortocircuito che s’è innescato nel tradizionale rapporto fra i reclusi – ricostruito dal Secolo XIX attraverso una serie di testimonianze confidenziali raccolte da persone recentemente trattenute a Sanremo -, che ha fatto diventare il killer genovese una specie di nemico numero uno pure dietro le sbarre, nonostante ci sia chi ha fatto di peggio. Basti pensare che persino Paolo Leoni – ergastolo nel processo alle “Bestie di Satana” responsabili di più omicidi – ha confidato d’essere sorpreso dell’isolamento di Delfino. È vero che anche lui si muove pochissimo per paura, ma debitamente “scortato” s’avventura a messa o all’ora d’aria.

Insiste Frontirré: «Bisognerebbe interrogarsi, nel rispetto del dolore dei familiari d’ogni vittima, sulla gravità dei fatti compiuti pure dai criminali sessuali, persone che in alcuni frangenti rischiano di segnare la vita a bimbe che neppure conoscevano (e il caso di Edgar Bianchi rientra appieno in questa sfera, ndr). La prigione è uno specchio della devianza, e analizzarne le dinamiche può contribuire a migliorare la correzione e le anomalìe del sistema nel complesso, senza che ci sia troppo divario fra un istituto e l’altro».

Nelle stanze della “sex offender” – fisicamente sopraelevata rispetto alla cella di Delfino, che sente tutto e non risponde mai – sono passati di recente Claudio Derin, il meccanico d’Imperia arrestato perché adescava ragazzine per farsi frustare, oppure Bernardo Pisciotta fermato in spiaggia per gli abusi su una bimba, e finito dentro pochi anni fa per lo stesso motivo. Luca Delfino ha gli occhi iniettati di sangue solo davanti alle telecamere, ormai, quando lo portano ai processi eppure non osa mettere il naso fuori dalla cella. «È vero – conferma il suo legale, Riccardo Lamonaca – è come se fosse sprofondato in una caverna, isolato dal mondo perché persino i carcerati che lo hanno visto sui giornali e in tv lo odiano. Ma fa parte d’un paese civile la tutela delle persone che si sono macchiate di fatti atroci». IlSecoloxix

Luca Delfino

Luca Delfino

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18 thoughts on “Luca Delfino: il Killer che ha paura di essere ucciso.

  1. Forse adesso sente il rimorso profondo di ciò che ha fatto e sta rendendosi conto di conseguenze che non aveva previsto.
    O forse è solo un cordardo.

  2. nn capisco come questa persona se cosi si puo’ chiamare anzi psicopatico, poteva stare ancora in giro dopo quello che sicuramente aveva gia’ fatto con la ragazza di genova, alle volte penso che nn abbiamo nessuna protezione. povere ragazze spero solo che la giustizia si svegli.

  3. Caro Max benvenuto nel mondo reale. La giustizia non si sveglierà mai credimi. Due giorni fà in un TG si è ripetuta la solita frase già sentita molte, troppe, volte: le nostre carceri sono al collasso. E questo la dice lunga su come siamo messi in Italia e si prevede un’altra ondata di balordi in giro per il paese a delinquere di nuovo liberamente. Siamo noi, solo noi, a doverci proteggere dal male e questo ci rende come piccole isole alla deriva.

  4. Sono inorridito.Questo e’ un paese civile??Dove maniaci e assassini vengono protetti e lasciati crogiolare nell’ozio?questa e’ la giustizia??Qui tutti pensano a caino ma nessuna difende abele.Perche’ non facciamo un referendum e vediamo quale sorte vuol destinare la maggior parte degli italiani a queste bestie…siamo in un paese democratico e quindi ho il diritto di dire cio’ che penso..per questi bastardi serve la pena capitale,visto che sono socialmente pericolosi,e il popolo ha il diritto di vivire in pace.Ai buonisti insultatemi pure un domani vi auguro di stare i balia a coloro che avete salvato

  5. Pingback: Luca Delfino: i giudici hanno perquisito la casa della giornalista di Mediaset Ilaria Cavo rea di aver fatto ascoltare a Mattino5 stralci di una telefonata tra la Muttari ed il suo assassino. « -Il Giustiziere degli Angeli-

  6. Ma a sto’ bastardo perche’ nn gli avvelenano il cibo?

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  8. Pingback: Luca Delfino: venerdì si decida il suo destino e non si ignori il nostro! Resti in carcere a vita! grazie « -Il Giustiziere degli Angeli-

  9. Oggi ho saputo che ha preso solo 17 anni,gli auguro la fine peggiore che possa capitare ad un essere umano (se cosi’ si puo’ definire)tra strazi e atroci malattie.
    Non c’e’ giustizia in questo paese.

    • Se fossi il padre di una delle due vittime lo aspetterei all’uscita del carcere e lo scannerei come un porco

  10. Che lo mettano in mezzo agli altri, cosi lo violentano e lo ammazzano quel bastardo. In questo paese, si pensa sempre a tutelare la feccia ed i rifiuti umani.

  11. Mi fa ridere la moratoria contro la pena di morte…ma fatevi i cazzi vostri e lasciate in pace i paesi che la adottano!..

  12. da ex detenuto vi dico le cure per questo essere: A) niente soldi alla porta dal padre e parenti,niente pacco,la misericordia passa due stracci per vestirlo e la casanza passa il carrello. B) niente colloqui. C) Spegnere la tv:il DAP può farlo e nelle relate di servizio può scrivere che si comporta normalmente:prima o poi lo mettono negli appellanti INFAMI ai piani. D) perquise a spot in cella giorno e notte:fa freddo di notte nei corridoi e ce lo fai stare ore.Infine un messaggio ai secondini: Agenti,lo sapete benissimo che se volete,per una distrazione…lo potete far menare:basta volerlo…che minchia vi fanno per una distrazione!

  13. LA FORZA DI PERDONARE MLTI L’ HNNO TROVATA BASTA PENSARE A MARIO FRIGERIO NEI CONFRONTI DI ROSA E OLINDO , IO HO SEGUITO L’ INTERVISTA A DELFINO SONO INORRIDITO DISGUSTATO PER LE ATROCITA’ CHE QUELLA POVERA RAGAZZA HA DOVUTO PATIRE QUINDI LO CONDANNO NON Alla MORTE SAREBBE TROPPO FACILE !!! LO CONDANNO ALLO STATO ATTUALE DI ETERNA INCERTEZZA NELLA QUALE SI TROVA E CREDETEMI ALLA FINE SI ARRIVA ALLA PAZZIA VERA AL TERRORE VERO QUESTO DEVE PATIRE PER IL RESTO DEI SUOI GIORNI!!
    BY NOIUTA LA VOCE DEGLI INVISIBILI . . . .

  14. devi solo bruciare al inferno pezzo di merda una persona come te merita solo di bruciare li

  15. vergogna, vergogna, vergogna la legge italiana e proprio una vergogna!!!!! La gente che come questo pazzo psicopatico merita il carcere duro a vita e non 16 anni x come gli hanno dato! Roberto

  16. Questo bastardo non va giustiziato con solo l’ergastolo ma va preso a calci e pugni tutti i giorni, senza rompergli le ossa, I BASTARDI VANNO TRATTATI COME BASTARDI !!!! un criminale va torturato perche’ e’ un BASTARDO e lo sara’ per sempre !!

  17. queste bestie non si rendono conto di un bel niente, questa è gente da chiudere in una stanza e buttare la chiave. Sono persone pericolose per la società e soprattutto per la gente che non si sa difendere.

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