-Il Giustiziere degli Angeli-

Pedofilia – Abusi – Violenza -

Bulma incriminata! il presidente dell’ADAM non è d’accordo e tira in ballo Pinocchio!!

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo tra i commenti questa lunga lettera inviatami da Paolo Buscaglino Strambio Presidente di ADAM Italia e padre adottivo, che l’ha lasciata anche tra i commenti sul sito www.troviamoibambini.it nello stesso articolo che riportavo nel mio blog  Ecco cosa insegnano i cartoni animati ai nostri figli: vergognoso!! . Vista la nostra democratica civiltà, do spazio a quanto il Sig.Paolo vuole dire sull’attacco verso il cartone animato “incriminato” dando, allo stesso tempo, spazio a quanti vorranno rispondere alle sue eccezzioni.

 Riporto la risposta inviata al Comitato…

Gentile Comitato,

come Presidente di ADAM Italia, associazione che da oltre 10 anni si occupa di cartoni giapponesi e del loro impatto sul pubblico italiano, mi permetto di rispondere alla vostra pagina web dedicata a Dragonball, a questo sollecitato anche da numerosi nostri sostenitori.

BULMA

La scena da voi proposta non è certamente educativa, né vuole esserlo (isolata dal suo contesto), ma fa parte di una serie animata che va vista nel suo insieme. Mi spiego con un esempio a voi certamente più familiare: Pinocchio. All’inizio del libro, il protagonista ne combina di tutti i colori, e il piccolo lettore si identifica facilmente in quel modello di ragazzino ribelle che rifiuta qualunque tipo di insegnamento positivo; col vostro metro (ovvero estrapolando solo queste scene) dovremmo concludere che l’opera di Collodi sia un testo estremamente diseducativo, da proibire assolutamente. In realtà, come ben sappiamo, il Pinocchio ribelle si trova all’inizio di un percorso di maturazione che si concluderà con una serie di messaggi estremamente educativi; è, in altri termini, un escamotage per coinvolgere il lettore attraverso l’identificazione col protagonista, allo scopo di farlo partecipe di quello stesso percorso di maturazione.
Lo stesso discorso vale per la protagonista di Dragonball, che da ragazza ribelle e fin troppo disinibita (come appunto intende illustrare la scena incriminata) la vedrà diventare adulta responsabile, e infine madre.
Ma va aggiunto che non bisogna aspettare a lungo, perché i suoi comportamenti “audaci” vengano stigmatizzati come meritano: nello stesso episodio (solo pochi minuti dopo), la soddisfazione per aver ottenuto facilmente ciò che desiderava si trasforma infatti in estremo imbarazzo allorché si accorge di aver mostrato ben più di quel che pensava… La scena lo mostra chiaramente, anche senza eccedere nel dettaglio (tanto che voi stessi mostrate di non esservi accorti che la ragazza, dalla vita in giù, appare completamente nuda!). Il messaggio trasmesso da queste poche scene è che l’eccesso di disponibilità nei confronti dei pervertiti (impersonati dal Maestro Muten, altro personaggio continuamente deriso e ferocemente castigato per questi suoi atteggiamenti) è un’arma a doppio taglio che rischia di ritorcersi contro chi la usa.
E questo, ripeto, è solo l’inizio di un percorso evolutivo (ed educativo) che la porterà, diversi episodi oltre, a diventare una persona totalmente diversa attraverso il confronto con altri personaggi e tutta una serie di esperienze che contribuiranno a formare il carattere suo e dei suoi compagni d’avventura.
Nel fumetto, questo senso di “percorso evolutivo” è magistralmente riassunto in una tavola di uno degli ultimi episodi, in cui un Goku ormai adulto “rivede” come in un flashback il suo primo incontro con Bulma. Solo allora il lettore viene indotto a ripercorrere idealmente il lungo cammino intrapreso e riflettere su quanto siano cambiati, da allora, i protagonisti. E se stesso insieme a loro.
Purtroppo, come ho scritto in un mio recente saggio sull’argomento, i genitori tendono a concentrarsi sulla singola scena, che viene valutata al di fuori del proprio contesto e utilizzata come metro per giudicare l’intera opera. Ma gli autori giapponesi non sono dei pervertiti, né lo sono gli importatori italiani (che prima di trasmettere in tv una serie la visionano per intero), e chi ha la costanza di guardare una serie giapponese dall’inizio alla fine se ne rende perfettamente conto. Se ne rendono conto, quindi, per primi i ragazzini che, appassionandosi alle avventure dei protagonisti, non se ne perdono neppure un episodio (altra fonte – inconsistente – di preoccupazione da parte di molti genitori) e vengono quindi coinvolti in un percorso educativo a lungo termine. Ne sono la prova gli attuali quarantenni che hanno potuto crescere “a pane e Mazinga”; persone generalmente più aperte nei confronti del mondo, più sensibili e disponibili di quelle cui questi modelli sono stati negati. Noi della cosiddetta “Goldrake Generation” abbiamo visto nei cartoni giapponesi degli anni ‘70/’80 cose che voi neppure immaginate – come le bombe umane di Zanbot 3, l’amore quasi incestuoso di Georgie o la transessualità della Principessa Zaffiro, più i tanto demonizzati orfanelli ipersfortunati – ma le abbiamo viste con occhi attenti, non superficiali, e abbiamo ricavato insegnamenti morali molto più radicati di quelli provenienti dalla scuola o dagli stessi genitori.

Insomma, il consiglio dell’ADAM è di guardare più cartoni giapponesi, e con più attenzione, invece di demonizzarli. E magari guardarli assieme ai vostri figli, che spesso dimostreranno di avere qualcosa di buono da insegnare, al riguardo.

Cordialmente,

Paolo Buscaglino Strambio
Presidente di ADAM Italia e padre adottivo.

PS) La scena in questione NON può essere considerata pedofila in quanto la protagonista NON è una bambina. In scene precedenti si è visto chiaramente Bulma che vive da sola e guida auto, moto e perfino un aereo personale; tutte situazioni che la identificano chiaramente come persona adulta. Al di là del tratto caricaturale di Toriyama, adulti e bambini si distinguono benissimo, quanto meno perché questi ultimi sono alti la metà.

Passi la critica alla situazione, ma evitiamo le accuse prive di fondamento…

 

27 Giugno 2008 - Pubblicato da mammadolce | Bulma, Cronaca, Disegni dei bambini, Minori e TV, Violenza su minori, abusi su minori, cartoni animati | , , , , , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. Bravo giusto.

    Commento di Manuel | 27 Giugno 2008 | Replica

  2. Bella analisi! Sono d’accordo con quanto scrivi – è troppo facile decontestualizzare una scena di quel tipo dal resto della storia per cercare consenso intorno allo stereotipo dei cartoni giapponesi porno.
    Il problema è la superficialità con cui vengono trattati questi argomenti.

    Continua così!!!

    Max.

    Commento di Massimo | 17 Luglio 2008 | Replica


Lascia un commento