Pedofilia: da Don Conti in Roma a Mark Dean Schwab in Florida.
Il Giustiziere degli Angeli
E’ solo una parte di cronaca del 2.luglio sulla pedofilia!! SOLO UNA PARTE….

Messaggero – ROMA (2 luglio) – Entro cinque giorni si conosceranno gli esiti della perizia disposta dal gip di Roma Andrea Vardaro per valutare se sono compatibili con il regime carcerario le condizioni di salute di Ruggero Conti, il sacerdote di 55 anni della parrocchia romana Natività di Maria Santissima arrestato nei giorni scorsi perchè accusato di avere abusato per circa 10 anni di alcuni ragazzi, affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi religiosi estivi.
Questa mattina, il perito nominato dal gip ha visitato a Regina Coeli il sacerdote; ha chiesto e ottenuto 5 giorni per depositare l’esito dei suoi accertamenti, dal quale dipenderà la valutazione della richiesta di scarcerazione o di concessione degli arresti domiciliari.
La difesa di Ruggero Conti, sostenuta dagli avvocati Riccardo Olivo e Anna D’Alessandro, ha nominato Giulio Sacchetti dell’Università romana di Tor Vergata come consulente di parte. Il sacerdote ha da subito sostenuto che è stato un «complotto» quello ordito nei suoi confronti. A sostegno di questa tesi i suoi difensori hanno reso noto che intendono presentare in procura una serie di attestati di stima nei confronti del loro assistito.
JulieNews – 02.luglio – Telefono Arcobaleno ha consentito oggi la chiusura di un nuovo sito olandese che inneggiava alla pseudocultura pedofila.’Quest’ultima chiusura rappresenta una svolta epocale – rileva il presidente di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena – poiche’ oggi le due maggiori societa’ olandesi che ospitano siti hanno deciso di censurare la pedofilia culturale e qualsiasi sito che porti avanti filosofie e giustificazioni a sostegno dell’idea che la pedofilia sia un fenomeno culturale’.
L’unioneSarda – 02.luglio – Pedofilia on line
Maxi operazione in VenetoLa polizia postale nel corso della mattinata ha avviato una decina di perquisizioni domiciliari e ha sequestrato vari supporti informaticiMaxi operazione contro la pedofilia in Veneto. La polizia postale ha avviato indagini per la cessione di materiale pedopornografico con una decina di perquisizioni domiciliari, analisi di decine di computer e sequestro di supporti informatici. L’indagine, spiega un comunicato, è frutto di un’attività investigativa nella quale gli 007 della Postale hanno lavorato sotto copertura nella rete fingendosi pedofili. Il blitz ha visto impegnati, coordinati dal commissario capo Giuseppe Ciliberti, gli specialisti della sezione operativa del compartimento Veneto, coadiuvati da altri elementi, per un totale di 80 uomini. Sono state interessate 11 province sul territorio nazionale, e al termine delle attività è stato sequestrato materiale anche di ultima generazione, già al vaglio degli inquirenti. Le attività di analisi forense, spiega la Polizia postale nel comunicato, hanno anche consentito di compiere un arresto in flagranza nel Lecchese di una persona trovata in possesso, viene spiegato, “di veri e propri archivi informatici di materiale pedopornografico, con bambini anche in tenera età costretti a subire violenze sessuali ad opera di adulti”.
Repubblica.it – 2.luglio – STARKE (Florida) – “Esecuzione perfetta”, perlomeno eseguita come chiedono le nuove procedure, e durata dodici minuti. Mark Dean Schwab, 39 anni, condannato per avere stuprato e ucciso un bambino di undici anni nel 1991, è il primo condannato a morte a essere giustiziato con l’iniezione letale da due anni a questa parte in Florida. Dodici minuti in tutto. Tanto è durata l’esecuzione, in linea con le nuove regole. Dopo mesi di attesa, il 16 aprile scorso (proprio mentre il Papa era alla Casa Bianca) la Corte Suprema aveva comunicato a sorpresa la sua decisione: appello respinto, l’iniezione letale (un cocktail di tre sostanze chimiche) è da considerarsi legale e non è in contraddizione con quanto prevede la Costituzione. Un centinaio di persone ha assistito all’esecuzione di Mark Dean Schwab e una dozzina ha anche applaudito, mentre 50 persone hanno manifestato contro la pena di morte fuori dal carcere. L’uomo era stato condannato per avere violentato e poi assassinato l’undicenne Junny Rios-Martinez 17 anni fa. I due genitori erano presenti e indossavano una maglietta bianca con stampata la fotografia del figlio davanti, e una scritta dietro: “Una giustizia ritardata è una giustizia negata”.
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